Giugno 9th, 2017 Riccardo Fucile
UN ABUSIVO GESTISCE L’AFFITTO DI LETTINI E OMBRELLONI AL FABER, LA PORZIONE DI LITORALE CHE AD APRILE LA RAGGI ANDO’ A IINAUGURARE ANNUNCIANDO IL RIPRISTINO DELLA LEGALITA’
Qualche tempo fa Virginia Raggi ha inaugurato in pompa magna la nuova gestione del Faber Beach. “Il mare di Ostia torna ai romani dopo Mafia Capitale”, sosteneva la sindaca.
Enrico Bellavia su Repubblica di oggi ci racconta una storia leggermente diversa:
«Sono abusivo», confessa candidamente Roberto Bocchini a un utente che munito di videocamera nascosta (il video è sul sito di roma.repubblica.it), poco più di una settimana fa, si informava su affitto di lettini e ombrelloni proprio nella spiaggia che la sindaca aveva restituito alla legalità .
Personaggio interessante questo Bocchini. Stava all’ex Amanusa, la spiaggia che i 5S con una campagna martellante hanno preso a bersaglio presentando contro il lido l’unico atto formale di decadenza.
E questo non appena Libera vi aveva inaugurato un progetto sulla legalità . Proprio così: l’unica mafia sul litorale che i grillini hanno visto a Ostia era quella dell’associazione antimafia di don Ciotti. Che ha contrattaccato alle fake news di un dossier confezionato ad arte ma poi ha preferito sfilarsi dalla partecipazione con proprie iniziative alle attività della spiaggia, gestita nella realtà dalla Uisp.
Da quel che dice, gestisce l’affitto di lettini e ombrelloni al Faber, la porzione di litorale di Ostia che ad aprile Virginia Raggi andò a inaugurare annunciando il ripristino della legalità .
La storia, ampiamente documentata, della curiosa guerra del M5S all’associazione antimafia, si intreccia con quella del rapporto tra Bocchini e Paolo Ferrara, capogruppo M5S in Campidoglio.
Bocchini stava all’ex Amanusa con una società nella quale c’era anche Fausto Busato, ex Nar. E all’Amanusa era di casa anche un cinquestelle doc come il capogruppo 5S al Comune, Paolo Ferrara, già compagno di scuola di Bocchini e celebrante delle sue nozze.
Lì si sono tenute anche cene elettorali a cui ha partecipato la parlamentare Roberta Lombardi. Sliding doors singolari, tanto più quando Bocchini ricompare proprio nella spiaggia che nelle intenzioni dei 5S doveva essere il fiore all’occhiello della ritrovata legalità ad Ostia.
Ora su quel video e su questa storia l’associazione Mare Libero chiede che faccia luce la commissione Antimafia, davanti alla quale Virginia Raggi indicò proprio Ferrara e l’assessore Andrea Mazzillo come sue antenne sul territorio.
All’epoca infatti Ferrara parlò di Bocchini come di un conoscente.
(da “NextQuotidiano”)
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Giugno 6th, 2017 Riccardo Fucile
SOSPESO IL CONSIGLIO COMUNALE TRA URLA E FISCHI: TRADITE LE PROMESSE ELETTORALI, A RISCHIO I POSTI DI LAVORO
Una nuova azienda partecipata con un partner privato e il via libera alla gara a doppio oggetto. La soluzione individuata dal M5S per risolvere una volta per tutte la questione Multiservizi non piace ai lavoratori, che in aula hanno fischiato la sindaca Virginia Raggi, il presidente dell’aula Giulio Cesare Marcello De Vito e la maggioranza grillina.
“Buffoni”, “vergogna”, “siete fascisti”: la protesta, scattata subito dopo l’intervento della prima cittadina, ha costretto il numero uno dell’assemblea capitolina a sospendere i lavori.
Inutile il tentativo di riconciliazione del consigliere pentastellato Roberto Di Palma.
