Dicembre 29th, 2008 Riccardo Fucile
A NATALE SPESI DUE MILIARDI DI EURO IN MENO…LA CUCINA DI CASA BATTE I CIBI DI LUSSO…CALO DEL 20% NELLE VENDITE: COLPITI ABBIGLIAMENTO, SCARPE, ADDOBBI PER LA CASA E GIOCATTOLI, REGGONO LE SPESE ALIMENTARI
Due miliardi di meno per i regali di Natale, ma soprattutto il bollito al posto delle ostriche e il
brindisi con un Brachetto invece dello champagne.
Sono i dati delle associazioni dei consumatori (Adusbef) e della Coldiretti, che fotografano impietosamente la crisi di fine 2008.
In particolare: crollano abbigliamento e calzature del 20%, elettrodomestici e mobili del 10%, profumi e cura della persona, ancora del 10%. Sono i settori dove la necessità si coniuga alla piacevolezza dell’acquisto, perchè quattro paia di scarpe sono un lusso e a un comò di pregio si può assolutamente rinunciare.
Flessione contenuta per l’elettronica di consumo, appena un 5%, più rilevante per i giocattoli che calano del 10%.
Tengono contro ogni previsione i prodotti di cartolibreria che guadagnano a sorpresa un + 1,5%. Resistono i prodotti alimentari, ma cambiano clamorosamente tipologia. Minori quantità di ostriche, salmone e champagne, considerevole aumento di cappelletti da brodo, bollito e pizze rustiche.
La Coldiretti sottolinea positivamente che dalla prova natalizia esce rafforzato il legame con il territorio e dunque cappone in Piemonte, canederli in Trentino, brovada in Friuli e in Venezia Giulia, scillatelle in Calabria. Continua »
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Dicembre 28th, 2008 Riccardo Fucile
I DATI ISTAT RIVELANO CHE LA POVERTA’ E’ IN COSTANTE AUMENTO … DIFFICOLTA’ MAGGIORI PER CHI HA FIGLI…ORA SI ATTENDE L’IMPATTO DELLA CRISI NEL 2009
Una famiglia su venti non ha i soldi per il cibo e più del 15% della popolazione fatica ad arrivare a fine mese. E’ la fotografia delle condizioni delle famiglie italiane raccolti dall’Istat, prima della crisi mondiale il cui impatto comincia a farsi sentire ora e che, secondo gli esperti, avrà effetti pesanti soprattutto nel 2009.
Insomma l’Italia se la passa male ancor prima dell’arrivo della tempesta. Più difficoltà anche solo nel procurarsi il cibo, le medicine e gli abiti di cui non si può fare a meno.
Soffrono di più gli anziani soli, soprattutto le donne, le famiglie con un solo genitore, in particolare se si tratta di donne separate o vedove, e più di tutti i nuclei familiari con tre e più figli.
Nel 2007, rispetto all’anno precedente, è salito dal 4,2 al 5,3% la quota di famiglie che ha dichiarato di non avere avuto i soldi per il cibo almeno una volta nel corso dell’anno.
Salgono dal 10,4 al 10,7% le famiglie che non riescono a riscaldare adeguatamente la casa, dal 10,4 all’11,1% quelli che hanno vissuto “momenti con insufficienti risorse” per le spese mediche.
Il 15,4% delle famiglie ( rispetto al 14,6% del 2006) ha dichiarato di arrivare a fine mese con molta difficoltà e il 32,9% ritiene di non essere in grado di far fronte a una spesa imprevista di 700 euro. Mentre la metà delle famiglie italiane ha potuto contare su meno di 1.924 euro al mese in giù. Continua »
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Dicembre 20th, 2008 Riccardo Fucile
LE GRIFFE DEL LUSSO FANNO SCONTI DEL 40% AI CLIENTI ABITUALI…UNA STRATEGIA PER FAR FRONTE ALLA CRISI … LOUIS VITTON ANNUNCIA UNA FLESSIONE DELLE VENDITE IN GIAPPONE DEL 7% E RINUNCIA AD APRIRE IL MEGASTORE DI GINZA
La novità di questo Natale si coglie nelle vie importanti della moda: nella milanese via
Montenapoleone, nella romana via Condotti, nella veneziana piazza San Marco.
