Ottobre 12th, 2014 Riccardo Fucile
VIAGGI A SCROCCO IN HOTEL A 150 EURO A NOTTE
Follow the money.
Gli europarlamentari del Movimento 5 stelle, in questi primi tre mesi di mandato, si sono fatti notare più per la pervicacia con il quale difendono il proprio stipendio che per l’attività politica.
Prima i mille euro da devolvere in beneficenza imposti da un post sul blog di Beppe Grillo, poi la ritrosia sui soldi da devolvere alla comunicazione, infine il prossimo licenziamento delle 15 persone chiamate in tutta fretta a luglio a Bruxelles, anche per una questione di denari da sbloccare.
“Si occupano di reti da pesca e stampanti 3D – spiega qualcuno – ma di austerity e di Fiscal Compact, dei sette punti del programma non li ho mai sentiti parlare”.
“Io non vado a chiederlo a loro, che di sicuro non me lo dicono – spiega un ragazzo al Fatto quotidiano – ma perchè non restituiscono mezzo stipendio?”.
Ed è sempre il Fatto a spiegare come c’è qualcuno di loro che starebbe invitando amici e conoscenti a Bruxelles a spese dei contribuenti.
“In teoria dovrebbero essere scolaresche nell’ottica di far conoscere il Parlamento europeo – spiega il giornale di Antonio Padellaro – ma sugli aerei ci finiscono amici, amici degli amici, parenti e amanti”.
Funziona così.
Ogni anno le istituzioni europee permettono ad ogni parlamentare di invitare 110 persone.
Viaggio e soggiorno pagato con soldi pubblici.
Ed è successo che in appena due mesi (quasi tutto agosto il Parlamento non ha lavorato), la grillina Daniela Aiuto ne abbia fatti già arrivare cinquanta.
“Di scolaresche nemmeno l’ombra”.
“La Aiuto, tra i tanti villegianti che poteva scegliere, ha preferito l’ex sindaco Pdl di Lanciano Filippo Paolini, al quale la Corte d’Appello de L’Aquila ha appena confermato la condanna per falso ideologico.
“È vero, sono andato. Ma non sono più sindaco da tre anni nè tesserato del Pdl. Ho votato Daniela insieme a tutta la mia famiglia. La conosco per motivi personali, in quanto sono l’avvocato del suocero”.
Ovvero il padre del marito dell’europarlamentare Maurizo Pozzolini.
Il Pozzolini all’europarlamento ci sta già […] fungendo da una sorta di assistente”.
Lei si difende: “Ho invitato rappresentanze dell’imprenditoria locale, dei professionisti, dei cittadini comuni e, naturalmente, degli attivisti…”.
Ma la trasparenza, tra tutta la pattuglia parlamentare a 5 stelle, per ora non va di moda.
L’unica a pubblicare sul meetup di riferimento nomi e motivazioni degli inviti risulta essere Laura Ferrara.
Dagli altri nemmeno mezza riga.
Il programma della due giorni in Belgio è reperibile su alcuni meetup locali, che hanno diffuso gli inviti estesi da alcuni colleghi della Aiuto.
Viaggio con una compagnia economica, alloggio in hotel da 150 euro a notte.
(da “Huffingtonpost“)
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Ottobre 12th, 2014 Riccardo Fucile
AI PARLAMENTARI: “NON POSSIAMO ANDARCI LUNEDI: C’E’ IL RISCHIO CHE PIOVA”
Beppe Grillo annuncia la calata su Genova per martedì: “andremo a Genova a spalare, anche perchè i nostri parlamentari sono abituati a spalare merda in Parlamento”.
Veramente l’appuntamento era per lunedi, ma c’è il rischio di bagnarsi, “meglio rinviare di un giorno, c’è l’allarme meteo”: ovazione dei parlamentari che già vedevano a rischio le loro scarpine.
Nel frattempo i detriti saranno stati spalati via dalle migliaia “angeli del fango” che stanno ripulendo la città senza tanti annunci televisivi.
Speriamo che un paio di cantine inondate le conservino intatte per lo spot televisivo dei parlamentari grillini: al peggio Di Battista può portarsi un barattolo di fango da casa per poi farsi intervistare con aria sofferta dai media.
E’ il primo caso di un segretario di un movimento e/o partito che aspetta 4 giorni per farsi vedere nella città natale colpita da una tragica alluvione: se fosse sceso dalla villa di Sant’Ilario come un cittadino comune e si fosse messo a spalare senza tanto clamore ne avrebbe guadagnato in credibilità , la stessa che a Genova non ha peraltro da tempo.
