Marzo 20th, 2016 Riccardo Fucile
E’ L’INCOGNITA DELLE ELEZIONI A ROMA CHE PUO’ TERREMOTARE LA POLITICA ITALIANA (GRILLO PERMETTENDO)
Operazione dama.
È partita più di un anno fa, quando è apparso chiaro che Marino non avrebbe retto all’onda d’urto di Mafia Capitale.
«Se riusciremo a spiegare che la rivoluzione a Roma sta nell’ordinario andiamo a dama», spiega Virginia Raggi all’ “Espresso”, che dedica alla candidata sindaco del Movimento 5 Stelle a Roma la copertina, un lungo servizio e un colloquio, la radiografia completa dell’incognita Capitale che può sconvolgere la politica italiana: Raggi X.
«Non so se sono adeguata a guidare la Capitale d’Italia. Posso dire che mi sento pronta».
Il nuovo volto di M5S inaugura la stagione della normalità : «Per Roma la vera rivoluzione è la normalità ».
«Da studente non ho mai partecipato alle manifestazioni», racconta. «Ho votato nel corso degli anni l’Ulivo, quelle cose lì, forse il Pd è più recente, non ricordo bene. Ero di sinistra, in famiglia sono cresciuta con un ideale che non ho visto rispettato, sono stata delusa».
Normale la professione di fede: «Sono cattolica, non praticante».
Normalissimi i gusti culturali: «L’ultimo libro che ho letto? Non me lo ricordo. Ultimo film? “Revenant”, con Leo DiCaprio.
La musica? De Gregori e i Subsonica. E un tempo “avevo fatto l’abbonamento a teatro».
Il chiodo fisso sono le due ruote: la bicicletta, un giro dell’Austria nel 2008, e la moto. Prima una Honda VF 400, poi una Sv 650.
«Vivo di passioni», s’illumina la centaura quando ne parla.
«All’inizio volevo seguire la carriera accademica, poi ho fatto due colloqui, dopo essermi rotta una gamba. Pieremilio Sammarco che avevo conosciuto all’università mi chiese se volevo lavorare con lui, all’epoca si appoggiava lì, da Previti. C’erano quindici avvocati e due o tre praticanti, facevamo le file e le copie degli atti. Previti lo incontravo in corridoio. Sapevo dei suoi processi, ne parlavo con gli amici, ma facevo il mio lavoro».
L’imbarazzante vicinanza con l’avvocato berlusconiano condannato per corruzione in atti giudiziari è stata omessa nel curriculum della Raggi, lei sfodera gli artigli: «Per accusare me hanno attaccato un’intera categoria, gli avvocati, e poi i ragazzi normali che dopo la laurea cercano uno studio in cui fare pratica».
«Il sindaco deve amministrare in nome di tutti», spiega la Raggi.
I dipendenti comunali e delle aziende partecipate (Atac, Ama, Acea)?
«Bisogna riallacciare i rapporti con i dipendenti capitolini onesti e farli sentire parte di una squadra. Non vedo un problema di sovrabbondanza».
E l’Atac, con i suoi 11 mila dipendenti, la voragine del debito (tra 1,4 e 1,6 miliardi di euro), il servizio peggiore d’Europa?
«Gli autisti sono seimila, non è colpa loro, gli autobus sono rotti e restano in deposito. Bisogna tagliare gli sprechi, le consulenze, parentopoli», concede la candidata.
Lo stadio della Roma, oggetto del desiderio della grande speculazione?
«Sono favorevole, ma non a Tor di Valle».
E le Olimpiadi?
«Se vinco io non si faranno».
Una massiccia dose di tranquillante per il corpaccione della Capitale stressato da inchieste, sindaci marziani, commissariamenti.
Senza mettere paletti, nessuna fetta di elettorato è preclusa: «A me fa piacere vedere nei miei confronti apprezzamenti trasversali, da sinistra e da destra», riconosce. E già si rivolge al premier: «Se sarò eletta voglio avere con lui un rapporto franco. Matteo Renzi si auto-proclama presidente del Consiglio di tutti gli italiani, che gli piaccia o meno dovrà parlare con il sindaco di Roma».
