Maggio 10th, 2017 Riccardo Fucile
IL PREFETTO PECORARO: “SINDACA E GOVERNATORE COLLABORINO, ALTRIMENTI COMMISSARIAMENTO”
“A Roma ci sono rifiuti quasi ovunque” e i politici “continuano a promettere – e falliscono – di tenere il problema sotto controllo”.
Lo afferma un editoriale del New York Times firmato da Frank Bruni.
“La situazione” dei rifiuti “è peggiore del solito e più deprimente che mai, perchè i romani hanno eletto lo scorso anno un giovane sindaco di un nuovo e giovane partito politico che si era impegnato a cambiare le cose. Quasi 11 mesi dopo, non ha fatto quasi nulla del genere” si legge nell’editoriale.
Nell’editoriale dal titolo la ‘sporca metafora di Roma’, Bruni mette in evidenza il contrasto della città , con i monumenti tirati a lustro e la spazzatura.
I rifiuti “sono la prima cosa che i romani nominano a chi gli chiede della loro città in questi giorni. Ma anche la seconda e la terza” si legge nell’editoriale, dove viene citato Massimiliano Tonelli che descrive la situazione come “tragica. Nessun altro paese europeo ha la sua capitale in queste condizioni”.
Tonelli insieme ad altri romani fa la cronaca dei rifiuti sul “sito tristemente popolare ROma Fa Schifo”, che ha contribuito a fondare.
Tonelli si lamenta del contrasto fra i monumenti splendenti per turisti mentre Roma puzza per i cittadini. Una contraddizione che ricorda costantemente agli italiani che “il settore pubblico è inefficiente e disorganizzato mentre quello privato funziona meglio”.
Il New York Times si spinge anche oltre. “Non sono solo i rifiuti. E’ la profusione di venditori ambulanti senza licenza nelle strade. Gli irregolari trasporti pubblici. La corsa a ostacolo delle auto parcheggiate dove non dovrebbero essere parcheggiate”.
Il prefetto Pecoraro: “Istituzioni collaborino altrimenti si commissari”.
“Non voglio entrare nella politica, ma credo che il dialogo tra le istituzioni sia indispensabile. Si crei un gruppo di lavoro interistituzionale: il Comune, la Regione e il ministero dell’Ambiente collaborino per individuare al più presto una soluzione, altrimenti si vada al commissariamento”.
Così all’Adnkronos il prefetto Giuseppe Pecoraro, già prefetto di Roma ed ex commissario straordinario per l’emergenza rifiuti.
(da “Huffingtonpost”)
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Maggio 10th, 2017 Riccardo Fucile
“NON CREDO CERTO AL SABOTAGGIO SUI RIFIUTI”
“La Raggi? Un’incapace”
È così che Maurizio Costanzo ha detto la sua sulle due personalità più chiacchierate della sua Roma – il sindaco pentastellato e il capitano della squadra della capitale – nel corso di un’intervista rilasciata a Roberto Arduini e Andrea Di Ciancio di Radio Cusano Campus.
Il conduttore del Maurizio Costanzo Show non ci sta a veder ridotta la sua città così e ha quindi criticato duramente la sindaca Raggi, eletta nel corso dell’estate 2016 a primo cittadino della capitale.
“L’emergenza rifiuti c’è. A Roma ci sono dei topi con la maglietta gialla che puliscono la città . La sindaca Raggi è talmente incapace che i topi si sono messi d’accordo tra di loro e puliscono la città “.
Parole al vetriolo, quelle di Costanzo ai microfoni della radio universitaria, che sottolineano come il marito di Maria De Filippi non creda neanche alla versione complottista rilanciata dalla Raggi a più riprese. “Alla storia dei sabotaggi non ci credo, quando si parla di sabotaggi non si è fatto qualcosa”.
Il conduttore, poi, dice la sua anche sul calo di attenzioni nei confronti del primo cittadino rispetto ai primi tempi: “La Raggi non è più considerata dalla stampa perchè se ne è capita l’inconcludenza. Marino e Alemanno sono stati trattati peggio di lei, lei viene ignorata ed è ancora peggio. E a me dispiace, perchè questa città va tenuta meglio”.
