NELLA LEGA LA RESA DEI CONTI E’ RINVIATA (A PONTIDA). DALL’INCONTRO TRA SALVINI E I GOVERNATORI “NORDISTI” SI È USCITI CON LA SOLITA “ROADMAP” VERSO IL NULLA. L’EX TRUCE DEL PAPEETE NON HA FATTO CONCESSIONI AL FRONTE RIBELLE
CRESCE IL PESO DI CLAUDIO DURIGON, NUMERO DUE DELLA LEGA A CUI SI AGGRAPPA IL CAPITONE
Soltanto Attilio Fontana si palesa alle Officine Farneto per la due giorni leghista sulla
manovra: il presidente lombardo è tra i relatori dell’evento di Roma. [E qualcuno, tra i denti, tira fuori un perché: «Non è un nostro evento». Nel senso che «non tutti i nostri capirebbero».
Un po’ di tigna, forse, per il fatto che l’importante manifestazione sulla finanziaria in arrivo (titolo: «A vostra difesa») è anche la consacrazione neppure troppo implicita di Claudio Durigon a numero due effettivo e operativo di Matteo Salvini.
La nota finale è assai limata, la sua elaborazione dura più dell’incontro stesso. Ma sancisce che per i nordisti c’è pochino. Si parla di «roadmap dei prossimi mesi», che fa fine e non impegna.
Di certo, non c’è la partecipazione alla stesura delle liste elettorali, ma quello i quattro moschettieri nemmeno se l’aspettavano. La cosa forse più notevole, ma nella nota non compare, è l’ipotesi di un allargamento del pacchetto di testa della Lega.
Ma non è affatto certo che sia un allargamento organico o finalizzato alla stesura del «manifesto» leghista che sarà presentato a Pontida. Nemmeno una sillaba per l’associazione che i presidenti intendono fondare per dare voce al Nord: «Ma per quella non abbiamo bisogno del permesso», sbuffa uno di loro.
Di certo Luca Zaia solleva la questione di Massimiliano Romeo, capogruppo al Senato e segretario della Lega lombarda, diventato negli ultimi mesi l’uomo simbolo della fronda nordista: i salviniani più accesi non sognano che il suo scalpo e non lo nascondono. «Lascia perdere…», dice però Zaia a Salvini.
E gli altri sono d’accordo. Dal canto suo, Romeo ieri mattina si è presentato a sorpresa all’evento leghista: «Non si sfascia nessuna Lega, la si costruisce insieme, che è ciò che vogliamo fare tutti». La partita si giocherà forse su un terreno diverso: Salvini ha chiesto che si svolgano i congressi provinciali della Lombardia entro ottobre.
I meno coinvolti chiamano Romeo amichevolmente «il kamikaze», altri dipingono l’immagine di «quello che si è lanciato senza controllare il paracadute». Di certo, atti ostili nei suoi confronti segnerebbero una ripresa della guerra.
Tutti i governatori dicono come un sol uomo che «la partita è tutt’altro che chiusa». Eppure, una delle fragilità del fronte dei governatori, già emersa in tutti questi mesi, è la sensazione che ciascuno giochi una partita un po’ diversa da quella degli altri: «Non sono una falange», ironizzano i salviniani.
(da agenzie)
Leave a Reply