TRUMP, UN EGOMANE CAPOCANTIERE, SFASCIA E COSTRUISCE: DOPO AVER RASO AL SUOLO L’ALA EST DELLA CASA BIANCA PER COSTRUIRE UNA SALA DA BALLO DA MILLE PERSONE, “THE DONALD” PUNTA ALLA COSTRUZIONE DI UN ARCO DI TRIONFO A WASHINGTON
UFFICIALMENTE PER I 250 ANNI DELL’INDIPENDENZA AMERICANA, MA DI FATTO PER AUTOCELEBRARSI, LE SUE DECISIONI HANNO SCATENATO POLEMICHE
Donald Trump procede speditamente nella costruzione di una sala da ballo più grande dell’intera Casa Bianca, è sempre più deciso a far sorgere a Washington anche un arco di trionfo simile a quello di Parigi e toglie di mezzo i possibili vincoli storico-urbanistici, cercando al tempo stesso di assicurarsi nulla osta postumi: sta azzerando, o alterando profondamente, le commissioni competenti per le modifiche di edifici pubblici o di particolare valore architettonico.
Accusato di avere sfigurato la più celebre residenza del mondo abbattendo all’improvviso e senza alcuna autorizzazione una sua ala, la East Wing, da sostituire con una ballroom di 8.400 metri quadri dove mettere a tavola mille ospiti, il presidente si è trovato davanti un muro di critiche di architetti, storici, uomini di cultura ed anche giuristi che considerano illegittime queste sue iniziative edilizie. Contraria al progetto, secondo il Wall Street Journal , anche la first lady Melania che avrebbe detto ai suoi collaboratori: «Non è stata una mia idea».
Il caso ha anche indotto alcuni cittadini a ricorrere in tribunale contro Trump.
Trump si è anche preoccupato di liberare la strada della sua
grandeur monumentale da ogni possibile ostacolo amministrativo ottenendo, anzi, anche timbri di legittimità architettonica.
Così due giorni fa ha azzerato la Commissione per le Belle arti, un’agenzia federale indipendente istituita un secolo fa dal Congresso che fornisce al governo e al Parlamento pareri sulle modifiche di edifici pubblici e storici che impattano sul profilo architettonico della capitale o che toccano il suo retaggio storico.
I sei membri dell’organismo sono stati licenziati con effetto immediato senza alcuna spiegazione con una email inviata da un funzionario dell’ufficio del personale della Casa Bianca. A luglio il presidente era già intervenuto sull’altra, ancor più importante, commissione che ha voce in capitolo sull’alterazione degli edifici della capitale: la National Capital Planning Commission. In questo caso non aveva smantellato tutto ma aveva «dimissionato» un membro dell’organismo in modo da avere una maggioranza a lui fedele.
La ballroom — disegnata nello stile rococò della residenza trumpiana di Mar-a-Lago e destinata a essere completata, nel migliore dei casi, a fine 2028 — è uno degli elementi che fanno dubitare della effettiva volontà di The Donald di lasciare la Casa Bianca al termine del suo mandato.
Quanto all’Independence Arch, l’area scelta da Trump è un grande incrocio sulla riva del fiume Potomac, proprio di fronte al
Lincoln Memorial.
Ma è terreno pubblico vincolato: più difficile per lui intervenire, in assenza delle esenzioni di cui gode per la Casa Bianca. La gente lo chiama già l’«Arco di Trump». Monumento autocelebrativo? Il presidente dice che celebrerà i 250 anni dell’indipendenza americana e promette una costruzione rapidissima. Ma l’anniversario cade nel 2026.
(da “Corriere della Sera”)
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