I sondaggi ora danno in testa lei.
Marco Damilano
(da “l’Espresso”)
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Marzo 19th, 2016 Riccardo Fucile
INSULTATA E CACCIATA PERCHE’ IL FIDANZATO SCRIVEVA PEZZI DI CRITICA AL SINDACO GRILLINO
Espulsa dal Movimento 5 stelle.
La certificazione del provvedimento dallo staff nazionale è arrivata via comunicato al primo cittadino di Porto Torres, Sean Whealer, il secondo eletto nell’Isola nelle file del movimento.
La consigliera Paola Conticelli, nel giro di poche settimane, si è trasformata da capogruppo a ex.
Non potrà più utilizzare il logo, anche se resterà — ovviamente — in consiglio comunale.
Il suo telefono squilla a vuoto nei giorni successivi alla decisione ufficiale. Sulla sua pagina Facebook si leggono attestati di solidarietà e di incoraggiamento dei suoi simpatizzanti. Niente di più. Difficile parlare direttamente anche con il primo cittadino.
Lei pubblicamente dichiara di aver subito “offese personali, minacce, gravissime ingerenze nella vita privata e nella libertà intellettuale”.
E di avere le prove di quanto denuncia: addirittura registrazioni che potrebbero arrivare direttamente ai carabinieri.
E infatti la strada del silenzio prelude quella delle carte bollate.
Tra le ragioni che hanno portato all’espulsione ci sarebbe anche la sua relazione con un giornalista impegnato in un periodico locale.
Alcuni suoi articoli avrebbero dato fastidio. Non solo: durante un incontro, ha accusato, le sarebbe stato chiesto di scegliere tra l’impegno politico e la sua vita privata.
Le frasi riportate da Conticelli sui social network non lasciano dubbi: “Al prossimo articolo di mer… ti chiedo il recall”. Ma anche: “Scegli, se stai con lui ti dimetti da consigliera”.
“Non bastavano il contratto capestro e lo spionaggio ai danni dei propri parlamentari, ora — attacca il senatore dem Stefano Esposito — il Grande Fratello grillino entra anche in camera da letto. La consigliera 5 stelle di Porto Torres Paola Conticelli dice di essere stata cacciata perchè rea di essere la compagna di un giornalista scomodo, con il quale, come riferisce la stessa Conticelli, il partito avrebbe chiesto di rompere. Le liste di proscrizione targate 5 Stelle nei confronti dei giornalisti erano cosa nota, ora apprendiamo che vengono estese anche ai partner”.
Monia Melis
(da “il Fatto Quotidiano”)
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Marzo 14th, 2016 Riccardo Fucile
“OGGI E’ UNA GIORNATA LIBERATORIA, VOGLIO RESTARE LONTANA DALLE PRESSIONI MEDIATICHE”
Passeggia in un parco di Milano e risponde al telefono: “Oggi è una giornata liberatoria, vorrei restare
lontana dalla pressione mediatica”.
Patrizia Bedori, la 52enne scelta dal Movimento 5 Stelle come candidata sindaco di Milano, si è ormai ritirata dalla corsa e dice di sentirsi molto sollevata: “Ho fatto umilmente questa scelta, un passo di lato”.
Per quale motivo?
“Sono stata travolta dalla pressione mediatica, non ce la facevo più, adesso mi riprenderò la mia vita ma continuerò a stare vicino alla mia città e al mio quartiere come ho sempre fatto”.
Colpa quindi dei giornalisti, spiega Bedori, che tuttavia alla domanda se ha sentito il leader 5Stelle, Beppe Grillo, o Gianroberto Casaleggio non risponde.
Secondo alcune indiscrezioni, i vertici M5S non erano contenti dell’andamento dei sondaggi e per questo le avrebbero “imposto” il passo indietro.
“Il Movimento è vicino a me – si difende l’ex candidato sindaco – ieri tutti hanno pianto con me, sono stati troppi carini. Il Movimento 5 Stelle è la mia vita e ci resterò. Adesso però basta domande. Vorrei stare un giorno al parco a passeggiare come sto facendo”.
