Agosto 31st, 2009 Riccardo Fucile
MISTERI DELLA CATENA ALIMENTARE: CERTI BENI DI PRIMA NECESSITA’ SONO CRESCIUTI IN MODO INGIUSTIFICATO … L’INCIDENZA DI FATTORI COME AFFITTI, ENERGIA E PERSONALE NON PORTA A QUESTI LIVELLI… IL COSTO DI UN’AUTO PANDA IN 25 ANNI E’ AUMENTATO “SOLO” DEL 227%… SUL PANE UN RICARICO DEL 1.700%
Che la forbice dei prezzi tra quelli all’origine e quelli al dettaglio sia enorme, è cosa risaputa.
Per i prodotti ortofrutticoli, dal campo al bancone del supermercato, il costo si moltiplica di tre volte.
Ma ci sono prodotti alimentari per i quali la moltiplicazione supera di gran lunga il 400% e arriva addirittura al 1.700%, come nel caso del pane.
Ovviamente una forbice è sempre esistita, ma era in passato molto meno ampia di quella odierna. Vediamo, dati statistici alla mano: nel 1985 un chilogrammo di pane costava 0,52 euro attuali, mentre un chilo di grano si pagava all’origine 23 centesimi.
A 25 anni di distanza un chilo di chicchi dorati al campo si paga 0,15 euro, mentre lo stesso peso sotto forma di pane ben 2,70 euro, con un ricarico del 1.700%, una follia.
La molinatura esisteva allora come oggi, anzi era presente già in epoca romana.
Negli ultimi 25 anni il prezzo del frumento invece è paradossalmente diminuito del 34,78%: se nel 1985 ci volevano 23 centesimi di euro per acquistarne un chilo, oggi ne bastano 15. Continua »
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Agosto 27th, 2009 Riccardo Fucile
SETTE CATENE DI ACQUISTO DELLA GRANDE DISTRIBUZIONE CONTROLLANO IL 70% DEL MERCATO, STROZZANO I PRODUTTORI ITALIANI E GONFIANO I PREZZI DI VENDITA… NEL 2009 AUMENTO DELL’1% AL CONSUMATORE, MA AL CONTADINO I PRODOTTI PAGATI IL 30% IN MENO… IL RUOLO DELLE OFFERTE SOTTOCOSTO
Li chiamano i “signori dei prezzi”: sono coloro che con le loro decisioni influenzano sia il costo del prodotto all’origine, sia il prezzo di vendita al consumo: sono in tutto sette.
Esattamente come le centrali di acquisto della grande distribuzione che intermediano ormai il 70% dei prodotti freschi venduti in Italia.
Una torta da 80 miliardi di euro, un dato che emerge dal rapporto 2008 della federdistribuzione.
Di questi 80 miliardi, i due terzi si generano e rimangono all’interno della componente distributiva della filiera che va dal campo alla tavola.
Lo certifica uno studio dell’Antitrust sulla grande distribuzione organizzata, ovvero le catene dei supermercati che oggi sono ad ogni angolo di strada e che molti ritengono abbiano una funzione calmieratrice del mercato.
In pratica 50 miliardi di euro, solo per gli alimentari, si generano nell’anello distributivo, in un contesto di mercato che rappresenta ormai un oligopolio.
I venditori dei prodotti freschi sono moltissimi, mentre i grandi acquirenti sono sette in tutta Italia, gli stessi che poi vendono i prodotti nei propri supermercati. Continua »
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Agosto 26th, 2009 Riccardo Fucile
IL 51% DEGLI ISTITUTI SFORERA’ IL TETTO MINISTERIALE, SI SPENDERA’ IL 40% DI UNO STIPENDIO PER I LIBRI DEI FIGLI… DIZIONARI E TESTI CON AUMENTO TRA L’8,3% NELLE MEDIE E IL 14,3% NEI LICEI
Da ieri è iniziata la guerra dei numeri anche sul caro scuola: da un lato le
associazioni dei consumatori che lamentano l’inefficacia delle misure assunte l’anno scorso dal governo per calmierare le spese, dall’altro il Ministero dell’Istruzione che annuncia un calo delle stesse del 30% nei prossimi tre anni.
