Dicembre 10th, 2009 Riccardo Fucile
NELLA FINANZIARIA TREMONTI HA PRELEVATO 3,1 MILIARDI DI TFR DALLE CASSE DELL’INPS PER PASSARLI AL TESORO E UTILIZZARLI PER LE SPESE CORRENTI… UN DOMANI DOVRA’ RESTITUIRLI: NON SONO ENTRATE, MA UN ARTIFICIO CONTABILE….PADOA SCHIOPPA FECE LA STESSA COSA PER 6 MESI E IL PDL GRIDO’ ALLO SCIPPO: PERCHE’ ORA DOVREMMO GOIRE?
Essendo tra i pochi che ritengono che in politica la coerenza rivesta ancora una importanza
rilevante, certe operazioni di maquillage contabile non ci sono mai piaciute, chiunque le metta in essere.
Anche perchè siamo abituati a spendere i soldi nostri se ne abbiamo la possibilità , non facciamo acquisti con i quattrini degli altri.
Ma evidentemente in tempi di finanza creativa, di fronte a una finanziaria senza il becco di un euro, con le sole entrate dei grandi evasori premiati con l’anonimato e lo scudo fiscale ( 3,7 miliardi previsti), il governo ha pensato bene di attingere ad altre fonti.
Così, con una semplice partita di giro, ha prelevato 3,1 miliardi di Tfr, ovvero i soldi delle liquidazioni che i lavoratori avevano lasciato all’Inps, per intestarli al Tesoro e spenderli.
In attesa un domani di restituirli con gli interessi.
Non soldi propri, insomma, ma un esproprio governativo.
Praticamente si tratta degli accantonamenti per il Tfr lasciati in azienda dai lavoratori delle imprese con più di 50 addetti. Quattrini che, in assenza del maxiemendamento di Tremonti, i lavoratori avrebbero ancora potuto versare a un fondo pensioni di loro scelta oppure lasciarlo in azienda.
Ora non sarà più possibile, in quanto i soldi sono stati trasferiti a un fondo di tesoreria.
Con una caratteristica perlomeno anomala: prima figuravano a debito dell’azienda, ora diventeranno delle entrate dello Stato senza però essere contestualmente iscritte anche a debito ( visto che vanno restituiti).
Quindi, escludendo che lo Stato se li freghi, vuol dire che prima o poi lo Stato dovrà restituire i quattrini, pagando gli interessi.
Così facendo l’unica possibilità è che si pagheranno nel futuro nuove tasse per saldare l’odierno esproprio. Continua »
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Dicembre 8th, 2009 Riccardo Fucile
FINANZIARIA: NON SI TAGLIANO LE TASSE IRAP, IRPEF E CEDOLARE, AUMENTERANNO LE TASSE DELLA SANITA’ NELLE REGIONI IN ROSSO… IL TFR PASSA DALL’INPS AL TESORO E COL GIOCHETTO CONTABILE ARRIVA QUALCHE PROVVEDIMENTO A PIOGGIA…. TAGLIATI I SOLDI ALLE RONDE PER L’INSURREZIONE DEGLI AGENTI…IL DEMANIO SI VENDE I BENI PER FINANZIARE LA MISSIONE A KABUL
La Finanziaria approderà presto al voto in aula ed è opportuno esaminare quali sono i
provvedimenti che sono stati messi alla fine a punto dal governo, dopo un lungo lavoro in commissione.
La coperta pare corta: da qualsiasi parte la si tiri, lascia scoperta l’altrà metà . Vediamo intanto da dove arriveranno le risorse: principalmente dallo scudo fiscale (3,9 miliardi), il cui gettito è risultato inferiore al previsto (come avevamo ipotizzato).
Quindi dal fondo Tfr che viene fatto passare dall’Inps al Tesoro con un gioco contabile, 250 milioni dalla vendita dei beni demaniali a trattativa privata, 1 miliardo da un taglio ai finanziamenti alle province autonome di Trento e Bolzano in cambio di maggiore autonomie ( di applicare tributi locali), 200 milioni dai soliti fondi Fas sottratti ai corsi di formazione, 350 milioni dalla rivalutazione dei terreni, qualcosina ancora dal taglio del 20% di consiglieri e assessori comunali e provinciali (ma non parlamentari e consiglieri regionali), qualche briciola dalla riduzione del fondo per l’editoria.
Per un totale di 8,9 miliardi.
Veniamo a come si prevede di spenderli.
