Marzo 12th, 2010 Riccardo Fucile
“PER GLI AMMORTIZZATORI SOCIALI ABBIAMO DA PARTE TUTTE LE RISORSE NECESSARIE PER PROLUNGARLI ANCHE NEL 2010” AVEVANO DETTO SACCONI E TREMONTI…PRIMA PROMETTONO SEI MESI DI ALLUNGAMENTO, POI SCOPRONO CHE NON HANNO 850 MILIONI
Non ci sono più i soldi per prolungare la cassa integrazione ordinaria di sei mesi, come
previsto dal progetto di legge bipartisan, approvato dalla Commissione Lavoro di Montecitorio.
Il testo votato da maggioranza e opposizione era stato criticato dal ministro Sacconi e ha avuto parere negativo dalla Ragioneria dello Stato perchè “comporta oneri aggiuntivi a carico della finanza pubblica per il biennio 2010-2011 per cui non c’è copertura”.
La misura in termini di indebitamento netto pesa per almeno 850 milioni di euro l’anno e “non risultano disponibili risorse per la copertura della disposizione”.
Il concetto della Ragioneria è così sintetizzabile: dare più tutele ai lavoratori dell’industria coperti da Cig svantaggia i soggetti più deboli, quelli che già non possono accedere agli ammmortizzatori sociali tradizionali e per cui, nell’ultimo anno, si era ricorso alla cassa in deroga.
Il concetto sarebbe ineccepibile se il governo, tramite il relatore Scazzola (Pdl) non avesse sostenuto in commissione che “la copertura era garantita dagli 8 miliardi di euro già stanziati dal governo”.
E qua sta la cosa grave. Continua »
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Marzo 10th, 2010 Riccardo Fucile
NEL 2008 SI ERA VIETATO ALLE P.A. DI RICORRERE AGLI ARBITRATI IN CASO DI CONTENZIOSO NEGLI APPALTI, MA LA NORMA SLITTA DI ANNO IN ANNO…NEL PERIODO 2005-2007, UN CLUB RISTRETTO DI 23 ESPERTI: MOLTI NOMI RICORRONO NELLE INDAGINI SU BALDUCCI E COMPAGNI DI MERENDE
I nomi di molti di loro ricorrono nelle carte dell’inchiesta sugli appalti del G8 e dei
Grandi Eventi: si tratta di liberi professionisti, giudici amministrativi, magistrati contabili, avvocati dello Stato.
Non si limitano però solo a questa attività , ma spesso sono chiamati a dirimere le controversie che nascono tra imprenditori che hanno vinto gli appalti e lo Stato che ha commissionato il lavoro.
In questi casi viene nominato un collegio arbitrale che deve decidere controversie da centinaia di milioni di euro di appalti pubblici.
Caratterizzati solitamenti da due aspetti: parcelle milionarie per gli “arbitri”, sentenze che danno sempre torto alle Pubbliche amministrazioni.
Non lo diciamo noi, lo sottolinea l’Autorità di Vigilanza sui lavori pubblici.
Non a caso i carabinieri dei Ros avevano messo sotto osservazione il fenomeno.
I dati rilevati riguardano 35 arbitrati nel periodo 2005-2007, nella maggior parte dei casi la stazione appaltante pubblica è l’Anas, ma anche il comune di Roma, la Regione Veneto, la Regione Calabria, la Presidenza del Consiglio, le Asl.
Tutte soccombenti, tutte condannate a risarcire imprese private e a versare rilevanti importi, anche decine di milioni di euro.
Gli “arbitri” sono come un circolo esclusivo, pare che in Italia non esistessero più di 23 esperti in grado di valutare le ragioni e i torti nei contratti di appalto. Girano sempre gli stessi nomi con parcelle milionarie. Continua »
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Marzo 9th, 2010 Riccardo Fucile
SOLO IL 20% PENSA SIANO MIGLIORI…iL 45% OGGI GIUDICA POSITIVAMENTE LA DC, IL 35% IL PCI, IL 32% IL PSI… COSTANTE CRESCITA NEGLI ULTIMI 5 ANNI: SONO PIU’ APPREZZATI OGGI DI UN TEMPO…PIU’ CHE PER MERITO LORO, PER DEMERITO DI QUELLI ATTUALI
Citiamo subito la fonte, per evitare che qualcuno pensi siano dati inventati: si tratta dell’Atlante politico di Demos, febbraio 2010, quindi ricerca seria e dati recentissimi.
