Giugno 15th, 2009 Riccardo Fucile
PER I PRESTITI A BREVE TERMINE PAGHIAMO QUATTRO MILIARDI DI INTERESSI IN PIU’ DEI FRANCESI, TRE DEI TEDESCHI, UNO E MEZZO DEGLI SPAGNOLI… ….LE COMMISSIONI DA NOI SONO IL 4,8%, CONTRO L’1% DI SPAGNA E FRANCIA E LO 0,5% DELLA GERMANIA….PER CONCEDERE UN PRESTITO IN ITALIA OCCORRONO 19 GIORNI, IN FRANCIA E SPAGNA 4, IN GERMANIA 2
L’euro è uguale in tutta Europa, stesse banconote, stessi disegni, medesima filigrana.
L’unica differenza, nelle monete, è puramente estetica e differisce da un Paese all’altro.
Anche il tasso ufficiale di sconto è uguale per tutti i Paesi di Eurolandia e lo decide la Banca Centrale con sede a Francoforte, una sola banca, un solo tasso, attualmente all’1%.
Peccato però che il costo del denaro continui a essere molto diverso da un Paese all’altro.
E’ quanto certificato da uno studio fatto dalla Cgia di Mestre, nota per svelato alcuni trucchi del fisco e delle banche a carico delle imprese e dei cittadini italiani.
Dallo studio emerge che, da settembre 2008 a marzo 2009, i tassi di interesse applicati dalle banche italiane, in particolar modo per i prestiti a breve termine, hanno penalizzato le nostre imprese in modo ben più pesante rispetto a quelle europee.
Da questa indagine condotta con rigidi criteri scientifici ed economici, risulta alla fine che le aziende italiane hanno pagato 4 miliardi di euro in più di quelle francesi e 2,8 in più rispetto a quelle tedesche.
A parità di importi erogati dalle banche, nel periodo preso in considerazione, il maggior costo complessivo sostenuto dalle aziende italiane rispetto alla media Ue è stato di 2,1 miliardi di euro.
I soldi chiesti in prestito nel nostro Paese sono i più cari di tutta Eurolandia. Continua »
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Maggio 5th, 2009 Riccardo Fucile
NEL PONTE DEL PRIMO MAGGIO 6,5 MILIONI DI ITALIANI IN VACANZA CONTRO I 4,9 DI UN ANNO FA… IL GIRO D’AFFARI E’ STATO DEL 14% IN PIU’, MA LA SPESA MEDIA PROCAPITE SI FERMA A 215 EURO, CON UN CALO DEL 14% RISPETTO AL 2008….ITALIANI FUORI DALLA CRISI O SPENDACCIONI?
Il paradosso non è nuovo, fa parte delle contraddizioni apparenti del nostro Paese,
ma è in fondo spiegabile dati alla mano.
Partiamo da una constatazione, dalla stima ufficiale con numeri e percentuali gentilmente forniti da Federalberghi Confturismo sul fine settimana appena trascorso, ovvero il “ponte festivo” del primo maggio.
Festa dei lavoratori e dei vacanzieri, quest’anno calcolati in 6,5 milioni di italiani rispetto ai 4,9 milioni dell’anno scorso per lo stesso arco temporale.
Aumento quindi del 33% tra coloro che, a dispetto della crisi, hanno fatto le valigie per le località turistiche.
Incuranti delle previsioni dei nuovi disoccupati e cassaintegrati, gli italiani hanno creato un giro di affari che sfiora 1,4 miliardi di euro, con un aumento del 14% rispetto al 2008. In controtendenza invece la spesa media procapite che si ferma a 215 euro, con un calo del 14%.
Diciamo un turista più oculato, attento a contenere l’esborso, che non rinuncia alla vacanza, ma magari taglia qualcosina nel regalo ricordo e nel superfluo.
