Destra di Popolo.net

US OPEN TENNIS, ALEXANDER ZVEREV FA CACCIARE UN TIFOSO: AVEVA CANTATO L’INNO NAZISTA

Settembre 5th, 2023 Riccardo Fucile

“COME TEDESCO NON SONO ORGOGLIOSO DELLA STORIA”

Il campo da tennis intitolato ad Arthur Ashe si è trasformato in un luogo di scontro anche politico, nel corso della partita tra Alexander Zverev e Jannik Sinner, durante gli US Open.
Uno spettatore è stato infatti espulso dopo aver cantato le parole di apertura dell’inno tedesco dell’era nazista, Deutschland Uber Alles.
Ad udire e segnalare l’accaduto è stato proprio il giocatore e concittadino del tifoso incriminato, Zverev: stava servendo nel quarto set degli ottavi contro Sinner, quando si è rivolto all’arbitro James Keothavong. Lamentando di aver sentito pronunciare «la frase di Hitler più famosa al mondo».
Keothavong ha dunque consultato gli agenti della sicurezza nel tentativo di identificare il colpevole. Che alla fine è stato individuato in un uomo che indossava un berretto da baseball blu: è stato fatto allontanare dal complesso.
A margine dell’incidente, Zverev ha commentato con i giornalisti: «Ha iniziato a cantare l’inno di Hitler dell’epoca, era un po’ troppo. Mi piace quando i tifosi sono rumorosi, mi piace quando sono emozionati, ma penso che come tedesco non sono molto orgoglioso della storia, non è proprio una buona cosa da fare».
(da agenzie)

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IL COMMENTO DEL NEW YORK TIMES DOPO PALERMO E CAIVANO: “RIFLETTERE SULL’ATTEGGIAMENTO DELL’ITALIA NEI CONFRONTI DELLE DONNE”