Del resto, non si tratta della prima volta che Costanzo accusa la sindaca. Nel febbraio del 2017, infatti, il giornalista aveva confidato ad HuffPost la sua delusione per la gestione pentastellata di Roma, auspicando in un miglioramento.
(da “Huffingtonpost”)
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Maggio 10th, 2017 Riccardo Fucile
“SE SI LAVORASSE SERIAMENTE SULLA DIFFERENZIATA GLI IMPIANTI BASTEREBBERO, OCCORREVA SOLO UNA DISCARICA DI SERVIZIO, MA MI HANNO FERMATA QUANDO HO CHIESTO CHE FINE HANNO FATTO 150 MILIONI”
Com’era prevedibile, la sedotta (dal m5S) e abbandonata Paola Muraro torna a farsi sentire per
criticare la Giunta Raggi e chi è arrivato dopo di lei sulla poltrona di assessora all’ambiente del Comune di Roma.
A parte la prevedibile rabbia nei confronti del MoVimento 5 Stelle per come è stata trattata, la Muraro dice cose molto interessanti riguardo il piano per i rifiuti da lei previsto e la differenza con quello di Pinuccia Montanari:
Come fa a dire che l’emergenza era prevista?
«Tutti sanno, anche i bambini, che a Roma – dove il ciclo è fragile e precario – c’è una stagionalità , ci sono dei picchi di produzione dei rifiuti, che iniziano a Pasqua per arrivare al culmine tra maggio e luglio. La capacità impiantistica della città può trattare 3mila tonnellate al giorno di indifferenziata, quindi il sistema regge se tutto funziona bene. Ma ciclicamente, proprio nel periodo di picco, gli impianti vanno in sofferenza e ne risente tutto il servizio».
Anche lei pensa al complotto?
«Dico solo che in Ama ci sono dirigenti che stanno lì da 20 anni. E che puntualmente si fanno trovare impreparati. Se si rompe un macchinario, bisogna intervenire subito, ma Ama non ha manutentori, usa ditte esterne. Facile gridare al sabotaggio. Vedrà la Procura, io non ci credo».
Non sarà pure colpa degli impianti vecchi e insufficienti?
«Se si cominciasse a lavorare seriamente sulla differenziata, basterebbero. Roma tra il 2012 e il 2016 ha ricevuto 150 milioni per aumentarla, ma è rimasta al palo. Dove sono andati a finire quei soldi? Quando una comincia a chiederselo, viene fatta fuori».
La Muraro infatti ricorda che nel piano che aveva presentato lei all’epoca era prevista una discarica di servizio: proprio quella che la Raggi e la Montanari non vogliono realizzare perchè ritengono che non ce ne sia il bisogno
Lei è stata fermata? E da chi?
«Da un sistema che vuol continuare a fare affari senza rendere conto di nulla. Sul mercato globale l’indifferenziata costa tre volte più della differenziata. Certo, dopo l’avviso di garanzia, ho scontato anche il codice etico del M5S, che però è valso solo per me».
Zingaretti chiede al Comune di indicare nuovi impianti, Raggi sostiene che non servono perchè nel 2021 Roma arriverà al 70% di differenziata…
«Ho apprezzato la Regione che, con la determina 119/2016, aveva individuata il fabbisogno impiantistico anche di Roma Capitale. Con me l’Ama avrebbe realizzato mini-isole ecologiche, 4 impianti di compostaggio e una piccola discarica di servizio. Ma poi hanno bloccato tutto».
(da “NextQuotidiano”)
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Maggio 9th, 2017 Riccardo Fucile
LA GIUNTA EVOCA SABOTAGGI E COMPLOTTI INVECE CHE AMMETTERE LE SUE RESPONSABILITA’
«Complotto? Per favore, questa non la beve nessuno. Basta parlare con gli operai della municipalizzata e farsi spiegare come funziona il ciclo dei rifiuti. A Roma non esistono inceneritori, e quindi il ciclo compie un altro percorso, se si inceppa un minimo il meccanismo accade ciò che stiamo vedendo in questi giorni. È così da anni».
