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“NON CI SONO SEDIE, PORTATELE DA CASA”: LO SFASCIO DELLA SCUOLA ITALIANA

Settembre 9th, 2010 Riccardo Fucile

L’APPELLO E’ DI UNA PRESIDE DI UN ISTITUTO PROFESSIONALE DI MILANO, NON DI UN PAESE DEL TERZO MONDO… LA GELMINI PENSA A TAGLIARE GLI INSEGNANTI, LE ISTITUZIONI LOCALI ANCHE LE SEDIE: E’ LA NUOVA RIFORMA DELLA SCUOLA

Basta con il limitarsi a portare solo libri ed astucci, la scuola italiana è innovativa e proiettata a livelli europei, come ripete il disco rotto di casa Gelmini.
Infatti ora gli studenti dovranno portarsi a scuola anche la sedia: succede non in una città  del terzo mondo o in qualche sperduto istituto del meridione, ma nella civile e padana Milano, istituto professionale Bertarelli.
Da qui la preside ha lanciato l’appello agli studenti: “In questa scuola mancano almeno 100 sedie, chi ne avesse una in più a casa è pregato di portarla con sè alla riapertura delle lezioni”.
L’appello forse stupirà  gli iscritti al primo anno e le loro famiglie, non certo gli studenti veterani che già  conoscono la situazione della loro scuola in pieno centro milanese.
Per tutto l’anno la preside ha scritto alla Provincia per denunciare la “cronica mancanza si arredi scolastici”, senza alcun esito.
L’istituto conta 750 studenti che fino ad oggi hanno sopperito al problema con operazioni degne delle “grandi manovre” militari, tipiche delle commedia all’italiana degli anni ’70.
Si è assistito a spostamenti di “sedie volanti” da un’aula ad un’altra, a seconda di quelle disponibili e delle ore di lezione, a “furti” delle sedie di studenti assenti finite nell’aula vicina, spesso insieme al relativo banco, visto che anche quelli scarseggiano.
Basti pensare che la prima e unica fornitura di arredi risale al 1965, anno di inaugurazione della scuola: in 45 anni molte sedie sono andate rotte e il numero degli studenti è pure aumentato, ma il problema pare non interessi   a nessuno.
La preside ha dato fondo alle casse della scuola e ha acquistato tre mesi fa,, in un grande magazzino, 100 sedie pieghevoli per 5 euro l’una, ma ne mancano ancora altrettante.
Una studentessa ha detto che “è meglio portarsi la propria sedia da casa una volta per tutte, piuttosto che dovermi sedere sul banco, come succede spesso” e ha concluso che “è scandaloso che le istituzioni non facciano il proprio dovere”. Continua »

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TRA PRECARIATO E STRUTTURE FATISCENTI: DOV’E FINITA LA SCUOLA DEL FUTURO?

Settembre 4th, 2010 Riccardo Fucile

L’84% DEI PRECARI SENZA ALCUNA TUTELA: SOTTRATTI OTTO MILIARDI ALLA SCUOLA PUBBLICA… LA PROPOSTA DEL FINIANO VALDITARA: ASSUMERE 20.000 PRECARI L’ANNO, DANDO POSSIBILITA’ AI DOCENTI DI ANDARE IN PENSIONE A 58 ANNI, CON LIQUIDAZIONE BLOCCATA PER DUE ANNI E A COSTO ZERO