Ormai è indubbio che far studiare i propri figli pesa molto sui bilanci familiari: soltanto per i libri, la spesa quest’anno si assesterà intorno ai 450 euro e se si aggiungono i costi da sostenere per i ricambi del materiale didattico (quaderni, album da disegno, penne, matite, accessori vari), si può arrivare a spendere altri 300 euro.
Secondo le associazioni dei consumatori costano di più (tra il 10% e il 16%), rispetto al 2008, soprattutto i prodotti di marca (zaini, astucci e diari), quelli più gettonati dai ragazzi che vogliono sempre stare al passo con le mode e le tendenze del momento.
Gli astucci vanno da 10 a 33 euro, gli zaini da 22,50 a 80 euro.
Stabili i prezzi dei quadernoni ( tra 1,95 e 2,40 euro), matite colorate ( tra 6,20 e 9,50 euro per un set da 12) che avevano subito un rincaro lo scorso anno.
Una spesa consistente riguarda i libri di testo, più costosi in media del 5%: in tal senso le associazioni sollecitano maggiori controlli rispetto allo sforamento dei tetti di spesa fissati dal Ministero ( 286 euro per prima media e 320 euro per la 4 ginnasio, ad es.). Continua »
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Agosto 23rd, 2009 Riccardo Fucile
NELLE GRANDI CITTA’ CHIUSE IL 20% DELLE PORTINERIE IN SOLI TRE ANNI… SONO ORMAI 90.000 IN TUTTA ITALIA E RIGUARDANO IL 37% DEGLI IMMOBILI CON PIU’ DI 15 UNITA’… ANZIANI SEMPRE PIU’ SOLI D’ESTATE… RESISTONO NEGLI IMMOBILI A USO COMMERCIALE
D’inverno la loro assenza pesa meno, ma d’estate avervi dovuto rinunciare
diventa per molti un problema.
Quando si tratta di andare in vacanza e di lasciare l’appartamento per un periodo di ferie più o meno lungo e il timore di subire un furto diventa concreto, oppure quando un anziano che vive da solo si ritrova senza appoggi perchè i figli sono in vacanza e si sente abbandonato a se stesso, ecco che la classica, rassicurante e sempre disponibile portinaia viene rimpianta.
Sacrificata sull’altare del risparmio, la tradizionale portineria ritorna d’attualità anche nella ricerca effettuata da una società specializzata in annunci del settore, il gruppo Immobiliare.it da cui emergono dati significativi sulla contrazione di questo tipo di servizio.
Nelle grandi città il calo delle portinerie è sotto gli occhi di tutti: si calcola che in 3 anni il calo sia stato del 20%.
Ad oggi in Italia gli stabili residenziali con portineria sono solo 90.000, per lo più palazzi prestigiosi nel centro cittadino.
I dati dicono che solo il 37% degli immobili a uso abitativo con più di 15 unità è ormai dotato di portineria. Palazzi di prestigio dove il costo dell’immobile è superiore di una media del 20-25% rispetto ad altri locati nelle vicinanze.
Ormai il filtro portineria tende a essere utilizzato prevalentemente per gli immobili commerciali a uso ufficio.
Nelle inserzioni per la vendita di un appartamento si tende semmai a sottolineare la mancanza di portineria per evidenziare il carattere economico nel calcolo delle spese condominiali. Continua »
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Agosto 18th, 2009 Riccardo Fucile
IL CANONE MEDIO E’ SALITO A 1.000 EURO NEI GRANDI CENTRI URBANI… IN DIECI ANNI AFFITTI AUMENTATI DEL 150%… ROMA, MILANO E VENEZIA LE CITTA’ PIU’ CARE… MA IL 77% DELLE FAMIGLIE IN AFFITTO HA REDDITI SOTTO I 20.000 EURO
Le offerte delle abitazioni in affitto sono sempre più ampie, ma il livello del
canone rimane ancora troppo alto per la capacità di reddito di molte famiglie.
Nelle grandi città il canone medio arriva a superare i 1.000 euro con punte di 2.000 euro a Milano e Venezia.
Crescono le offerte per alloggi di taglio minore (monolocali e bilocali rappresentano il 60% delle offerte, i trilocali il 35%) situati in zone periferiche.
Contemporaneamente però non si riduce il livello dei canoni: per una casa di circa 80mq nei grandi centri urbani il canone medio nel primo semestre 2009 è risultato pari a 1.030 euro.