Poco prima Bedori aveva affidato a un lungo post su Facebook il suo sfogo, il cui incipit è: “Qualche sassolino nella scarpa oggi me lo voglio levare”.
Domenica sera le motivazioni che l’avevano indotta a fare quella scelta erano sembrate del tutto personali (“Può accadere che ci si accorga di non sentire propria una determinata posizione”), ma il giorno dopo, prima di godersi la passeggiata liberatoria, ne ha per tutti.
A partire da quelli che l’hanno chiamata “casalinga e disoccupata”, con toni offensivi. Per proseguire con alcuni esponenti del suo stesso movimento che l’hanno insultata prendendo di mira anche il suo aspetto fisico.
Ai primi fa sapere che “per me non sono offese. Ci sono milioni di casalinghe in Italia ed è grazie a loro che l’Italia sta in piedi”.
E ancora. “Mi avete dato della disoccupata usando questa parola in maniera denigratoria, negativa, come dire sfigata. Sappiate che non ero in cerca di una cadrega. E ve lo ho dimostrato, semmai ce ne fosse bisogno, ma quello che è più grave è che avete offeso milioni di cittadini a cui è stata tolta la dignità “.
Poi viene il turno di due compagni di movimento (una ex M5s).
Il primo è Tonino Silvestri che le ha dato della “brutta grassa e obesa” dicendole “fuori a calci nel culo”: “Ti voglio regalare un minuto di notorietà , poi rientrerai nell’oblio. Sono generosa e ovviamente mi astengo da commenti sul tuo aspetto fisico perchè io le persone le giudico da quello che sono, da quello che dicono ma soprattutto da quello che fanno”.
Poi è il turno di Serenella Fuksia, senatrice ex pentastellata, che le aveva dato della “nullafacente super cazzolara svogliata”.
A lei replica dicendo: “Sei famosa perchè non mantieni la parola data ai tuoi elettori e, come dicevo, io le persone le valuto da quello che fanno. Io ho altri valori e la mia parola vale, sono su un altro livello, cui tu non potrai mai accedere e forse neanche capire”.
Ovviamente c’è spazio per i ringraziamenti che vanno a chi l’ha comunque sostenuta anche dopo la decisione di ritirarsi e a quelle donne che “silenziosamente giorno dopo giorno dedicano la vita agli altri senza chiedere nulla in cambio”.
(da “Huffingtonpost“)
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Marzo 13th, 2016 Riccardo Fucile
“SARO’ IN LISTA, MA SONO FERITA DALLA MACCHINA DEL FANGO”
Patrizia Bedori conferma il suo ritiro dalla candidatura a sindaco di Milano per il Movimento Cinque stelle.
Mentre è ancora in corso la riunione tra la candidata e gli attivisti milanesi grillini, ha ribadito: “Sarò sicuramente in lista, ma faccio un passo di lato (come aveva detto Grillo al momento del suo distacco dal Movimento ndr).
È colpa dei mass media se sono ferita – ha detto in lacrime – Non sono una politica con la faccia di ‘tolla’. La macchina del fango è partita subito, il gossip ha preso il sopravvento su tutto. Adesso vedremo di trovare una soluzione”.
“Qualcuno mi ha detto di andare avanti, ma non voglio fare i nomi di chi mi ha incoraggiata”. L’ormai ex candidata sindaco del 5 stelle ha chiesto ai militanti di sostenere la candidatura di Corrado, il terzo arrivato alle primarie pentastellate di novembre, ma la soluzione più probabile sembra invece, un azzeramento totale e la decisione di scegliere un nuovo candidato con votazione online.
(da agenzie)
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Marzo 13th, 2016 Riccardo Fucile
L’ATTO DI ACCUSA DEGLI ESPULSI: REGOLE STRAVOLTE, DOSSIER E VELENI
Dopo le regionali hanno cominciato a nascere i “gruppi segreti”. Così li chiamano nel mondo underground
del Movimento 5 stelle. Nessuno che non sia ammesso può partecipare e leggere i contenuti. Dentro si dialoga animatamente, a volte ci si insulta minacciando querele.