Non che la sensazione non fosse nell’aria, ma le percentuali indubbiamente possono stupire i non addetti ai lavori.
Dopo gli anni di Tangentopoli, gli scandali, le condanne, le monetine, i processi e tutto quanto ne seguì, con la nascita di nuove forze politiche e il de profundis per quelle che avevano governato 50 anni il nostro Paese, sentirsi rispondere dagli italiani che erano meglio i partiti di allora che quelli attuali induce a riflettere.
Alla domanda “quanta fiducia avete nel partiti attuali?”, solo il 7,8% degli italiani risponde positivamente.
Peggio delle banche e della borsa, è detto tutto.
Si tratta peraltro del dato più basso degli ultimi dieci anni.
Rispetto al periodo della prima Repubblica, cioè prima del 1993 e di tangentopoli, i partiti sono migliori o peggiori?
Risponde “peggiori” il 45,3% degli italiani, “migliori” il 20,3%, “uguali” il 23,4%, non risponde l’11%.
I partiti attuali sono accumunati in un giudizio senza appello, tanto deprecabili da far assolvere quelli passati, ed è detto tutto.
Passiamo alla rivalutazione dei partiti della Prima Repubblica che appare piuttosto estesa, a destra come a sinistra.
Il 45% degli italiani oggi giudica positivamente la Democrazia Cristiana, il 35% il Partito comunista, il 32% il Partito socialista.
Un apprezzamento che si è rafforzato sensibilmente negli ultimi 5 anni: di circa 9 punti verso la Dc e il Psi, di circa 4 verso il Pci.
Si arriva al paradosso che sono più apprezzati oggi che quando esistevano veramente. Continua »
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Marzo 8th, 2010 Riccardo Fucile
LE LISTE ANDAVANO RATIFICATE DAGLI ORGANISMI DI PARTITO UNA SETTIMANA PRIMA E PRESENTATE CON 24 ORE DI ANTICIPO…SE SI SBAGLIA, SI CHIEDE SCUSA AGLI ELETTORI, NON SI TRUCCANO LE CARTE…LA DESTRA E’ LEGALITA’ E RISPETTO DELLE LEGGI, NON UN COMITATO DI AFFARI…FACILE DIRE:”UNA PARTE DELL’ELETTORATO SAREBBE RIMASTO SENZA RAPPRESENTANZA”: QUANDO HANNO VOTATO LO SBARRAMENTO AL 3% SE NE SONO FOTTUTI
Lorenzo Cuocolo, docente di diritto costituzionale alla Bocconi di Milano, uno dei
massimi esperti in materia e non legato a carri politici, ha commentato: “Il governo non ha varato un nuovo regolamento elettorale, ha lasciato in vigore l’esistente, ma spiegando come va interpretato. In realtà è un trucco: questi decreti si usano per nascondere innovazioni. Si parla di norme interpretative solo se ci sono contrasti precedenti, cioè se la norma precedente è ambigua e si presta a interpretazioni. Ma in questo caso la norma era chiara, quindi il decreto è una forzatura”.
D’altronde il principio per cui si possono sanare le mere irregolarità formali era già presente nell’ordinamento e non a caso abbiamo sempre sostenuto che il caso di Milano si sarebbe risolto positivamente, come quello del listino Polverini a Roma, attraverso i normali ricorsi. Sarebbe bastato attendere 48 ore e si sarebbe evitata la figura da trucidi che è stata fatta. Altro caso quello della lista del Pdl a Roma: non essendo stata presentata, impossibile sanarne gli errori.
E si è allora ricorsi alla patetica storia del “basta essere presenti nel Palazzo del tribunale” e si riaprono i termini di presentazione.
