Destra di Popolo.net

GIOVANI DI FORZA ITALIA, ARRUOLAMENTO FLOP: IL “BABY MARADONA” NON C’E’

Dicembre 14th, 2013 Riccardo Fucile

IL CAVALIERE DELUSO…DELL’UTRI: “CERCHIAMO ANCORA”

«Bisogna individuare, selezionare, far allenare e poi mettere in campo. Come fa il presidente di una squadra di calcio, mestiere che io ho fatto, quando cerca nuove leve. E vedrà  che alla fine la individueremo…», sussurra Marcello Dell’Utri.
Poi il tono di voce del fondatore di Publitalia si fa fermo: «Troveremo una nostra Boschi», dove per «Boschi» s’intende Maria Elena, la giovane deputata renziana che il sindaco di Firenze ha inserito nella sua segreteria.
«Basta cercare ancora e vedrà , troveremo una Boschi berlusconiana per Forza Italia».
La declinazione del tempo al futuro – «individueremo», «troveremo» – dà  l’esatta misura di un piano fallito. Quantomeno nella tempistica.
Silvio Berlusconi avrebbe voluto lanciare le facce nuove della rinata Forza Italia già  l’8 dicembre, in contemporanea con la vittoria di Matteo Renzi alle primarie del Pd. Invece niente.
Nessun giovane di rilievo emerso dalla selezione di Villa Gernetto, che il Cavaliere aveva affidato appunto a Dell’Utri. Nessun «piccolo Maradona della politica» venuto fuori tra i falchetti lanciati da Daniela Santanchè.
E il fallimento, ad Arcore, deve considerarsi ancora più bruciante se è vero che l’ex premier ha dovuto digerire anche il velocissimo varo della segreteria under 35 promossa dal neo-leader del Pd.
Che comprende proprio quella Boschi che Berlusconi continua a considerare «troppo carina per essere una comunista». E di cui cerca una versione forzista.
Perchè sta diventando un vero e proprio cruccio, per Berlusconi, la ricerca di volti nuovi per Forza Italia.
Il Cavaliere sa che non può rimanere fermo rispetto all’ondata renziana, che sta facendo breccia anche in tutte le trasmissioni tv.
E, in attesa di trovare la nidiata giusta, sta appuntando alcune contromosse per tamponare il fresco tsunami democratico. Non è un caso, infatti, che la numero uno dei giovani di Forza Italia Annagrazia Calabria si veda sempre più spesso in tv.
Come non è casuale la ritrovata visibilità  in Parlamento di Mara Carfagna, che l’altro giorno ha stupito molti colleghi col suo intervento nel corso del dibattito sulla fiducia al governo Letta, declamato a braccio e senza sbavature.
Di quest’ultima, però, si dice anche che possa ambire a un incarico di primo piano nel partito. Magari proprio a quello lasciato vacante da Angelino Alfano.
E anche se tutto questo non sarà  definito prima della convention del 26 gennaio, c’è già  chi, a cominciare da Dell’Utri, registra i «grandi progressi» dell’ex ministro delle Pari opportunità .
«La Carfagna ha fatto dei notevoli passi in avanti. L’ho vista in azione e devo dire che è davvero molto brava».
Nel «chi sale e chi scende» del borsino forzista c’è, insomma, quell’«effetto Renzi» che sta per investire anche il mondo berlusconiano.
Non a caso, per Carfagna e Calabria che salgono, c’è una Santanchè che si vede, anche in tv, sempre meno.
E i falchetti che la pasionaria del berlusconismo radicale aveva provato a lanciare un mese fa?
«I falchetti volano. Saranno volati via anche questi», sorride Dell’Utri.
Anche se Andrea Zappacosta, che dei «falchetti» fu una specie di frontman , non molla la presa. «Sarò presidente di uno dei club Forza Silvio. E penso che, per contrastare Renzi, adesso servano davvero i giovani. Quando un mese fa tutti ci cercavano, qualcuno ha provato a metterci i bastoni tra le ruote. Ma andremo avanti con impegno e fedeltà  al presidente Berlusconi, che era e rimane il leader. Se fosse candidabile, non avremmo problemi. Visto che non lo è, però, dobbiamo cercare qualcuno che faccia il candidato premier al posto suo».
E ha le idee chiare il falchetto. «Per me il nome migliore è quello di Marina Berlusconi».

