Destra di Popolo.net

URSO RITORNI DAI SUOI AMICI PATACCARI, NOI NON VOTIAMO PER I COMPAGNI DI MERENDE DI RAZZISTI, MAFIOSI E PUTTANIERI

Maggio 17th, 2011 Riccardo Fucile

IL GOVERNO AFFARISTICO RAZZISTA SI STA DISFACENDO, I BERLUSCONES SONO STATI SCONFITTI DAL VOTO POPOLARE, MA LA QUINTA COLONNA DEL PDL IN FLI INVITA IL PARTITO NEI BALLOTTAGGI A “CONVERGERE SUI CANDIDATI DEL CENTRODESTRA”

Pubblichiamo qui di seguito il comunicato di Adolfo Urso che, afflitto dalla sconfitta del Pdl alle elezioni amministrative, invece che gioirne, visto che la componente di Fli ne è stata cacciata ed espulsa, invece che complimentarsi con i candidati sindaci futuristi che hanno preso percentuali dignitose tra il 5 e il 10%, risultando determinanti ai ballottaggi, pensa solo a invitare tra 15 giorni il partito a far votare per i candidati Pdl.
Cosa che non faremo mai e che solo una persona in malefede potrebbe chiedere alla base futurista.
“La battaglia, certamente coraggiosa e difficile, di Manfredi Palmeri a Milano e degli altri candidati del Nuovo polo ha aperto una breccia per realizzare un nuovo centrodestra oggi piu’ che mai necessario – sostiene Urso – da questo si puo’ partire, se si e’ chiari, sulla collocazione ai ballottaggi”.
“Nelle democrazie dirette e bipolari — continua Urso — e’ normale che al secondo turno si converga sui candidati con i quali si hanno maggiori affinita’ culturali e politiche, quindi programmatiche”.
Urso annuncia che “ne discuteremo nelle prossime ore con gli altri amici per valutazioni comuni che, mi auguro, possano essere condivise dal Nuovo polo e certamente dall’intero Fli”.
Il nuovo centrodestra non potrà  mai essere fondato con gli amichetti di Urso e con personaggi screditati e bocciati dall’elettorato di centrodestra.
Urso dimentica che la destra   non ha alcuna affinità  culturale nè coi razzisti nè coi puttanieri, tanto meno coi corrotti.
La verità  è un’altra: che se è giusto che in ogni partito debba e possa esistere una dibattito interno, esso deve avvenire negli organismi preposti in cui le proposte vengono messe ai voti.
E la minoranza si adegua alle decisioni della maggioranza: così funzionano i partiti democratici europei.
Non si dissente a mezzo stampa, creando scientificamente sconcerto nella base elettorale, ma ci si confronta all’interno del partito.
Se la posizione personale fosse poi inconciliabile, uno deve avere la dignità  di dimettersi e andarsene altrove.
Il caso qua è diverso e lo denunciamo da tempo: Berlusconi ha lasciato qualcuno all’interno di Fli perchè continui l’opera di disgregazione, garantendo loro appoggio e assicurandogli poltrone future.
Futuro e Libertà  non ha bisogno di tre deputati in più o in meno, ma di una linea politica chiara e condivisa.
E’ ora che qualcuno ritorni dal suo ufficiale pagatore: passino alla cassa, riscuotano la paghetta dei mercenari e non rompano più i coglioni.

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ROBERTO MENIA: LETTERA APERTA ALLA MIA DESTRA

Maggio 16th, 2011 Riccardo Fucile

L’ESPONENTE DI FLI AGLI EX AN, OGGI NOVELLI BERLUSCONES: “TRADITORI SIETE VOI”…”DESTRA E’ ONORE, ORGOGLIO, DIGNITA’ E UNITA’ NAZIONALE, LEGALITA’, RISPETTO DELLE ISTITUZIONI, REGOLE UGUALI PER TUTTI: SIETE VOI CHE AVETE VENDUTO I NOSTRI VALORI DI SEMPRE”

