Maggio 27th, 2017 Riccardo Fucile
IL DG ROTA: “NON CONDIVIDO I BIGLIETTI CON I DISEGNI DI MILO MANARA, COME TUTTA UN’ALTRA SERIE DI COSE”
Ieri, come d’abitudine (fa ridere ma è drammatico!) un autobus della linea 20 express è andato a fuoco al capolinea di Anagnina.
Intanto il neo direttore generale dell’Atac, Bruno Rota, si è fatto sentire: «Non condivido assolutamente l’iniziativa dei biglietti con i disegni di Milo Manara e se avessi avuto la possibilità di dire mia l’avrei detta. Come su tutta un’altra serie di cose».
Incredibilmente, la polemica del giorno su ATAC riguarda i biglietti dei bus con le immagini di Manara, 25mila strisce con le quattro tavole ispirate a opere di Gusrav Klimt e Alfons Mucha.
La storia la racconta oggi il Messaggero:
«I soggetti proposti su un biglietto per il trasporto locale — dichiara ancora il manager — vanno scelti con maggiore accortezza». La faccenda è finita sul tavolo della sindaca Raggi, che ora si trova a dover vestire i panni della mediatrice.
Da una parte l’assessore ai Trasporti Linda Meleo (che ieri l’altro ha postato su Facebook la nuova iniziativa pubblicitaria della municipalizzata) con l’amministratore unico Manuel Fantasia, dall’altra Rota, che già a Milano aveva portato avanti una battaglia per proibire i nudi nelle pubblicità del trasporto pubblico.
Marketing contro educazione civica?
La vicenda ha portato ieri sera a un vertice in Campidoglio tra Raggi, Meleo e Rota. «Ma non abbiamo parlato — taglia corto il direttore generale di Atac — di questa cavolata dei biglietti di Manara, bensì di pulizia delle stazioni e dei nuovi bus e soprattutto della dipendente aggredita. Insomma, cose molto serie».
Cose talmente serie che dopo un anno di amministrazione nessuna di queste ha trovato una soluzione.
Intanto, racconta Simone Canettieri, Rota e Fantasia sarebbero già ai ferri corti:
Un dualismo già visto per esempio in Ama, dove alla finestra dg e amministratore ne è rimasto uno solo (Antonella Giglio infatti è stata silurata). Questa volta, però, la storia non è detto che si ripeta. Ma nella cittadella di via Prenestina in molti da tempo hanno registrato «l’insofferenza» di Rota che da quando è arrivato ha passato il proprio tempo a studiare, chino su carte e bilanci. Riscontrando anomalie su anomalie.
Un benvenuto all’Atac, che forse l’ex manager di Atm non si aspettava.
Soprattutto per via dei dissidi interni e liftati con Fantasia(sostenuto dalla Meleo). «Prima o poi la sindaca dovrà fare una scelta netta», è stato lo sfogo che Rota avrebbe consegnato ai fedelissimi.
(da “NextQuotidiano“)
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Maggio 21st, 2017 Riccardo Fucile
“IN SEI MESI PULIREMO TOMBINI, CHIUSINI E FOGNE”… E’ BASTATA UN PO’ DI PIOGGIA E LA CAPITALE E’ ANDATA IN TILT, TRA CROLLI E ALLAGAMENTI
“Con noi al governo di Roma nei primi 6 mesi azione devastante x pulizia tombini chiusini scoli e fogne #marinosturailtombino”.
Per fortuna che la rete non perdona e non dimentica. Altrimenti questo tweet del MoVimento 5 Stelle del Primo Municipio non sarebbe ancora lì a ricordarci quanto le vanterie dei politici siano nulla davanti all’inefficienza dell’amministrazione comunale. In particolare a Roma.
Perchè la pioggia di venerdì e sabato è bastata per allagare Roma e, a quasi un anno dall’elezione di Virginia Raggi, a dimostrare che invece nulla è stato fatto per tombini, chiusini, scoli e fogne come qualcuno aveva promesso.
Certo, non c’è solo questo a fare innervosire. C’è anche che il piano caditoie del Campidoglio faceva parte, al numero 18, dei «43 successi più importanti di Virginia Raggi e della sua giunta nei primi 7 mesi di governo», pubblicato a febbraio sul blog di Beppe Grillo.
Il risultato finale è quello che avete potuto ammirare nei giorni scorsi.
