Febbraio 24th, 2010 Riccardo Fucile
SI RIAPRE IL CONFLITTO CON FINI: “ERA MEGLIO TENERCI FORZA ITALIA”…E FINI RIBATTE: “IL PDL E’ SOLO BANDIERINE, VELINE E SLOGAN, NESSUNA STRUTTURA E RADICAMENTO SUL TERRITORIO, TROPPA COMMISTIONE TRA POLITICA E AFFARI: SOLO SILVIO E’ CONVINTO CHE VADA TUTTO BENE”
Scatta l’allarme in via del Plebiscito, a Roma: i report a disposizione del
Cavaliere parlano di una quota di votanti sotto il 60% ed è noto che il centrodestra soffre terribilmente quando si abbassa la soglia degli elettori.
Gli stessi dati settimanali del sondaggista Ipsos vedono ora il Pdl al 36,6% (e la Lega ferma al 10,1%), sui livelli delle europee, ben lontano da quel 39,5% raggiunto sull’onda emotiva dell’aggressione al premier a Milano.
Il dilagare di episodi di corruzione che hanno investito il Paese, le notizie continue di arresti di esponenti politici collusi, la vicenda Protezione civile, le proteste dei cittadini dell’Aquila, stanno creando un rifiuto ad andare a votare in molti italiani, disgustati dalla Casta dei partiti e dalle promesse mancate del governo.
L’opposizione non gode certo di buona salute, è ancora in convalescenza, ma i campanelli di allarme si moltiplicano.
Riesplode la polemica tra Berlusconi e Fini, troppo distanti le rispettive concezioni del partito e dell’azione di governo.
Ieri il premier ha dichiarato ai suoi: “Era meglio tenerci Forza Italia, il Pdl è un esperimento fallito, avevo fatto male i conti”.
E sul presidente della Camera ha sbottato: “Pensavo di potermi fidare, non perde occasione per attaccarmi, è il momento di dire basta”.
L’ultimo distinguo è stato sui magistrati di Firenze che indagano sulla gestione della Protezione civile: “si dovrebbero vergognare” secondo il premier, l’opposto per Fini. Continua »
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Febbraio 24th, 2010 Riccardo Fucile
PUPO ERA IN TESTA A 4 MINUTI DALLA FINE DI 200.000 VOTI, ALL’IMPROVVISO NE ARRIVANO 220.000 PER IL VINCITORE… NEI CONCORSI E NEGLI APPALTI SI SA IN ANTICIPO CHI VINCE… AI GROSSI EVASORI FACCIAMO PAGARE SOLO IL 5% MENTRE I COGLIONI PAGANO IL 50%…IN POLITICA SI VIVE DI INTRALLAZZI
Pare sia destino dei Savoia perdere sul fino di lana: era successo con il referendum “monarchia o repubblica” 64 anni fa, si è ripetuto al festival di Sanremo con il televoto tre giorni fa, a danno di Emanuele Filiberto di Savoia. Secondo il “Secolo XIX” pare infatti che, a 4 minuti dalla chiusura della verifica dei voti, Pupo ed il principe fossero saldamente in testa, con un margine ampio di 200.000 voti su Valerio Scanu.
In quei 4 minuti si sarebbe verificato il miracolo, 220.000 sms tutti a favore di Valerio e il risultato si è ribaltato.
Diciamo che contestualmente il riconteggio finale ha fatto tirare un sospiro di sollievo ai dirigenti Rai: dietro le quinte era scoppiato infatti il panico perchè nessuno avrebbe potuto gestire sul palco la eventuale vittoria del trio più contestato e fischiato del festival.
Non abbiamo creduto a una contestazione spontanea allora, come non crediamo ai risultati ufficiali ora.
Troppi lati oscuri delle votazioni, compreso il fatto che il televoto sia gestito da una società che ha interessi nella gestione discografica di due dei tre finalisti e che non permetta a nessuno “supervisore neutro” di assistere al flusso dei voti e al loro computo.
Un giornalista del locale “Secolo XIX” che ci ha provato lo ha testimoniato. Mentre il Codacons fa la solita denuncia e le polemiche si sprecano, vale la pena fare una notazione più ampia.
Ovvero che l’Italia pare distinguersi sempre per essere il Paese dei tarocchi, ma non quelli di Sicilia solo.