L’unico dato di fatto certo è che il delegato del Pdl si era presentato 40 minuti dopo l’ora fissata e ormai i termini erano scaduti.
Se il Pdl credesse veramente alla favola “ci è stato impedito fisicamente di presentare la lista”, avrebbe dovuto semplicemente attendere la relazione delle forze dell’ordine (il ministro degli interni è pure Maroni) e avrebbe visti riconosciuti i propri diritti.
Dato che così non è, ha dovuto giocare la carta truccate del decreto interpretativo.
Se con il pasticcio delle liste il Pdl ha perso il 3% di consensi in una settimana, col decreto (contrari il 67% degli italiani), ha perso pure la faccia.
Una destra seria come avrebbe dovuto comportarsi?
In primo luogo, le liste dovevano essere preparate e sottoposte al voto degli organismi interni almeno una settimana prima dalla presentazione: una volta approvate, nessun capobastone avrebbe più cercato di correggerle all’ultimo minuto, togliendo qua e aggiungendo là , come al mercato delle vacche. Continua »
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Marzo 1st, 2010 Riccardo Fucile
LA RELAZIONE ISPETTIVA DELLA RAGIONERIA DI STATO LO AVEVA DENUNCIATO GIA’ NEL 2008…IRREGOLARITA’ CHE AUMENTAVANO I COSTI, INDEBITE EROGAZIONI, ABUSI NEL CONFERIMENTO DEGLI INCARICHI, PAGAMENTI IN ASSENZA DI DOCUMENTAZIONE, SPESE INAMMISSIBILI, ILLECITO UTILIZZO DELLE AUTO DI SERVIZIO
Il documento cui facciamo riferimento è quello della Ragioneria generale dello
Stato, guidato da Stefano Canzio, e si chiama “Relazione annuale 2008 sull’attività svolta dall’Ispettorato Generale di Finanza”: si tratta di una ispezione contabile alla Protezione civile, sulla base di un protocollo di intesa tra le due parti per un controllo dei conti.
Nell’analisi vi sono tre capitoli che vengono alla luce.
Il primo fronte è quello che gli ispettori definiscono “irregolarità e carenze che comportano incrementi del costo degli interventi”.
Sono stati rilevati “l’utilizzo improprio di somme destinate agli interventi, ma girate al rimborso spese dei dipendenti”, “spese inammissibili” per interventi non urgenti”, “eccessiva lentezza nella revoca dei contributi in caso di somme non dovute”, “erogazione di contributi per alloggi a favore di soggetti che non ne avevano diritto”.
Il secondo capitolo affrontato è quello relativo alle “irregolarità concernenti il funzionamento degli uffici Commissariali, degli organi consultivi e delle strutture delegate alla realizzazione degli interventi”.
Qui la lista delle censure è imbarazzante: “erogazione di compensi plurimi ai responsabili delle strutture”, “illeggittimo utilizzo delle auto di servizio”, “indebita corresponsione dell’indennità di missione”, “sovrabbondante numero di personale comandato presso strutture commissariali”, anche proveniente da aziende private e “spesso privo di competenze specifiche”.
In pratica clientelismo puro. Continua »
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Febbraio 28th, 2010 Riccardo Fucile
UNO STUDIO DELL’UNIVERSITA BOCCONI LANCIA L’ALLARME SUI PESANTI RITARDI NELLA POSA DELLE FIBRE OTTICHE: SIAMO FERMI DAL 2003….PREVISTO UN COSTO DI 13 MILIARDI PER COMPLETARLA, UN ABBONAMENTO COSTEREBBE CIRCA 30 EURO AL MESE, NECESSARIA UNA SOLA RETE ULTRAVELOCE
Internet ultra veloce è una strada dove e-mail, documenti e video viaggiano a
una velocità di 30 mega.
Da tempo il Garante delle Comunicazioni preme sul governo perchè questa rete sia realizzata al più presto anche in Italia.
Per avere un quadro dei costi ha commissionato uno studio all’Università Bocconi di Milano.
