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LA FARSA SECESSIONE E’ FINITA, ANDATE A LAVURAR: LA PADANIA NON PIACE AL 90% DEGLI ITALIANI DEL NORD E AL 60% DEI LEGHISTI

Giugno 22nd, 2010 Riccardo Fucile

LA LEGA E’ ALLE CORDE, LA PADAGNA EVAPORA: UN SONDAGGIO ISPO CONFERMA CHE UNA PADAGNA INDIPENDENTE NON PIACE NEANCHE AGLI ELETTORI LEGHISTI….I FINIANI ATTACCANO, PER FRATTINI E’ SOLO UNO SLOGAN: SE INCALZATA LA LEGA DIMOSTRA LA POCHEZZA CULTURALE E SOCIALE CHE RAPPRESENTA

Mentre Berlusconi non trova di meglio che attaccare Fini per le “provocazioni quotidiane” e pensa solo, come sempre, a impedire le intercettazioni in nome della sua privacy, la Lega annaspa sotto il fuoco incrociato dello scontento del suo elettorato e delle bordate finiane.
Il premier ha paura di perdere il compagno di merende dei lunedì letterari ad Arcore, dove si gioca a nascondino coi problemi reali degli italiani, e cerca di difenderlo, anche se non si fida più neanche del senatur.
Ormai ha la sindrome dell’accerchiamento: Fini almeno contesta a viso aperto, ma Tremonti e Bossi tramano dietro le spalle, mentre le correnti nel Pdl si moltiplicano.
Berlusconi è “andato”, anzi è in partenza: dal 25 al 30 giugno sarà  in Canada per il G8, poi una breve visita in Brasile e un salto a Panama.
La cosa originale è che non potrà  rientrare in Italia prima del 4 luglio, in quanto ha ottenuto il rinvio per legittimo impedimento dell’udienza preliminare Mediatrade, proprio sostenendo che non sarebbe rientrato in Italia prima di quella data per impegni istituzionali.
Vorrebbe fare un salto nella sua villa di Antigua, vicino a Panama, ma se ci va potrebbero contestargli che non era un impegno isitituzionale e sarebbero altre polemiche con i giudici.
Mentre anche Frattini si smarca dalla Lega (“La padania e uno slogan che la Lega ha inventato, efficace agli occhi della loro gente, ma utilizzarlo non deve portare, come in una infelice battuta del viceministro Castelli, a tentazioni secessioniste), i finiani su FareFuturo se la ridono.
“I leghisti urlano per non far sentire la verità , fanno fumo per nascondere l’assenza dell’arrosto” e aggiungono: “La padania di cui parla l’art 1 dello Statuto della Lega, come repubblica federale indipendente e sovrana non esiste”. Continua »

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BELSITO NON E’ UN BEL VEDERE: AL SUMMIT ANTIMAFIA IN COMUNE, LA LEGA SI DIMENTICA PER STRADA I CARABINIERI

Giugno 21st, 2010 Riccardo Fucile

INCENDI DOLOSI E ATTENTATI A SANREMO: IL SOTTOSEGRETARIO LEGHISTA BELSITO ORGANIZZA UN SUMMIT TRA ISTITUZIONI, MA SI DIMENTICA DI INVITARE I CARABINIERI, DISAPPUNTO DEI VERTICI DELL’ARMA…FORSE IN FUTURO 17 UOMINI IN PIU’, MA GRANATA (PDL) E’ CRITICO: RISPOSTA INADEGUATA