Abbiamo i concorsi pubblici per i giovani dove molti neanche più partecipano perchè si sa già chi deve vincere.
Abbiamo invalidi che corrono, assistiamo ad appalti pubblici dove le aziende sanno già chi vincerà e spesso anche il ribasso che offrirà . Continua »
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Febbraio 22nd, 2010 Riccardo Fucile
ALTRO CHE TAGLI ALLE SPESE: NEL 2007 ERANO 574.000, NEL 2008, 607.918…UNA VERGOGNA ITALIANA: NEGLI USA SONO 72.000, IN FRANCIA 61.000, NEL REGNO UNITO 55.000, IN GERMANIA 54.000…. ALTRO CHE CHIACCHIERE DI TREMONTI E BRUNETTA: 172.204 PER LO STATO, 54.219 PER LE REGIONI, 51.783 PER LE PROVINCE, 72.468 PER I COMUNI, 137.942 PER GLI ENTI PUBBLICI E COSI VIA
Era una delle promesse del governo di centrodestra appena insediato: la riduzione dei costi della Casta, un sano giro di vite al vergognoso vortice di auto blu, consulenze, sprechi, enti inutili, portaborse che ammorbano l’aria della prima e della seconda Repubblica.
Abbiamo ancora i ritagli di giornale delle dichiarazioni dei ministri Tremonti e Brunetti di oltre un anno fa: taglieremo le consulenze (sono aumentate quest’anno come da ns. articolo di qualche settimana fa), elimineremo le Provincie (mai osato, causa opposizione della Lega che deve distribuire poltrone in similpelle ai boiardi dela padagna del magna magna), elimineremo gli Enti inutili (alla fine abbiamo creato invece solo un Ministero inutile, quello della Semplificazione, per le chiappe di Calderoli).
Ma la madre di tutte le battaglie era il “taglio alle auto blu”, uno dei privilegi più odiosi della casta politica e più odiati dagli italiani.
Vedere spesso una pletora di anonimi sfigati contendersi un’auto “di rappresentanza” non per una reale utilità , ma solo come status symbol: volete mettere il politico con autista, segretaria sculettante e magari anche scorta al seguito che impatto ha verso il cittadino comune, che soggezione può creare?
Magari il politico dice delle stronzate, ma un conto è sostenerle da un’auto blu, un altro dal marcapiede.
C’è chi si faceva accompagnare con l’auto di rappresentanza persino dai trans, il massimo della libidine insomma.
Ed ecco ora i dati ufficiali della “riduzione” promessa: se nel 2007 le auto blu erano 574.000, nel 2008 sono arrivate a 607.918, nel 2009 hanno toccato il record di 626.760 unità .
Un numero incredibile, diviso tra Stato, enti locali ed enti pubblici che corrisponde a un record mondiale.
Negli Stati Uniti infatti sono appena 72.000, in Francia 61.000, nel Regno Unito 55.000, in Germania 54.000, in Portogallo 22.000. Continua »
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Febbraio 21st, 2010 Riccardo Fucile
IL MINISTRO DC PER L’ATTUAZIONE DEL PROGRAMMA ACCUSA: “REGIONALI SENZA NOSTRI CANDIDATI, CHE ERRORE”….QUEL GIORNO CHE LANCIO’ IL NOME “POPOLO DELLA LIBERTA'” E POI DAL NOTAIO A REGISTRARLO CI ANDARONO SOLO BERLUSCONI E FINI
“Ragazzi, ci hanno dato il bidone. A due anni dalla fondazione del Pdl, non so trovare altre parole per dirvi quello che è successo”.
Lo dice il ministro per l’Attuazione del programma di governo, Gianfranco Rotondi, in un appello ai democristiani del Pdl.
E’ il segnale di uno dei tanti malesseri che attraversa il maggior partito italiano e lo lancia una piccola minoranza che era stata importante nella fase iniziale, quando serviva una componente cattolica da contrapporre all’Udc di Casini.
Ora Rotondi promette lo stesso fedeltà al Pdl fino alle regionali, ma poi ci sarà la resa dei conti.
Per dei democristiani restare fuori dalle liste sembra quasi una contraddizione, ma stavolta qualcuno è stato peggio di loro.
