Novembre 18th, 2017 Riccardo Fucile
NUOVO INCIDENTE, TANTA PAURA MA NESSUN FERITO, LA NUVOLA NERA HA PERSINO OSCURATO LA CUPOLA DELLA BASILICA
Ancora un autobus Atac in fiamme. Questa volta vicino San Pietro. Al punto che una densa nube di fumo nero è stata visibile per un’ora da tutta Roma dietro il cupolone. Tanta paura e danni, ma nessun ferito.
L’incendio si è verificato a bordo di un mezzo pubblico della linea 46 in via di villa Alberici, non lontano dalle Mura Vaticane, poco dopo mezzogiorno.
L’autista si è accorto che le fiamme avevano già avvolto la parte posteriore del mezzo e si è quindi fermate ed è sceso, mettendosi in salvo.
Sul posto sono intervenuti polizia e vigili del fuoco. Il traffico nella zona è rimasto bloccato. Il fuoco ha annerito la facciata di un palazzo, minacciando di estendersi agli appartamenti del primo piano e danneggiando anche alcune auto in sosta.
Sono in corso accertamenti per stabilire le cause del rogo, probabilmente causato da un guasto tecnico: a Roma è già successo, cone le stesse modalità , almeno 15 volte nel corso del 2017 e oltre 20 nel 2016.
La nota dell’azienda
L’azienda ha spiegato in una nota: «Atac ha immediatamente avviato un’indagine interna per accertare le cause dell’incendio che si è sprigionato stamane su un bus in servizio sulla linea 46, lungo la via Aurelia. L’autista, avvedutosi delle fiamme, ha fatto subito scendere in sicurezza i passeggeri e ha allertato i vigili del fuoco, che sono intervenuti estinguendo l’incendio».
(da agenzie)
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Novembre 18th, 2017 Riccardo Fucile
IL GRANDE SUCCESSO SI RIDUCE AD AVER APPROVATO IL PIANO DELLA GIUNTA MARINO
Ieri Virginia Raggi ha annunciato un risultato epocale per la città di Roma: “dopo
decenni di assenza di regole” la Giunta capitolina ha approvato il Piano regolatore degli impianti pubblicitari (PRIP). Una vittoria in fatto di legalità , scrive la sindaca su Facebook, dalla quale ne trarranno vantaggio soprattutto le imprese “che avranno ora regole certe da seguire”.
Finisce così l’era dell’abusivismo e delle foreste di cartelloni pubblicitari piazzati ovunque in città senza alcun controllo da parte del Comune.
L’approvazione del PRIP si va così ad aggiungere agli oltre 254 successi di Virginia Raggi che da un anno e mezzo a questa parte si sta dando un gran da fare per cambiare Roma.
La Raggi ci tiene anche a dare i numeri di questa rivoluzione che finalmente ripristina il decoro dell’Urbe.
Con il PRIP ci saranno nella Capitale 15mila impianti pubblicitari al posto dei 28mila che invadevano la città . Cambia di conseguenza anche la superficie espositiva totale che passa da 166mila a 61mila quadrati.
Non c’è che dire, un bel risultato per la sindaca della legalità .
Ma il problema dell’annuncio trionfale della Raggi è un altro. Perchè in realtà la giunta pentastellata ha fatto ben poco per il Piano regolatore degli impianti pubblicitari che era già bello e pronto grazie al lavoro delle famigerate “amministrazioni precedenti” alle quali la Raggi e il M5S sono sempre pronte ad addossare le colpe di qualsiasi cosa sbagliata succeda a Roma.
Marta Leonori, ex assessore alle Attività produttive del Comune di Roma durante il mandato di Ignazio Marino, ha ricordato alla Raggi di chi è il vero merito se oggi Roma va incontro a questa svolta “epocale”.
I cittadini romani dovrebbero ringraziare il lavoro della giunta guidata da Marino che il 20 ottobre 2015 dava l’annuncio dell’approvazione dei piani locali per le affissioni nei quindici municipi.