Il suo faccia a faccia con i lavoratori si è concluso con una nuova accusa da parte dei dipendenti dell’azienda partecipata da Ama: “Avete integrato i verbali della commissione ambiente (una vecchia seduta in cui l’ex assessora Paola Muraro proponeva l’internalizzazione e la trasformazione di Multiservizi in un’azienda di primo livello del Campidoglio) o avete lasciato la versione fasulla?”.
Alla ripresa dei lavori, dopo la capigruppo convocata da De Vito, lo scambio polemico tra maggioranza e opposizioni.
Alla sindaca, che ha puntato il dito contro i predecessori, hanno risposto prima la capogruppo piddina Michela De Biase e poi Alessandro Onorato della Lista Marchini. Per la prima il M5S, dopo aver cavalcato la protesta della Multiservizi prima e durante la campagna elettorale, ha smesso di ascoltare i lavoratori: “Dite che la gara a doppio oggetto è l’unica che garantisce i livelli occupazionali, ma ce lo state dicendo e basta: che garanzia hanno i lavoratori? C’è un documento? A noi risulta che non c’è alcun atto e neanche il dialogo con i lavoratori, che chiedono invano di essere ricevuti da febbraio”.
Per il secondo, invece, la soluzione individuata dai grillini è una copia di quella studiata dalla giunta Marino: “Avevate promesso a queste persone che l’azienda sarebbe diventata al 100% pubblica, invece avete scelto la gara a doppio oggetto, la soluzione che era stata proposta dal Pd dall’allora capogruppo D’Ausilio. Sia chiaro e rimanga ai verbali che voi fate la stessa proposta del Pd. Siete dei pupazzi”.
Nel frattempo, sullo sfondo, c’è l’attesa degli impiegati. Da anni aspettano di conoscere il loro destino e sapere cosa ne sarà del loro posto di lavoro: “La soluzione adottata dal Campidoglio – spiegano — non garantisce tutti. Molti resteranno a spasso”.
(da agenzie)
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Giugno 5th, 2017 Riccardo Fucile
“UN CAPOLAVORO DA APPLAUSI”? E’ IL NULLA ASSOLUTO… E I FINANZIAMENTI UE CI SONO GRAZIE ALLA GIUNTA MARINO
Avrebbe dovuto arrossire di vergogna la sindaca di Roma Virginia Raggi quando il 31 maggio, dopo
aver convocato la stampa per presentare quello che Beppe Grillo avrebbe definito il giorno dopo “un capolavoro da applausi”, ovvero il “Piano di superamento dei campi rom”, ha iniziato e finito con il nulla assoluto. Il testo del “Piano” non è stato reso pubblico e solo un rosario di ovvii “buoni propositi” ha risuonato nella Sala Capitolina.
E’ questo alla fine il Piano della Giunta Raggi, un Fake Plan, la nuova frontiera delle Fake News. Fino a ieri qualsiasi “cittadino” con la tastiera del pc in mano poteva generare Fake News; da oggi qualsiasi “cittadino” che siede dentro al Palazzo con la tastiera del potere in mano può dare vita ad un Fake Plan.
Sul fronte scuola, ha ripetuto la Raggi “sarà favorito l’obiettivo specifico che prevede di favorire i processi di prescolarizzazione e di scolarizzazione dei bambini rom”. Nell’ambito del lavoro si sottolinea come “l’incremento dell’occupazione tra rom contribuirà a diminuire il tasso di criminalità “. Sull’abitare la Giunta avanza l’impegno generico, per chi non è autosufficiente ad attivare “interventi di supporto finanziati dall’Unione europea” mentre sul versante salute si implementerà la medicina preventiva e l’educazione alla salute”.
Ovvietà che metterebbero sullo stesso tavolo Salvini e i centri sociali.