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BERLUSCONI LANCIA I CLUB FORZA SILVIO TRA LE CHIOME BRIZZOLATE

Dicembre 9th, 2013 Riccardo Fucile

POCHI GIOVANI, TRUPPE CAMMELLATE DAL SUD E VECCHIA GUARDIA… ECCO IL NUOVO KIT DI FORZA ITALIA

L’onda di chiome brizzolate si materializza vicino ai pullman.
Spillette di Forza Italia al bavero, un grande futuro alle spalle. Sotto un cartello a caratteri cubitali “Come Mandela” arrivano i militanti di Latina.
Federico Avallone di primavere alle spalle ne ha parecchie: “Noi — dice — siamo quelli che hanno fatto l’Italia, io stavo nella Folgore e sono stato nel Movimento sociale” (che triste fine… n.d.r.)
Poi, il Pantheon: “Pensi che mio nonno ha condotto la gloriosa battaglia di Vittorio Veneto contro l’invasore austriaco. Mio padre invece è stato consigliere comunale monarchico e ha tentato il colpo di Stato con De Lorenzo. Ora Berlusconi è l’unico. È la destra”.
Via della Conciliazione. A due passi dal Cupolone va in scena il battesimo dei Club Forza Silvio, quelli dell’ennesima rivoluzione azzurra, dell’Italia che lavora e che produce, quelli che “basta con i politici di professione”.
Età  media, over cinquanta. La società  civile, chissà .
Seduto in un caffè si rivede Alessandro Battilocchio, l’enfant prodige del “nuovo Psi” di Gianni De Michelis, ex europarlamentare con una valanga di preferenze a Civitavecchia. Ora ha già  aperto un bel numero di club Forza Silvio con l’obiettivo di tornare al Parlamento europeo la prossima primavera.
Vecchi leoni, truppe cammellate con ore di viaggio alle spalle, in via della Conciliazione pare di stare sulla Salerno-Reggio Calabria.
Il berlusconismo 2.0 si muove come l’apparato degli anni Cinquanta.
Più pullman che casting. Più signori delle preferenze che Publitalia. Più centro-sud che Milano.
Intabarrato nel suo cappotto cammello, Salvatore De Monaco, presidente della provincia di Latina racconta: “Da Latina abbiamo portato quattro pullman. Oggi inizia la nostra battaglia per la libertà  e parte dalla nostra base”.
Già , la base. Quelli del Ventennio. Come Salvatore Porfido, ex commerciante che ha chiuso due negozi causa crisi: “Sto con Berlusconi dal ’94 ed è lui l’unico leader. Con questo governo le imprese sono destinate a morire. Meglio il voto, al più presto”. Echeggiano slogan antichi contro il governo delle tasse e della spesa pubblica, contro la sinistra di sempre.
Nuovi quelli contro Alfano: “Questo governo — prosegue De Monaco – in otto mesi si è solo occupato della decadenza di Berlusconi. Alfano cerca solo scuse per giustificare perchè sta con Letta”.
Scusi, signora, ma i giovani dei club Forza Silvio dove sono?
“Non lo so — risponde tenendo il marito sotto braccio — io ero qui per il Papa. Mi sono fermata per curiosità ”.
Gli inconvenienti di via della Conciliazione, la domenica della messa. Eccolo, un ragazzo molto berlusconiano nel suo blazer blu, camicia a righe e cappottino al braccio incurante del freddo. Si chiama Fabio Gamba, 21 anni, milanese che studia economia alla Bocconi. Perfetto, sbarbato come piace al Cavaliere: “Berlusconi — dice tutto d’un fiato — è l’unico. Non si può mettere il paese nella mani di un comico come Grillo o di uno che non ha mai fatto nulla nella vita come Renzi”.
Scusa, ma i giovani dove sono? “A Milano c’è una grande partecipazione attorno ai club, abbiamo avuto ottimi riscontri”.
Arriva Domenico Scilipoti detto Mimmo, l’eroe dei responsabili del 2010. Con aria vaga si aggira dove sono le telecamere. Ma non era vietata la presenza dei parlamentari? “Vietato? — sorride — Noi non vietiamo. Noi non abbiamo la cultura del divieto”.
Già , vietato vietare. Non è l’unico a disobbedire alle regole di ingaggio del Capo.
Che aveva chiesto alla nomenklatura di stare a casa. Con l’eccezione di Deborah Bergamini, suo braccio destro e sinistro in materia di comunicazione e di Annagrazia Calabria, leader dei giovani.
Ma non tutti sono rimasti a vedere le partite sia pur col malumore di chi ha rinunciato a una passerella di fronte alle telecamere.
Ecco Paola Pelino, cotonata come nelle migliori occasioni: “Noi parlamentari — spiega — secondo lo statuto e le indicazioni del presidente siamo i responsabili territoriali di Forza Italia. Capisce, dobbiamo organizzare…”.
È pieno di organizzatori. Arrivano Vincenzo Gibiino, Manuela Repetti, Francesco Giro. Parte l’Inno. Tutti in piedi, per l’ennesima battaglia del nuovo che avanza: “Siam pronti alla morte, l’Italia chiamò”.

(da “Huffingtonpost“)

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GRILLINI E FORZA ITALIA FINALMENTE FIDANZATI UFFICIALI: CHIEDONO PER FINTA “TUTTI A CASA”, MA QUANTI SAREBBERO RIELETTI?

