Settembre 1st, 2010 Riccardo Fucile
SENZA COPERTURA ISOLANTE LE MOLLE SI INGRIPPANO: E’ STATA MESSA SOLO NOVE MESI DOPO L’INAUGURAZIONE…ORA SONO PROTETTE DA UNA FASCETTA FACILMENTE RIMOVIBILE…LA FORNITURA DELLA DITTA ALGA, L’IMBARAZZO DEL MINISTERO E DELLA PROTEZIONE CIVILE
E’ una inchiesta del quotidiano “Secolo XIX” a svelare il retroscena dell’ennesimo
errore nella gestione del post-terremoto all’Aquila.
Molti ricorderanno quando, il 29 settembre 2009, Silvio Berlusconi e Guido Bertolaso inaugurarono le prime C.a.s.e. antisismiche, con rullo di tamburi e suono di fanfare.
Un progetto peraltro insufficiente a garantire un alloggio a tutti gli sfollati, visto che a tutt’oggi sono appena 15.000 gli aquilani che vi hanno trovato rifugio, mentre oltre 30.000 sono ancora senza casa.
E tutti e 45.000 sono sempre in attesa che abbia inizio la ricostruzione vera e propria e la rimozione delle macerie.
Ma torniamo alle C.a.s.e., ovvero Complessi Antisismici Sostenibili Ecocompatibili, che avrebbero dovuto garantire gli abitanti dalle eventuali successive scosse di terremoto.
In pratica nei garage di queste strutture abitative si trovano le piastre con i dispositivi antisismici, sistemati sui pilastri: consistono in molle particolari, dispositivi “a pendolo scorrevole” che consentono l’assorbimento delle scosse.
Queste molle sono il cuore tecnologico del progetto, ne sono state montate 7.300, per una spesa di 13,5 milioni di euro.
Senza di loro, non si giustificherebbe nemmeno l’investimento di 803 milioni di euro per l’intero progetto C.a.s.e..
La fornitura delle molle se la aggiudicarono due società , la milanese Alga e la padovana Fip.
Nel gennaio 2010, un deputato, Giuseppe Astore, eletto nell’Idv e poi passato al Gruppo misto, presenta una interrogazione nella quale solleva seri dubbi sull’efficacia dei dispositivi.
Mentre quelli della Fip infatti avevano superato test avanzatissi a San Diego, in California, quelli della Alga (pari ai due terzi del totale) risultavano sperimentati solo in Italia e quando già erano stati installati, prassi perlomeno sospetta.
Ma viene rilevato che hanno un grosso problema: sono privi di un meccanismo di protezione dagli agenti atmosferici che eviti che le molle si ingrippino.
E sono passati già quattro mesi dalla inaugurazione delle C.a.s.e.. Continua »
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Agosto 31st, 2010 Riccardo Fucile
LE COLOMBE FINIANE: “O FINI VIENE LEGITTIMATO AL RUOLO DI CO-FONDATORE DEL PDL CHE GLI COMPETE E LA RIUNIONE DEI PROBIVIRI VIENE ANNULLATA O LA CREAZIONE DI UN NUOVO PARTITO SARA’ INEVITABILE”….”COME SI FA A CHIEDERE IL PROCESSO PENALE BREVE, QUANDO GLI ITALIANI PER IL CIVILE DEVONO ASPETTARE 15 ANNI?”….CRESCE L’ATTESA PER IL DISCORSO DI FINI DOMENICA A MIRABELLO…ALTRA QUERELA DI FINI A “LIBERO”
Con l’apertura della Festa Tricolore di Mirabello, non si smorzano le tensioni all’interno
della maggioranza.
Le dichiarazioni di giornata deglI esponenti di “Futuro e Libertà ” sembrano imporre un’accelerazione in vista del nuovo partito dei finiani.
Il viceministro dello Sviluppo, Adolfo Urso, lo lascia intuire chiaramente: “Se il Pdl non resetta tutto, la creazione di un nuovo partito è inevitabile”.
Il nodo della discordia è ancora l’espulsione di Gianfranco Fini, decretata con il documento stilato dall’Ufficio di presidenza del Pdl il 29 luglio.
In attesa di un passo indietro, che per il momento non arriva, Futuro e Libertà sembra orientarsi verso la creazione di una nuova forza politica.
Altra questione delicata: il processo breve.
Sul provvedimento sul quale il Pdl chiede “fedeltà ” agli amici-nemici, “Futuro e Libertà ” esprime ancora molte perplessità . “‘Come fai a chiedere agli italiani il processo breve penale” – dice il finiano Enzo Raisi – “quando per il civile devi aspettare anche 15 anni?”.
Ricomposizione o nuovo partito.
“Se si ricuce lo strappo avvenuto con l’espulsione del confondatore del Pdl, noi restiamo nel Pdl”, è la premessa di Urso.