«Applausi per Virginia Raggi e l’amministrazione 5 Stelle di Roma — ha commentato sul suo blog Beppe Grillo — Quella dei campi rom era una questione che nessuno aveva mai chiuso, forse neppure affrontato, ma sulla quale tanti (troppi) hanno magnato. Da adesso si inizia a chiuderli, per sempre. E i soldi per farlo ce li facciamo dare dall’Unione Europea, nessun costo extra per i romani. Un capolavoro».
Effettivamente qualcosa di molto concreto c’è e su questo va prestata dovuta attenzione.
“Oggi — ha scritto la sindaca sulla sua pagina Fb — ho annunciato che finalmente nella Capitale saranno superati i campi rom. Partiremo da subito intervenendo in due campi, La Barbuta e La Monachina, che ospitano oltre 700 persone. Mettiamo così fine alla mangiatoia dei soldi dei cittadini che per anni c’è stata con Mafia Capitale: fondi pubblici finiti nelle tasche della criminalità . Abbiamo ottenuto 3,8 milioni di euro dall’Unione Europea che investiremo in questo progetto”.
L’annuncio è risuonato su tutti i quotidiani locali e nazionali senza però ulteriori dettagli che finalmente, dopo lunga ricerca, siamo riusciti a conoscere.
Il merito di aver avuto accesso ai fondi europei va riconosciuto alla Giunta Marino.
E’ grazie alla sua ultima delibera, la numero 350 del 28 ottobre 2015 che sono stati intercettati i 3,8 milioni di euro dalla Commissione Europea per essere destinati al progetto.
Quest’ultimo è stato riscritto totalmente solo nell’aprile 2017 dalla Giunta Raggi. Cosa prevede? Il superamento definito dei campi come annunciato dalla sindaca nel Fake Plan?
Il progetto ha come punto di partenza un target di riferimento, i 505 rom di origine bosniaca e macedone presenti a La Barbuta e i 113 rom di origine prevalentemente bosniaca residenti a Monachina per un totale di 113 nuclei familiari.
Quale però il target reale destinatario dell’azione?
“Si stima che circa il 10% dei rom presenti nei campi deciderà di sottoscrivere il Patto di Responsabilità Solidale e di partecipare attivamente ai percorsi di accompagnamento all’occupazione e alla casa“.
I risultati attesi dall’Azione prevedono infatti il coinvolgimento, entro la fine del progetto, di soli «60 individui».
Saranno pertanto una decina le famiglie rom, ad uscire entro il 2021 dai due insediamenti. Che resteranno lì, con 60 ospiti in meno…
In sintesi l’unica azione concreta fissata dal Fake Plan della Raggi prevede, secondo il Piano operativo stabilito dalla stessa amministrazione, entro la primavera del 2021 la fuoriuscita dall’insediamento di La Barbuta e Monachina di una decina di famiglie per una spesa a famiglia pari a 345.454 euro ed una spesa procapite superiore ai 63.000 euro.
Somme gestite da chi vincerà l’appalto di prossima uscita. Neanche il Buzzi degli anni d’oro avrebbe sognato una torta così ricca!
E così anche nel 2017 i rom continueranno a fare i rom dentro i campi, i giornalisti ad ascoltare il nulla, Virginia Raggi a giocare con la tastiera del potere e Beppe Grillo a spellarsi le mani dagli applausi in un teatrino che potrebbe finire in autunno.
Dopo le elezioni politiche, a Roma, sarà probabilmente un’altra storia.
Carlo Stasolla
Presidente Associazione 21 luglio
(da “il Fatto Quotidiano”)
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Giugno 1st, 2017 Riccardo Fucile
LA GIUNTA SPIEGA COME VORREBBE USARE I FONDI EUROPEI (ANCORA DA INCASSARE) MA DI CONCRETO NON C’E’ NULLA
Un bonus da 800 euro (con bonifico a fine mese) per i residenti a reddito basso dei campi rom che il
Comune vuole chiudere. L’alternativa sono le case popolari. Il piano della giunta di Virginia Raggi per smantellare le baraccopoli dopo i primi tentativi non riusciti: prevede che i primi due campi che verranno smobilitati sono La Barbuta e Monachina.
