Maggio 11th, 2026 Riccardo Fucile
IL COLMO E’ CHE GIBBINS, ALLE ELEZIONI AMMINISTRATIVE DI GIOVEDÌ SCORSO, E’ STATO ELETTO CONSIGLIERE COMUNALE – I POST PUBBLICATI SUI SOCIAL DALLO SVALVOLONE: CHE HA DEFINITO DUE CONDUTTRICI TV (MEL E SUE) “LESBICHE, GRASSE, RIPUGNANTI E PIÙ TRISTI DI SEMPRE”… E’ LA DIMOSTRAZIONE CHE LA FOGNA VA SPURGATA SENZA PIETA’ PRIMA CHE TRABOCCHI IN STRADA
“Non riesco a credere a quanti nigeriani ci siano in città… dovrebbero cremarli tutti e
usarli per riempire le buche delle nostre strade!”. A scrivere così online nel marzo 2024 è stato Glenn Gibbins, un candidato di Reform Uk – il partito di Nigel Farage – nella circoscrizione di Sunderland, nel nord inglese. Ebbene, giovedì scorso, alle elezioni amministrative in Inghilterra stravinte proprio da Farage, Gibbins ha ottenuto il seggio da consigliere comunale. Nonostante tutto.
Non solo. Gibbins, eletto nel collegio di Hylton Castle, è travolto di critiche anche perché sono spuntati altri post, pubblicati online dal nuovo consigliere comunale, e poi cancellati come quello sui nigeriani. Vedi i migranti arrivati via mare definiti “un esercito di musulmani che col tempo si rivolterà contro di noi” e “la nostra tolleranza è la più grande arma dei musulmani”.
Ma ci sono anche insulti misogini e omofobi, come le presentatrici televisive Mel e Sue marchiate come “le conduttrici lesbiche più grasse, ripugnanti e tristi di sempre”, mentre, durante la partita di rugby Irlanda-Giappone del 2021, avrebbe scritto così di una commentatrice donna: “Vorrei che si limitassero a cucinare, cucire e occuparsi della casa”.
Ma tutto questo non sembra un grosso problema per il partito di Nigel Farage. Il vicepresidente di Reform UK, Richard Tice, ha detto stamani alla Bbc: “Questo weekend stiamo festeggiando il nostro incredibile successo alle elezioni. Ma come ogni partito, abbiamo procedure interne per valutare i casi in cui qualcuno abbia detto o fatto qualcosa di sbagliato.
Condanno tutto ciò che è sbagliato e inappropriato. Ma gli elettori hanno già sentito simili campagne diffamatorie e l’atteggiamento sprezzante contro di noi, e come risposta, ciononostante, hanno votato in massa per noi”. Tuttavia, nel pomeriggio Reform UK ha successivamente deciso di sospendere Gibbins dal partito, in attesa delle indagini interne.
(da Dagoreport)
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Maggio 11th, 2026 Riccardo Fucile
IL TYCOON E IL SUO ALLEATO ISRAELIANO HANNO UN “PROBLEMA” ELETTORALE: A OTTOBRE SI VOTA IN ISRAELE E A NOVEMBRE NEGLI USA PER LE MIDTERM. MA GLI OBIETTIVI SONO OPPOSTI: NETANYAHU PER VINCERE HA BISOGNO DELLA GUERRA PERMANENTE, TRUMP DELLA PACE A TUTTI I COSTI
Il più grande ostacolo alla pace in Iran non è il regime degli ayatollah o ciò che ne rimane, ma Benjamin Netanyahu.
Ieri, dopo che Trump aveva aperto all’accordo, e aveva dato il suo via libera all’inviato Steve Witkoff per chiudere il negoziato con il regime di Teheran, s’è messo di traverso il solito “Bibi”: “La guerra non è finita, c’è ancora l’uranio da portare via”.Sia il tycoon che il suo alleato israeliano hanno un “problema” elettorale: a ottobre si vota in Israele e Netanyahu non può arrivare al voto senza aver ottenuto lo scalpo nucleare del suo nemico storico. I cittadini israeliani sostengono la guerra in Iran ancor più di quella a Gaza (considerano Teheran un nemico esistenziale). Trump, invece, ha bisogno di arrivare a novembre con la guerra finita. Come, non gli importa: dichiarerà vittoria nonostante tutto. Esticazzi dell’uranio…
Le scorte di uranio arricchito in possesso dell’Iran devono essere “rimosse” prima della conclusione della guerra di Usa e Israele contro Teheran. Lo ha detto il premier israeliano Benyamin Netanyahu in un’intervista alla Cbs.
