IN FRIULI VENEZIA GIULIA SONO STATI SPESI 3 MILIONI DI EURO PER IL CONCERTO DI ANDREA BOCELLI IN MEMORIA DEL 50ESIMO ANNIVERSARIO DEL TERREMOTO DEL 1976. LA CORTE DEI CONTI HA APERTO UN FASCICOLO PER POSSIBILE DANNO ERARIALE
A VINCERE L’APPALTO MILIONARIO È STATA LA FVG LIVE, UNA SOCIETÀ AMMINISTRATA DA LUCA TOSOLINI, CHE È SOCIO (IN ALTRE SOCIETÀ) DI GIOVANNI RICCARDI, FIGLIO DELL’ASSESSORE ALLA PROTEZIONE CIVILE, RICCARDO RICCARDI. CIOÈ PROPRIO DI COLUI CHE HA ISTITUITO IL COMITATO PER IL CINQUANTENNALE DEL TERREMOTO”
Hanno provato ad alzare la voce. Hanno minacciato querele, denunce, hanno
vagheggiato di «mandanti politici», e hanno provato a mettere sotto silenzio la notizia anticipata dalla Verità.
Ma ora gli amministratori del Friuli-Venezia Giulia che a maggio hanno speso oltre 3 milioni di euro (per l’esattezza 3.110.961 euro) per il concerto di Andrea Bocelli, in occasione delle celebrazioni per il 50° anniversario del terremoto del 1976, dovranno rispondere agli inquirenti.
E vediamo se saranno ancora così arroganti. O se dovranno piegarsi a spiegare le procedure seguite, come, a voler essere trasparenti e intelligenti, avrebbero dovuto fare fin dal primo momento.
Ve l’avevamo anticipato, infatti, ed è accaduto: l’esposto preparato in Friuli è arrivato a Roma all’Anac, l’Autorità anticorruzione, che in data 7 settembre, come da documenti in nostra mano, ha registrato l’atto e aperto un fascicolo. Ma non è tutto.
Lo stesso esposto è stato inviato anche alla Procura regionale della Corte dei Conti, che a sua volta ha aperto un altro fascicolo, chiedendo alla Guardia di finanza di indagare. Nel mirino dei magistrati contabili c’è l’eventuale sperpero di denaro pubblico, con conseguente danno erariale, a causa di quella assegnazione che avvenne con procedura negoziale e senza bando.
Spendere oltre 3 milioni di euro (tutti a carico dei contribuenti) per un concerto in memoria di una tragedia, è già di per sé discutibile, al di là del successo dell’iniziativa. […] Ma ancor più ha colpito il fatto, rivelato dalla Verità, che a vincere l’appalto milionario (ripetiamolo: assegnato con procedura negoziale e senza bando) è stata la Fvg Live, una società amministrata da Luca Tosolini, che è socio (in altre società) di Giovanni Riccardi, figlio dell’assessore alla Protezione civile, Riccardo Riccardi.
Cioè, guarda caso, proprio di colui che ha istituito il Comitato per il cinquantennale del terremoto. La Fvg Live è stata scelta perché offriva, in esclusiva, le prestazioni di Bocelli, ma a essa sono state assegnate (sempre con procedura negoziale e senza gara) anche tutte le attività organizzative e tecniche (palco, tribune, pavimentazioni, camerini, eccetera) che alla fine sono risultate la parte preponderante della spesa.
Tutto corretto? Tutto normale? E come mai la Fvg Live scriveva nella proposta (9 marzo 2026) che la parte tecnica e organizzativa sarebbe stata «non scindibile né negoziabile»? E come aveva fatto due mesi prima (16 gennaio 2026) il Comitato per il cinquantennale a stanziare la cifra esatta che Fvg Live propone due mesi dopo (9 marzo 2026)?
Insomma: è stato tutto corretto? E si poteva risparmiare su quell’appalto? L’assessore Riccardi si è difeso finora dicendo che lui non c’entra nulla con l’assegnazione alla Fvg Live. Si tratta, evidentemente, di una difesa assai debole.
È vero che l’appalto viene formalizzato il 13 marzo 2026 dalla direzione attività produttive e turismo, dipendente da un altro assessore, Stefano Bini, come avevamo correttamente scritto sulla Verità del 30 agosto scorso. Ma è anche vero che questa direzione era stata incaricata di occuparsi di questa vicenda solo tre giorni prima (10 marzo 2026) e proprio con un decreto della Protezione civile, dunque dell’assessore Riccardi.
Ed è altrettanto vero che la scelta di Bocelli (e di conseguenza della Fvg Live) è stata fatta nella riunione del Comitato per il cinquantennale del 16 gennaio 2026, dunque sotto la responsabilità dell’assessore Riccardi. Come fa a dire che non c’entra nulla? L’assessore Riccardi, per altro, dovrà probabilmente rispondere su altre spese relative al cinquantennale del terremoto.
Secondo quanto riportato dal Piccolo di Trieste, infatti, «La Procura della Corte dei Conti del Friuli-Venezia Giulia ha inserito nel fascicolo, oltre alla spesa per il concerto di Bocelli, una serie di altri finanziamenti concessi dalla Regione, sempre senza gara».
Per esempio, potrebbero esserci finiti i 160.000 euro (134.800 euro più Iva) spesi per la creazione di un sito Internet ad hoc (appalto vinto da Interlaced Srl) oppure i quasi 300.000 (239.250 euro più Iva) spesi per la messa celebrata il 3 maggio alla Caserma Goi Pantanali di Gemona.
In effetti: davvero era necessario un nuovo sito Internet per celebrare le vittime del terremoto? Non bastavano quelli istituzionali? E davvero una messa per ricordare i morti può costare 300.000 euro? Quest’ultima notizia siamo sicuri che non farà piacere ai tanti sacerdoti friulani che ogni giorno stanno vicino ai poveri e neppure al cardinale Matteo Zuppi, che quella messa da 300.000 euro l’ha celebrata.
Per altro: l’appalto della messa sapete chi l’ha vinto? Guarda caso: la Fvg Live, sempre lei, quella di proprietà del socio del figlio dell’assessore Riccardi.
Il quale assessore per questo appalto (come per quello del sito Internet) ha gestito direttamente la procedura, in quanto responsabile della Protezione civile. Riuscirà a dire anche stavolta che non c’entra nulla? Aspettiamo con ansia. Nel frattempo lo invitiamo a andare a rileggere gli inviti a quella Santa messa di commemorazione dei defunti, organizzata dalla Fvg Live per 300.000 euro. Si parla di «due ingressi omaggio» in offerta (l’ingresso omaggio, per la messa…), ci si raccomanda di «presentarsi ai controlli con il biglietto», tenendo «il codice a barre rivolto verso l’alto» e alla fine di tutto, in maiuscolo, c’è stampato un allegro: «Auguriamo buon divertimento!». Evidentemente alla Fvg Live non sanno distinguere l’eucaristia da un concerto pop. Oppure si divertono alle spalle di 1.000 morti sotto le macerie.
(da La Verità)
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