Destra di Popolo.net

CURRO’ LASCIA I CINQUESTELLE, BAGARRE ALLA CAMERA

Dicembre 16th, 2014 Riccardo Fucile

E TRA LA RUSSA, ZACCAGNINI E RIZZETTO VOLANO INSULTI: “IMBECILLE”, “MAIALE”

Critico da sempre, poi dissidente ad un passo dall’espulsione e infine ancora critico ma in silenzio.
Tommaso Currò, deputato siciliano, ha scelto di lasciare il Movimento 5 stelle con un discorso in Aula quando il gruppo meno se lo aspettava.
“Voglio”, ha detto, “sentirmi sereno ed orgoglioso di lavorare per un progetto politico nel quale riconoscermi e attraverso il quale operare. Oggi questa condizione nel M5s non c’è più”. L’occasione è stata quella delle dichiarazioni di voto per la risoluzione sul consiglio Ue: il deputato ha annunciato il suo voto a favore del governo.
Lo hanno applaudito in piedi tutti i deputati del Pd e della maggioranza, nel M5S dopo un silenzio iniziale qualcuno polemicamente ha fatto gesti di esultanza, altri sono andati da Currò a chiedergli spiegazioni.
Carlo Sibilia, membro del direttorio, ha urlato a Renzi: “Lo hai pagato, eh?”. Poco prima il presidente del Consiglio aveva criticato i grillini: “Il Parlamento”, aveva detto a Montecitorio, “ha bisogno anche di voi. Non siete stati eletti per insultare”.
Poi il leader Pd uscendo dall’Aula: “Ho fatto un’apertura ed è stata capita”.
E’ il 23esimo addio di un parlamentare del Movimento 5 stelle.
Solo due settimane fa c’erano state le espulsioni dei deputati Massimo Artini e Paola Pinna, un terremoto che aveva riaperto le polemiche tra i grillini.
Per molti giorni si era ipotizzato che altre dieci persone stessero pensando di lasciare il Movimento. Oggi Currò, senza anticipare la decisione a nessuno dei colleghi, ha dato l’annuncio.
All’uscita dall’Aula, c’è stato anche uno scontro in Transatlantico.
Protagonisti alcuni deputati M5S e Ignazio La Russa di Fdi. L’ex ministro ha attaccato l’ormai ex cinquestelle per “aver cambiato casacca in corso”.
La Russa si è rivolto poi a Walter Rizzetto, dissidente M5S: “Ti brucia, eh? Te ne devi andare. Imbecille”.
“Te ne devi andare tu che sono trent’anni che sei qui, coglione. Se la destra non esiste più, è colpa tua”, ha replicato il deputato friulano.
Nello scontro interviene anche il deputato di Sel, ma ex M5S, Adriano Zaccagnini: “Sei un maiale. Mi riferisco alla ‘Fattoria degli animali’. Quanti incarichi hai dato a tuo figlio? Tanti, eh”.
“Annuncio”, ha detto in Aula Currò, “la mia uscita dolorosa ma non più evitabile dal Movimento 5 stelle”.
E poi ha riconosciuto “il merito del governo di aver adottato per la prima volta decisioni in ambito europeo che hanno marcato un segno di discontinuità  con le politiche di austerità  del passato, concausa dello stato di crisi in cui versa oggi il Paese”.
E ha attaccato l’M5S: “Da un lato c’è chi si assume la responsabilità  di governare il Paese e dall’altro chi tenta di risolvere la crisi esclusivamente con atteggiamenti pregiudizievoli per la stabilità  delle Istituzioni della Repubblica. C’è chi intende migliorare le regole per un Europa più equa e più giusta e chi propone alleanze con la destra populista di Farage, predicando una deleteria uscita dall’Euro e minando quel processo di integrazione degli Stati che ha permesso all’Europa di godere del più lungo periodo storico di pace”.
“Con il 25% del consenso elettorale — ha detto ancora — dovevamo contribuire a risolvere i problemi del Paese e rendere l’Italia più competitiva nello scenario internazionale, invece, nonostante il dissenso interno, abbiamo giocato alla delegittimazione ed alla distruzione senza alcuna forma di rispetto e di responsabilità . Abbiamo utilizzato l’alibi del 51 %, inteso come unica forma possibile di governo per giustificare una condotta del tutto omissiva verso le attese che ben 8 milioni e 700 mila italiani avevano riposto in noi. Condivido il tentativo di rinnovamento della classe dirigente del Paese, ed al pari di molti colleghi qui presenti, intendo partecipare attivamente al processo di moralizzazione della politica. Infine, rivendico il mio diritto a rappresentare il territorio nel quale sono stato eletto. Nei momenti, in cui ho cercato di rappresentarne gli interessi, ho paradossalmente avuto più ostacoli dal movimento a cui appartengo rispetto agli altri partiti. Voglio sentirmi sereno ed orgoglioso di lavorare per un progetto politico nel quale riconoscermi e attraverso il quale operare: oggi Signor Presidente questa condizione in questo gruppo non c’è più. Le comunico quindi le mie dimissioni dal Gruppo parlamentare Movimento 5 Stelle”, ha concluso Currò.
All’uscita dalla Camera, i più ortodossi del Movimento 5 stelle hanno commentato quasi con sollievo: “Finalmente”, ha detto Manlio Di Stefano. “Avremmo dovuto cacciarlo noi”, ha dichiarato Daniele Del Grosso. “Ha tradito i principi del Movimento”, ha ribattuto Riccardo Fraccaro.
Intanto il deputato ormai ex M5s ha preferito non aggiungere altro: “E’ stata un’emozione fortissima. Ho rischiato un malore”.

(da “il Fatto Quotidiano”)

argomento: Grillo | Commenta »

SE GRILLO E CASALEGGIO SCARICANO GLI ATTIVISTI LOCALI

Dicembre 16th, 2014 Riccardo Fucile

NEGATO L’UTILIZZO DEL SIMBOLO AI MEET UP NEL LAZIO E A MESSINA… I MILITANTI: “HANNO VINTO LORO”… MA ORGANIZZANO “L’ULTIMO ATTO”

«Hanno vinto loro». La frase, laconica e definitiva, è stata pubblicata sulla pagina Facebook del gruppo 878, meet up romano tra i più duri e intransigenti, constituency politico-culturale degli esponenti più in vista del M5S di provenienza laziale: Paola Taverna, Roberta Lombardi, Alessandro Di Battista.
Chiuso per volontà  di Beppe Grillo, che attraverso il suo legale ha tolto agli attivisti l’uso del simbolo, di cui è proprietario.
«Ci hanno detto che è in atto un processo riorganizzativo interno, non punitivo — spiegano loro sul profilo Facebook — ci è stato chiesto di dare fiducia».
Intanto danno appuntamento a giovedì prossimo per «l’ultimo atto», l’ultima, polemica convocazione del meet up.
Messina. Lo studio legale milanese Squassi&Montefusco invia la stessa lettera al meet up locale.
Via il simbolo, un’espulsione senza clamori, senza pianti nei corridoi e telecamere a caccia dei reietti.
Chiude un altro meet up simbolo del grillismo degli inizi, quello delle agende rosse e della mafia che c’è e si vede. Un gruppo “dissidente”, che non ha fatto mancare la sua voce critica verso la leadership.
«Io sono un’attivista dal 2007 — spiega Maria Cristina Saija, animatrice del meet up e candidata per il Movimento alle comunali di Messina — allora eravamo in 4 o 5. Ricordo benissimo quando abbiamo deciso di fare una lista, nel 2008. Ci siamo riuniti a Palermo, eravamo i grillini siciliani. L’unica persona un po’ più conosciuta era Sonia Alfano. Aveva il numero di Beppe è lo chiamò per chiedergli se poteva scendere a darci una mano con le Regionali. Lui venne e iniziò così il primo esperimento politico del M5S in Sicilia. Adesso il Movimento sta involvendo. Abbiamo fatto tutte le campagne elettorali auto-tassandoci e ora ci mollano così».
I parlamentari minimizzano. Parlano di personalismi, beghe locali.
Eppure lo stesso accade anche in Lombardia o ancora in Sicilia, a Misterbianco, roccaforte Cinque stelle che nel mezzo fiasco delle Europee ha portato al Movimento il 36 per cento dei consensi, superando il Pd.
«Non so bene cosa stia succedendo», spiega Maria Marzana. «Nei meet up ci sono cittadini che collaborano con l’azione dei parlamentari ma non conosco le singole realtà », afferma.
Cittadini, parlamentari: l’uno vale uno scolorisce di fronte a un “processo di riorganizzazione” che ha tutta l’aria di voler espellere dal corpo politico del Movimento le ali estreme, i dissidenti quanto gli oltranzisti, disincarnando il Movimento dalla dimensione locale, quella dalla quale montano più forti le critiche, quella che ha riempito l’hotel affittato a Parma pochi giorni fa da Federico Pizzarotti.