È Paola Muraro, ex assessora all’ambiente di Roma con la Giunta Raggi, a demolire il complottismo della sindaca e di Luigi Di Maio sull’emergenza rifiuti che per il suo successore Pinuccia Montanari invece non esiste.
L’intervista rilasciata dalla Muraro al Messaggero, in cui l’ex AMA fa a pezzi la giunta e la politica della Montanari, dà però l’esatta dimensione dell’incapacità della sindaca nello scegliere i collaboratori: esattamente come Berdini, l’ex assessora si sta vendicando della sua defenestrazione dalla giunta Raggi, dimostrando così la sua (nulla) fedeltà al progetto dei 5 Stelle ma dicendo anche cose molto interessanti riguardo la politica ambientale grillina e la sua incapacità nel risolvere i problemi attuali della città .
Un’amministrazione che per prendere una qualsivoglia iniziativa rispetto all’interdittiva antimafia sugli impianti Colari ha dovuto far scomodare Prefetto, Regione e l’Autorita anticorruzione.
E che oggi, con la sua assessora responsabile, sostiene che non ci sia emergenza ma che ci sono “criticità ”, dimostrando di avere più talento nei giochi di parole che nella risoluzione dei problemi.
Le linee perchè si fermano?
«Perchè mancano le gru, i polipi per i rifiuti, non si fa la manutenzione straordinaria. E nessuno ha sollecitato Ama».
Vuole dire che se lei fosse ancora assessore non ci sarebbe stata questa emergenza?
«Non mi sarei bevuta la storia del sabotaggio, la commissione ecomafia già nel 2015 diceva che servivano alcune macchine per non bloccare il ciclo. La linea si ferma per 40mila euro, costano così queste macchine. Può essere possibile?».
Nessun sabotaggio dunque?
«No, semmai è in corso quello dei dirigenti di Ama. Le racconto un retroscena».
Prego.
«Mi sono dimessa il 12 dicembre: la mattina feci un sopralluogo e vidi che le macchine erano ferme da luglio. Ora io mi chiedo: si possono nominare ai vertici di Ama gli stessi dirigenti che sono indagati per la gestione di questi impianti? Io ho fatto un passo indietro. O meglio mi hanno tolto di mezzo perchè conoscevo la macchina e davo fastidio»
Ora, sarebbe inutile far notare a Muraro che l’inventrice dei complotti dei frigoriferi non dovrebbe fare l’anticomplottista con le fregnacce altrui. Tuttavia lo stato del TMB Nuovo Salario, certificato ieri dalla CGIL, dovrebbe invitare alla prudenza anche chi getta acqua sul fuoco per convenienza politica.
E se non bastano le foto basta un rapido screening delle zone della città in emergenza.
Ci sono i video dei cittadini girati in via Tovaglieri, ci sono le segnalazioni da Roma Est, dalla Balduina, da Boccea, da Pietralata, da Centocelle, da Tor Tre Teste.
C’è soprattutto la consapevolezza che se questa è la situazione in maggio, a luglio, quando i macchinari che ricevono i rifiuti saranno chiusi per manutenzione, peggiorerà . In tutto ciò l’AMA, racconta oggi Il Messaggero, fa quel che può:
Oltre a turni straordinari e aumentare l’attività degli impianti Tmb, l’Ama (che conta di chiudere l’allarme entro domenica) sta incrementando l’invio di rifiuti trattati all’estero: finora partiva un treno alla settimana in direzione Austria, con una capacità di 700 tonnellate. Ora siamo passati a due, con la prospettiva di salire a tre convogli a partire dalla prossima settimana. Un grande sforzo per la municipalizzata, non soltanto sul piano organizzativo: ogni spedizione ferroviaria costa circa 100mila euro all’Ama, che vedrà inevitabilmente triplicarsi questa voce di spesa.
La verità è che quello romano è un ciclo dei rifiuti talmente fragile che basta un imprevisto per mandarlo in tilt.
La Capitale produce infatti ogni giorno oltre 2.700 tonnellate di indifferenziata: materiale che deve entrare negli impianti per trasformarsi in “cdr”, combustibile da rifiuti che a sua volta produrrà energia negli inceneritori.
