Settembre 17th, 2013 Riccardo Fucile
LE DICHIARAZIONI DEL SOTTOSEGRETARIO CASTIGLIONE A PIAZZA PULITA
“Che cosa succede se Berlusconi fa cadere il governo?”, è la domanda che il cronista Gaetano Pecoraro (Piazzapulita — La7) rivolge al sottosegretario all’Agricoltura del Pdl Giuseppe Castiglione.
Il senatore, credendo forse di non essere registrato, risponde: “Sarebbe un tragedia. Siamo in tanti…”.
“Con lei quanti ce ne sono? Tre o quattro?” fa il giornalista,
“Di più, siamo tanti”, dichiara Castiglione.
E precisa: “La situazione è questa. Da una parte c’è Mediaset, il partito di Mediaset, e noi nel partito di Mediaset non ci siamo, e dall’altra c’è il Pdl”.
Poi il sottosegretario rivela di avere parlato con l’ex premier: “Ho detto a Berlusconi che è un errore far cadere il governo, nessuno vuole andare a casa”.
Un altro senatore della fronda del Pdl potrebbe essere Bruno Mancuso, senatore Pdl, che ai microfoni di Piazzapulita spiega: “Sarebbe un problema convincere i senatori a tornarsene a casa dopo pochi mesi, sapendo che non sarebbero tornati. Io posso permetterlo, ho una clinica, ma c’è gente che non sa come fare, non ha risorse”
(da “il Fatto Quotidiano”)
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Settembre 16th, 2013 Riccardo Fucile
APPOGGIO A LETTA E LIQUIDAZIONE DELLE COLOMBE… FORZA ITALIA A VERDINI E SANTANCHE’
Vuoi vedere che Letta ci ha indovinato, mercoledì non scoppierà la crisi, giovedì neanche e venerdì
nemmeno? –
Berlusconi sta per alzare bandiera bianca.
Se la Giunta delle elezioni deciderà di cacciarlo dal Parlamento, con un nobile discorso lui protesterà al mondo la propria innocenza, si dichiarerà vittima dei magistrati.
Ma per il bene supremo dell’Italia incasserà il ceffone senza mandare tutto all’aria…
Così perlomeno in questo momento il Cavaliere sembra orientato.
Sabato ne aveva discusso con i più fedeli amici, e domenica non ha cambiato idea.
Anzi, si va convincendo vieppiù che tenere in vita il governo sarebbe una trovata strategica geniale, l’unico modo per intralciare la marcia trionfale di Renzi.
Se fino a pochi giorni fa Silvio non vedeva l’ora di tornare alle urne, adesso pare intenzionato a votare non prima del 2018.
Questa è l’istantanea postata da Arcore, sempre soggetta a ripensamenti si capisce.
Verrebbe dunque da immaginare le «colombe» che festeggiano a champagne la svolta pacifista del Làder Mà¡ximo, e viceversa i cosiddetti «falchi» con le piume abbassate.
Invece, sorpresa, succede esattamente il contrario.
Il gruppone dei moderati è in grande allarme, laddove si coglie euforia tra i duri e puri.
Pare infatti che, nel suo discorso al Paese, il Cav non voglia soltanto confermare il sostegno a Letta, ma intenda sbaraccare il Pdl e annunciare la rinascita di Forza Italia la cui gestione finirebbe (ecco il motivo del loro giubilo) tutta nelle mani dei «falchi».
Vale a dire di Verdini, di Bondi, di Capezzone e, naturalmente, della volitiva Santanchè. Verrebbe nominato un comitato di gestione provvisorio, come avviene in tutte le fasi di transizione rivoluzionaria.
Ma trova pure conferma l’indiscrezione, divulgata dal «Giornale», secondo cui Berlusconi avrebbe già vergato di suo pugno una carta che trasferisce a Verdini tutte le deleghe operative fin qui gestite da Alfano.
In pratica, un trasferimento dei poteri che nella visione berlusconiana segnerebbe una sorta di Yalta, una pace durevole tra le anime interne basata sulla ripartizione delle sfere di influenza: di qua il partito, di là il governo.
Chi si occupa del primo non dovrà immischiarsi del secondo, e viceversa.
Oltre al quartetto sopra illustrato, i ruoli di primo piano verrebbero conferiti a Crimi, nella veste di tesoriere, a Palmieri, a Fontana, a D’Alessandro, alla Calabria: tutti quanti falchi, falchissimi.
Ma come escludere dagli organigrammi Michela Vittoria Brambilla, già animatrice dei circoli berlusconiani, tornata in auge dopo una campagna di battaglie animaliste?