Le strategie di vendita delle grandi griffe del lusso stanno adeguandosi alla crisi economica che avanza.
Sono diverse le “maison” che nei giorni scorsi hanno scritto letterine di Natale alla loro selezionata clientela, invitandola a visitare il negozio e offrendo un “presaldo” scontato del 40%.
Non è una campagna limitata, ma una vera e propria campagna pubblicitaria che copre l’intera collezione invernale, spesso abbigliamento e accessori. Basta entrare nei punti vendita delle grandi case per scoprire che i saldi sono cominciati da un pezzo.
Sono camuffati, riservati alla clientela abituale, comunicati attraverso un passaparola esclusivo.
E’ vero che l’abitudine ad anticipare i saldi non è una novità , ma adesso è generalizzato.
Non c’è griffe che non si sia attrezzata in tal senso, proponendo la merce più preziosa a prezzi da sogno, con sconti fino al 50%.
E non si parla di collezione della passata stagione, ma di quella in corso. Necessità di cash flow, di liquidità , ma rappresenta una novità . Continua »
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Dicembre 18th, 2008 Riccardo Fucile
IL DISAGIO PIU’ FORTE PER CASA E LAVORO… E’ UNA GENERAZIONE NON PREPARATA ALLE DIFFICOLTA’… LA FRAGILITA’ SOCIALE ALL’ORIGINE DELLA POVERTA’
Si parla spesso di disagio, di nuove povertà e di accoglienza, mentre crescono le fasce delle
persone in difficoltà economica. Il polso della situazione lo hanno le tante associazioni che cercano di prestare aiuto e assistenza a coloro che hanno bisogno sia di trovare un lavoro che di un concreto aiuto economico o alimentare.
Tra queste spicca, in Liguria, la Caritas regionale che ha presentato una settimana fa il “Dossier regionale 2008 delle povertà in Liguria”, un tentativo di inquadrare per età , tipologie e problematiche chi si rivolge ai loro Centri di ascolto sparsi sul territorio della nostra regione.
Ne emerge un quadro sempre più preoccupante, sia dal punto di vista quantitativo che da quello delle emergenze sociali riguardanti fasce d’età fino a qualche tempo fa impensabili.
E’ di nazionalità italiana, tra i trenta e i quarant’anni: ecco l’identikit del “nuovo povero” che si rivolge ai Centri Caritas diocesani per avere un supporto.
Il numero degli assistiti è in costante aumento: 14.736 le persone che lo scorso anno hanno bussato alle porte degli 81 centri di ascolto delle diocesi liguri per essere seguite e aiutate, a fronte delle poco più delle 10.000 dell’anno precedente. Continua »
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Dicembre 14th, 2008 Riccardo Fucile
PREVISTA UNA SPESA DI OLTRE 1 MILIARDO DI EURO INFERIORE AL 2007 PER I REGALI NATALIZI… 2 FAMIGLIE SU 3 TAGLIERANNO LE SPESE E 1 SU 3 RIDURRA’ GLI ACQUISTI DEL 30%… IL 66% FARA’ RICORSO AI SALDI E IL 54% SI RIVOLGERA’ A PRODOTTI NON GRIFFATI… NATALE DI MAGRA SECONDO IL CENSIS
Altro che bianco Natale, quello che ci aspetta sarà un 25 dicembre in rosso e non certo per gli abiti di Santa Klaus o l’intimo porta fortuna. A tingersi di rosso sono le tasche degli italiani.
A dirlo è l’ultimo rapporto Censis sulla situazione del Paese, unito al sondaggio Confesercenti-Sgw che danno secca una previsione: per Natale gli italiani spenderanno oltre un miliardo di euro in meno rispetto all’anno precedente.
In base al sondaggio, aumentano dal 14 al 16% quelli che prevedono un Natale austero… dal 13 al 21% quello che lo definiscono difficile, in discesa dal 53 al 44% chi vede questo momento come un’occasione di speranza e dal 12 al 6% chi lo immagina gaudente.
