MACRON ATTACCA TRUMP ALL’ONU: “A GAZA UNO SPETTACOLO VERGOGNOSO, NON HA FATTO NULLA PER LA PACE, TRUMP E’ UNA VERGOGNA PER TUTTI NOI”
LA DIFFERENZA TRA UN LEADER EUROPEISTA E UNA BANDA TREMOLANTE DI SCAPPATI DI CASA
C’è chi partecipa al cosiddetto “Board of Peace” con tanto di berretto rosso Maga calzato in testa – come l’Italia, con il Ministro degli Esteri Antonio Tajani – e chi invece interviene all’ONU accusando davanti al mondo intero Donald Trump di non aver fatto nulla per la pace a Gaza, anzi…: e questo è il caso di Emmanuel Macron che ieri, nel suo ultimo discorso all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, ha smentito categoricamente i proclami del capo della Casa Bianca negando che abbia avuto un ruolo per favorire la fine dei massacri nella Striscia, e affermando anzi che il leader repubblicano – a cui Meloni conferire dare il Nobel – non ha riaperto un solo corridoio umanitario nell’enclave palestinese. Il Presidente della Repubblica francese ha affermato che il mondo sta assistendo a uno spettacolo vergognoso e ha duramente criticato la descrizione che Trump aveva appena fatto del suo piano di pace per Gaza, presentato dal leader USA come un “trionfo diplomatico”.
“Un anno fa, proprio in quest’Aula, diverse decine di Stati hanno riconosciuto la Palestina. Capisco che alcuni siano molto cinici: l’avete riconosciuta solo sulla carta, dicono, guardate la realtà dei fatti. Ma che valore ha la nostra credibilità se restiamo inattivi di fronte alla situazione a Gaza? – ha detto Macron – Alcuni sostengono che la pace sia stata raggiunta, eppure ciò non ha aperto la strada agli aiuti umanitari. È uno spettacolo vergognoso. Una vergogna per tutti noi”. “Guardate semplicemente cosa sta accadendo in Cisgiordania, dove giorno dopo giorno assistiamo a violazioni; e in nome di cosa? Hamas non è mai stato molto attivo in Cisgiordania. Ciò che serve è il rispetto dei diritti legittimi del popolo palestinese, del suo legittimo diritto a esistere – ha affermato il capo dell’Eliseo – Questo è un prerequisito per la sicurezza, oggi e domani, del popolo d’Israele – per la sua sicurezza e per la sua stessa esistenza, alle quali siamo fortemente impegnati. Tuttavia, tutti coloro che sostengono che la sicurezza di Israele richieda la violazione della sovranità di tutti gli Stati confinanti stanno commettendo un errore fatale. Stanno indebolendo la sicurezza di Israele, oggi e per il futuro; stanno minacciando la sicurezza di Israele di fatto”.
Allargando lo sguardo oltre il genocidio a Gaza, Macron ha parlato delle continue violazioni del diritto internazionale fatte da vari stati. “La domanda a cui dobbiamo rispondere è molto semplice. La domanda è: vogliamo vivere in questa situazione, con un ritorno alla legge della giungla, o vogliamo vivere in una società internazionale civile? Il nostro dovere oggi, più che mai, è mantenere una posizione ferma qui alle Nazioni Unite per prendere decisioni che promuovano i nostri interessi comuni, affinché le persone possano scegliere liberamente il proprio destino, il proprio modello di sviluppo e il proprio futuro”. “Non bisogna cedere nulla a ciò che si sta instaurando – ovvero, in fondo, una lenta divisione del mondo e uno spirito di sconfitta, che lascerebbe alcuni nell’abuso di potere”, ha avvertito Macron, citando gli “imperi che minacciano la sovranità” altrui e “alcuni” che vorrebbero “concentrare le ricchezze”. “Dobbiamo ritrovare la vitalità della nostra Organizzazione – è l’appello del presidente francese – quel multilateralismo che rappresenta la difesa di un interesse comune, di una giustizia per tutti”.
Proprio per questo – nel giorno in cui Trump annunciava sanzioni contro la CPI – il presidente francese ha ribadito che “continueremo a sostenere la Corte internazionale di giustizia e il ruolo centrale che essa svolge. Non possiamo accettare passivamente questo nuovo ordine di impunità che alcuni tentano di instaurare”. “È per questo che sosteniamo le riforme volte a rafforzare l’efficacia del Consiglio di Sicurezza. Dobbiamo aprirci a nuovi membri e a nuove regioni, in primo luogo all’Africa. Ma, nel merito, il Consiglio di Sicurezza deve essere in grado di agire di fronte a violazioni di massa del diritto internazionale”, ha aggiunto. “Chi può accettare una situazione di stallo procedurale di fronte al compimento di atti barbari?”.
(da Fanpage)
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