Ci sarà posto anche per lei, laddove i governativi, i ministeriali saranno tenuti fuori dal palazzo di Piazza San Lorenzo in Lucina, finemente arredato con divani in pelle della Natuzzi, una sede sibaritica che Berlusconi inaugurerà con la sua presenza mercoledì o giovedì, davanti a un nugolo di telecamere.
E potrebbe essere quella (sebbene come sempre nulla sia deciso) l’occasione ideale per il doppio annuncio, sul passaggio delle consegne Pdl-Forza Italia e sulla crisi che non si farà più.
Ma dopo averla più volte minacciata salvo cambiare idea, difficilmente in futuro qualcuno ci cascherà , certo non Letta, non il Pd.
Cosicchè la delegazione «azzurra» al governo si troverà inerme, perennemente sotto schiaffo, mai più nella condizione di poter alzare la voce.
E quando prima o poi tornerà al partito, troverà le stanze tutte occupate…
Ugo Magri
(da “La Stampa“)
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Settembre 16th, 2013 Riccardo Fucile
“ELIMINIAMO I LACCI TRA LA GENTE E IL CAVALIERE”… CICCHITTO ACCUSA: “POLEMICA SBAGLIATA”
Lo scontro tra due paradigmi. O, più semplicemente, falchi contro colombe. Falco contro colomba.
Pitonessa contro Angelino.
L’affondo è di quelli duri, che fanno male, e che dimostrano come la “pax” tra le diverse anime del Pdl, nei giorni caldi della decadenza e dei dubbi sulle larghe intese, resta un miraggio.
L’occasione per sganciare un siluro contro il segretario è il ritorno a Forza Italia. Nuovo partito, nuova storia. Una storia nella quale, secondo la Santanchè, non c’è spazio per Alfano.
“Quando è stato eletto segretario – spiega in un’intervista al Tempo – ha detto che voleva una testa una sedia. E quindi siamo andati nella direzione che lui stesso ha indicato”.
Ora, però, si passa a Forza Italia, che “sarà un partito presidenziale, con a capo Berlusconi e senza segretario. Così elimineremo tutti quei lacci e lacciuoli tra la gente e il presidente”.
Niente segretario, insomma. Niente spazio per Alfano in un partito che, secondo le ultime indiscrezioni di stampa, vedrà nella stanza dei bottoni soltanto i “duri e puri”
L’irriducibile Daniela non perdona ad Angelino i tentativi di mediazione con il Pd, l’altra metà di quella maggioranza che ne ha fatto il suo vicepremier.
Santanchè usa toni duri contro i democratici. E, ancora, contro il segretario. “La strategia che il Pdl ha usato fino a oggi è stata una rovina assoluta, abbiamo solo perso tempo senza ottenere nulla”.
Un altro proiettile che sembra avere Alfano come bersaglio. ”
Le larghe intese, dunque, devono essere archiviate? Pochi dubbi, per la pitonessa: “Se fossi un ministro, il giorno dopo il voto in Giunta non potrei stare un minuto in più allo stesso tavolo con i carnefici di Berlusconi”.
Lo sgambetto ad Alfano, invece, è materia più complessa e spinosa.
Così Fabrizio Cicchitto, che da politico paludato si muove tra l’ala radicale del partito e quella moderata, prende carta e penna ed esprime il suo disagio in una nota: “Francamente sono molto sorpreso per la polemica di Daniela Santanchè nei confronti di Angelino Alfano. Una polemica sbagliata nei contenuti e nel momento scelto, visto che oggi lo scontro politico è concentrato sul ruolo e il futuro di Berlusconiù
“Questo – prosegue Cicchitto – dovrebbe essere il momento dell’unità e non della divisione. Per di più – aggiusta la mira – la Santanchè non deve mai dimenticare che è responsabile dell’organizzazione del partito e che quindi dovrebbe svolgere un ruolo di garanzia e mediazione nei confronti di tutti, e non di divisione”.
Cicchitto conclude poi con un elogio di Angelino, che “ha sempre svolto un ruolo di equilibrio e deve esserci in un gruppo dirigente pluralista e rappresentativo”.
Lo scontro continua, in attesa della prossima puntata
Andrea Tempestini
(da “Libero“)
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Settembre 15th, 2013 Riccardo Fucile
TRA COLPO DI STATO, GIUNTA CAMERA A GAS, CHICCHITTO-MACCHIETTA, NAPOLITANO-PONZIO PILATO: LE LARGHE INTESE SECONDO I FALCHI DEL PDL
Il governo Grandi Intese, si fa per dire, di Enrico Letta ha molte ragioni di passare alla storia, alcune
non proprio esaltanti. Di certo non avrà l’onore della Crusca.