Nel 2008 il canone medio per lo stesso tipo di abitazione era stato di 740 euro, sulla base dei contratti registrati.
Tra il 1999 e il 2008 i canoni rilevati sono aumentati in media del 150%, con punte ancora più alte nelle grandi città .
Roma, Milano e Venezia sono le più care, Bari, Palermo e Catania quelle con i canoni più bassi.
Per un monolocale il canone oscilla da un minimo di 360 euro a Bari a un massimo di 1.100 euro a Roma, per un trilocale si va dai 750 euro di Catania e Palermo ai 2.000 euro di Milano.
Il livello medio dei canoni dei contratti sottoscritti negli ultimi anni è quasi ormai incompatibile per le famiglie con redditi annui netti inferiori a 20.000 euro ( il 77,1% delle famiglie in affitto), mentre le attuali offerte del mercato privato incontrano la domanda solo nel caso di redditi superiori a 35.000 euro annui ( solo il 3,3% delle famiglie in affitto ha un reddito di oltre 35.000 euro). Continua »
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Luglio 13th, 2009 Riccardo Fucile
GENOVA: A SEI MESI DALL’APPLICAZIONE DELLO SCONTO SULLA BOLLETTA SOLO UN TERZO DEGLI AVENTI DIRITTO HA FATTO DOMANDA… LO SCONTO ERA TALMENTE ESIGUO CHE IL COSTO DELLA PRATICA SUPERAVA L’IMPORTO DA EROGARE… AL MASSIMO LO SCONTO ARRIVA A 58 EURO L’ANNO, SOLO 7.500 DOMANDE SU OLTRE 20.000 AVENTI DIRITTO… SE QUESTE SONO LE MANOVRE SOCIALI PER I MENO ABBIENTI…
Ci siamo soffermati in più di un’occasione sulle misure del Governo che avrebbero dovuto, nelle intenzioni, alleviare i problemi delle persone più in difficoltà di fronte alla crisi economica internazionale.
Dalla social card ai vari bonus, avevamo dovuto evidenziare non solo una serie di intoppi tecnici e burocratici, ma l’assoluta inadeguatezza di queste minime misure sociali.
A dimostrazione della nostra tesi. I dati evidenziavano che di fronte a una massa certa di potenziali aventi diritto, nemmeno la metà di costoro, talvolta neanche un terzo, richiedevano card e bonus vari.
Se persino una famiglia in difficoltà rinuncia a un aiuto economico le ragioni non sono molte: o la cifra è talmente misera da risultare ridicola e offensiva della dignità , o le pratiche burocratiche per ottenerla sono così incasinate da demotivare chiunque, o il rapporto costo-benefici risulta del tutto inadeguato.
L’errore è stato anche ogni volta di decantare l’elargizione di una monetina come se si fosse staccato un assegno milionario: il vendere un intervento minimo come se, con questa iniziativa, si fossero risolti i problemi di tanti pensionati sociali e di tante famiglie con figli a carico. Continua »
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Luglio 11th, 2009 Riccardo Fucile
LA CRISI ECONOMICA FA PAURA E GENERA INSTABILITA’ EMOTIVA… LO RILEVA UNO STUDIO INGLESE CHE PRENDE IN ESAME TUTTI I PAESI UE… SI RIDUCONO INVECE GLI INCIDENTI D’AUTO
La crisi economica fa paura, deprime e quindi “uccide”. Il tasso di omicidi e suicidi è, infatti, aumentato.
Il rischio di suicidarsi sembra essere doppio tra i disoccupati rispetto alle persone che hanno un lavoro. Per questo quando la disoccupazione sale per via della crisi, aumenta il numero dei suicidi. Si registrano anche più omicidi, mentre si riducono gli incidenti d’auto, probabilmente perchè gli individui limitano, per risparmiare denaro, gli spostamenti in automobile.
Questi i risultati del primo studio su vasta scala sull’argomento crisi economica e salute, pubblicato sulla rivista Lancet da studiosi dell’Università di Oxford e della London School of Hygiene and Tropical Medicine.
