Marzo 29th, 2013 Riccardo Fucile
UN POSTO DA DIRIGENTE NELL’AZIENDA DI FAMIGLIA, POCO PRIMA CHE L’ULIVO LO LANCIASSE ALLA PRESIDENZA DELLA PROVINCIA…DA 9 ANNI I SUOI CONTRIBUTI LI PAGA LA COLLETTIVITA’
Matteo Renzi è stato assunto come dirigente dalla società di famiglia, la Chil Srl, undici giorni prima che l’Ulivo lo candidasse a presidente della provincia nel 2004. Ieri abbiamo raccontato che grazie all’assunzione da dirigente (messo in aspettativa dopo l’elezione) da quasi 9 anni i contributi della pensione del dirigente-sindaco sono versati dalla collettività .
Oggi si scoprono nuovi particolari sulle manovre che hanno preceduto e seguito l’assunzione.
I consiglieri comunali che hanno fatto scoppiare il caso con la loro interrogazione, Francesco Torselli (Fratelli d’Italia) e Marco Semplici (Lista Galli), non sono soddisfatti della risposta del vice-sindaco di Firenze Stefania Saccardi pubblicata ieri dal Fatto.
“Oggi presenteremo una nuova interrogazione — annuncia il consigliere Torselli — per sapere a quanto ammonta esattamente la cifra pagata dalla collettività , prima dalla Provincia e ora dal Comune, per la pensione del sindaco”.
La risposta alla prima interrogazione spiegava solo che “alla società presso cui risulta dipendente in aspettativa il dottor Renzi sono erogati i contributi previsti all’art. 86 comma 3 del Testo unico sugli enti locali”, senza cifre
Il Comune di Firenze e prima la Provincia, hanno versato alla società di famiglia i contributi previdenziali per Matteo Renzi, nel rispetto del Testo Unico Enti locali che prevede il rimborso dei contributi alla società presso la quale lavora l’amministratore pubblico collocato in aspettativa non retribuita.
Quando l’assunzione è molto vicina alla candidatura però sorge il dubbio che sia motivata più dall’ottenimento del rimborso dei contributi che dalla reale necessità dell’azienda di disporre di un dirigente distratto dalla politica.
Nicola Zingaretti a Roma è finito nell’occhio del ciclone perchè è stato assunto da un Comitato legato al Pd il giorno prima dell’annuncio della sua candidatura a presidente della Provincia.
Ora si scopre che Renzi è stato assunto — non uno ma undici giorni prima dell’annuncio della sua candidatura — dalla società della sua famiglia.
Il sindaco è inquadrato dal 27 ottobre 2003 nella Eventi 6 che oggi è intestata alle sorelle Matilde e Benedetta Renzi (36 per cento a testa), alla mamma Laura Bovoli (8 per cento) e al fratello del cognato, Alessandro Conticini, 20 per cento.
Come spiega il vice-sindaco Saccardi nella sua risposta all’interrogazione: “Renzi ha avuto un contratto di collaborazione coordinata e continuativa fino al 24 ottobre 2003 presso la Chil srl. Dal 27 ottobre 2003 è stato inquadrato come dirigente”.
Ecco la cronologia degli eventi di nove anni fa, ricostruita sulla base dei documenti camerali: il 17 ottobre 2003 il “libero professionista” Matteo Renzi e la sorella Benedetta cedono le quote della Chil Srl ai genitori; il 27 ottobre 2003, dieci giorni dopo avere ceduto il suo 40 per cento, Renzi diventa dirigente della stessa Chil Srl, amministrata dalla mamma; il 7 novembre 2003, solo 11 giorni dopo l’assunzione, l’Ulivo comunica ufficialmente la candidatura del dirigente alla Provincia; il 13 giugno 2004 Renzi viene eletto presidente e di lì a poco la Chil gli concede l’aspettativa.
Da allora Provincia e Comune versano alla società di famiglia una somma pari al rimborso dei suoi contributi.
