Marzo 20th, 2013 Riccardo Fucile
INIZIA LA DUE GIORNI DI CONSULTAZIONI PER VERIFICARE SE ESISTE UNA MAGGIORANZA POSSIBILE
Da oggi la partita del prossimo governo, se mai ci sarà , è tutta nelle mani di Giorgio Napolitano,
che apre la due giorni di consultazioni al Quirinale.
Per lui, le ultime del settennato. E le più complicate, condite dallo storico incontro, domani mattina, con Beppe Grillo, il leader del M5S che in passato ha definito il capo dello Stato “Morfeo” e “salma”.
A salire lo scalone che porta allo studio di Napolitano stamattina saranno prima i presidenti delle Camere Grasso e Boldrini, poi le delegazioni dei gruppi parlamentari: oggi i partiti più piccoli, domani le forze maggiori.
Il centrodestra si presenterà con una delegazione unica composta da Pdl e Lega, anche per smentire le voci di divisioni.
A chiudere la sfilata, domani pomeriggio, sarà il Pd, il partito che rivendica per sè l’incarico.
Napolitano è consapevole delle difficoltà . Grillo dirà a Napolitano che non ha la minima intenzione di farsi coinvolgere nella formazione del governo: quelli delle cinque stelle sono disponibili a votare i provvedimenti di loro gradimento, volta per volta, e niente di più.
Ma Bersani, che dice di avere “grandissima fiducia” nel capo dello Stato, non si dà per vinto: sull’onda del colpo messo a segno con l’elezione dei nuovi presidenti delle Camere, chiederà comunque a Napolitano di affidargli l’incarico, come leader della coalizione che ha la maggioranza assoluta alla Camera e la maggioranza relativa al Senato.
A quanto pare Napolitano vorrebbe affidare non un semplice mandato esplorativo per sondare le forze politiche, ma un mandato vero e proprio, dopo aver fatto anche un check dei numeri.
L’importante, per il Colle, è che si arrivi rapidamente a una soluzione e che il Paese non venga lasciato nell’incertezza.
La strada, come tutti ripetono da giorni, è stretta. E ad angosciare Napolitano è soprattutto l’incubo del voto a fine giugno, in caso di fallimento di Bersani e dopo aver constatato l’impossibilità di far nascere un governo del presidente con Pd e Pdl. Lo scenario peggiore da lasciare al suo successore al Quirinale, che sarà eletto a partire da metà aprile.
E dopo il salvacondotto “rilasciato” a B. dopo la marcia dei parlamentari del Pdl sul tribunale di Milano, per il centrodestra la rielezione a tempo di Napolitano sarebbe la soluzione migliore.
Scenari che il Colle ha già rigettato ma che potrebbero rispuntare nelle due giornate di consultazioni.
Il primo giorno, oggi, si concluderà con la delegazione dei centristi di Scelta civica. Un faccia a faccia che segue il duro scontro tra Napolitano e Monti di venerdì scorso, quando il Colle ha bloccato la candidatura del premier a presidente del Senato.
Pietro Grasso, nuova guida di Palazzo Madama, sarà invece il primo a salire oggi al Quirinale.
Grasso è un altro potenziale premier, in caso di fallimento di Bersani.
(da “Il Fatto Quotidiano“)
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Marzo 20th, 2013 Riccardo Fucile
AL VIA UNO STUDIO A MONTECITORIO PER TAGLIARE ALTRE SPESE E DESTINARE I RISPARMI ALLA RICERCA…IL SEGNALE CHE IL CENTRODESTRA NON HA MAI SAPUTO DARE
Da subito un taglio degli stipendi del 30 per cento, ma con l’obiettivo di raggiungere il 50.
Inizia così la legislatura dei presidenti del Senato e della Camera Piero Grasso e Laura Boldrini che hanno annunciato le novità alla prima riunione delle conferenze dei presidenti dei gruppi.
Ma Grasso e Boldrini hanno anche annunciato di voler proporre nelle prossime riunioni l’aumento della “produttività ”: in sostanza far passare la quantità di lavoro di deputati e senatori da 48 a 96 ore settimanali e per 5 giorni su 7.