Dicembre 5th, 2013 Riccardo Fucile

A PAROLE HANNO TUTTI I BAGAGLI PRONTI, MA IN STAZIONE NON CI VA NESSUNO… IN ONDA ALLA CAMERA LA SOLITA SCENEGGIATA USO TELECAMERE: PECCATO CHE IL PORCELLUM L’ABBIA INVENTATO IL CENTRODESTRA E CHE GRILLO CON QUEL SISTEMA VOLEVA ANDARE A VOTARE FINO A IERI

Tutti delegittimati e abusivi, tutti a casa, tuonano i grillini ed escono dall’aula.
Sono 148 i deputati abusivi della sinistra, scrive Renato Brunetta, e sono quelli del Pd arrivati alla Camera grazie al premio di maggioranza giudicato illegittimo dalla Corte Costituzionale.
Il Movimento 5 Stelle e Forza Italia vanno alla carica della maggioranza e del governo a testa bassa.
Due opposizioni che hanno l’obiettivo di far saltare il banco della politica e portare gli italiani al voto prima possibile.
Due opposizioni che si somigliano sempre di più nell’intento di delegittimare questo Parlamento, che si sommano nella pratica ostruzionistica su ogni provvedimento che transita per l’aula di Camera e Senato.
Il Pd parla di populismi che si uniscono.
Fabrizio Cicchitto del Nuovo Centrodestra è dispiaciuto della sponda che Forza Italia sta dando ai pentastellati in questa opera demolitrice.
Sicuramente c’è un’eterogenesi dei fini che fa il gioco dei grillini che non hanno tra le proprie corde grandi prospettive di governo, ma non è chiaro fino a che punto possa giovare ai berlusconiani.
Il partito di Berlusconi non ha interesse a tornare alle urne con quel che resta del Porcellum disossato, ovvero un sistema proporzionale con le preferenze.
Quanti, degli attuali parlamentari, verrebbero rieletti con le preferenze?
Allora lunga vita a Letta?
Forse non è un caso che un esponente di primo piano di Forza Italia come Maurizio Gasparri chiede di cominciare subito a discutere di riforme costituzionali per superare il bicameralismo e ridurre il numero dei parlamentari.
Una vota chiarito che Parlamento ne uscirà  fuori, osserva Gasparri, si potrà  scrivere la nuova legge elettorale ad hoc.
Insomma, in Forza Italia non tutti dicono «siamo tutti decaduti» e vogliono confondersi con i grillini.
Il problema è che Berlusconi non ha idea di che legge elettorale vuole. Aspetta di capire cosa farà  Renzi.
In attesa, sia Forza Italia che Cinquestelle confidano nella memoria corta degli Italiani: i primi sono, con la Lega, coloro che hanno prodotto la porcata che ora festeggiano sia stata eliminata.
I secondi sono gli stessi che fino a ieri insistevano per andare a votare con il Porcellum .
Ma qualcuno del M5S si è per caso scusato per aver ripetutamente proposto, gridato, preteso di andare al più presto a nuove elezioni con una legge incostituzionale?
La Corte Costituzionale, oltre a dichiarare l’illegittimità  di quelle norme, ha detto altre due cose, che evidentemente nessuno nel M5S è in grado di leggere o capire.
La prima è che gli effetti giuridici della sentenza decorreranno dalla data di pubblicazione della sentenza, che “avrà  luogo nelle prossime settimane”.
In altre parole, al momento di illegittimo non c’è proprio nulla.
La seconda, ancor più degna di attenzione, è che “resta fermo che il Parlamento può sempre approvare nuove leggi elettorali, secondo le proprie scelte politiche, nel rispetto dei principi costituzionali”.
Ovvero: l’idea che il Parlamento possa solo ripescare il mattarellum è una boiata.
Quindi, menzogne a parte, se i Cinquestelle tra una sceneggiata e un’altra, ritengono questo Parlamento illegittimo, a cominciare da loro stessi, perchè le dimissioni, invece che chiederle agli altri, non le danno loro per primi?
Cosa aspettano a dare l’esempio?
Come riescono a stare anche per un solo altro giorno in un Camera di abusivi, loro per primi?

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FORZA ITALIA SPROFONDA NEL RIDICOLO: “SENATORI A VITA, MERITI INSUFFICIENTI”

Dicembre 4th, 2013 Riccardo Fucile

CHIEDONO ALLA GIUNTA PER LE ELEZIONI UN SUPPLEMENTO DI DOCUMENTAZIONE CHE NE CONFERMI IL VALORE SOCIALE E SCIENTIFICO: CHI LO ESAMINA POI? GASPARRI, RAZZI E SCILIPOTI?