Quanto alla “peste rossa che sommergerà tutta l’Italia”, riesce a far apparire Belpietro e Sallusti come due moderati.
Sarebbe interessante che Grillo rivelasse, di fronte al conflitto burocratico che aveva bloccato i lavori per la messa in sicurezza del Bisagno, cosa abbiano fatto i Cinquestelle in Comune a Genova per sbloccarlo, quante denunce e quante iniziative.
Meglio allora stendere un velo pietoso e lasciar abbaiare alla luna.
Sperando che martedì non piova, altrimenti il vate si deve portare l’ombrello.
Col rischio di perderlo e doverlo ricomprare.
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Ottobre 9th, 2014 Riccardo Fucile
GRILLO RESTA IL MEGAFONO, SI ALLENTA LA PRESA DI CASALEGGIO, FRENA LA SCALATA DI DI MAIO
Un termometro rotto, col mercurio che schizza da tutte le parti, senza che nessuno possa prevederne la direzione.
È così che molti parlamentari a 5 stelle vedono oggi il loro Movimento. Non si tratta più di 15 o 20 dissidenti. I malumori sono molto più estesi, toccano Camera e Senato, si ripercuotono in faide regionali agguerrite (Emilia Romagna e Calabria su tutte), fino a portare al licenziamento collettivo di 15 persone dello staff di Comunicazione al Parlamento europeo.
Grillo resta il megafono, fa appelli per il Circo Massimo, promette che sarà una festa grandissima.
Non si è mai occupato dell’organizzazione, però, ed è quella che comincia a mancare.
La guida di Casaleggio appare sempre più lontana. Il guru e il fondatore non hanno mantenuto l’impegno di andare a Roma una volta al mese per confrontarsi con i parlamentari.
Comunicano sempre di meno, stentano a star dietro ai problemi che sorgono giorno dopo giorno.
In mancanza di una linea — mentre ognuno porta avanti i suoi temi senza più coordinarsi con gli altri, nè tanto meno con Genova e Milano — più d’uno comincia a pensare che le cose debbano cambiare radicalmente. A partire dall’atteggiamento di chiusura totale con il governo e con il Pd.
Sulle preferenze nella legge elettorale, sulle riforme, sui nuovi ammortizzatori sociali e il reddito di cittadinanza, si fa strada la voglia di andare a vedere le carte.
Di aprire un confronto, di tornare allo spirito originario con cui i 5 stelle sono sbarcati in Parlamento.
Nessuno, per ora, ha voglia di uscire allo scoperto. E però, negli ultimi giorni, dopo l’uscita del sindaco di Parma Pizzarotti sulla «necessità di confrontarsi sulla leadership», il deputato siciliano Tommaso Currò non esitava a ricordare di aver già posto la questione due mesi fa: «Tutti qui hanno la memoria corta, ma è un problema di cui ho parlato senza che nessuno mi desse retta».
E Sebastiano Barbanti diceva chiaro: «Bisogna parlare di come organizzarci. Il movimento non è verticistico, io ci sono entrato per questo, ed è ora di confrontarsi su quello che vogliamo fare. È solo con la contrapposizione delle idee che si cresce».
Anche sulle leggi, secondo il deputato calabrese, «bisogna ricordarsi che siamo arrivati qui dicendo che avremmo votato le cose in cui crediamo, senza preoccuparci di chi le propone, senza metterci a cercare il pelo nell’uovo. Io seguo il motto: scegli prima che gli altri scelgano per te».
«Le leadership del Movimento sono ben chiare — dice invece Walter Rizzetto — non so se questa sia una naturale genesi, so solo che all’inizio di questo percorso così non era. Sta ad ognuno di noi accettarlo o meno».
E nonostante Alessio Villarosa ribatta secco che «i problemi non ci sono, i problemi si risolvono, e abbiamo tutti i margini per farlo», lo scontento e il malumore non hanno fatto che crescere negli ultimi giorni, dopo la pubblicazione della scaletta del Circo Massimo.
Parleranno in pochi, l’ultimo sarà Luigi Di Maio, che passerà la parola a Grillo.
Il suo tema è «il governo a 5 stelle», molti l’hanno vista come un’investitura ufficiale. «Sapevo di essere in un movimento, non so neanche cosa sia un’incoronazione, una brutta malattia che si prende stando troppo davanti ai riflettori della televisione?», chiedeva qualche giorno fa il senatore Molinari.