I numeri sono gli stessi della Raggi: “62mila metri quadri di spazi pubblicitari stradali contro i circa 233mila del passato”.
Il comunicato dell’epoca ricorda che il PRIP era stato elaborato da Aequa Roma anche grazie alla raccolta opinioni dei cittadini nel novembre 2013. Nella presentazione in PowerPoint dei due anni di lavoro sul “manifesto” per Roma si trova tutta la cronistoria del Piano.
Il PRIP è iniziato con la cancellazione della precedente sanatoria per 5.000 impianti abusivi voluta dalla giunta Alemanno (dicembre 2013), è proseguito con l’approvazione in Giunta (maggio 2014) e ha avuto il via libera dell’Assemblea Capitolina nell’estate del 2014.
Non è purtroppo la prima volta che la Raggi si prende i meriti del lavoro di Marino senza menzionarlo, era già successo con l’inaugurazione della Sala degli Orazi e Curiazi al Campidoglio oppure quando ha annunciato la partenza del progetto Roma Resiliente.
Ma allora perchè Virginia Raggi parla di successo epocale e di grande vittoria per Roma?
Cosa ha fatto in concreto la giunta a 5 Stelle che da un anno e mezzo è al governo della Capitale?
Secondo la Leonori è molto semplice, la Raggi “ha approvato in via definitiva i piani già pronti da ottobre 2015 e su cui il Prefetto Tronca aveva fatto (con una certa lentezza) il percorso partecipativo!”.
La Raggi però non ha assolutamente ringraziato o ricordato il lavoro svolto da Leonori e Marino ed anzi ha parlato solo del contributo determinante dei Municipi (della scorsa amministrazione) “attori di un percorso partecipato cui hanno preso parte anche cittadini e Associazioni”.
Forse se la sindaca avesse annunciato l’avvio delle gare si potrebbe parlare di un “buon risultato”, ma un anno e mezzo per approvare Piani che erano già pronti sembra essere davvero tanto.
(da “NextQuiotidiano”)
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Novembre 16th, 2017 Riccardo Fucile
DOPO UN ANNO E MEZZO DA SINDACA E CON UNA “DELEGATA AL LITORALE”, SI ACCORGE SOLO ORA DELL’ESISTENZA DI UNA OFFICINA CHIUSA DA TRE ANNI E DI CUI AVEVA PARLATO LA CGIL DA TEMPO
Domenica ad Ostia si vota per eleggere il Presidente del X Municipio. Il MoVimento
5 Stelle, che ha candidato Giuliana Di Pillo, è costretto a vincere.
Ed è per questo che oggi la sindaca Virginia Raggi e il consigliere comunale del X Municipio Paolo Ferrara hanno annunciato di aver scoperto un’officina AMA inutilizzata. Per la serie: che coincidenza.
Come ha spiegato la sindaca su Facebook l’Amministrazione comunale «nei giorni scorsi abbiamo effettuato un’ispezione presso l’isola ecologica ad Ostia e abbiamo fatto questa scoperta».
Una scoperta incredibile, se non fosse che AMA è un’azienda municipalizzata — ovvero è del Comune di Roma — e che il Comune di Roma è governato da un anno e mezzo dal MoVimento 5 Stelle.
Certo, in questo lasso di tempo la Raggi ha trovato il tempo di cambiare l’assessora all’Ambiente, cosa che magari ha complicato le cose. Ma non bisogna dimenticare che ad Ostia la Di Pillo è da un anno delegata di Roma Capitale per Ostia.
In poche parole la Di Pillo era pagata dal Comune di Roma per fare da raccordo con la gestione commissariale e l’Amministrazione comunale.
Il tutto alla modica cifra di 40mila euro all’anno. Nemmeno lei però — così attenta a segnalare buche tappate e tombini riparati — sembra essersi accorta dell’esistenza di questa officina AMA, nuova, perfettamente funzionante ma lasciata da tre anni in stato di abbandono.