Secondo alcune stime a Roma 4500 nomadi vivono nei campi attrezzati, altrettanti in accampamenti di fortuna. Il Campidoglio intende utilizzare i fondi europei per integrare gli abitanti dei campi dando loro casa e lavoro.
Un patto di responsabilità tra capofamiglia Rom e Campidoglio, questo prevede il piano per il superamento dei campi presentato dalla sindaca. “Il percorso che si intende percorrere a Roma poggia su 4 assi: scolarizzazione, occupazione, salute, abitazione. Sono previste per questo misure temporanee di sostegno”, ha spiegato Raggi.
Nei primi due campi che il Campidoglio vorrebbe chiudere in circa 2 anni, La Monachina e La Barbuta, le azioni del piano saranno avviate da subito con 3,8 milioni di fondi europei.
Per i primi due campi da chiudere è previsto “un sostegno specifico per l’abitare e per l’occupazione, finanziato con fondi Ue, che durerà due anni, al termine dei quali i campi chiuderanno”.
Il patto prevede l’impegno alla scolarizzazione dei minori rom (il trasporto scolastico ad hoc verrà ridotto e rimarrà solo nei campi meno raggiungibili, perchè «i genitori dovranno accompagnare i figli direttamente a scuola», ha detto Baldassarre) e un impegno del Comune sul versante dell’occupazione, con corsi di formazione e il sostegno logistico alla creazione di piccole realtà imprenditoriali o ditte individuali.
Spiega Lorenzo De Cicco sul Messaggero che per capire quante case popolari verranno destinate ai rom bisognerà aspettare il 30 giugno, quando gli uffici comunali avranno elaborato il piano per il superamento dell’emergenza abitativa.
«Un grande lavoro che prevede anche un ragionamento su tanti immobili sequestrati alla mafia che potranno essere utilizzati — ha concluso l’assessore al Sociale — Essere territorio di mafia a volte porta anche vantaggi…».
Ma per l’Associazione 21 Luglio, che si occupa dei rom a Roma, il piano è “vuoto, confuso e privo di concretezza. Sulla questione si preferiscono slogan optando per un preannunciato fallimento. Dall’uso dei fondi europei ad un Patto di Responsabilità , da un generico incremento occupazionale ad un vago sostegno economico: una serie di principi vengono scanditi in successione senza che vengano indicati tempistiche, priorita’, obiettivi, azioni.
Nel Piano — secondo Associazione 21 luglio — c’è un deficit di conoscenza del fenomeno (i rom in emergenza abitativa della Capitale non sono 4.500 in 9 ‘villaggi’ bensi’ 5.300 in 19 insediamenti formali e 2.200 in insediamenti informali) e di visione strategica.
Nel Piano presentato dalla Giunta Raggi vengono elencati principi generali senza pero’ affrontare nel dettaglio ogni singola problematica.
Sul tema della scolarizzazione si prevede il contrasto dell’abbandono scolastico. Non viene detto nulla su quali azione promuovere.
Sul tema dell’occupazione il Piano prevede di ‘incrementare l’occupazione al fine di diminuire il tasso di criminalità e accrescere produttività complessiva eliminando ogni possibilità di lavoro nero senza indicare modalità operative che portino al raggiungimento di questi risultati. Sul tema centrale dell’alloggio si conta di ‘riscontrare persone economicamente autosufficienti presenti nei campi’ e sostenere, per i bisognosi ‘interventi di supporto’ in assenza di una chiara indicazione su come declinare tale impegno e su quale ventaglio di soluzioni proporre.
Sul tema della salute si punta ad ‘implementare la medicina preventiva e l’educazione alla salute’. Nulla viene specificato su come raggiungere tali obiettivi”.