Di Maio è il vicepresidente della Camera, ha un seguito non indifferente anche nella base, ma — assicura un dissidente — «in Parlamento è isolato, i talebani si invidiano tra loro e non fanno squadra. La politica non si fa con i generali, si fa con i soldati».
A dimostrazione del termometro rotto, c’è poi la storia del Parlamento europeo.
Gli europarlamentari avevano assunto i 15 comunicatori mandati da Casaleggio con i fondi che Strasburgo mette loro a disposizione.
Poi però si erano rifiutati di devolvere 1000 euro al mese dal loro stipendio per il funzionamento del gruppo.
Ufficialmente, dicevano che stavano cercando il modo giusto di farlo senza violare le regole europee. In realtà , hanno continuato a chiedere a Casaleggio di potersi disfare di Claudio Messora e del suo staff.
Arrivato il via libera, si sono informati con gli uffici di Bruxelles e hanno deciso di sciogliere il gruppo condiviso, licenziando così tutti e 15 (qualcuno sarà riassorbito, assicurano dallo staff, ma non ci sono certezze).
«La comunicazione ha profuso ogni sforzo nel rispetto dei principi del Movimento — dice a Repubblica Claudio Messora — ha lavorato senza sosta, si è impegnata economicamente nella trasferta a Bruxelles. Prima che 15 persone vengano gettate in mezzo a una strada, meritiamo una motivazione. Ci dicano cosa abbiano sbagliato».
Annalisa Cuzzocrea
(da “La Repubblica”)
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Ottobre 8th, 2014 Riccardo Fucile
SCIOLTO IL GRUPPO FORMATO DA 15 PERSONE CHE SI OCCUPAVA DI COMUNICAZIONE… ALL’ORIGIME CONTRASTI CON GLI EURODEPUTATI
Claudio Messora licenziato e lo staff comunicazione al parlamento Europeo azzerato.
Il cofondatore del Movimento 5 stelle Gianroberto Casaleggio ha deciso di intervenire dopo i continui problemi all’interno del gruppo. E non solo a Bruxelles.
L’uomo, fino ad oggi considerato tra i più fidati della Casaleggio associati, era stato contestato fortemente nei mesi scorsi anche nel suo primo lavoro al Senato a Roma.
La decisione improvvisa va a toccare a cascata anche il gruppo di 15 persone in totale – giornalisti, videomaker, grafici, fotografi — che erano state assunte direttamente da Messora a inizio giugno con regolare contratto.
Messora, intercettato dall’Adnkronos, si trincera dietro un “no comment”.
Il gruppo comunicazione, stando alle regole dei 5 Stelle, è affidato ai vertici del Movimento, dunque a Grillo e Casaleggio, e pagato attraverso il fondo per i collaboratori. Gli europarlamentari M5S, inoltre, avrebbero dovuto devolvere mille euro al mese per il funzionamento del gruppo.
Ma qualcosa è andato storto. Tra Messora e gli eletti non è mai corso buon sangue.
A qualcuno dei 17 europarlamentari, inoltre, la regola che prevede di affidare la comunicazione a un gruppo di lavoro scelto dalla Casaleggio associati non è mai andata giù.
Da qui, il braccio di ferro sui mille euro, finito in uno scontro aperto alla Casaleggio associati tra l’eurodeputato Ignazio Corrao e lo stesso Messora, consumatosi davanti agli occhi del cofondatore del Movimento.
Casaleggio, dopo varie telefonate e tentativi di mediazione, alla fine opta per la linea dura: nei giorni scorsi, a pochi giorni dall’evento #italia5stelle al Circo Massimo, ha deciso di azzerare lo staff.
Una scelta di cui è al corrente anche Beppe Grillo e che è destinata a fare molto rumore, visto che non avrebbe precedenti nel Parlamento europeo.
Un eletto, intercettato dall’Adnkronos, assicura che i 15 non andranno tutti a casa: “Valuteremo i curricula e terremo i migliori — dice — ma bisogna tagliare i costi e allontanare le persone che non hanno lavorato bene. E prima di fare ciò, occorre sciogliere l’intero gruppo”.
(da “il Fatto Quotidiano”)
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Ottobre 6th, 2014 Riccardo Fucile
ORMAI DETERIORATI I RAPPORTI TRA IL SINDACO DI PARMA E CASALEGGIO… MA AL CIRCO MASSIMO CI SARA’
A pochi giorni dalla kermesse del Circo Massimo, Beppe Grillo e Federico Pizzarotti sono ai ferri corti,
cortissimi.