Il Messaggero ricordava che anche nel 2017 i fondi per la manutenzione delle strade, che riguarda anche l’annosa guerra alle buche, sono ben pochi: “nel programma triennale delle opere pubbliche 17-19 sono stati inseriti tre milioni di euro per la manutenzione straordinaria delle strade di grande viabilità — ossia gli 800 chilometri di arterie principali gestite direttamente dal Campidoglio — e poco meno di dieci complessivi per i 4.700 chilometri di competenza dei 15 Municipi. A questo va aggiunto il bando di gara per la «manutenzione ordinaria, sorveglianza e pronto intervento» delle strade, valido per sei mesi e diviso in dieci lotti — nove sono divisi per zone, il decimo riguarda le sedi tranviarie — per un importo totale di 9.666.044 euro. Insomma, anche senza la corruzione di Mafia Capitale, la tenuta delle strade della Città eterna nelle sembra un obiettivo impossibile da raggiungere”.
Questo serve per lo meno a ricordarci che non esistono soluzioni semplici a problemi complessi.
Ma è utile anche a segnalare che secondo Virginia Raggi — che ne ha parlato a Romatoday — anche questo è colpa dell’incuria degli anni passati e per risolvere sono necessari “interventi straordinari” a cui l’amministrazione “sta lavorando”.
Insomma, quella dei “primi sei mesi” del M5S Primo Municipio era la tipica sciocchezza di chi non conosce la complessità degli interventi e però per tutta la campagna elettorale ha detto il contrario.
Il bollettino segnala che non di sole caditoie è fatta l’incuria amministrativa: a Circonvallazione Gianicolense un platano è crollato su un furgoncino in transito ferendo lievemente due persone a bordo, che sono state trasportate in ospedale e finendo sulla linea del tram 8.
In via delle Capannelle i pompieri sono intervenuti in aiuto di alcuni conducenti in difficoltà sotto al cavalcavia ferroviario.
Mentre i sommozzatori hanno ‘liberato’ automobilisti in via Giustiniano Imperatore e in via Laurentina nel quartiere Tintoretto.
A causa della pioggia è stata anche momentaneamente chiusa la stazione Lucio Sestio della metro A.
A Ostia, in via Giuseppe Botti, un pino è crollato finendo su un muro di cinta di un’abitazione e su un furgone in sosta, fortunatamente senza provocare feriti.
Diverse le voragini che si sono aperte in città . Tra queste una in via del Pergolato, in zona Palmiro Togliatti, chiusa per un tratto e in via Giuseppe Parini ampia e profonda circa 5 metri.
Il MoVimento 5 Stelle romano non ha alcuna responsabilità per lo sgoverno degli anni passati. Mentre ne ha tantissime per aver illuso e promesso un cambiamento che nei fatti non c’è stato.
E che lo abbia promesso è indubbio. Perchè è impossibile dimenticare che Daniele Frongia, quando ancora era un semplice candidato e presentando il suo libro “E io pago” alla Camera, sostenne nel febbraio di un anno fa: “Abbiamo individuato 1,2 miliardi di euro di sprechi. Se il Movimento cinque stelle venisse eletto alle prossime elezioni, nel giro di un anno potrebbero essere reinvestiti per la città , come asili, trasporti e manutenzione stradale”.
Eppure questi soldi non sono mai spuntati. E per tagliare gli sprechi non basta certo il poco tempo promesso da un politico in campagna elettorale.
La pioggia ha lavato tutte le bugie. Anche quelle che servivano a raccattare voti.
(da “NextQuotidiano“)
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Maggio 18th, 2017 Riccardo Fucile
IL NUOVO REGOLAMENTO SULL’ATTIVITA’ DI AMBULANTI E CAMION-BAR RIESCE A SCONTENTARE SIA I CITTADINI CHE I NEGOZIANTI
La Commissione commercio del Comune di Roma ha approvato il nuovo regolamento per il commercio
ambulante. Il Presidente della Commissione, Andrea Coia (M5S). ne dà annuncio sulla sua pagina Facebook, spiegando che il nuovo Regolamento del Commercio su Aree Pubbliche è il frutto di un percorso partecipato che al tempo stesso garantirà maggiore decoro e salva i posti di lavoro
Un regolamento che crea nuovi problemi invece che risolvere quelli vecchi
Il nuovo regolamento, che dovrà essere approvato entro 90 giorni dall’Assemblea Capitolina, va a riformare la delibera numero 35 del 2006 che attualmente regolamenta le attività del commercio ambulante.
