VI RICORDATE QUANDO GIORGIA MELONI DEFINIVA LA SORELLA ARIANNA UNA “PRIVATA CITTADINA SENZA INCARICHI”? DIMENTICATELO: È IN CORSO UN TENTATIVO DI TRASFORMARE LA PRIMOGENITA DI ANNA PARATORE IN UNA POLITICA NAVIGATA
ECCO COME NASCE L’IMBARAZZANTE INTERVISTA RILASCIATA AL “CORRIERE DELLA SERA”, IN CUI ARIANNA RICORDA QUANDO “GUIDAVA IL CAMION NEI VICOLI DI ROMA” PER IL PARTITO, E RIVENDICA: “DA 30 ANNI SIAMO IN POLITICA”… L’UNICO PREGIO CHE ANCHE I COLLEGHI DI PARTITO LE RICONOSCONO È LA SOMIGLIANZA ALLA SORELLA
Come si cambia, pur di restare avvinghiati al potere. Sono lontani i tempi in cui Giorgia Meloni definiva la sorella Arianna “privata cittadina senza incarichi”
Era il 2023 e la Ducetta dei due mondi difendeva l’allora compagna di Francesco Lollobrigida dalle vignette maliziose di
Natangelo sul “Fatto quotidiano”.
Oggi, Arianna è la capa assoluta di Fratelli d’Italia e rilascia interviste (sempre ben pettinate e “accomodate”) a destra e a manca. L’ultima, imbarazzante, è uscita questa mattina sul “Corriere della Sera”, firmata dalla penna fedele di Paola Di Caro.
Un botta e risposta “cringe”, come va di moda dire tra i giovani, in cui Arianna ricorda “con un filo di nostalgia” i tempi in cui “facevamo tutto noi, da dipingere gli sfondi a spostare le sedie, a guidare un camion nei vicoli di Roma, come toccò a me… Oggi come allora l’organizzazione si regge sul lavoro volontario dei giovani militanti”.
Rivendica (“Da 30 anni siamo in politica”), loda e imbroda la sorella (“Lei è fantastica e può contare su un partito che lavora incessantemente”), e finge modestia (“Non mi interessa la prima fila. Sin da ragazzi abbiamo avuto un approccio alla politica intesa come pura militanza, il ruolo o la carica ricoperti non sono determinanti, sono funzionali al progetto. Comunque non abbiamo segretari, il presidente del partito è e resta Giorgia e non credo ci sia nessuno che voglia sfidarla, sinceramente”
Come si è passati da “Arianna è una privata cittadina” a questo orgoglio di militanza trentennale? E soprattutto, perché? La risposta è semplice: è il più classico degli spin, i messaggi politici “mediati” dalla politica.
Da Palazzo Chigi è in atto un tentativo di spostamento di “narrazione”: Giorgia non vuole che Arianna Meloni sia identificata come la “Sorella d’Italia”, ma piuttosto come politica
autonoma e indipendente. Una che si è fatta le ossa “guidando camion” per il partito, tirandosi su le maniche come volontaria e militante.
Il guaio è che Arianna ‘gna fa: l’unico pregio che tutti le riconoscono è la somiglianza, a tratti inquietante, con la sorella.
La sua voce è indistinguibile da quella di Giorgia, al punto che da giovani, leggenda vuole, facevano scherzi telefonici scambiandosi di identità. Ancora oggi Arianna imita la sorella, calca e modula la voce sul modello di Giorgia, spesso si veste con lo stesso “stile”. Ma di Ducetta, anche i “Fratelli d’Italia” sono disposti a tollerarne una sola…
(da agenzie)
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