In queste ultime settimane, più e più volte, mi è capitato di leggere o sentire da lontano gli echi delle vostre voci: a dir vostro sarei un traditore, avrei lasciato la casa comune della destra, sarei andato a sinistra…
Sapete, meglio di me, che non è così.
Sono io a chiedere a voi come, intimamente, vi sentiate.
Abbiamo condiviso anni e anni della nostra vita affermando valori in cui credere e su cui costruire il futuro nostro e dei nostri figli.
Questa è l’Italia che avevamo sognato?
È questa la destra per cui abbiamo lottato fin da ragazzini?
Io mi rispondo di no.
Mi vergogno dell’Italia che sto consegnando a mia figlia.
Destra è onore, è orgoglio, dignità  ed unità  nazionale, è etica pubblica e privata, è merito, è rispetto delle istituzioni, è legalità  e regole uguali per tutti. E, se collego ognuna di queste definizioni all’Italia di oggi, noto che stridono terribilmente con ciò che è nella realtà  del tramonto berlusconiano.
Dov’è l’orgoglio nazionale? Dov’e la dignità  nazionale?
Nel baciamano di Berlusconi a Gheddafi? Nell’imbarazzante balletto sulla Libia, per cui l’Italia è stata esclusa dal tavolo a quattro Obama, Sarkozy, Cameron, Merkel? Che posto ha l’Unità  Nazionale nella scala dei valori se è consentito ai ministri della Lega di non votare la festa dei 150 anni dell’Unità  d’Italia?
Dov’è l’onore, dov’è l’etica che dovrebbe far capo a chi rappresenta la Nazione nel mondo e ne guida il governo?
Nelle pressioni alle questure per la presunta nipote di Mubarak?
Nelle elargizioni milionarie alle ragazze dell’Olgettina?
E la meritocrazia, è per caso nell’elezione in lista bloccata di Nicole Minetti, amministratrice del residence delle stesse?
E il merito dei nuovi membri di governo, uno dei quali dice di non conoscere minimamente la materia di cui dovrà  trattare, è forse quello di aver barattato la sopravvivenza di Berlusconi con la poltrona di ministro o sottosegretario? Dov’è il rispetto delle Istituzioni?
Ve n’è forse traccia nelle sguaiate grida del premier, un giorno contro il presidente della Repubblica, l’altro contro il presidente della Camera, poi contro la corte Costituzionale “comunista”, poi ancora contro la magistratura definita “cancro” e le procure “brigatiste”?
Dov’è il rispetto delle regole e della legge “uguale per tutti”, se ogni norma che riguarda la giustizia viene ritagliata su misura delle esigenze processuali del residente del Consiglio?
Che ne pensate della prescrizione breve, alla faccia della sicurezza e dell’ordine?
Io so solo che, personalmente, non me la sentivo di fare finta di non vedere e di non capire…
Chiedo, retoricamente, a voi quale sia la strada del civile dissenso da un modo di essere e di far politica che non mi rappresenta.
Io mi sono risposto lasciando l’incarico di governo (non succede molto spesso e non c’è proprio tornaconto personale in una scelta del genere) e tornando a ricostruire con Fini – con il quale voi, come me, siete stati per una vita – un partito che sia testimone di una certa idea dell’Italia e di Trieste in quell’Italia. So che è difficile, ma so anche che ne vale la pena.
Mi piace, in proposito, citare Kipling che scrisse al figlio “sarai uomo quando in un colpo solo sai rischiare quanto hai avuto dalla vita e perderlo per poi ricominciare la tua partita”.
Non vi chiedo di condividere la stessa scelta, anche se ricordo come ognuno di voi, un tempo, proclamasse con fierezza di essere “diverso” rispetto ad altri modi di essere e di vedere la destra.
E questo vale anche e tanto più a Trieste, dove un certo mondo è la quintessenza dell’immobilismo e della mera gestione di potere.
A voi, che mi dite o mandate a dire “meglio la Lega che Fli”, chiedo cosa resta delle nostre battaglie sull’italianità .
Era tutto solo retorica? Io credo di no.
Continuo a credere, e noi di Fli continuiamo a credere, nel patriottismo, nel valore dei simboli, nella bandiera e nel legame tra le generazioni che costituisce, con la lingua e lo spirito, il collante vero dell’unità  nazionale.
Ho l’orgoglio di avere legato il mio nome alla legge che ha istituito il giorno del Ricordo, dedicato a Trieste e all’Istria, a genti e memorie che hanno trasmesso italianità  e sacrificio.
Io ho un’idea di Trieste, di modernità  nella tradizione, fortemente legata alla sua identità  italiana, interprete di un progetto nazionale nella nuova realtà  europea.
Credo in un’italianità  che include e che è nella storia e nella tradizione della destra di cui, consentitemi, abbiamo almeno lo stesso diritto di rivendicare continuità  storica e culturale.

Roberto Menia
coordinatore nazionale Futuro e Libert�

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UN VECCHIO. CHE HA FATTO IL SUO TEMPO

Maggio 14th, 2011 Riccardo Fucile

QUALCHE MOTIVO PER NON VOTARE SILVIO BERLUSCONI (E I SUOI PRESTANOMI)