Di fronte a questa “voglia di vacanza”, ecco la solita diatriba tra chi sostiene che la crisi c’è e chi invece sostiene che è stata enfatizzata troppo. Continua »
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Maggio 4th, 2009 Riccardo Fucile
INIZIATIVA DI COLDIRETTI: NASCE LA RETE DEI MERCATI AGRICOLI…ACQUISTO DIRETTO DEI PRODOTTI E RISPARMIO DEL 30%…COINVOLTI 2.000 MERCATI DI “CAMPAGNA AMICA”, 2.000 PUNTI VENDITA DELLE COOPERATIVE, 5.000 AGRITURISMI E 10.000 AZIENDE AGRICOLE
Al PalaLottomatica di Roma, all’Eur, si erano dati appuntamento in sedicimila: tanti erano gli agricoltori, provenienti da tutta Italia, convocati dalla Coldiretti per il lancio della nuova rete di ventimila mercati degli agricoltori, firmati “Campagna Amica”, dove acquistare direttamente prodotti provenienti dagli allevamenti e dalle coltivazioni italiane.
Come scopo, quello di combattere le moltiplicazioni dei prezzi dal campo alla tavola, garantire la sicurezza del prodotto e smascherare il finto made in Italy.
Il presidente della Coldiretti, Sergio Marini, ha così presentato il piano “spesa sicura”, che intende promuovere il prodotto agricolo “cento per cento italiano”, che sarà offerto attraverso la più estesa rete commerciale nazionale e che coinvolgerà duemila mercati di campagna amica, duemila punti vendita delle cooperative, mille dei consorzi agrari, cinquemila agriturismo e diecimila aziende agricole, ma anche la rete della ristorazione e la distribuzione che aderirà all’iniziativa.
A parità di qualità , nei punti vendita convenzionati della rete “Campagna Amica” i prezzi dovrebbero essere inferiori di almeno il 30%, sulla base di un accordo con le associazioni dei consumatori.
Un impegno concreto per combattere le inefficienze e le speculazioni che nel 2008 sono costate alle tasche degli italiani 4 miliardi di euro, con l’aumento dei prezzi per i prodotti alimentari che è stato in media del 5,4%, superiore al 3,3% dell’inflazione generale. Continua »
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Aprile 11th, 2009 Riccardo Fucile
VERSIONE ECONOMICA E LEGGERA DEI DOLCI PER BLOCCARE IL CALO DEI CONSUMI… PREZZI RIBASSATI DEL 15% NEI RISTORANTI, MA SI RIDUCE ANCHE IL MENU’
La crisi economica mette a dieta anche le colombe e le uova pasquali che quest’anno arrivano all’appuntamento con le feste in una versione ridotta rispetto al passato.
Per rilanciare i consumi, infatti, pasticceri e panettieri hanno pensato bene di “alleggerire” i tradizionali dolci di Pasqua, in modo da rendere più a buon mercato il rispetto della tradizione. Anche se i prezzi al chilo sono rimasti gli stessi del 2008, grazie anche a qualche lieve ribasso del costo delle materie prime, i formati sono stati tutti un po’ ridimensionati.
Nella produzione artigianale ad esempio le colombe da 750/800 grammi, la cui produzione è ormai entrata nel vivo, hanno tendenzialmente sostituito il classico formato da un chilo.
Stesso discorso per le uova e i coniglietti di cioccolato, dove hanno prevalso le versioni da 200-300 grammi, mentre sono quasi scomparse quelle grandi.
Ormai si punta al formato medio e lo stesso accade anche a livello industriale, in quanto sono ormai i formati più diffusi e richiesti.
Con le colombe di pasticceria in vendita a un prezzo medio tra i 20 e i 25 euro al chilo, e con le quotazioni delle uova di cioccolato che possono tranquillamente superare i 50-60 euro al chilo, una riduzione di 100-200 grammi non passa certo inosservata.
E visto che alla tradizione nessuno vuole rinunciare, i produttori qualche effetto positivo sui consumi contano di vederlo. Continua »
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Aprile 6th, 2009 Riccardo Fucile
IL RIBASSO DELLE TARIFFE SEMBRA UNA PRESA IN GIRO… SE LA DIMINUZIONE DIPENDE DAL PREZZO DEL GREGGIO, PERCHE’ NEGLI ULTIMI ANNI SONO RADDOPPIATE E ORA NON VENGONO DIMEZZATE?
Ci sono due esempi di ipocrisia in questi giorni che vengono sottaciuti: la
diminuzione delle tariffe di gas e luce che vengono sbandierate dai media al fine di dare un po’ di conforto ai consumatori italiani.