I suoi giorni più drammatici sono segnati, dal punto di vista del lessico, dai falchi di Arcore e dal loro linguaggio chiodato.
Non parole ma randellate. Non dichiarazioni ma mine anti-uomo.
Nelle riunioni del partito a dare la linea tosta, eccome se tosta, il falcone Denis Verdini, mediaticamente muto anzi così affabile da far paura. A metterci ovunque la faccia, gli artigli da rapace e le spire da pitonessa Daniela Santanchè. E dietro di loro uno stormo chiassoso di gheppi, sparvieri, poiane. Aquile? Non avvistate.
GRANDI INTESE
«I falchi esultano per la rottura. Io no. Anzi. Ma non mi sono mai illuso su natura Pd: giustizialisti al posto dei comunisti» (Augusto Minzolini).
«Bersani, per decenni nel Pci diretto da Mosca dai tiranni dei gulag, che ha applaudito Pol Pot, vorrebbe ci vergognassimo di Berlusconi?»(Lucio Malan).
«Guglielmo Epifani è un provocatore, giustizialista, che gronda felicità da tutti i pori e che farebbe meglio a tacere» (Maurizio Bianconi).
«Dal Pd mi aspettavo il peggio ma questo è il peggio del peggio» (Lucio Malan).
«L’ingiunzione rivolta da Bersani al Pdl di separarsi dal suo leader, dà la misura del grado di irresponsabilità , di cinica spietatezza e di cecità a cui giungono Pd e la sinistra italiana» (Sandro Bondi).
PONZIO PILATO
«Enrico Letta sta scegliendo la via indicata da Ponzio Pilato. Non credo che questa direzione di marcia gli gioverà . Le conseguenze, se questa sarà la scelta definitiva, sono ormai chiare a tutti» (Daniele Capezzone).
«Dopo Nap-Ponzio Pilato ora è il Pd che deve dire se vuole trovare una soluzione politica-pacificazione al caso Cav o assumersi responsabilità della crisi» (Augusto Minzolini)
«Sbagliano gli esponenti del Pd, novelli Ponzio Pilato, ad ostinarsi nel linciaggio di Berlusconi» (Michaela Biancofiore).
DELITTI E CASTIGHI
«Al 75 enne che si faceva bambina di 5 anni, condanna a 3 anni, a Berlusconi per la 17enne Ruby 7 anni. Se ti fai una maggiorenne, ergastolo?» (Lucio Malan).
«Il pedofilo scarcerato a Roma è stato condannato a tre anni di carcere. Non interdetto, godrà dei diritti politici. Non si chiama Silvio, non è del Pdl…» (Vincenzo D’Anna).
RISPETTO ISTITUZIONALE
Non voglio essere irrispettosa, ma la giustizia è come un cancro. E i magistrati sono come una setta segreta» (Daniela Santanchè).
«Abbiate le palle di mettere Berlusconi in galera» (Daniela Santanchè).
«Questo Paese era famoso per essere la culla del diritto. Oggi ne è diventato la tomba, gestita da una corporazione di becchini in toga che hanno consumato il delitto perfetto di eliminare dal panorama politico per via giudiziaria il leader di un intero popolo eletto democraticamente» (Luca D’Alessandro).
L’ARMATA DI SILVIO
«Siamo come il battaglione sacro di Tebe, straordinario per l’amore che legava i suoi soldati. La nostra grande forza è l’amore per Berlusconi, e questo vince su tutto. Siamo l’armata di Silvio» (Simone Furlan).
«Compatti a fianco del presidente Berlusconi. Non lasceremo l’Italia sotto dittature che siano magistocratiche o comuniste» (Simona Vicari).
«Non so se ve ne siete accorti, ma il primo agosto si è compiuto un colpo di Stato» (Daniela Santanchè).
COLLE MATATO
Ma Napolitano non ce l’aveva con “il Parlamento dei nominati” (che peraltro l’ha eletto, lui nominato senatore a vita, e al Viminale nel ’96)?» (Lucio Malan).
«Ci dimetteremo dal Parlamento in duecento, voglio vedere Napolitano che fa» (Daniela Santanchè).
