SULLA SICUREZZA SI GIOCHERANNO LE PROSSIME ELEZIONI. IL SONDAGGIO DI NANDO PAGNONCELLI: LA PREOCCUPAZIONE DEGLI ITALIANI PER LA SICUREZZA È PIÙ CHE TRIPLICATA DALL’INSEDIAMENTO DEL GOVERNO MELONI, ALLA FACCIA DEL GOVERNO “LEGGE E ORDINE
IL 46% DEI NOSTRI COMPATRIOTI SI RITIENE POCO O PER NULLA SICURO – A INTIMORIRE È SOPRATTUTTO LA CRIMINALITÀ COMUNE (48%), LE BABY GANG (28%) E IL DEGRADO URBANO (28%) … LA SICUREZZA È UNA PRIORITÀ ANCHE PER GLI ELETTORI DEL PD: IL 52% RITIENE CHE SARA’ CENTRALE NELLA PROSSIMA CAMPAGNA ELETTORALE
È evidente a tutti che il tema della sicurezza tende a essere sempre più rilevante nella
percezione dei cittadini. L’idea di essere insicuri, insufficientemente protetti, esposti a rischi, diventa sempre più una condizione esistenziale, in particolare in un contesto globale di pericolo, di incertezza, di preoccupazione.
Sembra altrettanto chiaro che questo tema, unitamente a quello dell’immigrazione e collegato strettamente all’insicurezza economica, oggi enfatizzata dalla crisi dei costi energetici, sarà centrale nella formazione delle opinioni e delle scelte di voto degli elettori. E i dati dei nostri sondaggi lo confermano.
La preoccupazione per la sicurezza mostra una crescita decisamente importante a partire dall’insediamento del governo Meloni: nell’ottobre 2022, data d’inizio dell’attuale legislatura, il tema era citato dal 10% dei nostri intervistati; oggi è più che triplicato, dato che le citazioni arrivano al 35%. E se a fine 2022 il problema della sicurezza era al decimo posto nella percezione dei nostri connazionali, oggi è al secondo posto.
Occorre anche separare percezione da realtà concreta. Se guardiamo alla sicurezza nella propria zona di residenza, la maggioranza assoluta (54%) si dichiara molto o abbastanza sicura. Ma una quota assai rilevante (46%) si ritiene poco o per nulla sicura. […]
Insomma, sembra che il problema sia non solo percepito, ma in parte anche sperimentato. […] Più coinvolti sono i residenti nel Nord e nei grandi centri.
Di fatto si tratta dei ceti periferici delle aree centrali. È una frattura che sembra sempre più dare conto di un cambiamento di sentimento che coinvolge progressivamente le nazioni più forti (basti pensare all’affermazione dell’AfD in Germania, proprio nelle aree periferiche di una grande nazione). Riguardo all’orientamento politico, si registra una maggiore senso di insicurezza tra gli elettori di centrodestra (41% si sentono poco o per nulla sicuri) rispetto a quelli di centrosinistra (37%).
Quando si parla di sicurezza si pensa soprattutto ai reati di prossimità: la criminalità comune (38%), le baby gang (28%), il degrado urbano (27%); cui si aggiungono i temi dell’immigrazione (27%), della violenza di genere (23%) e, ma in subordine, della criminalità organizzata (19%).
Con una differenza particolarmente significativa in relazione al tema migratorio: gli immigrati irregolari sono la prima preoccupazione degli elettori di centrodestra (lo cita il 44%) mentre scendono agli ultimissimi posti tra gli elettori di opposizione (12%).
Prevale la convinzione che il governo, pur avendo varato diversi provvedimenti in materia, abbia avuto risultati di scarsa efficacia: lo pensa il 64% degli intervistati (28% pensa che siano stati provvedimenti poco efficaci, 36% per nulla).
Con differenze nette per orientamento politico: tra gli elettori della maggioranza il 60% li valuta almeno in parte efficaci (ma solo 5% molto efficaci), mentre tra quelli di centrosinistra il 51% li considera per nulla efficaci (il 34% pensa lo siano stati poco). Le opinioni si dividono quasi equamente rispetto alle modalità di affrontare il problema: 43% opta per una politica repressiva, 44% invece per interventi di prevenzione.
Con evidenti differenze per orientamento politico pur se con sfumature: nel centrodestra, il 59% è per la repressione ma il 35% per la prevenzione; nel centrosinistra, il 63% per la prevenzione ma anche il 30% per la repressione.
Rimane il fatto che il tema sicurezza sarà rilevante per la prossima campagna elettorale: per il 48% sarà un tema centrale del confronto, il 35% invece ritiene che non sarà così importante. Più convinti della centralità del tema gli elettori delle forze di maggioranza (65%), posizione che rimane comunque maggioritaria anche tra gli elettori della coalizione progressista (52%). Si fatica però a individuare una forza politica che più delle altre sia capace di elaborare proposte convincenti: il 46% non sa indicarne nessuna, mentre i partiti principali si dividono citazioni comprese tra il 9% del M5S e il 17% di FdI.
Nando Pagnoncelli
per il “Corriere della Sera”
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