Provvedimenti che fanno dire allo stesso Grasso, in risposta a Beppe Grillo, che lui e la presidente di Montecitorio non sono “una foglia di fico”: “Siamo delle querce”. “Penso che cinque anni saranno pochi, se potessero fare qualche legge per prolungare il nostro mandato, per noi andrebbe bene — ha risposto Grasso durante Ballarò, su Raitre – Siamo partiti bene, speriamo di andare avanti”, ha aggiunto.
La Boldrini ha proseguito di sentire il dovere di “essere ottimisti: questa cosa — ha detto parlando del progetto dei tagli ai costi della politica — avrà senso se riusciremo a metterla in atto: non credo che il paese possa permettersi di tornare subito alle elezioni”.
Durante la riunione dei capigruppo i presidenti delle Camere hanno annunciato che proporranno la trasformazione di tutti i rimborsi forfettari in “rimborsi a piè di lista, in modo che ogni singola erogazione sia giustificata in relazione alle finalità istituzionali”.
Allo stesso tempo sarà proposto il rafforzamento delle garanzie per gli assistenti dei parlamentari, con contratti di lavoro subordinato a tempo determinato.
Poi la trasparenza: “Nell’ottica della trasparenza verranno pubblicati sui siti internet delle rispettive amministrazioni i dati di tutte le consulenze — si legge in una nota congiunta — Sarà poi chiesto ai dipendenti delle Camere, in servizio e in pensione, di usare la stessa sensibilità e disponibilità , dando concreti segnali di contenimento dei costi: un tema che sarà presto oggetto di dialogo con i sindacati”.
Tutti i gruppi hanno dato il consenso al taglio delle indennità dei due presidenti. Grasso e Boldrini hanno detto di “aver voluto dare subito un segnale” e hanno annunciato che analoga sforbiciata del 30 per cento sarà proposta “per i titolari delle altre cariche interne in tema di indennità di ufficio e di altre attribuzioni attualmente previste, alcune delle quali potrebbero essere del tutto soppresse, quali ad esempio i fondi per spese di rappresentanza”.
La Conferenza dei capigruppo della Camera, nella sua prima riunione della legislatura, ha anche deciso di avviare uno studio per giungere ad una riduzione dei costi di Montecitorio, e una revisione del Regolamento.
La novità consiste nel fatto che i risparmi avrebbero una destinazione precisa, che verrà decisa successivamente. Boldrini avrebbe proposto la ricerca.
Eletti i nuovi capigruppo: il Pdl sceglie Brunetta e Schifani
Il Pdl ha scelto con un voto per acclamazione Renato Schifani al Senato e Renato Brunetta alla Camera, entrambi proposti ieri da Silvio Berlusconi.
Liscia è andata anche l’elezione dei due presidenti della Lega, Massimo Bitonci a Palazzo Madama e Giancarlo Giorgetti a Montecitorio, così come quella di Gennaro Migliore alla guida dei deputati di Sel (i senatori del partito di Vendola sono solo 7 ed entrano nel Gruppo Misto di cui però assumono la presidenza con Loredana De Petris).
Il Movimento cinque stelle già nei giorni scorsi aveva scelto i propri presidenti, vale a dire Vito Crimi in Senato e Roberta Lombardi alla Camera.
Più vivaci sono state le cose in casa Pd. In Senato
Luigi Zanda aveva raccolto 75 firme a sostegno della propria candidatura e l’elezione è avvenuta poi per acclamazione.
Alla Camera il segretario Pier Luigi Bersani ha proposto il giovane Roberto Speranza, 34 anni,“un giovane di lungo corso”.
Ma contro l’elezione per acclamazione si è alzato Luigi Bobba che ha chiesto il voto nel segreto dell’urna, secondo lo Statuto del gruppo.
E qui si sono registrati 200 consensi sui 284 votanti.