«Leggo che finalmente se ne sono accorti tutti che la nota di Napolitano era ostile e insidiosa e che in molte parti fa anche a pugni con la Costituzione. Leggo anche che Berlusconi non si piegherà . Ecco… dobbiamo dire chiaro che non faremo cadere il governo, ma che la nostra pazienza se la sono mangiata tutta Esposito e Napolitano. Toro infuriato, toro matato» (Maurizio Bianconi).
«Che cos’è quella del capo dello Stato? Una provocazione. Che cosa pretende Napolitano? Che il Pdl continui a governare con chi vota la decadenza di Berlusconi?». «Napolitano attribuisce alla magistratura il controllo di legalità del sistema, una cosa da vero somaro. Lo vedi che gratta gratta il comunista, anzi lo stalinista viene fuori? Può il capo dei banditi fatto sceriffo salvare il buono dalla forca?» (Maurizio Bianconi).
«Se Napolitano non darà la grazia a Silvio, ci sarà una rivolta di popolo (Simone Furlan).
GIUNTA A GAS
«Il Pd non può pensare di trasformare arbitrariamente la Giunta in una sorta di Tribunale Speciale o in un plotone d’esecuzione contro Berlusconi e poi chiedere al Pdl di continuare ad appoggiare il governo» (Fabrizio Cicchitto).
«La Giunta per le Elezioni non si trasformi in un plotone di esecuzione con l’unico fine di eliminare dalla scena politica un leader che rappresenta milioni di italiani» (Renata Polverini).
«In Giunta il Pd ha preparato camera a gas» (Renato Schifani).
SILVIO GUEVARA
“Noi termopiliani, berlusconiani eroici, di fronte al tentativo di annientare il loro capo rispondiamo ai vari Serse che ci intimano di gettare le armi “Molon Labè” venite a prenderle, se ne siete capaci» (Michaela Biancofiore).
«Silvio Berlusconi è il Che Guevara della Libertà » (Luigi Amicone).
«Silvio ai lavori socialmente utili? Certo! Lui sarebbe capace di convincere un giovane a rinunciare alla droga. Proprio per le sue capacità maieutiche lo vedrei bene, la sua sensibilità per i problemi dei più deboli è molto alta. Le dirò di più: Berlusconi troverebbe argomenti e modalità convincenti per spronare i ragazzi a rinunciare alla droga» (Nitto Palma).
«Mi toglie il fiato anche solo sentirle pronunciare, queste parole. Condanna… reclusione… a lui, a un leader come lui…” Fino al colpaccio: “A una personalità politica che ai militanti del Pdl scatena le stesse identiche sensazioni che Enrico Berlinguer scatenava nei comunisti italiani…» (Sandro Bondi).
«Berlusconi non può andare in prigione perchè nel giro di una settimana sarebbe allenatore della squadra di calcio dei detenuti… E nel giro di due settimane sarebbe presidente della squadra di calcio delle guardie. E questo sarebbe oggettivamente eversivo» (Bruno Vespa).
«L’esempio di Cristo evidenzia l’esigenza del giusto processo e i limiti della giustizia popolare, delle giurie popolari» (Angelino Alfano).
MACCHIETTE DI COLOMBE
«Cicchitto è una macchietta, uno che fa ridere. Quando lo vedo sono baci e abbracci. Davanti a me non ha mai osato fare una critica» (Daniela Santanchè).
«Questa polemica sui Ministri del Popolo della Libertà non la comprendo. Ovvio che nessun ministro resterebbe, anche perchè, se sono lì, lo devono esclusivamente a Berlusconi» (Laura Ravetto).
«Di falchi e colombe nel Pdl non ce ne sono più. Ci sono solo uccelli paduli» Giancarlo Galan).
«C’hanno scassato o’cazz!» (Alessandra Mussolini).
Marco Damilano e Denise Pardo
(da “L’Espresso“)
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Settembre 12th, 2013 Riccardo Fucile
A FRASCATI, ALLA SCUOLA DELLA FONDAZIONE MAGNA CHARTA: MINISTRI ED ESPONENTI DEL PD E DEL PDL CELEBRANO LE LARGHE INTESE
Sono loro i nuovi padri costituenti, almeno così dicono di sentirsi: “Se tornassero in vita
benedirebbero ciò che stiamo facendo: rendere la Costituzione più snella, più moderna, al passo con i tempi”.
Quattro le voci del dibattito della Fondazione Magna Charta, “Le riforme per una Carta sempre giovane”: Dario Franceschini e Luciano Violante del Pd, Gaetano Quagliariello e Renato Schifani del Pdl. Un solo afflato: “Cambiare la Costituzione è la madre di tutte le battaglie”.