Il vecchio è ormai andato: tutti lo sanno ma solo i suoi avversari lo dicono.
Il vecchio non è più in grado di gestire la cosa pubblica.
Il vecchio spara boiate a rotta di collo.
Non è più gestibile nemmeno dai suoi più stretti collaboratori.
Se non fosse così potente, il vecchio sarebbe uno di quei nonni un po’ rinco a cui tutti dicono di sì tanto non fanno male a nessuno.
Ma il vecchio è ricco e potente e ogni suo desiderio diventa un ordine.
E ogni suo ordine diventa realtà .
Il vecchio fa vergognare.
Il vecchio fa abbassare lo sguardo, ammutoliti, ogni volta che il mondo parla dell’Italia.
Il vecchio mette sotto i tacchi (alti) il nostro orgoglio nazionale.
Il vecchio se ne frega di tutti noi.
Il vecchio dice una cosa e poi l’esatto contrario.
Il vecchio ci prende in giro come nessuno l’ha mai fatto.
Il vecchio è un vecchio porco.
Il vecchio crede a qualsiasi fesseria gli raccontano.
Il vecchio crede che anche gli altri debbano credere alle stesse fesserie.
Il vecchio fa promesse impossibili.
E quelle possibili non le rispetta.
Il vecchio si accompagna con brutta gente.
Il vecchio si trucca troppo.
Il vecchio non è di destra.
Non è di sinistra.
Non è niente.
Il vecchio non sa cosa significhino patria e patriottismo.
Il vecchio pretende che cantiamo tutti quanti quell’orrenda canzoncina. L’unico inno che lo commuove.
Il vecchio si fa evidentemente i cazzi suoi e tutto il resto non conta.
Il vecchio si attacca al telefono e non la smette più.
Il vecchio ha una figlia che, forse, vuole seguire le sue orme.
La scala valoriale del vecchio è la seguente: se stesso, la propria azienda, la propria famiglia.
Punto: tutto il resto non conta.
Il vecchio accetta solo risposte affermative.
Il vecchio racconta vecchie barzellette zozze che non fanno ridere.
Il vecchio si crede onnipotente.
Il vecchio è ridicolo.
E la sua ridicolaggine coinvolge tutti noi.
Il vecchio si crede politicamente immortale.
Dimostriamogli che non è vero.
Perchè il vecchio è vecchio.
E ha fatto il suo tempo.

Filippo Rossi
(da “Il Futurista“)

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BERLUSCONI, APOLOGIA DELL’ILLEGALITA’: NON VUOLE PIU’ ABBATTERE LE CASE ABUSIVE A NAPOLI PER PRENDERE I VOTI DELLA CAMORRA

Maggio 13th, 2011 Riccardo Fucile

CLAMOROSO AUTOGOL DEL PREMIER: CASE ABUSIVE, STOP ALLE RUSPE…E QUESTA SAREBBE LA DESTRA DELLA LEGALITA’? … LA LEGA FA FINTA DI INDIGNARSI, MA VERRA’ TACITATA CON QUALCHE POLTRONA, COME SI ADDICE AI SERVI DI CORTE

Un provvedimento del Consiglio dei Ministri sospenderà  gli abbattimenti di case «fino alla fine dell’anno, per valutare situazione e rimediare».
È la promessa di Silvio Berlusconi che, intervistato da radio Kiss Kiss il giorno prima del suo arrivo a Napoli è tornato anche sul dramma rifiuti sparando a zero contro il Comune.
«Ecco cosa intende la destra quando parla di legalità » è stato il commento del candidato sindaco del Pd, Mario Morcone, alle dichiarazioni assist di Silvio Berlusconi sullo stop alle demolizioni di case abusive.
«In una città  invasa dai rifiuti e con problemi di inquinamento – ha continuato Morcone – invece di pensare a tutelare l’ambiente e sostenere il nostro territorio con iniziative che mirino alla qualità  della vita, dell’aria e dell’acqua, il premier annuncia l’ennesima legge ad hoc, promettendo fondi e misure a sostegno”.
Secondo il Wwf e il Fondo per l’ambiente italiano, “La proposta avanzata oggi dal presidente del Consiglio di presentare un provvedimento per la sospensione delle demolizioni in Campania non è nuova”.
Le due sigle ambientaliste segnalano in una nota congiunta che “analoghe proposte sono state avanzate da parlamentari campani mediante emendamenti al cosiddetto milleproroghe sia del 2010 che del 2011, dichiarati inammissibili dalle competenti commissioni parlamentari”.
Su proposte di questo tipo, “Fai e Wwf hanno sempre espresso la propria opposizione”, aggiunge la nota.
Che evidenzia come non ci sia “nessuna esigenza di compiere una ricognizione della situazione di fatto e di diritto sottostante”, perchè esiste “una sentenza penale passata in giudicato di condanna alla demolizione dell’abuso edilizio”. Concludono Fai e Wwf: “Il reale intento di chi compie queste proposte, è da un lato quello di violare il principio di legalità  derogando a sentenze penali definitive di condanna all’abbattimento di edifici abusivi e, dall’altro, riaprire in modo subdolo i termini per la presentazione delle domande di condono edilizio”
Da parte nostra riteniamo vergognoso che per una manciata di voti contigui spesso alla camorra, Berlusconi annunci l’ennesima immorale sanatoria sulle case abusive, costruite anche in parchi naturali e zone ad alta inedificabilità .
Questa sarebbe la destra della legalità ?
Questo era forse scritto nel programma elettorale del centrodestra?
E La Lega che finge di indignarsi (come nel caso Libia), non è la stessa che poi, in cambio di poltrone e prebende, viene tacitata come si addice ai servi di corte?
Questi stanno sputtanando la destra vera per salvarsi il culo dai processi e per rimanere attaccati con il mastice alla poltrona di parlamentare.
Venderebbero anche la madre per due voti in più: ora possono fregiarsi anche del titolo di gran ciambellani di corte abusiva.

