Settembre 14th, 2023 Riccardo Fucile
LA PROTESTA MONTA SOPRATTUTTO IN VENETO, NEL FORTINO DEL GOVERNATORE LUCA ZAIA: “È UN’ERESIA CHE CERTA GENTE VADA SUL SACRO PRATONE”… PROPRIO IN VENETO E’ IN CORSO UNA DIASPORA DI LEGHISTI: DALLE FILA DEL “DOGE” ZAIA STANNO PASSANDO A QUELLE DI TOSI
La presenza di Marine Le Pen sul palco di Pontida ha già spaccato la maggioranza di governo. Ma riapre pure le ferite leghiste. Soprattutto nel Veneto
Nelle chat il banner con le foto affiancate di Matteo Salvini e di madame Le Pen e la scritta «Vi aspettano a Pontida» sta facendo surriscaldare gli animi. «Ci ha dato molto fastidio» ammette a denti stretti un dirigente di primo piano, «ma come si permettono di far dire a quella signora che ci aspetta a casa nostra?».
«Siamo alla fascistizzazione del partito» tuona dalle pagine dei quotidiani veneti Franco Rocchetta, fondatore della Liga e organizzatore insieme a Umberto Bossi del primo raduno nel 1990. «È un’eresia che certa gente vada sul sacro pratone, e non parlo solo della Le Pen» protesta Fabrizio Boron, consigliere regionale cacciato alla vigilia del congresso «nazionale» di giugno.
«L’unico lato positivo della mia espulsione è che Salvini mi ha tolto l’imbarazzo di andare a Pontida» conclude. La pensa allo stesso modo Marzio Favero, ex sindaco di Montebelluna che ancora siede sui banchi del Carroccio a palazzo Ferro Fini.
«Le posizioni centraliste della Le Pen sono quanto di più lontano dall’approccio federalista che sta alla genesi della Lega» spiega Favero, soprannominato «il filosofo» per la materia che insegna alle scuole superiori. La lingua se la morde, invece, l’eurodeputato Gianantonio Da Re, che comunque a Pontida ci sarà: «Come la penso lo sapete. È meglio che stia zitto».
In questo caso, poi, più delle voci critiche fanno rumore gli imbarazzi e i silenzi. «Io andrò a Pontida per incontrare la base e i militanti. Indipendentemente da chi salirà sul palco» prova come sempre a dribblare le polemiche Luca Zaia. La rivolta contro la presenza della leader nazionalista francese nel luogo simbolo del leghismo, in realtà, nasconde anche molto altro. «Sono anni che siamo alleati ma la sensazione è che si voglia strumentalizzare questo passaggio per dare fuoco alle polveri». Il riferimento è a ciò che sta accadendo in Regione.
Dato per scontato che difficilmente Giorgia Meloni concederà ai governatori un «terzo mandato», infatti, e nel timore di finire all’angolo in una sfida per la candidatura fra il ministro Adolfo Urso per Fdi e il coordinatore regionale Flavio Tosi per Forza Italia, alcuni esponenti di peso stanno abbandonando la Lega. Gianluca Forcolin, vice di Zaia nella passata legislatura, e Massimiliano Barison, assessore regionale e sindaco di Albignasego, sono già passati con Tosi
Lo stesso hanno fatto l’ex senatore di Treviso Gianpaolo Vallardi e l’ex assessore padovano Alain Luciani. Presto potrebbero seguirlo anche il consigliere Boron, ma soprattutto tre dei sei assessori leghisti della giunta attuale.
«Che futuro può avere un partito che rischia di restare al governo a Roma con Fdi e Forza Italia ma all’opposizione a Bruxelles alleato di Le Pen e Afd? Come ce lo spiegheranno i vari Zaia e Giorgetti?» è il ragionamento che qualcuno comincia a fare.