Settembre 5th, 2023 Riccardo Fucile

LA CULTURA DIETRO LA VIOLENZA E IL RUOLO DEI SOCIAL

Alla fine di agosto, due ragazzine di 10 e 12 anni sono state violentate da un gruppo di adolescenti e da un 19enne al Parco Verde di Caivano, in provincia di Napoli. Pochi giorni prima, una ragazza di 19 anni ha accusato sette ragazzi di averla violentata al Foro Italico di Palermo. Vicende terribili, che hanno scosso l’opinione pubblica e sollecitato l’intervento della politica. Ma cosa ci dicono della società in cui viviamo? Della cultura che permea le strade del nostro Paese? Il New York Times prova a dare una risposta a questi interrogativi, in un lungo articolo dal titolo Rape Cases Seize Italy’s Attention and Expose Cultural Rifts. Che parte proprio da Caivano, anzi, da una piscina abbandonata, che la polizia locale ha identificato come uno dei luoghi dove le due minorenni sarebbero state reiteratamente abusate. Gaia Pianigiani e Gianni Cipriano, rispettivamente firma e fotografo del reportage, si sono recati personalmente nei luoghi che hanno fatto da cornice all’orrore. E hanno ripreso tutto: siringhe abbandonate, un materasso lurido, graffiti, macerie, pezzi di vetro. Tra quei rifiuti le violenze sarebbero andate avanti per molti mesi, prima di essere scoperte e raccontate. Imponendo riflessioni sulle periferie, sul maschilismo e sul ruolo dei social media. Ma anche mettendo in luce profonde diversità su come affrontare il problema della violenza sulle donne.
Ordine e disciplina
La presidente del Consiglio Giorgia Meloni, scrive il quotidiano statunitense, più che sui problemi legati al sessismo, ha scelto di concentrarsi sull’ordine e la legge, definendo i criminali «barbari». «Questo territorio sarà ripulito e presto vedrete i risultati della nostra presenza qui», ha promesso nel corso della sua visita a Caivano. «Non possono esserci zone apolidi in Italia – ha aggiunto -. E lo dico ai tanti Caivano d’Italia». Strade e parchi del Comune, un giorno prima della visita di Meloni, erano pieni di agenti di polizia. Dopo le violenze, i funzionari locali hanno dichiarato la loro intenzione di intensificare la presenza delle forze dell’ordine. Ma questa, secondo i residenti intervistati dal quotidiano statunitense, non è la soluzione: «Non abbiamo bisogno di più poliziotti», ha detto al Nyt un abitante di nome Antonio. «Abbiamo bisogno di più tempo a scuola, di più assistenti sociali e di più psicologi per aiutare i bambini che vivono in famiglie che non possono prendersi cura di loro». Le due ragazzine che hanno subìto le molestie, per esempio, provengono dal Rione Iacp, e prima di venir trasferite in una Casa famiglia vivevano assieme alle loro famiglie, che i vicini hanno definito «problematiche».
Un problema italiano?
Prima di Caivano, e prima anche di Palermo, si sono susseguite notizie su donne accoltellate, colpite da colpi di arma da fuoco o avvelenate, dai loro partner o da persone che conoscevano. Bisogna tuttavia considerare, specifica il Nyt, che la risonanza delle notizie sulla violenza sulle donne può essere stata influenzata dal rallentamento del ciclo delle notizie in estate, e dunque i fatti non sono necessariamente indicativi di una crescita del fenomeno. I numeri sembrano in linea con quelli degli altri Paesi europei: il 27% delle donne italiane afferma di aver subìto violenza. «Si tratta di un fenomeno culturale, profondamente radicato da decenni in una società maschilista», ha spiegato Antonella Veltri, presidente di D.i.Re, la rete nazionale dei centri antiviolenza. «Ora sta prendendo una piega nuova, ancora più orribile, con i social media che agiscono come un megafono», ha aggiunto.
Il ruolo dei social
Nella vicenda di Palermo, per esempio, i social media non sono stati solo uno strumento per ferire gli aggressori (una volta diffuse le loro generalità), ma anche per accanirsi sulla vittima. Che è stata ricoperta di insulti e minacce, al punto di dichiarare: «Sono stanca, mi state portando alla morte. Io stessa anche senza questi commenti non ce la faccio più. Non ho voglia di lottare né per me, né per gli altri. Non posso aiutare nessuno se sto così». E ancora: «Mi avete rotto con queste cose del tipo “ah ma fa i video su TikTok con delle canzoni oscene”, “è normale che poi le succede questo”, oppure “ma certo per come si veste”». Secondo un recente report dell’Istat, in Italia è ancora diffusa l’idea che le donne vittime di abusi siano in qualche modo colpevoli di aver provocato l’aggressione. Una visione che a detta del Nyt riecheggia anche nelle parole, che recentemente hanno fatto molto discutere, pronunciate da Andrea Giambruno, compagno della premier Giorgia Meloni e anchorman di Rete 4. Ovvero: «Se eviti di ubriacarti e di perdere i sensi, magari eviti anche di incorrere in determinate problematiche perché poi il lupo lo trovi».
La legge
Dichiarazioni collegate da un filo rosso, sottile ma visibile, alla decisione del Tribunale di Firenze di assolvere due 19enni accusati di aver violentato una 18enne durante una festa, ritenendo che ci fosse stata una «percezione errata del consenso». E questo perché la ragazza aveva già avuto in passato rapporti con uno degli imputati. Non è la prima volta che le aule dei Tribunali italiani assumono un linguaggio offensivo nei confronti delle vittime di stupro, come denunciato dalla Corte Europea dei Diritti Umani. «Un simile trattamento scoraggia le donne dal farsi avanti», ha spiegato Ilaria Boiano, avvocato dell’associazione Differenza Donna. «Gli ultimi casi sono solo la punta dell’iceberg, purtroppo», ha affermato. «Molte donne non lo denunciano nemmeno».
(da New York Times)

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IL BLITZ A CAIVANO DELLE FORZE DI POLIZIA E’ STATA UN’INUTILE SCENEGGIATA DEL GOVERNO