Il cantiere italiano è ormai fermo da circa sette anni: di fibre ottiche, la sola tecnologia in grado di ospitare internet veloce, Fastweb ne ha posate tante, ma solo fino al 2003.
Dato che anche Telecom esita, di fatto l’Italia è bloccata da anni, quando invece dovrebbe correre.
Siamo ancora alle prese con una rete in rame superata e con un tasso di guasti crescente.
Internet veloce avrebbe un impatto immediato sul benessere nazionale e i costi sono certamente importanti, ma non impossibili.
Secondo la Bocconi, la soluzione ideale sarebbe una ragnatela che andrebbe a coprire il 50% del Paese e che si spinga dentro le case degli italiani.
Il prezzo sarebbe di circa 13,2 miliardi di euro.
Il documento della Bocconi si chiede quanti soldi lo studente o l’impresa dovranno pagare per abbonarsi a questo internet super veloce: è stata calcolata una cifra tra i 25,56 e il 29,77 euro al mese per ogni abbonato. Secondo la Bocconi non ci sono le condizioni per realizzare due reti in concorrenza tra loro, se ne potrà fare una sola. Continua »
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Febbraio 27th, 2010 Riccardo Fucile
DIFFUSI I DATI ISTAT: I RESIDENTI SONO OLTRE 60 MILIONI (+0,57%) TRA CUI 4,3 MILIONI DI IMMIGRATI CHE SONO ORMAI IL 7,1% DELLA POPOLAZIONE….SEMPRE MENO NASCITE E PIU’ DECESSI, L’ETA’ MEDIA DEL PARTO A 31,2 ANNI, 1,33 FIGLI PER DONNA… GLI OVER 65 SONO ORMAI IL 20,2% DELLA POPOLAZIONE
Meno nascite e pi
ù decessi: l’Italia è un Paese destinato all’estinzione, riesce però miracolosamnete a cavarsela, sul piano demografico, per il decisivo contributo degli stranieri che rappresentano ormai il 7,1% dei residenti.
L’Istat ha diffuso le stime sugli indicatori demografici del 2009, dalle quali emerge che i residenti in Italia sono arrivati a 60.387.000 (+ 0,57% rispetto al 2008), ma solo per la presenza degli immigrati, nel complesso 4.279.000 unità .
Per il terzo anno consecutivo, il saldo naturale tra nascite e decessi risulta negativo (-0,3 per mille), ovvero -17.700 unità nel 2009, contro -8.500 nel 2008 e -6.900 nel 2007.
Sono stati 570.000 i neonati nel 2009, 6.700 in meno rispetto al 2008.
Il 16,5% sono nati da mamme straniere, erano il 5,4% nel 1999 e il 16% nel 2008.
Il tasso di natalità è del 9,5 per mille, al Nord il 9,6,al Centro il 9,3, al Sud il 9,4.
In testa la Val d’Aosta con il 10,4 , in coda la Liguria con il 7,6.
Il calo delle nascite delle italiane non ha a che vedere con la crisi, l’età media del parto è stimata in 31,2 anni (era 29,8 nel 1995). Continua »
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Febbraio 26th, 2010 Riccardo Fucile
AVENUE DE TERVUEREN 143 A ETTERBEEK NON E’ MAI ESISTITA, LO SAPEVANO TUTTI… ORA FA COMODO UN CAPRO ESPIATORIO PER DIMOSTRARE RIGORE MORALE PRIMA DELLE ELEZIONI…PECCATO CHE DA 18 MESI CI FOSSERO LE PROVE SULLA SUA RESIDENZA TAROCCATA IN BELGIO CHE LO AVREBBERO FATTO SUBITO DECADERE
La strada è stata indicata dal presidente del Senato, Renato Schifani, alla
stessa Giunta per le autorizzazioni a procedere: dichiarare decaduto il senatore del Pdl Nicola Di Girolamo, piazzato dalla ‘ndragheta in Parlamento per riciclare il denaro delle cosche.
