Dicembre 30th, 2009 Riccardo Fucile
FALLISCE UN TERZO DELLE AZIENDE AFFIDATE ALLE ASSOCIAZIONI… SU 8.933 IMMOBILI CONFISCATI, IL 50% E’ STATO TRASFORMATO IN UN BENE UTILE PER LA SOCIETA’….IL 75% DELL’ALTRA META’ E’ BLOCCATA DAL DEMANIO PER CRITICITA’, IPOTECHE, OCCUPAZIONI ABUSIVE, CAUSE E PIGNORAMENTI
Il commissario straordinario dei beni confiscati alle mafie ha presentato al Consiglio dei
ministri la sua relazione annuale dalla quale emerge la criticità del problema.
Spesso si sentono i politici discutere sulla destinazione dei beni sottratti alla criminalità organizzata, ma la situazione in realtà è ben più complessa di quanto ci viene riferito dai media.
Intanto un’azienda su tre sequestrata alla mafia fallisce.
Su 8.933 immobili confiscati, circa il 50% (5.407 per un valore di 725 milioni di euro) è stato assegnato dal 1996 ad oggi ai comuni o allo Stato e trasformati quindi in beni utili per la società .
Della restante parte (3.526 immobili) però, ben il 75% resta per anni bloccata al Demanio con un costo enorme per la collettività , incagliata da “criticità “, ipoteche, occupazioni abusive, pignoramenti e cause giudiziarie intentate da proprietari mafiosi o loro prestanomi.
Vi sono intrecci di interessi politico-mafiosi inquietanti a questo proposito.
I terreni sequestrati a Dante Apicella, boss dei Casalesi, in quel di Castelvolturno, erano stati affittati dal Demanio, contro il parere dei sindaci, alle Acli Terra Campania, salvo poi dover revocare la locazione perchè si è scoperto che il presidente delle Acli , poi arrestato, aveva avuto contatti proprio con la camorra.
Un altro immobile confiscato a Casapesenna, nel casertano, si è scoperto che non aveva rispettato le finalità sociali previste dalla legge sui sequestri di beni alla mafia: anzichè essere destinato alla casa degli anziani, era stato affittato alla Banca di Bari.
Cosa fare per risolvere l’impasse dei 3.526 immobili, case, palazzi, ville e poderi confiscati grazie alla legge Rognoni-La Torre, ma fermi anche da 25 anni nella gestione del Demanio a causa di mille cavilli giudiziari? Continua »
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Dicembre 29th, 2009 Riccardo Fucile
LA CORTE DEI CONTI DENUNCIA LA VERGOGNOSA PRASSI DELLE SPESE GONFIATE…PER VIAGGI E TELEFONI, IL PDL DICHIARA SPESE PER 15 MILIONI (ACCERTATE 652.000 EURO), L’IDV 1 MILIONE (ACCERTATO 16.010 EURO), L’ UDC PER 4,8 MILIONI (ACCERTATO 22.763), LA LEGA PER 802.000 (ACCERTATO 266.589), IL PD PER 423.000 (ACCERTATO 398.397)…ORMAI SIAMO ALLA VERGOGNOSA CIFRA DI 10,05 EURO DI RIMBORSO PER OGNI ELETTORE
Lo avevamo annunciato poco prima di Natale, ora arrivano i dati ufficiali dalla Corte dei Conti e lo scandalo dei rimborsi elettorali assume una dimensione ancora più vergognosa.
I partiti si sono visti rimborsare, per le spese delle elezioni 2008, la cifra di 503 milioni di euro: in realtà la spesa reale è stata di 110 milioni, un quinto di quanto dichiarato come spese.
Una somma enorme incassata arbitrariamente, uno schiaffo ai contribuenti italiani, ma su cui nessuno metterà mai mano, visto che coinvolge tutti i partiti e che costa a ogni elettore 10,05 euro per il solo 2008.
E’ quanto emerge dalla relazione della Corte dei Conti che ha controllato i consuntivi delle spese elettorali di ciascun partito e che ricorda che dal 1994 l’esborso dello Stato ai partiti è arrivato a ben 2,2 miliardi di euro.
Una caratteristica evidenziata dalla Corte dei Conti è la prassi di dichiarare spese elettorali maggiori di quelle poi verificate.
La legge prevede due tipi di spese elettorali, quelle per il materiale di propaganda (spot, manifesti, poster) e le spese strumentali (viaggi, telefono e varie).