Verranno distribuiti, come peraltro non ci si poteva evitare per norma di legge, i 400 milioni del 5 per mille, i 103 milioni di libri scolastici, i 400 milioni per l’università . Continua »
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Dicembre 7th, 2009 Riccardo Fucile
E IN COMMISSIONE VOLANO LE SEDIE… I GIORNI DELL’IRA(P): “VOI DELLA LEGA SIETE DEI RAGAZZINI, NON SIETE IN GRADO DI GOVERNARE IL PAESE, MI AVETE ROTTO” REPLICA TREMONTI….E LA BRAMBILLA SCOPPIA IN LACRIME
Per la Finanziaria, in esame in queste ore in Parlamento non saranno i giorni
dell’Irap, di cui il premier poche settimane fa aveva promesso prima l’abolizione e poi la riduzione, salvo essere smentito dai “fatti” che ci ricorda spesso come caratteristica del suo governo, ma certamente saranno ricordati come i giorni dell’ira.
Prima la contromanovra di Baldassarre, bocciata anch’essa, poi le polemiche con i ministri che volevano più quattrini.
Alla fine qualche giorno fa una lite furibonda, svelata da pochi e mai smentita dagli interessati, emblematica dei rapporti interni al governo.
Il luogo “del delitto” è la sala della Commissioni Esteri, vicina al luogo dove si stava discutendo la manovra finanziaria.
Tremonti sbotta, di fronte alle continue richieste di integrazione, alle ore 22, in Comissione Bilancio della Camera: “Siamo agli ultimi giorni di Pompei, ci vuole attenzione, altrimenti saltano i conti e i governo”.
Il presidente leghista della Commissione, Giancarlo Giorgetti alza la voce: “Tu devi fare gli interesse della Lega, non ti puoi opporre alle nostre richieste, altrimenti lo dico a Bossi”.
Motivo del contendere la solita marchetta leghista di 50 milioni a favore questa volta di Finmeccanica.
Tremonti esplode: “Voi della Lega siete proprio dei ragazzini, glielo dico a Bossi che non siete in grado di governare questo Paese. Mi avete rotto…, mi dimetto subito e faccio cadere tutto”. Continua »
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Dicembre 4th, 2009 Riccardo Fucile
LE RICHIESTE ERANO APPENA TRE IN TUTTA ITALIA E IL FLOP ERA LA DIMOSTRAZIONE CHE LO SPIRITO CIVICO PADANO NON ERA GRATUITO…. PER EVITARE UNA BRUTTA FIGURA, NOTTETEMPO COME I LADRI, ARRIVA UN EMENDAMENTO CHE LE RENDE A PAGAMENTO…I SOLDI PER LE FORZE DELL’ORDINE NON CI SONO, PER LE RONDE SI’
Cala la notte sulla Finanziaria del governo e, quando i cittadini comuni dormono, per strada
rimangono notoriamente solo coloro che tirano tardi per locali, i malintenzionati e gli insonni.
In Parlamento invece la notte porta consigli e “consigliori”, quale migliore momento per predisporre un emendamento blitz ?
E stamane ecco spuntare, in una Finanziaria dove non ci sono soldi per nessuno e dove regioni e comuni vengono quasi strangolati nel tentativo di ridurre le spese, nel pacchetto presentato dal relatore Massimo Corsaro, la possibilità per i comuni, cui spetta la gestione dell’albo delle associazioni, la possibilità di “rimborsare” i volontari rondisti.
L’obiettivo nascosto è quello di dare una”spinta” al fenomeno dei servizi d’ordine che finora ha registrato un tragico flop agli albi comunali: solo in tre comuni in tutta Italia si è presentato un aspirante rondista.
Il problema era quello dei soldi.
La legge Maroni, grazie alle contestazioni di molti, in primis delle forze dell’ordine, aveva dovuto fare marcia indietro, rispetto ai 100 milioni iniziali stanziati per assicurare uno stipendio agli sfaccendati notturni aspiranti rambo.
Era così stata esclusa la possibilità per i Comuni di pagare o rimborsare le spese alle “associazioni di volontari”.
Senza quattrini evidentemente lo spirito civico padano è andato a farsi fottere e al “richiamo alle armi” in caserma non si è presentato nessuno, con miserevole figura di chi aveva sbandierato questa iniziativa come la panacea di tutti i mali e un decisivo deterrente alla criminalità . Continua »
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Novembre 29th, 2009 Riccardo Fucile
RICAVI IN DISCESA LIBERA, CREDITO SEMPRE PIU’ CARO, TASSE ALTE…GLI ARTIGIANI DENUNCIANO: L’IRAP E’ UNA TASSA INIQUA, COLPISCE I DEBITI, NON L’UTILE….GLI STUDI DI SETTORE SONO ANCORA TARATI SU PERIODI DI GRANDE SVILUPPO: “CI FANNO PAGARE PER UTILI MAI FATTI”
Sempre più incazzati, gli artigiani italiani: altro che crisi finita, dicono dal congresso di
Casartigiani Lombardia,14mila iscritti, per le imprese lombarde la crisi c’è sempre ed è durissima da sostenere.