I fedelissimi del Cavaliere chiedono alla Giunta delle elezioni un supplemento di documentazione che confermi il “valore sociale” di Carlo Rubbia, Renzo Piano e Claudio Abbado e quello scientifico di Elena Cattaneo.
In Giunta delle elezioni i senatori di Forza Italia Elisabetta Casellati e Lucio Malan hanno posto la questione sulla sussistenza dei requisiti previsti per la convalida dei senatori a vita, chiedendo un rinvio per l’acquisizione della documentazione necessaria.
“Pur rispettando il Capo dello stato e i quattro nominati – affermano – dalle carte trasmesse alla Giunta non sono emersi elementi sufficienti ad identificare gli ‘altissimi’ meriti scientifici della prof. Cattaneo nè gli ‘altissimi meriti sociali’ attribuiti a tutti e quattro (Renzo Piano, Carlo Rubbia e Claudio Abbado, ndr)”.
Il premio Nobel per la Fisica, il famoso architetto, la neurobiologa resa celebre dalle ricerche sulle staminali e il grande direttore d’orchestra, nominati senatori a vita da Giorgio Napolitano lo scorso agosto, forse dovranno sottoporsi all’esame di Maurizio Gasparri?
Magari qualche straccione e qualche aspirante velina miracolata potrebbero leggersi le schede che seguono.

Claudio Abbado
Nato nel 1933, si è diplomato al conservatorio di Milano. Ha acquisito meriti artistici nel campo musicale attraverso l’interpretazione della letteratura musicale sinfonica e operistica alla guida di tutte le più grandi orchestre del mondo. A tali meriti si è congiunto l’impegno per la divulgazione e la conoscenza della musica in special modo a favore delle categorie sociali tradizionalmente più emarginate. Ha avuto la responsabilità  della direzione stabile e musicale delle più prestigiose istituzioni musicali del mondo come il Teatro alla scala e i Berliner philharmoniker; ha ideato istituzioni per lo studio e la conoscenza della nuova musica”.
Elena Cattaneo
Nata nel 1962, si laurea in farmacia all’università  di Milano, dove dal 2003 insegna come professore ordinario. “Ha operato come ricercatrice per tre anni al Mit di Boston – ricorda il comunicato del Quirinale – dove ha avviato studi su cellule staminali cerebrali. Rientrata in italia, ha fondato e dirige il laboratorio di biologia delle cellule staminali e farmacologia delle malattie neurodegenerative del dipartimento di bioscienze dell’università  di Milano”, e “da ottobre 2013, coordinerà  il progetto neurostemcellrepair nell’ambito del 7° programma quadro della ricerca europea”.
Renzo Piano
Nato nel 1937, si laurea al Politecnico di milano nel 1964 e dal 1994 è ambasciatore dell’Unesco per la città . Nel corso della sua carriera, “ha costruito spazi pubblici per le comunità , musei, università , sale per concerto, ospedali.
Tra i suoi più importanti progetti il centro culturale Georges Pompidou a Parigi, l’aeroporto Kansai in Giappone, l’auditorium Parco della musica a Roma, il museo dell’Art Institute a Chicago, il nuovo campus della Columbia University a New York.
Nel 2004 istituisce la fondazione Renzo Piano, con sede a Genova, organizzazione no-profit dedicata al supporto dei giovani architetti, che accoglie a bottega”.
Carlo Rubbia
E’ nato nel 1934, si è laureato alla Normale di Pisa e ha svolto il suo dottorato alla Columbia University.
Ricercatore al Cern di Ginevra dal 1961, ne è stato direttore generale dal 1989   al 1993.
Per diciotto anni ha svolto l’attività  di professore di fisica ad Harvard. Nel 1984 ottiene il premio nobel insieme a Simon Van Der Meer per la scoperta dei particelle w e z, responsabili delle interazioni deboli.
“Membro delle più prestigiose accademie scientifiche – conclude il Quirinale – detiene 32 lauree honoris causa. Attualmente svolge le sue attività  di ricerca fondamentale al Cern e ai laboratori nazionali del Gran Sasso dell’Infn.

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L’ULTIMA SPERANZA DI SILVIO: “ELEZIONI IN PRIMAVERA, SARA’ MATTEO AD APRIRE LA CRISI”