L’onorevole Stracquadanio ha mai incontrato un insegnante?
Ha mai parlato con uno di loro per capire quali siano le esigenze della scuola, dei docenti e degli alunni?
Sembrerebbe proprio di no stando a come ha definito nei giorni scorsi i precari che protestavano contro i tagli e chiedevano una soluzione alla questione del precariato.
Secondo lui, i manifestanti sarebbero stati dei finti precari, dei militanti politici. Chissà  come mai davanti a questioni reali, a richieste concrete si preferisca spostare l’attenzione, eludere, sminuire e bollare.
E il ministro Gelmini, a pochi giorni dalla riapertura delle scuole, pensa di poter dare risposte quantomeno esaustive a migliaia di insegnanti in attesa di collocazione?
Il cosiddetto decreto salva-precari tanto sbandierato, infatti, tutelerebbe soltanto il 16 per cento dei docenti che lo scorso anno hanno avuto una supplenza e il 5 per cento del personale Ata.
E tutti gli altri? Che destino avranno?
Come è possibile costruire una scuola migliore se poi le vengono sottratti otto miliardi?
Perchè il ministro Tremonti ha deciso di non prendere in considerazione la proposta di Giuseppe Valditara?
Il senatore da tempo propone di risolvere il problema degli insegnanti precari con l’assunzione di 20.000 persone ogni anno.
Le risorse, si dirà , il problema è sempre lì.
Le risorse si troverebbero se si desse agli insegnanti la possibilità  di andare in pensione a 58 anni e bloccandone la liquidazione per due anni, visto che secondo il ministro dell’Economia per un biennio non ci sarebbero le risorse per la liquidazione dei pensionandi.
I costi di questa operazione non andrebbero a gravare ulteriormente sulle casse, se si pensa che oggi i docenti assunti con contratto a termine nel periodo di disoccupazione percepiscono un assegno.
E non è da trascurare nemmeno il fatto che lo stipendio di un neoassunto è più basso di quello di un insegnante di lungo corso.

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BELPIETRO:”CI TOCCHERA’ MORIRE FINIANI”…LA DESTRA AVANZA, FINI AL 12% : GIA’ RECUPERATI I VOTI DI AN

Luglio 21st, 2010 Riccardo Fucile

IL SONDAGGIO DI CRESPI MOSTRA UN AUMENTO DI UN “PARTITO DI FINI” DEL 2% IN UNA SOLA SETTIMANA…BELPIETRO: “INUTILE GIRARCI INTORNO: SULLE INTERCETTAZIONI HA VINTO FINI, ORMAI E’ IN GRADO DI MODIFICARE OGNI PROVVEDIMENTO DEL GOVERNO”… CALA IL PDL (33,5%) MENTRE SINISTRA E LIBERTA’ DI VENDOLA SALE AL 5%

Il clima che si respira nel centrodestra, dopo le modifiche apportate alla “legge bavaglio” sulle intercettazioni, è simboleggiato non solo dalla delusione manifesta del premier, ma anche da quanto scrive stamane su “Libero” il direttore Maurizio Belpietro: “Inutile girarci intorno: ha vinto Fini. Al di là  del naufragio della legge, appare evidente che d’ora in poi la corrente che fa capo all’ex presidente di An è in grado di fermare o modificare ogni provvedimento del governo: tutte le ritorsioni minacciate contro i finiani si sono rivelate cartucce con le polveri bagnate. Se Berlusconi non fa qualcosa in fretta siamo spacciati, Ci tocca morire finiani”.
Per la prima volta ieri Berlusconi ha certificato la sua sconfitta su un tema che gli stava a cuore, ribadendo la sua ossessione: “non si può stare al telefono senza il timore di essere intercettati”.
Poco importa che in Italia gli intercettati siano solo 6.000, l’unica cosa che gli interessa è non essere intercettato lui.
Non ha compreso che basterebbe evitare di fare pressioni al telefono su esponenti di Agcom o parlare con procacciatori di escort, per evitare conseguenze sgradevoli.
Ha voluto insistere su una legge invisa alla maggioranza degli elettori di centrodestra che avrebbe limitato la libertà  di stampa e di indagine, spacciandola per “riforma della giustizia” e ora ne paga le conseguenze, insieme al suo entourage di miracolati di corte.
La retromarcia di ieri è una vittoria di Fini, ma ha trovato ampi consensi anche tra la corrente pidiellina di Liberamente che esulta per la brutta figura dei coordinatori.
I più preoccupati sono ora gli ex An Gasparri e La Russa: avevano garantito al premier che avrebbero isolato Fini, ora si ritrovano con le truppe in subbuglio, pronte a disertare. Continua »

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BERLUSCONI: ” IL PARTITO VA A PEZZI, STA IMPLODENDO” E RITORNA SULLA TESI DEL COMPLOTTO CONTRO DI LUI