Quando tutto fila liscio, i quattro impianti della Capitale riescono a trattarne 2.200. Il resto prende la strada di altri comuni e regioni (Frosinone, Aprilia, Aielli in Abruzzo) o addirittura va all’estero (70mila tonnellate all’anno in Austria).
Poi accade l’imprevisto del tutto previsto.
Ovvero, nell’occasione, negli impianti di smaltimento del TMB del Colari durante febbraio e marzo la raccolta dei rifiuti è andata a rilento perchè i cancelli, come nel giugno scorso, hanno cominciato a chiudersi e riaprirsi a comando: così il consorzio sperava di ottenere il pagamento che gli spetta per gli accordi con il Comune ma impedito dall’interdittiva.
Dopo la conferma del Consiglio di Stato, un’azienda pubblica come Ama non poteva pagare i servizi di Colari e dunque i due impianti di Malagrotta si sono bloccati perchè il consorzio non poteva a sua volta pagare stipendi e fornitori.
Senza quei due impianti, però, Roma è andata in emergenza (è già in crisi) perchè non sa dove trattare 1.200 delle 3.000 tonnellate di indifferenziato prodotte ogni giorno.
La sindaca avrebbe dovuto fare quello che consigliava l’ex amministratore unico di AMA Daniele Fortini già a giugno: commissariare il Colari e continuare a utilizzare i suoi impianti.
Per farlo ha atteso che la Regione verificasse lo stato degli impianti e l’ANAC desse il via libera, anche perchè la Raggi ha ormai ben presente cosa significa muoversi senza l’ok degli altri enti che sovrintendono alle decisioni: si finisce a doversi giustificare da Pignatone.
Dopo le carte firmate dalla sindaca il prefetto è passato al commissariamento del Colari: ma a questo punto tutti gli impianti erano già pieni e si deve procedere allo smaltimento di quanto si trova lì prima di poter svuotare le strade.
Da qui l’emergenza rifiuti e la provocazione di Matteo Renzi che ha annunciato l’invio di volontari per ripulire una città sporca.
Intanto l’AMA ha denunciato un sabotaggio a causa del blocco di un escavatore cingolato per colpa di una tanica di plastica che bloccava il macchinario.
E la giunta, con ancora in testa la Montanari, ne ha approfittato per far partire la caccia alle streghe. Forse dimenticando che se un macchinario all’interno di un impianto AMA va in tilt a causa di un atto criminale non si deve andare tanto lontano per cercare il responsabile.
E soprattutto, dimenticando che se basta una tanica di plastica per finire in emergenza il problema è a monte.
E il pesce puzza dalla testa.
(da “NextQuotidiano”)
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Maggio 1st, 2017 Riccardo Fucile
LA SINDACA SCALZA APRE LA STAGIONE BALNEARE ROMANA DELLO STABILIMENTO COLONNA TRA CONTESTAZIONI E SELFIE
Virginia Raggi apre la stagione balneare a Ostia tra contestazioni, selfie e battaglie per la legalità . A
piedi nudi (ma solo alla fine), la sindaca è sbarcata alla spiaggia oggi ribattezzata Colonna ed ex Faber Beach sul lungomare Toscanelli.
Un lido per trent’anni erroneamente affidato a varie associazioni, ma che invece – come hanno scoperto i prefetti del X municipio e la Capitaneria di Porto – doveva essere gestito dall’istituto nautico Colonna di Roma.
Così come la spiaggia libera, oggi riconsegnata, ma per vent’anni gestita da un imprenditore a processo con il clan Fasciani e già condannato.
Tra simulazioni e cori
La Raggi è arrivata mentre era in corso la protesta messa in atto da Casapound. Ma brutta accoglienza anche dagli ex gestori dei chioschi che l’hanno contestata.
Applausi e foto ricordo invece dai tanti cittadini che la aspettavano sulla sabbia.
Maglia bianca e ballerine, alla sindaca è stato illustrato il nuovo format della spiaggia libera: i ragazzi del Nautico, con l’alternanza scuola-lavoro, si occuperanno del salvataggio. Un istruttore dei Cavalieri di Malta ha invece spiegato alla Raggi le tecniche di pronto soccorso in the beach.