Francesco Maesano
(da “La Stampa“)

argomento: Grillo | Commenta »

PIZZAROTTI RESTA E RILANCIA: “NON VADO VIA DAL M5S, MENO SCONTRINI E PIU’ CONTENUTI, RIDISCUTERE LE ESPULSIONI”

Dicembre 7th, 2014 Riccardo Fucile

“IL PASSO INDIETRO DI GRILLO E’ NEI FATTI”… “VIA IL NOME DI GRILLO DAL SIMBOLO? POTREBBE ACCADERE”

Nessuna paura di eventuali scomuniche dal leader e dal guru. Figurarsi dal direttorio. La possibilità  di ridiscutere le espulsioni. La fine della fase Grillo: per un MoVimento che ritrovi le ragioni delle origini.
Al suo Open Day Federico Pizzarotti mette in campo la propria idea sul futuro dei Cinque Stelle. E lo afferma in modo chiaro: “Non andrò via dal MoVimento, i nemici sono fuori”.
E l’obiettivo è evitare che il patrimonio di consenso messo da parte negli ultimi anni possa disperdersi, sgretolarsi, essere perso senza essere riuscito a rappresentare una delle leve del cambiamento del Paese. La deputata Giulia Sarti: “Togliere il nome di Grillo dal simbolo? Potrebbe accadere”.
L’appello all’unità .
“Noi siamo, siamo stati e dobbiamo essere la forza capace di cambiare questo Paese. Se ci facciamo mangiare da lotte intestine, dalle critiche del mio compagno di banco che non mi è simpatico, non andiamo da nessuna parte. Anche gli aggettivi, ‘talebano’ o ‘espulso’ vanno evitati”.
Così Pizzarotti cerca di mettere un freno alle polemiche interne che oramai scuotono quotidianamente il MoVimento. E il sindaco di Parma invita anche a ritrovare il contatto con i territori, con i cittadini. “Di leoni da tastiera ne abbiamo tanti”.
Le espulsioni.
Pizzarotti indica anche la strada per non far diventare ogni critica l’inizio di un processo pubblico: “Dobbiamo iniziare ad avere poche regole ma chiare, che condividiamo, dobbiamo metterci in discussione” anche richiamando “persone che sono state espulse, non posso pensare che li abbiamo persi”.
Poi la proposta per cambiare le regole: “Gli eletti siamo noi, possiamo cambiarle”.
Il direttorio e la nuova fase.
La nomina del direttorio, nella lettura di Pizzarotti, rappresenta proprio l’apertura di una fase in cui la centralità  di Grillo si dissolve. “Mi sembra che la direzione di questi giorni sia già  questa. Non dovete chiederlo a me, è già  nei fatti perchè l’indicazione di queste cinque persone è indice del fatto che bisogna incominciare ad andare avanti con le nostre forze, con le nostre gambe e, io spero, con le idee di tutti”, dice il sindaco rispondendo ai giornalisti.
E proprio per quanto riguarda i rapporti con il direttorio, Pizzarotti annuncia di “aver sentito Luigi Di Maio: ha dimostrato di avere capacità  di negoziatore, di sapere tenere l’Aula e un gruppo. Il mio giudizio su di lui è positivo”.
Il nome e il simbolo.
Ma prima della costruzione del futuro occore demistificare il presente. Facendo uscire il MoVimento dal cono d’ombra di Grillo, del suo blog e di Casaleggio.
Partendo dal simbolo, togliendo il nome di Grillo e l’indicazione del blog. “Potrebbe accadere in futuro” dice la deputata Giulia Sarti. Che aggiunge: “Certo, in futuro si dovrebbe discutere anche di questo. Deve essere non un tabù ma una cosa di cui si può e si deve parlare”.
Partendo dall’ipotesi di rivedere le espulsioni nel movimento, la parlamentare ha detto che per lei, al momento, non è possibile: “Ci doveva essere un’assemblea? Ma Beppe Grillo è proprietario del simbolo, se ritiene che sono state violate regole e ritiene che due persone non rispondono più ai principi può togliere il simbolo quando vuole”.
Origini e valori.
E poi guardare al proprio passato per riscoprire la forza delle origini. “L’auspicio è quello di riscoprire i valori da cui siamo partiti. Che erano sicuramente un pò meno scontrini e molto di più sui contenuti” dice Pizzarotti.
Valori che come corollario porterebbero la possibilità  di “ridiscutere le espulsioni: c’è un concetto di regole più alto”.
Il malcontento.
E nonostante la fase di rilancio del MoVimento, in tanti, anche a Parma, considerano quasi impraticabile continuare a lavorare per il M5S.
Il deputato Christian Iannuzzi si dice pronto alle dimissioni da parlamentare: “Sento di non poter portare più avanti questo lavoro con un percorso così cambiato” ma, prima di farlo, “la strada è quella di consultare la base”.
Ancora: “valuterò sulla base di quello che mi diranno gli attivisti”, ha aggiunto, lamentando il fatto che sulla scelta del direttorio “non c’è stato alcun confronto e io ho espresso il mio dissenso”.

(da “La Repubblica”)

argomento: Grillo | Commenta »

BEPPE GRILLO TORNA COMICO E PARTE PER IL TOUR: IL DEBUTTO IL 13 MARZO A NEW YORK

Dicembre 6th, 2014 Riccardo Fucile

PRESENTERA’ IL SUO NUOVO SPETTACOLO “RABDOMANTE”… DIETRO LA NOMINA DEL DIRETTIVO, L’ESIGENZA DEL COMICO DI TORNARE SUL PALCOSCENICO

Solo qualche giorno fa Beppe Grillo, nel proporre alla rete il nuovo direttorio, si definiva “un po stanchino”
Ma nel passaggio di testimone deve aver avuto un certo peso la futura agenda lavorativa del leader stellato.
Già , perchè Grillo ha deciso di svestire, almeno per una considerevole manciata di mesi, i panni del ruolo di garante della seconda forza politica italiana, per rivestire quelli di mattatore da palcoscenico.
“Da noi questa storia dei leader che danno ordini non esiste. E se c’è qualche dissidente ben venga, io sono rabdomante”. Spiegava così la sua funzione nel Movimento dal palco di Italia 5 stelle non più di qualche settimana fa.
“Rabdomante” si chiamerà  il nuovo show, e verrà  portato nei teatri di tutto il mondo.
Del progetto si parla da tempo, e da tempo i comunicatori stellati sono impegnati a smentirlo.
E tutt’ora sulla questione aleggia un’impenetrabile cortina fumogena.
Ma è il mercato (bellezza) a svelare i futuri progetti del “megafono” del M5s.
Perchè sui siti internazionali è iniziata la prevendita dei biglietti dello show, le cui prime date sono previste in primavera.
Una scaletta completa ancora non esiste.
Ma alcune date sono già  state fissate.
Il 13 marzo Grillo sarà  per la prima volta negli Stati Uniti, al Town Hall di New York, per uno spettacolo dedicato ai connazionali che vivono oltreoceano, data la lingua (l’italiano) in cui è previsto che parli.
La prima tappa europea conosciuta è a Londra, nove giorni dopo – il 22 marzo – quando calcherà  il palco dell’O2 Shepherd’s Bush Empire.
Quindi si sposterà  in Germania: il 27 a Colonia, il 29 a Fellbach, il 14 aprile a Colonia. Nel tour sono previste sicuramente alcune date anche in Francia e, naturalmente, in Italia.
Theticketfactory, sito di prevendita internazionale, presenta lo show con queste parole:
“Rabdomante” è il titolo del nuovo spettacolo di Beppe Grillo dedicato al Nuovo Mondo a colori che ci aspetta. Rabdomante e’ colui che cerca. Che coglie i segnali del cambiamento e li anticipa. Tutto quello che sta già  accadendo ora ci sta portando nel futuro. Dalla robotica, alla genetica, alla politica, tutto sta cambiando e noi ci siamo dentro. Rabdomante lo racconta in anteprima. Una boccata di ossigeno e di ottimismo.