In un’intervista a FanPage la Raggi ha definito l’officina “uno spreco ingiustificato” un vero e proprio “schiaffo ai cittadini che venivano penalizzati con servizi ridotti”. Ora che l’officina è stata trovata il M5S promette interventi risolutivi, non si sa quali però.
La scoperta è avvenuta durante un’ispezione presso l’isola ecologica di Ostia. Ma se l’officina è chiusa da tre anni questo significa che per metà di questo tempo (un anno e mezzo) il M5S non si è accorto del problema.
Anche Paolo Ferrara — che come la Di Pillo è stato consigliere municipale ad Ostia prima del commissariamento — non si è accorto di nulla fino a pochi giorni fa. Ferrara invece attacca direttamente l’avversaria della Di Pillo accusando la candidata del centrodestra al ballottaggio Monica Picca di essere “parte integrante dell’esperienza fallimentare di Alemanno”.
Ferrara invita i cittadini a chiedere alla Picca chi ha chiuso l’officina di Ostia facendo spendere milioni di euro al comune e ai cittadini per prenderne un’altra in affitto. Sarà interessante sapere la risposta.
Nel frattempo sappiamo chi ha continuato a far spendere milioni di euro ai cittadini nell’ultimo anno e mezzo: il MoVimento 5 Stelle.
Emerge infatti che la CGIL aveva denunciato la chiusura dell’Officina di Piazza Bottero già nel marzo 2016.
Il 21 marzo, tre mesi prima delle elezioni, denunciava come “una officina dotata di tutte le attrezzature, situata i un’area strategica all’interno di un piazzale ampio, sia chiusa ed inutilizzata”.
La CGIL faceva sapere che i lavoratori dell’officina erano stati spostato all’interno di un’autorimessa “non idonea ad ospitare un’officina nè dal punto di vista operativo nè da quello della sicurezza”.
La giunta Raggi però, denuncia su Facebook l’ex Presidente dell’Assemblea Capitolina Valeria Baglio, ci ha messo 18 mesi per scoprire l’esistenza di quell’officina.
E sì che a novembre 2016 l’area ecologica di Piazza Bottero era tra quelle dove i cittadini romani potevano conferire gratuitamente i rifiuti speciali. Possibile che nè l’AMA nè il Comune si siano accorti dell’esistenza della vicina officina?
Sicuramente la risposta sarà la solita: “è colpa della precedente amministrazione”. Chissà quando però la Raggi deciderà di voler governare Roma con la sua, di Amministrazione.
(da “NextQuotidiano”)
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Novembre 15th, 2017 Riccardo Fucile
ARMANDO CONDANNATO PER CORRUZIONE CON L’AGGRAVANTE MAFIOSA, CARMINE, IL CAPOCLAN, PER ESTORSIONE, MA SONO NUMEROSE ANCHE LE ATTIVITA’ LEGALI DELLA FAMIGLIA CHE HA COLONIZZATO OSTIA
Nel febbraio 2017 Armando Spada è stato condannato insieme ad altri otto per corruzione con l’aggravante mafiosa per la presa di una spiaggia: tra loro c’era Ferdinando Colloca, già candidato alla Regione Lazio con Casapound.
Carmine Spada, considerato il capoclan, è stato condannato per estorsione con aggravante mafiosa nei confronti di un tabaccaio della zona.
Altri otto esponenti del clan sono stati condannati per il racket delle case popolari di Ostia.
Ma non c’è soltanto questo e Repubblica, a corredo di un articolo di Federica Angeli, oggi racconta le attività commerciali che a Ostia sono legate alla famiglia Spada. Roberto Spada ha gestito con la moglie Elisabetta Ascani una serie di palestre con insegnamento di boxe e danza; poi c’è la ristorazione:
Ma Armando sta al bar Bistrò via Armando Armuzzi, proprio a due passi dal X Municipio. Suo nipote Enrico, detto Maciste, gestiva insieme alla sorella Principessa il caffè di via della Tolda, di fronte la stazione Stella Polare. Da qualche tempo la serranda è abbassata: i vigili urbani hanno elevato numerose contravvenzioni per violazioni amministrative.