Secondo il Fatto Quotidiano, il sindaco M5S di Parma avrebbe mandato ai parlamentari grillini alcuni sms in cui li invita a prendere le distanze dai vertici del Movimento: “Mollate Grillo, se non lo fate il Movimento si sgretola e voi sarete i primi responsabili”, scrive Pizzarotti.
Un allontanamento che si è consumato nel tempo, quello tra il sindaco e i leader del Movimento: l’ultimo smacco subito dal primo cittadino di Parma è stata la sua esclusione dall’elenco degli oratori che saliranno sul palco del Circo Massimo. Casaleggio, però, è tranquillo: “Pizzarotti si farà fuori da solo”, riporta ancora il FQ.
Non solo: in un’intervista al Messaggero, capitan Pizza conferma la sua partecipazione nonostante sia stato messo da parte: “Certo che vado, io cerco il confronto”.
Alla domanda sulla possibilità di discutere apertamente anche dei problemi all’interno del Movimento 5 Stelle, dice di non sapere se ci sarà lo spazio: “Non lo so, ma io ci vado”.
E chi illustrerà le criticità ? “Bella domanda, è proprio questo il nodo centrale”, dice il sindaco.
E sul perchè l’esperienza di Parma, la prima grande città conquistata dai grillini, non sembri interessare più ai vertici, Pizzarotti glissa: “Beh, non dovete chiedere a me”.
Il sindaco di Parma ha comunque assicurato la sua presenza al gazebo che rappresenta la sua città durante la kermesse.
“Sarò tra le persone”. Lui che nei giorni scorsi aveva espresso l’auspicio di non trasformare la ‘tre giorni’ in una “passerella” al Circo Massimo, ma di creare piuttosto un’occasione di confronto e dibattito.
Su Facebook aveva scritto: “Leggo che in una domenica priva di notizia si vuole polemizzare sul Circo Massimo. Non e’ importante chi c’è o non c’è sul palco, ma le idee che si esprimono e le relazioni che si creano. Non ho chiesto di salire, lascio come sempre le valutazioni a chi organizza, rimanendo a disposizione. Ci sarà il gazebo di Parma al nostro evento, e io sarò li’, tra la gente, come ho sempre fatto e come continuerò a fare. Domani sarò alla Camera dei Deputati per parlare della rivoluzione copernicana che stiamo apportando al Welfare di Parma. Il Paese non ha bisogno solo di persone, ma soprattutto di idee”.
(da “Huffingtonpost”)
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Ottobre 5th, 2014 Riccardo Fucile
LA SCALETTA NON PREVEDE UN INTERVENTO DEL SINDACO DI PARMA
Palco off limits per il sindaco di Parma, Federico Pizzarotti, al Circo Massimo dal 10 al 12 ottobre. 
Nella scaletta provvisoria dell’evento M5S sono previsti gli interventi di parlamentari e amministratori ma non quello del primo cittadino emiliano, spesso in contrasto con Beppe Grillo e Gianroberto Casaleggio.
Lo conferma il responsabile comunicazione Rocco Casalino, interpellato telefonicamente in merito.
Pizzarotti nei giorni scorsi aveva espresso l’auspicio di non trasformare la ‘tre giorni’ in una “passerella” al Circo Massimo, ma di creare piuttosto un’occasione di confronto e dibattito.
La presenza a Roma del sindaco ducale potrebbe creare le condizioni per un chiarimento con Grillo e Casaleggio dopo le tensioni generate dalla paventata ipotesi di un listone unico dei sindaci per la provincia di Parma.
Dopo la fuga di notizie e la retromarcia di Pizzarotti, il primo cittadino parmense aveva inviato, a quanto si apprende, un lungo messaggio a Grillo spiegando per filo e per segno la sua posizione.
Ma il leader M5S non avrebbe mai dato riscontro a quel sms.
Il programma è stato ormai definito anche se – viene spiegato – potrebbe subire qualche cambiamento.
Ad aprire, come noto, sarà Beppe Grillo nel tardo pomeriggio di venerdì per lasciare poi spazio alla musica. Sabato toccherà ai ‘politici di professione’: deputati e senatori si alterneranno sul palco per illustrare la loro attività in Parlamento.
Ci sarà spazio anche per i neosindaci di Livorno e Bagheria.
Domenica la grande chiusura con Luigi Di Maio e ancora Beppe Grillo.
Uno spazio vuoto è stato lasciato per il possibile intervento di Gianroberto Casaleggio.
La scaletta, al centro di un fitto scambio di mail tra Milano e Roma, è stata chiusa.