La notizia in sè potrebbe essere positiva se non rivelasse una sostanziale presa in giro.
I prezzi del gas e dell’energia elettrica, infatti, hanno seguito, con scostamenti vari e non decisivi, quello del petrolio.
Il costo del greggio ha ripreso a crescere dal 2004, raggiungendo vette notevoli nel periodo 2007-2008. Come conseguenza le nostre bollette hanno seguito l’andazzo, adeguandosi progressivamente al trend del petrolio.
Già nella seconda metà dell’anno scorso però non solo è diminuito, ma è addirittura crollato, attestandosi al valore di un quarto di quello di partenza.
Le nostre bollette invece hanno continuato ad essere sempre più care nel corso di tutto il 2008, anche nel secondo semestre.
Oggi ci informano che diminuiranno di ben l’8% per l’energia e del 7% per il gas.
Se consideriamo quindi la sproporzione tra la crescita di ieri e la diminuzione di oggi, specie in riferimento al prezzo della materia prima che oggi costa il 25% di quanto costava 1 anno fa, se consideriamo inoltre il ritardo di un anno nell’adeguamento la ribasso, una sola considerazione finale possiamo fare: ci stanno prendendo per i fondelli.
I gestori di società statali e municipali ora ci diranno quanto sono bravi, pavoneggiandosi con i loro splendidi bilanci, ma la verità è che la tariffa è composta in modo tale che la parte del leone la fa il fisco. Continua »
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Aprile 1st, 2009 Riccardo Fucile
PROTESTA DELLA FEDERCONSUMATORI CHE DEFINISCE LA SOCIAL CARD “UN VERO DISASTRO”… NE HA USUFRUITO SOLO IL 28,5% DEGLI AVENTI DIRITTO… MARONI SBUGIARDATO DA OTTO SIGLE SINDACALI (COMPRESE UGL E CISL)… BONANNI E POLVERINI: “LO STATO STA ABBANDONANDO LA POLIZIA SENZA MEZZI E RISORSE”… I TAGLI SONO DI 1 MILIARDO DI EURO L’ANNO PER 3 ANNI, ALTRO CHE DATI FASULLI
Siamo tra i pochi anticonformisti che lo scrivono da mesi, quasi unici non solo a destra, ma persino a sinistra, dove vivono in letargo da un anno.
Abbiamo manifestato la speranza di un ravvedimento e cambiamento di rotta da parte dell’esecutivo anche su questi due temi essenziali, uno di carattere sociale, l’altro concernente la politica sulla sicurezza.
Ci siamo presi qualche maledizione anche da destra per eccessi critici, come se denunciare gli errori fosse un delitto di lesa maestà e non la segnalazione della base popolare del centrodestra di raddrizzare la barra di navigazione, prima di infrangersi sugli scogli.
Se poi a destra c’è chi preferisce foderarsi gli occhi di prosciutto, vada pure a sbattere dove meglio crede, noi preferiamo tenerli ben aperti, nell’interesse non di bottega, ma dell’intera comunità umana che la destra dovrebbe rappresentare.
Avevamo sempre detto che la social card, così come è stata impostata, si sarebbe rivelata solo un boomerang per il governo. Tremonti aveva garantito qualche correzione in corsa per rimediare a una minima parte delle incongruenze della carta, ammettendone le lacune.
Ora che siamo ad aprile 2009 e, a distanza di mesi dall’emissione, citiamo solo le parole della Federconsumatori che la definisce “un vero disastro, per merito e metodo” e sottolinea che “la social card è un problema a cui bisogna dare presto risposte, siamo sommersi di proteste per ogni sorta di disguidi che questo strumento sta comportando: cariche della carta non effettuate, richieste di rimborso di denaro già speso, diritti negati per errori burocratici, scarsa informazione per il cittadino anziano e bisognoso”. Continua »
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Marzo 24th, 2009 Riccardo Fucile
RISCHIO SFRATTO PER 150.000 FAMIGLIE NEI PROSSIMI TRE ANNI… LA CRISI ECONOMICA AGGRAVA IL PROBLEMA DEGLI SFRATTI PER MOROSITA’… OCCORRE UN PIANO ANCHE PER GLI AFFITTI A TUTELA DEI CETI DEBOLI
Lo studio “Crisi economica e sfratti per morosità “, presentato dal sindacato degli
inquilini nei giorni scorsi, pone in evidenza le sempre maggiori difficoltà delle famiglie italiane in affitto a sostenere gli attuali livelli di mercato.