Settembre 5th, 2023 Riccardo Fucile

TUTTI SAPEVANO CHE CI SAREBBE STATO, E’ STATO FATTO IN RITARDO E LA CAMORRA HA AVUTO TUTTO IL TEMPO DI METTERE AL SICURO QUELLO CHE NON DOVEVA ESSERE TROVATO

Lo scrittore Roberto Saviano boccia il maxi blitz ad «alto impatto» svolto oggi 5 settembre a Caivano, dove in una vasta operazione di Carabinieri, Polizia e Guardia di finanza sono stati sequestrate nel cuore della piazza di spaccio diverse armi, proiettili e denaro contante.
Secondo Saviano quella di questa mattina «non è altro che una inutile sceneggiata di propaganda. I maxiblitz, come avvenuto a Caivano, non cambiano il destino di un territorio, non offrono riscatto, sono operazioni fatte per pura propaganda politica».
Un’operazione commentata a stretto giro anche dalla premier Giorgia Meloni, che l’ha definita «solo l’inizio di quel lungo percorso che il Governo si è impegnato a portare avanti per ripristinare legalità e sicurezza». Sui suoi social, l’autore di Gomorra commenta invece che i 400 uomini delle forze dell’ordine impiegati per l’operazione «hanno trovato appartamenti vuoti e sequestrato una quantità di denaro che per una piazza di spaccio sono solo pochi spiccioli.
La camorra ha avuto tutto il tempo di mettere al sicuro ciò che non doveva esser trovato. Risultato? Qualche pregiudicato andrà sotto processo, terranno dei blindati in strada per un po’ di tempo fingendo di credere che possano funzionare da deterrente… E poi, come sempre, il nulla».
A dimostrazione di quanto il «blitz annunciato» non avesse intimorito le organizzazioni criminali a Caivano, Saviano cita l’ultimo episodio criminale, avvenuto proprio la notte precedente: «Nonostante il blitz annunciato, un uomo è stato gambizzato; ecco, questo dà la cifra di quanto le organizzazioni criminali temano i proclami governativi. Dà la cifra di quanto sia vana la militarizzazione di questi territori. La Premier Meloni e il Presidente della Regione Campania De Luca annunciano l’arrivo massiccio di forze dell’ordine: “Bonificheremo Caivano”, ‘Li andremo a prendere casa per casa’. Eppure, quello che con onestà dovrebbero dire è che le operazioni di polizia non sono mai mancate in quei territori. A essere mancato è tutto il resto: tutte le altre, fondamentali, manifestazioni in cui uno Stato degno di essere definito tale, fa sentire la propria presenza».
(da agenzie)

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SUPERBONUS, ORA GRIDANO ALLA “MEGA-TRUFFA”, MA L’HANNO SEMPRE APPOGGIATA