“Non basta- sostiene Associazione 21 luglio — enfatizzare l’utilizzo dei fondi europei quando questi non sono certi e richiederanno comunque un uso in tempi non prossimi. E’ fuorviante garantire ‘il ritiro di tutti i bandi coinvolti in Mafia Capitale’ se questo è già avvenuto con la passata Giunta”.
“La drammatica situazione di quanti vivono oggi nelle baraccopoli romane- afferma Carlo Stasolla, presidente di Associazione 21 luglio- non richiede slogan improntati sul rispetto della legalità e la trasparenza e impegni di massima sui quali tutti, o quasi, siamo concordi. C’e’ urgenza, oggi più che mai, di un Piano sociale vero, che indichi tempi, insediamenti da superare, quantificazione delle risorse umane ed economiche da impiegare, perchè tale problematica la si risolve aggredendola con operazioni incisive, chiare e definite. In passato avevamo indicato all’Assessorato alla persona, alla scuola e alla comunità solidale delle strade percorribili ma evidentemente questa Amministrazione preferisce elencare ‘buoni propositi’ piuttosto che affrontare di petto la questione. Anticipiamo, per questo Piano, un fallimento certo e purtroppo, come già avvenuto nel passato, sarà probabilmente il tempo a darci ragione”.
(da “NextQuotidiano”)
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Maggio 31st, 2017 Riccardo Fucile
CONTINUA L’EPOPEA DEL COMMERCIO AMBULANTE A ROMA, CON LA RAGGI LA SITUAZIONE E’ PEGGIORATA ANCORA
Il vento sta cambiando a Roma. Lo possono vedere tutti guardando da che parte sventolano le mutande appese dai mutandari sulle loro bancarelle.
E già il fatto che continuino a sventolare la dice lunga.
Ieri il Consiglio Comunale della Capitale ha iniziato i lavori per l’approvazione del nuovo regolamento per il commercio sulle aree pubbliche. Il Presidente della Commissione Commercio Andrea Coia ha strenuamente difeso il nuovo regolamento. Proprio lui, che quando era all’opposizione si era scagliato contro la vergogna dei “mutandari” promettendo che le cose sarebbero cambiate.
Ma le cose non stanno così, e il regolamento del Commercio è solo un favore ai soliti noti. Che come tutti sanno a Roma si chiamano Tredicine. La famiglia dei re del commercio ambulante che guida anche un paio di sindacati di categoria.
Ma il MoVimento 5 Stelle romano — che governa la città da quasi un anno — non ci sta a passare per quello che sta con le lobby. Anche se si tratta della lobby degli ambulanti. Anche se a livello nazionale esponenti del M5S sono scesi in piazza per manifestare contro la direttiva Bolkestein proprio a fianco dei Tredicine.
E così ieri in Aula Giulio Cesare mentre Coia presentava il regolamento i 5 Stelle hanno fatto finta di essere all’opposizione protestando contro il PD “che non vuole le regole”, chiedendo “più sanzioni” e per dire “no al monopolio”.
Tutte cose di cui in effetti ci sarebbe bisogno, ma che nel nuovo regolamento non ci sono.
Non contenta la maggioranza ha fatto interrompere la seduta per convocare una conferenza stampa. Conferenza stampa durante la quale non è stato concesso di fare domande.
Curiosamente poi alcuni bancarellari venuti ad assistere alla seduta hanno aggredito verbalmente la Presidente del I Municipio Sabrina Alfonsi (PD). La Alfonsi è nota per le sue posizioni molto critiche sull’invasione di bancarelle natalizie in Piazza Navona. Bancarelle che guardacaso sono per la maggior parte riconducibili ai Tredicine che in Piazza Navona detengono sostanzialmente un monopolio. Bancarelle il cui ritorno è stato consentito l’anno scorso proprio dai 5 Stelle.
Durante la conferenza stampa Coia ha diffuso l’elenco di testate giornalistiche che hanno criticato il nuovo regolamento sul commercio ambulante.