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IL RICHIAMO DI NAPOLITANO AL RISPETTO NELLA LOTTA POLITICA SI INFRANGE CONTRO L’IPOCRISIA DEL PARTITO DEGLI ACCATTONI

Maggio 11th, 2011 Riccardo Fucile

QUANDO PERFINO UNA MORATTI SI ABBASSA A GETTARE FANGO SUGLI AVVERSARI, VUOL DIRE CHE ORMAI BERLUSCONI E’ IN CONFUSIONE TOTALE… QUESTA E’ L’ITALIA DOVE E’ LECITO DARE DEGLI EVERSORI AI MAGISTRATI E COSTRUIRE MACCHINE DEL FANGO PER DIFFAMARE CHI NON LA PENSA COME TE

Ben ha fatto Napolitano a ricordare oggi che “«lotta politica non sia guerra continua tra le parti che competono per la maggioranza alle elezioni» e a invocare il “sogno di un’Italia rispettata per la sua immagine civile e morale”. “Bisogna che sia un’Italia più serena e meno lacerata, un’Italia che sia rispettata in tutta la comunità  internazionale per il contributo che dà  e per l’immagine che ha sul piano culturale, civile e morale”.
Peccato che proprio ieri sui quotidiani vicini al premier lsi prendesse in giro il Capo dello Stato per la commozione che non ha nascosto nella commemorazione degli anni di piombo, gli anni in cui magistrati e forze dell’ordine venivano uccisi dal terrorismo e in cui ragazzi di destra e di sinistra morivano per le strade lottando per un ideale contrapposto e favorendo di fatto i governi degli “opposti estremismi”.
Erano non a caso gli stessi anni in cui l’attuale fornitore di fango mediatico finanziava con 21 miliardi Craxi per assicurarsi i diritti televisivi.
I killer di Libero, travestiti da giornalisti, hanno definito quello di Napolitano un “pianto senile ed elettorale”, dimostrando a che livelli di volgarità  sia giunto questo governo di accattoni della politica.
Accattoni per giunta molesti, perchè sono sopravissuti solo grazie ai voti comprati, alle poltrone distribuite, alla corruzione morale posta in essere, a chissà  quanti ricatti che non conosciamo ancora.
Il fatto che le prostitute sculettassero a Palazzo è persino meno grave di quanti esercitano lo stesso mestiere in Parlamento.
Chi non si adegua al regime degli accattoni viene sommerso di fango: è toccato al direttore dell’Avvenire, a Fini, alla Mercegaglia, a Montezemolo, solo per citare i casi più eclatanti.
Assistiamo allo sconcio di un premier che dopo aver proclamato “non vedo l’ora di presentermi davanti ai giudici per dimostrare la mia innocenza” ha fatto di tutto, leggi comprese, per sottrarsi al giudizio invocato a parole.
Ci fa ancora più ribrezzo quella patetica fauna che si dichiara di destra e invoca il boia per i “giudici brigatisti”.
E mentre Berlusconi cerca di evitare le condanne e lancia un genere di accuse al potere giudiziario che in qualsiasi Paese occidentale avrebbero portato all’intervento della forza pubblica o degli operatori psichiatrici, ci tocca vedere persino una come la Moratti andare fuori di testa, sia che balli “viva la mamma” sul palco del teatrino berlusconiano, sia che lanci accuse personali a un avversario politico.
Priva di argomenti, con l’acqua alla gola, invece che parlare dei problemi di Milano, non ha di meglio che accusare Pisapia di aver usufruito di una amnistia per un reato di furtodi 30 anni fa.
Mal consigliata, visto che Pisapia fu assolto da quel reato con formula piena, dopo essersi fatto 4 mesi di galera.
Questi sono i metodi dei berluscones, inutile sperare che cambino.
Più si avvicina la loro fine, più schizzano fango verso tutto e tutti.
Noi non siamo concilianti: per questa gente nessuna pietà .