Settembre 5th, 2023 Riccardo Fucile

MISURA CHE E’ SERVITA A TUTTI I PARTITI PER FARE PROPAGANDA… LEGA, FDI E FORZA ITALIA IN PRIMIS

È il 16 luglio del 2020 quando il Senato approva il decreto Rilancio su cui il governo Conte-2 aveva posto la fiducia: 159 sì e 121 voti contrari. Il decreto contiene il Superbonus al 110% ma anche la cedibilità di tutti gli altri crediti fiscali edilizi: nessuno da FdI, Lega e Forza Italia contestò la misura.
Il capogruppo di FdI, Nicola Calandrini si era perfino scagliato contro la farraginosità della procedura per il Superbonus: “Durerà per soli 18 mesi… i tempi rischiano di rendere impraticabile l’ottenimento di questo incentivo”.
In totale, sul Superbonus si contano almeno una trentina di modifiche. Anche solo limitandosi alle principali, in nessun momento la norma è stata contestata né ha ricevuto scossoni fondamentali – da parte dei suoi critici odierni – fino all’autunno del 2022.
Aprile 2021.
Il 26 aprile del 2021 Draghi conferma l’utilità del bonus e che “non c’è alcun taglio”. Aggiunge che “la misura è finanziata fino alla fine del 2022” e che è un “provvedimento importante per costruzioni e ambiente”.
A ottobre il premier spiega che i bonus edilizi “hanno avuto un ruolo molto positivo per stimolare la ripresa nelle costruzioni”. Lo stesso Beppe Grillo aveva legato il sostegno del M5s al governo alle rassicurazioni – arrivate – sul mantenimento della misura.
Dicembre 2021.
La legge di Bilancio per il 2022 proroga così l’incentivo e inserisce scadenze differenziate. Nel disegno di legge presentato in Parlamento, era stato proposto di limitare il bonus ai proprietari delle villette unifamiliari con un Isee inferiore ai 25 mila euro.
Durante l’esame in Senato, il tetto era stato poi cancellato. Tra i favorevoli all’eliminazione del vincolo c’è la Lega: “Niente tetto Isee. L’avevamo promesso” twittò Matteo Salvini il 21 dicembre.
A onor del vero, la proposta del Carroccio era di ridurre dal 110 all’80 % il Superbonus, ma sempre senza limiti Isee. Salto in avanti: il 13 febbraio 2022, l’allora ministro allo Sviluppo economico Giancarlo Giorgetti critica la scelta del Parlamento di non limitare il Superbonus che darebbe “soldi ai miliardari”. Poco dopo Salvini lo definì “strumento assolutamente efficace”.
Gennaio 2022.
Dopo aver prorogato la misura, passata la partita del Quirinale, il governo decide per una stretta sulla cedibilità dei crediti dei bonus edilizi e si inizia a lottare sui limiti. Circolano bozze, FdI accusa il governo di voler “ammazzare il Superbonus”.
A gennaio, arriva il decreto Sostegni, licenziato dal Consiglio dei ministri. Giancarlo Giorgetti, in conferenza stampa, cita Draghi e precisa che “il problema sono i meccanismi di cessione disegnati senza discrimine” e puntualizza: “Non tocchiamo il Superbonus”. Il 26 marzo la Camera dà il via libera. I bonus possono essere ceduti un massimo di tre volte: la prima a tutti i soggetti e le due successive solo a banche, intermediari finanziari e società appartenenti a un gruppo bancario vigilato.
Luglio 2022.
Nei mesi successivi prosegue il balletto dei crediti. A luglio del 2022 il governo deposita un emendamento che prevede che le banche potranno “cedere sempre il credito a soggetti” diversi da “consumatori o utenti” ma nessuna proroga viene concessa. Per tutta l’estate non si trova un accordo, l’opposizione chiede che si trovi una soluzione. Il 14 settembre il dl Aiuti bis si sblocca con la riformulazione dell’emendamento sulla responsabilità in solido di chi acquista i crediti fiscali, che si configura solo se c’è “dolo o colpa grave”. Tutti i partiti difendono la misura.
Dicembre 2022.
Cambio di governo, arriva qui la prima stretta meloniana. Anche per accontentare Forza Italia, il 110% viene però prorogato al 31 dicembre 2022 solo per i condomini a determinate condizioni. Per gli altri scende al 90%. Solo ora iniziano i partiti di destra iniziano a criticare il Superbonus.
Febbraio 2023.
C’è il blocco definitivo alla cessione dei crediti da tutti i bonus edilizi: il decreto legge 11 del 2023 è approvato in Cdm nel giro di sette ore giovedì 16 febbraio. Giorgetti è finalmente senza freni: “Misura necessaria per bloccare gli effetti di una politica scellerata usata in campagna elettorale”. Quella di tutti.
(da IL Fatto Quotidiano)

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FIRENZE, IL TURISTA TEDESCO CHE PROVOCA 5.000 EURO DI DANNI ALLA STATUA DEL BIANCONE PER UNA FOTO