Ma la fuga di notizie potrebbe riaccendere le polemiche da parte degli “esclusi” che, già irritati per essere stati fatti fuori dal “giro della tv” nei mesi scorsi (quando il M5S era presente nei talk show), reclamano spazio sul palco anche per loro.
(da “Huffingtonpost”)
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Ottobre 4th, 2014 Riccardo Fucile
UNA ASSOCIAZIONE CREATA AD HOC, BONIFICI CHE HANNO UN DESTINATARIO POCO CHIARO E POCA TRASPARENZA SUI CONTI
“L’elenco delle spese sostenute sarà aggiornato periodicamente”.
Quella promessa, scritta a chiare lettere sul blog di Beppe Grillo, non è mai stata mantenuta. Era lo scorso giugno, e il Movimento 5 stelle raccolse – così si leggeva sul blog – 436mila euro.
La voce “spese sostenute” si aggiorna giorno dopo giorno con lo scorrere delle date.
A rimanere immutato è il contatore, fisso ancora a quota “0,00”.
La trasparenza, da quelle parti, sembra essere passata di moda.
Perchè parlarne oggi? Perchè una piccola nota in calce al fund raising lanciato per Italia 5 stelle, la manifestazione che si terrà al Circo Massimo dal 10 al 12 ottobre prossimo, recita così: “Il residuo dei fondi raccolti per la campagna delle elezioni europee 2014 è stato interamente devoluto per finanziare l’evento Italia5Stelle”.
Una postilla che fa scaturire due questioni non di poco conto.
La prima è che quando Beppe Grillo chiese soldi per portare avanti la campagna elettorale europea, promise (anche qui nero su bianco): “Ogni spesa sarà rendicontata e gli iscritti al MoVimento decideranno come destinare l’eventuale residuo”.
Peccato che gli attivisti non abbiano toccato palla, e che la decisione di come impiegare quei soldi sia stata presa unilateralmente tra Milano e Genova.
La seconda è che sull’ammontare del tesoretto da destinare alla kermesse romana vige il silenzio più totale.
Nessuno tra i parlamentari sembra essere a conoscenza delle cifre, e se qualcuno ha in mano i dati tiene la bocca cucita.
Brancolando nel buio, si può provare a fare una stima a spanne.
Dei 774mila euro raccolti per le politiche del 2013, ne furono spesi meno della metà , 348mila.
Supponendo che per una campagna elettorale sul territorio nazionale dalle analoghe modalità di svolgimento si sia arrivati a spendere la stessa cifra, nelle casse del M5s dovrebbero essere rimasti circa 100mila euro.
Soldi che si vanno a sommare ai 150mila raccolti fino ad oggi per Italia 5 stelle, e che dovrebbero costituire un patrimonio di un quarto di milione di euro.
Qualcuno a Roma già si chiede che fine faranno quei soldi, considerando che l’affitto della location è risibile (10mila euro): “Non vorrei che, una volta pagate bollette e fornitori, finissero per pagare cene e alberghi per i soliti noti”, sibila velenoso un parlamentare.
A prescindere dalla destinazione, la nebbia che circonda la gestione dei soldi in un partito che si professava custode della trasparenza e dell’open data è quantomeno discutibile.
Nessuna informazione nemmeno sul fantomatico “Comitato Promotore Incontro Nazionale con i Portavoce del M5S”, l’organo al quale effettuare i bonifici per Italia 5 stelle.
In parole povere: non c’è nessuna spiegazione (a differenza di quanto successo per le elezioni europee) di chi riceva e gestisca formalmente i soldi, volendo andare più a fondo di un generico “il blog di Grillo”.
Così come molto lontano da un processo minimo di trasparenza è il processo che regola la macchina organizzativa dell’evento.
È noto – ma solo tramite i mezzi di informazione e senza nessuna conferma ufficiale – che sia Mario Bucchich, socio fondatore della Casaleggio Associati, la mente pensante dietro l’iniziativa.
Qui il flusso di informazioni si arresta del tutto.
Chi è che ha richiesto formalmente il Circo Massimo?
Chi è concretamente a sborsare i soldi per la gestione dell’evento e a stipulare la fidejussione bancaria necessaria per il via libera?
Qual è la figura giuridica che si incarica in solido il pagamento di eventuali danni?
La risposta, in questo caso, non può coincidere genericamente con “il Movimento 5 stelle”.
Verrebbe naturale pensare al già menzionato “Comitato Promotore Incontro Nazionale con i Portavoce del M5S”.
Ma dal comune di Roma fanno sapere che “noi non abbiamo mai parlato con nessun comitato, ma sempre e solo con l’onorevole Roberta Lombardi tramite la Camera dei deputati”.
