LA DUCETTA È NEI GUAI. CON LA LEGA AL 5% E FORZA ITALIA AL 7%, NEI PALAZZI ROMANI SONO TANTI CHE DANNO PER CERTO CHE LA NUOVA LEGGE ELETTORALE FINIRÀ NEL CESTINO
MELONI NON HA PERÒ ALTRA SCELTA CHE INTESTARDIRSI PER FAR PASSARE LO “STABILICUM”: CON IL SISTEMA ELETTORALE VIGENTE, LA BATOSTA SAREBBE NON PROBABILE MA CERTA… CHE FARE: PORTE APERTE ALLA “VERA DESTRA” DI VANNACCI PER NON PERDERE LA CUCCAGNA DI PALAZZO CHIGI? MA UN INGRESSO NELLA MAGGIORANZA DI FUTURO NAZIONALE NON CONVIENE AL GENERALE E FORZA ITALIA POTREBBE SFILARSI
La Ducetta è nei guai. Vannacci sta risvegliando l’anima fascista di un pezzo d’Italia, a partire dagli elettori di Fratelli d’Italia che si sentono traditi dal centrismo della Meloni premier. Secondo i sondaggisti, i consensi per Futuro Nazionale arrivano infatti da 1/3 da FdI, 1/3 di astenuti, 1/3 dalla Lega, e da una frangia dell’0,8% da M5s.
Con la Lega al 5% e Forza Italia al 7%, cambia tutto: il traguardo del 42% per incassare il premio di maggioranza sta diventando un miraggio per il centro-destra. Una chimera che potrebbe trasformarsi in un boomerang, se l’opposizione, come sembra, riesce a coalizzarsi e diventare alternativa presentando un programma di governo.
Che la nuova legge elettorale finirà nel cestino delle sconfitte meloniane, nei Palazzi Romani sono tanti che lo danno per certo o quasi probabile.
Quando in autunno sarà sottoposta all’esame del Senato, alla rogna non risolta delle preferenze, occorrerà aggiungere i ricorsi alla Corte Costituzionale e, nel caso che venisse approvata, potrebbe anche partire la raccolta firme per un referendum abrogativo.
Malgrado tutto ‘sto casino, Meloni non ha però altra scelta che intestardirsi per far passare lo “Stabilicum”: con il sistema elettorale vigente per le elezioni politiche, il Rosatellum, che assegna circa 3/8 dei seggi con il maggioritario uninominale e 5/8 con il proporzionale, la batosta per Meloni sarebbe non probabile ma certa.
Che fare: porte aperte alla “vera destra” di Vannacci, per non perdere la cuccagna di Palazzo Chigi?
Intanto, un eventuale ingresso nella maggioranza di Futuro Nazionale, ma anche un sostegno esterno in parlamento, non conviene assolutamente a Vannacci. Il suo modello è FdI di Meloni epoca governo Draghi e Afd dei nazistelli tedeschi, due partiti che stando in servizio permanente effettivo all’opposizione sono riusciti a incassare il dissenso popolare e diventare partiti di massa.
Idem con patate accadde alla Lega di Salvini e al Movimento 5 Stelle di Grillo che, grazie alla volatilità dell’elettore italico, giunsero ad oltrepassare il 30%, sbarcando infine a Palazzo Chigi.
Ma il più grande ostacolo che si trova a dover superare la Statista alle vongole, all’arrivo di Vannacci nel governo e dintorni, sono le conseguenze deflagranti non solo nella Lega smontata come un Lego dalle suicide mosse di Salvini e in Forza Italia by Marina Berlusconi, ma anche all’interno di FdI: ex democristiani come Crosetto e Fitto accetterebbero un alleato con il generale ex Folgore? (Già all’uscita del libro “Il mondo al contrario”, il ministro della Difesa era intenzionato a cacciare dall’esercito il farneticante generale Vannacci, ma fu costretto a rinculare dai post-missini di via della Scrofa).
L’angoscia di perdere il potere e ritornare nelle grotte di Colle Oppio a ideare Campi Hobbit, che attanaglia i gerarchi di Palazzo Chigi, trasuda sui giornali filo-governativi
(da Dagoreport)
Leave a Reply