Il nuovo regolamento annunciato con così tanta enfasi risolve davvero pochi problemi e peggiora le cose.
Un esempio? I titolari delle concessioni potranno vendere merci diverse da quelle previste dall’autorizzazione e inoltre — altra cosa che invece oggi non è consentita — potranno appendere prodotti alle pensiline. Alla faccia del decoro.
Riguardo invece alla questione della pacifica convivenza il regolamento prevede il via libera alla vendita di cibi e bevande tra i banchi dei mercati rionali fino alle 23.30.
In pratica i mercati diventeranno dei luoghi di ritrovo per turisti, con buona pace dei residenti e dei cittadini romani.
Non viene invece risolta la questione dell’anzianità che favorisce i soliti noti (vedi alla voce Tredicine). La scelta è quella di tutelare gli ambulanti dall’applicazione della famigerata direttiva Bolkestein contrastata anche a livello nazionale dal M5S.
Il nuovo regolamento prevede infatti un premio per l’anzianità su piazza.
Anche la questione delle sanzioni per gli abusivi è una delle dolenti note del nuovo regolamento: invece che inasprirle vengono “ridotte”.
È vero, il regolamento pone un limite al numero di licenze (5 alimentari + 5 non alimentari) che una famiglia può detenere. Ma è anche vero che questo limite è facilmente aggirabile — come è stato fino ad ora — grazie al ricorso ai prestanome. Un’inchiesta di Repubblica di qualche anno fa rivelava che nel 2012 dei 68 posti disponibili per i venditori ambulanti nel centro di Roma 42 erano di proprietà dei Tredicine. Il Tempo invece sostiene che delle 70 licenze del centro storico “almeno la metà sono riconducibili direttamente o indirettamente a Tredicine“.
In pratica i Tredicine continueranno a fare il bello e cattivo tempo.
L’aspetto delle tariffe invece non viene affrontato nel testo perchè la definizione del tariffario spetta alla Commissione Bilancio. Il Fatto Quotidiano fa però notare che attualmente il Comune ricava appena 1,5 milioni di euro l’anno dalle concessioni per gli oltre undicimila postazioni.
Coia ha rivendicato con orgoglio il fatto che il nuovo regolamento è frutto del lavoro di ascolto con associazioni di categoria e cittadini. In particolare la Commissione ha valutato “quali di queste potranno essere accolte nella nostra proposta politica tramite emendamenti”.
Peccato però che Apre Confesercenti a Confimpre abbiano dichiarato di aver sì preso parte alle riunioni di Commissione ma che queste non erano “specifiche sull’argomento del nuovo regolamento”.
Il Tempo invece riferisce che Anva Confesercenti ha abbandonato la commissione quando il presidente Coia ha detto che non avrebbe concesso la possibilità di parola alle rappresentanti sindacali.
I romani invece hanno manifestato il loro dissenso al nuovo regolamento direttamente “in Rete” andando a commentare sulla pagina Facebook del consigliere Coia.
È diffuso il sentimento di essere stati “traditi” proprio da chi aveva promesso di cambiare le cose e soprattutto dare una svolta alla città .
Si lamentano anche gli esercenti e i commercianti titolari di negozi.
C’è chi parla di un provvedimento “surreale” mentre chi paventa il rischio di trovarsi “mutandari e kebbabari ambulanti” fino alle 11 di sera.
Il problema principale, spiegano i numerosi commentatori infuriati, è l’incompetenza di questa amministrazione comunale che non sembra in grado di risolvere i problemi di Roma ma solo di crearne di nuovi.
Il Municipio I protesta invece contro una “sanatoria” per gli ambulanti anomali che consentirebbe loro di continuare l’attività in centro storico.
Insomma, il nuovo regolamento piace solo al M5S e ad Andrea Coia.
(da “NextQuotidiano”)
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Maggio 17th, 2017 Riccardo Fucile
“IL MIO PIANO RIFIUTI E’ STATO DISATTESO”
Ignazio Marino ha scritto oggi una lettera al Corriere della Sera Roma in cui riepiloga la storia della monnezza a Roma e le mosse della sua giunta per l’approvazione di un piano rifiuti oggi in gran parte disatteso:
C’era una visione. E il piano rifiuti non solo venne elaborato insieme al presidente dell’Ama Daniele Fortini ma anche approvato il 26 settembre 2015 dall’Aula. Con quell’atto Roma decise di affidare all’Ama il servizio di gestione dei rifiuti urbani ed i servizi di igiene urbana fino al 2029, ma a condizioni diverse dal passato. Condizioni che furono ostacolate dai partiti al punto che sino all’ultimo non fui certo dell’approvazione. Era un piano industriale e finanziario concreto.