E’ emerso che è stato il secondo tipo di voci ad essere gonfiato a dismisura. Il Pdl, ad esempio, ha dichiarato spese per viaggi e telefoni pari a 15.801.955 euro, mentre alla verifica dei magistrati contabili ne sono state accertate solo 652.712.
Vediamo gli altri partiti: l’Idv (1.027.222 contro 16.010 accertati), Sinistra arcobaleno (2.452.441 contro 12.808), Lega (802.316 contro 266.589), Pd (423.696 contro 398.397), Partito Socialista (1.016144 contro zero), Udc (4.814.816 contro 22.763).
La Corte dei Conti sollecita una modifica della legge in modo che i contributi siano “parametrati con la spesa sostenuta realmente e contabilmente giustificata”. Continua »
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Dicembre 28th, 2009 Riccardo Fucile
LA FONDAZIONE DI FINI CRITICA IL MINISTERO DELLA CULTURA PER I CONTRIBUTI STATALI A FAVORE DEI “CINEPANETTONI”… SI TAGLIA IL FONDO UNICO PER LO SPETTACOLO E INVECE CHE AIUTARE I FILM DI SOSTANZA SI REGALANO MILIONI ALL’AMICO DE LAURENTIIS?
Da un paio di giorni è scoppiata una polemica che merita un commento non superficiale:
“Farefuturo”, il web magazine della Fondazione che fa capo al presidente della Camera, Gianfranco Fini, ha preso una dura posizione contro la prassi di concedere finanziamenti pubblici ai “cinepanettoni”, ovvero i film di Natale che sbancano i botteghini con le gag nazional-popolari di De Sica e compagni di merende.
Il motivo di questa campagna polemica è da ricercare nelle norme attuali che consentono a film come “Natale a Beverly Hills” di usufruire di aiuti statali, proprio mentre il governo taglia il Fondo unico per lo spettacolo.
Il punto, a nostro parere, non è nel dare un giudizio su film di questo genere, in quanto riteniamo che ognuno sia libero di produrre il film che gli pare e lo spettatore di scegliere la pellicola che più di aggrada.
La questione rilevante è un’altra: è assurdo che la pellicola benefici dei crediti d’imposta e degli aiuti fiscali e monetari pensati per sostenere gli autori italiani più coraggiosi che realizzano film di qualità e culturalmente più stimolanti.
Ci si chiede perchè il ministero della Cultura regali denaro pubblico al produttore per un film milionario che non è certo un prodotto culturale, quando poi lesina su finanziamenti a spettacoli teatrali o lungometraggi di ben altro valore artistico.
Perchè, ci chiediamo, un film come “Natale a Beverly Hills” è stato inserito, e da chi, come “film di interesse culturale”, condicio sine qua non per poter usufruire dei contributi statali?
Qua si tratta di un contributo di circa due milioni di euro, non noccioline, per un film che ai botteghini risulterà largamente in attivo.
Non si tratta neanche di coprire una perdita, ma solo di incrementare il guadagno di De Laureentiis, a scapito dei giovani registi italiani che invece ne avrebbero bisogno.
Il decreto ministeriale num. 28 del 2004 (decreto Urbani) riconosce infatti finanziamenti pari al 7% degli incassi per i lungometraggi che al botteghino abbiano ottenuto da 10.329.138 a 20.700.000 euro. Continua »
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Dicembre 28th, 2009 Riccardo Fucile
LO DICE L’ART. 5 DEL TESTO UNICO SULL’IMMIGRAZIONE CHE FISSA 20 GIORNI DALLA PRESENTAZIONE DELLA DOMANDA….. PERCHE’ ALLORA SI FANNO ASPETTARE GLI IMMIGRATI TRA I 7 E I 15 MESI PER IL RINNOVO?… SONO MILIONI DI PERSONE CHE LAVORANO IN ITALIA MA CHE QUALCUNO VUOLE FAR VIVERE IN LIBERTA’ VIGILATA
Anche i diritti sanciti dalla legge italiana attualmente vengono negati dalla classe politica per instillare quotidiane paure tra i cittadini, da sfruttare a fini elettorali.
L’obiettivo sono sempre loro, gli immigrati regolari che vivono nel nostro Paese, lavorano nelle nostre fabbriche, assistono i nostri anziani, studiano nelle nostre università , mandano i propri figli regolarmente nelle nostre scuole.
Quegli immigrati a cui il governo ricorda ogni giorno i loro doveri, ma ai quali si dimentica sistematicamente di riconoscere i relativi diritti.
L’art. 5 del Testo unico sull’immigrazione prevede che il permesso di soggiorno venga rilasciato, rinnovato o convertito entro 20 giorni dalla presentazione della domanda.