Ma per vincerla Violante non smette di invocare la pacificazione: “Fare politica è sforzarsi di capire le ragioni degli altri. Occorre superare le divisibilità , recuperare il valore positivo dell’eresia perchè l’affermazione di un principio diverso da quello che si combatte non è sintomo di subalternità , dobbiamo fare lo sforzo di capire cosa pensa l’altro. Questo Governo che molti elettori del Pd e del Pdl considerano una sciagura è la sola occasione per uscire dall’immobilismo e mettere in campo una grande riforma”.
E prima di terminare, riferendosi alle firme raccolte dal Fatto, si toglie un sassolino dalla scarpa: “Chi ha firmato contro, anche intellettuali di tutto rispetto, lo ha fatto per mettersi in mostra”.
E aggiunge: “Da molti anni le legislature durano in media non piu di 18 mesi ed è una sciagura”. Raccoglie Quagliariello che assicura con una battuta: “Noi dureremo fino alla fine”. Applauso corale dei laureandi, dottorandi della Summer school della fondazione — costo 300 euro per 4 giorni vitto, alloggio al Grand Hotel Villa Tuscolana, claque compresa.
Per Violante, “i partiti vivono un rapporto difficile con la società mentre all’interno ci sono persone che hanno coraggio, capacità e respiro nazionale. Occorre liberarsi del fantasma del tradimento: se parlo con Renato (Schifani, ndr) sono un traditore e viceversa, invece con l’avversario si parla perchè chi mi impedisce di farlo è debole, non ha la forza di sostenere la propria idea”.
E Violante per Quagliariello “è un uomo con idee forti e principi profondi, diversi dai miei che rispetto ed è anche un amico personale”.
Tant’è che i due prima del dibattito si concedono una passeggiata solitaria nel parco. “Ho appena deciso con l’amico Gaetano (Quagliariello, ndr)”, rivela a chiusura del suo intervento Violante, che “sul frontespizio del testo di riforma della Costituzione scriveremo una frase di Machiavelli: ‘In ogni nostra deliberazione si debba considerare dove sono meno inconvenienti e pigliare quello per miglior partito perchè tutto netto, tutto senza sospetto non si trova mai’”.
Ecco il manifesto delle larghe intese: secondo Dario Franceschini “è l’amore per il Paese a tenere insieme. Usciremo con più cicatrici che medaglie — prosegue — ognuno delle due parti pagherà i suoi prezzi con il proprio elettorato ma alla fine la missione (tiene a sottolineare Schifani: “Ci è stata affidata da Napolitano sceso in campo a richiamare tutti all’equilibrio”) sarà compiuta”.
“Questa che molti lettori del Pd e del Pdl vedono come una sciagura è un’occasione da non perdere. C’è grande rispetto tra noi” dice Schifani. E quando gli chiediamo di commentare le parole di Mara Carfagna intervenuta nel dibattito precedente, che ha definito Massimo D’Alema e Rosy Bindi “due vecchi tromboni”, risponde: “Ma queste sono solo parole”, dice, come a sottintendere che invece i fatti li vedono uniti: cambiare la Costituzione, seppure “l’attuale struttura dei partiti non sia la situazione migliore” ammette Violante perchè “c’è un partito carismatico (il Pdl) in crisi e un altro (il Pd) confuso per motivi interni ed esterni e il M5S a sfasciare il telaio”. Grillini che la Carfagna definisce “mediocri” mentre sbirciando da un foglietto declama Einstein: “I grandi spiriti hanno sempre incontrato l’opposizione dei mediocri”.
Sandra Amurri
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Settembre 11th, 2013 Riccardo Fucile
IL GIORNALISTA METTE IN GUARDIA IL CAVALIERE DAGLI “SCHIZOFRENICI DEL PDL” CHE LO CIRCONDANO
Vittorio Feltri, editorialista de il Giornale, in un’intervista al Fatto Quotidiano mette in guardia il Cavaliere da chi lo circonda.
Berlusconi è in uno stato psicologico confusionale, ed è comprensibile.
Un giorno sostiene una cosa e il giorno dopo un’altra: è proprio nel pallone.
E non perchè sia scemo, ma perchè la situazione è talmente incasinata che non se ne esce.
Lui si circonda di accondiscendenti a sua disposizione a prescindere dal loro valore e dalla loro sincerità . Anche se alla fine gli stanno pure sulle balle.
A parte i figli c’è solo gente che gli vuole male, che pensa solo a se stessa e a spremerlo fino all’ultimo, a proprio esclusivo vantaggio.