Se Renzi non avesse ceduto le sue quote nel 2004, sarebbe stata una società a lui intestata per il 40 per cento a incassare il rimborso: una situazione ancora più imbarazzante di quella attuale, con le quote intestate a sorelle e mamma.
La Chil è una società fondata da papà Tiziano che si occupa di distribuzione di giornali e di campagne pubblicitarie.
Dal 1999 al 2004 è intestata a Matteo e alla sorella. Poi, come visto, subentrano i genitori.
Nel 2006 Tizia-no Renzi vende il suo 50 per cento alle figlie Matilde e Benedetta. Chil arriva a fatturare 7 milioni di euro nel 2007. Poi cambia nome in Chil Post Srl e nell’ottobre del 2010 cede il suo ramo d’azienda a un’altra società creata dalla famiglia: la Eventi 6 Srl.
La vecchia Chil, ormai svuotata, finisce a un imprenditore genovese e fallisce. Mentre la Eventi 6 decolla dai 2,7 milioni di fatturato del 2009 ai 4 milioni di euro del 2011. Dopo il suo collocamento in aspettativa, il dirigente Matteo Renzi segue il destino del ramo d’azienda e oggi è collocato nella Eventi 6, di Rignano sull’Arno, sede storica della famiglia
Le fonti vicine a Renzi precisano: “L’indicazione della candidatura alla Provincia venne anticipata a novembre per sbloccare la candidatura del sindaco Domenici ma era condizionata all’accordo sui sindaci che si chiuse solo ad aprile. L’accostamento ad altre situazioni ben diverse è sbagliato perchè Matteo Renzi lavorava davvero in Chil da molti anni”.
Marco Lillo
(da “il Fatto Quotidiano“)
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Marzo 29th, 2013 Riccardo Fucile
L’EX NUMERO UNO DEL GRANDE ORIENTE D’ITALIA AMMETTE DI AVERE UNA VISIONE ANALOGA A QUELLA DI CASALEGGIO
Il settimanale “Panorama” parte da un interrogativo che stuzzica milioni di italiani: «Chi è
realmente Gianroberto Casaleggio? Quali segreti nasconde, l’uomo che è il vero motore del Movimento 5 Stelle?».
Il settimanale racconta dei presunti rapporti tra lo stesso Casaleggio e Giuliano Di Bernardo, ex gran maestro del Grande oriente d’Italia.
L’ex massima autorità della massoneria italiana afferma che la sua visione e quella di Casaleggio «sono molto simili».
E poi spiega: «Entrambi riteniamo che nel futuro dell’umanità scompariranno le differenziazioni ideologiche, religiose e politiche. Per me a governare sarà una comunione di illuminati, presieduta dal tiranno illuminato, per Casaleggio a condurre l’umanità sarà la Rete».
Tuttavia Di Bernardo tiene a precisare di non sapere nulla circa un’affiliazione di Casaleggio alla massoneria: «Non mi risulta che sia massone».
Ma, a sorpresa, svela di sentirsi vicino al movimento: «Io non votavo da 15 anni, ma sono tornato a farlo e ho dato la mia preferenza al Movimento 5 Stelle. E molte delle persone che conosco e che condividono la mia visione del mondo hanno fatto lo stesso. L’importante è che Casaleggio non si faccia corrompere, che non accetti il compromesso con le altre forze politiche. Il rinnovamento deve essere radicale».
Di una presunta affiliazione a non meglio precisate logge massoniche o ad altri lobby e poteri forti americani si parlò anche in occasione dell’annunciata visita all’ambasciatore Usa Italia.
Ma il 58enne, ex dirigente della Telecom, ha sempre smentito e ironizzato su queste voci. E lo ribadisce, sempre nell’articolo di Panorama, anche Davide Casaleggio, figlio di Gianroberto: «Leggo articoli fantascientifici -afferma- mi sembra che i giornalisti siano davvero poco informati».