Allo stato attuale invece che accade?
Che circa 4 milioni di immigrati regolari debbano attendere dai 7 ai 15 mesi per un semplice rinnovo del permesso di soggiorno della validità di un anno. Ovvero, da un lato lo Stato ha emanato una legge che prevede il termine di 20 giorni per una semplice procedura burocratica, poi di fatto è il primo ad evadere la normativa da lui stesso fissato.
I media non ne hanno dato notizia, ma dal 13 dicembre Gaussou Outtarà , esponente dei Radicali italiani, immigrato dalla Costa d’Avorio, da 29 anni in Italia, è in sciopero della fame proprio per denunciare il problema dei “tempi legali utili per il rilascio dei permessi di soggiorno”.
“La quasi totalità degli immigrati in Italia non solo non ha alcuna speranza di poter ottenere la cittadinanza italiana, ma si trovano spesso privi anche di un semplice permesso di soggiorno, pur avendone diritto”, ricorda Gaussou. Sono infatti oltre 700.000, secondo una rilevazione del “Sole 24ore”, gli immigrati che attendono il rinnovo del permesso. Continua »
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Dicembre 23rd, 2009 Riccardo Fucile
INVECE CHE IL DIRITTO ALLA CITTADINANZA, IL PDL ALLA CAMERA, SU IMPUT DELLA LEGA, VUOLE NEGARE PERSINO I DIRITTI MINIMI…. FATE UNA LEGGE CHE CONSENTA SOLO DI SFUTTARLI IN NERO E POI DI AFFOGARLI IN MARE, COSI’ FATE PRIMA… UN PARTITO VECCHIO E REAZIONARIO, VENDUTO ALLA LEGA, INVECE CHE PER 30 DENARI PER DUE PROCESSI
Esordiamo limitandoci a riportare i fatti. Se non fosse stato per l’ottima iniziativa del finiano
Granata che aveva firmato una proposta bipartisan per concedere, dopo 5 anni, la cittadinanza agli immigrati regolari che vivono onestamente in Italia, lavorano, pagano le tasse, rispettano le leggi e si sono integrati nel tessuto sociale del nostro Paese, questa specie di monocolore leghista, con l’appoggio del Pdl, che governa il Paese, non avrebbe mosso un dito per cambiare la normativa vigente.
Serve manodopera per le imprese del nord e braccia per l’agricoltura al sud? Ben vengano gli immigrati dalle 6 del mattino alle 19 di sera, ben venga il loro sudore, i proventi delle loro tasse, gli introiti dell’Inps sulle loro trattenute. Dopo le 19 e fino alle 6 del mattino però che stiano chiusi in casa, magari in 10 sotto lo stesso tetto, o meglio magazzino, che una “generosa” carogna padana mette a loro disposizione.
Meno si fanno vedere in giro e meno creano turbativa allo shopping di qualche signora snob della padagna del magna magna, a qualche ragazzotto fatto di alcol e fumo che per fortuna ogni tanto si schianta contro un guard rail la notte a 180 km orari, a qualche rincoglionito che vive di paure e scarica sui più deboli il fallimento della propria vita malvissuta.
La proposta di Granata era semplicemente di buon senso, non regalava nulla, imponeva anche precisi doveri agli immigrati, in linea con la legislazione vigente negli altri Paesi europei “civili”.
Ma ecco che il prestanome della Lega, ovvero il Pdl, decide di stopparlo e presenta, in nome e per conto del Xu Xlux Xlan dei forcaioli, un disegno di legge alternativo che ieri ha iniziato il suo corso ala Camera e che fissa solo doveri e nessun diritto, inasprendo ancora di più le condizioni degli immigrati regolari (ripetiamo regolari).
Il testo è firmato da Isabella Bertolini e mantiene invariate una parte delle norme vigenti, altre le rende più restrittive.
Per avere il passaporto italiano un immigrato deve risiedere in Italia per almeno dieci anni, dopo otto dovrà fare domanda di frequenza e corsi obbligatori di storia e cultura italiana, di educazione civica e sulla Costituzione.
Ovvero quei corsi e quel rispetto verso l’Unità d’Italia che certa feccia leghista non ha mai fatto e assimilato.
Lo pretendiamo dagli immigrati, mentre certi personaggi italici posso sputare sulla bandiera.