(da “la Stampa”)
argomento: Politica | Commenta »
Settembre 14th, 2023 Riccardo Fucile
SOLO NELL’ULTIMO ANNO, LE DOMANDE AI CORSI DI LAUREA SONO DIMINUITE DEL 10% SENZA CONTARE I PENSIONAMENTI NEI PROSSIMI ANNI, COLORO CHE VANNO A LAVORARE ALL’ESTERO
Sarà per lo stipendio non allettante, i turni di lavoro pesanti e le
prospettive di carriera ridotte al lumicino, fatto sta che la professione infermieristica non attira più i giovani. Stando al report della Conferenza nazionale corsi di laurea professioni sanitarie, infatti, le domande di accesso ai corsi di laurea rispetto allo scorso anno accademico sono diminuite del 10%.
In alcuni atenei, per la prima volta, le richieste non raggiungono nemmeno il numero di posti a bando: «Da 25.539 domande dello scorso anno si passa alle attuali 22.870 su 19.860 posti, con un calo medio nazionale di -10,5% che è diverso fra le Università delle tre aree geografiche: Nord -14,0%, Centro -14,4% e Sud -5,4%». […]
La Corte dei conti ha indicato un buco di 65.000 unità; e con il decreto 77/2022 sul riordino dell’assistenza sul territorio si stima servirebbero almeno altri 20mila infermieri, […] La situazione diventa ancora più preoccupante, poi, se si considera che i 10mila pensionamenti annui di infermieri dal 2029 raddoppieranno; senza contare inoltre i quasi 30mila infermieri italiani andati a lavorare all’estero.
«Intanto, oltre 13mila infermieri stranieri sono in servizio, a vario titolo, sul territorio nazionale denunciano dalla Fnopi senza iscrizione agli Ordini e senza i dovuti controlli sulla conoscenza della lingua, in virtù delle deroghe previste da decreti emergenziali, che quindi lavorano in un contesto di totale insicurezza delle cure». I sindacati continuano ad alzare la voce.
Le criticità, sono ormai note da tempo. Andrea Bottega, segretario nazionale del Nursind – «[…]per infermieristica siamo lontani da qualsiasi soglia di sicurezza: con circa 3mila domande in più rispetto ai posti messi a bando«[…]non si riuscirà neppure a coprire il turnover. Parliamo di una carenza stimata di 70mila unità che è destinata solo ad aumentare».
Al calo di domande, si aggiunge poi un altro dato negativo. «Chi con coraggio decide di iscriversi alla facoltà di infermieristica osserva De Palma – deve affrontare un duro percorso che non sempre giunge a compimento: alto è infatti anche il tasso di abbandono degli studi prima del loro termine, con una preoccupante percentuale che oscilla tra il 19 e il 20%». A conti fatti, stando ai sindacati, l’Italia rischia di perdere nei prossimi tre anni fino al 30-30,5% di infermieri rispetto ai numeri programmati dalle stesse Regioni e dal Governo.
LA STRATEGIA
E se intanto la Fnopi prova ad aprire le porte a più professionisti possibile, per la Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e Odontoiatri (Fnomceo) si pone il problema opposto: gli studenti che provano a iscriversi a medicina non mancano mai. «La professione medica continua ad essere attrattiva per tanti giovani», spiega il presidente della Fnomceo, Filippo Anelli. Ma per molti resta lo scoglio del numero chiuso. Sul quale però i medici fanno muro
«I nostri ragazzi vanno all’estero e sono ambiti perché hanno una formazione di qualità rimarca Anelli – Se aumentiamo il numero di iscritti, la qualità viene meno. E, comunque, dobbiamo anche considerare l’aspetto occupazionale: se formiamo per esempio 90mila medici, per una questione etica alla fine del percorso di studi lo Stato dovrebbe garantire altrettanti posti di lavoro».
(da il Messaggero)
argomento: Politica | Commenta »
Settembre 14th, 2023 Riccardo Fucile
IL PARTITO ECOLOGISTA DANESE IN PARLAMENTO HA SEI DEPUTATI, TUTTE DONNE
In Danimarca esiste un partito ecologista, Alternative, che ha portato sei deputati in Parlamento: cinque donne e un uomo, Torsten Gejl. Finché il maschio superstite si dimette per sopraggiunto stress (da accerchiamento, insinuano i maligni) e viene sostituito dal primo dei non eletti: una signora.