Da tempo la Riviera di Levante è colpita da un’impressionante serie di incendi dolosi e attentati, segno evidente del riemergere dell’ombra della criminalità  organizzata sulle attività  economiche.
Venerdì è andato in fiamme il pub “Big Ben”, nel cuore della movida della città  di Sanremo, con grande paura dei cittadini che abitano nei palazzi vicini. Sull’ennesimo caso stanno indagando i carabinieri.
Dopo tanti silenzi, Il Comune retto dal centrodestra ha pensato bene di indire un summit, organizzato per l’occasione dal sottosegretario leghista Francesco Belsito, cui hanno partecipato il sindaco, il prefetto, il questore, il presidente leghista del consiglio comunale e il suo vice.
Venerdì sera parte la convocazione dagli uffici del sottosegretario: “la presenza dell’autorità  governativa e delle massime autorità  responsabili della sicurezza e dell’ordine publico nella provincia di Imperia vogliono testimoniare alla cittadinanza l’attenzione e l’impegno a contrastrare il ripetersi dei fenomeni mafiosi”.
Bella la grancassa mediatica e i suoni di vuvuzela.
Ma quando si ritrovano intorno a un tavolo, qualcuno fa osservare la figura barbina (che finirà  nella prima pagina del Secolo XIX): si sono dimenticati di convocare i carabinieri, quelli che tra l’altro stanno facendo le indagini.
Pur non esprimendosi in dichiarazioni ufficiali, i vertici provinciali dei carabinieri “hanno fatto trapelare il loro disappunto, e anche di più” (si legge sul Secolo XIX) per essere stati esclusi dal vertice, proprio nel momento in cui occorrerebbe uno sforzo corale contro l’ondata criminale.
Si è sfiorato l’incidente diplomatico, insomma, e la Lega ha rimediato la solita brutta figura.
Il summit nel frattempo si è dimostrato un incontro di facciata, non certo operativo, ma un semplice “incontro istituzionale”. Continua »

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GRAZIE A COTA, UN ALTRO INDAGATO PER TRUFFA AGGRAVATA IN PARLAMENTO

Giugno 19th, 2010 Riccardo Fucile

ENTRA IL PRIMO DEI NON ELETTI , MAURIZIO GRASSANO, COLONNA STORICA DELLA LEGA AD ALESSANDRIA…ERA STATO ARRESTATO PER TRUFFA AI DANNI DEL COMUNE PER UN IMPORTO DI 760.000 EURO…D’ACCORDO COL SUO DATORE DI LAVORO, AVEVA GONFIATO LA SUA BUSTA PAGA PER 5 ANNI, RISCUOTENDO RIMBORSI NON DOVUTI…NELLA LEGA DAL 1980, E’ STATO ESPULSO SOLO DOPO L’ARRESTO

Imbarazzo a Montecitorio, anche se uno più o uno meno, fa poca differenza: entra un altro indagato, targato Lega.
Maurizio Grassano, già  presidente del Consiglio comunale, attualmente sotto processo per truffa aggravata ai danni del Comune, è diventato onorevole. Grazie a Roberto Cota che, presentando la propria candidatura a presidente della Regione e risultando eletto,   aveva ben chiaro il rischio che avrebbe corso la Lega.
Il primo dei non eletti nel collegio di Piemonte 2 era infatti il leghista Grassano: dovendosi Cota dimettere, ecco il subentro scontato.
Il processo che lo vede imputato nel frattempo è arrivato alla decima udienza e si avvia alla conclusione.
L’accusa nei suoi confronti è peraltro molto circostanziata: in concorso con il titolare della sua azienda, gonfiando la propria busta paga, fatta arrivare fino a 12.000 euro mensili, avrebbe truffato al Comune 760.000 euro nel periodo tra il 2003 e il 2008, per le assenze dal lavoro dovute a cariche istituzionali.
In pratica, per legge, nei casi di “impegni istituzionali”, l’ente locale rimborsa al datore di lavoro la quota oraria di retribuzione dovuta al dipendente.
Lo stipendio del Grassano all’inizio era “normale”, ma è andato via via decuplicandosi nel tempo, suscitando i primi accertamenti della Guardia di Finanza che avrebbe avuto la prova che questo improviso exploit derivava in realtà  da un accordo tra Il Grassano e il suo titolare della Vega, settore verniciatura, che faceva figurare un compenso gonfiato.
Il Comune si era trovato a rimborsare 760.000 euro non dovuti, una cifra enorme per il bilancio comunale. Continua »