Settembre 5th, 2023 Riccardo Fucile

QUEL COGLIONE PRIMA HA SCAVALCATO LA RECINZIONE, POI’ SI E’ ARRAMPICATO SULLA STATUA

Un turista tedesco ha provocato cinquemila euro di danni alla statua del Biancone in piazza della Signoria a Firenze per farsi una foto.
L’episodio si è verificato nella notte tra domenica 3 e lunedì 4 settembre. L’uomo è stato rintracciato nella mattinata di ieri e denunciato per danneggiamento di beni culturali.
Il 22enne residente a Berlino all’una di notte si è trovato con due amici davanti alla fontana del Nettuno. Ha scavalcato la recinzione ed è salito sul bordo della vasca. Poi si è arrampicato sulla zampa del cavallo arrivando alla base della carrozza e lì si è fatto fotografare.
Scendendo, ha appoggiato il piede sulla zampa, danneggiandola. Ma l’allarme, racconta oggi l’edizione fiorentina di Repubblica, è scattato soltanto quando il ragazzo è sceso dalla fontana. Quando i vigili sono arrivati i tre si erano già dileguati.
Il cittadino tedesco è stato successivamente rintracciato in un B&B. Per lui è arrivata la denuncia ai sensi dell’articolo 518 del Codice Penale. I successivi accertamenti degli esperti hanno rilevato che la zampa anteriore destra ha subito il distacco di alcune stuccature realizzate nel restauro del 2018. Mentre dalla zona superiore del carro, in marmo rosso, si è staccata una porzione triangolare di circa 25 millimetri.
(da agenzie)

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TRUFFA SUL BONUS FACCIATE: 31 PERSONE INDAGATE E 52 MILIONI SEQUESTRATI, 37 AZIENDE COINVOLTE

Settembre 5th, 2023 Riccardo Fucile

ALTRO CHE I PICCOLI TRUFFATORI DEL REDDITO DI CITTADINANZA, IL MALAFFARE SI ANNIDA TRA I “PRENDITORI” CORROTTI

Gli investigatori della Procura di Roma stanno indagando su una presunta truffa nell’utilizzo dei fondi per il bonus facciate.
Al momento, 31 persone risultano indagate, con l’accusa di indebita percezione di erogazioni pubbliche, truffa ai danni dello Stato, riciclaggio e autoriciclaggio.
Oltre 52 milioni di euro di crediti d’imposta sono stati inoltre sequestrati: sarebbero stati percepiti illecitamente perché i relativi interventi, secondo quanto é emerso dall’attività investigativa, non sono stati mai realizzati. 37 società, tra prime e seconde cessionarie del credito, risultano coinvolte nell’inchiesta.
Le indagini sono state condotte dal Comando provinciale di Reggio Calabria della Guardia di Finanza. Inizialmente, infatti, l’inchiesta era stata avviata dalla procura di Locri, ma poi è stata trasmessa a quella della Capitale per competenza territoriale.
Il meccanismo
A segnalare le prime irregolarità sono stati i proprietari degli appartamenti di un condominio in Calabria: avevano notato, nei propri documenti fiscali, la presenza di crediti di imposta, connessi ad agevolazioni finalizzate ad interventi di recupero edilizio, da loro mai richiesti, né tantomeno realizzati.
E che risultavano poi ceduti a quattro imprese con sede a Roma e a San Cesareo: tutte, secondo quanto accertato dagli investigatori, amministrate dallo stesso soggetto, ovvero uno degli indagati.
Le imprese avevano infatti accettato cessioni di crediti inesistenti, per un importo corrispondente alle somme che sono state sequestrate, da parte di 160 persone che, in realtà, erano ignare di tutto.
Il meccanismo prevedeva poi la monetizzazione del credito attraverso la cessione della quota restante ad altre 33 società, le “seconde cessionarie” appunto, con sedi su tutto il territorio nazionale, che hanno proceduto a loro volta a monetizzare parte dei crediti. Il gip della Capitale ha convalidato il sequestro già disposto dal gip del Tribunale di Locri.
(da agenzie)

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I CUCCIOLI DI AMARENA SONO DI NUOVO INSIEME: NOTATI IERI SERA SOTTO UNA PIANTA DI MELO, SONO IN BUONE CONDIZIONI