Sei su sei, bingo, e un bingo storico, perché mai a memoria d’uomo, ma soprattutto di donna, un gruppo parlamentare era stato composto da sole femmine: nemmeno gli sceneggiatori di «Barbie» si erano spinti a tanto. Le donne del piccolo partito danese esultano sui social, ma vengono sorprendentemente redarguite. E da chi? Da un’altra donna, Marie Bjerre, la ministra dell’Uguaglianza del governo di centrosinistra: «Attente a non polarizzare la lotta discriminando il maschio: anche gli uomini sono importanti».
Affermazione, quest’ultima, per cui sentitamente la ringrazio. Ecco, magari il generale Vannacci leggendo le ultime da Copenaghen sarà colto dal panico.
Eppure, in mezzo a un mare di cattive notizie di giornata, molte delle quali hanno ancora per protagoniste donne vittime di ogni genere di abusi, questa piccola storia di mondo alla rovescia mi fa sperare che stiamo lentamente andando nella direzione giusta. Rivela un rovesciamento di paradigma e di ruoli, indispensabile per arrivare là dove vogliamo tutti: alla parità vera. Quando non avrà più importanza sapere di che sesso siano i parlamentari, ma solo se siano bravi o no.
(da Il Corriere della Sera)
argomento: Politica | Commenta »
Settembre 14th, 2023 Riccardo Fucile
MANGIANO MEGLIO DEI RICCHI E RINUNCIANO PURE A CURARSI
Dopo l’entusiasmante uscita per cui i poveri mangiano meglio dei
ricchi, perla (ahimè, non rara) del ministro-cognato Lollobrigida, aspettiamo con ansia nuove illuminazioni sulla salute degli italiani.
Chissà, qualcuno potrebbe venirci a decantare il ritorno dei vecchi cari rimedi della nonna, gli impacchi con la polenta, le sanguisughe, radici curative raccolte nel bosco, o altre diavolerie medievali per cui superstizione e arte di arrangiarsi – due must dei fortunatissimi poveri – fanno premio sulla ricerca e sull’assistenza.
Insomma, urge nuova narrazione sull’invidiabile culo dei meno abbienti, categoria sociale in vertiginoso aumento, anche in tema di sanità, perché soldi non ce ne sono, le liste d’attesa si allungano di mesi e anni, e forse per fare finalmente le analisi prenotate a suo tempo bisognerà riesumare il cadavere del nonno, che nel frattempo ha tolto il disturbo.
Basti pensare che nel 2022 (dati Istat) quattro milioni di italiani (il 7 per cento di tutti noi) ha rinunciato alle cure o per mancanza di soldi o per difficoltà di accesso al sistema sanitario, che significa che tu telefoni oggi per un appuntamento che ti fissano tra un anno e mezzo, e allora sai che c’è, vaffanculo e incrociamo le dita (un vecchio trucco dei poveri, insieme al ferro di cavallo e al cornetto portafortuna).
Va detto che la narrazione sulla sanità a uso e consumo dei meno abbienti ha radici storiche, e ancora si ricordano le leggende di una decina di anni fa (governo Renzi) che narravano di troppi esami richiesti dai pazienti – avidi di prelievi – con conseguente stretta sugli esami passati dal Ssn. Insomma, pur di tagliare si accusava la popolazione di essere ipocondriaca, e i medici di essere di manica larga. A proposito di medici e infermieri, tra l’altro, segnalerei a tutte le categorie professionali italiane di tenersi alla larga dai complimenti e dagli osanna dei media. Gli operatori della sanità che per un annetto e più sono stati “eroi”, “santi”, “angeli”, passata l’emergenza stanno nella merda come e più di prima, tanto che dalla sanità pubblica c’è un fuggi fuggi generale: nel biennio 2021-2022, tra medici e infermieri, quelli che sono scappati prima del tempo sono aumentati del 120 per cento, senza contare quelli che espatriano perché all’estero li pagano meglio, o che si mettono a lavorare a cottimo per tappare i buchi.