Una soluzione che evita un processo politico in aula che imbarazzerebbe il centrodestra a un mese dalle elezioni e che permetterà già la prossima settimana di consegnare alla giustizia il senatore verso cui è stato spiccato un mandato di arresto.
Attraverso i media passerà un messaggio rassicurante: le “mele merce” in parlamento vengono eliminate e il ceto politico riacquisterebbe credibilità .
C’è però qualcosa che non torna in questa vicenda, emblematica del degrado della nostra classe politica: il fatto che la convalida o meno dell’elezione di Di Girolamo nel collegio degli italiani all’estero sia in sospeso da ben 18 mesi.
Il Senato infatti non lo dichiarò “ineleggibile” sulla base dell’inchiesta della Procura di Roma che aveva scoperto la storia della residenza fittizia in Belgio, ma non dichiarò neppure la “convalida” dell’elezione.
Tipica soluzione all’italiana: si prese tempo “per approfondire il caso”, e il caso finì in un cassetto ovviamente: nessuno se ne sarebbe più ricordato se non fosse esploso lo scadalo del riciclaggio che ha fatto emergere altri reati, come le schede bianche manomesse dalle cosche per favorire l’elezione del Di Girolamo.
Perchè il senatore non venne dichiarato ineleggibile subito è un mistero, qualcuno parla di appoggi veri o presunti di cui avrebbe goduto.
In realtà la Giunta per le autorizzazioni aveva lavorato bene ed erano emersi fatti incontrovertibili. Continua »
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Febbraio 24th, 2010 Riccardo Fucile
IL CASO DI GIROLAMO (PDL), ACCUSATO DI ESSERE AL SERVIZIO DELLA ‘NDRANGHETA E COINVOLTO NELLO SCANDALO FASTWEB…NEL 2008 SI ERA INVENTATO DI RISIEDERE IN BELGIO, MENTRE VIVEVA IN ITALIA, PER ESSERE ELETTO NELLA CIRCOSCRIZIONE ESTERA…LA RICHIESTA DI ARRESTO FU RESPINTA DALLA GIUNTA DELLE IMMUNITA’ DEL SENATO
Nel giro degli affari sporchi e dei voti truccati, del riciclaggio e delle frodi ai danni dello Stato che stanno travolgendo Fastweb e Telecom, facendo dichiarare ai magistrati che “siamo di fronte a un danno colossale per lo Stato”, un ruolo non secondario riveste Nicola Di Gerolamo, esponente del Pdl, che nel 2008 ha conquistato un seggio al Senato nella circoscrizione estera.
Lo ha fatto grazie alla manomissione delle schede bianche da parte degli emissari della ‘ndrangheta a Stoccarda, trasformate in altrettanti voti per lui (25.000 preferenze).
Il 7 giugno 2008 il Gip di Roma ne chiede l’arresto, in quanto non risulta affatto residente all’estero all’atto della candidatura: si era inventato una residenza in Belgio, mentre invece viveva in Italia.
Ma a settembre 2008 la Giunta per le immunità del Senato non concesse l’autorizzazione all’arresto e il Di Girolamo continuò a farsi vedere poco al Senato, in quanto impegnato in altra attività .
La sua elezione infatti doveva servire alla ‘ndrangheta per spostarsi senza problemi nell’ambito delle attività illegali transnazionali.
La cosca “Arena” lo aveva fatto eleggere e lui doveva rendere i servizi pattuiti. Il capoclan Mokbel, come risulta dalle intercettazioni finite sui verbali, lo apostrofava così: “Ricordati che devi pagare tutte le cambiali che sono state aperte, puoi pure diventare presidente della Repubblica, ma sarai sempre il portiere mio. A Fiumicino faccio passare quello che mi pare senza problemi, droga, brillanti.Se ti è venuta la “senatorite” è un problema tuo, ma stai attento…”
Un senatore che lavorava a tempo pieno per le cosche calabresi, faceva società coi boss, girava il mondo per investire isoldi delle cosche, riciclando danaro sporco sui conti di banche estere di mezzo mondo. Continua »
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