Ormai è tardi, non c’è più niente da fare.
Doveva pensarci prima, ma troppa presunzione, dovuta anche ai suoi successi, ha creato un eccesso di fiducia. Che produce gran stupidaggini.
E sulla strategia del Pdl, Feltri non usa mezzi termini:
Sa perchè nessuno capisce la strategia del Pdl? Perchè non c’è! E se c’è è scritta in cinese. Il comportamento del centrodestra in generale è schizofrenico. Da sempre. Non sono mai riusciti a legiferare in modo non dico intelligente, ma nemmeno conveniente (…)
Qualsiasi cosa facciano Augello o gli esponenti di maggior spicco, si fa per dire, del Pdl, è inutile. Qui non c’è più niente da fare, la soluzione non c’è. Sono piccoli tentativi per allungare il brodo che non porteranno a nulla.
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Settembre 10th, 2013 Riccardo Fucile
BERLUSCONI ATTENDERà€ UN PAIO DI GIORNI PER CAPIRE DOVE VA LA GIUNTA, POI HA PRONTO “L’11 SETTEMBRE” DEL GOVERNO LETTA: “IL COLLE NON CI HA GARANTITO”
I falchi del Pdl non stanno nella pelle, dalla gioia. 
Eppure ieri non doveva essere il loro giorno. Le colombe sono state in volo, sembrava con profitto, per tutto il giorno: “Vedrete, la giunta prenderà tempo fino al 19 ottobre”.
Cioè, fino all’udienza della corte d’Appello di Milano per rideterminare la fatidica interdizione per la condanna Mediaset, altra notizia di ieri.
Il vento è cambiato nel tardo pomeriggio, all’imbrunire, quando dalla giunta di Palazzo Madama non è arrivato alcun segnale “morbido” dal Pd.
Trafelato e sempre al telefonino, alla Camera, il ministro delle Riforme Gaetano Quagliariello, colomba di rango, è diventato scurissimo in volto.
Ironia della sorte, è stata un’altra colomba, Renato Schifani, capogruppo del Pdl al Senato, a dare l’ennesimo ordine di guerra, che potrebbe essere quello decisivo: “Se si vota domani (oggi per chi legge, ndr) il governo è finito”.
Schifani si pronuncia che già sono le venti passate.
Dopo due ore di inferno sul filo del telefono. Tra Arcore e Roma.
Il Cavaliere infatti continua nel suo esilio volontario a villa San Martino con la fidanzata Francesca Pascale e il loro barboncino Dudù.
Dovrebbe tornare mercoledì a Roma per l’assemblea dei gruppi parlamentari, convocata ieri. Non solo. Potrebbe intervenire in extremis a Controcorrente , alla festa del Giornale a Sanremo, oppure decidere di mandare in onda il noto videomessaggio preparato una settimana fa.
In ogni caso, l’obiettivo rimane uguale: rompere tutto.
Nelle telefonate di Berlusconi con Schifani e soprattutto Angelino Alfano, vicepremier nonchè segretario del Pdl, la rabbia è diventata letale, tremenda dopo aver preso atto del tradimento del Pd sulla strategia del rinvio.
La promessa, se non il patto, c’era. A dire proprio delle colombe: “Il Pd si era impegnato ad ascoltare con attenzione le nostre ragioni”.
Era l’accordo per atteggiamento “morbido”. Conclusione: “Adesso si fottono”.
Loro, quelli del Pd. E implicitamente il garante supervisore Giorgio Napolitano, che potrebbe rispondere a un’eventuale rottura di B. con un altro messaggio tv, a reti unificate.
Insomma, la situazione appare seria e tragica. Per quanto riguarda i tempi della crisi, il Cavaliere aspetterà il voto della giunta, tra stasera e domani mattina.
A quel punto, l’onere di ribaltare tutto, spetta a lui.
Il momento della verità , al culmine di un’estate in bilico tra ultimatum e trattative disperate. Quest’ultime hanno finito per mettere in campo, di fatto pubblicamente, persino Fedele Confalonieri, a dimostrazione del ventennale conflitto d’intessi di cui il Paese è stato ed è prigioniero.
Ad Arcore, lo sfogo di B. è stato violento: “Questo è un omicidio politico. Basta, il Pd non ha mantenuto quello che aveva promesso. È chiaro che puntano alla rottura”.
I falchi, appunto, gongolano: “È la dimostrazione che Napolitano e Pd non hanno mai garantito nulla e lo stanno portando al macello”.
