RIMBORSI DI GRILLO, IL GRANDE BLUFF: NON HA RESTITUITO 42 MILIONI ALLO STATO PERCHE’ IN REALTA’ NON POTEVA RICEVERE NULLA
LA LEGGE OBBLIGA I PARTITI, ENTRO 45 GIORNI DALLE ELEZIONI, A DEPOSITARE LA DICHIARAZIONE DEI REDDITI DEL TESORIERE (OVVERO GRILLO), IL BILANCIO E LA COPIA DI UNO STATUTO CONFORME ALLE REGOLE DEMOCRATICHE…IL 18 OTTOBRE IL PRESIDENTE DEL SENATO GRASSO CONFERMA DI NON AVER RICEVUTO NULLA E CHE IL DIRITTO AL RIMBORSO DECADE
«Il Movimento 5 stelle ha restituito 42 milioni di euro di rimborsi elettorali»: questo è il motto di Beppe Grillo per zittire ogni critica sul suo operato o del M5s.
Nella realtà , questo non è mai accaduto.
Il fatto emerge grazie a un richiesta di chiarimenti avanzata dal deputato di Sel Sergio Boccadutri al presidente del Senato, Pietro Grasso.
Boccadutri chiede se Grillo e il M5s abbiano mai rispettato la legge che predispone il diritto ai rimborsi, la n. 96 del 2012, al fine poi di incassare o eventualmente restituire la somma.
La legge obbliga le forze politiche a depositare alle Camere rispettivamente la dichiarazione dei redditi del tesoriere (Beppe Grillo in questo caso), il bilancio del M5s e uno statuto che abbia caratteristiche formali conformi “a principi democratici nella vita interna, con particolare riguardo… al rispetto delle minoranze e ai diritti degli iscritti”.
Tutto questo va presentato “entro 45 giorni dalla data di svolgimento delle elezioni” pena la perdita del diritto.
La risposta di Grasso a Boccadutri, datata 18 ottobre, è eloquente: “il Senato non ha ricevuto copia”.
Il presidente spiega di non sapere chi sia il tesoriere, e di non avere ricevuto nè i sui riferimenti nè il bilancio del gruppo.
Grasso precisa però che il diritto al rimborso “decade ove non provvedano alla trasmissione” secondo i tempi.
Il diritto al rimborso, di fatto, non è mai scattato per Grillo e il M5s.
Quindi non potevano restituire alcunchè.
E lo statuto presentato per candidare i parlamentari non prevede poi neanche formalmente il rispetto della legge, cioè “il rispetto delle minoranze” e “il diritti degli iscritti”, cioè che chi non la pensa come Grillo possa discuterne e non essere espulso su due piedi, come è successo.
Va aggiunto che sul bilancio del Movimento è stato presentato un esposto alla Procura di Genova dall’Associazione casa della legalità (sempre di Genova) perchè il M5s è accusato di aver incassato svariate migliaia di euro di donazioni ai banchetti per strada, senza però inserirle nei bilanci ufficiali della forza politica.
Non il massimo, insomma, per chi si è fatto paladino della trasparenza nazionale.
Antonio Amorosi
(da “Panorama”)
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