Settembre 5th, 2023 Riccardo Fucile

SONO ALL’INTERNO DELL’AREA DEL PARCO, SI SONO ALIMENTATI IN MANIERA AUTONOMA, I TECNICI NON INTENDONO FORZARE LA MANO SULLA LORO CATTURA

La buona notizia è che i due cuccioli dell’orsa Amarena, dopo essersi separati per un po’ di tempo, si sono riuniti all’interno dell’area del Parco nazionale d’Abruzzo Lazio e Molise (Pnalm).
Lo hanno verificato i tecnici del Pnalm che ieri pomeriggio hanno avvistato i due cuccioli nei dintorni di una pianta di melo in aperta montagna. I tecnici del Parco hanno accertato che i due cuccioli hanno percorso più di 10 chilometri dal luogo dove è stata uccisa la madre a San Benedetto dei Marsi (L’Aquila), ma non è escluso che, data anche la giovane età, proseguano le loro scorribande nel territorio.
Le condizioni dei due giovani esemplari di orso bruno marsicano, nati tra dicembre e gennaio scorsi, sembrano buone. Il fatto che in questi giorni si siano alimentati depone a loro favore e quindi spinge i tecnici a non forzare la mano sulla loro cattura.
Notizie che confermano le attese di Luciano Sammarone, direttore del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise, che a La Zampa aveva detto: “I cuccioli ora hanno 8 mesi, avrebbero dovuto rimanere con la loro madre fino alla primavera prossima. Ma vedendo la loro dinamicità, è molto probabile che già si nutrissero di altro oltre che del latte materno. Cosa credibile anche perché Amarena nella precedente cucciolata aveva avuto quattro figli ed era impensabile che li nutrisse tutti e quattro con il suo solo latte”.
Si tifa per una loro indipendenza e autonomia all’interno dell’areale del Parco che permetterebbe loro di sopravvivere in condizioni naturali.
La cattura infatti, ha spiegato Sammarone a La Zampa, “serve per capire in che condizioni sono, non vogliamo destinarli alla cattività”.
Due gli scenari individiduati dal direttore del Parco: “In base ai nostri protocolli, approvati dal Ministero dell’Ambiente con il parere dell’Ispra, se sono in buone condizioni di salute, pensiamo di traslocarli in una zona più interna al Parco, ovviamente una di quelle che loro hanno frequentato con la mamma e sicuramente più lontani da pericoli come il traffico di veicoli o incontri sbagliati. Se invece mostrano carenze fisiche, i cuccioli potrebbero andare incontro a un periodo di tenuta in un recinto completamente isolato per farli crescere e fargli mettere su peso per poi comunque liberarli prima dell’inverno. Ma questo lo decideranno gli esperti”.
(da agenzie)

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L’ATTIVISTA DEI VERDI SERVE A GIAMBRUNO LA VENDETTA: “ANCHE L’ORSA AMARENA, SE NON FOSSE USCITA, NON AVREBBE INCONTRATO IL LUPO?”