Dicembre 1st, 2013 Riccardo Fucile

MA BERLUSCONI TEME ALTRE FUORIUSCITE DA FORZA ITALIA

Scricchiola, Forza Italia. I sottosegretari sembrano voltare le spalle a Silvio Berlusconi.
Il gruppo del Senato rischia di perdere presto altre pedine. E anche i vertici tra il Cavaliere e i figli ricordano le corride di palazzo Grazioli.
Eppure, l’ex premier spera ancora. «Dobbiamo fare casino è la linea recapitata ieri ai falchi azzurri — Creare le condizioni affinchè Renzi stacchi la spina».
E’ una scommessa disperata. Siccome però nuvoloni nerissimi si addensano su Arcore, Berlusconi punta tutto sul sindaco.
In fondo, quando è all’angolo il Cavaliere dà  il meglio di sè: «Io non lo attacco più — sussurrava due giorni fa a un vertice Ue lo storico rivale socialista tedesco Martin Schulz — perchè il suo gioco è di provocare per poi fare la vittima… »
Politicamente il Cavaliere gioca d’azzardo. La strategia si riduce a puntare tutto sul sindaco di Firenze, come conferma il senatore Augusto Minzolini: «Se si vuole salvare, Renzi deve andare a votare a marzo. Se non lo fa, fatti suoi. Ma farà  la fine di Veltroni con Prodi. Al 2015 arriverà  consunto »
Ecco allora che nella nuova sede di San Lorenzo in Lucina si gioca con la teoria del caos.
Agitare la piazza, convocare conferenze stampa in ogni regione per spiegare l’addio al governo, tenere a battesimo mille club “Forza Silvio” il prossimo 8 dicembre.
Saverio Romano promette una mozione di sfiducia al governo. Berlusconi tentenna, non vuole compattare il Pd.
«Vedremo — spiega Renata Polverini — ma servirebbe per sancire la fine delle larghe intese ». E poi ci sono le commissioni parlamentari presiedute da uomini di Fi.
L’idea è di boicottarle, provocando uno stallo parlamentare che avvicini le urne
«Con otto senatori di vantaggio non si governa, un raffreddore provoca la crisi», è il tam tam azzurro.
Ma intanto Berlusconi è in allerta per una possibile, prossima mini-frana a Palazzo Madama.
Sotto osservazione due senatori di Gal, Antonio Scavone e Giuseppe Compagnone, che hanno votato la manovra.
Ma anche cinque potenziali transfughi Fi. Alcuni hanno disertato la fiducia sulla legge di stabilità . Senza contare la figuraccia sui sottosegretari.
Berlusconi è rimasto scosso. Non è tanto la posta in palio — in fondo, qualche posto di sottogoverno — ma la portata dei potenziali “tradimenti”.
Rocco Girlanda è proiezione di Denis Verdini, Bruno Archi espressione di Gianni Letta, Jole Santelli milita nel cerchio magico di Francesca Pascale, Marco Cirillo amico di Paolo Berlusconi.
Quest’ultimo non si dimetterà , Girlanda bussa addirittura al Ncd.
«E vedrete — giura Paolo Naccarato — appena si chiuderà  lo spazio elettorale del 2014, la slavina diventerà  frana. Resteranno solo posti in piedi…»
Per tappare l’eventuale falla, il Cavaliere dovrebbe partecipare martedì prossimo alla riunione dei suoi gruppi parlamentari.
Vale tutto, in questa battaglia. Anche il nuovo pallino di Berlusconi, pronto a conquistare gli animalisti con una campagna al fianco di Dudù.
Di certo, Berlusconi gestisce la partita più delicata mentre è alle prese anche con fastidiose grane familiari.
La pax rossonera uscita ieri da un vertice con i figli in Brianza è precaria, ma obbligata.
La ragione la ripete di continuo l’ex premier agli amici: «Barbara ci tiene troppo, che ci posso fare? ». Stima la figlia. E a volte si lascia pure un po’ andare, con un sorriso: «È intelligente, sveglia, a volte anche un po’ furbetta come la mamma…».

Tommaso Ciriaco
(da “La Repubblica“)

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GIULIANO URBANI: “CON BERLUSCONI COSTRETTO A BORDOCAMPO, IL CENTRODESTRA DOVRA’ INVENTARSI UN ANTI-RENZI”

Novembre 29th, 2013 Riccardo Fucile

UNO DEI PADRI FONDATORI DI FORZA ITALIA, DA TEMPO CRITICO: “CREDEVO NELLA SPINTA LIBERALE, MA FORZA ITALIA PRESE UN’ALTRA STRADA”…”NON SI PUO’ PENSARE DI AGGREGARE SOLO IN FUNZIONE DEL PERICOLO COMUNISTA, OCCORRE DARE RISPOSTE”