Che sulle questioni organizzative del M5s a Roma (sin dal primo V-Day capitolino) ci metta la testa l’ex capogruppo non è un mistero.
Ma, spiegano ancora dal Campidoglio, “a noi non risulta altro referente che l’onorevole Lombardi, che non ha mai parlato per conto di Comitati promotori”. Difficile pensare che Lombardi gestisca e si intesti la responsabilità di raccolta fondi, spese, fidejussioni bancarie e responsabilità per eventuali danni.
Ma c’è un’altra stranezza.
Nel form che i volontari a 5 stelle hanno dovuto compilare per dare il proprio contributo all’evento (diversi gli esempi reperibili in rete sui Meetup, come qui e qui), c’era una piccola postilla: “L’adesione a questo evento comporterà l’iscrizione temporanea e a titolo gratuito a un’associazione no-profit di volontariato denominata Grandi Eventi”.
Punto, nessun’altra specifica in calce.
Dunque, formalmente, l’intero apparato di Italia 5 stelle verrà gestito sul campo non da attivisti del Movimento, ma dagli associati di Grandi Eventi.
La comunicazione della propria partecipazione era possibile solo fino alle 24.00 del 26 settembre.
Qualche giorno dopo, nella casella di posta elettronica dei volontari è arrivata una mail. Dopo le indicazioni tecniche sul lavoro, si leggeva: “Alleghiamo inoltre per presa visione, copia dello Statuto dell’Associazione no profit Grandi Eventi”. L’indirizzo del mittente è grandieventi@roma5stelle.org, casella ufficialmente utilizzata anche dal blog per comunicazioni riguardanti il Circo Massimo.
Lo Statuto, di cui Huffpost è in grado di produrne copia, singolarmente non fa mai menzione nè del Movimento 5 stelle, nè dell’evento in questione.
Tra le finalità si leggono i seguenti tre punti:
Promuovere iniziative finalizzate allo sviluppo del territorio, attraverso l’organizzazione di manifestazioni ed eventi;
promuovere la partecipazione attiva dei cittadini alla vita politica del territorio;
svolgere ogni altra attività , non compresa nei punti che precedono, ritenuta necessaria o utile al raggiungimento dei propri fini.
Tralasciando la questione delle “quote obbligatorie” da versare annualmente, comunicate ex post agli associati ma alle quali i responsabili possono non dare seguito concreto, si nota come l’unico punto di contatto con il M5s sia Roberta Lombardi.
I verbali di costituzione di Grandi Eventi, datati 3 settembre, sono allegati allo Statuto.
Da essi si ricava che oltre a Lombardi (vicepresidente), gli altre tre soci fondatori sono Giovanni Schirra, presidente, Raffaele Fanelli, tesoriere e Katharina Henriette Hembus, segretaria.
Tutti e tre attivisti vicini all’ex capogruppo a Montecitorio.
Ricapitolando: negli atti ufficiali il Comitato promotore non viene mai menzionato, Roberta Lombardi risulta l’unico tramite e la responsabilità effettiva del Circo Massimo sarà a carico di attivisti associati nell’atto di offerta del proprio lavoro volontario a un’associazione la cui ragione sociale gli è stata comunicata a posteriori.
Associazione che, in linea teorica, potrebbe gestire parte dei fondi (di cui non è chiara la consistenza) raccolti dal misterioso Comitato promotore, elargite o come “donazioni di liberalità ” o, recita lo Statuto, “dagli eventuali proventi delle attività indicate all’art. 2.2”.
Cosa si dice? Semplice, che Grandi Eventi può “utilizzare qualsiasi strumento ritenuto opportuno ed in particolare stipulare ogni opportuno atto o contratto, anche per il finanziamento delle operazioni deliberate e per la sponsorizzazione e convenzioni di qualsiasi genere”.
Come tutto ciò abbia a che fare con la raccolta fondi e la gestione amministrativa di Italia 5 stelle non è dato saperlo.
La trasparenza, si diceva.
(da “Huffingtonpost”)
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Ottobre 3rd, 2014 Riccardo Fucile
A CHE SERVE ALLORA CHIEDERE 500.000 EURO AI SUOI SOSTENITORI?… MA C’E’ ANCORA IL PROBLEMA DELL’ASSICURAZIONE
“Like a rolling stone”, verrebbe da cantare insieme a Bob Dylan.
Già , perchè nonostante le polemiche che investirono pesantemente Ignazio Marino e la sua giunta lo scorso giugno per aver concesso l’utilizzo del Circo Massimo ai Rolling Stones per la più che modica cifra di 7934 euro, il Campidoglio concederà il bis.