La guerra “non è finita, perché c’è ancora materiale nucleare, l’uranio arricchito, che deve essere portato fuori dall’Iran. Ci sono ancora siti di arricchimento che devono essere smantellati”, ha aggiunto Netanyahu in un estratto di intervista del programma ’60 Minutes’. “Si interviene e lo si porta via”, ha rincarato il leader israeliano, rispondendo alla domanda su come l’uranio potesse essere rimosso.
“Credo che la guerra abbia ottenuto risultati significativi”, ha detto Netanyahu, aggiungendo che oltre al nucleare, “ci sono ancora le forze per procura sostenute dall’Iran e i loro missili balistici che intendono ancora produrre. Certo, ne abbiamo neutralizzata gran parte, ma c’è ancora del lavoro da fare”.
Alla domanda su come portarlo via, se con un’azione militare, il premier ha replicato che “”il presidente Trump mi ha detto: ‘Voglio intervenire lì’, e io credo che, dal punto di vista pratico, sia fattibile. Non è quello il problema. Se si raggiunge un accordo sul punto, si interviene e si porta a termine l’operazione, perché no? È il modo migliore”.
Su un’azione di forza, senza accordo, “ne parlerò con gli Usa, perché non ho intenzione di parlare delle nostre capacità o dei nostri piani militari; sto semplicemente cercando di stabilire quanto tempo ci vorrà per raggiungere tale obiettivo. Non fornirò una tempistica precisa, ma dirò che si tratta di una missione di importanza assolutamente cruciale”, ha concluso Netanyahu.
(da agenzie)
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Maggio 11th, 2026 Riccardo Fucile
“IO MINISTRO DELL’INTERNO? SU QUELLO SI POTREBBE RAGIONARE” … QUANDO GABRIELLI E’ STATO FERMATO DA UNA PATTUGLIA DI POLIZIA: “NON MI AVEVANO RICONOSCIUTO, HO MOSTRATO I DOCUMENTI E BASTA. POI HANNO REALIZZATO…”
Io nel ruolo di federatore del c.sinistra? “Non è un ruolo che mi piacerebbe ricoprire e
nessuno me lo ha chiesto. Ognuno deve fare quello che sente di poter
fare”. Lo dice a Rai Radio1, ospite di Un Giorno da Pecora, l’ex capo della Polizia Franco Gabrielli, intervistato da Giorgio Lauro e Nancy Brilli. Fare il ministro dell’Interno, invece, è un ruolo che potrebbe piacerle? “Quello è un discorso su cui si potrebbe ragionare”, ha risposto l’ex sottosegretario a Rai Radio1.
“E’ assolutamente escluso che io partecipi alle primarie, non sono interessato né ad una leadership né a fare le primarie. Chi voterei tra Conte e Schlein? Vediamo chi ci sarà. Credo che le primarie siano un bagno di sangue dove alla fine i concorrenti dovranno necessariamente estremizzare le loro posizioni per conseguire il consenso. Vorrò vedere il giorno dopo queste dichiarazioni ecumeniche se tutto questo sarà possibile”. Lo dice a Rai Radio1, ospite di Un Giorno da Pecora, l’ex capo della Polizia Franco Gabrielli, intervistato da Giorgio Lauro e Nancy Brilli.
Il ministro Piantedosi? “E’ partito bene poi si è un po’ perso per strada. Il voto che gli darei? I conti si fanno alla fine…” Lo dice a Rai Radio1, ospite di Un Giorno da Pecora, l’ex capo della Polizia Franco Gabrielli, intervistato da Giorgio Lauro e Nancy Brilli.
L’ex capo della Polizia, sottosegretario, capo del Sisde e Prefetto di Roma Franco Gabrielli si è raccontato oggi a Un Giorno da Pecora, su Rai Radio1, dove, tra un ragionamento sulla politica e sull’attualità, ha raccontato anche aspetti di sé meno conosciuti.
Ad esempio – hanno chiesto i conduttori Giorgio Lauro e Nancy Brilli -, ci dica: tra tutti i ruoli che ricoperti, a quale è più legato? “A quello di Capo della Polizia”. E come mai? “Dovete sapere a 12 anni già sognavo di diventarne funzionario”.
