VACANZE RISTRETTE: IN POCHI LE FANNO (E ANCHE VCINO, A RATE E PIU’ BREVI)
CRISI E CARO-PREZZI, LA META’ DEGLI ITALIANI QUEST’ANNO NON PARTIRA’ E IL 53% INCOLPA LA MANCANZA DI LIQUIDITA’… LA STAGIONE SALVATA DALLE PRESENZE STRANIERE
La vacanza c’è, ma gli italiani fanno sempre più fatica a inserirla nel bilancio familiare. Si
tagliano giorni, si anticipano le prenotazioni, si cercano periodi low cost, mete più vicine o strutture meno costose. Qualcuno rinuncia, sempre più persone rateizzano o chiedono un prestito. Le presenze sulle spiagge sono concentrate nei weekend e anche in queste due settimane centrali di agosto sono gli stranieri a sostenere davvero le sorti della stagione. Ecco la fotografia di questa estate, incrociando le diverse indagini sul turismo: non solo non si parte per mancanza di liquidità, ma per far quadrare i conti si accorciano i viaggi.
In viaggio per meno giorni.
Secondo Tecnè per Federalberghi, il 48,5% degli italiani non fa vacanze durante i quattro mesi estivi e, tra chi resta a casa, il 52,8% indica la “mancanza di liquidità” come causa, seguono i motivi familiari (25,7%) e di salute (24,5%). Anche per Facile.it, 4,4 milioni di italiani non partiranno a Ferragosto per ragioni economiche. Un dato in tendenza con quello del 2025: chi non ha fatto vacanze era il 49,2% a causa della mancanza di liquidità per il 54,8%. A cambiare è la durata. La vacanza dura in media 9,8 giorni e costa 917 euro a persona, contro i 10 giorni di un anno fa e 890 euro. Nel 2024 erano 10,3 giorni e circa 86 euro.
Solo low cost e fuori tempo.
Secondo un sondaggio Udicon-Istituto Piepoli, 7 italiani su 10 ritengono che andare in vacanza oggi costi più di qualche anno fa e il 66% afferma che l’aumento del costo della vita condizioni le proprie scelte. Il 31% dichiara ferie più brevi rispetto al passato e, all’interno di questo gruppo, il 45% attribuisce il taglio alla minore disponibilità economica, il 21% all’aumento dei costi del viaggio e il 13% ai rincari degli alloggi. Anche il modo in cui si risparmia è misurabile: il 31% sceglie sistemazioni meno costose, il 27% mete più vicine, il 23% riduce ristoranti e attività, il 19% si sposta verso la bassa stagione e il 18% taglia direttamente i giorni. Un meccanismo raccontato dalle testimonianze raccolte sui social ai post di questi sondaggi. “Io vado in vacanza in periodi low cost, mi programmo prima la spesa in modo da arrivarci, e capisco che a volte anche solo poterselo permettere con un po’ di pianificazione è una fortuna”, racconta una donna. “Ormai una singola con bagno – aggiunge un altro utente – ha prezzi folli, e neanche gli ostelli scherzano. Frugando l’offerta si trova, ma molto meno di pochi anni fa”.
Rate, debiti e finanziamenti.
Poi c’è chi non taglia la vacanza, ma ne posticipa il pagamento. Nei primi cinque mesi del 2026 sono stati erogati, secondo Facile.it e Prestiti.it, circa 170 milioni di prestiti personali destinati a viaggi e vacanze, in crescita del 42% rispetto al 2019. L’importo medio richiesto è di circa 5.400 euro, splamato su 50 rate da circa 132 euro. Non tutti, però, sono disposti a indebitarsi. “I prezzi – scrive un utente – sono diventati proibitivi e già la vita quotidiana è diventata troppo cara. Non penserei mai di fare un prestito per una vacanza. Per un anno rinuncerò, racimolando faticosamente per quello dopo”.
Viva gli stranieri.
Restare in Italia, poi, non significa spendere meno. “Ho fatto tante valutazioni: è esagerato viaggiare soprattutto in Sicilia e, da siciliana, ho prenotato fuori perché mi costava meno”, racconta un’altra utente. Arrivati a Ferragosto, il presidente del sindacato italiano balneari (Sib), Antonio Capacchione, parla di una stagione “salvata dagli stranieri”. Secondo il primo bilancio del Sib, le presenze straniere sarebbero aumentate del 10% rispetto al 2025, con una crescita soprattutto dai Paesi dell’Est, Francia, Svizzera, Usa, Austria, Germania e Polonia e un boom di arrivi dalla Spagna. Per il secondo anno consecutivo, sostiene Capacchione, le presenze degli stranieri avrebbero superato quelle degli italiani che fanno registrare cali in spiaggia dal lunedì al venerdì e picchi nei weekend e nelle settimane centrali di agosto. Crescono anche gli “escursionisti”, cioè chi raggiunge una spiaggia vicino casa per la giornata senza pernottare. E solo per chi può davvero. Altroconsumo ha rilevato che una postazione con ombrellone e due lettini nelle prime quattro file costa mediamente 225
euro, il 6% in più rispetto al 2025 e il 24% in più rispetto a cinque anni fa.
(da ilfattoquotidiano.it)
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