Andiamo avanti: lo straniero dovrà poi dimostrare un buon grado di integrazione sociale e il rispetto delle leggi italiane ( forse deve frequentare le osterie dei beoni leghisti per socializzare?). Continua »
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Dicembre 20th, 2009 Riccardo Fucile
IL LIMITE DI AFFOLLAMENTO ORARIO SCENDERA’ DAL 18% AL 12% IN TRE ANNI: PER MURDOCH UN DANNO DI DECINE DI MILIARDI… CATTIVE NOTIZIE PER I SITI ON LINE CHE TRASMETTONO IN DIRETTA E PER IL CINEMA ITALIANO…I CANALI GRATUITI DI MEDIASET POTRANNO TRASMETTERE IL 20% DI SPOT
Il governo taglia il tetto di affollamento orario della pubblicità per la pay tv: il limite scenderà progressivamente dall’attuale 18% al 12% in tre anni.
Emanato con apposito decreto, la norma ufficialmente è conforme con la disciplina comunitaria e punta a garantire il consumatore utente che già paga un abbonamento per vedere contenuti premium.
Di fatto vedremo più pubblicità sui canali gratuiti Mediaset e degli altri editori privati.
Viene introdotto in Italia il “product placement”: le telecamere mostreranno le marche dei prodotti nei film e nelle fiction per la televisione, nelle trasmissioni di intrattenimento e nei programmi sportivi.
Gli editori dei giornali avevano chiesto che venisse introdotta in misura limitata, ma il governo ha scelto la strada di non mettere alcun paletto.
I canali degli editori privati (compresa Mediaset) potranno così trasmettere pubblicità per il 20% ogni giorno, a patto di irradiare anche dalle telepromozioni dei divi e non solo lo spot classico.
Ma le reti avranno buon gioco a sfruttare questo varco per aumentare il fatturato. Sky invece dovrà ridurre in tre anni gli spot dall’attuale 18% al 12%. Continua »
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Dicembre 17th, 2009 Riccardo Fucile
“PRIMA AVEVATE DEGLI IDEALI, ORA SIETE DIVENTATI I PORTAVOCE DI BERLUSCONI, VI COMPORTATE COME DEGLI SCENDILETTO”… NERVI TESI AL PRANZO CON GASPARRI, ALEMANNO, LA RUSSA E MATTEOLI…AUT AUT DI FINI: “D’ORA INNANZI O CON ME O CONTRO DI ME”
Il pranzo di due giorni fa voluto dal Presidente della Camera deve essere risultato indigesto
agli invitati.
Ma Fini aveva intenzione di chiarire e lo ha fatto con gelido distacco: davanti a lui i suoi ex compagni (si fa per dire…) di partito, ovvero Gasparri, La Russa, Alemanno, Matteoli (gli ex colonnelli) e un pugno di amici, Ronchi, Urso, La Morte e Augello.
Dopo mesi di tensioni, dopo la rottura quasi dei rapporti personali ( con Gasparri non si parlava più da tempo) ecco il Fini-pensiero: “Siete diventati degli ultras da stadio, non vi riconosco più. Prima facevate delle battaglie, avevate degli ideali, ora siete diventati i portavoce di Berlusconi, vi comportate come degli scendiletto, non avete un minimo di schiena dritta…Avete perso ogni dignità , il potere vi ha dato alla testa”.
Nel gelido silenzio, Fini incalza: “O siete con me o contro di me. Tra qualche giorno incontro Berlusconi, voglio sapere se lo ha delega in bianco per trattare anche per conto vostro”.
La Russa tenta una timida difesa (è o no ministro della Difesa?): “E’ facile parlare, noi Berlusconi lo sentiamo tutti i giorni, tu non ti fai mai sentire”. Quando parla Gasparri, è quasi rissa: “Non ti capiamo più, fai tutto da solo, sei uno di sinistra” e Matteoli aggiunge “Silvio ci bacia ogni giorno, tu nemmeno rispondi al telefono”.
Fini interviene e nega di voler costruire un nuovo gruppo, ma rincara la dose: “Vi rendete conto che siete in un partito, senza decidere praticamente mai nulla? Siete solo capaci di sottostare agli ordini di Tremonti senza battere ciglio. Il Pdl è succube della Lega e voi non muovete un dito”. Continua »
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Dicembre 16th, 2009 Riccardo Fucile
A NULLA VALGONO I TENTATIVI DI MODERAZIONE DI FINI, I “DURI E IMPURI” VOGLIONO LO SCONTRO… OTTUSA FIDUCIA SULLA FINANZIARIA QUANDO GLI EMENDAMENTI ERANO POCHI E RIDOTTI…QUALCUNO NON VUOLE UN CLIMA PIU’ SERENO E MENA FENDENTI PER PREPARARE LE ELEZIONI: AVANTI VERSO LO SCHIANTO FINALE
Gli ex manutengoli socialisti come Cicchito, gli ex comunisti come Bondi, gli ex radicali come
Capezzone, gli ex missini come Gasparri, gli ex sagrestani come Lupi, Gemini e Quagliarella, sono coloro che decidono ormai la linea politica del Pdl.