Dotammo Ama delle risorse necessarie ma, al tempo stesso, le imponemmo un profondo cambiamento nell’efficacia dei servizi, indicando come verificarli e con la possibilità di affidamenti privati ove il pubblico non fosse stato all’altezza.
Per la prima volta si realizzava nella nostra Capitale la «democrazia dei rifiuti», superando la dipendenza da un monopolio privato e restituendo a Roma la ricchezza che finiva a Malagrotta, con una riduzione della tariffa.
E questo attraverso la crescita della raccolta differenziata, al 70% già nel 2018 (nel 2015 portammo Roma oltre il 41% partendo dal 23% dell’inizio 2013 e, purtroppo, la città è ancora ferma al nostro traguardo), e costruendo gli Ecodistretti, per la trasformazione in «prodotto industriale» di tutti i rifiuti raccolti, con oltre 300 milioni di investimenti.
Si realizzava la chiusura del ciclo dei rifiuti nel territorio della Capitale e si massimizzava l’autosufficienza degli impianti industriali Ama, in un’ottica di sostenibilità ambientale ed economica.
Il piano approvato dall”Assemblea capitolina partiva dalla realtà di un cambiamento già in atto in Ama dai primi mesi di lavoro della giunta.
Un lavoro non facile per tutte le resistenze che trovai, ancora una volta, nella partitocrazia quando volli sostituire il gruppo dirigente con manager scelti non sulla base delle tessere bensì con il mio tanto criticato metodo della competenza.
Così conseguimmo nel 2015 una contrazione dei costi operativi di circa 40 milioni, riappropriandoci di autonomia gestionale ed operativa, riavviando impianti fermi da anni (come quello per il trattamento del multimateriale a Rocca Cencia) e presentando le autorizzazioni necessarie per quelli nuovi (compostaggio di Rocca Cencia).
Tutto questo si è fermato così come l’inerzia nel superare Malagrotta non aveva consentito di pianificare e attuare un sistema che consentisse di mettere in sicurezza attraverso una rete di impianti pubblici la gestione dei rifiuti della Regione Lazio e della Capitale d’Italia.
Eppure tutto questo è possibile attraverso sinergie e possibilità di garantire efficienza ed economicità gestionali, evitando la migrazione dei rifiuti fuori dalla regione.
Nei miei 28 mesi di governo ho insistito affinchè il sistema impiantistico di proprietà regionale venisse riparato e reso più efficiente con un investimento Acea che non gravasse sulle tasse.
Acea si era resa disponibile ma dal 2013 al 2015 ogni tentativo si è arenato sulle scrivanie della burocrazia regionale.
Quindi la soluzione per i rifiuti esiste, da tempo. Ogni giorno perso per realizzarla può giovare ad alcuni, ma non ai romani.
(da “NextQuotidiano”)
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Maggio 16th, 2017 Riccardo Fucile
NEGA CHE SIANO STATI SPESI DUE MILIONI PER L’ULTIMA EMERGENZA, MA DIMENTICA PARECCHIE ALTRE COSE
Pinuccia Montanari, che a Roma non ha mai visto un topo (perchè evidentemente abita da qualche
altra parte), rilascia oggi un’intervista al Fatto Quotidiano piena di affermazioni interessanti sull’emergenza monnezza a Roma che non c’è ma c’è: andiamo a commentarla cogliendo fior da fiore.
Dicono che abbiate speso 2 milioni di euro.
Non è questa la cifra. E comunque era necessario.
L’assessora, in omaggio alla trasparenzaquannocepare, contesta senza nominarli le cifre fornite da alcuni sindacalisti dell’AMA al Corriere Roma riguardo quanto si è speso in queste settimane per far rientrare Roma dall’emergenza.
Sostiene che era necessario spenderli, MA non dice quanto si è speso.
Luca De Carolis, che firma l’intervista, si dimentica di chiederlo. Cose che capitano.
Ma a breve Roma sarà di nuovo in emergenza?
No. Noi lavoriamo a varie fasi, e questa è di transizione. Possiamo tenere il sistema in sicurezza.