Gli studiosi stimano che lo stress da perdita di lavoro aumenta di 4 punti percentuali i tassi di suicidio tra chi ha meno di 64 anni, del 2,7% i casi di morte per attacco cardiaco negli uomini tra 30 e 44 anni, del 2,4% i tassi di omicidio, portando globalmente a migliaia di decessi nei Paesi dell’Unione Europea.
Gli esperti hanno monitorato i tassi di mortalità per trenta cause di morte nelle nazioni che aderiscono alla Ue dal 1970 al 2007.
Li hanno quindi confrontati con i tassi di occupazione dei singoli Paesi in quell’arco di tempo e con i piani di sostegno, protezione sociale e dell’occupazione messi in atto dai diversi governi nazionali. Continua »
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Giugno 30th, 2009 Riccardo Fucile
LE FERROVIE SI INVENTANO GLI INTERCITY “SPEZZATI” E FANNO LIEVITARE DI COLPO I BIGLIETTI PER UNA TRATTA CHE ORA COPRE CON DUE DIVERSI TRENI… LA PRENOTAZIONE DEL POSTO AUMENTA ANCHE DI DUE EURO E SI ESTENDE A TUTTI I TRENI NON REGIONALI… SI FINISCE PER PAGARE ANCHE CINQUE EURO IN PIU’ … SPARISCE POI L’UFFICIO OGGETTI SMARRITI
Chissà come mai, la novità era passata inosservata e Trenitalia aveva evitato di darne notizia. Eppure fa spesso conferenze stampa, annuncia sovente sul suo sito internet le “deliziose proposte” per gli utenti .
Stavolta si tratta di una novità di grande interesse per milioni di italiani che ogni giorno salgono sul treno, ma purtroppo non è una bella novità .
Dal 14 giugno, giorno dell’entrata in vigore del nuovo orario, il prezzo dei treni a lunga percorrenza ( tutti, esclusi i regionali) è aumentato e non di poco.
Facciamo qualche esempio ligure, ma ognuno può verificarlo nella propria regione, il sistema è il medesimo.
Il prezzo dell’Intercity Albenga-Milano con cambio ora a Genova, è salito da 20 a 24 euro.
Il Chiavari-Torino, il Savona-Pisa, il La Spezia-Milano, l’Imperia-Milano, tutti Intercity e tutti ora con cambio a Genova, sono aumentati rispettivamente di 2,5 euro, di 3 euro, e di 5 euro. Continua »
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Giugno 20th, 2009 Riccardo Fucile
UNA LEGGE AVEVA ABOLITO LA COMMISSIONE MASSIMO SCOPERTO…. LE BANCHE HANNO ALLORA CREATO LA “COMMISSIONE DI AFFIDAMENTO”, CHE ENTRERA’ IN VIGORE IL 28 GIUGNO… COSTERA’ PURE DI PIU’: CHI SFORA UN PRESTITO DA 5.000 EURO PRIMA PAGAVA 47,5 EURO, ORA NE PAGHERA’ ALMENO 181… MA LO STATO COSA ASPETTA A INTERVENIRE?
Fatta la legge, trovato l’inganno, diceva un vecchio adagio. Abolita per legge l’odiosa
“commissione massimo scoperto”, se ne crea una nuova.
La commissione massimo scoperto era il meccanismo con il quale le banche italiane, per anni, hanno applicato interessi quasi da usura sui conti correnti in rosso.
Bastava sforare anche di un solo giorno, che scattava implacabile la stangata sul conto del cliente e gli interessi schizzavano alle stelle.
Per anni le banche hanno ingrassato i loro bilanci con questa commissione e a nulla sono serviti i codici di autoregolamentazione.
Finalmente, sull’onda delle proteste, all’inizio di quest’anno una legge l’ha spazzata via.
Non ci crederete, ma passano pochi mesi ed ecco la novità .
Con un escamotage rientra dalla finestra quello che si era fatto uscire dalla porta: ora si chiamerà “commissione di affidamento”, la sostanza non cambierà ed entrerà in vigore dal 28 giugno.
A pagare come sempre saranno i milioni di correntisti, famiglie e imprese, con aumenti “su base trimestrale a partire dal 280% sino a toccare il 440%”.
I dati sono frutto di una accurata analisi della Cgia di Mestre che quanto a numeri, non sbaglia mai. Come funziona la nuova tagliola? Continua »
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