Quindi replica anche sulle presunte fortune fatte con la gestione del sito del M5S: «Ho visto sui giornali cifre totalmente campate per aria. Chissà perchè sono convinti che guadagniamo così tanto».
Alfio Sciacca
(da “il Corriere della Sera“)
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Marzo 29th, 2013 Riccardo Fucile
IL 26 FEBBRAIO DI PIETRO AVEVA LASCIATO LA PRESIDENZA… IL 6 APRILE E’ STATO CONVOCATO L’ESECUTIVO NAZIONALE APERTO E ALLARGATO AGLI EX PARLAMENTARI
L’Italia dei Valori, il movimento politico fondato da Antonio Di Pietro, si è sciolto per dare vita a un nuovo soggetto politico, ispirato all’alleanza liberaldemocratica europea, che nascerà dopo Pasqua.
E’ quanto si legge in una comunicazione scritta, di cui l’Ansa ha preso visione, inviata ieri da Silvana Mura, responsabile legale del partito, all’esecutivo nazionale e ai livelli regionali e provinciali dell’Idv.
Il 26 febbraio scorso, dopo i deludenti risultati elettorali, Di Pietro aveva lasciato la presidenza.
”L’ufficio di presidenza del partito — scrive Mura — considera conclusa l’esperienza politica dell’attuale soggetto politico-giuridico Idv e ritiene superato anche il metodo tradizionale proposto dall’ultimo esecutivo nazionale e adottato da questo ufficio di presidenza di prevedere una nuova fase congressuale straordinaria dell’attuale soggetto Idv. Ciò premesso, dispone la convocazione per il prossimo 6 aprile dell’esecutivo nazionale dell’attuale Idv (aperto e allargato agli ex parlamentari al momento dello scioglimento delle Camere e a un’adeguata rappresentanza delle strutture territoriali) al fine di acquisire il loro parere in ordine all’opportunità di sostituire la fase congressuale avviata”.
La batosta alle urne, unita all’eclissarsi del suo leader, ha messo definitivamente fine a un’esperienza politica che per un lungo periodo si era proposta come alternativa ai partiti di maggior tradizione.
Già nello scorso autunno, all’indomani dell’inchiesta di Report sulle spese dell’ex pm con soldi provenienti da rimborsi elettorali, lo stesso Di Pietro aveva definito “mediaticamente morta” l’Italia dei Valori.
Al tempo stesso, però, aveva promesso battaglia, negando di voler abbandonare la vita politica.
Ma il partito ormai era spaccato: i principali esponenti avevano lasciato, migrando in gran parte verso altre formazioni del centrosinistra.
Di Pietro aveva tentato un timido approccio verso Grillo, venendo però sonoramente respinto dal Movimento.
E anche l’alleanza con Rivoluzione Civile di Antonio Ingroia non ha portato a nulla.
“Da Italia dei Valori nasce oggi la promozione di una ‘nuova proposta politica’ che vada oltre la stessa Italia dei Valori. Intendiamo lanciare la ‘Costituente di una nuova proposta politica’ che si realizzerà attraverso l’effettuazione di ‘Primarie costituenti aperte’ da tenersi entro il 12 maggio prossimo.
‘Sarà il nuovo ‘Organo costituente’ eletto con le Primarie a definire successivamente — si legge in una nota — la forma (partito/movimento) e lo statuto della ‘nuova proposta politica, che tuttavia già fin d’ora viene individuata nel perimetro del ‘Centro sinistra riformista’ e nell’alveo europeo dell’Alde (Alleanza dei Liberali e Democratici per l’Europa). Parliamo non a caso di ‘Primarie costituenti aperte’ poichè potranno votare tutti coloro che accetteranno di iscriversi ad un ‘Registro degli elettori delle primarie’ sottoscrivendo una Carta d’intenti, che conterrà i principi di base della ‘nuova proposta politica’.