Già da quell’età? E come mai? “Forse perché all’epoca – ha spiegato Gabrielli a Radio1 – mi appassionai ad un telefilm che si chiamava ‘Qui Squadra Mobile’, che raccontava quel mondo”. Quando ricopriva quel ruolo, è mai stato ‘fermato’ proprio dalla Polizia? “Certo. A volte anche non riconoscendomi”.
E cosa ha fatto in quei casi? “Semplicemente ho mostrato i documenti e basta”. Le è successo anche recentemente? “Si’, alla stazione di Milano, ero seduto, una pattuglia mi ha fermato. E mi hanno chiesto i documenti. Poi hanno realizzato…”
(da Da “Un Giorno da Pecora” – Rai Radio1)
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Maggio 11th, 2026 Riccardo Fucile
NELLA LISTA PER LE AMMINISTRATIVE A VALENZA, IN PROVINCIA DI ALESSANDRIA, COMPAIONO ZYBER FARUKU, SVETLANA MIROSHNIK, MANUEL HYSA, MATILDA UKU E ABDELSALAM RAMADAN ABDELGHAFAR HAGAG. ALTRO CHE “PRIMA IL NORD” … CHISSA’ COSA PENSA SALVINI (CHE UN MESE FA ERA IN PIAZZA A INVOCARE LA REMIGRAZIONE) DELLO SLOGAN ELETTORALE DEL CANDIDATO HAGAG: “INCLUSIONE E ACCOGLIENZA” – NON È UN CASO ISOLATO, A VIGEVANO IL SEGRETARIO LEGHISTA HA SCONFESSATO I SUOI
Dicono che… più che una lista della Lega sembri il catalogo partenze di un terminal internazionale. E non perché a Valenza i candidati prendano il volo. Il problema, sussurrano nel centrodestra, è capire semmai dove finisca il Carroccio di Matteo Salvini e dove inizi il corso accelerato di multiculturalismo applicato.
A far sobbalzare più d’un leghista col rosario identitario in tasca sarebbe stata la lista presentata nella città dell’oro
Basta leggere i nomi per far venire un mancamento ai reduci di Pontida: Zyber Faruku, Svetlana Miroshnik, Manuel Hysa, Matilda Uku e Abdelsalam Ramadan Abdelghafar Hagag. Altro che “prima il Nord”: qui pare direttamente “United Colors del Carroccio”.
Ma il capolavoro, raccontano i più perfidi, sarebbe il santino elettorale del candidato Hagag. Slogan: “Inclusione ed accoglienza”. Una roba che se la legge Salvini rischia un coccolone. Anche perché appena un mese fa il Capitano sfilava a Milano invocando la remigrazione, mentre nel frattempo i suoi amministratori sembrano impegnati a organizzare il controfestival dell’integrazione felice.
A Vigevano il leader leghista è già stato costretto a sconfessare i suoi dopo l’arruolamento di due esponenti della comunità islamica, uno dei quali avrebbe persino inneggiato ad Allah in un volantino elettorale.
A Gattinara, invece, il segretario provinciale vercellese della Lega Daniele Baglione ha pensato bene di inaugurare un centro culturale islamico proprio nel giorno della manifestazione milanese sulla remigrazione. Tempismo che potrebbe costare caro all’ambizioso dirigente piemontese.
E dire che nella città dell’oro il Carroccio aveva già dovuto ingoiare il diktat di Fratelli d’Italia sulla mancata ricandidatura del sindaco uscente Maurizio Oddone. Il primo cittadino correrà comunque per un posto in consiglio comunale
(da agenzie)
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Maggio 11th, 2026 Riccardo Fucile
ANCORA UNA VOLTA LA SORPRESA E’ SILVIA SALIS CON IL 26% DI VOTO POPOLARE… NONOSTANTE ABBIA GIA’ DETTO CHE NON INTENDE CANDIDARSI ALLE PRIMARIE GLI ITALIANI CERCANO DI FAR CAPIRE AI VERTICI TAFAZZIANI DELL’AREA LARGA CHI PUO’ DAVVERO SCONFIGGERE I SOVRANISTI
Se dovessero tenersi le primarie del campo largo, Elly Schlein sarebbe in netto vantaggio,
staccando gli altri leader con un ampio margine. Giuseppe Conte fermerebbe a più di dieci punti di stacco, seguito a distanza ravvicinata dalla sindaca di Genova Silvia Salis, individuata da molti del fronte progressista come possibile guida del campo largo.
In un sfida a duello con Giorgia Meloni però, Schlein uscirebbe sconfitta. La premier incassa il 52,3% contro il 47,7% della segretaria Pd.