Secondo il nuovo regolamento i titolari delle concessioni potranno vendere merci diverse da quelle previste dall’autorizzazione. Inoltre potranno appendere prodotti alle pensiline.
Un aspetto questo che è stato molto criticato da chi ritiene che le bancarelle con le merci appese — soprattutto magliette e biancheria intima deturpino la città trasformandola in un gigantesco suq. In effetti nelle altre capitali europee le bancarelle non sono ad ogni angolo di strada.
Il regolamento prevede anche il via libera alla vendita di cibi e bevande tra i banchi dei mercati rionali fino alle 23.30. In pratica i mercati diventeranno dei luoghi di ritrovo per turisti, con buona pace dei residenti e dei cittadini romani.
Non viene invece risolta la questione dell’anzianità che favorisce i soliti noti.
Il nuovo regolamento prevede infatti un premio per l’anzianità su piazza (al massimo 100 punti su 250).
Anche la questione delle sanzioni per gli abusivi è una delle dolenti note del nuovo regolamento: invece che inasprirle vengono “ridotte”.
Ieri il consigliere della Lista Marchini Alessandro Onorato ha detto in aula che con il nuovo regolamento “Un commerciante in sede fissa vede applicato il massimo della sanzione, un commerciante in area pubblica il minimo”.
Il regolamento pone un limite al numero di licenze (5 alimentari + 5 non alimentari) che una famiglia anagrafica può detenere.
Ma è anche vero che questo limite è facilmente aggirabile — come è stato fino ad ora — grazie al ricorso ai prestanome.
Un’inchiesta di Repubblica di qualche anno fa rivelava che nel 2012 dei 68 posti disponibili per i venditori ambulanti nel centro di Roma 42 erano di proprietà dei Tredicine.
Il Tempo invece sostiene che delle 70 licenze del centro storico “almeno la metà sono riconducibili direttamente o indirettamente a Tredicine“.
Il Fatto Quotidiano faceva anche notare che attualmente il Comune ricava appena 1,5 milioni di euro l’anno dalle concessioni per oltre undicimila postazioni. Troppo poco, senza dubbio, ma il problema forse è che le postazioni sono troppe.
(da “NextQuotidiano”)
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Maggio 31st, 2017 Riccardo Fucile
L’ASSESSORE ALL’AMBIENTE DELLA GIUNTA RAGGI AVEVA SOSTENUTO DI NON AVER MAI VISTO UN TOPO A ROMA… IERI UN RODITORE LA SALITO LE SCALE DI PALAZZO SENATORIO
L’assessora all’Ambiente Pinuccia Montanari ha sostenuto di non aver mai visto un topo a Roma, e che
essendo lei una “sopralluoghista” se ne sarebbe accorta. Repubblica Roma e il Corriere Roma oggi pubblicano la fotografia di un topo scattata direttamente in Campidoglio.
Andrea Arzilli fa sapere che il topo ha deciso di entrare in Campidoglio dalla porta principale: è passato sotto la Lupa capitolina e ha fatto le scale che di solito usano Montanari, la sindaca Raggi e pure il leader del M5S Beppe Grillo.
Non si registrano finora reazioni da parte della sopralluoghista delle dive, ma è naturalmente partita la caccia alle ipotesi che hanno portato il roditore in Campidoglio per la comparsata davanti ai giornalisti.
La prima ipotesi è che il topo facesse parte del Sindacato Roditori e fosse l’avanguardia della manifestazione contro la Montanari dei sorci che si sono ritenuti offesi nei loro diritti di esistenza al grido di “Out of our closet”.
Un’altra ipotesi è che il topo fosse sì un rappresentante sindacale ma si trovasse in Campidoglio per un incontro con i pari grado romani al fine di trovare un accordo sulla deuominizzazione.
La terza ipotesi, finora sottotraccia, è che l’assessore all’epoca abbia detto una sciocchezza.