(da “Huffingtonpost“)

argomento: Grillo | Commenta »

CASALEGGIO A ROMA: PIU’ PARTITO E MENO MOVIMENTO, I DISSIDENTI DISERTANO L’ASSEMBLEA

Dicembre 4th, 2014 Riccardo Fucile

IL DIRETTORIO NON CONVINCE, ORA MOLTO DIPENDE DA PIZZAROTTI: QUARANTA PARLAMENTARI PRONTI A STACCARE LA SPINA E SEGUIRLO

“Se vogliono andarsene, facessero pure”. Chiuso da due ore al primo piano di Montecitorio nell’ufficio di Luigi Di Maio, Gianroberto Casaleggio risolve il problema del dissenso interno con una scrollata di spalle.
Arrivato in aereo da Milano, il co-fondatore del Movimento ha intorno Alessandro Di Battista, Roberto Fico, Carla Ruocco e Carlo Sibilia, oltre ovviamente al vicepresidente della Camera.
Sullo sfondo Pietro Dettori, l’uomo ombra delle trasferte dei due leader del Movimento, e i capi della comunicazione di Camera e Senato, Ilaria Loquenzi e Rocco Casalino.
Il problema delle tante frizioni che hanno scosso la pattuglia parlamentare negli ultimi giorni rimane sullo sfondo, nulla più di un’ombra che aleggia sulla riunione.
“Non una parola su Federico Pizzarotti e su Parma”, assicurano i cinque. Difficile che non se ne sia parlato, ma nel bilancio della giornata romana di Casaleggio “le zavorre”, come tanti dei fedelissimi le definiscono, all’azione del Movimento rimangono ai margini del quadro.
Il guru ha chiuso la questione, guarda già  oltre, è proiettato su quel che verrà .
C’è il rodaggio della nuova cabina di regia da mettere a punto, c’è un’architettura complessiva della sua creatura da ripensare. Così è sul piatto la questione deleghe. Una questione ancora non del tutto risolta.
Ma Casaleggio vorrebbe definire singole macroaree di competenza per gli uomini che con Beppe Grillo ha chiamato a guidare il Movimento. Un’ipotesi che non convince ancora tutti, ma sulla quale si sta lavorando.
Anche perchè il co-fondatore ha in mente di rivoluzionare i meccanismi di funzionamento della sua creatura.
Creando un’unica struttura che coinvolga gli eletti a tutti i livelli, dal Parlamento al più piccolo dei consigli comunali. Una struttura che lavori fianco a fianco sui temi e che renda più inclusivo il lavoro degli eletti nazionali sul territorio, che spesso girano su e giù l’Italia per partecipare alle agorà  organizzate localmente senza alcun tipo di organizzazione o coordinamento
Una struttura che, ovviamente, avrebbe una sua ricaduta sul web.
Una rivoluzione degli strumenti informatici del Movimento, oggi interamente basati sul blog di Grillo e sulle sue sottosezioni, e che dovrebbero prevedere una piattaforma che riunisca e metta in comunicazione tra di loro tutte le istanze tematiche e le iniziative concrete che il Movimento mette in piedi a tutti i livelli.
Una sorta di meetup 2.0 per un Movimento 2.0, meno movimento e un po’ più partito, che abbandona la purezza delle origini e riconosce che, a certi livelli, una struttura sia pur leggera occorre per non procedere in ordine sparso.
Uno schema nel quale la “variabile Pizzarotti” non esiste.
Il guru non parla con i giornalisti, si fa scortare dai commessi fin nel garage di Montecitorio dove si infila in un mini van, direzione aeroporto.
Ma i suoi spiegano che “non succederà  nulla a chi andrà  a Parma, anche se è ovvio, è nelle cose, che noi non ci saremo”.
Non è un caso che, uscito il Direttorio, si infilino nella porta di Di Maio i coordinatori del testo sul reddito di cittadinanza: Nunzia Catalfo, Daniele Pesco, Sergio Puglia e Sara Paglini. Quello potrebbe essere il banco di prova su cui testare il nuovo corso.
Non solo. Con il reddito di cittadinanza in Commissione si è già  fatta sentire qualche sirena degli altri partiti. Abboccamenti che puntano a mettere sul piatto una più morbida opposizione all’iter della madre di tutte le leggi grilline in cambio di un dialogo vero sul Quirinale. Per cui c’è da capire il da farsi.
Per il momento la linea non sembra cambiare. Ci saranno le quirinarie, il voto della rete, e il più votato sarà  il candidato 5 stelle. Punto.
Per spiegare, per comunicare meglio, molti hanno chiesto al guru che si possa ritornare in tv, in momenti e con modalità  selezionate. E, dopo una resistenza iniziale, Casaleggio avrebbe dato un sostanziale via libera.
All’assemblea serale partecipano più di cento parlamentari, numeri che non si raggiungevano ormai da mesi.
Anche alcuni tra i più critici vanno ad ascoltare quel che hanno da dire i cinque moschettieri del grillismo. Marta Grande, Roberto Cotti, Gessica Rostellato e Tatiana Basilio (che qualche ora prima aveva avuto un momento di commozione quando l’amico Massimo Artini prendeva per la prima volta la parola in commissione Difesa non da 5 stelle) arrivano alla spicciolata.
Imboccano le scale che portano all’auletta della riunione anche Federica Daga e Patrizia Terzoni, tra le più critiche nei confronti delle ultime decisioni dell’asse Milano-Genova.
Infine arriva Francesco Molinari, sulla cui testa pende la spada di Damocle di una sfiducia da parte dei meetup.
Tancredi Turco, Walter Rizzetto, Tommaso Currò, Aris Prodani, insieme ad un’altra ventina di colleghi, disertano. Nessun coordinamento, nessuna azione politica concordata. Ognuno ha deciso in autonomia di non presentarsi.
Tutti, però, condividono una sostanziale opposizione al Direttorio e al nuovo corso. “C’è una grande insofferenza – spiega un parlamentare – Che si manifesta in questo modo. Non serve più nemmeno mettersi d’accordo”.
Sullo sfondo rimane l’evergreen di una possibile scissione.
Qualcuno, pallottoliere alla mano, conta più di quaranta con le valige in mano. A frenare la slavina la mancanza di coordinamento, ma anche l’attesa di quel che farà  Pizzarotti domenica.
Per il momento il sindaco sembra frenare, ma se decidesse di consumare lo strappo e assumersi la leadership politica della minoranza interna (che interna sarebbe per poco) qualcosa potrebbe muoversi.
Dovrebbero essere presenti Rizzetto, Sarti, Elisa Bulgarelli, Turco, Paolo Bernini, forse Prodani. “Ma qualunque decisione non va presa adesso, a caldo, ma a mente fredda”.
Intanto si diserta l’incoronazione del Direttorio. Il sillogismo è il seguente: “All’inizio eravamo 160 portavoce con un megafono, Beppe Grillo. Oggi bastano 5 portamegafono”.