Luglio 15th, 2010 Riccardo Fucile

“FINI E’ UN INCUBO, VERDINI VA SALVATO ALTRIMENTI CADE IL GOVERNO”… IL PREMIER NON RISPARMIA CRITICHE ALLE CORRENTI INTERNE…GASPARRI E LA RUSSA IN DIFFICOLTA’, TEMONO RECUPERI DI FINI TRA GLI EX AN…IL COORDINATORE UNICO NON SI PUO’ FARE: SI SONO LETTI FINALMENTE LO STATUTO

Se Cosentino fosse andato alla conta mercoledi prossimo, in occasione della mozione di sfiducia nei suoi confronti, sarebbe andato al massacro: questa la sensazione che il giorno dopo le sue dimissioni trapela negli ambienti di centrodestra.
Perchè ai voti dei finiani che ne avrebbero in ogni caso segnato la sorte, Berlusconi ieri ha compreso che se ne sarebbero aggiunti molti altri, nel segreto dell’urna.
Segno di un disagio profondo tra i deputati forzisti nel difendere una situazione e un personaggio indifendibili.
Nelle ultime ore sono stati La Russa e Gasparri a lanciare l’allarme a Silvio: “Se accettiamo uno scontro sulla legalità , Fini ci massacra, anche per noi è difficile tenere i nostri alla Camera”.
L’accellerazione imposta da Fini in mattinata, con la votazione non a settembre, ma entro pochi giorni, ha spiazzato il governo sul caso Cosentino e si è scelta la resa, piuttosto che rischiare di perdere con 50 voti di scarto. Non dimentichiamo che il gruppo Carfagna, Gelmini, Frattini aveva già  fatto capire che erano meglio le preventive dimissioni del chiacchierato sottosegretario.
Berlusconi parla ormai apertamente di Fini come di un “suo incubo”, vorrebbe cacciarlo, ma non lo prevede lo Statuto senza un nuovo congresso.
Mentre però Fini non sbaglia un colpo e riesce anche a bloccare per “approfondimenti” la legge sulle intercettazioni, Silvio si muove troppo e male, non ne azzecca una.
Ieri è tornato sulla tesi del complotto mondialista contro di lui: Fini sarebbe non solo lo strumento dei “poteri forti” nazionali, della stampa e dei magistrati, ma persino del governo americano che avrebbe mal digerito le scelte energetiche, del gasdotto russo e di Gazprom, compiute dall’Italia. Continua »

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ARRIVA PURE LA CIRCOLARE: “CATEGORICAMENTE VIETATO ESTERNARE CRITICHE ALLA GELMINI”

Giugno 11th, 2010 Riccardo Fucile

IN UN ISTITUTO DI CALENZANO VA IN ONDA LA “DESTRA DEI DIVIETI”: LA DIRIGENTE VIETA LA PROTESTA DELLE FAMIGLIE CHE CHIEDONO IL TEMPO PIENO PERCHE’ “DEQUALIFICA IL MINISTRO”….ANCHE I VOLANTINI, GLI STRISCIONI E I GREMBIULI VANNO RIMOSSI…MA LA DESTRA E’ LIBERTA’, NON CENSURA: VOGLIAMO UOMINI LIBERI, NON SERVI IN UNO STATO DI POLIZIA