Analogo l’andamento in Scelta Civica. Il capogruppo al Senato, Mario Mauro (ex Pdl), è stato eletto all’unanimità , mentre al Senato il Lorenzo Dellai (ex Pd) ha prevalso con 30 voti su 45, con l’ala che fa capo a Italia Futura che gli preferiva Andrea Romano.
La maretta ha portato pure ad una sospensione della riunione prima della conclusione positiva.
(da “il Fatto Quotidiano”)
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Marzo 20th, 2013 Riccardo Fucile
“LIMITARE LA LIBERTA’ DELL’AMBASCIATORE E’ UNA VIOLAZIONE DEL DIRITTO INTERNAZIONALE”… LA GHANDI SI VERGOGNI D ATTACCARE L’ITALIA: PENSI PIUTTOSTO A IMPEDIRE CHE RAGAZZINE DI 12 ANNI VENGANO OGNI GIORNO STUPRATE NEL SUO “CIVILE” PAESE
E’ ancora alta la tensione in India per la vicenda legata al mancato rientro dei due marò,
Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, e alla decisione di New Delhi di vietare all’ambasciatore italiano Daniele Mancini di lasciare il paese.
Al botta e risposta tra i due paesi si aggiunge anche l’Unione europea secondo cui la decisione dell’India di limitare la libertà dell’ambasciatore italiano è una chiara violazione alla Convenzione di Vienna.
”Ogni limitazione della libertà di movimento del diplomatico sarebbe contraria agli obblighi previsti dalla Convenzione di Vienna” si legge in una nota della rappresentante per la politica estera europea, Catherine Ashton, che si dice anche “preoccupata” per le ordinanze della Corte indiana.
Il ministro degli esteri europei “ricorda che la Convenzione di Vienna del 1961 sulle relazioni diplomatiche è la pietra angolare dell’ordine legale internazionale e che deve essere rispettata in ogni momento”.
E conclude reiterando quanto i suoi portavoce hanno già affermato: “L’Alta rappresentante continua a sperare che una soluzione reciprocamente accettabile possa essere trovata attraverso il dialogo e nel rispetto delle norme internazionali, e incoraggia entrambe le parti a esplorare tutte le vie per raggiungere questo risultato”.
La presidente del Partito del congresso, Sonia Gandhi, si inserisce nella disputa definendo la decisione di non far ritornare i marò “completamente inaccettabile” e sottolineando che l’India “deve fare tutto quello che è nelle sue possibilità per riportarli indietro”.
Peccato che la Ghandi si sia dimenticata che il suo “civile” Paese ha violato le norme internazionali fin da subito, quando era evidente che, essendo il fatto avvenuto in acque territoriali internazionali, come ormai ammesso anche dal governo indiano, la giurisdizione non fosse di sua competenza.
Il governo italiano ha pazientato fin troppo nel sopportare l’arroganza di un Paese che non sa tutelare neanche la sicurezza dele navi mercantili straniere dall’attacco di bande di pirati e dove il caso maro’ è stato solo un pretesto per regolare faide politiche interne.
E prima di parlare di “disgusto” verso l’atteggiamento italiano, pensi da donna a tutelare le decine di ragazzine indiane anche dodicenni che ogni giorno vengono violentate nel suo “civile Paese” senza che il suo civile governo faccia un cazzo.
Non basta portare indegnamente un cognome illustre per meritare rispetto.
E prima di parlare dell’Italia si sciacqui la bocca: almeno qua l’acqua potabile per poterlo fare l’abbiamo garantita anche ai poveri.
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Marzo 20th, 2013 Riccardo Fucile
AL PARTITO DI MARONI NON CONVIENE TORNARE ALLE URNE E VUOLE TRATTARE SUL QUIRINALE
“Qui c’è un governo forte e stabile, abbiamo bisogno di un governo forte e stabile anche a Roma”. La Lega ne ha disperato bisogno. E Roberto Maroni non ne fa mistero.
Tornare alle urne significherebbe allontanarsi dalla Regione Lombardia e partire per una campagna elettorale potenzialmente disastrosa.