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CON API SI VOLA? ORA BERLUSCONI SI ATTACCA ALLA HAWAIANA RUTELLI

Giugno 16th, 2010 Riccardo Fucile

LA REPUBBLICA DELLE BANANE: L’OSCE CHIEDE DI RITIRARE IL DECRETO INTERCETTAZIONI, FINI VUOLE MODIFICARLO, NAPOLITANO VALUTARLO… BERTOLASO DAL SEMINARIO AL PIEDATERRE… FORMIGONI GUIDA LA RIVOLTA CONTRO TREMONTI…A SILVIO NON RESTA CHE FARE LA CORTE A 7 DEPUTATI E 4 SENATORI DELL’API DI RUTELLI

Un’altra giornata da Repubblica delle banane.
Non era mai successo che la Commissione centrale del Viminale bocciasse una proposta unanime di tre procure e che decidesse di non concedere il programma di protezione a un pentito che pur ha collaborato con i pm di Firenze e Caltanissetta sulle stragi del 1992-1993.
E’ capitato per Gaspare Spatuzza, lo stragista della cosca di Brancaccio pentitosi nel 2008, definito dalla Dna “collaboratore fondamentale che ha consentito una lettura reale della strage di via d’Amelio”.
Spatuzza tirò in ballo anche Berlusconi e Dell’Utri e forse per questo si è arrivati a questa decisione politica che fa ora di Spatuzza “un morto che cammina”.
Era invece già  successo che un organismo internazionale criticasse il nostro Paese perchè non rispetta le convenzioni internazionali: ora è toccato all’Osce, l’Organizzazione per la Cooperazione e la Sicurezza in Europa, che ha invitato il governo italiano “a rinunciare alla legge sulle intercettazioni o a modificarla secondo gli standard internazionali sulla libertà  di espressione”.
L’ennesima figura da cioccolatai per una legge bavaglio che qualcuno vorrebbe pure blindare e che è stata criticata da un organismo che raccoglie 56 Stati.
Tutti prevenuti o imbecilli?
Frattini ha protestato (non contro le intercettazioni, contro la responsabile Ocse, Dunja Mijatovic) per lesa maestà , la Lega ha addirittura chiesto le dimissioni della “bosniaca”.
Come se essere bosniaci fosse un insulto equiparabile a quello di emettere rutti leghisti.
Nel frattempo il governo vuole ad ogni costo approvare il decreto intercettazioni entro luglio e senza modifiche.
Cosa difficile perchè alla Camera, in Commissione Giustizia, i finiani sono ben 5, compresa la presidente Giulia Bongiorno, e non intendono andare di corsa.
Anzi chiedono ulteriori, motivate modifiche.
Berlusconi minaccia elezioni “se non si fa come vuole lui”, ma Farefuturo replica ironicamente “Ma ci facci il piacere…”. Continua »

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IL VERO CLANDESTINO IN ITALIA E’ ZAIA: IMBARCATELO PER TRIPOLI AL SUONO DI “VA ‘N PENSIONE”

Giugno 14th, 2010 Riccardo Fucile

LA CITTADINANZA ITALIANA SI MERITA DOPO AVER SUPERATO GLI ESAMI DI IDONEITA’ E DI RISPETTO DELLA NAZIONE CHE TI OSPITA…L’INNO NAZIONALE NON SI OLTRAGGIA, SI AMA: A CHI NON STA BENE, FUORI DAI COGLIONI E A BORDO DEI BARCONI