(da “Huffingtonpost“)

argomento: Grillo | Commenta »

SE NON ORA, QUANDO? LE MAIL DI GRILLINI CHE SE NE VANNO DAL MOVIMENTO DOPO LE ULTIME ESPULSIONI

Dicembre 2nd, 2014 Riccardo Fucile

GRILLO E CASALEGGIO COME QUEI PADRI GRETTI CHE VEDENDO I FIGLI CRESCERE LI SEGREGANO IN CASA PER NON PERDERE IL LORO CONTROLLO

Sabato sera, quando s’è diffusa la voce di un’altra ventina di espulsi nel M5S, ero a Merano, invitato dal locale meetup 5Stelle a parlare della trattativa Stato-mafia.
Cerco le parole per descrivere il volto di quei ragazzi quando li ho informati degli ultimi boatos da Roma, ma non le trovo.
Sono i famosi “ragazzi meravigliosi” di cui parla sempre Grillo, sia in originale sia nell’imitazione di Maurizio Crozza.
Ed esistono davvero, e sono davvero meravigliosi. A Merano preparano le primarie online per scegliere il candidato sindaco (in primavera si vota sia a Merano sia a Bolzano) e intanto supportano le battaglie del loro consigliere alla Provincia autonoma che consulta gli iscritti prima di ogni votazione in Consiglio.
Alla notizia delle nuove, minacciate espulsioni, il commento più ricorrente era questo: “Ecco, noi ci arrabattiamo dalla mattina alla sera, dedicando il nostro tempo libero a inventare iniziative che avvicinino alla politica una cittadinanza sempre più sfiduciata e impigrita, rimettendoci di tasca nostra perchè siamo e vogliamo restare senza un soldo pubblico, e poi basta una notizia da Roma, o da Milano, o da Genova per rovinare mesi e mesi di duro lavoro”.
Tutti increduli dinanzi a un sogno che si sta trasformando nel peggiore degli incubi.
Intanto sulla email del Fatto arrivano lettere di militanti, compresi i fondatori di alcuni meetup fin dal 2005, che se ne vanno.
Il nostro giornale, checchè se ne dica, non è mai stato l’organo dei 5Stelle, come non lo era dell’Idv o di Ingroia o di altri partiti (tipo quello, tutto presunto, “delle procure”).
Non dobbiamo nulla a nessuno e nessuno deve nulla a noi.
Ma sappiamo benissimo che la nostra lettura del potere in Italia e dei sistemi criminali retrostanti era ed è condivisa da tanti cittadini che, negli anni, hanno riposto le loro speranze di cambiamento — spesso poi deluse — in quelle forze politiche, dopo aver tifato per Mani Pulite e la Primavera di Palermo, poi confidato nell’Ulivo di Prodi modello-base, poi partecipato alla stagione dei girotondi e dei movimenti (sfociata ancora tre anni fa nella bella battaglia vinta dei referendum contro l’acqua privata, il nucleare e l’impunità  ad personam), e ultimamente — perchè no — accarezzato il sogno renziano.
È a questi cittadini che si è sempre rivolto il Fatto: non per aderire a questa o quella sigla, ma per incoraggiare politici onesti e non ricattabili a rompere quel grumo di interessi illegali e ricatti incrociati che paralizza la vita pubblica e condanna l’economia nazionale alla crescita zero.
Il merito di Grillo e Casaleggio è stato offrire a tanti italiani, perlopiù giovanissimi, uno strumento organizzato per impegnarsi e provarci.
Ora il movimento, dopo le crisi tipiche della crescita, è diventato grande, ma i suoi fondatori sembrano non riconoscerlo più.
Come i padri gretti che diventano incapaci di trattare da adulti i figli maggiorenni e, anzichè accompagnarli con l’esperienza in un percorso sempre più autonomo, li segregano in casa per non perderne il controllo. O li fanno interdire. O li diseredano.
La nomina del direttorio a cinque (a parte il metodo: molto meglio farlo votare dagli eletti) era un primo segnale di apertura, subito purtroppo seguito da due di chiusura: l’estromissione di Artini e Pinna dal gruppo della Camera senza neppure il voto dei deputati (che peraltro avrebbe dovuto arrivare prima di quello del blog) e la minaccia di fare altrettanto con 15, 17, o 20 parlamentari accusati di non si sa bene cosa.
Già  era assurdo espellere due deputati accusati di “tenersi i soldi” (avevano solo rendicontato la restituzione in un luogo diverso dal sacro blog).
Ma ora violare persino le proprie regole sulle espulsioni è pura provocazione, che taglia le gambe al direttorio appena nominato.
Il tutto nel momento (la crisi di consensi del renzismo, l’onda nera del fascioleghismo, l’elezione del capo dello Stato, robette così) che richiederebbe una presenza ancor più forte dell’opposizione.
Non si può neppure dire: “fermatevi prima che sia troppo tardi”.
Perchè è già  troppo tardi.

Marco Travaglio
(da “il Fatto Quotidiano”)

argomento: Grillo | Commenta »

FUGA DEI MILITANTI CINQUESTELLE: DEMOCRAZIA DIRETTA ADDIO, DIMEZZATE LE ENTRATE NEL BLOG DI GRILLO

Dicembre 1st, 2014 Riccardo Fucile

QUASI DIMEZZATI I VOTI ESPRESSI SULLE ESPULSIONI DEI DISSIDENTI… META’ DELLE PROPOSTE DI LEGGE NON RAGGIUNGE I 200 COMMENTI