Ma un governo lo vuole anche Pier Luigi Bersani, che ormai da giorni sta mandando segnali e pontieri verso il Carroccio per capire se esiste un margine di trattativa.
Del resto i conti sono presto fatti: Pd-Sel-autonomie hanno 123 senatori, Scelta civica 19 (con Mario Monti 20) e la Lega 17. Totale 160.
Due più della maggioranza degli eletti, esattamente il numero di consensi richiesti dal Capo dello Stato per ottenere un mandato pieno.
Bersani ha riguardato quei conti molte volte, è fiducioso: “Sono pochi quelli che vogliono veramente andare a votare. La Lega, per esempio, ha bisogno di tempo”.
Certo, un governo con il Carroccio non lo entusiasma, ma è meglio di un governissimo con il Pdl, e comunque deve cedere su qualche fronte.
Inoltre il partito di Maroni potrebbe dare solo il via all’operazione votando la fiducia e in seguito un appoggio esterno su temi specifici.
Così come Bersani spera che a quel punto possano fare i 5 stelle.
Ma come può la Lega appoggiare il Pd senza rischiare il crollo delle giunte del Nord?
“Il dialogo con il Bersani, che stimo, non è affatto chiuso, ma per discutere un accordo sul prossimo governo dobbiamo discutere anche della scelta del Presidente della Repubblica” dice Roberto Calderoli.
E se serve a riaprire i giochi sul Quirinale, Berlusconi non può che avere tutto l’interesse a far partire un governo del genere.
Certo, c’è un altro scoglio, quello della convivenza con Mario Monti, a cui la Lega ha fatto dura opposizione per un anno.
Ma come ripeteva sabato al Senato Giulio Tremonti a chiunque incontrasse “dopo due anni ad occuparci solo di economia, ora sono due mesi che non ce ne occupiamo. Prevedo grandi cambiamenti”.
Perchè i mercati stanno a guardare e fino ad oggi in Europa sono tutti convinti che alla fine un accordo in Italia si troverà .
In caso contrario lo scenario potrebbe mutare radicalmente e Monti riprendere quota anche oltre il ruolo di ministro dell’Economia, massimo a cui potrebbe aspirare in un governo Pd-Sel-Monti-Lega.
Angelino Alfano per ora smentisce l’ipotesi di perdere l’alleato più fedele: “I rapporti sono solidi e l’idea è quella di condividere tutte le scelte e siamo convinti che proprio l’esito dell’elezione del nuovo presidente del Senato con 137 voti, certifichi l’assenza di una maggioranza di sinistra al Senato”.
Per la Lega un governo con Pd e Pdl senza Monti sarebbe la soluzione migliore.
Ma le trattative sono avanzate su più tavoli per non perdere l’occasione.
Lo dimostra l’apertura di uno dei “giovani turchi” del Pd, Stefano Fassina: “La Lega sa che Bersani ha una cultura autonomista non improvvisata ed è un interlocutore affidabile, ci può essere attenzione reciproca” ha dichiarato all’Avvenire.
Fino alla settimana scorsa l’interlocutore non poteva che essere Grillo.
Ora lo scenario è cambiato e le convenienze sono reciproche: serve a tutti un governo stabile a Roma.
A qualcuno disperatamente.
(da “Il Fatto Quotidiano“)
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Marzo 20th, 2013 Riccardo Fucile
RAPPORTO OASI-FIASO: WELFARE SEMPRE PIU’ IN DIFFICOLTA’
Una sanità pubblica che, a forza di nuovi ticket, è diventata sempre più cara e una sempre più
spiccata tendenza dei cittadini a rivolgersi al privato per prestazioni specialistiche e diagnostiche.
Il Rapporto Oasi 2012 della Bocconi, presentato oggi dalla Fiaso, la federazione delle Asl italiane, racconta di un welfare sempre più in difficoltà dal punto di vista economico.
Aumentano le tasse sui farmaci.
Le tasse sui farmaci, secondo la ricerca, nel 2012 sono aumentate del 40% rispetto all’anno precedente.