Il giorno che Silvio Berlusconi si deve recare fino a Sofia per inaugurare un monumento a Garibaldi, dedicato alla memoria di trenta cittadini bulgari che parteciparono all’impresa dei Mille, sia perchè “in Italia non hanno terminato neanche una statua” (parole di Vittorio Sgarbi”), sia perchè il premier in Italia forse ha paura che, a parlare di Unità  d’Italia, poi Bossi non gli voti le leggi ad personam, Luca Zaia, presidente della Regione Veneto ne fa un’altra delle sue.
Salvo poi scaricare sul suo portavoce la responsabilità  della sostituzione dell’inno nazionale con “Va’ pensiero” nel corso della cerimonia di inaugurazione della scuola elementare di Vedelago.
Prassi abituale la sua: anche quando fece stampare e distribuire in Veneto 500.000 depliant patinati a cura del Ministero dell’Agricoltura a innegabile sostegno della sua campagna elettorale personale, di fronte alle critiche, scaricò la responsabilità  sul suo collaboratore.
Stavolta la bufera è scoppiata perchè c’erano testimoni: il coro di Salvarosa, al suo arrivo, era pronto a cantare l’Inno di Mameli ma Zaia avrebbe preteso che venisse sostituito da “Va’ pensiero”, relegando l’inno nazionale al momento in cui era già  entrato nell’edificio scolastico.
“Abbiamo suonato quando ormai non c’erano più le autorità ” confermano il direttore del coro e numerosi testimoni, ivi compreso un deputato del Pdl, Fabio Gava.
Mentre gli ex An fanno finta di risentirsi (“è un oltraggio alla nazione italiana”), salvo poi fare quotidianamente i lecchini alla padagna del magna magna, il premier sdrammatizza “Mi sembra una sciocchezza, ma non così grave”.
Per lui le uniche cose gravi sono le indagini della magistratura, si vede. Nessuna voce si alza dai forzisti, guai a rischiare che Bossi voti contro qualche legge ad personam, meglio lasciarli sputare sopra l’Unità  nazionale propugnata dal ciarpame senza pudore. Continua »

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LA MOLTIPLICAZIONE DELLE POLTRONE DELLA CASTA: COME CI SI E’ ARRIVATI DAL DOPOGUERRA AD OGGI

Giugno 14th, 2010 Riccardo Fucile

IL PRESIDENTE DELLA PROVINCIA DI BOLZANO GUADAGNA PIU’ DI OBAMA: DAL PARLAMENTO ALLE REGIONI, AI PICCOLI COMUNI, DECENNI DI CRESCITA PROGRESSIVA DI STIPENDI, POLTRONE, SEGRETERIE, PORTABORSE…DALLA SICILIA ALLE CIRCOSCRIZIONI: UN FIUME DI DENARO INARRESTABILE CHE TUTTO CORROMPE

Sono centinaia di migliaia i lavoratori dell’azienza “partitocrazia” italica, comprendendo anche quel “livello industriale” che si usa definire indotto.
Non vi sono solo i protagonisti, coloro che appaiono nelle Tv nazionali o locali a rappresentare schieramenti e interessi, lobbie e territori, categorie e partiti, ma anche una diffusa e poco appariscente rete di personaggi “collegati”.
In Italia gradualmente i vari Consigli hanno copiato le Camere, le Giunte si sono ispirate ai Ministeri: nei decenni, nelle regioni e negli enti locali si è moltiplicata la casta politica e amministrativa.
All’alba delle Repubblica cominciò la Regione siciliana, memore dell’antico Parlamento normanno: chiamò Governo la Giunta, Parlamento il Consiglio regionale,   onorevoli i consiglieri regionali.
E ancora in Sicilia ecco sorgere il Consiglio di presidenza, i Gruppi parlamentari, le commissioni, l’appannaggio parificato al Senato, l’assegno votalizio per gli ex.
Dopo poco tempo tutte le altre Regioni gli andarono dietro: segreterie particolari, uffici doppi per Giunta e Consiglio, dotazioni di strutture, sedi, personale, auto, privilegi.
La capitale non era da meno: i vantaggi riconosciuti ai Gruppi parlamentari portarono a istituire Gruppi di deputati o senatori ben inferiori al minimo regolamentare fissato in 20 e 10.
Si arrivò persino a 4 deputati e 5 senatori, imitati a quel punto anche dai Consigli regionali dove vi fu un proliferare persino dei monogruppi e della indennità  per il capogruppo. Continua »

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LE GRANDI AZIENDE NON DELOCALIZZANO PIU’, FERMANO PROPRIO LA PRODUZIONE

Giugno 13th, 2010 Riccardo Fucile

DOPO NATUZZI, ANCHE INDESIT BLOCCA LA PRODUZIONE A BERGAMO E A TREVISO, SENZA SPOSTARSI ALL’ESTERO… SI FERMANO ANCHE LA LAMET, LA BIZTILES E LA OLIMPIAS… IL TASSO DI DISOCCUPAZIONE E’ ALL’ 8,9%, QUELLO GIOVANILE AL 29,5%, MENTRE 2,2 MILIONI DI PERSONE SONO IN CERCA DI OCCUPAZIONE