A usufruire della tariffa low cost questa volta sarà il Movimento 5 stelle.
Non c’è ancora una cifra ufficiale. Ma quando chiamiamo gli uffici capitolini competenti (è il Primo Municipio a dover incassare) , si prendono qualche minuto, e poi: “Guardi, il conteggio preciso ancora non ce l’abbiamo, ma sarà una cifra che oscillerà tra gli 8 e i 10 mila euro”. Certo, l’attenuante è che la richiesta presentata circa tre mesi fa dagli organizzatori stellati non prevede spazi ad uso commerciale.
Ma i grillini hanno chiesto una disponibilità di tre giorni consecutivi di evento (a differenza dell’unico prenotato da Mick Jagger e soci), e l’usufrutto dell’intera area addirittura per tredici giorni, dal 3 ottobre al 16, per “consentire operazioni di montaggio e di smontaggio dell’evento”.
Cifre lontanissime da quelle ipotizzate nei giorni scorsi (intorno ai 100mila euro).
Numeri che erano stati parametrati sul nuovo regolamento approvato proprio a seguito delle polemiche di cui sopra. Ma che non verranno sborsati dal Movimento.
“È vero che la delibera è a tutti gli effetti operativa – spiegano dal Comune – ma l’aumento non sarà affatto ingente rispetto al dato di quel concerto perchè raduni e manifestazioni di carattere politico godono di tariffe particolari”.
Per cui, se prima un partito politico arrivava a pagare somme ancora più esigue di quelle sborsate da privati, con l’aumento si arriva ad un totale molto simile a quello richiesto ad artisti e cantanti fino a prima dell’estate”.
Dirimente anche l’assenza di spazi dedicati all’attività commerciale: “Se non figurano zone in cui è previsto un introito per gli organizzatori, la spesa totale scende ulteriormente”.
Nel ‘piano di battaglia a 5 stelle’ figurano zone informative, dedicate al relax e agli spettacoli (il palco), dedicate all’attività istituzionale e ai servizi igienici. Nessuna attività di ristorazione o dedicata al merchandising.
L’incasso totale per l’erario sarà così pari, in media, a meno di 800 euro al giorno.
Eppure l’asticella da raggiungere ella raccolta fondi è fissata all’astronomica cifra di 500mila euro.
Alla quale si deve aggiungere il residuo dei fondi raccolti per la campagna elettorale delle europee e non spesi.
Un controsenso, se si pensa che, all’indomani del concerto capitolino degli Stones, molti esponenti del M5s attaccarono Marino per “aver svenduto il patrimonio artistico della città “, e il capogruppo in Campidoglio Marcello De Vito tuonò: “Presenteremo un’interrogazione urgente per capire se è vero che il Comune ha incassato questa miseria (8000 euro) per l’occupazione del Circo Massimo”.
Lo stesso Beppe Grillo, lo scorso trenta agosto, chiamava ironicamente in causa proprio il gruppo di Mick Jagger per convincere il sindaco a dare il via libera per uno spazio che, ricordava, “è stato dato a te per pochi soldi anche”.
De iure, la nuova cifra eviterà al sindaco di finire nuovamente sotto i riflettori della Corte dei conti per presunto danno erariale, ma di fatto il M5s dovrà sostenere un esborso esiguo, pari, all’incirca, a quello della rock band britannica.
Il vero ostacolo economico che separa l’organizzazione dal via libera all’evento è così diventata una fidejussione da 2,5 milioni chiesta per assicurare l’area da eventuali danni al patrimonio artistico. I 5 stelle sembrano essersi accorti oggi del problema, a poche ore dalle 22.00, quando i primi fornitori inizieranno le operazioni di scarico.
“Noi non stiamo trovando nessuna assicurazione che ci tuteli da questo rischio ma non la troviamo – ha denunciato Roberta Lombardi – perchè qui non ci sono più reperti archeologici, e non si può assicurare qualcosa che non c’è”.
Il punto, spiega il Campidoglio, è “che noi possiamo procedere al rilascio delle autorizzazioni per le utenze finchè non ci viene presentata la fidejussione bancaria”.
Il che equivarrebbe a dire sistemi di amplificazione artigianali, scarsa o nulla illuminazione per gli eventi serali (in scaletta, venerdì all’ora di cena, anche Beppe Grillo).
E se il Campidoglio si dovrebbe limitare a questo, diversa la posizione della Sovrintendenza archeologica, in questo caso direttamente responsabile, che potrebbe arrivare a bloccare l’evento.