Ecco perchè tornano a chiedere con forza una revisione dell’Irap e degli studi di settore: non vogliono pagare delle tasse su utili mai fatti e soprattutto con dei soldi che non hanno.
Vengono snocciolati i dati del sondaggio condotto su un ampio campione: 1.034 imprese del settore, sicuramente rappresentativo dell’intera realtà italiana, dati che si commentano da soli e che smentiscono gli ottimisti.
Ben l’ 83% delle imprese artigiane ha registrato una contrazione vistosa del fatturato.
Per 3 su 10 si è trattato di un vero e proprio crollo dei ricavi che si sono dimezzati.
Un altro 8% ha fatturato il 40% in meno rispetto al 2008.
Nessuna inversione di tendenza in vista: anche dopo la pausa estiva un artigiano su quattro non ha registrato alcun miglioramento.
I cali delle entrate sono di tale portata da spingere in basso i bilanci di metà delle imprese di settore.
E le prospettive peggiorano ulteriormente alla luce di quanto sta accadendo nell’accesso al credito.
Contrariamente ai dati diffusi dalle banche, il 64% degli artigiani sostiene che le condizioni imposte dagli istituti di credito per prestare denaro sono più sfavorevoli. Continua »
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Novembre 26th, 2009 Riccardo Fucile
PERSINO “LIBERO” PARLA DI UN “PERICOLOSO AUTOGOL DEL GOVERNO” E DI UNA “CLAMOROSA MARCIA INDIETRO”… IL PROBLEMA E’ FARE PROMESSE A VUOTO E NON MANTENERLE MAI… ASPETTARE LE ENTRATE DELLO SCUDO FISCALE CERTIFICA SOLO UNO STATO ACCATTONE CHE ATTENDE LA MANCETTA DAGLI EVASORI
Ormai è stato chiarito: nella legge finanziaria non è prevista alcuna riduzione dell’Irap, dell’Irpef e nemmeno la cedolare secca sugli affitti.
In pratica il governo non intende operare alcun taglio alle tasse, smentendo quello che aveva annunciato poche settimane fa.
Lo avevamo ampiamente previsto, attirandoci le solite critiche di “inguaribili pessimisti”: era evidente a chiunque che quelle promesse inattuabili non avrebbero mai dovuto essere fatte.
Oggi leggiamo che non siamo improvvisamente più soli , nell’area di centrodestra, a esprimere critiche al modus operandi del governo.
Ecco cosa scrive Maurizio Belpietro su “Libero”: “Il problema non è la cancellazione di un singolo provvedimento, bensì la negazione di un programma politico sulla base del quale si è chiesta la fiducia degli elettori…Berlusconi le elezioni le ha vinte promettendo di diminuire le imposte, non certo annunciando il ponte sullo Stretto, le ha vinte cavalcando l’aspettativa di un cambiamento radicale rispetto a chi c’era prima e che sfilava nottetempo i soldi dalle tasche dei contribuenti”.
Conclude Belpietro: “Adesso che qualche segnale di ripresa dalla crisi si intravede, non mantenere la promessa è un errore grave”.
E a chi sostiene che “non ci sono soldi”, Belpietro ricorda la battaglia per l’abolizione delle Province e la necessità dell’innalzamento dell’eta pensionabile.
Cerchiamo di andare per ordine: se un padre di famiglia ha a malapena la possibilità di far coniugare ai figli il pranzo con la cena, non promette certo loro per Natale le vacanze a Cortina.
A maggior ragione un governo serio dovrebbe evitare continue sparate propagandiste senza dar poi mai seguito a nulla.
Secondo quesito: è vero o no che in cassa non c’è un euro?
E’ verissimo, tanto che per racimolare 3,8 miliardi si deve fare la figura dello “Stato accattone” che si mette all’angolo della strada e spera entro Natale che i ricchi supervasori mettano nel cappello qualche banconota. Continua »
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Novembre 22nd, 2009 Riccardo Fucile
LA MEDIA UE PER PAGARLE E’ DI 232 ORE, L’ITALIA E’ AL 136° POSTO SU 183 PAESI….E AL 6° POSTO NEL PESO DEGLI ONERI TRIBUTARI E PREVIDENZIALI….DA NOI 15 BALZELLI, CONTRO UNA MEDIA UE DI 11…LA PRESSIONE FISCALE REALE ARRIVA AL 50,6%, SECONDO I COMMERCIALISTI
L’ordine dei commercialisti ci ha recentemente spiegato che per ogni euro guadagnato, la metà se ne va in tasse.
Al contempo la Banca mondiale ci fa sapere che le tasse italiane per le imprese sono tra le più complicate e lunghe da pagare dell’intero pianeta. Secondo il rapporto Payng Taxes, l’Italia è al 136esimo posto su 183 Paesi nel tempo necessario per pagare le tasse.