Tempo di “circolari urgenti” nel mondo scolastico toscano.
Scrive la professoressa Eda Bruni, dirigente scolastica dell’istituto comprensivo di Calenzano (Firenze): “Si comunica a tutti i docenti e al personale di custodia che è categoricamente vietata (“categoricamente vietata” è sottolineato) qualunque esternazione tesa a dequalificare la figura del ministro della pubblica istruzione con volantinaggio, grembiulini appesi alla recinzione così come disegni, striscioni, nastri e quant’altro”.
Segue la raccomandazione a rimuovere le cose sopra descritte e precisa che, in caso “non venga eseguita la disposizione”, si ricorrerà  a provvedimenti disciplinari.
Lunedì i bidelli rimuovono i grembili appesi ai cancelli dal Comitato dei genitori che chiede più posti di tempo pieno.
Nell’istituto infatti sono una cinquantina, spiegano le famiglie, i bambini esclusi.
“E’ un grosso problema per i genitori che lavorano” spiega Fabio Dragoni del comitato che ha organizzato la manifestazione: “La nostra è una protesta piccola, pacifica e colorata: ma diamo fastidio. Siccome i posti erano pochi rispetto alle richieste una parte della selezione è avvenuta col sorteggio. C’erano richieste per due classi di tempo pieno in più”.
Esa Bruni, la dirigente che ha firmato la discussa circolare a tutela del ministro, cerca di chiarire: “Per me tutti possono manifestare, io tutelo però i bambini. Il cancello è di competenza della scuola e faccio sempre levare pubblicità  e annunci di ripetizioni. Non sto nè con, nè contro il ministro, ma non accetto che si dequalifichi l’immagine della scuola”.
Nella circolare però scrive che “è categoricamente vietata qualunque esternazione tesa a dequalificare la figura del ministro alla pubblica istruzione”.
Sul tempo pieno c’è una discussione in atto in tutto il Paese e qui si pensa a tutelare l’immagine del ministro, di fronte a una protesta pacifica e legittima, minacciando pure sanzioni disciplinari.
A quando l’invocazione all’intervento dei Nocs per liberare il cancello da uno striscione appeso o dei Ris di Parma per analizzare le impronte sui volantini?
La circolare è il frutto di un clima che va al di là  della singola dirigente che ha pensato di fare il suo dovere, un clima dove è vietato il dissenso, dove chi critica è “al servizio del nemico”, dove chi rivendica un diritto “ne ha già  fin troppi”, dove se lo si manifesta in cinque emerge già  la necessità  di contestare il reato di radunata sediziosa. Continua »

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FONDI PER LA SICUREZZA NELLE SCUOLE: LE GELMINI SOTTRAE 157 MILIONI ALLE SCUOLE DEL SUD

Maggio 16th, 2010 Riccardo Fucile

VIOLATA DAL GOVERNO LA NORMATIVA CHE REGOLA I FONDI FAS: AL SUD SPETTAVANO 300 MILIONI, NE AVRANNO 140, AL RESTO D’ITALIA SPETTAVANO 50 MILIONI, NE AVRANNO 210….LE SCUOLE DEL SUD, PIU’ MALPRESE, PER IL GOVERNO POSSONO ANCHE CROLLARE?….IL MONITORAGGIO SULLA SICUREZZA E’ FERMO: MANCANO 420 MILIONI

In arrivo 350 milioni per migliorare la sicurezza degli edifici scolastici italiani, ma le Regioni del Sud parlano di “scippo”.
Il Cipe (il Comitato interministeriale per la programmazione economica) ha approvato il Piano straordinario per l’edilizia scolastica, ma secondo alcuni deputati di Sicilia, Calabria, Basilicata e Campania sarebbero 157 i milioni che le regioni settentrionali avrebbero “sottratto” a quelle meridionali.
Il ministro Gelmini sottolinea, invece, che “lo stanziamento definitivo di 358 milioni di euro da parte del Cipe per la messa in sicurezza delle scuole è un risultato importantissimo. Grazie all’impegno del ministero dell’Istruzione e del ministero delle Infrastrutture, sono stati assegnati 100 milioni in più rispetto ai fondi complessivamente investiti negli ultimi tre anni”.
Il Piano   Straordinario per l’edilizia scolastica, approvato dal Cipe, prevede in realtà  una ripartizione contraria alla normativa che regola i Fondi Fas (i Fondi per le aree sottosviluppate): al mezzogiorno andrebbe il 40% al posto dell’85% dei finanziamenti, invece al Centro-Nord andrebbe un abbondante 60%, al posto del 15%.
La Sicilia in particolare disporrà  di 35 milioni e mezzo, invece che di 74,4 milioni e la Lombardia farebbe la parte del leone con 49,7 milioni di euro.
La Calabria, con 28 interventi e 12,7 milioni di euro è tra le regioni meno fortunate. Zero gli interventi in Molise.
Le motivazioni di tale suddivisione sono inserite nella relazione tecnica di accompagnamento del Programma.
I 350 milioni verrebbero suddivisi in base “alla consistenza del patrimonio scolastico e della popolazione scolastica”, ma si tratta di una suddivisione decisa dal ministero, senza interpellare le regioni sull’individuazione delle priorità  da finanziarie e senza tenere in alcun modo conto delle suddivisioni dei Fas previsti dalla normativa.
Insomma un colpo di mano. Continua »

