PER LA “ZARINA” C’È SEMPRE UN POSTICINO PRONTO. GIUSI BARTOLOZZI, A TRE MESI DALLE DIMISSIONI FORZATE DA CAPO DI GABINETTO DEL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA, RIENTRA DALLA FINESTRA COME CONSIGLIERA GIURIDICA DI TOMMASO FOTI, MINISTRO DEGLI AFFARI EUROPEI
LA RIABILITAZIONE EVITA ALLA BARTOLOZZI UN RIENTRO IN MAGISTRATURA CHE LE IMPEDIREBBE DI OTTENERE INCARICHI FUORI RUOLO PER DUE ANNI… AL GOVERNO C’È CHI HA MOLTO A CUORE IL DESTINO DI GIUSI, RIMASTA L’UNICA ACCUSATA PER IL CASO ALMASRI. I PM DI ROMA HANNO CHIESTO IL RINVIO A GIUDIZIO: SULL’ESTENSIONE DELL’IMMUNITÀ DEI MINISTRI ALL’EX BRACCIO DESTRO DI NORDIO PENDE UN RICORSO ALLA CORTE COSTITUZIONALE. MA SE SI TENESSE UN PROCESSO, LE DICHIARAZIONI DI BARTOLOZZI POTREBBERO INGUAIARE IL GOVERNO
A neanche tre mesi dalle sue dimissioni forzate, Giusi Bartolozzi è già pronta a tornare al governo.
L’ex capo gabinetto del ministero della Giustizia, costretta a lasciare l’incarico a fine marzo, si riaccaserà a breve a Palazzo Chigi nel ruolo di consigliera giuridica di Tommaso Foti, ministro degli Affari europei e del Pnrr, nonché fedelissimo della premier Giorgia Meloni.
Una riabilitazione lampo per l’ex “zarina”, allontanata da via Arenula nel repulisti post referendario – imposto dalla stessa Meloni – dopo l’uscita tv in cui paragonò i magistrati a un plotone di esecuzione, esortando a votare Sì per “toglierli di mezzo”
Come anticipato ieri dal quotidiano Il Dubbio, la richiesta di Foti è arrivata nei giorni scorsi al Consiglio superiore della magistratura, che dovrà autorizzare la conferma del collocamento fuori ruolo: Bartolozzi infatti è una giudice prestata alla politica dal 2018, prima come deputata (eletta con Forza Italia) e poi come plenipotenziaria del Guardasigilli Carlo Nordio.
Ora il ministro del Pnrr, già capogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera, chiede di avvalersi della sua collaborazione “a tempo pieno e a titolo gratuito” – la retribuzione sarà quella da magistrato – “con particolare riguardo alla cura della fase ascendente dei principali dossier in esame presso le istituzioni europee”
L’incarico serve soprattutto a blindare il futuro di Bartolozzi: l’ex “zarina”, sostenuta da Nordio, puntava infatti a trasferirsi a Londra come magistrato di collegamento La nomina però è di competenza del ministro degli Esteri Antonio Tajani, che per ora si è opposto.
Nel frattempo, il 22 aprile, il Csm ha deliberato il suo rientro in magistratura nelle ultime funzioni svolte, quelle di “giudice distrettuale” della Corte d’Appello di Roma (una figura “tappabuchi” applicabile a tutti i tribunali in base alle carenze d’organico). Ma tornare a indossare la toga, per legge, le impedirebbe di ottenere nuovi incarichi fuori ruolo per un periodo di due anni: così, nonostante la delibera del Consiglio, il ministero ha bloccato il rientro in servizio di Bartolozzi, ritardando per due mesi la pubblicazione dell’apposito decreto, fino all’arrivo del salvagente di Foti.
Formalmente, quindi, l’ex fiduciaria di Nordio è ancora distaccata in via Arenula, dove peraltro continua a recarsi quotidianamente: per questo la richiesta del ministro degli Affari europei è stata trasmessa al Csm proprio dal Guardasigilli, che ha dato il suo parere favorevole.Ora servirà il via libera (scontato) dell’organo di palazzo Bachelet, che dovrebbe arrivare nelle prossime settimane.
Nonostante la defenestrazione, insomma, al governo c’è chi si è preoccupato di non lasciare l’ex “zarina” a piedi (o meglio in toga). In ballo, d’altra parte, c’è ancora il caso Almasri: i pm di Roma hanno chiesto il rinvio a giudizio di Bartolozzi per false informazioni al Tribunale dei ministri
Dopo il no della Camera alla richiesta di processare tre membri dell’esecutivo – Nordio, il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi e il sottosegretario a Palazzo Chigi Alfredo Mantovano – Bartolozzi è rimasta l’unica accusata, nonostante l’aula di Montecitorio abbia tentato di estendere l’immunità anche a lei sollevando conflitto di attribuzioni alla Corte costituzionale.
Se sulla vicenda si terrà un processo, le dichiarazioni dell’ex capo gabinetto potrebbero diventare materia scottante per il governo. E nelle scorse settimane, in un’intervista al Corriere, sul tema lei ha risposto in modo sibillino: “Ho solo eseguito disposizioni, Nordio era informato di tutto”.
(da Il Fatto Quotidiano)
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