Sono ammessi quelli che dovrebbero essere i più motivati del Movimento 5 stelle, il gruppo pensante, i più dinamici: sono circa 160 nel gruppo attivisti e attiviste di Torino. Ma dalla rete segreta stanno cominciando le fuoriuscite: qualcuno è esasperato da toni e insulti, altri vengono “bannati”, come si usa dire in gergo. Improvvisamente sparisce.
E’ capitato a Manola Gozza, messa fuori ad aprile del 2015.
Le ragioni? Lei la racconta così: “Ero andata fuori Italia e quando sono tornata semplicemente non c’ero più. Ho chiesto ripetutamente spiegazioni a Marina Commisso e Gianni Limone del gruppo comunale che allora erano “amministratori”, ovvero quelli che autorizzano l’ingresso nel gruppo e controllano i contenuti. Nulla, non ho capito. In un riunione successiva del gruppo segreto ho chiesto spiegazioni. C’erano tutti, dal consigliere Davide Bono a Chiara Appendino e il marito. Sguardi bassi, nessuno ha risposto. Poi mi hanno preso da parte e mi hanno fatto capire che frequentavo gente non troppo gradita e avevo messo un “like” ad un progetto sottoscritto da Eleonora Bechis, uscita dal Movimento, e dalla deputata Giulia Sarti. Un progetto di volontariato che si chiama “Un sacco di vita””.
Fuori per un “like”? Cosa succede nel Movimento 5 stelle piemontese?
Il fiume del dissenso è in piena: si denunciano espulsioni, la presenza di dossier, si dice che le “regole non ci sono e cambiano ad hoc quando si va al voto ” e che ci sono “eletti che non dovrebbero avere il ruolo di “organizer” ma che invece organizzano e coordinano “.
Mentre a Napoli sono state espulsi attivisti perchè i gruppi segreti al nazionale non piacciono “qui in Piemonte sono ammessi e si diffondono”.
Il paradosso è che al gruppo segreto si risponde con “sotto-gruppi segreti” di dissenso a cui partecipano anche membri del gruppo ufficiale. Roba da film.
Da Torino mesi fa è partita una lettera indirizzata a Beppe Grillo in cui si segnalano casi e fatti. L’ha firmata Margherita Cardone, insegnante di matematica e fisica in pensione di 71 anni ed attivista da sempre, uscita volontariamente dal “direttivo” perchè “indignata dal comportamento verso Manola Gozza e la decisione di andare per avvocati per uno scambio piuttosto duro con un attivista all’interno del gruppo segreto”.
Tre pagine in cui si racconta persino delle dichiarazioni sulla presenza di dossier sugli attivisti.
“Come me, altri, anche alcuni eletti, hanno cominciato a criticare questo atteggiamento prevaricatore. Così hanno deciso di inventarsi un altro sistema facendo riunioni a porte chiuse per isolare quelli che facevano domande ed esprimevano critiche “.
A Torino, incalza Cardone “gli attivisti sono utili solo se offrono bassa manovalanza a bocca chiusa”.
A novembre dello scorso anno invia anche un sms a Roberto Fico: “Gli attivisti pensanti e onesti non possono più accettare la deriva autoritaria e costrittiva che stiamo subendo nel movimento piemontese. Possiamo documentare “.
Fuori da Torino il clima è più sereno? Non pare proprio.
A Nichelino Domenico Cuppari è stato espulso. Lui è architetto e ufficiale dell’esercito, in passato candidato sindaco e ora non più interesato al ruolo.
Dopo la sospensione avvenuta il 18 gennaio 2016 perchè avrebbe utilizzato su una pagina facebook il logo del Movimento, ha presentato ricorso al Comitato d’Appello nazionale dichiarando che a suo parere, e a parere di molti altri attivisti di Nichelino, la vera ragione dell’espulsione era invece “non consentire ad un nuovo meet-up “Nichelino in movimento-amici di Beppe Grillo” di poter presentare un candidato in antitesi a quella del gruppo locale.