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FINI INCORONA PALMERI: “E’ LUI IL VERO CANDIDATO DELLA CITTA’: MILANO VA GOVERNATA UNENDO, NON DIVIDENDO”

Maggio 10th, 2011 Riccardo Fucile

IERI SERA IL PRESIDENTE DELLA CAMERA HA PRESENTATO A MILANO   IL LIBRO “L’ITALIA CHE VORREI” CON MASSIMO CACCIARI….E PARLANDO OGGI A MOLA, IN PUGLIA, RISPONDENDO AGLI STUDENTI, HA STIGMATIZZATO: “BERLUSCONI RISPETTI LA LEGGE”

L’incipit è di Gianfranco Fini: «Le prossime elezioni amministrative a Milano saranno decisive per definire il futuro rapporto Pdl-Lega».
La conclusione implicita del discorso del presidente della Camera è di Massimo Cacciari: «Se il centrodestra perde a Milano entra in una spirale di crisi tutto il sistema di alleanze di Pdl e Lega».
Elezioni ad alta tensione.
Con il leader di Fli che tira la volata al candidato del Nuovo Polo, Manfredi Palmeri: «Non è un candidato di parte, è il vero candidato della città ».
Prima la presentazione del libro «L’Italia che vorrei» con Cacciari all’Umanitaria (organizzata da una vecchia conoscenza della politica milanese, Fausto Montrone), poi la cena con i sostenitori di Palmeri all’Hotel Melià .
«Il risultato delle prossime amministrative – dice Fini – va ben al di là  della decisione di chi potrà  essere il futuro inquilino di Palazzo Marino».
Soprattutto per capire il futuro del centrodestra.
Il risultato del Nuovo Polo sarà  essenziale per determinare il possibile nuovo corso: «Non sono un megalomane. Futuro e Libertà  – continua Fini – forse sarà  anche allo 0,1%, ma il semplice fatto che non perda occasione per attaccarci a testa bassa, dimostra che Berlusconi sa bene che il Terzo polo otterrà  un consenso molto maggiore di ciò che lui va dicendo. Il Terzo polo raccoglie un sentimento presente nella pubblica opinione, che si è stancata del teatrino della politica».
Palmeri continua la sua campagna.
Portandosi sempre dietro la sedia vuota a simboleggiare il mancato confronto con Letizia Moratti: «Hanno ragione sia la Moratti sia Pisapia quando si accusano reciprocamente di non essere alla guida di coalizioni non adeguate alla città . Sono tutti e due al traino dei partiti più estremi nelle rispettive aree e schiacciati dalle e sulle posizioni più radicali. Milano, soprattutto in questa fase critica, non può essere governata dividendo ma unendo le migliori forze della città ».
Gianfranco Fini, incontrando gli studenti nella chiesa del Sacro Cuore a Mola di Bari, ha lanciato un nuovo messaggio all’ex alleato Berlusconi: “Il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi è un cittadino come tutti quanti gli altri: è tenuto quindi anche lui a rispettare le regole e le leggi della Repubblica italiana”.
Parlando di giustizia, Fini ha precisato quelli che secondo lui sono i ruoli dei poteri legislativo, esecutivo e giudiziario nei confronti della Costituzione: “Non esiste nemmeno da parte del Parlamento la possibilità  di agire senza rispettare la Costituzione. Questo vale per il Parlamento, per il Governo, per la Magistratura e per il presidente della Repubblica”.
Rispondendo a una domanda degli studenti, il presidente della Camera ha ribadito: “In Italia nessuna carica può fare tutto senza rispondere del proprio operato ad altri. Sono i ‘pesi e i contrappesi’ previsti dalla Costituzione. Se così non fosse – ha continuato il leader di Futuro e libertà  – ci sarebbe una situazione di squilibrio e mancherebbe una separazione rigida dei poteri”.
In riferimento al ruolo del Parlamento Fini ha sottolineato che le leggi non possono essere fatte solo in ragione della maggioranza che c’è in quel momento: “La legge deve rispettare la Costituzione, per questo c’è nell’ordinamento un organo supremo che valuta la conformità  delle leggi ossia la Corte Costituzionale”.
Quanto alla proposta, rilanciata ieri da Berlusconi, di istituire una commissione parlamentare d’inchiesta sull’operato dei pubblici ministeri, secondo Fini si tratta di una cosa mai vista.
“Chiedere alla maggioranza che sostiene il governo di approvare una proposta di legge per una commissione parlamentare che debba indagare sui pm che stanno processando il presidente del Consiglio – ha sostenuto il presidente della Camera – mi sembra che non accada in nessuna democrazia del mondo”.

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FINI: “DA BERLUSCONI INACCETTABILI DELEGITTIMAZIONI DEI MAGISTRATI” E GRANATA RINCARA: “LA ‘NDRANGHETA RINGRAZIA: QUACUNO HA ANCORA DUBBI SU CHE PARTITO SOSTERRANNO LE MAFIE?