Sono diminuiti gli italiani che si aspettano un Natale migliore ( dal 24 al 21%) o perlomeno uguale (dal 57 al 50%). A crescere è soltanto il pessimismo ( per il 10% sarà peggiore).
Secondo un’indagine del Codacons “le previsioni al ribasso sono fin troppo ottimistiche, i consumi vedranno una riduzione fino al 25% rispetto al 2007 e i cittadini non spenderanno più di 200 euro di media a testa”.
La Confesercenti prevede un aumento della spesa destinata al pagamento dei conti in sospeso per 550 milioni di euro, mentre si parla di 318 milioni di euro per i mutui arretrati. Continua »
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Dicembre 12th, 2008 Riccardo Fucile
IL RAPPORTO DEL CENSIS SULLA SITUAZIONE DEL PAESE … 12 MILIONI DI FAMIGLIE ( IL 48,8%) TEMONO DI NON FARCELA… IL 10% HA DIFFICOLTA’ A PAGARE IL MUTUO CASA… IL 72% ACQUISTA PRODOTTI SOLO IN OFFERTA SPECIALE AL SUPERMERCATO… LA MOROSITA’ NEGLI AFFITTI ARRIVA AL 30%… CRESCONO I DEBITI E LE INSOLVENZE
Una famiglia su due rischia di essere travolta dalla crisi che colpirà duro soprattutto dopo
Natale. I consumi calano, così come la fiducia degli Italiani, ridotta ormai ai minimi termini.
Il mutuo per la casa diventa spesso un fardello insostenibile, cosicchè il 10% dei nuclei familiari fatica ad onorare l’impegno con la banca, mentre il 2,8% ha già alzato bandiera bianca interrompendo il pagamento delle rate.
A scavare tra le cifre del Rapporto 2008 del Censis, gli unici segnali di vitalità e quindi di ottimismo cui attaccarci sono individuati nella tenuta del nostro sistema produttivo, grazie alla flessibilità delle imprese, nella vocazione al risparmio delle famiglie e nel ruolo degli immigrati come forza propulsiva nel campo del lavoro.
I lati oscuri sono troppi invece, non c’è che l’imbarazzo della scelta: il 25% degli italiani teme di perdere il posto di lavoro, il 71% è convinto che peggiorerà la sua condizione di vita.
Il “rischio default”, il rischio di fare crac, di non arrivare alla fine del mese, è ormai uno spettro per il 48,8% delle famiglie ( 12 milioni di nuclei).
Tra queste vi sono quelle che hanno investito in prodotti rischiosi ( 2,8 milioni), quelle che hanno problemi con il mutuo ( 2 milioni), quelle indebitate per l’acquisto di beni di consumo ( 3,1 milioni) e quelle che non hanno un euro da parte di risparmio ( 3,8 milioni). Continua »
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Dicembre 10th, 2008 Riccardo Fucile
LE AZIENDE ASSUMONO DI PIU’, MA PAGANO SEMPRE DI MENO… CRESCE IL DIVARIO TRA UOMO E DONNA… I RISULTATI DELL’INDAGINE UNIONCAMERE
Nonostante la crisi, le imprese italiane continuano ad assumere e cercare sempre più
laureati e diplomati, con preferenza per le specializzazioni tecniche e per candidati con esperienza lavorativa alle spalle.
Ma a questa richiesta di maggiore qualità , corrispondono retribuzioni adeguate?
A leggere i risultati della ricerca condotta da Unioncamere assieme a Od&m Consulting sembrerebbe proprio di no. Oltre 10 milioni di italiani in età da lavoro hanno una retribuzione lorda sotto la soglia di 23mila euro. Per le donne poi la busta paga si alleggerisce in media di 4mila euro. Nel 2007 la retribuzione lorda dei lavoratori italiani, includendo straordinari, premi di produttività e ogni altro elemento variabile della retribuzione, ha raggiunto in media 26.500 euro.
Si oscilla tra i 21.200 euro percepiti in media da chi svolge una professione non qualificata e i 92.200 euro delle professioni dirigenziali, con un differenziale di 4,3 volte tra i due estremi.