C’era una volta la rivoluzione della democrazia digitale a Cinque Stelle.
Nelle piazze della cavalcata elettorale Beppe Grillo intonava il mantra della «Rete sovrana».
Dopo il voto Gianroberto Casaleggio e collaboratori impiegarono mesi, ma alla fine partorirono una piattaforma internet per permettere ai cittadini di discutere le proposte di legge di iniziativa parlamentare. «Un esperimento senza precedenti», si disse.
Oggi di quel sogno resta ben poco: un forum online sempre meno partecipato, poche centinaia di militanti attivi, un confronto spesso sterile.
I numeri non mentono: in oltre un anno i testi dibattuti sul sistema operativo del M5S sono stati 90, di questi solo 7 sono stati poi presentati in Parlamento.
E va da sè che il numero di quelli approvati è zero.
Le prime proposte di legge raccoglievano però migliaia di interventi. I temi erano quelli più cari al popolo grillino: abolizione dei finanziamenti pubblici all’editoria, libero accesso a Internet, reddito di cittadinanza.
Quest’ultima iniziativa tenne banco per settimane e vide la partecipazione di 8.153 iscritti al Movimento.
Negli ultimi mesi la musica è cambiata. I temi affrontati sono marginali, oltre metà  delle proposte non raggiunge i 200 commenti, mentre per una legge su quattro gli iscritti coinvolti sono meno di 100.
Pochi, anzi pochissimi se rapportati ai circa 100 mila militanti che vengono invitati a partecipare via mail ogni volta sul sito arriva una nuova legge.
Nella base grillina serpeggia inoltre una lamentela ricorrente: i cittadini non hanno mai potuto presentare le loro proposte sulla piattaforma online.
È vero. Agli iscritti, infatti, viene concesso solo di integrare e modificare i documenti dei parlamentari.
E la qualità  della discussione — per la verità  — lascia spesso a desiderare.
La senatrice Montevecchi propone «l’istituzione della figura professionale dell’insegnante di lingua italiana»? In un mese arrivano 70 commenti, molti si limitano a un laconico «favorevole», altri vanno fuori tema.
C’è chi chiede misure a sostegno dei prof di musica e chi mette in guardia dal rischio di «un’invasione islamico-africana». Claudio Piscopo spariglia: «Propongo di insegnare tra i banchi anche la lingua napoletana».
Il crollo del coinvolgimento in rete testimonia una disaffezione crescente dei militanti.
La (ex) diarchia Grillo-Casaleggio ha di fatto dilapidato un patrimonio digitale.
La ragione è semplice. Al di là  della retorica dell’«uno vale uno», la vera rivoluzione promessa dal Movimento 5 Stelle era proprio questa: la partecipazione diretta dei cittadini alla cosa pubblica, con i parlamentari nel ruolo di portavoce delle istanze della collettività .
Se questa idea sia ancora in cima ai pensieri del leader pentastellato, non è dato sapere.
Di certo c’è che, dei cinque fedelissimi del nuovo direttorio, hanno sperimentato la piattaforma online solo Carla Ruocco (in due occasioni) e Carlo Sibilia (una).
Mentre gli iscritti al Movimento non hanno mai avuto l’onore di discutere proposte di Di Battista, Di Maio o di Fico.
I visitatori del blog di Grillo sono in picchiata.
Mancano numeri ufficiali, ma rispetto a un anno fa i lettori sarebbero più che dimezzati.
I dati dei servizi online che monitorano il traffico Internet ci dicono infatti che dai 2 milioni e 800 mila accessi mensili via Google del dicembre 2013, il sito del capo del M5S è precipitato ai 972 mila di ottobre.
Certo, restano numeri da primato tra i politici italiani. Ma il calo è consistente.
Anche sui profili Facebook e Twitter da qualche mese l’incremento di seguaci si è fermato.
C’è poi il fronte delle votazioni online. In parecchi — da ultimo anche il deputato Tancredi Turco — chiedono invano che vengano certificate da una società  esterna.
Intanto l’astensionismo cresce: se a febbraio in 43 mila si espressero sull’espulsione di Orellana, Campanella, Bocchino e Battista, solo in 27 mila hanno votato sulla recente cacciata di Pinna e Artini.
La consultazione sul “direttorio” dei magnifici cinque ha invece scatenato polemiche perchè gli iscritti sono stati chiamati ad esprimersi in blocco sui prescelti.
Prendere o lasciare, impossibile proporre nomi alternativi.
E tanti saluti alla «Rete sovrana».

Gabriele Martini
(da “La Stampa“)

argomento: Grillo | Commenta »

LE POCHE RINUNCE DEI PARLAMENTARI CINQUESTELLE: NON INTASCANO SOLO IL 5% DEI RIMBORSI

Dicembre 1st, 2014 Riccardo Fucile

PER OGNI ELETTO UN RISPARMIO DI SOLI 268 EURO IN UN MESE

Avevamo dimenticato da un bel pezzo lo psicodramma degli scontrini. Credevamo fosse stato sepolto dalla slavina di sarcasmi abbattutasi in rete sulla prima capogruppo grillina alla Camera Roberta Lombardi che aveva postato su Facebook una richiesta di soccorso disperatamente comica: «Ho perduto gli scontrini. Cosa devo fare? Aiutoooo…».
Ci sbagliavamo: quello psicodramma ha continuato ad aggirarsi nel Movimento 5 Stelle, distribuendo minacce di epurazioni. Fino allo showdown di questi giorni, quando si è scoperto che a rischio espulsione (dopo regolare processo in streaming) causa mancata rendicontazione delle spese, sarebbero addirittura una ventina di eletti. Colpevoli di non aver rispettato la regola di frugalità  sottoscritta all’atto della candidatura. Così rigorosa e ferrea che a questo punto è doveroso verificare quali effetti reali abbia prodotto per i contribuenti.
Ci aiutano i dati ufficiali dell’amministrazione della Camera dei deputati dello scorso anno, i cui conti finali sono chiusi, bollinati e depositati.
Da questi si ricava che dal 15 marzo al 31 dicembre 2013 le somme complessivamente spettanti a vario titolo ai 106 (allora) deputati del M5S sono ammontate a 19 milioni 395.218 euro e 26 centesimi.
Mentre quelle effettivamente erogate sono state pari a 18 milioni 912.552 euro e 46 centesimi.
La differenza è di soli 305.581 euro e 29 centesimi: sono i soldi a cui gli onorevoli grillini hanno volontariamente rinunciato.
Va considerato però che alla maggior parte delle competenze, ovvero 14,1 milioni del totale di 19,4, non era possibile per regolamento rinunciare, trattandosi di indennità  e diaria, e vedremo poi anche questo capitolo.
La somma della quale si poteva invece tecnicamente privare viene così a restringersi a 5 milioni 319.064 euro e spiccioli.
E qui il risparmio dovuto alle rinunce volontarie non va oltre il 5,7 per cento del totale.
Se i deputati del Movimento non hanno ritirato ben l’83,5 per cento dell’indennità  di ufficio (la somma oltre allo stipendio che tocca a quanti ricoprono altri incarichi, come per esempio presidente di commissione) le rinunce relative alle altre voci sono apparse decisamente più modeste.
Lo scorso anno gli onorevoli grillini non hanno ritirato l’8,2 per cento delle spese di viaggio, il 5,6 per cento di quelle telefoniche e appena lo 0,94 per cento della famosa quota di 3.690 euro che spetta a ogni deputato per il cosiddetto «esercizio del mandato»: meglio conosciuta come il contributo per il portaborse.
Una micro rinuncia identica tanto per la quota del 50 per cento per cui è stato introdotto dalla Camera l’obbligo di rendicontazione quanto per l’altra metà  che viene erogata in modo «forfettario», cioè senza bisogno di produrre ricevute o scontrini.
Questo nel 2013. E per il 2014?
Dai dati mensili le rinunce sembrano decisamente in linea con quelle dello scorso anno.
Nel mese di novembre appena terminato sono risultate pari a 27.930 euro e 58 centesimi per tutti i deputati del gruppo.
Ovvero il 5 per cento delle somme teoricamente «rinunciabili».
In media, 268 euro a testa, anche se non tutti hanno poi rinunciato.
In 31 non hanno ritirato l’indennità  di ufficio: 23.098,98 euro il risparmio. Mentre hanno snobbato il rimborso delle spese telefoniche e delle spese di viaggio soltanto quattro onorevoli su 104: con un sollievo per l’erario rispettivamente di 400 e 4.431,60 euro.
Veniamo ora allo stipendio vero e proprio.
Sarebbe ingiusto non riconoscere che i deputati del M5S si mettono in tasca soltanto 2.500 euro netti al mese dell’indennità  che ammonta a 5.246 euro e 54 centesimi.
I restanti 2.746,54 euro vengono destinati a un fondo di garanzia per i finanziamenti alle piccole imprese che dovrebbe essere gestito dal ministero dello Sviluppo economico.
Il vicepresidente della Camera Luigi Di Maio ha spiegato nello scorso mese di agosto che i parlamentari grillini hanno fatto confluire lì dentro già  6 milioni di euro con i «Restitution day» che avvengono con cadenza trimestrale.
Il totale dei versamenti del M5S è però più alto, considerando anche i contributi provenienti dal taglio degli emolumenti dei consiglieri regionali.
Si parla in tutto di 7 milioni e 984 mila euro.
Peccato che da un anno, quando il Ragioniere generale dello Stato Daniele Franco ha firmato un decreto che consente l’attivazione di quel capitolo di bilancio, quei soldi non siano stati ancora utilizzati.
Fermati, bloccati, paralizzati: a quanto pare, in un incomprensibile rimpallo fra ministero dell’Economia e Consiglio di Stato che non si sarebbe ancora esaurito.
Con il risultato che i contribuenti non hanno risparmiato quasi un bel nulla.
E le microimprese, certo non per colpa dei grillini ma di una burocrazia assurda e inconcludente, restano a bocca asciutta.

