MA A PONTIDA SALVINI CI ARRIVA? SULL’ONDA DEI TRAGICI SONDAGGI IL CAPITONE TENDE UNA MANO AI “NORDISTI” CHE VOGLIONO FARLO FUORI E APRE A UNA GESTIONE COLLEGIALE PER LA SCELTA DEI CANDIDATI ALLE PROSSIME POLITICHE
I “RIBELLI” PERO’ NON VOGLIONO PASSARE PER POLTRONARI E CHIEDONO IL “RINNOVAMENTO” DELLA LINEA POLITICA DEL PARTITO … OFFERTA DI SALVINI AI RIBELLI: “FACCIAMO INSIEME LE LISTE MA NIENTE SCHERZI A PONTIDA”
È l’ultima offerta di Matteo Salvini ai ribelli del Nord, che vorrebbero la sua testa, chiamata per galateo «passo di lato»: una gestione collegiale delle liste per le prossime Politiche. In cambio, niente scherzi a Pontida.
Tradotto: i vari Fontana, Zaia e Fedriga avranno voce in capitolo sulle candidature delle prossime elezioni, non deciderà il vicepremier in solitaria.
Ma l’appuntamento sul “sacro prato” della Bergamasca non può diventare terreno di scorrerie e contestazioni da parte dei nostalgici della Lega Nord, non può uscirne fuori – questi sono i desiderata del segretario – l’immagine di un Carroccio sbalestrato dai dissidi interni, ma al contrario dev’essere l’occasione del rilancio.
Non a caso il leader vorrebbe offrire il palco del 20 settembre ai governatori, senza grandi ospiti internazionali a rubare la scena, com’è avvenuto negli anni passati.
E non è detto che i nordisti siano disposti ad accettare la “pax delle liste”, anche perché sono consapevoli che possa uscire fuori una narrazione che li tratteggia da poltronari, più che interessati al rinnovamento e alle sorti del movimento.
Difficile capire se la mediazione riuscirà. Fallisse, riprenderebbe quota la proposta di creare “un’associazione del Nord”, insomma un correntone autonomo rispetto alla linea di via Bellerio. I pontieri però sono in azione: ieri il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, ha incontrato al Mef il governatore della Lombardia, Attilio Fontana. […]
La Lega è un pentolone di malumori e bisticci. Silvia Sardone, fedelissima del leader, se la prende davanti ai taccuini con chi sta mettendo in piazza la disputa dentro il partito: «I governatori? In Lega hanno già un ruolo. Mi piacerebbe leggere sui giornali qualche articolo di più sulle cose che fa la Lega rispetto alle questioni interne. Forse questo avvantaggerebbe i sondaggi».
Simonetta Matone, deputata considerata solitamente vicina al segretario, dal palco manda messaggi opposti (e apparentemente sfavorevoli) alla linea di Salvini: «Non c’è da esultare per il voto in Sassonia», cioè la vittoria dell’Afd celebrata invece dal vicepremier, con tanto di messaggi e complimenti ad Alice Weidel.
«Non dovremmo rincorrere chi non ci appartiene». Di più: «Dobbiamo essere orgogliosamente antifascisti, come era la Lega delle origini. Magari verrò cacciata, ma dico quello che penso».
(da Repubblica)
Leave a Reply