La causa è l’introduzione di nuovi ticket o l’aumento di quelli già esistenti.
Ma questa forma di compartecipazione alla spesa influisce anche su visite specialistiche ed esami, che nel servizio pubblico diventano sempre più cari per i non esenti.
Così il 55% degli assistiti, sempre secondo il lavoro della Bocconi, si paga da solo queste prestazioni, rivolgendosi al privato, che in molti casi ha tariffe concorrenziali a quelle di Asl e ospedali.
Spendere serve anche a evitare le liste di attesa, che nel pubbliche sono piuttosto lunghe.
La spesa per la sanità privata nel nostro paese si attesta intorno ai 30 miliardi di euro.
Eppure si potrebbe risparmiare.
“Nella sanità si può risparmiare eliminando gli sprechi senza ridurre l’offerta di salute”, scrivono da Fiaso, sottolineando che in termini pro-capite o in rapporto al Pil, la spesa sanitaria italiana resta la più bassa d’Europa e da qui al 2015 dovrà affrontare una cura dimagrante da oltre 30 miliardi per effetto delle ultime manovre.
E i tagli rischiano di ridurre l’offerta di servizi alle persone.
Non si tratta solo di prestazioni sanitarie, ma anche sociali.
Si stima infatti che in Italia lavorino ormai 774mila badanti, che sono, per avere un termine di paragone, più dei dipendenti di Asl e ospedali (in tutto 646mila).
Le tasse.
Ma i soldi necessari a finanziare la sanità , oltre che dai ticket, vengono raccolti dalle Regioni anche con le tasse.
Del resto all’assistenza ai cittadini è destinato circa l’80% del bilancio delle amministrazioni locali.
“Maggiorazioni delle addizionali Irpef, aumento delle aliquote Irpef, rincari del bollo auto e cartolarizzazione dei debiti sono gli strumenti, singoli o associati, ai quali hanno fatto ricorso quasi tutte le Regioni, ad eccezione di Valle d’Aosta, Friuli, Trento e Bolzano, Basilicata e Sardegna, mentre Marche, Abruzzo, Molise e Campania hanno messo mano a tutte le leve fiscali consentite dalla legge”, spiegano sempre dalla Fiaso. E senza aumenti di tasse locali, come dicono i dati del Ministero della salute, già nel 2011 i bilanci sanitari di ben 16 regioni sarebbero finiti rosso.
In due anni i tributi locali sono aumentati di 5 miliardi.
Le Regioni.
Nel rapporto Oasi c’è anche una sezione dedicata a come i cittadini considerano i loro sistemi sanitari regionali.
Nel Centro-Sud oramai la maggioranza delle persone (62,2%) considera inadeguati i servizi offerti dal ssn (53,5% al Centro, 15,6 nel nord-est, 25,3 nel nord ovest).
“Il sistema sanitario rischia di collassare per eccesso di rigore finanziario – dice il presidente Fiaso Valerio Fabio Alberti – Una preoccupazione espressa da tutti i Ministri della salute europei che a Dublino nei giorni scorsi hanno richiesto alla Commissione UE di compiere un passo deciso verso l’attribuzione delle competenze sul finanziamento dei sistemi agli stessi dicasteri sanitari anzichè a quelli economici. Una richiesta pienamente condivisibile, tanto più se accompagnata dall’esclusione dal calcolo dei deficit nazionali degli investimenti in salute che generano crescita economica a medio e lungo termine. Nel frattempo – prosegue- sarà bene che in Italia si rafforzino politiche di maggiore integrazione socio-sanitaria, che la crisi rende ineludibili”.
Michele Bocci
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Marzo 20th, 2013 Riccardo Fucile
IN GERMANIA IL 76%, IN INGHILTERRA IL 25%: I BAMBINI ITALIANI INVECE SONO SEMPRE SCORTATI DAGLI ADULTI…SECONDO ESPERTI E PEDIATRI E’ MOLTO NEGATIVO
I bambini italiani sono sempre meno autonomi.