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I TAGLI ALLA SCUOLA SPACCIATI PER RIFORMA DALLA GELMINI: 133.000 POSTI E 8 MILIARDI IN MENO

Marzo 25th, 2010 Riccardo Fucile

E’ SOLO IL PRIMO DEI TRE ANNI DEL “RIORDINO” DELLA SCUOLA CHE TAGLIERA’ 87.500 CATTEDRE E 87.000 TRA AMMINISTRATIVI E AUSILIARI….NELLA SCUOLA PRIMARIA 7.000 STUDENTI IN PIU’ E 1.684 CLASSI IN MENO…NELLE MEDIE SPARITE 1.675 CLASSI, NELLE SUPERIORI 10.000 CATTEDRE..E LA CHIAMANO RIFORMA

Quello che era prevedibile si sta avverando, con ragazzini smistati tra le aule, disabili con sostegno dimezzato, classi sempre più affollate , lezioni ridotte, studenti lasciati soli per mancanza di insegnanti e presidi che si sbattono per far quadrare il cerchio.
A pochi mesi dalla chiusura dell’anno scolastico, emergono in tutta evidenza le conseguenze dei tagli previsti dal “riordino della scuola”, spacciato dalla Gelmini per riforma.
Spalmato su tre anni porterà  al taglio di 133.000 posti (87.500 cattedre e 42.700 amministrativi, tecnici e ausiliari) e di 8 miliardi di euro nella scuola pubblica.
Nell’anno in corso, 7.000 alunni in più hanno dovuto trovare posto in 1.684 classi in meno: l’abolizione del modulo di tre insegnanti su due classi e delle compresenze ha portato a 12.426 posti in meno dello scorso anno.
In pratica, quando una maestra si assenta, i dirigenti scolastici devono suddividere gli alunni, così   le altre maestre si ritrovano a gestire anche 35 studenti.
Sono aumentate le classi a tempo pieno a scapito di quelle a tempo normale. Nelle medie si sono invece stipati 18.000 ragazzini per tagliare 220 classi, ma sono diminuite sia quelle a tempo pieno che quelle a tempo normale, in totale 1.675 classi.
Sparite 18.000 cattedre e senza più ore a disposizione per le supplenze, coprire tutte le classi è un terno al lotto.
In talune scuole si sono forniti i ragazzini del piano di emergenza: in caso di assenza di un docente sanno già  in quale classe chiedere ospitalità , con sedia al seguito.
Se si ammala anche l’altro insegnante non rimane che la sosta nei corridoi. Alle superiori invece sono state fatte sparire 10.000 cattedre, se manca il docente i ragazzi spesso vengono uscire, essendo più grandi, altrimenti li smistano in altre classi. Continua »

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SCUOLA: RIFORMA O SOLO TAGLI EPOCALI?

Febbraio 5th, 2010 Riccardo Fucile

“UNA RIFORMA CHE CI METTE   IN LINEA CON L’EUROPA, LA PRIMA DOPO QUELLA DI GENTILE” DICE IL PREMIER: PECCATO CHE AVESSE DETTO LA STESSA COSA PER QUELLA MORATTI DEL 2002… VIA 17.000 CATTEDRE, 10.000 SOLO NEGLI ISTITUTI TECNICI…MENTRE LE SCUOLE ITALIANE VANTANO UN CREDITO DI 1 MILIARDO DI EURO DAL MINISTERO