“Ma se Fini non viene riammesso e legittimato con il ruolo che gli spetta nel Pdl come confondatore, è inevitabile che nasca un nuovo partito che stringa un patto di legislatura con il Pdl e con La Lega”.
Quest’ultima, ribadisce però Urso, “non è la nostra prima opzione. Noi vogliamo la resettatura di tutto, che venga dato a Fini e a noi di Futuro e libertà quello che ci spetta. Se invece si persistesse nello strappo”, avverte il viceministro, “non si può poi pretendere che noi, e gli stessi elettori, restiamo in un partito che non legittima più, che non riconosca cittadinanza politica a Gianfranco Fini”.
Tutti già aspettano il discorso del presidente della Camera che il 5 settembre chiuderà la festa di “Futuro e Libertà “.
“Fini a Mirabello rivolgerà un messaggio ai 4-5 milioni di elettori che lo hanno scelto come leader, ma anche alla nazione – continua Urso – Si rivolgerà a tutti gli italiani che si sentono in causa in questioni come l’interesse generale, l’integrità della nazione e la necessità di rinnovare il Paese”.
“Settembre – avverte il viceministro – sarà il mese della verità come quello d’agosto è stato quello delle aggressioni.
I berlusconiani – ripeto il mio appello – devono dimostrare che vogliono ricomporre la coalizione annullando la riunione dei probiviri del 17 settembre sull’espulsione di Bocchino, Granata e Briguglio.
Se non esprimono chiaramente questa volontà , se dovessero esserci altri strappi come l’espulsione di altri membri del partito, sarà inevitabile rappresentare, nel quadro di un patto che abbiamo con gli elettori, questa parte di centrodestra che rispetta le istituzioni e condivide la stessa visione degli altri partiti di centrodestra europei”.
Sulla stessa linea anche un altro dei finiani di ferro, Fabio Granata.
“A Mirabello Fini parlerà alla nazione, farà un discorso politico rivolto alla società “.
Salvo colpi di scena, Futuro e Libertà si trasformerà in un vero e proprio partito. Continua »
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Agosto 25th, 2010 Riccardo Fucile
CONCLUSO IL VERTICE DELL’APERITIVO TRA BERLUSCONI E I DUE LEGHISTI BOSSI E TREMONTI: NON HANNO CONCLUSO NULLA, COME AL SOLITO…”PER ORA NIENTE ELEZIONI, AVANTI SENZA L’UDC”, BONFONCHIA BOSSI…MA L’UDC NON AVEVA MAI CHIESTO DI ENTRARE
La maggioranza va avanti così, senza l’Udc. Niente elezioni anticipate. E’ l’esito del
vertice di Villa Campari, tra il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi e lo stato maggiore leghista.
Esclusa la possibiltà di allargare la maggioranza ai centristi e almeno per il momento anche il ritorno alle urne.
”Si va avanti così – ha detto Bossi lasciando la villa – senza Casini e senza l’Udc per realizzare il programma”.
Ad una domanda dei cronisti su possibili elezioni anticipate Bossi ha risposto: ”no, al momento non si fa niente”.
In precedenza sui problemi del governo era intervenuto il ministro dell’Interno Roberto Maroni, ospite del meeting di Cl a Rimini. ”Io non sono certo che si riesca a ricomporre la situazione politica”, ha detto Maroni, “credo anzi che ci sia un’operazione in corso per far fuori Berlusconi e dobbiamo capire come muoverci”.
“Non è un complotto – ha detto Maroni – ma un progetto che a me non piace, ma che è sostenuto da molti”. Il ministro dell’Interno ha ribadito la posizione sul Carroccio su un esecutivo diverso da quello attuale.
‘La Lega – ha aggiunto Maroni – la sua indicazione l’ha già data, se non c’è una maggioranza certificata, bisogna andare subito a nuove elezioni”.
La notizia di agenzia sull’esito del vertice, conferma quanto avevamo scritto sull’evolversi della crisi politica in atto nel centrodestra.
1) Berlusconi non vuole le elezioni, sia perchè se si dimette non è certo che si vada a votare, in quanto spetta al presidente Napolitano la gestione della crisi, sia perchè il Pdl è in caduta libera e non avrebbe la maggioranza al Senato, sia perchè se perde la corona rischia di doversi presentare ai processi.
2) Il suo tentativo di cercare il voto dell’Udc su particolari provvedimenti che gli stanno a cuore, ovvero solo il processo breve, in cambio del quoziente familiare, è stato stoppato dal duo leghista Bossi e Tremonti.