Come?
Una prima risposta è la recente ordinanza della sindaca Virginia Raggi, dopo la quale i due impianti di trattamento del consorzio Colari a Malagrotta (l’ex discarica, ndr) sono tornati da 600 a 1250 tonnellate di rifiuti lavorati al giorno.
Qui la Montanari sostiene che è stata la Raggi a volere il commissariamento del consorzio Colari.
La vicenda è stata ricostruita in maniera diversa: si fa quindi quello che aveva auspicato Daniele Fortini meno di un anno fa, quando di fronte al “patto della monnezza” stretto tra il Comune e il Colari sotto la benedizione di Paola Muraro l’allora capo di AMA aveva obiettato che l’interdittiva antimafia del 2014 impediva ad AMA di entrare in rapporti con l’azienda e aveva auspicato il commissariamento del consorzio.
Questo è possibile grazie alla Regione, che sancisce l’emergenza e invita il Comune a muoversi sulla base dei riscontri di ARPA che ha svolto i controlli negli impianti e ha trovato rifiuti accumulati vicino agli impianti. Infine:
Il governatore del Pd Nicola Zingaretti rema contro?
Penso che la Regione stia valutando le possibili risposte.
Secondo Zingaretti, “ospitare i rifiuti di Roma in altri Comuni può far scattare una rivolta ”
Noi non vogliamo affatto portare altrove i nostri rifiuti.
Quindi Roma non vuole portare rifiuti da altre parti. Ma allora perchè Virginia Raggi a Porta a Porta ha detto: “La Regione non ha approvato un piano rifiuti dal 2012. Altri impianti del Lazio sono pieni e ora ci dicono che non possono prendere più i rifiuti di Roma. Così i cubi prodotti dagli impianti di Roma si accumulano. La soluzione immediata è quindi che la Regione sblocchi tutte le richieste di autorizzazioni che ha in piedi”?
E perchè poi ha aggiunto: “Sento molta indignazione per come siamo arrivati qui Abbiamo ereditato un sistema fallato. Non lo dico io o il M5s ma il governo con una lettera, l’11 aprile. Il Governo dice che il sistema della gestione della Regione Lazio è sottodimensionato. E lo dice anche un’azienda, oggi, la Rida di Aprilia, che spiega come la Regione Lazio deve autorizzare lo smaltimento. La Regione deve solo rispondere”?
Infine, tanto vale anche segnalare la lettera di Mauro Buschini, assessore all’ambiente in Regione, al Fatto: evidentemente anche lui ha capito male quello che vogliono Raggi & Montanari:
In queste settimane di polemiche sul ciclo dei rifiuti a Roma si sono lette molte inesattezze, appesantite da alcune falsità . L’intervista dell’assessore Bergamo pubblicata ieri ha, probabilmente, la funzione di sintetizzarle tutte insieme. È bene, dunque, precisare alcune questioni. Quando l’assessore Bergamo si interroga sul perchè gli impianti si rompono,dovrebbe sapere che la prima causa è determinata proprio dallostress acui sonosottoposti dal sovraccarico schizofrenico del loro impiego. In ogni caso, Bergamo può chiedere ai dirigenti di Ama che cosa accade nel sistema fragile e precario della Capitale a partire dal fatto che proprio Ama più volte ha denunciato alla magistratura le ragioni di tali fragilità .
È bene ribadire che l’inefficienza degli impianti è tutta romana, perchè gli impianti di smaltimento delle altre province funzionano regolarmente e non per questo meritano di essere sottoposti a carichi abnormi.
Bergamo afferma inoltre che per costruire una nuova discarica occorrono 2 anni. Falso. L’iter potrebbe concludersi con minor tempo.
In ogni caso una discarica di servizio sarà sempre necessaria, anche con la differenziata alle massime percentuali perchè ci sarà sempre rifiuto che dovrà essere smaltito.
Curiosa infine l’affermazione per la quale si dovrebbero portare ancora più rifiuti fuori dalla capitale perchè Roma non intende fare niente.
La Regione dovrebbe trovare discariche e inceneritori per Roma e convincere le altre province laziali e prendersi tutti i rifiuti che Roma non vuole smaltire in casa.
La Regione ha offerto a Roma Capitale la disponibilità a richiedere più solidarietà alle altre regioni italiane ma la risposta dell’assessore Montanari è stata “non serve”.