Gli elettori delle primarie diranno anche la loro sul simbolo, scegliendo fra una serie di proposte”.
(da “il Fatto Quotidiano“)
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Marzo 29th, 2013 Riccardo Fucile
SI VOTERA’ IL 7 APRILE IN 256 SEGGI APERTI A ROMA
Alle primarie del centrosinistra potranno votare anche i sedicenni. 
Scontro continuo tra i candidati sui manifesti abusivi e battaglia interna in Sel, che invita la Azuni a fare un passo indietro anche lei per Marino, ma ottiene che l’invito viene rispedito al mittente.
E poi una lettera aperta dell’indipendente Croppi a tutti i candidati per invitarli ad un incontro e a una scelta comune ed infine l’altro indipendente Marchini che così commenta le voci che lo vorrebbero preferito da Berlusconi: “Il Cavaliere? Non lo vedo e non lo sento da dieci anni”.
La lunga giornata di schermaglie è iniziata con l’ok al voto per i teenager della coalizione Pd-Sel-Psi.
“L’apertura ai giovani” affermano i segretari romani Miccoli, Torricelli e Di Tommaso “è il riconoscimento della loro crescente emancipazione. Siamo convinti che dare la possibilità di scegliere il futuro della propria città sia necessario per rafforzare il rapporto con Roma”.
Quindi gli scontri diretti.
Sassoli attacca Marino: “Io mi sono candidato l’8 di ottobre. Se qualcuno mi avesse detto pochi giorni fa di candidarmi a sindaco di Roma non lo avrei fatto perchè Roma non può meritare questa fretta”.
Gentiloni contro Sassoli: “Siamo stupiti e amareggiati nel dover riscontare come Roma sia tappezzata di manifesti abusivi di Sassoli”, afferma il suo portavoce Funiciello,
“È una condotta disdicevole, che trasgredisce le norme di legge e l’intero nostro Codice Etico”.
E Marino rincara la dose: “Noi non imbratteremo Roma. In questa fase non spenderemo neanche un euro per i manifesti. Oggi la città è tappezzata di manifesti abusivi. Io Roma la amo davvero, non solo a parole”.
Il Comitato Sassoli: “Visti i manifesti fuori posto, ne chiederemo conto”.
Passiamo alla guerra interna a Sel.
“Ieri l’assemblea provinciale ha deciso il sostegno a Ignazio Marino” annuncia Torricelli “Abbiamo rivolto a Gemma Azuni l’invito a ritirarsi per Marino”.
Ma lei su twitter risponde picche: “Nessun ritiro per convergere su @ignaziomarino. Scriverò a Vendola”.
E sempre Sel intima a Sassoli di prendere le distanze da Potito Salatto, di Fli, che aveva dichiarato di sostenerlo e che ieri a Ferrara ha manifestato con i poliziotti sotto l’ufficio della mamma di Federico Aldrovandi, ucciso da quattro agenti.
Infine Croppi, (“Alemanno non arriverà al ballottaggio”) invierà oggi una lettera aperta a tutti i candidati: “Chiedo a chi ha deciso di candidarsi alle primarie del centrosinistra o chi, come Marchini e Medici, ha come me scelto un profilo indipendente e civico, di ragionare insieme”.
In ultimo gli schieramenti tra i consiglieri del Pd sulle primarie.
Sassoli dovrebbe avere l’appoggio di almeno 8 su 16, guidati dal capogruppo Marroni. In riflessione i “popolari” Coratti, Policastro e Zambelli, ma forse per Gentiloni, come De Luca.
Per Marino invece i “bettiniani” Valeriani e Masini, con l’incognita della Cirinnà , polemica sul tema vivisezione.
Il confronto tra i sei candidati alle primarie dei centrosinistra si terrà il 4 aprile alle 13 su YouDem Tv e sarà visibile anche in streaming.
(da “La Repubblica”)
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