Racconta Rotondi che “la nostra ingenuità ci ha portato ad avere pazienza: alle politiche da otto parlamentari che eravamo ci siamo ridotti a quattro, alle elezioni europee non ci hanno dato alcun candidato, alle prossime regionali non siamo presenti in alcuna lista dei presidenti candidati del centrodestra.
In politica ci sono fatti concludenti che non vanno neanche commentati. Qualcuno ha deciso che il Pdl sia fatto solo da Forza Italia ed An, è molto grave”.
In effetti, alle origini del partito, Berlusconi si era speso molto per dimostrare che il Pdl sarebbe stato un grande contenitore moderato e liberale, in cui far convergere tante piccole entità : è indubbio che i piccoli partiti portarono complessivamente in dote almeno un 3-4% di consensi, spaziando dagli ex democristiani, agli ex socialisti, agli ex repubblicani e cosi via. Continua »
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Febbraio 19th, 2010 Riccardo Fucile
AL TEST-GIOVANARDI SI SONO SOTTOPOSTI SOLO IN 232, UNO E’ STATO TROVATO POSITIVO… GLI ALTRI 3/4 DEI PARLAMENTARI HANNO RIFIUTATO IL TEST, QUALCUNO HA PAURA ?…..MA I MINISTRI HANNO ESEGUITO IL CONTROLLO O HANNO FATTO VALERE IL LEGITTIMO IMPEDIMENTO?
Un parlamentare è risultato positivo alla cocaina nel test antidroga promosso dal sottosegretario Carlo Giovanardi.
Ovviamente non si conosce il suo nome e ciò in ogni caso avrebbe una importanza relativa, visto che al test si sono volontariamente sottoposti solo 232 parlamentari su 945 (630 sono i deputati e 315 i senatori).
Giovanardi ha fornito i dati sui test eseguiti: la positività alla cocaina è emersa dall’esame del capello con due campioni ripetuti in due diversi laboratori.
Gli accertamenti, come segnala il dipartimento per le politiche antidroga diretto dal sottosegretario, sono stati effettuati in laboratori di alto livello su reperti prelevati, urina e capelli, dai 232 parlamentari che hanno partecipato volontariamente al test antidroga svolto dal 9 al 13 novembre.
Da segnalare che dei 232 parlamentari, 147 hanno dato il proprio consenso a rendere noti i risultati e il proprio nome, mentre 29 non l’hanno dato.
Inoltre 176 hanno anche ritirato il referto, mentre 56 non l’hanno ritirato. Come ricorderete, dopo un servizio delle Iene in cui emergeva una percentuale di consumatori in parlamento tutt’altro che rassicurante, Carlo Giovanardi aveva lanciato la proposta affinchè tutti i deputati e i senatori si sottoponessero a un qualificato esame per smentire le voci popolari di una classe politica dedita a sniffare appena possibile, con percentuali intorno al 20%. Continua »
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Febbraio 18th, 2010 Riccardo Fucile
DENUNCIA DELLA CORTE DEI CONTI: UNA PATOLOGIA GRAVE, OCCORRE UN RITORNO ALL’ETICA NELLA P.A……”CI VOGLIONO CONTROLLI, SENZA CONTROLLI NON C’E’ TRASPARENZA”: TOSCANA E LOMBARDIA LE REGIONI PIU’ ESPOSTE…TROPPE OPERE PUBBLICHE NON COMPLETATE, CON SPRECO DELLE RISORSE PUBBLICHE
In occasione della cerimonia di apertura dell’anno giudiziario, il procuratore
generale e il presidente della Corte dei Conti hanno ieri affermato che la corruzione in Italia è “diventata un fenomeno di costume”, una “patologia grave” che nel 2009 ha fatto registrare un aumento di denunce del 229% rispetto all’anno precedente e un incremento del 153% dei fatti di concussione.
Il codice penale non basta più, la denuncia non è più sufficiente, secondo il presidente Lazzaro, ci vuole un ritorno all’etica che purtroppo non si vede.
In merito alla Protezione civile e alle polemiche di questi giorni, Lazzaro ha sostenuto che “ci dovrebbe essere un controllo reale, non solo politico, dove c’è controllo c’è trasparenza nell’interesse di tutti. Non c’è controllo della Corte sulle ordinanze della Protezione civile, possiamo fare accertamenti sulla gestione, ma un controllo reale è escluso per legge, è stata una scelta del Parlamento”.