(da “NextQuotidiano”)
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Maggio 14th, 2017 Riccardo Fucile
LE RESPONSABILITA’ DEI DUE PARTITI
Roberto Della Seta e Francesco Ferrante, ambientalisti, sul Corriere della Sera di oggi ci ricordano che l’odierna emergenza rifiuti nasconde responsabilità bipartizan di PD e MoVimento 5 Stelle sulla monnezza.
Il PD perchè dopo la giusta decisione (del sindaco Ignazio Marino) di chiudere Malagrotta non ha fatto altro; il M5S perchè lavora sugli slogan e non sulla realtà :
La decisione sacrosanta presa nel 2013 da Marino di chiudere la discarica di Malagrotta ha reso tanto più urgente sciogliere questi nodi, ma da allora nulla di concreto è stato fatto: così oggi i rifiuti nella migliore delle ipotesi viaggiano per chilometri per essere smaltiti fuori dal Lazio, con costi rilevanti.
Quanto al M5S che governa Roma da quasi un anno senza avere fatto crescere di uno zero virgola la percentuale di differenziata, prima ha messo ad occuparsi di rifiuti un’assessora — Paola Muraro — totalmente inadeguata, ora continua a non dire con parole di verità e di trasparenza dove andrebbero realizzati gli impianti necessari a riciclare i rifiuti prodotti dai romani e anzi cavalcano un’insensata opposizione alla produzione di biometano.
L’attuale assessora Montanari fa bene a lanciare l’obiettivo ravvicinato del 70% di differenziata, fa male a lasciare in sospeso il punto decisivo del «che fare» sia con i rifiuti differenziati sia con la frazione residua indifferenziata.
Su questo la Giunta Raggi non dà risposte, teme di perdere consenso locale lì dove decidesse di realizzare compostatori e impianti per la produzione di biometano e per questo ha già fatto saltare il progetto Ama di realizzare i primi «ecodistretti»: eppure le scelte di localizzazione toccano a lei e soltanto a lei.
Nel caso dei Cinquestelle, questa «vigliaccheria» è irritante: da sempre si dicono paladini dei rifiuti zero, ma per azzerare davvero i rifiuti servono impianti oppure “rifiuti zero” diventa uno slogan vuoto che vuol dire, di fatto, centinaia di Tir che tutti i giorni scorrazzano per l’Italia.
Purtroppo, nessuno dei due attori di questa commedia sembra intenzionato a cambiare copione.
Non i Cinquestelle, tuttora troppo concentrati a prendersela con chi li ha preceduti, e tanto meno il Pd, che con la sceneggiata dei volontari con le ramazze annunciata da Renzi sta scadendo dalla commedia nella farsa. Certo se questo sarà nei prossimi mesi il livello generale del confronto tra i due partiti, c’è di che spaventarsi.
(da “NextQuotidiano”)
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Maggio 14th, 2017 Riccardo Fucile
I VOLONTARI VANNO A PULIRE E CI TROVANO L’AMA… IMPROVVISAMENTE L’AZIENDA COMUNALE SI FA VIVA DOVE ERA ANNUNCIATA LA PRESENZA DEI “PULITORI”
L’iniziativa del Partito Democratico per pulire Roma è partita stamattina in un tripudio di post su Facebook. La pagina del Partito Democratico romano ha infatti pubblicato una serie di fotografie che ritraggono i volontari con le magliette gialle al lavoro.
L’iniziativa è benedetta da Matteo Renzi che sulla sua pagina ha elogiato i volontari e polemizzato con la giunta Raggi dicendo di non voler polemizzare con nessuno: «Oggi il Partito Democratico scende in piazza a Roma non per protestare come spesso fanno i partiti, ma per pulire, dare una mano, migliorare le condizioni di vita della Capitale. Lo facciamo senza polemiche con l’Amministrazione comunale, lo facciamo pagando di tasca nostra il servizio dell’Azienda dei rifiuti, lo facciamo perchè le #magliettegialle diventeranno sempre più un marchio di fabbrica del nuovo PD. Iscritti, simpatizzanti ma anche cittadini che non ci votano: a tutti un grazie per aver deciso di dedicare del tempo alla propria comunità . Il PD fa e farà formazione, scambio di idee, eventi sul territorio, forum di partecipazione, presenza sul web. Ma anche — quando serve — un bell’evento con le #magliettegialle per rimettere a posto gli spazi di tutti. Anche perchè è bastato l’annuncio della nostra iniziativa e subito il problema pulizia della città a Roma è diventato un tema di cui occuparsi e non più una questione da negare. Bene così, no? Anche questo è servizio pubblico».