“Oggi finisce un’epoca e probabilmente ne inizia una nuova”. Secondo Giuliano Urbani, uno dei padri fondatori della prima Forza Italia, il giorno della decadenza di Silvio Berlusconi rappresenta un punto di rottura nella storia politica del nostro paese. Un momento che, fin dalle prossime settimane, imprimerà  un cambiamento radicale allo scenario politico italiano. “Nell’economia di questi anni lo considero un evento epocale”.
Due volte ministro (Funzione pubblica nel 94-95, Beni culturali dal 2001 al 2005), Giuliano Urbani è stato un tassello fondamentale nel percorso verso la discesa in campo di vent’anni fa.
“Dal 1994 Berlusconi è sempre stato il catalizzatore della competizione politica in Italia — continua Urbani -. Adesso esce di scena e non può più essere protagonista in prima persona”.
Come molti osservatori, anche l’ex ministro concorda sul fatto che Berlusconi continuerà  a fare politica: “Però non potrà  più essere lui il centravanti, dovrà  accontentarsi di fare l’allenatore. Questo fatto introdurrà  delle novità  sostanziali”.
Cambia quindi il perno del sistema politico: “Cambierà  il modo di farsi la concorrenza reciproca — spiega -. Ammesso che sarà  Renzi il candidato del centrosinistra, a destra dovranno inventarsi un personaggio da mettere in campo in grado di tenergli testa”.
E poco importa chi sia: “La cosa che fa più impressione non è tanto un nome o l’altro, quanto la certezza che l’alternativa a Renzi, non essendoci Berlusconi, si presenterà  in modo comunque diverso da lui. Più o meno conflittuale, più o meno cooperativo, più o meno bellicoso e questo porterà  inevitabilmente delle novità , fin da gennaio”.
Difficile pensare a un Berlusconi lontano dalla politica.
Difficile pensare che il sistema mediatico digerirà  velocemente un personaggio così ingombrante e così presente nell’immaginario collettivo: “Anche io credo che lui farà  di tutto per continuare a occupare tutto lo spazio possibile — continua Urbani -. Però sarà  molto diverso. Lui ora è costretto a mettere in campo una squadra”.
E non possono essere semplici figuranti ma persone capaci, autonome: “Il bipolarismo assomiglia molto al tennis — spiega -. Se davanti hai un giocatore che fa un certo gioco devi mettergli di fronte uno che sappia fare palle corte, passanti e smash, altrimenti finisce che perdi 6-0 6-0” e in politica sarebbe inaccettabile, tanto più per una squadra allenata da Berlusconi.
“Lui è un uomo con un fortissimo orgoglio e un fortissimo senso di sè — conferma Urbani -, quindi sta vivendo malissimo questa fase”, probabilmente anche perchè è consapevole del fatto che non potrà  portare la nuova Forza Italia ai livelli del 1994: “Allora Berlusconi aggregò attorno a sè tutte le forze anticomuniste, creando una compagine estremamente eterogenea. Quello secondo me fu un errore strategico. Eravamo forti elettoralmente e ma debolissimi sul piano programmatico. Un gruppo che garantiva numeri importanti ma che era politicamente ingessato ogni volta de doveva affrontare temi nevralgici”.
E per chi come Urbani aveva visto in Forza Italia un’autentica spinta liberale, quello è stato da subito un handicap pesante: “Di allora ricordo l’emozione positiva e galvanizzante di veder nascere una forza espressamente liberale. Ma dall’altro lato ricordo anche il disagio di essere stato assieme a partner con cui avevo poco in comune. Vedi la Lega secessionista o Alleanza nazionale. Ma così anche gli ex democristiani: con Casini, Follini e Tabacci non avevo quasi nulla in comune”.
Oggi, ragiona Urbani, il paese non si può più permettere un partito che punta tutto sull’aggregazione dei nemici dello spettro comunista.
Oggi servono un’operatività  e una dinamicità  al passo con i tempi. Servono risposte. Ecco perchè nel giorno della decadenza, l’auspicio dell’ex ministro è che l’Italia riesca a superare Berlusconi: “Mi auguro che con la sua uscita di scena finalmente qualcuno ci dica come abbattere il debito pubblico, che ci dicano come convivere con il 3% del patto fiscale europeo. Le vere domande sono queste, alla gente non importa che ora la maggioranza sia forte e coesa, la gente vuole sapere cosa fai per il paese”.

Alessandro Madron

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“E’ COLPO DI STATO”: SI RIMUOVONO DA SOLI LO STRISCIONE E POI SI LAMENTANO