Dopo aver sbandierato al mondo che qui il Pil andava come un treno, che crescevamo alla grande, che c’era una specie di boom economico, anche la sora Meloni e il suo variegato staff di parenti sta aprendo un po’ gli occhi, e magari si accorgerà che i medici italiani chiedono il nuovo contratto (2022-2024) che costerebbe 2,7 miliardi, ma ancora non ci sono i fondi per rispettare il contratto del triennio precedente, e aggiungerei che quasi il 90 per cento delle strutture sanitarie italiane usa macchine diagnostiche obsolete, che andrebbero rinnovate. La spesa a carico dei cittadini in materia di sanità aumenta vertiginosamente: il 41,8 per cento dichiara di aver pagato di tasca propria per visite specialistiche (nel 2022), il 27,6 (stesso anno) di averlo fatto per accertamenti diagnostici.
Insomma, si paga, e chi non può pagare in molti casi rinuncia a curarsi. Chissà, forse affidandosi a vecchi rimedi, e comunque consolandosi al pensiero che compriamo carri armati per miliardi di euro e aumentiamo la spesa in armamenti, in modo di avere sì una visita oncologica tra due anni, però abbastanza sicuri di non essere invasi da nessuno.
(da IL Fatto Quotidiano)
argomento: Politica | Commenta »
Settembre 14th, 2023 Riccardo Fucile
UNA SCELTA CORAGGIOSA DI ELLY SCHLEIN E UN RICONOSCIMENTO A CHI COMBATTE PER I DIRITTI CIVILI
Il Pd ha scelto di sostenere Marco Cappato alle elezioni suppletive per il collegio di Monza, con le quali tra poco più di un mese si deciderà chi occuperà il seggio rimasto libero in Senato dopo la morte di Silvio Berlusconi. Il voto si terrà il 22 e 23 ottobre prossimi.
Cappato aveva annunciato la propria candidatura a fine luglio, lanciando la sfida al monzese doc e compagno di strada in affari e politica di Berlusconi, Adriano Galliani, sostenuto dal centrodestra.
L’elezione si svolge in «un sistema elettorale maggioritario che premia chi ottiene anche e solo un voto in più»: per questo, spiega il responsabile dell’organizzazione del Pd Igor Taruffi, il partito «ha ritenuto di privilegiare l’alleanza più larga possibile tra le forze che si oppongono alla destra».
Il sostegno dei dem si somma a quello dei Verdi, di +Europa e di Sinistra Italiana. «Anche se avremmo potuto presentare autorevoli candidature espressione del Pd locale, abbiamo ritenuto non frammentare lo schieramento che si oppone alla destra ed appoggiare la candidatura di Marco Cappato», conclude Taruffi nella propria nota.
In seguito all’appoggio del Pd, Cappato ha scritto sul social: «Sono grato al PD per la scelta generosa e coraggiosa. Sarà una sfida entusiasmante, assieme a coloro che già mi sostengono e quelli che arriveranno. Faremo tesoro delle differenze per andare a convincere e vincere il 22 e 23 ottobre».
(da agenzie)
argomento: Politica | Commenta »
Settembre 14th, 2023 Riccardo Fucile
IL CURRICULUM E I PROFILI SOCIAL DI LUCA PEDETTI, LEGATO ALLA FIGLIA DI OSIPOV… E IL DIRETTO INTERESSATO FA SPARIRE GLI SCATTI ON LINE
C’è un nuovo caso su Irina Osipova, la discussa neoassunta a Palazzo
Madama, russa, ex candidata di Fratelli d’Italia e putiniana, che ha vinto il concorso per lavorare in Senato. Il 26 maggio 2018 Irina si è sposata con Luca Pedetti, 44enne di antica famiglia romana. Nelle foto social pubblicate su entrambi i profili dei coniugi, racconta oggi La Stampa, figura anche il padre di lei, Oleg Osipov, per anni numero uno di Rossotrudnichestvo, l’importante agenzia russa del ministero degli Esteri oggi bollata dall’Unione europea come strumento di influenza di Vladimir Putin all’estero e quindi sanzionata. Oleg Osipov adesso vive a New Delhi. Ma se i legami familiari di Irina sono ben noti, così come le sue frequentazioni con esponenti dell’estrema destra italiana e russa – alcuni dei quali hanno combattuto in Donbass – quello che non si sapeva finora era il lavoro di Pedetti, consulente del ministero della Difesa e Nato.