Sergio Rizzo
(da “il Corriere della Sera”)

argomento: Grillo | Commenta »

INTERVISTA A MOLINARI (M5S): “ABBIAMO MANDATO A QUEL PAESE NOSTRE REGOLE E PRINCIPI”

Dicembre 1st, 2014 Riccardo Fucile

“CON ESPULSIONI E DIRETTORIO SUPERATA OGNI RETICENZA”

“È sorprendente che da noi si proceda a nominare alcune persone con una lista bloccata calata dall’alto. Ma non eravamo quelli delle preferenze?”.
Il difficilissimo momento che sta attraversando il Movimento 5 stelle sta facendo saltare il tappo alla Camera, dove buona parte dei deputati è sul piede di guerra.
Ma rischia di avere serie ripercussioni anche sul Senato.
Francesco Molinari, che siede a Palazzo Madama, è durissimo: “Abbiamo questa preoccupante sindrome da tafazzismo, ogni volta che proviamo a concludere qualcosa rispetto a quanto promesso in campagna elettorale tiriamo fuori schifezze come quella degli scontrini”.
La responsabilità  “è di tutti”, ma in particolar modo di Beppe Grillo e Gianroberto Casaleggio, “perchè ognuno se la deve assumere in relazione al ruolo che ha all’interno del Movimento”.
L’espulsione di Massimo Artini e Paola Pinna e la nomina del direttorio rischiano di avere conseguenze serie
Guardi, per me come per tantissimi miei colleghi è stato un fulmine a ciel sereno. È vero che necessitiamo di un minimo di organizzazione, ma quel che è successo è che è stata calata dall’alto una lista di nominati. Una vera e propria lista bloccata, quando ci si doveva esprimere in modo diverso. Dopotutto noi siamo nati difendendo le preferenze
Non un vero e proprio esempio di democrazia diretta.
Il problema di utilizzo della rete in maniera plebiscitaria è, per l’appunto, un problema che dovremmo risolvere.
Ha funzionato così anche per le espulsioni dei due deputati.
Quella è una vicenda stranissima, sia per la procedura utilizzata. I due hanno portato le prove delle loro restituzioni, e segnalavano semplicemente un problema di metodo nel pubblicarle sul sito tirendiconto.it, che a quanto mi dicono i colleghi della Camera è di proprietà  di un singolo, Riccardo Nuti. Si è proceduto in maniera strumentale.
Il reale motivo dell’allontanamento quale sarebbe allora?
Mi piacerebbe saperlo. Ma chi ha un minimo di testa capisce la strumentalità  delle motivazioni, e che procedere in questo modo fa male a tutti. Si creano profonde spaccature e divisioni.
Perchè secondo lei Grillo e Casaleggio stanno procedendo in questo modo?
Sto cercando la risposta a questa domanda da un anno e mezzo.
Tra l’altro proprio il giorno in cui è arrivato il post su Artini e Pinna al Senato presentavate il progetto di reddito di cittadinanza, che è arrivato in Commissione.
È singolare che ogni volta che proviamo a concludere qualcosa rispetto a quanto promesso in campagna elettorale tiriamo fuori schifezze del genere, come quella degli scontrini, le espulsioni e via discorrendo. Ci facciamo del male da soli.
Lei è molto critico. I capigruppo spiegano che non sono all’ordine del giorno altre espulsioni, ma in questa situazione potrebbe capitare a tutti, il prossimo potrebbe essere lei
Certo, non c’è alcun criterio in quello che sta succedendo. Mi perdoni l’espressione, dopotutto sono un grillino, ma abbiamo mandato completamente affanculo lo stato di diritto, che è il baluardo a tutela di tutti, in primis dei più deboli, il corpus di regole fondamentali da non violare. Le nostre innanzitutto. Qui invece è saltata qualunque tipo di regola. Quella che prevede che sia l’assemblea dei parlamentari a proporre alla rete le espulsioni, ma dopotutto c’erano state analoghe difficoltà  anche con l’ultima espulsione dei quattro senatori. E l’articolo 4 del non Statuto, che prevede che nel Movimento non debbano esistere organi direttivi di alcun tipo. In questo caso è stata superata ogni reticenza.
Lo farà  presente ai cinque colleghi?
Voglio prima sentire in assemblea che ci spieghino i limiti del loro mandato, perchè non sono affatto chiari. Spero però che il direttorio non uccida la nostra anima movimentista. Già  alle ultime regionali siamo andati in difficoltà  perchè ci hanno identificati come un partito tra i tanti. La cosa veramente amara sarebbe se loro fossero a conoscenza della nomina e lo avessero taciuto ai colleghi.
Si potrebbe arrivare a una scissione?
Al Senato non credo. Alla Camera mi dicono di tensioni fortissime, non lo escluderei. Il problema è che questi post alimentano la sindrome di tafazzismo nella quale siamo caduti. Ci facciamo del male da soli.
Responsabilità  di Grillo e Casaleggio?
Responsabilità  di tutti. Certo, ognuno in proporzione al ruolo e alle responsabilità  che ha nel Movimento.

(da “Huffingtonpost“)

argomento: Grillo | Commenta »

« Previous Entries
Next Entries »
  • Destra di Popolo.net
    Circolo Genovese di Cultura e Politica
    Diretto da Riccardo Fucile
    Scrivici: destradipopolo@gmail.com

  • Categorie

    • 100 giorni (5)
    • Aborto (20)
    • Acca Larentia (2)
    • Alcool (3)
    • Alemanno (150)
    • Alfano (315)
    • Alitalia (123)
    • Ambiente (341)
    • AN (210)
    • Animali (74)
    • Arancioni (2)
    • arte (175)
    • Attentato (329)
    • Auguri (13)
    • Batini (3)
    • Berlusconi (4.295)
    • Bersani (234)
    • Biasotti (12)
    • Boldrini (4)
    • Bossi (1.221)
    • Brambilla (38)
    • Brunetta (83)
    • Burlando (26)
    • Camogli (2)
    • canile (4)
    • Cappello (8)
    • Caprotti (2)
    • Caritas (6)
    • carovita (170)
    • casa (247)
    • Casini (119)
    • Centrodestra in Liguria (35)
    • Chiesa (276)
    • Cina (10)
    • Comune (342)
    • Coop (7)
    • Cossiga (7)
    • Costume (5.581)
    • criminalità (1.402)
    • democratici e progressisti (19)
    • denuncia (14.528)
    • destra (573)
    • destradipopolo (99)
    • Di Pietro (101)
    • Diritti civili (276)
    • don Gallo (9)
    • economia (2.331)
    • elezioni (3.303)
    • emergenza (3.077)
    • Energia (45)
    • Esselunga (2)
    • Esteri (784)
    • Eugenetica (3)
    • Europa (1.314)
    • Fassino (13)
    • federalismo (167)
    • Ferrara (21)
    • Ferretti (6)
    • ferrovie (133)
    • finanziaria (325)
    • Fini (821)
    • fioriere (5)
    • Fitto (27)
    • Fontana di Trevi (1)
    • Formigoni (90)
    • Forza Italia (596)
    • frana (9)
    • Fratelli d'Italia (291)
    • Futuro e Libertà (510)
    • g8 (25)
    • Gelmini (68)
    • Genova (542)
    • Giannino (10)
    • Giustizia (5.784)
    • governo (5.799)
    • Grasso (22)
    • Green Italia (1)
    • Grillo (2.941)
    • Idv (4)
    • Immigrazione (734)
    • indulto (14)
    • inflazione (26)
    • Ingroia (15)
    • Interviste (16)
    • la casta (1.394)
    • La Destra (45)
    • La Sapienza (5)
    • Lavoro (1.316)
    • LegaNord (2.411)
    • Letta Enrico (154)
    • Liberi e Uguali (10)
    • Libia (68)
    • Libri (33)
    • Liguria Futurista (25)
    • mafia (543)
    • manifesto (7)
    • Margherita (16)
    • Maroni (171)
    • Mastella (16)
    • Mattarella (60)
    • Meloni (14)
    • Milano (300)
    • Montezemolo (7)
    • Monti (357)
    • moschea (11)
    • Musso (10)
    • Muti (10)
    • Napoli (319)
    • Napolitano (220)
    • no global (5)
    • notte bianca (3)
    • Nuovo Centrodestra (2)
    • Obama (11)
    • olimpiadi (40)
    • Oliveri (4)
    • Pannella (29)
    • Papa (33)
    • Parlamento (1.428)
    • partito del popolo della libertà (30)
    • Partito Democratico (1.034)
    • PD (1.188)
    • PdL (2.781)
    • pedofilia (25)
    • Pensioni (129)
    • Politica (40.200)
    • polizia (253)
    • Porto (12)
    • povertà (502)
    • Presepe (14)
    • Primarie (149)
    • Prodi (52)
    • Provincia (139)
    • radici e valori (3.682)
    • RAI (359)
    • rapine (37)
    • Razzismo (1.410)
    • Referendum (200)
    • Regione (344)
    • Renzi (1.521)
    • Repetto (46)
    • Rifiuti (84)
    • rom (13)
    • Roma (1.125)
    • Rutelli (9)
    • san gottardo (4)
    • San Martino (3)
    • San Miniato (2)
    • sanità (306)
    • Sarkozy (43)
    • scuola (354)
    • Sestri Levante (2)
    • Sicurezza (452)
    • sindacati (162)
    • Sinistra arcobaleno (11)
    • Soru (4)
    • sprechi (319)
    • Stampa (373)
    • Storace (47)
    • subappalti (31)
    • televisione (244)
    • terremoto (402)
    • thyssenkrupp (3)
    • Tibet (2)
    • tredicesima (3)
    • Turismo (62)
    • Udc (64)
    • Università (128)
    • V-Day (2)
    • Veltroni (30)
    • Vendola (41)
    • Verdi (16)
    • Vincenzi (30)
    • violenza sulle donne (342)
    • Web (1)
    • Zingaretti (10)
    • zingari (14)
  • Archivi