A scuola vanno accompagnati da un adulto, tra l’altro più con l’ automobile che con i mezzi pubblici.
Solo l’8% torna a casa da solo , a fronte del 25% dei coetanei inglesi e del 76% dei tedeschi. L’autonomia di spostamento dei bambini italiani, già molto limitata, si è ulteriormente ridotta negli ultimi anni e secondo gli esperti con ricadute negative sia sul benessere sia sullo sviluppo psico-fisico.
A rilevarlo è una ricerca del Cnr promossa dal Policy Studies Institute di Londra che ha visto il coinvolgimento dell’Italia, della Germania e di altri 15 Paesi del mondo.
«L’autonomia di spostamento dei bambini è passata dall’11% nel 2002 al 7% nel 2010, mentre l’autonomia dei bambini inglesi è al 41% e quella dei tedeschi al 40%», spiega Antonella Prisco, ricercatrice dell’Istituto di scienze e tecnologie della cognizione del Consiglio nazionale delle ricerche (Istc-Cnr).
«Il tragitto di ritorno, soltanto l’8% dei bambini italiani lo compie da solo, a fronte del 25% dei coetanei inglesi e del 76% dei tedeschi – aggiunge – Il divario di autonomia con gli altri paesi sul percorso casa-scuola permane ampio anche per i ragazzi delle medie inferiori: il 34% degli italiani, contro il 68% dei tedeschi e il 78% degli inglesi».
In Italia risulta estremamente basso anche l’uso del mezzo pubblico. «Mentre per i bambini non ci sono differenze tra Italia e Inghilterra, 3% per entrambi i Paesi, in Germania la percentuale sale all’8» è detto nella ricerca.
Maggiori differenze si hanno invece per la scuola secondaria, dove l’Italia resta ferma al 3%, l’Inghilterra passa al 25% e la Germania arriva addirittura al 64%, «probabilmente – spiegano i ricercatori – per l’efficienza dei servizi pubblici, ma forse anche per maggiore fiducia dei genitori”.
I maschi italiani, infine, sono più autonomi delle femmine, indipendentemente dall’età .
La ricerca si conclude rilevando come «la possibilità di muoversi in autonomia da parte dei bambini permette l’esperienza fondamentale del gioco, aiuta a prevenire sovrappeso e obesità , ad acquisire maggiore sicurezza, autostima e capacità di interagire, rafforza i legami con le persone che abitano nel proprio quartiere e sviluppa un senso di identità e responsabilità , riducendo i sentimenti di solitudine durante l’adolescenza».
E, se è per alcuni versi comprensibile l’apprensione dei genitori che, specie nelle grandi città , temono che i figli possano diventare vittime del traffico o di malintenzionati, va detto che non è tutta responsabilità loro: molte scuole non permettono ai bambini di uscire se non sono in compagnia di un adulto.
Qualche settimana fa sulla rivista di pediatria Uppa, Un pediatra per amico, si leggeva di «Troppi bambini agli arresti domiciliari»:
«Negli anni ’70 – ha scritto Francesco Tonucci – i bambini dai 6 agli 11 anni che si muovevano autonomamente sul percorso casa—scuola erano il 90%, negli anni ’90 erano solo il 10% (…); Possiamo dire che oggi, praticamente, nessun bambino che abbia meno di 10 anni esce più da solo di casa. Questo cambiamento produce una serie di conseguenze gravi sul piano psicologico, cognitivo, sociale e fisico, tanto da poterlo considerare uno dei fenomeni più importanti e preoccupanti che riguardano la condizione infantile del nostro tempo». In pratica, «troppi bambini vivono ormai la loro infanzia chiusi tra quattro mura, senza fare la minima esperienza di autonomia, si spostano esclusivamente in macchina e sono scortati perennemente dagli adulti, non corrono mai il minimo rischio e arrivano all’adolescenza inesperti e irresponsabili».
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Marzo 20th, 2013 Riccardo Fucile
QUEI PICCOLI GRANDI SEGNI D’INIZIO PONTIFICATO DEL VESCOVO DI ROMA
Qual è il potere del Papa? Di quale potere si tratta? 