Se però si guarda alle retribuzioni dei lavoratori meno qualificati emerge il ritratto di un’Italia in cui le differenze retributive della maggior parte dei dipendenti sono molto contenute, per non dire piatte.
Quasi 10 milioni di lavoratori percepiscono, infatti, una retribuzione media compresa tra i 21.200 e i 22.800 euro, con uno scarto assoluto tra la retribuzione più bassa e quella più alta che non supera i 1.800 euro lordi. Continua »
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Dicembre 3rd, 2008 Riccardo Fucile
COME AL SOLITO CI SARA’ UNA MARCIA INDIETRO SULLA TASSA A SKY… QUALCUNO SI E’ ACCORTO CHE GLI ABBONATI DI SKY VOTANO, BASTAVA PENSARCI PRIMA… L’IVA AL 20% SAREBBE LA PIU’ ALTA IN EUROPA… LA GAFFE DI SILVIO
“Cari abbonati, se il vostro abbonamento subirà nel 2009 un incremento rispetto al
passato, le responsabilità non sono nostre, ma del Governo che ha alzato le tasse”… è iniziata la valanga di spot che lo spettatore di Sky da due giorni visualizza a ogni piè sospinto e che la direzione della Tv manda in onda per protestare contro l’aumento dell’Iva dal 10 al 20% da parte del governo.
Il neozelandese Mockridge, amministratore delegato di Sky Italia, rincara la dose chiedendosi “perchè il 20% di Iva per la pay-tv e solo il 5% per i giornali o il 4% per l’abbonamento alla Rai”. Berlusconi fa la sua gaffe dell’anno e risponde che “la sinistra aveva dato a Sky, per il rapporto che aveva con quella televisione, il privilegio del 10%, noi lo abbiamo solo tolto”.
Peccato che il suddetto privilegio in realtà risalga al 1995, cioè non all’epoca del governo Prodi, ma ai tempi del governo Dini, un governo trasversale e indefinibile.
Peccato che nel 1995 Sky non era neanche nei pensieri dell’attuale proprietario Murdoch che la plasmò nel 2003 dalla fusione tra Stream e Telepiù.
Diciamo di più: Telepiù, fondata nel 1991, vedeva come azionista al 10% proprio la Fininvest. Continua »
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Dicembre 2nd, 2008 Riccardo Fucile
NON E’ VERO CHE NON SI POTEVA FARE DI PIU’… MANCA IL CORAGGIO DI OPERARE TAGLI ALLA CASTA, ELIMINARE CONSULENZE, ABOLIRE E PROVINCE, RIFORMARE LA PREVIDENZA, PRIVATIZZARE I SERVIZI LOCALI… SI POTREBBERO RICAVARE FINO A 50 MILIARDI DI EURO… TROPPE CONTRADDIZIONI E BLUFF NEL PACCHETTO ANTICRISI
Qualcosa non torna nel dibattito che si è sviluppato in merito alle misure anticrisi adottate dal Governo, esaltate dal Centrodestra e criticate a priori dall’opposizione. Intanto l’impegno di appena 4 miliardi di euro non poteva permettere chissà che manovra.
Non si può pensare di alloggiare al Grand Hotel se si hanno solo i quattrini per fissare una camera all’hotel Miramare di Voghera.
O i quattrini ci si impegna a cercarli e trovarli con altri metodi, cosa che non è stata fatta, adagiandosi su qualche contribuzione a tappullo qua e là .
Era evidente a tutti che di fronte a un’emergenza, peraltro annunciata da mesi, il Governo ha perso troppo tempo a inseguire temi a cui non frega nulla a nessuno ( lodo Alfano, giustizia, tagli alla scuola, federalismo), dimenticando il tema dell’emergenza economica e sociale che ormai investe il ceto medio in modo pesante.
Occorreva un doppio binario di azione, uno strutturale che sapesse trasformare l’emergenza in occasione stabile di miglioramento, e uno con provvedimenti tampone che dessero ossigeno ai ceti più deboli e alle imprese. Continua »
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