Così, quando un gruppo di parlamentari M5s arriveranno domenica al Circo Massimo per pulire l’area insieme ad alcuni attivisti, Italia 5 stelle potrebbe essere ancora in forse.
(da “Huffingtonpost“)
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Settembre 26th, 2014 Riccardo Fucile
LE COSE CONCEPITE PRIMA DEL WEB SONO MALVAGIE?
Con la manifestazione pugliese contro la costruzione di un nuovo gasdotto europeo, Beppe Grillo ha completato, primo uomo al mondo, il leggendario Gran Tour.
Prevede il no alla Tav, ai termovalorizzatori, ai gasdotti, alle pale eoliche, alle banche, ai partiti, al festival di Sanremo, alle stufe a pellet, ai ristoranti cinesi, ai caschi da parrucchiere, ai carrelli da supermercato sbloccabili con moneta da due euro quando ne basterebbe largamente uno.
Ma alla soddisfazione per i risultati raggiunti si unisce una certa preoccupazione politica: l’esaurimento dei bersagli contro i quali battersi è ormai dietro l’angolo.
Il referendum on line contro la costruzione di nuove rotonde sul mare ha raccolto solo un centinaio di voti, tutti contrari alle rotonde tranne quello di Fred Bongusto, ed è sta
IL DIBATTITO
Come afferma Casaleggio (versetto 132), «tutte le cose concepite prima del web, e dunque senza consultare la gente, sono malvagie e dettate da sordido interesse».
Il movimento è però ancora diviso su un punto: può il web, sia pure a posteriori, dare il suo beneplacito a una cosa nata prima di lui, e dunque trasformare una cosa sbagliata in una cosa giusta?
Secondo i deputati Di Ponzio e Lo Marzio questo processo di redenzione è possibile, e citano l’esempio del porno, nato come orribile manovra speculativa di una ristretta casta di produttori ebrei e registi falliti, ma ormai così cliccato dal popolo del web da poter essere inserito tranquillamente tra le cose che piacciono alla gente, e dunque sono legittime.
Invece per i deputati Di Firlo e De Nunzio, a capo dell’ala più radicale, quella vicina a Casaleggio, tutto ciò che è nato prima del web è irrimediabilmente impuro, dalla forcina per capelli alla pentola a pressione, e perciò loro stessi hanno deciso di uscire dal movimento perchè, essendo del 1974 e del 1978, sono nati senza ricevere l’approvazione del web.
LE FONTI ENERGETICHE
Individuare le energie alter-alternative, cioè le energie alternative alle energie alternative: ecco il compito, arduo ma stimolante, del gruppo di lavoro che sta raccogliendo sul web le opinioni della gente, spodestando la casta di imbecilli e di mafiosi (scienziati, professori universitari, premi Nobel, ingegneri, tecnici, imprenditori, un centinaio di governi) che si è arrogata il diritto di decidere senza consultare la casalinga, lo studente, il pensionato.
Le proposte più cliccate fino ad oggi sono: riscaldamento a fiato, illuminazione solare (solo diurna, tanto di notte si dorme), automobili a vela, motori a elastico.
Parecchi anche i progetti di moto perpetuo, fin qui boicottati dalla casta che voleva tenere nascosta la possibilità di spostarsi gratis in qualunque punto del mondo senza consumare neanche la suola delle scarpe.
SMALTIMENTO DEI RIFIUTI
Due le soluzioni più evidenti, fin qui tenute nascoste dalla casta che voleva speculare sull’import export delle bucce di cocomero.
La prima è non produrre più rifiuti, basta fare la spesa in modo più oculato e destinare eventuali resti al cane o ingoiarli personalmente; la seconda sono gli Evaporatori Pubblici, grandi cumuli di immondizia che in un lasso di tempo variabile (dai cinque ai settemila anni) svaniscono piano piano per evaporazione naturale.
I deputati Di Gino e Di Maria stanno mettendo a punto anche un sistema di smaltimento dei rifiuti per ipnosi che la casta ha fin qui nascosto eccetera eccetera.
GASDOTTO
Come si fa a costruire gasdotti, oleodotti, strade, ferrovie, qualunque struttura che violenti il territorio e lambisca orti, pollai e verande con sedie a sdraio senza chiedere prima ad ogni singolo proprietario «desideri che un grosso tubo di metallo passi a pochi metri dalle tue galline?».
D’ora in poi ogni struttura superiore al metro di lunghezza e ai venti chili di peso sarà sottoposta a referendum.
Michele Serra
(da “L’Espresso”)
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