Appena Raggi va via smantellata la spiaggia
Sarà infatti l’Ordine sovrano a occuparsi dell’assistenza medica su alcune spiagge di Ostia. La visita della sindaca, blindata in un cordone di poliziotti, è proseguita tra foto con i cittadini ed esercitazioni con i cani di salvataggio e simulatore di vela.
«Siamo qui per restituire un pezzo di spiaggia alla comunità , – ha spiegato la prima cittadina – Qui dopo 34 anni i prefetti hanno ristabilito la verità e la corretta assegnazione. Come nelle altre spiagge libere ci saranno i nostri bagnini e le squadre cinofile».
Giusto il tempo dell’inaugurazione e poi dalla spiaggia appena visitata dalla sindaca, sparisce tutto: dal cartello indicativo “Nautico Colonna” alla rete di beach volley fino alle postazioni di vela e cinofile. Alla bandiera dei Cavalieri di Malta.
(da “il Corriere della Sera”)
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Aprile 27th, 2017 Riccardo Fucile
IL TAR ANNULLA L’ORDINANZA SUL DIVIETO DI ATTIVITA’: “NON SI PUO’ TRATTARE COME UN’EMERGENZA, E’ UN’ATTIVITA’ LECITA CHE IL COMUNE DOVREBBE REGOLARE”
E’ sospesa l’ordinanza con la quale il sindaco di Roma, Virginia Raggi, il primo dicembre scorso ha disposto, nel centro storico della Capitale, il divieto dell’attività dei centurioni. Il tribunale amministrativo ha accolto le richieste di un gruppo di centurioni romani e dell’associazione centurioni e artisti di strada.
Il Tar, considerato che “le ordinanze contingibili ed urgenti rappresentano il rimedio approntato dall’ordinamento per far fronte a situazioni di emergenza impreviste” e ricordato che “deroghe alla normativa primaria, da parte delle autorità amministrative munite di potere di ordinanza, sono consentite solo se ‘temporalmente delimitate’ e, comunque, nei limiti della ‘concreta situazione di fatto che si tratta di fronteggiare’”, ha rilevato che nel caso specifico contestato “gli episodi richiamati nelle relazioni depositate in atti, non appaiono di entità tale da configurare una vera e propria ‘emergenza’, non altrimenti fronteggiabile e non giustificano, pertanto, il divieto indiscriminato e più volte reiterato, di svolgere un’attività lecita e comunque avente caratteristiche analoghe a quella dei cosiddetti ‘artisti di strada’, oggetto di specifica regolamentazione da parte di Roma Capitale”.
In più, considerando “che permane tuttora il dovere dell’amministrazione di adottare la disciplina organica anche dell’attività svolta dai cosiddetti centurioni, la quale richiede, quantomeno, il rilascio di un previo titolo autorizzativo”, il Tar ha rilevato che “dall’istruttoria disposta dal Collegio, è emerso come l’iter di approvazione di siffatta regolamentazione, non sia stato nemmeno avviato”.
L’udienza per la discussione nel merito è fissata al 6 dicembre.
(da agenzie)
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Aprile 21st, 2017 Riccardo Fucile
PINUCCIA MONTANARI SOSTIENE CHE LA SITUAZIONE “E’ ASSOLUTAMENTE GESTITA”… PROTESTE DEL SINDACATO RODITORI
L’assessora Pinuccia Montanari ha rappresentato un netto miglioramento nella Giunta Raggi rispetto a chi la precedeva nel ruolo di responsabile dell’Ambiente di Roma Capitale. In più è una tecnica preparata. Proprio per questo sembra incredibile che abbia in così pochi mesi imparato dalla politica l’arte di negare l’evidenza.
Eppure, racconta l’agenzia di stampa DIRE, è stata proprio lei a dire a margine della cerimonia di apertura dell’Earth day Italia alla terrazza del Pincio di Roma che “Io sono una che vive la città , una sopralluoghista, e sinceramente devo dire di non aver mai visto un topo a Roma”.
E dopodichè a ribadire: «La situazione qui a Roma è assolutamente gestita e comunque noi la miglioreremo».