“E’ una riforma che ci mette in linea con l’Europa, la prima vera riforma da quella di Gentile”: parole e musica di Silvio Berlusconi, espresse ieri, in occasione della presentazione della nuova riforma delle scuole superiori. Peccato che siano le stesse parole usate il 5 febbraio del 2002, quando, nella stessa sala stampa, il premier annunciò la riforma di Letizia Moratti, di cui evidentemente a distanza di 8 anni si può già  recitare il “de profundis”.
L’enfasi della Gelmini che dichiara “è’ un atto atteso da 50 anni, una riforma epocale” rientra nell’ormai consueta retorica di ogni pseudoriforma, una formula in base alla quale si ristabiliscono nuovi equilibri economici e di potere, facendo passare l’idea che la crisi del sistema scolastico si possa risolvere con una overdose di architettura istituzionale.
Il sospetto è che la riforma non sia altro che una codificazione di tagli finanziari selvaggi imposti da Tremonti e ammantata di immaginifici buoni propositi, incluso il solito riferimento al “mercato del lavoro”.
Già  con la Moratti si usò questo concetto, salvo cancellare a breve quella riforma che pur avrebbe dovuto ovviare agli stessi problemi di questa. Rimane il fatto che il nostro Paese è tra quelli europei che investe di meno nell’istruzione e non bastano le modifiche nominalistiche (le Magistrali divenute Liceo psicopedagogico e ora Liceo delle scienze umane) per mascherare una realtà  complessa e un bilancio tragico.
Il “riordino” previsto nasconde un taglio “epocale” agli organici: in due anni spariranno oltre 17.000 cattedre e a pagare il prezzo più alto, con oltre 10.000 posti, saranno gli istituti tecnici.   Continua »

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DEPUTATO LEGHISTA SCOPRE LE PARTI INTIME

Gennaio 18th, 2010 Riccardo Fucile

IN UNA SCUOLA DELLA BRIANZA LEGGONO “IL DIARIO DI ANNA FRANK”: IN UN PASSO LA PROTAGONISTA DESCRIVE IN MODO INGENUO LE PROPRIE PARTI INTIME … IL DEPUTATO DELLA LEGA GRIMOLDI CHIEDE AL MINISTRO GELMINI DI CENSURARE LE PAGINE HARD PERCHE’ “TURBEREBBERO I BAMBINI”…FORSE RESTEREBBERO PIU’ SCONVOLTI   ALLA LETTURA DELLE STRONZATE RAZZISTE DELLA LEGA

La selezione della classe dirigente leghista è notoriamente improntata a rigidi criteri culturali e meritocratici, come ricordava qualche sera fa il viceministro Castelli a chi gli chiedeva come si fa a fare carriera nella Lega.
“Si va in una sezione, si prendono manifesti e colla e si va ad   attaccarli”   è il consiglio di Castelli: una versione in verità  un po’ retrò, perchè se oggi vai a fare attacchinaggio abusivo in un comune ad amministrazione leghista ti becchi una bella multa e non ti rimane la colla per piangere.
Forse Castelli ha ricordi un po’ datati, quando Bossi e Maroni militavano nel Movimento studentesco o in Democrazia proletaria e magari qualche manifesto lo avranno pur affisso per sbaglio, prima che uno andasse alla   “Voci nuove” di Castrocaro e l’altro si dedicasse a suonare il sax, tra una pratichetta e l’altra di recupero crediti della Avon.
Ovviamente a forza di attaccare manifesti, la nuova classe dirigente leghista resta così “attaccata” alle poltrone di partito che si schiude per molti la porta remunerata di incarichi locali: sindaci, assessori alla cultura, fondazioni bancarie, organismi vari lautamente gettonati in eurini.
Incarichi dove possono dare finalmente sfogo ai loro afflati e interessi culturali, ai loro profondi studi e sofferte ricerche.
I “migliori” in senso togliattiano arrivano persino a varcare i confini della padagna del magna magna e a bussare alle porte di Roma ladrona, rivestendo l’onorevole carica   di parlamentare.
La summa teologica delle acque inquinate del Po, la carica che permette loro di viaggiare gratis, di dotarsi di portaborse, di usufruire dei servigi di zelanti segretarie padane, di essere omaggiati da   laziali autisti di auto blu.
Ma essendo i parlamentari leghisti “legati” al territorio, anche quando sono a magnare a Trastevere (e non solo lì) sono ovviamente sempre pronti a intervenire sui problemi che gli vengono segnalati dai basisti locali: per quello portano il fazzoletto verde, per farsi i nodi onde ricordare quello che devono fare in difesa della   razza padana.
Fulgido esempio di tale prassi è il deputato leghista Paolo Grimoldi, che riteniamo doveroso ricordare con il santino personale accanto in una delle sue più riuscite pose, il   quale ha presentato un’interpellanza al ministro dell’Istruzione Gelmini. Continua »

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