In via Bosio, al civico 64, invece la gestione non è ufficialmente del clan Spada, ma è legato a loro. Infine il Barmusic, in via Storelli, gestito direttamente da Roberto e il bar di piazza Quarto dei Mille, dove, Fasciani e Spada sono sempre lì, in bella vista al tavolo, ma mai dietro al banco.
La pizzeria il cui impasto viene fatto dal genero di Armando Spada, cugino del boss, è in via Mario Ruta.
Non solo: c’è la panetteria storica di Carmine Spada, il boss, gestita dalla moglie Vanessa Carrara in via Capo delle Armi; poi c’è quella in piazza Gasparri che ha le serrande abbassate da mesi.
Le sale slot a loro riconducili sono 4 a Ostia.
(da “NextQuotidiano”)
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Novembre 11th, 2017 Riccardo Fucile
ANZIANI, GIOVANI SENZA LAVORO, FAMIGLIE CON FIGLI DISABILI LE CATEGORIE PIU’ A RISCHIO … EMERGENZA ABITATIVA SENZA PARI IN ITALIA, 30.000 FAMIGLIE COINVOLTE
La povertà a Roma cresce e investe settori della popolazione fino a qualche anno fa
indenni: persone del ceto medio, diplomati, gente che ha visto la vita cambiare da un giorno all’altro e che ora si trova in coda per la mensa o per un pacco alimentare.
Quasi la metà dei “nuovi poveri” sono italiani. A tracciare un quadro del disagio a Roma è la Caritas diocesana nel Rapporto presentato oggi alla Pontificia Università Lateranense con il Vicario di Roma, monsignor Angelo De Donatis.
“Non lasciamoli soli” è l’invito di Papa Francesco contenuto nel più vasto programma affidato alla ‘sua’ diocesi. “La povertà ha il volto di donne, di uomini e di bambini sfruttati per vili interessi, calpestati dalle logiche perverse del potere e del denaro”: sono queste le parole del pontefice riprese dal direttore della Caritas diocesana, monsignor Enrico Feroci, che si augura che i crudi dati sul disagio economico a Roma spingano ancora di più “i cittadini ad operare per la solidarietà , l’ascolto, la gratuità ”.
Anziani, giovani senza lavoro, famiglie con bimbi disabili: queste le categorie più a rischio in una città che deve fare i conti con una emergenza abitativa senza pari in Italia, con trentamila famiglie coinvolte, tra occupazioni abusive, sfratti, richieste di alloggi popolari che attendono anni.
“Se l’Italia, soprattutto l’universo giovanile, ha accusato perduranti ferite a causa della lunga crisi, Roma è anche in questo ‘capitale’”, sottolinea Caritas Roma riferendo che il popolo dei senza dimora e dunque “in povertà estrema” arriva secondo alcune stime fino a 16mila persone.
“Ma la povertà può assumere anche sembianze imprevedibili: forme di vero e proprio ‘barbonismo domestico’, cioè persone in abbandono totale pur essendo proprietari di una casa”.
Si è creata “una classe di nuovi poveri, nelle periferie e nelle classi sociali meno abbienti, ma pure nella classe media” a causa di servizi pubblici non sufficienti che scaricano sulla famiglia una spesa sociale sempre crescente. Tra i dati più preoccupanti quello sugli anziani: uno su tre nella Capitale è a rischio povertà
Resta poi il dramma dei giovani senza lavoro o precari. I cosiddetti “nuovi poveri” sono anche nelle fasce del disagio più marcato: tra le persone che vivono in strada il 45% sono italiani e il 33,5% possiede un diploma di scuola superiore.
Si tratta di “persone che fino a poco tempo fa — si spiega nel Rapporto — seppure in maniera borderline, risultavano inclusi, capaci di condurre un’esistenza economicamente dignitosa e che all’improvviso (la crisi dell’azienda per cui lavoravano, un licenziamento, una mobilità , una malattia gravosa, una separazione) si trovano ai margini”.