Le dichiarazioni lunari della Montanari arrivano per cercare di arginare la polemica politica nata dalla denuncia della ministra Lorenzin, che raccontò di un bambino morso da un topo a Villa Gordiani.
Ma a smentirla basterebbe ricordare cosa ha fatto la sua sindaca. Appena eletta, Virginia Raggi andò con Paola Muraro a Tor Bella Monaca per verificare la segnalazione di un video in cui i bambini giocavano a contare i topi che si avvicendavano nei pressi di un cassonetto:
Ancora prima, nel marzo 2016 il Messaggero pubblicò un’infografica sui quartieri della città più colpiti dai topi (in base alle segnalazioni giunte dai cittadini).
Qualche tempo dopo si parlò dell’esca alla vaccinara che un imprenditore veneto, aveva, secondo quanto raccontava, proposto alla Raggi per la derattizzazione. In realtà era tutta una bufala.
Beppe Grillo invece aveva segnalato i topi come priorità per Roma insieme a “spazzatura e clandestini” in un tweet poi cancellato in un rigurgito di vergogna.
In ogni caso le elezioni ci sono state ma la situazione non è migliorata.
Nel gennaio 2016 poi Anticimex, una delle aziende leader della derattizzazione, sostenne che a Roma i topi sono il doppio degli abitanti.
All’epoca il +45% di interventi di derattizzazione chiesti all’azienda fotografava la gravità del fenomeno, ma se si analizzano i dati in profondità si evince che circa il 10% delle operazioni sono state effettuate da nuovi clienti (+133% nuove richieste rispetto al 2014).
E, soprattutto, nel 2015 è stato registrato un aumento dei servizi di controllo e monitoraggio roditori che prevedono l’ausilio delle nuove tecnologie e apparecchiature di ultima generazione.
Sempre nel marzo dello scorso anno due desk della biglietteria su piazza del Colosseo sono rimasti chiusi al pubblico per tutto il giorno a causa della presenza di un ratto morto. «Ieri abbiamo dovuto fronteggiare un’emergenza, perchè un topo è rimasto incastrato in una intercapedine sul tetto di una delle biglietterie, proprio di fronte al Colosseo. L’operatore che era in servizio si è visto colare il sangue sulla scrivania. Ecco perchè adesso la biglietteria è chiusa», disse l’allora soprintendente ai Beni archeologici di Roma, Francesco Prosperetti.
Forse la Montanari dovrebbe cercare meglio.
(da “NextQuotidiano”)
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Aprile 15th, 2017 Riccardo Fucile
RICORSO DI 87 GENITORI: IL TRIBUNALE DA’ LORO RAGIONE E OBBLIGA I GRILLINI A RIPRISTINARE IL SERVIZIO
Un taglio del 30% alle ore di assistenza scolastica (AEC) da parte del Municipio XIV. Che aveva penalizzato i 600 ragazzini disabili di zona Boccea.
E alle proteste dei genitori tramite raccolta firme la giunta grillina presieduta da Alfredo Campagna non aveva dato risposta. Poi 87 genitori si sono costituiti nel comitato Genitori in Lotta e hanno preso la via del tribunale.
Racconta oggi Repubblica Roma:
Il Consiglio di Stato adesso ha bocciato di fatto il nuovo piano municipale, sospendendo in via cautelativa il bando sull’Aec. «Dopo la prima sentenza del tribunale di Roma, che nel marzo scorso aveva imposto al municipio il ripristino delle ore di assistenza tagliate a un alunno con disabilità , è arrivato quest’ulteriore pronunciamento – afferma il vice capogruppo dem al municipio XIV, Alessio Cecera – un grande successo dei genitori, che con caparbietà avevano deciso di presentare il ricorso, smascherando il pressapochismo dei Cinquestelle nel nostro municipio».
Con il nuovo piano, le ore di assistenza, in alcune scuole medie e elementari, erano scese da 30 fino a un minimo di 11: in media non più di sette ore a persona, sulle 40 settimanali.
«Nessuno aveva mai osato tanto – aggiunge Cecera – la nostra giunta aveva sacrificato addirittura 200mila euro destinati ad altre voci pur di coprire interamente le spese dei servizi sociali». Adesso il Consiglio di Stato ha demandato al Tar il pronunciamento “nel merito”.