La corruzione dilaga nella Pubblica Amministrazione: in soli 11 mesi, nel 2009, le forze dell’ordine hanno denunciato 221 reati di corruzione, 219 di concussione, 1714 reati di abuso d’ufficio, con un vertiginoso aumento rispetto al 2008, segno che si tratta di un fenomeno in preoccupante crescita. Secondo la Corte “mancano nella P.A. gli anticorpi contro le condotte illecite individuali che causano offuscamento dell’immagine dello Stato e flessione della fiducia dei cittadini nelle istituzioni del Paese”. Continua »
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Febbraio 16th, 2010 Riccardo Fucile
MAI COSTITUITA LA COMMISSIONE, PRESIEDUTA DA UN MAGISTRATO DELLA CORTE DEI CONTI…A BERTOLASO E’ SFUGGITA ANCHE LA NOMINA DEI CONTROLLORI? COSTI PER UN MILIARDO E MEZZO DI EURO MAI VERIFICATI….6.000 AQUILANI ANCORA IN ALBERGO, 1.100 IN CASERMA, 2.400 IN APPARTAMENTI SUL MARE, 31.000 IN CASE IN AFFITTO…PROGETTO CASE PER SOLI 5.565 TERREMOTATI A 2.700 EURO AL METRO QUADRO
Era il 9 aprile 2009 quando Berlusconi rese pubblica un’ordinanza in cui il
governo istituiva un super comitato per la verifica dei conti, ovvero un’attività di controllo dei contratti che la Protezione civile avrebbe sottoscritto in tutta fretta per far fronte all’emergenza terremoto all’Aquila.
In modo che venisse monitorata la congruità delle spese e dei costi da un organismo super partes, una commissione di garanzia snella (tre membri), presieduta da un qualificato magistrato della Corte dei Conti.
A tal fine venne chiamato il giudice Salvatore Nottola, presidente della sezione Lazio della Corte, magistrato di lungo corso e vasta esperienza.
Passavano le settimane e il Nottola non veniva mai interpellato, alla fine si informò presso la Protezione civile per sapere come organizzarsi: si sentì rispondere che non era urgente il controllo.
E’ trascorso un anno e Nottola attende sempre di presiedere la prima riunione di una commissione che in realtà non si è mai costituita.
Ora Bertolaso sostiene che “sono mancati i controlli, qualcosa può essermi sfuggito durante l’emergenza”.
Sicuramente per un anno gli è sfuggito (e non solo a lui) la nomina dei revisori dei conti per esaminare il flusso di denaro speso ed elargito, controlli previsti e necessari per monitorare entrate e uscite, come prevede la legge ordinaria.
Ad oggi si sa solo che in dieci mesi di appalti e lavori si sono spesi un miliardo e mezzo di euro. Continua »
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Febbraio 12th, 2010 Riccardo Fucile
PER IL GOVERNO E’ NORMALE CHE UN SOTTOSEGRETARIO FREQUENTI ASSIDUAMENTE UN IMPRENDITORE CHE OTTIENE APPALTI DAL MINISTERO?… CHE ALTI DIRIGENTI SI FACCIANO REGALARE AUTO, MOBILI, VACANZE DALLO STESSO?…SI DEVONO VERGOGNARE I MAGISTRATI O CHI LI ACCUSA?
Ieri sera abbiamo assistito a reti unificate, come se fosse il 31 dicembre, al discorso non del Capo dello Stato, ma a quello ben più potente della Protezione civile.
Doveva dimettersi, secondo il buon senso, ma seguendo gli improvvidi consigli del premier che evidentemente “non può permettersi di perderlo”, ha ritenuto di contrattaccare, senza per fortuna il “furore agonistico” di Berlusconi che spesso annebbia la vista, ma con qualche tappullo mal piazzato.
Il sottosegretario di Stato Bertolaso ieri era su tutti i TG, salvo queli delle Tv locali, per raccontare la sua verità , facoltà che non era stata concessa neanche a Cosentino.
Cosa ha sostenuto Bertolaso?
In primo luogo che lui non poteva controllare i suoi vice e se qualcosa di poco chiaro c’è stato lui non ha responsabilità .