Settembre 5th, 2023 Riccardo Fucile

COLPITO E AFFONDATO: BENEDETTA SCUDERI IN DIRETTA TV GELA IL CONDUTTORE CHE RIMANE IMPIETRITO

La vendetta è un piatto che si consuma freddo, vuole proverbio. Deve averlo pensato tra sé e sé Benedetta Scuderi, attivista dei Verdi e già candidata alla Camera per l’Alleanza Verdi Sinistra, co-portavoce della Federazione dei Giovani Verdi europei, ospite quest’oggi nella trasmissione di Rete 4 condotta da Andrea Giambruno Diario del giorno. Il giornalista di Mediaset e compagno della premier Giorgia Meloni ha riempito le pagine dei social e dei giornali (non solo in Italia) per giorni la scorsa settimana dopo le sue contestate dichiarazioni sui recenti casi di violenza sessuale in Italia: «Se vai a ballare hai tutto il diritto di ubriacarti, ma se eviti di ubriacarti e di perdere i sensi, magari eviti anche di incorrere in determinate problematiche, perché poi il lupo lo trovi», le ormai celebri parole di Giambruno in diretta tv lo scorso 28 agosto. Invitata in trasmissione per discutere, in teoria, del caso dell’orsa uccisa alle porte del Parco d’Abruzzo, Amarena, Scuderi ha trovato il modo di «castigare» Giambruno per le sue ardite parole rivolte – per lo meno è sembrato – alle giovani donne all’ascolto.
Possibile pensare che sia addirittura responsabile il governo se un uomo ha sparato a quell’orsa, ha chiesto polemico all’attivista Giambruno, facendo riferimento ad alcune dichiarazioni dei giorni precedenti di Roberto Saviano sullo «sdoganamento» della legittima difesa? Scuderi non ha perso l’occasione e, con sorriso beffardo, ha scandito: «Potremmo dire che è responsabilità dell’orsa perché se non fosse uscita di notte da sola non avrebbe incontrato il cacciatore, o il lupo, e quindi queste cose non sarebbero successe…».
Conduttore colpito e affondato. Immortalato dalle telecamere di Rete 4, Giambruno è rimasto impietrito, abbozzando un sorriso e massaggiandosi nervosamente le labbra.
(da Open)

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SONDAGGIO SWG: DOPO L’ESTATE FRATELLI D’ITALIA PERDE OLTRE UN PUNTO, CALANO ANCHE LEGA E FORZA ITALIA

Settembre 5th, 2023 Riccardo Fucile

SALGONO M5S, PD, AZIONE E SINISTRA

Superbonus, reddito di cittadinanza e salario minimo. E poi Marcello De Angelis, Roberto Vannacci e anche Andrea Giambruno, con le loro dichiarazioni che hanno imbarazzato la premier.
Dopo la faticosa estate di Giorgia Meloni, FdI è crollato nei sondaggi. Come mostra la nuova rilevazione Swg per La7 del 4 settembre, la prima dopo la pausa estiva, Fratelli d’Italia scende negli orientamenti di voto e registra un -1,2% rispetto al 31 luglio. In discesa anche gli altri due partiti della maggioranza: la Lega con un -0,3 % ora è al 9,4% e Forza Italia si attesta al 6,4% perdendo quasi un punto percentuale (-0,8%).
L’idea di procedere con un ulteriore ridimensionamento del Superbonus. Lo scontro con le opposizioni sul salario minimo, l’abolizione del reddito di cittadinanza – la misura bandiera del M5S – e le proteste.
Per non parlare delle uscite che hanno imbarazzato la presidente del Consiglio e il governo: da quelle di Marcello De Angelis, ormai ex capo della comunicazione istituzionale della Regione Lazio, (la tesi negazionista sulla strage di Bologna e le esternazioni antisemite) a quelle del generale Vannacci rimosso dalla carica di presidente dell’Istituto geografico militare per le sue le sue frasi omofobe fino ai commenti in tv del compagno della premier Andrea Giambruno (sul clima, contro un ministro tedesco e sulle violenze di Palermo e Napoli “Se eviti di ubriacarti, non ti stuprano”), hanno avuto un effetto boomerang.
FdI, il partito della premier, scende sotto il 30% e tocca i 28,2% (-1,2% rispetto a un mese fa), come emerge dal sondaggio di Swg realizzato per il Tg La7 su un campione di 1.200 maggiorenni tra il 30 agosto e il 4 settembre 2023.
Il Pd sale di pochissimo, dello 0,1%, e si attesta al 20,1%. Cresce di più il Movimento 5 Stelle dello 0,6% ora al 16,9. Anche per Azione leggera risalita al 3,5% (+0,1%), così come Verdi e Sinistra al 3,3% (+0,3%) e anche Italia Viva al 2,8% (+0,3%), +Europa al 2,6 (+0,2%) e Unione Popolare all’1,9% (+0,2%). Stabile Per l’Italia con Paragone al 2,2%.
(da agenzie)

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