AL CENTRO C’E’ UN PARTITO IN PIU’: “PIU’ UNO” – CON UN’ASSEMBLEA AL SALONE DELLE COLONNE ALL’EUR DI ROMA, ERNESTO MARIA RUFFINI E FRANCO GABRIELLI HANNO BATTEZZATO LA LORO NUOVA FORMAZIONE DI CENTRO CHE GUARDA A SINISTRA
ORA IL PROBLEMA SI SPOSTA SULLA RACCOLTA DELLE FIRME PER LA PRESENTAZIONE DELLE LISTE: LA NUOVA LEGGE ELETTORALE NE RICHIEDE 6 MILA PER OGNI COLLEGIO PER I NUOVI PARTITI – È SCESO IN CAMPO BRUNO TABACCI OFFRENDO IL SUO SIMBOLO “CENTRO DEMOCRATICO” MA MANCANO UN PAIO DI DEPUTATI DISPOSTI AD ADERIRE AL PROGETTO (BISOGNA CREARE ALMENO UNA COMPONENTE IN PARLAMENTO PER POTER RACCOGLIERE MENO FIRME)
Il partito c’è. Ora mancano le firme. Con un’assemblea al Salone delle Colonne all’Eur di Roma, Ernesto Maria Ruffini e Franco Gabrielli hanno battezzato Più Uno, nuova formazione di centro che guarda a sinistra. Per la verità, l’area è abbastanza inflazionata, con Progetto Civico, con Italia Viva e Più Europa. Per snellire, servirebbe una federazione, ma il progetto non è all’orizzonte, visti i rapporti fra i leader.
L’ultima alzata è stata quella del segretario di Più Europa, Riccardo Magi, che ha chiesto garanzie per un eventuale coinvolgimento di Matteo Renzi nella coalizione che sfiderà il centrodestra. Insomma, lavori in corso. Prima di tutto, però, quelli per garantire alle neonate forze di partecipare alle elezioni, visto che la nuova legge elettorale chiede un impegno gravoso nella raccolta di firme.
Per renderlo più abbordabile, serve il soccorso di qualche partito di vecchia data, che presti simbolo e parlamentari. Il M5s ha dato una mano al Progetto civico di Alessandro Onorato. Per Ruffini è sceso in campo Bruno Tabacci con il suo Centro democratico. Ma mancano ancora un paio di deputati disposti ad aderire al progetto, almeno sulla carta.
“Ci sono 15 giorni, abbiate fede”, ha rassicurato Tabacci. L’appello è a Più Europa e ai riformisti del Pd. Ma per adesso le risposte sono state freddine. Intanto, Più Uno è in campo. “Le prossime elezioni saranno uno spartiacque fra chi rispetta la Costituzione, la Resistenza, tutto quello che ci ha accompagnato in 80 anni, e chi invece è indifferente – ha detto Ruffini – Se il perimetro dell’alleanza è la Costituzione troverà molti cittadini” disposti a votarla.
Per la verità, al momento l’alleanza di centrosinistra se la deve vedere col tema del leader. Si profila un duello alle primarie fra la segretaria del Pd Elly Schlein e il presidente del M5s Giuseppe Conte. Ma a Ruffini piacerebbe una soluzione diversa: “Spero ci sia un ultimo scatto di generosità e responsabilità” per individuare un terzo nome.
“Se poi ci saranno le primarie è ovvio che dovremo esserci”. Più Uno nasce dall’unione di due leader con alle spalle un passato di peso: Ruffini ex direttore dell’Agenzia delle Entrate e Gabrielli ex capo della polizia. E infatti, fra i detrattori, c’è chi li ha battezzati: “L’esattore e lo sbirro”.
Gabrielli ha respinto la battuta usando un’altra battuta: “Sempre meglio dell’evasore e il delinquente”. Le radici comuni sono la Dc: Ruffini è figlio di Attilio, che fu ministro di Giulio Andreotti e Francesco Cossiga. E Gabrielli ha ricordato con orgoglio il suo “passato con i giovani democristiani nella rossa Toscana”. Il mentore è Romano Prodi, che ha firmato la prefazione del libro di Ruffini: “Non è una benedizione” al partito, ha chiarito Ruffini, perché “Prodi è un punto di riferimento per tutto il centrosinistra”.
(da agenzie)
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