Senza misure straordinarie di sostegno al reddito delle famiglie in affitto, nel prossimo triennio si prevede che altre 150.000 nuclei familiari perderanno la propria abitazione, subendo lo sfratto per morosità , incapaci di far fronte al pagamento della locazione.
E’, infatti, la famiglia tipo che oggi subisce gli effetti della crisi economica, quella delineata tra gli affittuari. Il 20,5% dei nuclei sono unipersonali, il 67% percepisce un solo reddito.
All’interno di queste ultime, il 39,6% è rappresentato da operai, il 29,2% da pensionati, più di un quinto dei capifamiglia ha più di 65 anni e un quarto è costituito da donne.
Per le famiglie dove l’unica entrata è un reddito da lavoro dipendente o una pensione, l’affitto incide con percentuali insostenibili: tra il 40 e il 50% a Genova e Torino, tra il 50 e il 70% a Bologna e Firenze, tra l’82 e il 92% a Milano e Roma.
A fronte di un reddito medio da lavoro dipendente sostanzialmente invariato, gli affitti sono aumentati del 16% nel 2008. Continua »
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Gennaio 4th, 2009 Riccardo Fucile
PER LA PRIMA VOLTA DA 17 ANNI, IL 50% DEGLI IMPRENDITORI DENUNCIA LA PRESENZA DI OSTACOLI ALL’ATTIVITA’ DI ESPORTAZIONE… CINA E GERMANIA I PAESI PERCEPITI COME MAGGIORI CONCORRENTI
La crisi spaventa sempre di più anche gli imprenditori italiani. Dopo la forte espansione registrata a novembre, risulta stabile a dicembre la quota di imprese che ritiene peggiorate le condizioni di accesso al credito ( 43%).
Lo ha comunicato l’Isae nell’indagine sulla fiducia delle imprese manifatturiere che “confermano le difficoltà di accesso al credito, già evidenziato a novembre”.
Circa il 13% delle imprese che ha avuto contatti recenti con le banche non ha ottenuto il finanziamento sperato. Il mancato finanziamento è dovuto, nell’11% dei casi, al rifiuto da parte della banca.
Il calo di fiducia è imputabile, secondo l’Isae, “al peggioramento delle condizioni sul livello corrente degli ordini e della domanda in generale; gli imprenditori sono pessimisti anche per quanto riguarda il livello atteso della produzione”. Continua »
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Gennaio 3rd, 2009 Riccardo Fucile
I RIMEDI DEI NEGOZI ALLA CRISI: NIENTE SCONTRINI FISCALI… RECORD A NAPOLI (74%), VENEZIA (72%), MILANO (71%), VERONA (68%), GENOVA E ROMA (67%)… I RIMEDI DEI CLIENTI: IN MOLTI NEGOZI LA SPESA SI TORNA A PAGARE A FINE MESE, COME NEL DOPOGUERRA
Lo shopping natalizio è andato a rilento e la stagione dei saldi non promette nulla di buono? La crisi economica che sta investendo anche il nostro Paese porta molto italiani a inventarsi nuove ( o vecchie) strategie di resistenza, per rimediare qualche soldo in più.
Pare che molti commercianti abbiano adottato una forma di “sciopero dello scontrino fiscale”: è quanto emerge da un’inchiesta di Contribuenti.it che con lo Sportello del Consumatore monitora costantemente l’evasione fiscale nel nostro Paese.
Il record degli scontrini fantasma va a Napoli, dove il 74% dei commercianti non emette lo scontrino. Ma se pensate che sia un fenomeno tutto meridionale vi sbagliate di grosso.
Ecco i posti successivi: Venezia con il 72%, Milano con il 71%, Verona con il 68%, Genova e Roma con il 67%, Palermo con il 65%, Bari con il 63%, Torino con il 60% e Campobasso con il 53%. Continua »
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