DONALD DELLA MANCIA
LA MORTIFICAZIONE DEL POPOLO SOVRANO RIDOTTA A PLEBE
Tutti sghignazzano e si indignano per i cinquemila dollari promessi da Trump a ogni adulto americano in caso di vittoria alle elezioni (una follia economica, prima ancora che morale), ma siamo sicuri che gli altri si comportino in modo tanto diverso? Certo, nessuno ha la sua sfrontatezza, però in giro non si vedono statisti che chiedono il consenso su programmi politici in grado di affrontare davvero i grandi temi del nostro tempo o almeno le piccole angosce della vita quotidiana. Si vedono invece mercanti di voti più o meno sfacciati: sceglimi e ti ricompenserò con dei soldi pronta cassa, in forma di superbonus e redditi di cittadinanza, quando va bene, altrimenti di compravendite sottobanco a prezzi strecciati, anche 30 euro per una preferenza, che al confronto Trump è un signore.
Nulla di nuovo, intendiamoci. Il sindaco Lauro regalava una scarpa prima del voto e l’altra dopo, e uno dei reportage più straordinari che abbia mai letto rimane quello di Gaetano Salvemini sui cosiddetti «mazzieri» che circuivano o intimidivano gli elettori fuori dalle urne (e si era agli inizi del Novecento). Ma non pensiate che Cesare si comportasse tanto diversamente, quando si faceva prestare soldi dal Musk dell’epoca, Crasso, per procacciarsi i voti utili a diventare edile e poi console.
Trump è solo la versione caricaturale (perché disinibita) di un male endemico: la mortificazione del popolo sovrano a plebe da tenere buona con le mance. Il bello è che a dirlo si rischia di passare per radical chic.
(da Corriere della Sera)
Leave a Reply