L’espulsione è datata 28 gennaio. Il resoconto di Cuppari della riunione che si è svolta l’8 gennaio a cui ha partecipato anche il parlamentare Ivan Della Valle rivela quanto sia forte il disagio: “Avevo accompagnato questi attivisti che volevano presentare una candidatura alternativa.
Ma dopo molte discussioni Della Valle ha detto pubblicamente che si poteva andare alle primarie. Peccato che subito dopo noi siamo stati allontanati e in venticinque hanno votato la candidatura di Antonella Pepe.
Pochi giorni dopo c’è stata la conferenza stampa”. Ejlal Moughari, iraniano operaio specializzato, conferma e sintetizza quello che dice essere il clima: “Il metodo che usano è quello della supervisione. Loro vedono te e tu non puoi vedere loro. Le regole sono flessibili e dalle regole si esce quando si capisce che ci sono persone che possono mettere a rischio le poltrone del gruppo di potere”.
C’è pure lo strano caso di Lucia Pascalis, giornalista e attivista di Chivasso.
Dopo una denuncia di alcuni consiglieri del Movimento contro ignoti per “sospetta violazione della corrispondenza e presunto reato di ricettazione”, nel 2013 a casa sua si presentarono i carabinieri. E’stata assolta il 16 febbraio.
Sara Strippoli
(da “La Repubblica”)
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Marzo 12th, 2016 Riccardo Fucile
“MOLLO, NON SONO SOSTENUTA”
Patrizia Bedori verso il ritiro. 
La candidata sindaco del Movimento Cinque Stelle si è presa ancora 24 ore di riflessione, impegnandosi a dire domani se davvero la sua corsa per Palazzo Marino finisce qui.
Chi le ha parlato, però, ha capito che quel “io mollo” detto ai colleghi milanesi del movimento è stato più che uno sfogo.
Da tempo Bedori è in difficoltà , dopo aver vinto l’8 novembre le Comunarie con 74 voti, uno solo in più sul secondo classificato, Livio Lo Verso (che aveva comunque già annunciato di non voler correre) e sul terzo, Gianluca Corrado.
Scelta da 300 elettori non con la chiamata online ma con le urne.
Un’incoronazione che non ha convinto gli stessi vertici del movimento, rimasta a lungo in dubbio e scongelata solo dopo un confronto con la consigliera di Zona di 52 anni.
Sul ‘peso’ della candidatura di Bedori a sindaco di Milano si era espresso, manifestando tutte le sue perplessità , anche Dario Fo.
Ora il ritiro definitivo, se davvero arriverà , lascerà M5S con un problema Milano.
La base si divide in due sulla contromossa: secondo alcuni bisogna passare al secondo o terzo classificato alle Comunarie, secondo altri invece si deve ripartire da zero cercando un nome alto. L’ultima parola a Grillo e Casaleggio.
“A Milano ennesima farsa, poi arriva Casaleggio”, è invece il tenore dei commenti di diversi senatori del Pd. “La democrazia dal basso M5s è una farsa. La rinuncia della Bedori è il solito flop a 5stelle. Ora il candidato lo sceglie Casaleggio vero?”, sono state le parole di Franco Mirabellli, cui ha fatto eco Magda Zanoni: “Bedori si ritira e chissà perchè non siamo stupiti. Ennesime comunarie farsa dai 5 stelle”.
“Anche a Milano M5s – ha twittato invece Mauro Del Barba – fa le fuffarie. Il ritiro della Bedori è l’ennesimo flop a 5 stelle. Tanto poi c’è casaleggio…”.
(da “La Repubblica“)
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Marzo 10th, 2016 Riccardo Fucile
“L’ONESTA’ TORNERA’ DI MODA”: NON NEL CASO DI ANGELO MALERBA, PROCESSO PER DIRETTISSIMA IN FLAGRANZA DI REATO
Il capogruppo del Movimento 5 Stelle nel Consiglio comunale di Alessandria Angelo Malerba, nel 2012
candidato sindaco per i pentastellati, è stato arrestato dai carabinieri.