Dopo una vita coerente al servizio di tante idee e un buon conto in banca, sottratti ad una vita politica anonima sulla via di Arcore, eccoli sul far delle feste, come i re Magi, farsi strada tra pecore e pecoroni per andare a omaggiare il Bambin Gesù.
Hanno attraversato deserti di idee, abiurato a mille fedi, raccattato potere con la lingua pendula, sono diventati più realisti del re, più proni del malato di artrosi, più liberisti e meno liberali, hanno scalciato i passanti, fatto fuori menti illuminate, e sono riusciti nel loro intento.
Come le squadre di football americano finalmente possono denominarsi “i Falchi”, pronti allo scontro, mirabile esempio di coraggio nella vita passata e fieri condottieri ora del Popolo della Libertà allo scontro finale contro gli infedeli.
Capaci, con la regia di Feltri, di alternare messe cantate e cavalli al galoppo, spade sguainate e lettoni di Putin in liquidazione.
La spada è stata presa in prestito dal supermarket di chincaglierie dei fans di Alberto di Giussano che, tra una marchetta ai potentati economici del Nord e un annegamento di immigrato, hanno indicato la corretta via contro gli infedeli.
E i nemici si annidano ovunque, non sono solo “i cattocomunisti, la stampa e i partiti di sinistra, la Tv di Santoro e Travaglio, i magistrati eversori”, ma anche chi, nel Pdl, non segue la “via maestra” dell’intolleranza e della guerra totale, chi rifiuta di innescare ogni giorno il cannone e diserta la battaglia dello sputtanamento personale, chi predica di “abbassare i toni” e cerca il dialogo con la società civile e le istituzioni.
Al grido “chi desiste dalla lotta è un gran figlio di mignotta” questi figli… della prima repubblica sono esempio mirabile di etica politica e intransigenza morale, dettano la linea suicida alle truppe cammellate, insinuano dubbi e rancori nella casalinga e nella pensionata piediellina, distogliendola (solo per un attimo) dalla educativa fiction di Canale 5. Continua »
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Dicembre 16th, 2009 Riccardo Fucile
INVECE DI DIMETTERSI PER MANIFESTA INCAPACITA’ DI GESTIRE L’ORDINE PUBBLICO A MILANO, MARONI ORA VUOLE CENSURARE I SITI E LIMITARE I CORTEI…. SE SI SONO LASCIATI AVVICINARE I CONTESTATORI A POCHI METRI DAL PREMIER FORSE CONVENIVA A QUALCUNO…LA DICHIARAZIONE DI UN FUNZIONARIO DI POLIZIA
Ormai siamo alla caccia alle streghe: se accade qualcosa a un comune cittadino, se un
quartiere periferico di una grande città è in mano agli spacciatori e ai delinquenti, se interi viali vedono una sfilata di prostitute e trans, lo Stato è assente e se ne fotte.
Se 400 leghisti si iscrivono al sito della Lega Nord Mirano (sito ufficiale ribadiamo, altro che smentite patetiche), in nome dello slogan “Immigrati clandestini: torturiamoli” è una goliardata e Maroni chiude anche il terzo occhio.
Se però il clima di contrapposizione frontale tra i due schieramenti politici che si alternano al governo in Italia da 12 anni porta ad atti inconsulti un malato di mente e qualche migliaio di idioti pensano di far di costui un idolo, ecco che si approfitta del’occasione per restringere ulteriormente gli spazi di libertà e di espressione.
In questo caso, Maroni si appresta a proporre nuove norme su cortei e uso di internet, misure ritenute “urgenti e adeguate”: si parla di oscuramento di siti, non quelli, ovvio, razzisti della Lega, ma quello di Facebook.
A parte che non è possibile neutralizzarli dall’Italia, essendo necessaria una rogatoria internazionale, salvo che la società di Palo Alto non lo decida di sua iniziativa, potremmo anche essere d’accordo se la misura valesse per tutti coloro che incitano alla violenza e all’odio razziale, ma dato che così non è stato, allora si prenda esempio da Obama.
Il presidente americano riceve continue minacce da siti internet e su Facebook, ma non si è mai sognato di chiederne l’oscuramento. Continua »
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