O alla camera a gas, per dirla con la colomba Schifani.
Tornano, quindi, gli scenari legati al voto in ottobre, con Berlusconi che fa campagna elettorale dagli arresti domiciliari.
I figli, però, continuano a consigliargli prudenza. La loro linea è quella di evitare il crollo dell’impero aziendale, qualora con il padre carcerato in casa possa iniziare un assalto alla “roba”.
Rischio che ha tenuto banco nelle scorse ore, più del destino politico del leader del centrodestra.
Per Marina, la primogenita, la priorità è un passo indietro del papà e poi la richiesta di grazia. Ma anche sulla grazia, per “l’agibilità personale”, distinta da quella “politica”, Berlusconi non ha grandi speranze dopo il segnale di ieri: “A questo punto chi mi assicura che Napolitano dica sì?”.
Se tutte le previsioni più fosche troveranno conferma tra oggi e domani nella giunta per le elezioni del Senato, allora il governo di Enrico Letta sta preparando il suo Undici Settembre, che cade domani.
L’ammissione delle colombe sulle promesse non mantenute del Pd conferma che c’è stata e ci sarà una trattativa fino all’ultimo minuto utile.
Poi, quando B. deciderà di parlare sarà chiaro che si tratterà dell’ultimo atto della stagione delle larghe intese. Se verrà un altro governo, al posto delle urne anticipate, sarà diverso da questo. Per saperlo è questione di poco.
Fabrizio d’Esposito
(da “Il Fatto Quotidiano“)
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Settembre 9th, 2013 Riccardo Fucile
LA VIGILIA IN COMPAGNIA DEI FIGLI, MERCOLEDI’ IL VIDEOMESSAGGIO SU FORZA ITALIA
La trattativa con il Pd e con il Quirinale la portano avanti colombe come Alfano, Quagliariello e Schifani.
Berlusconi punta sempre a un unico obiettivo – la grazia tombale, estesa anche alla pena accessoria dell’interdizione dai pubblici uffici – e tutti i ricorsi degli avvocati sono soltanto diversivi. Servono a prendere tempo.
Così come le questioni pregiudiziali che il Pdl presenterà in giunta
Perchè le colombe glielo hanno spiegato e rispiegato. Sarebbe «un errore drammatico» far precipitare tutto questa settimana.
Tirare la corda fino a spezzarla con una richiesta ai ministri di dimettersi dal governo. E Berlusconi sembra aver ascoltato il suggerimento, a dispetto della pressioni dei falchi: «Io non voglio far cadere Letta, ma mi serve una risposta. Mi dicono che per la grazia serve tempo, va bene prendiamolo ma mi devono indicare una soluzione ». Convinto che il dialogo possa andare avanti solo su «una cosa concreta», cioè su una precisa assicurazione – che il Quirinale tuttavia non è disposto a concedere e non concederà – riguardo alla grazia tombale, il leader del Pdl resta con la mano sopra il calcio della pistola.
Tanto che mercoledì ha deciso di diffondere l’ormai famigerato videomessaggio che annuncia ufficialmente la ri-nascita di Forza Italia.
Un documento che è in corso di revisione in queste ore e che sarà modulato anche sul tipo di atteggiamento che il Pd assumerà oggi nella giunta delle immunità di palazzo madama.
Tra giovedì e venerdì dovrebbe tenersi anche l’ufficio di presidenza del Pdl
Intanto, dopo un colloquio mattutino ad Arcore con Renato Brunetta e una telefonata con Gaetano Quagliariello, Berlusconi ieri ha fatto perdere le proprie tracce.
Forse trascorre la domenica con i figli sul lago Maggiore, altri giurano che il pranzo con la discendenza sia stato in Sardegna.
In ogni caso il contatto con Roma è costante. Perchè c’è da mettere a punto le mosse e contromosse in giunta, sotto la regia di Niccolò Ghedini
La scorsa settimana Luciano Violante e Gaetano Quagliariello sono stati visti insieme a cena in una località turistica della Valle d’Aosta.
Dopo quel lungo colloquio, dedicato presumibilmente a capire i limiti reali della
capacità di ascolto e temporeggiamento del Pd, il ministro delle riforme ha preparato un dettagliato report per Ghedini.
Del dossier è stato messo a parte anche Andrea Augello. Tutto per prendere tempo
Come la prima mossa che il Pdl farà nella giunta per le elezioni dopo aver ascoltato Augello leggere oggi pomeriggio le 105 cartelle della sua relazione: verrà chiesta una sospensione del dibattito fino alla prossima settimana.