Si tratta del potere «del servizio».
In pochi giorni di pontificato, e con la messa per l’inizio ufficiale del suo servizio, Francesco ha già dato segnali precisi e importanti sul futuro.
Nella Casa Santa Marta il nuovo Papa si è trattenuto in un lungo e cordiale colloquio con il patriarca di Costantinopoli Bartolomeo I.
Fino ad ora, nei suoi discorsi e interventi, Papa Bergoglio non ha mai definito se stesso Papa o Sommo Pontefice, ma sempre vescovo di Roma.
In questa scelta è contenuto un messaggio preciso, sia nel senso della collegialità episcopale, sia nel senso dell’ecumenismo.
Un Papa che considera come principale sua missione quella di fare il vescovo di Roma, e per questo «presiedere alla carità », è un forte segnale verso i «fratelli separati» dell’Oriente.
Gli accenni e gli accenti sulla tenerezza, sui quali ha insistito il nuovo Papa nell’omelia della messa di stamani tratteggiando un ritratto di San Giuseppe, non devono trarre in inganno.
Bergoglio è un uomo semplice, che parla della tenerezza e della misericordia di Dio, che vuole una Chiesa di «prossimità », capace di piegarsi sulle miserie dell’uomo, di andare incontro agli uomini e alle donne.
Ma proprio questo suo essere se stesso, non va scambiato con debolezza.
«Ecclesia semper reformanda», la Chiesa sempre si riforma, e l’esempio di Francesco, prima ancora di qualunque sua decisione di cambiamenti, può già mettere in atto un processo di auto-riforma.
Se il Papa fa così, se si comporta così, questo invita e richiama tutti nella Chiesa a seguirlo.
Il popolo dei fedeli ha davanti agli occhi quello stile episcopale e guarderà ai propri pastori, sperando di vedere riflessa quella sobrietà .
Andrea Tornielli
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Marzo 20th, 2013 Riccardo Fucile
LA DECISIONE “PER EVITARE STRUMENTALIZZAZIONI SU FAVORI E PRIVILEGI RISERVATI AI PARLAMENTARI”
Stop alle tessere omaggio per gli stadio, status symbol di generazioni di politici.
Non lo ha deciso Beppe Grillo, ma il Comitato olimpico italiano che dopo decenni ha scelto di porre fine ad un sistema consolidato.
Senza tanti giri di parole, con un comunicato quasi duro nella sua essenzialità , il Coni ha informato che per «evitare strumentalizzazioni su favori e privilegi riservati ai parlamentari, ha deciso di non rilasciare più la concessione della tessera riservata ad onorevoli e senatori per l’accesso alle manifestazioni sportive sul territorio nazionale».
Il colpo di scure su una delle rendite forse più ambite da parte dei politici, che consentiva un’ampia visibilità oltre a saziare gli eventuali appetiti del politico-tifoso, di calcio soprattutto, è giunto con grande tempismo ad appena tre giorni dall’insediamento del nuovo Parlamento.
Il Coni di Giovanni Malago’, anche lui fresco di nomina alla presidenza, ha voluto dare un segnale, almeno per quanto riguarda le manifestazioni da lui patrocinate.
Il `taglio’ riguarda indistintamente tutti i parlamentari, ma ci sono delle eccezioni: la senatrice del Pd Josefa Idem e i deputati-schermidori Valentina Vezzali (Scelta civica) e Marco Marin (Pdl). In quanto campioni olimpici hanno diritto ad entrare sempre in tutti gli impianti.
Tre su 950 si salvano, e gli altri?
A quelli interessati, non resterà che mugugnare, o rivolgersi alle società per ottenere biglietti omaggio – ma non sono poche quelle che stanno cambiando “politica” -, oppure pagare il biglietto.
