PESTAGGI, INSULTI RAZZISTI E FURTI AI DANNI DI IMMIGRATI E PUSHER FERMATI: CHIUSE INDAGINI DELLA PROCURA SU 30 AGENTI DELLA POLIZIA LOCALE DI GENOVA QUANDO GOVERNAVANO I SOVRANISTI, COINVOLTO L’EX ASSESSORE ALLA SICUREZZA DELLA GIUNTA DI CENTRODESTRA, SERGIO GAMBINO DI FRATELLI D’OTALIA E L’EX COMANDANTE GIANLUCA GIURATO, CHE HANNO CERCATO DI INSABBIARE LE ACCUSE DOPO LA SEGNALAZIONE DI DUE VIGILESSE
GLI AGENTI SI VANTAVANO DELLE VIOLENZE IN UNA CHAT CHIAMATA “QUEI BRAVI RAGAZZI”, DOVE PUBBLICAVANO FOTO DELLE VIOLENZE: IN ALCUNI CASI, I VIGILI AVREBBERO SPENTO LE BODYCAM PER NASCONDERE GLI ABUSI E RUBARE SOLDI AI FERMATI… SILVIA SALIS HA FATTO PIAZZA PULITA E RIPRISTINATO LA LEGALITA’
Pestaggi, insulti e furti, da parte di agenti della polizia locale genovese, ai danni di pusher e
immigrati irregolari fermati. Ma anche il tentativo di chi allora era responsabile del corpo di insabbiare tutto: è il cuore dell’inchiesta avviata nel 2025 dalla procura di Genova e per cui è arrivato l’avviso di conclusione indagini.
A riceverlo 30 vigili urbani, l’ex assessore alla Sicurezza Sergio Gambino e l’ex comandante della polizia locale di Genova Gianluca Giurato, sollevato dall’incarico.
Per gli agenti le accuse vanno dalle lesioni aggravate dall’odio razziale al peculato, mentre l’ex assessore deve rispondere di favoreggiamento e Giurato di ritardata denuncia all’autorità giudiziaria. Gli agenti si vantavano degli abusi su una chat whatsapp chiamata “Quei bravi ragazzi”.
Due giovani colleghe avevano deciso di denunciare e si erano rivolte all’assessore Gambino. Quest’ultimo, per gli inquirenti, avrebbe chiesto al comandante di «non portare niente in procura».
Sulla chat segreta gli agenti pubblicavano foto dei pestaggi e usavano parole in codice. Molti i commenti razzisti nei confronti dei fermati di origine straniera. Nei messaggi si parlava anche della destinazione dei soldi sottratti ad alcuni spacciatori: «pizza, coca e dolcetti». In alcuni casi gli agenti spegnevano le bodycam per nascondere i furti e i pestaggi.
Dall’inchiesta la procura ha fatto nascere un’ulteriore indagine che vede coinvolti ancora Gambino e Giurato su un dossier “anti Salis”.
«Crediamo nel principio di innocenza – commenta la sindaca Salis -, ma quanto sta emergendo conferma la necessità di imprimere una svolta nella gestione della sicurezza urbana, che non può e non deve mai prescindere dalla trasparenza e dal rispetto democratico».
(da La Stampa)
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