Una delle ultime notizie sul fronte crisi economica e occupazionale arriva dalla Indesit che lascia a casa 500 dipendenti: la domanda di frigoriferi, cucine e lavastoviglie non tira.
L’anno scorso era toccato allo storico impianto di None, in Piemonte, subire una ristrutturazione, ora tocca a Brembate (Bg) e Refrontolo (Treviso). Contestualmente, la Indesit annuncia un piano di investimenti per 120 milioni di euro in tre anni per rafforzare la presenza a Fabriano, culla della dinastia Merloni, e a Caserta.
La produzione sarà  tagliata e l’occupazione ridotta, ma non è prevista alcuna delocalizzazione.
L’azienda è leader in Italia, Gran Bretagna e Russia, con un fatturato 2009 di 2,6 miliardi di euro, ha 16 stabilimenti divisi tra Italia, Polonia, Regno Unito, Russia e Turchia e occupa 16 mila persone.
La crisi dell’azienda si inquadra in un contesto difficile, in cui si moltiplicano gli annunci di chiusure e tagli di personale.
Si va dalla Streglio che interrompe la produzione di gianduiotti alla Nuova Pansac che annuncia esuberi di 440 persone su un organico di 856: chiuderanno gli stabilimenti di Portogruaro, Zingonia e Ravenna.
La Natuzzi metterà  in cassa integrazione i suoi 1.400 dipendenti per un anno a rotazione.
Si fermano pure la Lamet in Trentino, la mantovana Biztiles, la vicentina Olimpias mentre la Ferrania in Liguria taglia 225 posti. Continua »

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DOPPIO INCARICO VIETATO, MA IN 11 CONTINUANO A RINVIARE LA SCELTA TRA PARLAMENTO E REGIONE

Maggio 31st, 2010 Riccardo Fucile

TRA LORO COTA, RIXI E BUONANNO (LEGA), CARFAGNA, MUSSOLINI E BIASOTTI (PDL)…E’ INCOMPATIBILE UNA CARICA REGIONALE CON UNA PARLAMENTARE: UNA VOLTA ELETTI IN REGIONE INVECE CHE SCEGLIERE SUBITO, RESISTONO 3 MESI PER INCASSARE IL DOPPIO STIPENDIO…I CONTINUI RINVII DELLA GIUNTA DELLE ELEZIONI PER FAVORIRLI

Un’altra vergognosa pagina della storia parlamentare del nostro Paese si sta consumando in queste settimane: certamente non è la più grave anomalia tra tanti scandali, ma è emblematico dell’arroganza della Casta di fronte a scelte che dovrebbero essere automatiche e che invece divengono motivo per incamerare altri quattrini.
L’art. 122 della Costituzione è chiaro: non si può essere consigliere regionale e deputato o sindaco di una grande città .
Alle scorse elezioni regionali si sono presentati 22 candidati che erano incompatibili, hanno chiesto voti per essere eletti, sapendo che non sarebbero poi andati   a rappresentare i cittadini che li avevano indicati.
In 11 sono stati eletti e ancor oggi, a distanza di tempo, non hanno mandato alcuna lettera, rinunciando o alla carica di parlamentare o a quella di consigliere o presidente di regione (ci sono infatti pure Cota e Caldoro).
Hanno tre mesi di tempo e intendono sfruttarli fino all’ultimo evidentemente, anche perchè mantengono così il doppio incarico e relativi quattrini.
Questo drappello di parlamentari sa benissimo da tempo di dover scegliere e avrebbe potuto farlo subito, senza attendere la riunione della Giunta delle elezioni della Camera che deve decidere sulla loro incompatibilità .
Soprattutto se poi i partiti fanno di tutto per non farla mai convocare e ogni volta viene rinviata con le scuse più assurde:   la Lega diserta sistematicamente e il Pdl ha sempre riunioni concomitanti.
La scorsa settimana Stacquadanio (Pdl) ha chiesto il rinvio per una “riunione con Berlusconi”: peccato che tale riunione fosse la sera e la Giunta si dovesse invece riuniore alle 14.30.
Non è certo una bella scena, sostengono gli addetti ai lavori. Continua »