Quindi oggi i genitori possono passare all’accreditamento diretto, in attesa che il Municipio XIV annulli il bando:
Intanto, con la sospensiva, il municipio è obbligato a procedere con l’”accreditamento diretto”: la procedura consente ai genitori di poter scegliere la cooperativa e di conseguenza l’operatore, garantendo così la continuità del progetto educativo per ciascun alunno. Non è tutto. «Invieremo al municipio un’ulteriore diffida affinchè annullino definitivamente il bando – dice Simona De Carlini, mamma di una ragazza 14enne e portavoce del comitato “Genitori in lotta” – l’affidamento alle cooperative doveva scadere il 30 aprile, adesso sono obbligati ad arrivare alla fine dell’anno scolastico».
(da “NextQuotidiano”)
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Aprile 13th, 2017 Riccardo Fucile
LA SINDACA: “L’HANNO CHIESTA GLI ABITANTI DEL QUARTIERE CON UNA PETIZIONE”… MA SI SCOPRE CHE 1.000 FIRME VENGONO DA FUORI
«Ricordo loro che sono state raccolte oltre 1.200 firme per la pedonalizzazione», aveva detto qualche giorno fa Virginia Raggi agli abitanti del Rione Monti che protestavano per il progetto di chiusura al traffico di via Urbana.
Ma il Coordinamento Comitati Monti ha calcolato che delle 1.147 firme valide (59 sono infatti senza indirizzo, dunque non riconoscibili nè attribuibili) 883 appartengono a romani che abitano dovunque (quartiere Africano, Primavalle, Parioli, Testaccio, Quadraro, Flaminio…) tranne che a Monti; 43 sono di turisti italiani provenienti da almeno 25 comuni diversi, tra cui Milano, Treviso, Ancona, Firenze, Caltanissetta, Bologna, La Spezia e Lecce; il resto di visitatori stranieri, un paio da Parigi, un altro da Boston e persino da Miami.
Racconta la storia Repubblica Roma in un articolo a firma di Giovanna Vitale:
Eccolo dunque l’architrave sul quale il M5S ha costruito il suo piccolo sogno senz’auto: il consenso dei cittadini che vivono in zona. «Una bugia, un autentico inganno», accusano però i monticiani. I quali, che cosa hanno fatto allora?
Hanno recuperato una copia di quella petizione, avviata a dicembre 2014 da un’associazione di commercianti capeggiata dal «non residente» Renato Gargiulo e dal ristoratore locale Angelo Belli.
Si sono messi a controllare una per una tutte le sottoscrizioni, verificando con pazienza certosina ogni indirizzo. Per scoprire alla fine che, dei 1.206 autografi apposti in calce all’appello per la pedonalizzazione di Via Urbana, solo 264 – poco più del 20% – appartengono a residenti e negozianti del rione: tutti gli altri sono stati lasciati da gente che vive in altri quartieri di Roma, in varie città d’Italia o addirittura all’estero. Per lo più clienti dei ristoranti e delle botteghe che hanno promosso l’iniziativa.
Quindi la richiesta da cui tutto è partito sarebbe frutto di una furbata:
«La nostra opinione è che alla sindaca Raggi sia stato venduto un dossier taroccato», si infiamma Lisa Roscioni, portavoce del Coordinamento dei Comitati.
«Si tratta di firme raccolte per lo più tra i clienti dei ristoranti di Via Urbana, che vogliono la pedonalizzazione per trasformare la strada in una gigantesca distesa di tavolini all’aperto, convinti di poter aumentare il loro giro d’affari a scapito di chi nel rione ci vive e vorrebbe invece tutelarlo tutto».
Perchè «noi non siamo il partito del no, come i cinquestelle vogliono far credere», insiste la portavoce degli abitanti, «ma siamo favorevoli alla creazione di un’isola ambientale che protegga dal traffico privato anche le arterie ad alto scorrimento come via dei Serpenti e via Panisperna, che – quelle sì – stanno morendo di traffico e di inquinamento», s’infiamma Roscioni.
(da “NextQuotidiano”)
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