Sette-dieci giorni per «approfondire» la proposta del relatore.
Una lunga relazione in cui si citerà anche un fatto «curioso».
Dal 5 gennaio 2013, data di entrata in vigore della Severino, fino alle elezioni di fine febbraio nessuno si prese la briga di chiedere la decadenza «immediata» dei numerosi condannati presenti in quella legislatura.
Un argomento in più, dirà Augello, a favore del partito della non retroattività della norma. Poi, al termine di tutta la procedura, sarà tirata fuori la carta decisiva.
La «pregiudiziale» decisiva, con la richiesta di attendere fino a che la Corte di Strasburgo dichiari ammissibile oppure manifestamente infondato il ricorso presentato da «Berlusconi contro Italia».
A sondare gli ambienti filo-governativi del Pd sembra che non ci sia molta fretta di votare per la decadenza del Cavaliere da senatore.
Certo, la legge Severino impone la decadenza «immediatamente», ma il Pd non intende offrire pretesti per la crisi di governo: «Non possiamo dare l’impressione di volerlo fare fuori». Dunque adelante, ma con juicio.
Anche perchè, se da una parte Berlusconi rassicura le sue colombe e sembra prendere tempo, dall’altro “para bellum”.
Chi ha letto il testo del video-messaggio si è messo infatti le mani nei capelli per la pesantezza delle accuse alla Magistratura.
«Roba da costringere il Pd ad aprire la crisi di governo», dicono.
Ed è stata data luce verde alla partecipazione della Santanchè lunedì alla riapertura di Piazza pulita e martedì a quella di Matrix.
Due segnali del Berlusconi-di-lotta.
Francesco Bei
(da “La Repubblica“)
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Settembre 6th, 2013 Riccardo Fucile
ALL’EVENTO, ORGANIZZATO DALLA FONDAZIONE MAGNA CARTA, PARTECIPERANNO ANCHE LETTA E ALFANO
“Berlusconismo attraverso le generazioni”, “giovani e centrodestra” e “il futuro del federalismo“.
Sono alcuni degli appuntamenti previsti al corso di “alta formazione politica” rivolto ai giovani del Pdl, che si terrà dall’8 al 12 settembre presso il Grand Hotel Villa Tuscolana di Frascati.
All’evento, organizzato dalla Fondazione Magna Carta che ha scelto per l’ottava edizione lo slogan “Vogliamo un paese per giovani”, parteciperanno anche il premier Enrico Letta e il ministro degli Interni Angelino Alfano. Non solo.
A guidare uno degli incontri sarà Luciano Violante, responsabile riforme per il Partito democratico, tra i “saggi” nominati da Giorgio Napolitano.
I lavori saranno inaugurati dal presidente della Fondazione Magna Carta, Gaetano Quagliariello, che lascerà spazio a Renato Brunetta, capogruppo Pdl alla Camera, e ad Attilio Befera, direttore dell’Agenzia delle Entrate, per il primo appuntamento “La politica nella Rete”.
Martedì il ministro per gli Affari regionali Graziano Del Rio sarà invece impegnato nella discussione “Vedo, pago, voto: il futuro del federalismo si chiama responsabilità ”. Seguirà l’appuntamento “I giovani e il centrodestra: quando il moderato è rock”, dove parteciperanno Mariastella Gelmini, il ministro della Salute Beatrice Lorenzin, e la coordinatrice dei giovani Pdl Grazia Calabria.
Martedì serà sarà poi il turno del presidente Letta, che insieme ad Alfano discuterà sul futuro del Paese con un incontro dal titolo: “L’Italia e la svolta: si decolla o si cade?”. Ma il clou della “summer school” sarà mercoledì, quando è all’ordine del giorno il dibattito “Il Berlusconismo attraverso le generazioni”, che vedrà partecipare Mara Carfagna, Fabrizio Cicchitto, presidente della commissione Affari esteri e comunitari e Maurizio Gasparri, vicepresidente del Senato.
Infine, dulcis in fundo, alle 20.30 sarà l’ora dello spettacolo teatrale “Operazione Quercia. Mussolini a Campo Imperatore“, scritto e diretto da Pier Francesco Pingitore. Tra i partecipanti all’evento di tre giorni ci sono anche Dario Franceschini, Renato Schifani, Nunzia De Girolamo, ministro delle Politiche agricole, alimentari e forestali, Maurizio Lupi, ministro delle Infrastrutture e dei trasporti e Enzo Moavero Milanesi, ministro per gli Affari europei.
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