Nel Rapporto un capitolo è dedicato ai migranti e, dati alla mano, si sottolinea che “l’integrazione è possibile” mentre la cosiddetta “invasione” non è altro che un “fantasma”. C’è poi il problema disabilità con politiche da rafforzare soprattutto nelle scuole dove si contano 18.274 ragazzi disabili su una popolazione di mezzo milione di studenti. E qui la Caritas mette in evidenza anche “una disuguaglianza che non ti aspetti”, quella di chi può accedere alle ripetizioni private e sostenere il suo percorso di studi e chi invece no.
Restano infine anche le dipendenze, dove alla droga o l’alcol, si aggiunge sempre più con forza quella dal gioco d’azzardo, che nel Lazio “ha movimentato 7,9 miliardi di euro nel 2016”, calcola Caritas Roma.
“Di fronte alle sfide attuali — conclude il Rapporto — il volontariato può favorire e sollecitare relazioni. La nuova sfida dunque è andare incontro all’altro”.
(da “NextQuiotidiano”)
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Novembre 9th, 2017 Riccardo Fucile
TRA IL PICCHIATORE E ALCUNI DIRIGENTI C’E’ UN RAPPORTO PIU’ PROFONDO, ECCO LE PROVE
«Roberto Spada non è un esponente di CasaPound. Con lui non condividiamo nulla, se non una sua presenza ad una festa per bambini in piazza 18 mesi fa. Non rispondiamo certo delle sue azioni e la violenza è sempre deprecabile». Parola del capo politico del partito Simone Di Stefano, che ha commentato così l’aggressione al giornalista Daniele Piervincenzi e all’operatore Edoardo Anselmi, inviati della trasmissione Nemo.
Ciò che Di Stefano ignora, o forse tace consapevolmente, è un fatto facilmente constatabile.
L’amicizia di Spada con alcuni suoi dirigenti: Luca Marsella e Carlotta Chiaraluce.
Non due militanti qualunque, ma i registi del successo elettorale a Ostia.
Oltre a essere la portavoce del movimento fondato da Gianluca Iannone, Chiaraluce è la fidanzata di Marsella, candidato presidente per CasaPound al X Municipio.
Quello di Ostia, appunto, che con quasi 250mila abitanti è di fatto più popolosa di grandi città italiane come Brescia, Reggio Calabria, Livorno o Trieste.
C’è però un’ombra ingombrante tra le amicizie dei due neofascisti romani.
«Robè più tardi passiamo»
A Ostia lo conoscono come “Robè” o “Robertino”. Roberto Spada è il fratello di Carmine Spada, detto “Romoletto”, condannato in primo grado a 10 anni per estorsione aggravata dal metodo mafioso e ritenuto da inquirenti e investigatori al vertice dell’omonimo clan che comanda a Ostia
Il fatto che Spada sostenga CasaPound è un fatto noto.
Prima delle elezioni, sulla sua pagina Facebook il fratello del boss di Ostia scriveva infatti: «Il 5 novembre si avvicina (la data delle elezioni, ndr) e sento dai cittadini quasi tutti la stessa cantilena “qua sto periodo se vedono tutti sti politici a raccontarci barzellette, mai visti prima, …gli unici sempre esclusivamente presenti CasaPound…».
Ma non è solo la simpatia politica a legare Spada ai dirigenti del partito neofascista.
Tra la coppia Chiaraluce-Marsella e il picchiatore di Ostia c’è un rapporto di amicizia. E a dimostrarlo è ancora Facebook.
Il 9 settembre, per esempio, Spada lancia accuse pubbliche ai giornali per il trattamento riservato alla sua famiglia, dopo alcuni fatti di cronaca che hanno coinvolto un giovane parente. Seguono decine di commenti di solidarietà .