In realtà era solo un’ipotesi del premier, in quanto Casini non si era mai dichiarato disponibile. Continua »
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Agosto 24th, 2010 Riccardo Fucile
CONTINI: “NEL PARTITO NON AMANO LE DONNE FORTI, CON LE IDEE, NE HANNO PAURA: TROPPE CARRIERE IN MINIGONNA”…”BISOGNA AVERE IL CORAGGIO DI DIRE NO AL PROPRIO CAPO E DI PORTARE AVANTI UNA PROPRIA LINEA”…. MA IL PROBLEMA E’ UNISEX: TROPPI TACCHI ALTI TRA I CORTIGIANI
Il Re Sole possedeva notoriamente tacchi ornati di pelle rossa e i suoi cortigiani si
affrettarono ad imitarlo.
I tacchi rossi rimasero il segno dei privilegi aristocratici fino alla Rivoluzione francese ed erano portati solo dai nobili ammessi alla corte.
L’altezza stessa dei tacchi era spiegata come simbolo della vanità della società . In una lettera scritta al cardinale Montalto dallo sprezzante cortigiano Maringy si legge: “Indosso scarpe appuntite con una imbottitura sotto il tacco che mi rende abbastanza alto da aspirare al titolo di Altezza Reale”.
Questa citazione storica-calzaturiera ben si addice al dibattito scatenato ieri nel Pdl dalla senatrice finiana Barbara Contini, ex governatrice nella regione irachena di Nassiriya, una delle poche donne che vantano un curriculum di livello, tra quelle che siedono in Parlamento.
Abituata ai campi di battaglia è andata giù dura con le sue colleghe: “Nel Pdl non amano le donne forti, in gamba, quelle che hanno idee. Ne hanno paura.E questo è colpa di uomini piccoli.Per donne autonome spazi non ne vedo. In politica bisogna avere il coraggio di dire no al proprio capo e di portare avanti una propria linea, assumendosene i rischi”.
E poi un affondo contro le colleghe che “fanno carriera su tacchi a spillo e armate di minigonna: mi dispiace per gli elettori che avrebbero voluto rappresentanti all’altezza”.
La Contini ci sarà abituata, ma contro di lei si è scatenato il bombardamento da “fuoco amico”: improvvisamente qualche deputata del Pdl ha dato segni di vita parlamentare, accusandola di “attacchi misogini”, di “luoghi comuni” e compagnia tacchettando.
Fino all’esperta di posizioni orizzontali, verticali e prone, la ex rivoluzionaria Daniela Santanchè che, dopo aver dato un’occhiata alla propria scarpiera, ha sentenziato: “I tacchi a spillo logorano chi non ce li ha”. Continua »
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Agosto 23rd, 2010 Riccardo Fucile
DOPO AVER TRADITO IL PROPRIO ELETTORATO, APPLICANDO IL PROGRAMMA DELLA LEGA, ORA IL PDL NAVIGA SUL 26-28%… LA LEGA FERMA AL 12%, INSIEME NON VANNO DA NESSUN PARTE… LA DIFFAMAZIONE DEGLI AVVERSARI E L’ARROGANZA NON PAGA
“Li avete visti in aula? Sono a libro paga, non ragionano più, non riescono neppure a pensare che uno faccia una scelta con un pensiero. Non sei con il capo? Fine!”: così riassume il clima politico parlamentare l’attore Luca Barbareschi, vittima dell’ultimo killeraggio.
Da quando ha scelto di schierarsi con Fini, qualcuno gli ha mandato pure i carabinieri nella sua casa al mare a Filicudi, nelle Eolie, per accertare l’esistenza di una piscina abusiva che si sarebbe fatto costruire in violazione del piano regolare.
Ancor prima degli accertamenti, la notizia è uscita sui giornali vicini al premier.
“E’ vero, dal 1964 esiste una cisterna d’acqua, un manufatto di 40 mq, di due metri x 60 x 3,20 cm d’altezza. Quando sono qua, compro 2 camion di acqua per essere autonomo a questo punto posso o innaffiarci il mio giardino di ulivi o berli tutti. Recentemente per tre metri ho fatto anche un muretto a secco con le pietre”: risponde all’ANSA con rassegnata ironia l’onorevole Luca Barbareschi.
“Non ho mai ricevuto alcuna denuncia, dunque mai fatto ricorso al Tar. Ora dopo queste indiscrezioni che smentisco verranno a controllare. Se riceverò denuncia ricorrerò al Tar”.
“Sono sereno – conclude – vicende così sono nel conto della politica attuale. L’assurdo è che esiste un hotel a Filicudi con piscina olimpionica e che si parli invece di questa cisterna che c’è da sempre, in un paese dove la cementificazione selvaggia e gli ecomostri non importano a nessuno”.
Nello stesso giorno tocca anche al presidente della Commissione Antimafia, Giuseppe Pisanu, critico anche lui verso Berlsuconi, vedersi sbattuto su “Libero” come colui che “fu costretto a dimettersi per lo scandalo P2 e il crac del Banco Ambrosiano”.
