LA RIVINCITA DI GIOVANNI LEGNINI, EX VICEPRESIDENTE DEL CSM: SCONFITTO ALLE SCORSE REGIONALI IN ABRUZZO DAL MELONIANO MARCO MARSILIO, DIVENTA SINDACO A CHIETI SOSTENUTO DA UNA COALIZIONE CHE INCLUDE TUTTO IL CAMPO LARGO E OLTRE
L’EX SOTTOSEGRETARIO SUGGERISCE IL METODO PER COSTRUIRE UN’ALLEANZA ANTI-MELONI “COESA E SENZA CREPE”: “PRIMA BISOGNA MUNIRSI DI UN PROGRAMMA CONVINCENTE PER GLI ELETTORI E POI DI LEADERSHIP”
«Giova’, risultatone». «Giovanni ti fa i complimenti pure Carmelina». 
Scandiscono il suo nome e lo fermano a ogni passo. Giovanni Legnini è stato eletto da quaranta minuti sindaco di Chieti, battendo al ballottaggio il candidato di centrodestra con il 52,3%.
L’ex sottosegretario all’Economia, ex vicepresidente del Csm, ex commissario alle ricostruzioni del centro Italia e poi di Ischia, riparte da qui. Dove tutti lo chiamano
per nome e vanno orgogliosi del suo «pedigree», come dicono qui. Convinti, come lui, che sia proprio quello il motivo per cui gli è stato chiesto di candidarsi, da una coalizione che include tutto il campo largo e oltre: «C’era una forte componente civica».
Le sottolinea Legnini le difficoltà di questa «vittoria non scontata» per il centrosinistra che qui a Chieti governava già.
E assicura: «Sono qui per restituire alla mia città il bagaglio di esperienze, di stima, fiducia acquisite nei diversi ruoli istituzionali. Non c’è una città come questa, in dissesto finanziario e idrogeologico dichiarati, in ricostruzione e delocalizzazione da gestire con un organico comunale che è meno della metà del previsto. E che mentre affronta tutto questo porta avanti un ambizioso programma di investimenti, in larga parte del Pnrr».
Per questo ci ha pensato molto prima di dire sì, racconta ormai sollevato: «Prima di dare la mia disponibilità mi ricoverai per un delicato intervento chirurgico dovuto a una patologia, poi risolta. E prima di entrare in ospedale misi al lavoro il gruppo per il programma dicendo che al mio ritorno volevo constatare se c’era un grado di coesione sufficiente al mio obiettivo che era e resta quello, dall’indomani della vittoria, di mettermi a lavorare.
Perché il potere pubblico si esercita per raggiungere gi obiettivi non per occuparlo. Ed è possibile solo se tutti condividono la stessa direzione di marcia». Un metodo che secondo Legnini potrebbe fare da prove tecniche per una coalizione di centrosinistra «coesa e senza crepe. Prima bisogna munirsi di un programma convincente per gli elettori e poi di leadership».
Il risultato ha il sapore della rivincita per Legnini, sconfitto alle scorse regionali dall’FdI Marco Marsilio, che ieri gli ha garantito, ma anche chiesto, «rispetto e leale collaborazione».
(da agenzie)
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