Due portano la firma di Chiaraluce: «Eh Robè, la cosa che più fa rabbia. E a noi spiace, che ci strumentalizzano così…sei incensurato, hai la fedina penale pulita e non sei un politico. Sei un cittadino privato che ha il suo lavoro e la sua famiglia. Non hanno nessun rispetto per i tuoi figli e per i danni e le sofferenze che possono creargli».
Non saranno gli unici messaggi: tra i due c’è confidenza.
Scorrendo la pagina di Spada troviamo anche qualche like di Luca Ostia, al secolo Luca Marsella, il candidato presidente.
C’è un post in cui il picchiatore di Ostia posta una foto mussoliana: «Credere, obbedire, combattere. È l’aratro che traccia il solco ma è la spada che lo difende». Piace a Luca Ostia.
E anche Chiaraluce dice la sua: «Inutile dire che l’unica valida alternativa».
Facebook immortala anche scene di vita conviviale del fratello di Romoletto, il capo clan. Fine luglio, in diretta dalla spiaggia di Ostia, “Robè” mostra la famiglia impegnata in un barbecue e invita amici e parenti. Tra i messaggi ce n’è uno firmato da Chiaraluce: «Ro, più tardi passiamo!», si legge.
Militanza e affari
La portavoce di CasaPound Ostia non è solo la compagna di Marsella, il candidato che ha ottenuto un discreto successo elettorale la scorsa settimana.
Chiaraluce è soprattutto una donna d’impresa. C’è un filo, infatti, che la lega al potere economico locale.
Un filo fatto di partecipazioni azionarie, posti in consigli d’amministrazione e amicizie con famiglie importanti.
Tra cortei, volantinaggio e passione per la politica, la dirigente neofascista naviga da esperta marinaia nel mondo economico.
Del resto viene da una famiglia di imprenditori. Balneari e nautica, due settori che a Ostia contano parecchio.
La famiglia di Chiaraluce ha uno storico rimessaggio di barche, in zona Tor Boacciana, una torre di epoca medioevale sul Tevere. Limitrofa, da un lato, alle rovine di Ostia antica e dall’altro alle case popolari di Nuova Ostia.
Per arrivarci si percorre una strada che porta lo stesso cognome di Carlotta: via Tancredi Chiaraluce. Sia lei che il padre fanno parte di alcuni consorzi nautici.
La candidata di CasaPound è per esempio da sette anni consigliere nel “Cnl”, il Consorzio nautico del Lazio. Gruppo che riunisce alcuni grossi imprenditori del settore un tempo assai remunerativo e che oggi sta affrontando un flessione di fatturati.
Al fianco di Chiaraluce, siede nel Cnl un pezzo da novanta della barche di lusso. Si chiama Massimo Guardigli della Comar Yacht. Brand noto, ultimamente finito al centro delle cronache per un’indagine della guardia di Finanza.
Guardigli è infatti imputato per evasione fiscale da un milione di euro, commessa per sei anni consecutivi, secondo l’accusa, usando società basate nell’arcipelago offshore di Madeira. Il processo è in corso, prossima udienza i primi di dicembre.
Il padre di Chiaraluce risulta invece titolare di Iniziative nautiche srl. Società che vanta un fatturato di quasi 300 mila euro (ultimo bilancio disponibile del 2014) e che a sua volta ha avuto un ruolo nel consorzio del porto di Fiumara Grande, oggi cancellato.
Il babbo della leader del movimento di estrema destra ha fatto parte anche del Consorzio nautico del Tevere. Con ruoli diversi, in quest’ultima realtà , incontriamo Sergio Papagni, un importante imprenditore di Ostia.
Insomma, Chiaraluce sembra avere le caratteristiche giuste per garantire a CasaPound consensi e relazioni con il mondo delle imprese.
Senza dimenticare il rapporto con gli Spada, oggi presentati come semplici simpatizzanti del partito. Ma con i quali, come dimostrano Facebook e alcune iniziative pubbliche del passato, il rapporto è molto più solido di quanto voglia far credere il capo del partito Simone Di Stefano.