C’è da segnalare però che proprio sulla pagina Facebook del PD non ci sono molti cittadini entusiasti per l’evento, che viene giudicato come una messinscena
Ma ci sono anche altri fatti curiosi da riportare.
Come quello che segnala la consigliera capitolina Giulia Tempesta: «Nel I municipio, oggi abbiamo deciso di dare il nostro contributo all’iniziativa #magliettegialle lanciata dal PD ROMA — Partito Democratico di Roma. Uno dei punti scelti è il Parco della Resistenza, con appuntamento alle ore 10.00. Casualmente abbiamo trovato mezzi e uomini Ama sullo stesso luogo dalle ore 9.00. Ne siamo felici e ci complimentiamo con il Comune di Roma per il tempestivo intervento, a cui ci stiamo unendo per contribuire a pulire il parco».
A integrazione della segnalazione di Tempesta c’è da ricordare che proprio ieri sul Messaggero erano usciti alcuni luoghi sui quali avrebbero agito le magliette gialle.
Tra questi c’era proprio il parco della Resistenza dell’8 settembre, ma anche il Colle Oppio e i giardini di Castel Sant’Angelo. Quindi piazza Bologna, piazza Lambertenghi (Nuovo Salario), le sponde del Tevere e, oltre il grande raccordo anulare, la zona di San Vittorino. Ricordiamo anche agli altri solerti operatori dell’AMA che, volendo, di domenica si potrebbe anche ripulire Lungotevere Testaccio.
Non c’è invece per ora traccia dei dieci finti attivisti PD pronti a controllare le eventuali porcate promessi dal M5S. Così come per ora non ci sono segnalazioni di volontari che sporcano per poi ripulire come aveva paventato un deputato della Repubblica italiana. Intanto un video del PD Nuovo Salario segnala il Juraggi Park, uno spettacolo che è possibile ammirare in tutti i parchi capitolini:
Intanto Michela Di Biase, capogruppo PD in Assemblea Capitolina, “ringrazia” il M5S: “Questa mattina nel concentramento delle #magliettegialle in Piazza dei Gerani con sorpresa abbiamo trovato il M5S che ha aderito alla giornata dedicata alla pulizia straordinaria della Capitale. Grazie all’iniziativa lanciata da Matteo Renzi la città si è mobilitata e anche il M5S ha sentito la responsabilità di dover essere partecipe attivamente per ridare dignità e decoro ad una capitale sull’orlo di una emergenza senza precedenti”.
(da “NextQuotidiano”)
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Maggio 13th, 2017 Riccardo Fucile
PD E M5S ALLA BATTAGLIA DELLA MONNEZZA… ECCO LA LISTA TOP SECRET
L’operazione Magliette Gialle parte camuffata.
In un clima d’odio di cui la Capitale non aveva certo bisogno parte la strategia dei volontari vicini al Partito Democratico che, come da annuncio-ordine di Renzi, “puliranno Roma che è sporca”.
E, racconta oggi Il Messaggero,
In attesa di sfidarsi sul successo o meno dell’iniziativa di domani, Pd e M5S hanno ingaggiato una sorta di guerra di spie per localizzare le aree della città dove, domani, i dem andranno con le magliette gialle a pulire e a rendere di nuovo decorosi alcuni luoghi della Città eterna.
Il Pd renderà nota ufficialmente la lista soltanto nel pomeriggio di oggi — dovrebbe trattarsi complessivamente di una trentina di siti cittadini, in media due per municipio — per non dare un “vantaggio” all’amministrazione capitolina pentastellata che potrebbe anticipare le mosse del “nemico”, mandando squadre dell’Ama a fare pulizie straordinarie nelle zone prescelte, depotenziando l’iniziativa democrat
Della guerra di spie ha parlato ieri (per scherzo, evidentemente) Davide Barillari su Twitter, mentre infuriava l’invenzione del complotto di Renzi per far sporcare Roma e poi ripulirla:
Intanto Il Messaggero riepiloga quali saranno i luoghi delle iniziative e fa sapere che Renzi forse non ci sarà :
Tra i luoghi individuati ci sono il parco della Resistenza dell’8 settembre, proprio a ridosso dell’ufficio postale teatro ieri di una doppia esplosione, ma anche il Colle Oppio e i giardini di Castel Sant’Angelo. Quindi piazza Bologna, piazza Lambertenghi (Nuovo Salario), le sponde del Tevere e, oltre il grande raccordo anulare, la zona di San Vittorino.