    • Luglio 2026 (118)
    • Giugno 2026 (545)
    • Maggio 2026 (402)
    • Aprile 2026 (591)
    • Marzo 2026 (641)
    • Febbraio 2026 (617)
    • Gennaio 2026 (652)
    • Dicembre 2025 (627)
    • Novembre 2025 (668)
    • Ottobre 2025 (651)
    • Settembre 2025 (662)
    • Agosto 2025 (669)
    • Luglio 2025 (671)
    • Giugno 2025 (573)
    • Maggio 2025 (591)
    • Aprile 2025 (622)
    • Marzo 2025 (561)
    • Febbraio 2025 (351)
    • Gennaio 2025 (640)
    • Dicembre 2024 (607)
    • Novembre 2024 (609)
    • Ottobre 2024 (668)
    • Settembre 2024 (457)
    • Agosto 2024 (618)
    • Luglio 2024 (429)
    • Giugno 2024 (481)
    • Maggio 2024 (633)
    • Aprile 2024 (618)
    • Marzo 2024 (473)
    • Febbraio 2024 (588)
    • Gennaio 2024 (627)
    • Dicembre 2023 (503)
    • Novembre 2023 (435)
    • Ottobre 2023 (604)
    • Settembre 2023 (460)
    • Agosto 2023 (641)
    • Luglio 2023 (605)
    • Giugno 2023 (560)
    • Maggio 2023 (412)
    • Aprile 2023 (567)
    • Marzo 2023 (506)
    • Febbraio 2023 (505)
    • Gennaio 2023 (541)
    • Dicembre 2022 (525)
    • Novembre 2022 (526)
    • Ottobre 2022 (552)
    • Settembre 2022 (584)
    • Agosto 2022 (584)
    • Luglio 2022 (562)
    • Giugno 2022 (521)
    • Maggio 2022 (470)
    • Aprile 2022 (502)
    • Marzo 2022 (542)
    • Febbraio 2022 (494)
    • Gennaio 2022 (510)
    • Dicembre 2021 (488)
    • Novembre 2021 (599)
    • Ottobre 2021 (506)
    • Settembre 2021 (539)
    • Agosto 2021 (423)
    • Luglio 2021 (577)
    • Giugno 2021 (559)
    • Maggio 2021 (556)
    • Aprile 2021 (506)
    • Marzo 2021 (647)
    • Febbraio 2021 (570)
    • Gennaio 2021 (605)
    • Dicembre 2020 (619)
    • Novembre 2020 (575)
    • Ottobre 2020 (638)
    • Settembre 2020 (465)
    • Agosto 2020 (588)
    • Luglio 2020 (597)
    • Giugno 2020 (580)
    • Maggio 2020 (618)
    • Aprile 2020 (643)
    • Marzo 2020 (437)
    • Febbraio 2020 (593)
    • Gennaio 2020 (596)
    • Dicembre 2019 (542)
    • Novembre 2019 (316)
    • Ottobre 2019 (631)
    • Settembre 2019 (617)
    • Agosto 2019 (639)
    • Luglio 2019 (654)
    • Giugno 2019 (598)
    • Maggio 2019 (527)
    • Aprile 2019 (383)
    • Marzo 2019 (562)
    • Febbraio 2019 (598)
    • Gennaio 2019 (641)
    • Dicembre 2018 (623)
    • Novembre 2018 (603)
    • Ottobre 2018 (631)
    • Settembre 2018 (586)
    • Agosto 2018 (362)
    • Luglio 2018 (562)
    • Giugno 2018 (563)
    • Maggio 2018 (634)
    • Aprile 2018 (547)
    • Marzo 2018 (599)
    • Febbraio 2018 (571)
    • Gennaio 2018 (607)
    • Dicembre 2017 (578)
    • Novembre 2017 (632)
    • Ottobre 2017 (579)
    • Settembre 2017 (456)
    • Agosto 2017 (368)
    • Luglio 2017 (450)
    • Giugno 2017 (468)
    • Maggio 2017 (460)
    • Aprile 2017 (439)
    • Marzo 2017 (480)
    • Febbraio 2017 (420)
    • Gennaio 2017 (453)
    • Dicembre 2016 (438)
    • Novembre 2016 (438)
    • Ottobre 2016 (424)
    • Settembre 2016 (367)
    • Agosto 2016 (332)
    • Luglio 2016 (336)
    • Giugno 2016 (358)
    • Maggio 2016 (373)
    • Aprile 2016 (307)
    • Marzo 2016 (369)
    • Febbraio 2016 (335)
    • Gennaio 2016 (404)
    • Dicembre 2015 (412)
    • Novembre 2015 (401)
    • Ottobre 2015 (422)
    • Settembre 2015 (419)
    • Agosto 2015 (416)
    • Luglio 2015 (387)
    • Giugno 2015 (396)
    • Maggio 2015 (402)
    • Aprile 2015 (407)
    • Marzo 2015 (428)
    • Febbraio 2015 (417)
    • Gennaio 2015 (434)
    • Dicembre 2014 (454)
    • Novembre 2014 (437)
    • Ottobre 2014 (440)
    • Settembre 2014 (450)
    • Agosto 2014 (433)
    • Luglio 2014 (436)
    • Giugno 2014 (391)
    • Maggio 2014 (392)
    • Aprile 2014 (389)
    • Marzo 2014 (436)
    • Febbraio 2014 (386)
    • Gennaio 2014 (419)
    • Dicembre 2013 (367)
    • Novembre 2013 (395)
    • Ottobre 2013 (446)
    • Settembre 2013 (433)
    • Agosto 2013 (389)
    • Luglio 2013 (390)
    • Giugno 2013 (425)
    • Maggio 2013 (413)
    • Aprile 2013 (345)
    • Marzo 2013 (372)
    • Febbraio 2013 (293)
    • Gennaio 2013 (361)
    • Dicembre 2012 (364)
    • Novembre 2012 (336)
    • Ottobre 2012 (363)
    • Settembre 2012 (341)
    • Agosto 2012 (238)
    • Luglio 2012 (328)
    • Giugno 2012 (287)
    • Maggio 2012 (258)
    • Aprile 2012 (218)
    • Marzo 2012 (255)
    • Febbraio 2012 (247)
    • Gennaio 2012 (259)
    • Dicembre 2011 (223)
    • Novembre 2011 (267)
    • Ottobre 2011 (283)
    • Settembre 2011 (268)
    • Agosto 2011 (155)
    • Luglio 2011 (204)
    • Giugno 2011 (262)
    • Maggio 2011 (273)
    • Aprile 2011 (248)
    • Marzo 2011 (255)
    • Febbraio 2011 (233)
    • Gennaio 2011 (253)
    • Dicembre 2010 (237)
    • Novembre 2010 (187)
    • Ottobre 2010 (157)
    • Settembre 2010 (148)
    • Agosto 2010 (75)
    • Luglio 2010 (86)
    • Giugno 2010 (76)
    • Maggio 2010 (75)
    • Aprile 2010 (66)
    • Marzo 2010 (79)
    • Febbraio 2010 (73)
    • Gennaio 2010 (74)
    • Dicembre 2009 (74)
    • Novembre 2009 (83)
    • Ottobre 2009 (90)
    • Settembre 2009 (83)
    • Agosto 2009 (56)
    • Luglio 2009 (83)
    • Giugno 2009 (76)
    • Maggio 2009 (72)
    • Aprile 2009 (74)
    • Marzo 2009 (50)
    • Febbraio 2009 (69)
    • Gennaio 2009 (70)
    • Dicembre 2008 (75)
    • Novembre 2008 (77)
    • Ottobre 2008 (67)
    • Settembre 2008 (56)
    • Agosto 2008 (39)
    • Luglio 2008 (50)
    • Giugno 2008 (55)
    • Maggio 2008 (63)
    • Aprile 2008 (50)
    • Marzo 2008 (39)
    • Febbraio 2008 (35)
    • Gennaio 2008 (36)
    • Dicembre 2007 (25)
    • Novembre 2007 (22)
    • Ottobre 2007 (27)
    • Settembre 2007 (23)
  • Luglio 2026
    L M M G V S D
     12345
    6789101112
    13141516171819
    20212223242526
    2728293031  
    « Giu    
  • Leggi gli ultimi articoli inseriti