Maggio 8th, 2011 Riccardo Fucile

LA VERA DESTRA   DELLA LEGALITA’ RISPONDE AL PREMIER CHE HA DEFINITO LA MAGISTRATURA “UN CANCRO DA ESTIRPARE”…IN ALTRI PAESI EUROPEI SAREBBERO ANDATI A CERCARLO O I CARABINIERI O GLI INFERMIERI DEL TRATTAMENTO SANITARIO OBBLIGATORIO, IN ITALIA TUTTO GLI E’ PERMESSO

Ancora botta e risposta tra il presidente della Camera Gianfranco Fini e Silvio Berlusconi.
Ieri il premier aveva definito un “cancro da estirpare” i magistrati di Milano. Oggi è arrivata la replica dell’ex alleato: “Non posso accettare che il presidente del Consiglio si scagli contro i magistrati delegittimando il corpo giudiziario”.
Fini era a Cagliari per sostenere il candidato sindaco Fli Ignazio Artizzu parlando in un albergo della città  in occasione della presentazione del suo libro L’Italia che vorrei: ”Chi riveste cariche istituzionali si deve rendere conto dell’errore enorme che compie ogni volta che delegittima la magistratura”, ha ricordato,   sottolineando che domani è prevista una cerimonia solenne al Quirinale, in occasione dell’anniversario della morte di Aldo Moro, per commemorare le vittime del terrorismo tra cui diversi magistrati.
Il presidente della Camera ha messo in evidenza che comunque “bisogna riformare la giustizia”, ma ha anche   rimarcato come “il simbolo della giustizia è la bilancia e quindi bisogna avere grande tensione a garantire l’equilibrio”. “Ogni cittadino — ha aggiunto il presidente della Camera — è innocente fino al Terzo Grado di giudizio ma occorre fare attenzione garantendo l’imputato e dimenticando che c’è una parte lesa”.
Fini ha anche ricordato che “la parola legalità  è scomparsa dal vocabolario politico del centrodestra. Legalità , ha aggiunto, è qualcosa di più impegnativo della sicurezza: è un abito mentale vuol dire rispetto per chi lavora, per la forza dell’esempio e per le istituzioni. Ogni volta che si reclama un diritto si deve anche essere pronti a un dovere”.
“Per Berlusconi il cancro è rappresentato da Ilda Boccassini: la ‘ndrangheta ringrazia”.
E’ questa la risposta di Fabio Granata, vicepresidente Fli della commissione Antimafia, alle parole definite “vergognose” di Silvio Berlusconi.
Ieri il premier aveva parlato dei magistrati di Milano come un “cancro da estirpare”.
Parole che “colpiscono magistrati che, come i colleghi di Reggio Calabria, stanno contrastando con grande successo ed enormi rischi lo strapotere dell’organizzazione criminale — ha aggiunto Granata — e la sua penetrazione nell’economia del nord”.
Stesso entusiasmo, secondo l’esponente di Fli, verrà  manifestato da camorra e Cosa Nostra, “visti i ‘giudizi lusinghieri’ del premier sulla Procura di Palermo”.
E rierendosi alle imminenti elezioni amministrative, Granata conclude: ”Ci sono ancora dubbi sul partito che sarà  sostenuto dalle mafie?”.

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CHI NON SALTA (CON BERLUSCONI) COMUNISTA E’

Aprile 29th, 2011 Riccardo Fucile

L’INTERVENTO DI FLAVIA PERINA: “IL RITORNELLO DEI BERLUSCONES E’ SEMPRE IL SOLITO: L’EGEMONIA CULTURALE DELLA SINISTRA E DEI SALOTTI : DETTO DA CHI E’ PADRONE DELLE TV, DELE CASE EDITRICI E DEI GIORNALI FA SOLO SORRIDERE”… L’EMERSIONE DEGLI INTELLETTUALI-OPERAI: ANTONIO PENNACCHI E EDOARDO NESI, ESEMPIO DI   INTERVENTISTI IN POLITICA E DI ANTIDOTO ALLA CULTURA SALOTTIERA”