Vediamo nel dettaglio l’ultimo sondaggio Bidimedia.
Elly Schlein in vantaggio su Conte e Silvia Salis
La rilevazione offre un’istantanea sui rapporti di forza all’interno dell’elettorato di centrosinistra in vista di ipotetiche primarie decidere la leadership della coalizione. Quello che emerge più chiaramente è l’evidente vantaggio di Elly Schlein. La segretaria Pd si posiziona nettamente al primo posto, raccogliendo il 37,5% delle preferenze dei potenziali elettori del campo largo (composto da Pd, Movimento 5 Stelle, Alleanza Verdi-Sinistra, Italia Viva e +Europa). Una prima posizione rafforzata dall’ampio distacco dagli altri contendenti: un totale di undici punti percentuali che garantiscono a Schlein un margine di sicurezza abbastanza rassicurante.
Il presidente del M5s Giuseppe Conte infatti, ottiene il 26,5% delle preferenze, posizionandosi secondo. L’ex premier è tallonato dalla sindaca di Genova Silvia Salis, che si attesta al 25,9%. La differenza tra i due candidati è di appena sei decimi. Un testa a testa che suggerisce che la partita per accreditarsi come principale alternativa alla leadership della Schlein c’è ed è fortemente competitiva.
Negli scorsi giorni Conte, di rientro da un periodo di convalescenza a causa di un’operazione che l’ha costretto a fermarsi, ha parlato delle primarie come “momento di partecipazione democratica” per “scongiurare possibili derive leaderistiche”. Dall’altra parte Salis resta contraria, ritenendole divisive.
Resta un 10,1% di elettori indecisi che al momento, seppur propenso al voto alle primarie, non si riconosce nella terna dei possibili leader proposti.
(da Fanpage)
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Maggio 11th, 2026 Riccardo Fucile
LA COMMEMORAZIONE QUEST’ANNO SI È SVOLTA IN UN CLIMA DIMESSO: “MAD VLAD” ERA TERRORIZZATO DA POSSIBILI INCURSIONI DEI DRONI UCRAINI, E HA CHIESTO A TRUMP DI DICHIARARE UN CESSATE IL FUOCO DI DUE GIORNI PER EVITARE SCHERZETTI
“Un contingente dell’Esercito popolare coreano composto da forze di terra, navali e aeree ha partecipato alla parata del Giorno della vittoria a Mosca”, ha riferito l’agenzia di stampa nordcoreana Kcna, citata da quella sudcoreana Yonhap, aggiungendo che la marcia ha avuto luogo su invito della Russia.
Dopo la parata il presidente Vladimir Putin ha incontrato il comandante del contingente nordcoreano e “ha espresso la sua gratitudine”, ha aggiunto la Kcna. La parata ha segnato la prima volta in cui le truppe di Pyongyang hanno sfilato pubblicamente sul suolo russo in una cerimonia di questo tipo.
La partecipazione della Corea del Nord alla parata russa del Giorno della vittoria è servita a dimostrare i legami militari sempre più stretti tra i due Paesi, ha affermato il ministero per la Riunificazione sudcoreano. “Sfilando per la prima volta alla parata del Giorno della vittoria in Russia, la Corea del Nord ha messo in mostra i propri legami militari con la Russia”, ha dichiarato Yoon Min-ho, portavoce del dicastero di Seul.
(da agenzie)
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Maggio 11th, 2026 Riccardo Fucile
A PALAZZO CHIGI CASCANO DAL PERO E TRATTANO PER SALVARE MERLINO. MA IL MINISTRO RESISTE: “O LUI O ME. NON MI FIDO PIÙ” … L’ACCUSA MOSSA DA GIULI A MERLINO È DI PASSARE INFORMAZIONI A FEDERICO MOLLICONE, CAPO DELLA COMMISSIONE CULTURA DELLA CAMERA E ARCI-NEMICO DEL DANDY CARIATO
«Ma se Meloni ha potuto far dimettere Santanchè e Delmastro, perché io non posso
mandare via due membri del mio staff?», si chiede, privatamente, Alessandro Giuli, nell’ennesimo giorno di tormenta al Ministero della Cultura.
Il clima, a Palazzo Chigi, è furente. Il sottosegretario Giovanbattista Fazzolari deve subire uno smacco a cui non è abituato: Emanuele Merlino è un suo fedelissimo. E Fazzolari, detto per inciso, negli ultimi tempi con Giuli ha fatto sponda nella vicenda Biennale, schierandosi contro l’apertura del padiglione russo voluto da Pietrangelo Buttafuoco.