Novembre 27th, 2013 Riccardo Fucile

I PARLAMENTARI DI FORZA ITALIA DOV’ERANO?…CONFERMATO: BERLUSCONI PARLERA’ ALLE 16

«È un colpo di Stato». Questo lo striscione comparso davanti al palco che è stato issato a palazzo Grazioli dove alle 16 parlerà  Silvio Berlusconi prima che inizi il voto in Senato per la sua decadenza.
La polizia presente ha invitato a rinnosso lo striscione portato lì da un militante pugliese. La zona è presidiata.
Ad ora non ci sono allarmi per quanto riguarda l’ordine pubblico.
Imponente lo schieramento dei media fin dal primo mattino e traffico già  congestionato tra via del Plebiscito e piazza Venezia.
«Apprendiamo la notizia – dicono in una nota congiunta i due capigruppo di Forza Italia Renato Brunetta e Paolo Romani – secondo la quale alcuni funzionari delle forze dell’ordine hanno sequestrato preventivamente un cartello che sarebbe stato esposto questo pomeriggio durante la manifestazione di Forza Italia a sostegno del nostro presidente Silvio Berlusconi. «Giudichiamo molto grave quanto accaduto e, in attesa di chiarimenti, preannunciamo sin d’ora interrogazioni urgenti al ministro dell’Interno, Angelino Alfano, affinchè venga fatta piena luce su questo inaccettabile episodio».
La replica della Questura arriva poco dopo l’inizio ufficiale del sit-in, previsto per le 14: «Gli agenti non hanno rimosso e sequestrato il cartello ma hanno invitato i manifestanti a rimuoverlo».
Quindi invece che difendere lo striscione e informare un parlamentare, chi lo ha appeso l’ha tolto di sua iniziativa…. gran bella figura.
Stanno cominciando ad arrivare a palazzo Grazioli i fedelissimi di Silvio Berlusconi, che incontreranno il cavaliere prima della manifestazione e del comizio dell’ex premier previsto per le 16.
Sono già  entrati, dall’ingresso posteriore, nella residenza di Berlusconi: Daniela Santanchè, Daniele Capezzone, Francesco Nitto Palma, Raffaele Fitto e Denis Verdini.
La pitonessa in tenuta da manifestazione indossa jeans e scarpe da tennis.
“Berlusconi oggi parlerà  alle 16, poi andrà  ad Arcore dai figli, nel focolare domestico”. Lo conferma Licia Ronzulli, eurodeputata di forza italia, intervenendo a ‘Un giorno da pecora’.

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DIECIMILA IN ARRIVO AL PLEBISCITO: “NOI SAREMO LO SCUDO DI SILVIO”

Novembre 25th, 2013 Riccardo Fucile

MERCOLEDI’ ALLE 17 SCATTA IL RISCHIO CORTEO NON AUTORIZZATO DI FORZA ITALIA

Potrebbe accadere intorno alle 17 di mercoledì 27 novembre. Nel cuore di palazzo Madama trasformata in una bolgia, il Presidente del Senato Pietro Grasso pronuncia una formula da incubo: «Prego i commessi di accompagnare il senatore Berlusconi fuori dall’Aula»
Ecco, è il momento esatto della decadenza.
Esplode la rabbia della piazza azzurra. A via del Plebiscito migliaia di fan del Cavaliere circondano Palazzo Grazioli, nei pressi del Senato pattuglie di supporter inneggiano all’uomo di Arcore. Proteste pacifiche, ma impetuose.
Accompagnate da una promessa: «Non permetteremo che si ripeta quanto accaduto a Craxi».
Alla vigilia della cacciata del leader il quartier generale azzurro è sotto choc.
L’aria elettrica, così elettrica che il Quirinale invita l’ex premier a mantenere la protesta nell’alveo della legalità .
L’effetto, però, è benzina sul fuoco della rabbia berlusconiana: «Napolitano? Noi abbiamo sempre rispettato la legalità  — giura la pasionaria Michaela Biancofiore — sono altre le piazze che non l’hanno fatto».
E Luca D’Alessandro, rivolgendosi al Colle: «Era più democratica la protesta dei giovani ungheresi contro il regime sovietico o l’invasione dei carri armati in Ungheria?».
I big di FI, intanto, pregano il Capo di negarsi all’arena del Senato.
Profetizzano un clima infuocato, applausi e insulti, grida e lacrime.
Berlusconi, però, sembra intenzionato a sfidare l’Aula. Dovesse farlo, l’abbraccio del popolo azzurro dovrà  essere travolgente. «Di certo non lo lasceremo solo», promette Renata Polverini.
Il piano è già  pronto.
I deputati varcano il portone di Palazzo Madama. Raggiungono i senatori, pronti ad abbandonare l’Aula un minuto dopo il voto. Fuori, i manifestanti si riversano intorno al Senato. Il più vicino possibile al Fondatore.
«C’è chi ha paura del popolo moderato — sostiene Biancofiore — perchè quando s’incacchia sono dolori».
Nessuno, a dire il vero, ha richiesto l’autorizzazione per manifestare davanti Palazzo Madama. Alla Questura è giunta solo la domanda per il raduno di via del Plebiscito. Accordata, nonostante gli inevitabili disagi al traffico della Capitale.
Alcuni azzurri, però, potrebbero seguire comunque il leader. Almeno fin dove le forze dell’ordine lo consentiranno, perchè l’area sarà  transennata.
Con la speranza che tutto fili liscio.
A poche centinaia di metri, migliaia di militanti di Forza Italia circonderanno Palazzo Grazioli. Mercoledì è giorno lavorativo, ma Ignazio Abrignani è certo che non sarà  un flop.
«Penso che ci saranno almeno diecimila persone prevede l’uomo macchina del partito — Stiamo organizzando pullman da tutta Italia. La gente ha capito la drammaticità  del momento ». Sventoleranno bandiere, svetteranno cartelli inneggianti all’unico leader. E fra due ali di folla, parlerà  Berlusconi. Come ad agosto scorso.
In piena estate la manifestazione di via del Plebiscito fu organizzata in gran fretta.
Per far spazio al palco vennero abbattuti due cartelli stradali, ma stavolta il Campidoglio non consentirà  che quanto accaduto si ripeta. E infatti già  oggi si terrà  al Comune un vertice organizzativo per pianificare l’evento, individuando il punto migliore per ospitare il palco.
A curare la scenografia sarà  il fidato Roberto Gasparotti.
Sarà  lo scudo umano per il leader decaduto.
Tutti in piazza per evitare che eventuali manifestanti anti-Cav possano macchiare un giorno già  cupo. Ci sarà  anche l’Esercito di Silvio: «La decadenza giura Simone Furlan — è un golpe giudiziario. E mi auguro che non si ripetano scene alla Craxi».
E Biancofiore: «Non ci saranno scene alla Craxi perchè Berlusconi è innocente. La persecuzione a cui è sottoposto è una tortura. E, d’altra parte, non è un caso che nella storia tutti quelli che hanno difeso la libertà , da JFK a Mandela, sono finiti ammazzati o in prigione».