Caro direttore,
innanzitutto complimenti per lo scoop di ieri sul sopralluogo di Silvio Berlusconi sul set della nuova trasmissione di Vittorio Sgarbi su RaiUno: è importante sapere che il nostro premier si prende personalmente cura dell’offerta della prima agenzia formativa del Paese e di temi alti come il rapporto con Dio (“Mi rimprovera sempre che con me fa solo il vicepresidente”, ha scherzato Silvio) al quale sarà  dedicata la puntata d’esordio.
La riconquista dell’egemonia culturale attraverso la promozione di personaggi come Sgarbi è uno dei pallini della destra berlusconiana, che da quindici anni lamenta di essere marginalizzata da un apparato radical-chic che avrebbe il monopolio delle idee e del sapere.
Gaetano Quagliariello è arrivato al punto di attribuire allo strapotere intellettuale della gauche e al suo “monopolio della interpretazione storica, delle ricorrenze, persino della legittimità  costituzionale” le difficoltà  del governo, che in quanto estraneo a quella egemonia sarebbe considerato “figlio di un dio minore, frutto avvelenato degli istinti più bassi di un popolo che ha tradito i suoi vati”.
È un ritornello che sento dagli anni ’70.
Solo che allora, a recitarlo, era una destra ghettizzata e in affanno.
Ora sono i padroni delle tv, delle case editrici e dei giornali, e la faccenda fa decisamente ridere, assieme alle datate battute sulla gauche-champagne (che magari è esistita ai tempi di Tom Wolfe o di Alberto Moravia, ma è sparita da un pezzo e senza lasciare eredi).
Con un pochino di attenzione in più, si potrebbe invece riconoscere un fenomeno del tutto inedito e spiazzante per le vecchie categorie: l’emersione degli intellettuali “operai”, persone che non vengono dai salotti ma da esperienze biografiche immerse nella realtà  vera e nell’anima profonda del Paese.
Persone che “si sporcano le mani” non solo con l’inchiostro del toner ma anche con la fatica della politica.
Penso, come è ovvio, al Premio Strega dello scorso anno, Antonio Pennacchi, che ha dato il suo nome a una lista “per liberare Latina dai clan”.
Ma anche a uno degli autori in pole position per la vittoria nell’edizione di quest’anno: Edoardo Nesi, candidato con “Storia della mia gente” (Bompiani, 161 pagg, 14 euro).
Nesi ha guidato per 15 anni l’azienda tessile della sua famiglia, a Prato, e racconta l’avventura del piccolo capitalismo familiare italiano, la sua intrinseca moralità , la capacità  di trasportare tutti, “capaci e incapaci, industriali e dipendenti” ben oltre i loro limiti tra gli anni ’80 e i ’90, prima che quell’esperienza si diluisse nell’informe “popolo delle partite Iva”.
Come Pennacchi, insomma, Nesi nasce in fabbrica e non nei caffè letterari.
E come lui non si limita a scrivere o a presentare libri: a Prato è assessore alla Cultura e allo sviluppo economico della Provincia, e già  l’associazione delle due competenze è rivelatrice di un approccio del tutto nuovo ai temi della cosa pubblica.
Una destra degna di questo nome riconoscerebbe nel lavoro, nelle biografie (e nel successo) dei Pennacchi e dei Nesi e nel carattere “patriottico” dei loro romanzi un sicuro ancoraggio per il racconto popolare italiano: l’antidoto più autentico alla cultura salottiera che tanto disprezzano.
E anche le inedite scelte di impegno attivo in politica dovrebbero suscitare attenzione: senza fare paragoni sconsiderati, l’interventismo degli intellettuali sembrava seppellito con il Novecento ed è singolare vederlo rispuntare a Latina e a Prato, città  piccole ma di enorme valore simbolico nell’immaginario nazionale.
E invece, la destra pidiellina è sempre lì, inchiodata alla lagna sui salotti, all’idea che l’egemonia si conquisti mettendo Sgarbi contro Saviano, all’invettiva contro i premi elettorali da abolire (ieri su Libero: “Diamo allo Strega quel che si merita: il rogo”).
Insomma, ferma all’incrocio tra la parodia goebbelsiana — “quando sento parlare di cultura metto mano alla pistola” — e il coro da stadio: chi non salta (con il premier) comunista è.

Flavia Perina
(da “Il Fatto Quotidiano“)

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URSO E’ IMPAZIENTE, VUOLE VOTARE SUBITO LA MORATTI CONTRO PISAPIA: MA QUALCUNO LO HA AVVISATO CHE ESISTE ANCHE UNA LISTA DEL TERZO POLO?

Aprile 22nd, 2011 Riccardo Fucile

LA QUINTA COLONNA DEL PDL ADEMPIE AL SUO COMPITO, SI SCHIERA CON LA MORATTI COSI’ QUALCHE ELETTORE DI FLI PUO’ PENSARE: “CHE VOTO A FARE FLI SE TANTO POI CONVERGE SULLA MORATTI? TANTO VALE VOTARLA SUBITO”… URSO INVITA I FUTURISTI A TURARSI IL NASO, MA QUANDO LA BASE FINIANA POTRA’ APRIRE LE ORECCHIE SENZA SENTIRE I SUOI QUOTIDIANI DISTINGUO?