Dunque questa mossa non se l’aspettava, la vive come una sgarberia. Pure Giorgia Meloni non era stata messa a parte dei decreti di siluramento già pronti e bollinati. Sua sorella Arianna, che con Giuli ha un rapporto d’amicizia, aveva intuito lo scontento del titolare del Mic. Ma la convinzione era di poter rammendare lo strappo. Invece la premier apprende ieri dai siti online dei giornali – l’anticipazione è del Corriere – che la cacciata è già effettiva.
C’è un margine per salvare almeno Merlino? Trattative in corso. I big della fiamma si muovono sottotraccia. Il pressing dei fazzolariani è forte. Ma il ministro, per ora, resiste: «O lui o me», è un altro dei messaggi in bottiglia che trapela dalla sua cerchia. Sarebbe in bilico pure la capo di gabinetto del Mic, Valentina Gemignani, moglie di l’ex deputato Basilio Catanoso, l’ultimo capo di Azione giovani prima di Meloni.
L’ex presidente del Maxxi non ne fa una questione politica, ma di “macchina”, di
funzionamento del ministero. Che nella sua lettura avrebbe rischiato la paralisi, per colpa dei dirigenti chiamati ad assisterlo sul piano operativo.
«Non mi fido più». Considerazioni, malumori, che si mischiano ai veleni. Merlino, dicono altri da FdI, sarebbe stato accusato dal ministro di passare informazioni a Federico Mollicone, il meloniano tendenza Rampelli che guida la commissione Cultura della Camera. Arci-nemico interno di Giuli. Il grosso del partito però s’interroga sul perché di una mossa non concordata, che sfida il gran regista di Chigi. Altra battuta maligna: «Non è che Giuli vuole compiacere certi ambienti di sinistra?».
I Fratelli che poco apprezzano il ministro raccontano pure che il rapporto di Giuli con Meloni sia sempre più accidentato. Che probabilmente non verrebbe candidato alle prossime Politiche, ammesso che questa sia la sua intenzione. La premier ha sofferto la lite pubblica con Salvini
Quello di ieri è l’ennesimo tornante travagliato. Ricuciture? Difficili. Battuta che circola dentro FdI (sempre dagli anti-Giuli): «Era meglio mettere Mazzi alla Cultura e tenere al Turismo Santanchè, che aveva guai giudiziari per le sue imprese, ma come ministro funzionava».
Giuli, solitario, è convinto che la sua sia la giusta battaglia. La gestione del caso del documentario su Regeni, privato di finanziamenti pubblici, l’ha fatto imbestialire. Tanto da far arrivare messaggi indiretti alla famiglia, per scusarsi. E chiedere un incontro. Forse farà pace con i genitori del ricercatore. Con altri, nel governo, sembra decisamente più complicato.
(da agenzie)
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Maggio 11th, 2026 Riccardo Fucile
TOSI DEVE COADIUVARE LA COMUNICAZIONE ISTITUZIONALE, CHE FA CAPO NELLO STAFF A TIZIANO FISTOLERA, ALTRO LEGHISTA AMICO DI LOCATELLI (ENTRAMBI SENZA COMPETENZE SPECIFICHE)
Dall’Europarlamento al ministero della Disabilità. Nel segno della Lega. Andrea Tosi, 25enne consigliere comunale leghista a Carrara, è una delle new entry nel contingente di esperti selezionato dalla ministra leghista, Alessandra Locatelli.
Da gennaio ha un contratto di 30mila euro all’anno, blindato fino alla fine del 2027, con la possibilità di presenziare agli eventi internazionali.
Il compito è di coadiuvare la comunicazione istituzionale, che fa capo nello staff a Tiziano Fistolera, altro leghista amico di Locatelli. E che, come svelato da Domani, è alla prima esperienza sul tema disabilità. Tosi è in linea con il suo “superiore”: non ha specifiche competenze.
Basta l’appartenenza. È il golden boy della Lega in Toscana, già collaboratore all’Europarlamento con Susanna Ceccardi (che lo aveva sostenuto alle comunali), e segretario del partito a Massa Carrara. Adesso lo strapuntino al ministero della Disabilità colonizzato dai leghisti.