Chi è Luca Pedetti
Osipova, ricordiamolo, ha vinto un posto per coadiutore parlamentare in Senato. A Palazzo Madama, dal 1 novembre, avrà accesso a banche dati e alla possibilità di classificare atti. Un impiego che per l’orientamento politico e le origini della giovane ha creato più di qualche polemica.
Il quotidiano torinese ha esaminato il profilo Instagram del marito di Irina Osipova, fino a ieri mattina era visibile previa una richiesta di amicizia. Spicca una foto in cui Pedetti esponeva la schermata di un workshop all’Ugid, l’Ufficio Generale Innovazione della Difesa italiana. Nel feed c’è un’altra foto di Pedetti con alle spalle esponenti dell’esercito e della marina militare italiana. E poi una in cui la coppia figura a Villa Abamelek, ospite dell’ambasciatore russo a Roma. Ci sono perfino i biglietti d’invito che i due ricevono dal ministero della Difesa per la Festa della Repubblica del 2 giugno del 2017 (quando era ministro Roberta Pinotti ndr)
Le start-up
In un altro scatto il presidente della commissione trasporti e tecnologia del Senato, Salvatore Deidda di Fratelli d’Italia, saluta Pedetti e compagnia: «I miei amiconi sovranisti che passano da Roma a Mosca in pura logica non imperiale». Nel 2019 il marito di Osipova ha fondato una start-up chiamava Pepeeta e si occupava prevalentemente di tecnologie, blockchain, sistemi distribuiti. Oggi, spiega La Stampa, ne ha creato un’altra. Tra i tanti incarichi che l’uomo vanta c’è «un impiego in ingegneria dei sistemi presso aziende del gruppo Finmeccanica (ora Leonardo Company) dove ha fornito supporto logistico integrato all’interno del team ILS per il sistema di pianificazione delle missioni denominato Mission Support Systems, un complesso assieme di sistemi hw/sw fornito alle Forze Armate italiane, in particolare all’Aeronautica Militare e all’Aviazione dell’Esercito, oltre che ad altre forze armate in ambito Nato»
Leonardo e Finmeccanica
Fonti aziendali confermano a La Stampa che Pedetti ha davvero lavorato per Leonardo quand’era Finmeccanica, come consulente. Raggiunto telefonicamente il diretto interessato non vuole confermare né smentire, ma – a detta del quotidiano torinese – appare «molto seccato alla telefonata di verifica». In serata, dopo la chiamata fatta, i suoi account Instagram e Twitter sembrano cancellati. Fonti nell’amministrazione hanno precisato a La Stampa che la sua collaborazione con la Difesa in effetti aveva suscitato anche delle significative resistenze, ma alla fine è stata accettata.
(da Open)
argomento: Politica | Commenta »
Settembre 14th, 2023 Riccardo Fucile
UN’INCHIESTA DEL “MANIFESTO” SCOPRE POSSIBILI FRODI NEGLI ANNI IN CUI E’ STATO PRESIDE DI FACOLTA’
Il riciclo delle immagini è uno dei metodi più utilizzati per truccare le ricerche scientifiche. E pare che anche il ministro Orazio Schillaci, probabilmente per distrazione, sia finito nel tranello.
A raccontare la vicenda è Il Manifesto, che parla di alcune pubblicazioni «sospette» risalenti al periodo tra il 2018 e il 2022, quando Schillaci è stato prima preside della facoltà di Medicina dell’università di Tor Vergata e poi rettore. Il quotidiano diretto da Andrea Fabozzi ha utilizzato il software ImageTwin per identificare le anomalie negli studi del gruppo di ricerca guidate da Schillaci.
Lo strumento, sviluppato da una start-up austriaca, permette di confrontare una figura con una banca data di milioni di immagini nella letteratura scientifica, così da poter rintracciare eventuali duplicati o ritocchi.