Ma questa, appunto, è soltanto un’ipotesi.
(da “NextQuotidiano”)
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Maggio 30th, 2017 Riccardo Fucile
DOPO LA FIGURACCIA SUL CONFLITTO DI INTERESSI DEL PRESIDENTE GRILLINO, C’E’ CHI VEDE TRADITI I VALORI FONDANTI DEL MOVIMENTO E SE NE VA
Anna Maria Gabrielli, consigliera del MoVimento 5 Stelle al XII Municipio, si è dimessa. La Gabrielli,
che era anche presidente della Commissione Affari Sociali del municipio, ha abbandonato così il suo posto nel municipio della minisindaca Silvia Crescimanno, di recente funestato dal caso di Massimo Di Camillo, il presidente dell’assemblea in conflitto d’interesse che è stato salvato prima e poi sfiduciato dalla sua maggioranza perchè deteneva quote di una società che opera in convenzione con il Comune di Roma. Ma il M5S in nome della trasparenza ha sempre negato l’incompatibilità .
La storia è emblematica del modo di fare dei 5 Stelle.
Di Camillo è stato eletto dieci mesi fa consigliere municipale e successivamente presidente del consiglio del Municipio retto dalla Crescimanno.
Ma non avrebbe potuto farlo perchè socio al 50% di una società titolare di un asilo nido in convenzione con il Comune di Roma.
Durante questi dieci mesi curiosamente Di Camillo ha anche espresso parere contrario all’apertura di un altro nido nella zona costato 1,2 milioni di euro e frutto di un accordo tra il Comune e il consorzio Solari.
Il consigliere 5 Stelle spiegava che «Nella zona abbiamo un altro asilo che attualmente non è occupato. Questo fa venire dei dubbi su facoltà o legittimità di aprire un nuovo asilo. Aspettiamo il nuovo bando e vediamo quante richieste ci saranno».
L’altro asilo era l’Only Kids di proprietà della società RO.MA.Srl della quale fino al 27 settembre 2016 Di Camillo era anche amministratore.
Il caso di Camillo è stato di recente affrontato nell’aula consigliare del XII Municipio con una mozione di sfiduci. Nell’occasione Francesca Benevento, all’epoca capogruppo del M5S, acconsentì al voto segreto e la votazione finì in pareggio con 11 voti contro 11 e tre tra schede bianche o nulle. Subito dopo il M5S ha deciso di togliere il ruolo di capogruppo alla Benevento.
Proprio dopo la defenestrazione di Benevento, nell’occasione “colpevole” di non aver voluto il voto palese per lasciar esprimere in libertà di coscienza i consiglieri, è scoppiato il caos all’interno della maggioranza grillina al XII Municipio.
La consigliera Gabrielli ha inviato una lettera di dimissioni che oggi è stata ufficialmente protocollata. «Ha esaurito le sue forze in un grande impegno nel sociale, non trovando più confronto e coerenza nei valori 5 stelle preferisce dimettersi per ritrovare le energie dai tavoli da cui proviene», ci dicono alcuni colleghi della Gabrielli.
Venerdì scorso si è vista persino Virginia Raggi nella riunione di maggioranza che avrebbe dovuto riportare la pace e scongiurare la caduta della giunta, come è successo all’VIII Municipio.
Un triste epilogo
(da “NextQuotidiano“)
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Maggio 30th, 2017 Riccardo Fucile
LA GAFFE DELL’ASSESSORE AL III MUNICIPIO SCATENA L’IRONIA SUI SOCIAL
Si chiama Domenico D’Orazio, è assessore all’ambiente nel III Municipio e ieri ha fatto una bella figuraccia.
Sul suo profilo Facebook ha pubblicato alcune fotografie della riqualificazione dell’area verde di Settebagni, dando il merito dello sfalcio del Parco dei Frutti al Servizio Giardini del Comune di Roma.
Peccato che a ripulire l’area siano invece state le Magliette Gialle del PD.