Prevista la partecipazione di un migliaio di volontari, guidati dai pezzi da novanta del Partito democratico. Ancora da ufficializzare la presenza di Matteo Renzi, ci saranno ministri, come Marianna Madia, parlamentari, da Matteo Orfini a Roberto Morassut, da Roberto Giachetti a Michele Anzaldi, consiglieri regionali e comunali.
(da “NextQuotidiano”)
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Maggio 11th, 2017 Riccardo Fucile
PERCORSO OBBLIGATO PER I TURISTI CON DIVIETO DI FERMARSI: “GUARDARE E ANDARE” ….VIETATO SEDERSI SULLA SCALINATA DI TRINITA’ DEI MONTI: LA RAGGI VUOLE METTERCI DEI DISSUASORI COME SE I TURISTI FOSSERO PICCIONI
Vedere, guardare, andare. Il Comune di Roma ha deciso di battere un colpo contro chi sosta davanti
alla Fontana di Trevi con un metodo assai originale: non permettere alle persone di sedersi a guardare l’opera ma consentirgli una “passeggiata dinamica” attorno al monumento che in pochi secondi li faccia sgomberare dalla zona dopo averle dato un’occhiata.
Un percorso di fruizione che non consenta di fermarsi e che non riguarda solo la Fontana di Trevi ma tutti i monumenti romani.
Racconta oggi Il Messaggero:
Quando? Il prima possibile. Perchè l’estate è alle porte e i primi scampoli della bella stagione hanno già consegnato una serie di sfregi ai monumenti diventati virali. Attenzione però: stiamo parlando di perle della storia culturale mondiale quindi la minima mossa deve passare dalle forche caudine delle potentissime e inflessibili soprintendenze. Una mano, e non da poco, la darà la legge Minniti che dà più poteri ai sindaci in materia di decoro urbano e quindi nel rispetto dei monumenti. Il piano già avviato riguarda Fontana di Trevi.
Ieri c’è stato un sopralluogo abbastanza cruciale. L’input della sindaca è stato il seguente: «Stiamo stabilendo non solo turni più intensi dei vigili ma anche un percorso di fruizione che non consenta di fermarsi. Roma è piena di monumenti, di siti. Li stiamo già piantonando h24, ma non ho il potere di moltiplicare i vigili».
Per questo motivo, quello del personale, la soluzione trovata riguarda l’impiego dei volontari delle associazioni di carabinieri e polizia, vigili del fuoco e vigili urbani.
Il Campidoglio sta anche pensando a un piccolo rimborso per questo esercito dei volontari (sei a turno) che dovrà piantonare la fontana più famosa del mondo coordinato dalla polizia municipale:
La vera novità riguarda il percorso obbligato. Raggi avrebbe voluto far applicare una passerella mobile, ma la sua idea è stata bocciata. E così la soluzione trovata riguarda dei “cordoli” mobili, potrebbero essere anche dei nastri, davanti alla vasca.
In questo modo si creerà una «camminata dinamica», la chiamano in Comune,che permetterà una sosta minima. Destinata a terminare a sinistra del monumento dove c’è la scalinata.
Da dove si potrà solo uscire, al contrario di ora. A destra della vasca ci saranno i volontari. Detta così sembra facile, bastava farsi un giro ieri con due vigili costretti a badare a centinaia di turisti. «Qui non può stare». «Si alzi». «La sigaretta!». «Giù!» «Via!».
E c’è già chi evoca la scenetta dello “sgombero” di Fontana di Trevi.
La seconda operazione riguarderà la scalinata di Trinità dei Monti: sarà vietato sedersi sui 144 gradini disegnati nel Settecento dall’architetto romano Francesco De Sanctis. Gli strumenti amministrativi sono diversi. La stretta arriverà tramite il nuovo regolamento della polizia urbana,ma intanto Raggi è intenzionata a emanare un’ordinanza ancora più restrittiva: «Non possiamo metterci dei chiodi o i vetri sulle scale — spiegano dal Campidoglio — ma stiamo pensando a dei dissuasori».
Come per i piccioni.
(da “NextQuotidiano”)
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