(da Domani)
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Maggio 11th, 2026 Riccardo Fucile
NELLA CAPITALE, LA FECCIA RAZZISTA HA ASSALITO CINQUE PERSONE (CLOCHARD, IMMIGRATI) IN ZONA STAZIONE TERMINI: “SONO INFERIORI, DA SPAZZARE VIA” … A CATANZARO, TRE MILITANTI DI FORZA NUOVA HANNO AGGREDITO UN GIOVANE MAROCCHINO
«Ma se non lo faccio io, chi lo deve fare?». Intriso di ideologia sulla supremazia della
razza, remigrazione e affini, uno degli adolescenti che a Roma hanno aggredito stranieri e clochard osserva il padre. E ripete, quasi stupito dalla perquisizione della polizia: «Se non ci penso io, chi?».
Come in Arancia Meccanica, insieme a due suoi amici vicini a gruppi di estrema destra, la notte del 7 febbraio ha assalito cinque persone che dormivano o passavano in zona stazione Termini, a Roma.
Senza tetto, immigrati che agli occhi dei tre ragazzi, di diciassette, diciannove e vent’anni, apparivano come «inferiori, indesiderati, da spazzare via». Una «caccia all’uomo», così è scritto negli atti. Come a Catanzaro, Milano, Bologna, Verona.
Prima l’agguato, con sfollagente telescopico e mazze, poi le botte e infine la fuga, tra risate e pacche sulle spalle. «Molte delle vittime non hanno nemmeno un tetto sulla testa, figurati se denunciano». A farsi avanti, un uomo di origini nigeriane che racconta agli agenti della polizia ferroviaria di essere stato strattonato, insultato, spintonato da tre ragazzini che hanno inveito contro di lui, le sue origini, il colore della sua pelle.
Una caccia all’uomo, dunque, organizzata da tre ragazzi che di giorno studiano e di notte, con bomber nero, pantaloni neri e stivali neri, escono per colpire gli «inferiori». Sotto il letto coltelli e tirapugni, sotto il sellino dello scooter una mazza di ferro, in libreria una copia del Mein Kampf.
Materiale propagandistico, si legge nelle carte dell’inchiesta, «caratterizzato da una simbologia ideologica riconducibile al disciolto partito fascista con contenuti razzisti e discriminatori verso gli stranieri, la comunità Lgbtqia+ e le minoranze religiose». Sulla scrivania diversi volantini e adesivi di Lotta Studentesca, la giovanile del movimento di Forza Nuova fondato da Roberto Fiore che sul web si presenta come «il gladio degli arditi».
Ronde contro gli immigrati, i clochard, il diverso, organizzate anche a Catanzaro. Il 6 marzo 2025, tre militanti di Forza Nuova erano impegnati ad affiggere uno striscione: «Maranza: a Catanzaro su caci’nta panza! ». Un giovane di origine marocchine si ritrova a passeggiare da quelle parti e viene rincorso, colpito con calci, pugni. Lui riesce a fuggire, a rifugiarsi in un posto sicuro, i tre, poi individuati dalla Digos e denunciati, lo cercano dappertutto: di nuovo una caccia all’uomo. In quanto straniero.
Episodi singoli, è vero. Che però gli inquirenti non sottovalutano. Sullo sfondo l’ideologia dell’estrema destra. L’obiettivo? Ronde strutturate e frequenti. Lo racconta l’indagine della Digos di Bologna che, partendo dal monitoraggio di una “Passeggiata per la sicurezza”, organizzata il 2 luglio dalle parti della stazione promossa dal gruppo Bulaggna Dsdadet, ha denunciato diciotto persone per numerosi reati, tra cui violazione del divieto di ricostituzione del partito fascista, apologia del fascismo, propaganda e istigazione a delinquere per motivi razziali, etnici e religiosi.
Volevano pattugliare il territorio, controllarlo, «liberarlo dagli stranieri», dai poveri, dai senza tetto. Così a Milano, quando un ragazzo di origini nordafricane è stato picchiato perché considerato uno scippatore. Il video dell’aggressione è stato condiviso sulla pagina Instagram «Articolo 52» e altri profili social dove si invitava a partecipare alle “ronde anti-maranza” e a raccogliere fondi per comprare spray al peperoncino e walkie talkie. Nove gli italiani perquisiti dalle forze dell’ordine: anche qui sono stati sequestrati manganelli telescopici, taser, volantini di estrema destra. Tutti loro avevano partecipato a diversi presidi di Forza Nuova contro il degrado e l’immigrazione irregolare.
(da agenzie)
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