(da “L’Espresso”)
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Novembre 7th, 2017 Riccardo Fucile
IL CONSIGLIERE M5S AMMETTE: “ABBIAMO PERSO TEMPO E NON ABBIAMO ANCORA APERTO LA GARA D’APPALTO PER LA RIMOZIONE”
Il MoVimento 5 Stelle continua a guidare l’amministrazione comunale capitolina con
piglio deciso e facendo le cose per bene.
Ne è una prova il bando da quasi 500 milioni di euro annullato dal Comune di Roma dopo il parere negativo espresso dall’Antitrust.
Ma a Roma ci sono altri appalti da assegnare, ad esempio quello per il servizio rimozioni delle auto in sosta vietata. Si tratta di una commessa da 5 milioni di euro all’anno. Un servizio che manca a Roma dal novembre 2015, quando venne revocato l’appalto al Consorzio Laziale Traffico (CLT).
L’appalto per le rimozioni era stato sospeso dal Comandante della Polizia Locale perchè due delle consorziate del CLT “sono risultate responsabili dall’Agenzia delle Entrate di violazioni fiscali accertate in via definitiva. Ciò ha reso obbligatorio il non procedere al perfezionamento del contratto”.
Il risultato della sospensione è stato che Roma è rimasta senza un servizio di rimozioni e senza carri attrezzi.
La Capitale ha provato a metterci una pezza ricorrendo a quelli dei depositi giudiziari. Ma il numero dei mezzi non era sufficiente per un’efficace azione di contrasto alla sosta selvaggia.
In tutto questo ci sarebbe aspettati che i difensori della legalità si adoperassero per garantire il rispetto delle regole. A Roma ci sono tanti cittadini onesti che non ne possono più di trovare auto parcheggiate in doppia fila, in divieto di sosta, sulle strisce pedonali e così via.
Ieri finalmente il presidente della Commissione Mobilità Enrico Stefà no ha preso “di petto” la questione ammettendo onestamente che l’Amministrazione comunale ha perso tempo.
Tempo che è stato perso anche perchè l’assessora Linda Meleo per due volte ha chiesto ad Atac — la municipalizzata dei trasporti — di farsi carico delle rimozioni.
Al punto che lo stesso Stefà no ad inizio 2017 annunciava che «Il servizio rimozioni del Comune sarà portato all’interno di Atac, con un processo burocratico che dovrebbe concludersi a inizio 2018».
Prorogando così l’avvio della gara al 2019. Atac però ha risposto picche ad entrambe le richieste.
Ed è curioso che il Comune si sia intestardito a cercare una soluzione “interna” appoggiandosi ad un’azienda che era noto non navigasse in ottime acque e per la quale è stato chiesto qualche tempo fa il concordato preventivo.
Il Comune, invece che approntare una gara d’appalto che era l’unica cosa intelligente da fare, è rimasto a “studiare” la situazione.
Il risultato è che il bando non è ancora pronto.
Ci è voluto un anno solo per ammettere che il MoVimento non ha saputo governare una situazione per certi versi assai favorevole al “cambiamento” propugnato da Virginia Raggi.
Sarebbe bastata una gara d’appalto, di quelle fatte bene, per mettere in riga i furbetti del parcheggio selvaggio. Ma così non è stato, e per vedere i carri attrezzi di nuovo in circolazione si dovrà attendere l’estate del 2018.
Due anni dopo l’insediamento della Raggi. Ammesso e non concesso che anche questo bando non venga sospeso o ritirato per qualche irregolarità , come è già successo nel passato recente di questa amministrazione.
(da “NextQuotidiano”)
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Novembre 6th, 2017 Riccardo Fucile
COME GESTIRE DUE ORE DI PIOGGIA ED EVITARE CHE LE STRADE DIVENTINO DEI FIUMI
A Roma piove, e la città va in tilt, di nuovo. Non che la pioggia di ieri fosse un evento eccezionale e imprevisto. In fondo siamo ad inizio novembre, mese notoriamente piovoso.