E così sotto al suo post è partita la gara delle fotografie che ritraggono le “Magliette gialle” intente a sfalciare il prato.
«Il Servizio Giardini a 3/4 dell’opera è intervenuto, aiutandoci. Ma noi siamo stati lì per ore con strumenti meno potenti», spiega Riccardo Corbucci, ex consigliere Pd del III municipio.
Il post dell’assessore è diventato ovviamente anche il luogo della polemica politica. “Ma dove erano le magliette gialle negli anni precedenti??? Ah già prima della Raggi funzionava tutto, che sciocca che sono a fare certe domande!!”, dice Cinzia.
“E allora prima? Nerone diede fuoco a Roma lo sa? Per favore non tenti nessuna difesa oggi è meglio”, le risponde Anna.
Anche D’Orazio è intervenuto nei commenti: «Il servizio giardini ha completato un intervento già programmato”.
Come no, basta crederci.
(da “NextQuotidiano”)
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Maggio 27th, 2017 Riccardo Fucile
SOLO TREMILA I POSTI MESSI A DISPOSIZIONE DAI VARI CENTRI DI ACCOGLIENZA GESTITI DAL VOLONTARIATO, ISTITUZIONI ASSENTI
L’emergenza migranti a Roma è una costante che di emergenziale ha ben poco. Il dodicesimo rapporto
dell’Osservatorio romano sulle migrazioni curato dal centro studi Isos mette in evidenza, con i numeri, le tante criticità che continuano a svilupparsi anche nel 2016, a due anni dall’apertura dell’inchiesta Mafia Capitale.
«Roma, a differenza di Milano – si legge nel dossier – non è ancora attrezzata per l’accoglienza stabile».
Lo dimostrano i 3mila posti totali messi a disposizione di rifugiati e richiedenti asilo dai vari centri di accoglienza, a fronte di un flusso che ha visto passare da Roma negli ultimi tre anni oltre 80 mila migranti.
Non tutti passati per restare, certo, ma dei cinquemila che si sono rivolti all’ufficio Immigrazione del Comune nel 2016, più di mille a dicembre erano ancora in attesa di una risposta, che in molti casi si traduce nella possibilità di avere un tetto sopra la testa e un pasto caldo assicurato.
Allargando lo sguardo sulla situazione a livello regionale, non va molto meglio.
Il Lazio, dopo la Sicilia, è la seconda regione italiana per numero di posti messi a disposizione dai centri Sprar, il sistema di protezione per i rifugiati.
Eppure, negli ultimi tre anni, mentre è cresciuto del 19 per cento il numero di ospiti delle strutture, sono diminuiti del 7 per cento i posti a disposizione.
Delle persone accolte nei sistemi Sprar, solo il 10% sono donne.
Si alza l’età media dei rifugiati: meno migranti tra i 18 e i 25 anni (-6 per cento), mentre è in lieve aumento la fascia tra i 26 e i 30 anni (+2 per cento).
Il sistema di accoglienza di Roma, al di là dei centri, viene tenuto in piedi dalle associazioni di volontariato e dal cosiddetto “privato sociale”.
Una situazione vissuta però con difficoltà , «senza l’aiuto delle istituzioni», accusa Fabiana Musicco, di Refugees Welcome Italia, associazione che si occupa di trovare a rifugiati e richiedenti asilo ospitalità in famiglie italiane.
E non va meglio all’associazione Baobab, tra le più importanti realtà del settore a Roma, che si è vista costretta allo sfratto nel 2015, dopo aver visto passare nel suo centro 35 mila migranti tra i soli mesi di giugno e ottobre, e nell’ultimo anno ha subito 17 sgomberi dei campi d’emergenza allestiti dietro la stazione Tiburtina.
Nonostante questo, i volontari di Baobab Experience continuano ad assicurare accoglienza, così come un presidio medico e legale ai rifugiati.
(da “la Stampa”)
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