È accusato di furto: avrebbe forzato un armadietto della palestra alessandrina che frequenta sottraendo il denaro contenuto in un portafogli al suo interno.
Ai domiciliari, Malerba, che ha 42 anni e fa il consulente assicurativo, sarà processato per direttissima.
Malerba, secondo quanto appreso, sarebbe stato arrestato in flagranza, mentre sottraeva 100 euro dal portafogli custodito in un armadietto della palestra da lui frequentata.
La convalida dell’arresto, e il processo per direttissima, sono previsti per domani.
I militari dell’Arma mantengono il massimo riserbo sull’inchiesta, che sarebbe partita alcuni mesi fa.
Il M5s ha espulso Malerba.
Nel 2012 Malerba è stato candidato sindaco per i pentastellati ed attualmente ricopriva l’incarico di capogruppo.
(da “Huffingtonpost”)
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Marzo 8th, 2016 Riccardo Fucile
IL CONTROLLO SUL SISTEMA DELLA WR NETWORK, UN FORNITORE DELLA CASALEGGIO ASSOCIATI
Massimo Artini, ex parlamentare del Movimento 5 Stelle ora iscritto alla componente Alternativa
libera, torna sul caso delle mail dei parlamentari che sarebbero state spiate dalla Casaleggio Associati e pubblica alcuni documenti.
Con un lungo post racconta che fu l’assemblea dei parlamentari 5 Stelle a deliberare “che il gruppo di lavoro informatico (di cui faceva parte ndr) si occupasse di reperire un tecnico informatico, dipendente del Gruppo Camera del MoVimento 5 Stelle, premurandosi che tale soggetto fosse al di fuori delle regole di comunicazione imposte dal codice etico. In modo che tale soggetto riferisse direttamente ai deputati e non alla Casaleggio”.
Invece a distanza di poco tempo “si viene a scoprire – racconta Artini – che il direttivo del gruppo camera del Movimento 5 Stelle, su richiesta espressa da parte della Casaleggio Associati, per il tramite del capogruppo Paola Carinelli, aveva contrattualizzato con la WR Networks un controllo sul sistema (indicando il nome di un tecnico di fiducia della Casaleggio associati, come riportato da Paola Carinelli durante la riunione del gruppo Camera del 6 ottobre 2014)”.
La WR Networks srl è un’azienda torinese fornitrice di servizi per la Casaleggio.
Il 3 ottobre, dopo che il server parlamentari5stelle.it era stato inaccessibile per qualche giorno, arriva una mail. Ecco il testo:
Da: “Staff”
Data: 03 ottobre 2014 18:32:35 GMT+02:0
Oggetto: Tua email su @parlamentari5stelle.it
Caro Cittadino 5 stelle, abbiamo riscontrato una situazione non sanabile nella gestione attuale della posta e dei calendari riferiti al dominio @parlamentari5stelle.it che risulta compromessa nonostante alcuni interventi che sono stati adottati nelle ultime settimane. Ti invitiamo a svuotare la posta e non utilizzare questo account fino a quando il servizio non verrà esternalizzato su un servizio in cui il controllo della propria posta e calendario non sia gestibile solo direttamente dall’utente. Ad ora risultano meno di 30 persone che stanno utilizzando in modo continuo o la posta o il calendario su questo dominio per cui suggeriamo venga dismesso nell’immediato.
Lo staff di Beppe Grillo
Saluti
“Questo messaggio — scrive Artini – provocò lo sgomento di molti parlamentari. Lo stupore fu quello di ricevere un messaggio che era stato scritto da una entità terza che non aveva e non doveva avere relazione nel rapporto tra Movimento 5 Stelle Camera e WR Networks srl.
Il messaggio era proveniente direttamente dalla sede della Casaleggio Associati”.
“Si può chiaramente notare — scrive Artini – nella riga Received il PC da cui è stato inviato il messaggio: trinettaPC.
Chiara Trinetta è una dipendente della Casaleggio Associati (come si evince facilmente da internet).
Dalla mail si evince con chiarezza che chi ha scritto il messaggio è a conoscenza del sistema parlamentari5stelle.it senza averne nessun titolo legale”.