Ieri a Roma dopo il violento acquazzone del primo pomeriggio il copione era il solito: strade allagate, auto bloccate e stazioni della Metro chiuse. A farne le spese anche gli elettori del X Municipio dove ieri si votava per l’elezione del Presidente e del consiglio municipale uscito dal commissariamento.
Il nubifragio di domenica pomeriggio era stato ampiamente previsto. Sabato il Dipartimento della Protezione Civile della Regione Lazio ha emanato un bollettino di allerta di condizioni meteorologiche avverse.
Nell’avviso del Centro Funzionale Regionale si parlava di “precipitazioni diffuse anche a carattere di rovescio o temporale” accompagnati da “rovesci di forte intensità , frequente attività elettrica, e forti raffiche di vento”. Sulla base delle previsioni il CFR ha valutato “una Criticità codice giallo per rischio idrogeologico per temporali su: Tutte le Zone di Allerta della Regione Lazio”.
Insomma il Comune di Roma è stato informato per tempo delle condizioni climatiche della giornata di domenica 5 novembre. E senza dubbio il Comune era a conoscenza del fatto che ieri a Ostia si votava il primo turno delle elezioni per X Municipio.
Non si spiega quindi come mai ieri i cittadini romani che che si sono avventurati fuori casa per andare a votare abbiano dovuto assistere a scene come quelle dell’l’allagamento del sottopassaggio di via di Acilia o di strade rese impraticabili da un’ora di pioggia intensa.
Che il X Municipio abbia qualche problema quando piove forte è cosa nota. Anche perchè appena due mesi fa Ostia si era trovata in una situazione simile.
Se da un anno a questa parte a Roma il vento non fosse cambiato sapremmo subito a chi dare la colpa: a Marino. Ma oggi al Campidoglio c’è Virginia Raggi. Ed era proprio Virginia Raggi il 6 novembre 2014 — tre anni fa esatti — a parlare della necessità di “prevenzione opportuna” in seguito al blocco della città dopo “un fenomeno meteo catastrofico definito bomba d’acqua”.
La Raggi, all’epoca consigliera comunale d’opposizione suggeriva di “ripulire tombini e caditoie ostruite e di potare i rami degli alberi pericolanti“.
Ma sappiamo come vanno le cose nel MoVimento 5 Stelle: quando si è all’opposizione la ricetta giusta è sempre a portata di mano e sembra facilissimo rimediare ai danni di chi sta al governo.
Una volta però che il MoVimento diventa maggioranza la colpa è invariabilmente delle amministrazioni precedenti o addirittura del surriscaldamento globale.
(da “NextQuotidiano”)
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Novembre 3rd, 2017 Riccardo Fucile
OGGI DUE DIRETTE SU FB, MA ENTRAMBE CON L’IMMAGINE STORTA
Gli utenti hanno cominciato a lamentarsi chiedendo alla sindaca di “girare il telefono”; ce n’era anche una che diceva che “da Foggia non si sente bene”, chissà perchè.
A un certo punto quelli che si lamentavano hanno preso il sopravvento, mentre la pagina Facebook ha interrotto la diretta, che però, quando è ripresa, continuava ad essere storta
La Raggi stava documentando una serie di danneggiamenti del manufatto presente all’interno del parco di Largo Labia, di cui aveva parlato oggi pomeriggio su Facebook la presidente del III Municipio Roberta Capoccioni: “Nella giornata di ieri giovedì 2 novembre il manufatto presente all’interno del parco di largo Labia e’ stata letteralmente devastato. Il parco e la struttura che ospitera’ il punto ristoro, il cui bando e’ in preparazione, e’ stato da noi riaperto dopo mesi di intenso lavoro. Lasciamo alla magistratura il compito di far luce sulle dinamiche di quanto avvenuto. Ma voglio essere chiara: se qualcuno, con queste azioni, pensa di fermare il nostro lavoro, ha veramente sottovalutato la nostra determinazione”.
(da “NextQuotidiano“)
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