Per pagarle tutte, un’impresa italiana di medie dimensioni impiega normalmente 334 ore, mentre la media Ue è di 232, in riduzione rispetto alle 257 dell’anno precedente.
Anche la media mondiale di 286 ore è ben più bassa della nostra.
E per gli altri indicatori, le cose non vanno meglio.
L’Italia risulta al 166esimo posto nella classifica del total tax rate, ovvero il peso complessivo degli oneri tributari e previdenziali sul conto economico di un’impresa.
A fronte di una media mondiale del 48,3% ed europea del 44,5%, nel nostro Paese la percentuale è del 68,4%.
Per quanto riguarda il numero dei pagamenti poi, in Italia le imprese devono fare i conti in media con 15 balzelli, contro i 9,5 del resto del mondo e gli 11 della Ue. Continua »
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Febbraio 15th, 2009 Riccardo Fucile
L’INCENTIVO STATALE SOTTO FORMA DI DETRAZIONE IRPEF DA RIPARTIRE IN CINQUE ANNI… ACQUISTI DI MOBILI LEGATI A RISTRUTTURAZIONI EDILIZIE PER UN MASSIMO DI 10.000 EURO… OCCORRE FARE DOMANDA ALLA AGENZIA DELLE ENTRATE, CONSERVARE LE FATTURE, PAGARE CON BONIFICO… TRAFILA BUROCRATICA CHE SCORAGGIA
Nel 2008 il settore del legno è sceso del 4,5%, portando il valore complessivo prodotto sotto i
38 miliardi di euro. Un andamento condizionato dalla domanda interna, diminuita del 6,3%, mentre vanno meglio le esportazioni, con un meno 2%.
Il Governo è intervenuto con un incentivo per chi acquista mobili, sicuramente apprezzato dagli operatori del settore dal punto di vista dell’attenzione, meno da quello pratico.
Un bonus, a parere di molti, farraginoso e che andrebbe migliorato per una procedura che più complicata non ci si poteva inventare.
Sembra destino che ogni volta che il governo mette in atto un aiuto, la metodologia per ottenerlo tenda a scoraggiare chi vorrebbe usufruirne, causa complicanze burocratiche.
A differenza di quanto accade per auto e moto, dove l’incentivo viene fruito direttamente dal consumatore presso il concessionario che a sua volta lo recupera attraverso il credito d’imposta, qui l’iter è più lungo.
Il decreto legge incentivi pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale num. 34 prevede, infatti, all’art 2 uno sconto, sotto forma di detrazione Irpef del 20% da ripartire in 5 anni, sull’acquisto di mobili comprati tra il 7 febbraio e il 31 dicembre 2009. Ma con due ostacoli.
Gli acquisti sui cui applicare lo sconto non possono superare i 10.000 euro e devono essere legati ad un intervento di ristrutturazione edilizia. Continua »
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Gennaio 2nd, 2009 Riccardo Fucile
IL GOVERNO AVEVA GARANTITO CHE I BENEFICIARI SAREBBERO STATI 1.300.000 ITALIANI, TRA PENSIONATI E FAMIGLIE A BASSO REDDITO… NE SONO STATE DISTRIBUITE SOLO 366.000, MA APPENA 200.000 SONO STATE ATTIVATE, LE ALTRE SONO STATE BLOCCATE PER MANCANZA DEI REQUISITI RICHIESTI… E NEL 40% DEI CASI LA CARD E’ STATA RESPINTA DAI SUPERMERCATI PERCHE’ NON ERA CARICA… QUALCUNO ORA NE RISPONDA
Ci siamo sinceramente stancati di dover fare le pulci ai provvedimenti di un governo di centrodestra che avremmo voluto diverso nella forma, ma soprattutto nella sostanza. Abbiamo cercato di essere sempre obiettivi, segnalando i lati positivi ( pochi, in verità ) e quelli che invece lasciavano a desiderare, in questi primi mesi di legislatura.
Il fatto di provenire dall’esperienza fallimentare del governo Prodi, abbiamo sostenuto, ha sicuramente facilitato l’esito elettorale, ma, una volta iniziato a governare, il Centrodestra avrebbe dovuto stabilire due priorità : misure economiche per i ceti medi e quelli meno abbienti e una seria politica della sicurezza. Il resto era secondario.
Invece i primi interventi sono stati per il lodo Alfano, per il carrozzone di Alitalia, per andarsi a cercare complicazioni con la pseudoriforma della scuola ( con relativa retromarcia), per la barzelletta del federalismo che risolverebbe ogni magagna italica e che in realtà creerà ancora più tasse locali quando verrà attuato. Continua »
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