Uno storico frequentatore degli stadi italiani come Ignazio La Russa non si scompone «La tessera non l’ho mai usata; al Meazza dove seguo l’Inter consente l’accesso ma non un posto in tribuna», dice -, ma accoglie con ironia la scelta del Coni: «Non credo davvero che con questa decisione si aggiusteranno i conti dello Stato. Mi sembra una iniziativa che segue i tempi – sostiene -, che il Coni abbia voluto prendersi una medaglietta. Non dico che bloccare le tessere sia sbagliato, ma cambierà poco».
Plaude invece all’iniziativa un presidente di calcio che spesso con il Coni non è stato tenero, Claudio Lotito: «È un segnale giusto e in controtendenza con il sistema dei privilegi», afferma, da precursore nella lotta al biglietto omaggio per lo stadio. «In un momento in cui il Paese versa in condizioni economiche precarie, è una scelta etica, dato che i cittadini si aspettano pari dignità e trattamento, e in linea con i valori dello sport».
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Marzo 19th, 2013 Riccardo Fucile
PER VICEPRESIDENZE E QUESTORI I GRILLINI ASPETTANO IL CONSENSO DELLE ALTRE FORZE POLITICHE, MA ESCLUDONO SOLUZIONI CONDIVISE… BERSANI HA BUON GIOCO A COMMENTARE: “POSIZIONI CURIOSA”
“Ora che siamo stati eletti al Parlamento, vogliamo essere presenti nelle Commissioni
bicamerali, nelle giunte e negli uffici di presidenza di Camera e Senato”.
Il Movimento 5 Stelle mette da parte le beghe interne del caso Grasso e guarda avanti, confermando che “vogliamo partecipare alle decisioni che si prendono al chiuso delle stanze dei bottoni, per rispetto della volontà popolare che ci ha scelto”.
“Dopo la nomina della presidente della Camera Laura Boldrini siamo a una prima giornata cruciale”, spiega la presidente in pectore dei deputati del M5S Roberta Lombardi in un post ospitato dal blog di Beppe Grillo.
“Alle 18, a Montecitorio – ricorda – ci sarà la prima conferenza dei Capigruppo: si parlerà della composizione dell’Ufficio di Presidenza che verrà votato in aula giovedì, decidere le nomine dei suoi vicepresidenti e soprattutto scegliere i questori: veri e propri controllori – sottolinea – dei conti alla Camera”.
“Noi cittadini del Movimento 5 Stelle presenteremo i nostri candidati per tutti questi ruoli perchè – ribadisce – vogliamo essere protagonisti del rinnovamento che abbiamo promesso in campagna elettorale”.
La Lombardi quindi aggiunge: “E’ arrivato il momento di dare dimensione alle preoccupazioni di Lamberto Dini e Beppe Pisanu. E’ giunta l’ora di ‘rendicontare le caramelle’ e, dunque di portare le istanze di quel 25 e passa per cento di elettori che ha votato il Movimento 5 stelle”.
Il leader 5 Stelle si riferisce a una conversazione tra i due esponenti politici riportata il 14 marzo da la Repubblica, nella quale Dini e Pisanu esprimevano preoccupazione sulla presenza dei parlamentari dei 5S all’Antimafia o al Copasir.
Posizioni ribadite poi dalla Lombardi nel corso di una anomala conferenza stampa (le domande dei giornalisti non erano consentite).
“Vogliamo il riconoscimento del nostro ruolo, non vogliamo poltrone e noi non faremo accordi con i partiti – ha detto – La responsabilità di lasciarci fuori nel caso se la prenderanno loro”, ha detto.
Le rivendicazioni del M5S, che pretende di essere votato per le cariche isttuzionali in virtù del consenso raccolto alle elezioni, ma si rifiuta di votare chicchessia, hanno fatto sorridere il segretario del Pd Pierluigi Bersani.
“Curiosa posizione…”, ha detto commentato il leader democratico. “Ma noi siamo gente di buona volontà . Vedremo”, ha aggiunto.
Alle parole di Bersani, ha fatto eco il neo presidente dei senatori del Pd Luigi Zanda: “Non concediamo nulla, tutte le forze politiche devono essere rappresentate”.
(da “La Repubblica”)
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