    • ALFREDO MANTOVANO, IL PIO SOTTOSEGRETARIO DI PALAZZO CHIGI È STATO SILENTE PER DUE ANNI E MEZZO, POI IMPROVVISAMENTE HA APERTO LE VALVOLE: SABATO È ARRIVATO PERFINO A MINIMIZZARE IL VIAGGIO DI PAPA LEONE A LAMPEDUSA (MELONI CI E’ ANDATA PRIMA!)
    • CHI FINANZIA ROBERTO VANNACCI? FUTURO NAZIONALE IN TRE MESI HA INCASSATO 344MILA EURO DA 40 SOSTENITORI, MA IL PRINCIPALE SPONSOR È L’ASSOCIAZIONE “MONDO AL CONTRARIO”, CHE HA DONATO QUASI UN QUARTO DEL TOTALE (83MILA EURO). SULL’ORIGINE DI QUEI SOLDI, PERÒ, NULLA SI SA
    • COSA E’ REALMENTE IL “RESTRAINING ORDER”, LA MISURA CITATA DA TRUMP CONTRO MELONI:NON E’ UN INSULTO COME VOGLIONO FARCI CREDERE, E’ SEMPLICEMENTE UN PROVVEDIMENTO CHE NEGLI USA TUTELA LE VITTIME DI STALKING E MOLESTIE
    • EVVIVA LA FAMIGLIA TRADIZIONALE ARIANA! L’EUROPOL HA SGOMINATO UNA RETE DI UOMINI CHE, IN TUTTA EUROPA, ORGANIZZAVA STUPRI DI MOGLI E COMPAGNE: 57 LE PERSONE FINITE IN MANETTE. NEI FORUM ONLINE, I VIOLENTATORI SI SCAMBIAVANO CONSIGLI SU COME STORDIRE LE PROPRIE VITTIME UTILIZZANDO DROGHE O FARMACI SEDATIVI
    • ITALIA A TUTTO GAS. IL NOSTRO PAESE RIMANE UNO DEI MAGGIORI IMPORTATORI EUROPEI DI GAS NATURALE CON PESANTI RIPERCUSSIONI SUL COSTO DELL’ENERGIA
    • EFFETTO MELONI: L’EUROPA È VISTA COME UNA BARZELLETTA DAGLI ITALIANI. SECONDO IL SONDAGGIO DEMOS, SOLO IL 30% DEI NOSTRI CONCITTADINI HA FIDUCIA NELL’UE. LA MAGGIORANZA HA LA PERCEZIONE DI ESSERE AI MARGINI, DI NON AVERE PESO NELLE DECISIONI DI BRUXELLES. EPPURE SOLO CINQUE ANNI FA IL GRADIMENTO PER L’UNIONE EUROPEA AVEVA RAGGIUNTO IL 45%
  • Commenti recenti

    • Log In

      • Accedi
      • Feed dei contenuti
      • Feed dei commenti
      • WordPress.org
    • Credits: G.I





    Usiamo i cookie anche di terze parti autorizzate. Continuando a navigare su questo sito, acconsenti al loro impiego in conformità alla nostra Cookie Policy.
    PreferenzeCONTINUA
    Manage consent

    Privacy Overview

    This website uses cookies to improve your experience while you navigate through the website. Out of these, the cookies that are categorized as necessary are stored on your browser as they are essential for the working of basic functionalities of the website. We also use third-party cookies that help us analyze and understand how you use this website. These cookies will be stored in your browser only with your consent. You also have the option to opt-out of these cookies. But opting out of some of these cookies may affect your browsing experience.
    Necessary
    Sempre abilitato
    Necessary cookies are absolutely essential for the website to function properly. These cookies ensure basic functionalities and security features of the website, anonymously.
    CookieDurataDescrizione
    cookielawinfo-checbox-analytics11 monthsThis cookie is set by GDPR Cookie Consent plugin. The cookie is used to store the user consent for the cookies in the category "Analytics".
    cookielawinfo-checbox-functional11 monthsThe cookie is set by GDPR cookie consent to record the user consent for the cookies in the category "Functional".
    cookielawinfo-checbox-others11 monthsThis cookie is set by GDPR Cookie Consent plugin. The cookie is used to store the user consent for the cookies in the category "Other.
    cookielawinfo-checkbox-necessary11 monthsThis cookie is set by GDPR Cookie Consent plugin. The cookies is used to store the user consent for the cookies in the category "Necessary".
    cookielawinfo-checkbox-performance11 monthsThis cookie is set by GDPR Cookie Consent plugin. The cookie is used to store the user consent for the cookies in the category "Performance".
    viewed_cookie_policy11 monthsThe cookie is set by the GDPR Cookie Consent plugin and is used to store whether or not user has consented to the use of cookies. It does not store any personal data.
    Functional
    Functional cookies help to perform certain functionalities like sharing the content of the website on social media platforms, collect feedbacks, and other third-party features.
    Performance
    Performance cookies are used to understand and analyze the key performance indexes of the website which helps in delivering a better user experience for the visitors.
    Analytics
    Analytical cookies are used to understand how visitors interact with the website. These cookies help provide information on metrics the number of visitors, bounce rate, traffic source, etc.
    Advertisement
    Advertisement cookies are used to provide visitors with relevant ads and marketing campaigns. These cookies track visitors across websites and collect information to provide customized ads.
    Others
    Other uncategorized cookies are those that are being analyzed and have not been classified into a category as yet.
    ACCETTA E SALVA