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SACRIFICI PESANTI PER I SOLITI NOTI: NELLE TASCHE DEGLI ITALIANI RESTANO SOLO GLI SPICCIOLI

Maggio 25th, 2010 Riccardo Fucile

TAGLIARE RISORSE AGLI ENTI LOCALI, BLOCCARE I RINNOVI DEI CONTRATTI, AUMENTARE I PEDAGGI, RITARDARE IL PAGAMENTO LIQUIDAZIONI, RIDURRE I FONDI ALLA SANITA’, INTRODURRE I TICKET, DETERMINERA’ UNA RIDUZIONE DEL POTERE D’ACQUISTO DEI CITTADINI…. MENTRE I CONDONI FAVORIRANNO I FURBI

La maxi-manovra varata da Tremonti che tra poche ore approda al Consiglio dei Ministri, punterà  a rastrellare 28-30 miliardi in due anni, al netto della sanatoria catastale e della lotta all’evasione.
Occorre una visione d’insieme per capire queste misure chi andranno a colpire, come e in che misura.
Enti locali Per Regioni, Province e Comuni è previsto un taglio degli stanziamenti   pari a 5,8 miliardi, compensati in teoria, e solo per il 33%, da eventuali utili della lotta all’evasione.
Per il resto gli enti locali dovranno fare cassa con tasse e vendite di quote di partecipazione nelle municipalizzate.
Se valutiamo la promessa di “non mettere le mani nelle tasche degli italiani”, appare evidente che si scarica “l’onere della prova” sugli enti locali.
Meno entrate statali, meno servizi e più tasse locali.
Quindi pagano sempre i cittadini.
Contratti Congelamento dei rinnovi contrattuali: per tre anni niente aumenti per tutti i settori del pubblico impiego, compresi magistrati, militari, polizia e docenti universitari.
Per la buonuscita o liquidazione che sia, uno dovrà  attendere non più tre mesi, ma sei, però, caso strano, i dipendenti di Palazzo Chigi hanno firmato ieri in extremis il contratto relativo al biennio 2008-2009, con un aumento di 86 euro.
Osservazione: a parte che non sono paragonabili lo stipendio di un magistrato o di un prof. univ. con quello di un agente di polizia, resta il fatto che i contratti di cui si parla sono scaduti da tempo e il lavoratore si vede così sottratti circa 80-100 euro (arretrati compresi) al mese, per tre anni.
Sanità    E’ previsto un taglio di 1,5 miliardi al fondo sanitario nazionale: le regioni in rosso poi dovranno tagliare i posti letto o aumentare le imposte locali (Irpef e Irap).
Probabile il ticket di 7,5 euro sulla specialistica e la diagnostica.
Anche in questo caso la misura finirà  per colpire tutti i cittadini indiscriminatamente.
Pensioni   Il piano di Tremonti prevede di dimezzare nel 2011 le finestre di uscita, sia per l’anzianità    (da 2 a 1) che per la vecchiaia ( da 4 a 2).
L’effetto sarà  che i lavoratori   che l’anno prossimo avranno maturato i requisiti della pensione di anzianità  andranno a riposo a luglio 2012.
Chi quella di vecchiaia dovrà  attendere sei mesi in più.
Non pensiamo sia un provvedimento anche questo che si tramuti in un vantaggio per il cittadino.
Condono   E’ confermata una sanatoria delle case fantasma sfuggite al catasto che sarebbero circa 2 milioni.
L’ultima novità  è che anche gli ampliamenti di cubatura, non dichiarati al catasto, potranno essere messi in regola.
Una sorta di condono mascherato che dovrebbe fruttare (in teoria) circa 5 miliardi.
Viene da porsi la domanda: come sia possibile che in Italia 2 milioni di edifici possano essere abusivi, senza che lo Stato se ne accorga e non intervenga a tempo debito, invece che condonare a posteriori. Continua »

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