Tommaso Ciriaco
(da “La Repubblica”)

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IN FORZA ITALIA E’ GIA’ LITE: FALCHI CONTRO LEALISTI

Novembre 23rd, 2013 Riccardo Fucile

“ROMANI TROPPO MODERATO”: RINVIATA LA NOMINA DEL CAPOGRUPPO IN SENATO

È confermato e non ci saranno rinvii.
Mercoledì 27 novembre Berlusconi decadrà  da senatore. Se Palazzo Madama non dovesse fare in tempo ad approvare la legge di stabilità , i lavori verrebbero interrotti e ripresi giovedì.
La macchina è ormai avviata, il Pd non ammette colpi di freno e slittamenti: la settimana prossima il Cavaliere sarà  un leader extraparlamentare e Forza Italia abbandonerà  le larghe intese per passare all’opposizione.
Un passaggio che potrebbe avvenire anche prima, già  martedì 26 novembre, in occasione del voto di fiducia sulla legge di stabilità  autorizzato ieri dal Consiglio dei ministri.
In aula i forzisti faranno fuoco e fiamme, presenteranno ordini del giorno, mozioni per invalidare la decisione della giunta sulla decadenza, lo stesso Berlusconi potrebbe intervenire con un discorso roboante e tutto questo mentre fuori dal palazzo si svolgerà  una manifestazione organizzata dal partito.
Tutti intorno al Cavaliere, appassionatamente, come se Forza Italia fosse veramente unita. Invece non lo è.
Il volo delle colombe verso un altro nido non ha portato pace e amore. È in atto una guerra all’ultimo sangue tra falchi, lealisti e coloro che prima della scissione venivano chiamati mediatori.
Tra questi c’era Paolo Romani che doveva assumere la carica di capogruppo pro tempore di Fi al Senato.
Berlusconi era d’accordo, poi ieri si è riunito il gruppo e sono volati gli stracci. Romani impallinato e fatto fuori dai falchi guidati da Nitto Palma, Bondi, Minzolini e dai lealisti come Bernini e Donato Bruno.
Riunione aggiornata a lunedì.
Cosa non va in Romani? Ha la colpa di essere stato troppo dialogante con i cugini che si sono separati.
Alla presidenza del gruppo Forza Italia, dicono gli impallinatori di Romani, ci vuole una personalità  che interpreti in maniera più aggressiva la nuova fase all’opposizione. Motivazioni politiche dietro le quali si celano ambizioni personali di chi vuole fare il capogruppo e controllare il partito.
E anche su quest’ultimo terreno non mancano gli scontri all’arma bianca su chi farà  il coordinatore nazionale.
I lealisti di Fitto, Gelmini, Carfagna e Polverini non vogliono in prima fila Verdini, Capezzone, Bondi e Santanchè.
I quali chiedono un profilo tutto d’attacco per Forza Italia, rischiando di aumentare l’emorragia elettorale e di dirigenti locali verso il Nuovo Centrodestra.
Tutti i «superstiti», così li ha chiamati il Cavaliere, temono di essere rottamati dalle nuove leve.   Il Cavaliere li ha rassicurati: ci sarà  un mix di vecchi e nuovi, un assetto da combattimento, perchè ci sarà  molto da combattere.
«Io non mollo», è il mantra dell’ex premier che proclama la sua innocenza contro le sentenze. Lo proclamerà  in aula fino al 27 novembre, poi in tv e nelle piazze.
Facendo crescere volti nuovi come Marcello Fiori, ex braccio destro di Bertolaso, che organizzerà  il Club Forza Silvio.
Nuova linfa e giovani che ha incontrato ieri sera a cena, i ragazzi guidati da Anna Grazia Calabria. Sabato chiuderà  la convention del movimento giovanile.
Sarà  l’occasione per gridare la sua rabbia contro i magistrati, per dire «dovete fare ancora i conti con me».
Intanto non riesce a mettere d’accordo i superstiti.

Amedeo La Mattina
(da “La Stampa“)

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