Le pubblicazioni
Nei cinque anni in cui Schillaci ha lavorato all’università di Tor Vergata, scrive Il Manifesto, sono almeno una decina le pubblicazioni con «immagini sospette». Uno dei casi più problematici riguarderebbe una ricerca pubblicata nel 2021 da un gruppo di lavoro dello stesso Schillaci. Nel paper in questione viene presentata un’immagine relativa a cellule di tumore alla prostata. Quell’immagine però era già stata usata nel 2019 in un’altra pubblicazione, riferita però a cellule tumorali al seno. Ma episodi simili compaiono anche in altri studi scientifici pubblicati da gruppi di lavoro in cui Schillaci compare «come ideatore, supervisore, autore della prima stesura e responsabile della gestione dei dati», scrive Il Manifesto. Il quotidiano ha contattato uno degli scienziati dell’ateneo romano, che ha ammesso gli errori e ha parlato di «incidenti di percorso».
La risposta
Il ministro della Salute, invece, ha replicato così: «Apprendo da voi in questo momento la notizia, non ne avevo conoscenza. Non sono esperto di microscopia elettronica, mi sono fidato di chi ha fornito quelle immagini. Verificheremo se effettivamente ci sono degli errori».
(da Open)
argomento: Politica | Commenta »
Settembre 14th, 2023 Riccardo Fucile
“E’ UNA DELLE GRANDI MENTI ECONOMICHE EUROPEE”
La presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen ha
annunciato di aver chiesto all’ex premier italiano Mario Draghi un rapporto sulla competitività europea.
L’annuncio è arrivato durante il suo discorso sullo “stato dell’Unione” durante il quale ha tracciato un bilancio del suo mandato, in scadenza la prossima estate.
“La nostra Unione – ha spiegato Von der Leyen nell’aula di Strasburgo – oggi riflette la visione di coloro che sognavano un futuro migliore dopo la seconda guerra mondiale. Un futuro in cui un’Unione di nazioni, democrazie e persone lavorerebbe insieme per condividere pace e prosperità. Credevano che l’Europa fosse la risposta all’appello della storia”.
Le sfide principali, secondo la presidente, sono lavoro, inflazione e contesto imprenditoriale, motivo per cui “Ho chiesto a Mario Draghi, una delle più grandi menti economiche europee, di preparare un rapporto sull’argomento il futuro della competitività europea. Perchè l’Europa farà ‘whatever it takes‘ per mantenere il suo vantaggio competitivo”.
Von der Leyen, inoltre, ha dichiarato che la Commissione ha portato a termine oltre il 90 per cento degli obiettivi che si era proposta nel 2019.
La presidente, inoltre, ha dichiarato che c’è ancora molto da fare: un’affermazione che sembrerebbe porre le basi per una sua ricandidatura.
(da agenzie)
argomento: Politica | Commenta »
Settembre 14th, 2023 Riccardo Fucile
VIOLENZA SESSUALE SU UNA 19ENNE CONOSCIUTA IN DISCOTECA A GENOVA
Avrebbe sollevato il top a una ragazza appena conosciuta in una nota discoteca di corso Italia a Genova. I due stavano ballando sulla pista ma dopo qualche battuta a proposito di un piercing al seno il gesto di Francesco Corsiglia, 23enne genovese già imputato con altre tre persone tra cui Ciro Grillo, il figlio del fondatore del M5S per lo stupro di gruppo avvenuto in Sardegna nel luglio del 2019 proprio nella villa di Grillo, ha provocato un parapiglia con la ragazza all’interno del locale.
La giovane, che ha 19 anni, ha sporto immediata denuncia a una pattuglia dei carabinieri che ha incrociato poco dopo, fuori dal locale.
I fatti risalgono alla fine di luglio di quest’anno. L’indagine, condotta dai militari dell’Arma e coordinata dal pm Federico Panichi si è rapidamente chiusa e a Corsiglia è stato notificato l’avviso conclusione indagini preliminari.
Il reato contestato è quello di violenza sessuale, anche se nella forma attenuata della “minore gravità”.
Ma per questo reato rischia comunque una condanna da 2 a 4 anni di reclusione. Ora Corsiglia avrà 20 giorni di tempo per chiedere di essere sentito dal pm.
Tra una settimana intanto a Tempio Pausania riprenderà il processo – in corso da un anno – per la violenza sessuale ai danni di una giovane e della realizzazione di un video hard di cui è vittima la sua amica (di questo secondo reato proprio Corsiglia, a differenza dei tre amici, non è imputato).
(da agenzie)
argomento: Politica | Commenta »