(da “Huffingtonpost”)
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Marzo 5th, 2016 Riccardo Fucile
LE MANOVRE DELLA LOMBARDI E IL DIALOGO COL SINDACATO USB
Nella corsa verso le elezioni per il Campidoglio si stanno tessendo a Roma trame sottotraccia che vanno conosciute e raccontate.
Una degli ultimi giorni è sorprendente: la faraona del Movimento romano, Roberta Lombardi, molto legata a destra (come Virginia Raggi, del resto), ha costruito in parallelo anche una strategia simmetrica che potrebbe rivelarsi decisiva: portare la gran parte dell’Usb, il sindacato di base, legato alla sinistra-sinistra romana, a votare per il Movimento cinque stelle alle elezioni per il sindaco.
Il che farebbe di lei il kingmaker della Raggi, in grado di condizionare e orientare. È una storia che va raccontata con la voce di uno dei protagonisti, uno dei sindacalisti di punta, che la possono rivelare.
«La Lombardi ha lavorato moltissimo sull’Usb, lo ha usato per dare una spallata a Marino, è riuscita a produrre una scissione in cui più della metà dell’unione di base ormai è decisa a votare M5S a Roma. Ha promesso molte contropartite politiche interessanti, e va in giro dicendo che “il vero sindacato siamo noi”, o che “l’Usb è l’unico sindacato che davvero fa gli interessi dei lavoratori”…».
Già questa notizia è molto sorprendente: mentre Grillo e le webstar del Movimento sparano contro i sindacati tradizionali definendoli «morti», «zombi», o talvolta «venduti» agli interessi forti, a Roma sta accadendo che il Movimento – proprio come un vecchio partito – metta su operazioni anche ciniche e attragga a sè pezzi importanti (e pacchetti i voti) di sindacalismo romano, che porteranno molti consensi al Movimento.
Un sindacalismo battagliero, di area un tempo legata a Sel, vicino anche ai movimenti per le occupazioni di case (che peraltro non piacevano al M5S delle origini, che poneva la legalità come cardine irrinunciabile).
Operazione speculare allo sfondamento pariolino nei salotti di destra che la Raggi può garantire.
«Nulla di male, sia chiaro, in queste tessiture politiche; anzi, una certa spregiudicatezza; ma qualcosa di molto diverso dallo spirito originario del Movimento, che diceva di abbattere le intermediazioni («i cittadini devono poter dire la loro direttamente, senza filtro di apparati sindacali»), vietava le alleanze e forme di «collateralismo» classiche della vecchia politica.
Si tratta di una strategia della sola Lombardi, che resta sia pure ammaccata la capa romana (ha dovuto incassare una candidata, la Raggi, che lei non ama affatto)? Oppure è ciò che in tante aree d’Italia ormai fa il Movimento, attraverso i vari proconsoli locali di Casaleggio?
Di certo nelle riunioni avvenute tra M5S e Usb si è parlato anche di poltrone.
La faraona assicura all’Usb che l’assessorato al bilancio in Campidoglio, molto gradito al mondo sindacale di base, sarà di Luciano Vasapollo, professore di analisi dei dati di economia applicata a Roma e direttore del Centro studi Cestes, uno dei teorici del reddito di cittadinanza.
È una poltrona, quella dei conti a Roma, di importanza superiore a quella di tanti ministeri del governo centrale. Lombardi vorrebbe poi (lo disse anche pubblicamente Di Battista) Marcello De Vito vicesindaco, ma su questo è arrivato uno stop secco dalla Casaleggio.
E spinge per fare assessore il prefetto Marilisa Magno.
In più si sta informando sull’organizzazione dei 24mila dipendenti e 250 dirigenti del Comune di Roma, pronta a uno spoil system fatto di lusinghe e promesse seminate in giro per Roma.
Se il M5s mettesse le mani sul Campidoglio, vuole essere la faraona a comandare più di Virginia Raggi, e un Movimento assai simile nelle pratiche al tardo andreottismo.
Jacopo Iacoboni
(da “La Stampa”)
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