La proposta lanciata da Adolfo Urso — votare, agli eventuali ballottaggi delle prossime amministrative, candidati del centrodestra — apre il dibattito tra i militanti di Futuro e Libertà .
Che affidano le loro reazioni al web, dalle pagine Facebook di Generazione Italia fino al sito de Il Futurista.
Sarcastico il commento del web magazine diretto da Filippo Rossi: “Ma sì, che c’è di male se un movimento nato in opposizione al modello politico e culturale berlusconiano poi fa vincere Berlusconi?”
E ancora: “Che c’è di strano se un partito che a dicembre ha votato la sfiducia al governo del Pdl e della Lega, qualche mese dopo si rimangia tutto?”.
Per concludere: “Turatevi il naso, dice l’onorevole. Sarebbe meglio di no. O sarebbe meglio, anzi sarebbe più coerente, “turarselo” per votare contro Silvio Berlusconi”.
Nel caso di ballottaggio, la posizione ufficiale del partito di Gianfranco Fini è lasciare libera scelta agli elettori.
E in rete la discussione tra i militanti si accende.
Si va da “Quando Urso e Ronchi se ne andranno da Fli sarà  sempe troppo tardi”, fino a “Mai più rapporti con il Pdl” e “Pisapia e Pennacchi per tutta la vita”.
E c’è chi scrive direttamente a Urso: “Se Berlusconi stesso dice che il test avrà  un valore politico, non lo si può ignorare. Una eventuale vittoria del Pdl vedrebbe Berlusconi ringalluzzito e ancora più pericoloso. E non si può fare finta di niente”.
Da parte nostra non siamo certo stupiti da questo atteggiamento di Urso e soci che denunciamo da tempo.
Ci limitiamo ad alcune brevi considerazioni.
1) Non è concepibile che una linea decisa a stragrande maggioranza venga quotidianamente contestata da pochi individui che “pretendono” modifiche “altrimenti se ne vanno”.
Col risultato di bloccare ogni tentativo di rinnovamento e dare vita a perenni mediazioni.
Creando confusione e smarrimento nell’elettorato e impedendo una crescita di consensi.
Capisco che sia il compito che è stato loro assegnato da Palazzo Grazioli e che se ne andranno solo nel momento in cui Berlusconi deciderà  che sarà  quella l’occasione in cui potranno creare il maggior danno a Futuro e Libertà , comprendo meno l’atteggiamento di Fini e Bocchino che non li accompagnano alla porta.
Ancora qualche mese di questo stillicidio di posizione variegate e di Fli rimarrà  solo il simbolo.
2) In tutti i partiti è ammessa una minoranza interna, meno logico che si formi in un partito appena nato.
Fosse una divisione ideologica invece che una mera questione di poltrone, sarebbe almeno comprensibile.
Ma come, cacciano Fini dal Pdl, loro aderiscono al nuovo partito e poi vogliono una politica della mano tesa verso i suoi assassini seriali?
Ma perchè non se ne sono rimasti con Scilipoti, Cosentino, Brancher, puttanieri e zoccole varie?
Una minoranza è giusto che ponga delle questioni negli organismi interni preposti, meno che rilasci ogni giorno dichiarazioni pubbliche contro la linea del partito decisa dalla maggioranza.
Ma dove siamo? C’è più disciplina in una “comune” anarchica che in Fli.
3) Non solo: la presenza di questi “inviati speciali del cardinale” sta facendo sì che le polemiche interne si allarghino pure in periferia.
Chi vuole crearsi uno spazio aderisce magari alla corrrente di Urso, senza neanche capire dove vuole portarli, ma certamente moltiplicando le beghe locali.
Mentre ci si aspetterebbe compattezza e voce univoca da un partito appena creato su nuovi presupposti.
In conclusione, se qualcuno pensa di poter gestire un partito in queste condizioni sta facendo un grosso errore di valutazione.
Quando qualcuno, ancor prima di un eventuale ballottaggio a Milano, esce con la frase “con la sinistra mai, meglio la Moratti” ( dichiarazione che avrebbe avuto senso solo dopo il primo turno) sembra snobbare la lista del Terzo Polo a Milano.
Perchè non spendere una parola a favore del candidato sindaco di Fli, auspicando semmai che vada lui al ballottaggio con Pisapia?
Di fatto sembra un invito agli elettori di Fli di votare la Moratti già  al primo turno: a nostro parere non solo così il messaggio viene recepito, ma in tal senso è stato anche pronunciato.
E le critiche alla lista Pennacchi a Latina da parte di Urso che altro sono, se non un invito a votare quella del Pdl?
Il disegno è chiaro, non a caso certe caselle ministeriali (Commercio Estero) non sono state ancora riempite perchè (parole del premier) “rimangono a disposizione di qualcuno che volesse rientrare”.
Ognuno tragga le conclusioni che crede, noi le idee le abbiamo chiare da tempo.

argomento: Berlusconi, Costume, denuncia, destra, elezioni, Fini, Futuro e Libertà, governo, PdL, Politica, radici e valori | Commenta »

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