In secondo luogo che soffrendo di mal di schiena ogni tanto doveva andare a farsi massaggiare dalla attempata sig.ra Francesca, al Salaria Sport Village. Sulla cui età , 55 anni, era stato in verità più preciso il premier nel pomeriggio. Quindi appello agli italiani a credergli e giuramento sulla sua vita.
E qui i conti non tornano, forse era meglio il silenzio.
Partiamo dal secondo aspetto: le ragazze che lavorano al cosiddetto Centro Benessere della struttura sportiva Salaria Sport Village sono 6, tutte dai 20 ai 30 anni: “Francesca la bruna” (alta e formosa, secondo chi la conosce) non ha proprio l’aspetto di una signora 55enne, forse Bertolaso era talmente sotto stress che non se ne sarà accorto e a Berlusconi avrà fatto vedere la foto della vecchia zia, chissà .
Ma nessuno sottolinea un aspetto in sè politicamente inaccettabile: che un sottosegretario frequenti un imprenditore che ha vinto (come?) cinque appalti importanti con la Protezione civile.
Una persona normale, secondo voi, se ha mal di schiena si rivolge al Salaria Sport Village o a un istituto qualificato?
Prenota un massaggio fissandolo addirittura con il proprietario o con l’ufficio prenotazioni?
Si fa organizzare una festa megagalattica a più mani, con chiusura al pubblico della struttura, sempre dall’imprenditore Anemone? Continua »
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Febbraio 11th, 2010 Riccardo Fucile
PERCHE’ FAR TACERE PROGRAMMI DI APPROFONDIMENTO ANCHE SE ORIENTATI A SINISTRA?…PERCHE’ ALLORA NON SI CENSURA PER 30 GIORNI ANCHE IL TG1 CHE E’ PEGGIO DEI CINELUCE DEGLI ANNI ’30?…UNA DESTRA SERIA NON HA PAURA DEL CONFRONTO DELLE IDEE, NON CENSURA E NON FA PERDERE TRE MILIONI DI PUBBLICITA’ ALLA RAI PER FAVORIRE LA CONCORRENZA
Nei corridoi del Parlamento, quando nessuno li può “censurare”, sono molti i politici del Pdl a definire “una minchiata” la decisione della Commissione di Vigilanza Rai di azzerare i talk show politici.
Che poi vuol dire mettere a tacere per i trenta giorni che precedono le elezioni regionali i programmi giudicati scomodi come Anno Zero, Ballarò, Report e compagnia cantando.
Trasmissioni che saranno sospese di fatto, in virtù di una norma bizzarra che assimilerebbe l’approfondimento giornalistico alla comunicazione politica.
A sinistra si parla di abuso di potere, nel centrodestra di una tempesta in un bicchiere d’acqua.
Berlusconi ha detto che “non si tratta di una decisione scandalosa di cui doversi preoccupare, anche perchè alcune sono trasmissioni pollaio e che per una questione di decoro credo sia un bene che siano diverse”. Nell’occasione, il premier ha ribadito che “la par condicio è una legge liberticida e assurda, la si deve abolire e stabilire presenze televisive proporzionali ai voti”.
Sempre in base alla norma approvata dalla Vigilanza le stesse tribune politiche sarebbero vietate a tutti quei partiti che alle Europee sono rimasti sotto la soglia del 4%, ovvero Rifondazione, Radicali, Verdi e la Destra, tra i principali.
A parte che svuotare della loro funzione di approfondimento politico e di fatto chiudere certe trasmissioni, oltre a essere ingiusto è anche incostituzionale (art 21), è ridicolo che tale divieto valga solo per la Rai, finendo di fatto per favorire la concorrenza.
Inoltre crea un danno economico alla Rai a causa del taglio delle entrate pubblicitarie: una mazzata da 3 milioni di euro che l’Ente non può certo permettersi di questi tempi.
E chi ha appena pagato il canone non avrà diritto a guardare quello che cazzo gli pare o qualcuno deve decidere per lui?
Come se non esistesse lo zapping e la capacità di analisi critica per farsi una idea propria.
Lo abbiamo già detto in autunno e lo ripetiamo: le trasmissioni vicine anche all’opposizione non devono subire pressioni, ricatti o censure. Continua »
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