“Mai stato indagato, ero stato ascoltato una sola volta come persona informata sui fatti”: semplice testimone, insomma.
“Niente formalismo costituzionali” è un concetto che forse implica ormai anche lo sputtanamento diffamatorio degli avversari politici.
Forse ha ragione Barbareschi a questo punto quando dichiara: “Stracquadanio (Pdl) ha scritto su di me cose talmente assurde che l’unica è dargli un ceffone quando lo incontrerò per strada”.
In un clima di questo genere la corte dei miracolati berlusconiani si è riunita venerdi per “fissare” i 5 punti del programma: aria fritta, come avevamo annunciato.
L’unico punto che interessa al premier è il processo breve per salvarsi da una condanna nel processo Mills, nessun accenno a misure sociali di fronte alla crisi.
“Tanto rumore per nulla” hanno commentato i finiani che voteranno a favore dei “principi generali”, salvo verificare i singolo provvedimenti nel dettaglio.
“Prendere o lasciare” ribattono i bari che, dopo aver tradito il programma elettorale del Pdl dove mai e poi mai si parlava di leggi ad personam, pretendono pure con arroganza di dettare imposizioni.
Urlano che “piuttosto si andrà a votare”, salvo poi leggere Bonaiuti che parla “di punti da verificare coi finiani”.
Come mai qualcuno ha già cambiato idea?
In verità quello del premier è solo un bluff: i sondaggi in suo possesso, secondo diverse indiscrezioni di stampa, danno il Pdl in crollo al 26-28% e la Lega ferma al 12%.
In concreto il Pdl perderebbe almeno 60 deputati e non avrebbe più la maggioranza al Senato. Continua »
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Agosto 20th, 2010 Riccardo Fucile
IL PDL NAVIGA NELLA NEBBIA: OGGI VARERA’ UN DOCUMENTO GENERICO IN 4 PUNTI CHE VERRA’ PORTATO IN PARLAMENTO “CON CALMA”… SI TEME CHE BOSSI AL NORD E FINI AL SUD FACCIANO SCENDERE IL PDL AI MINIMI STORICI… IL PREMIER CONTINUA NEL TEATRINO DELLA POLITICA SENZA UNA LINEA E CON LA SOLA PREOCCUPAZIONE DI SOTTRARSI AI PROCESSI
Alle 12.30 di oggi è fissato il vertice dello stato maggiore del Pdl a Palazzo Grazioli che dovrebbe avere il compito di stilare gli ormai famosi 4 punti da sottoporre al Parlamento per chiedere su di essi la fiducia.
Ma le cose strada facendo sono cambiate, la stessa periodica richiesta del “fidato alleato” Bossi di andare a votare a novembre ha fatto insospettire il Cavaliere che ora ha cambiato le carte in tavola.
Tanti piccoli segnali: il vertice che doveva durare due giorni si concluderà invece stasera e i temi “sicurezza e immigrazione” che avrebbero creato attrito con i finiani sono stati accantonati.
La linea sarebbe quella di preparare un «documento politico» in quattro punti – giustizia, federalismo, Sud e fisco – illustrando i contenuti dei singoli capitoli a grandi linee.
Ma a specificare che cosa ci sarà davvero dentro – quali provvedimenti, in che forma, in quale articolato – dovrebbero provvedere poi «i gruppi parlamentari», nei tempi che ci vorranno.
Tempi non infiniti, ma nemmeno rapidissimi, proprio per evitare che un possibile incidente porti dritti a quel voto a novembre che Bossi cerca.
Si parla dunque di fine settembre perchè il documento approdi in Aula: un tempo sufficiente per capire se la maggioranza può ricompattarsi, magari con un’apertura al gruppo dei finiani se non al loro leader, con il quale i rapporti restano inesistenti, o se davvero si andrà al voto.
Alcuni dei contenuti dei 4 titoli si conoscono: sulla giustizia si chiederà una «riforma complessiva» che preveda la riforma di processo penale, Lodo Alfano e processo breve; sul federalismo si ribadirà la necessità di votare i tre decreti attuativi che riguardano Regioni, costi standard della Sanità e Province, sul Sud è prevista la riorganizzazione delle risorse in vista di grandi riforme infrastrutturali, nonchè incentivi su ricerca e turismo, e sul fisco si rimanderà a tempi migliori l’eventuale calo delle aliquote.
Insomma un documento sul nulla che avrebbe potuto stilare anche Capezzone, senza necessità di riunire l’intelligentia pidiellina.
Il “contrordine” del premier deriva una una serie di fattori che hanno indotto alla prudenza Berlusconi.
Ieri persino Pisanu gli ha fatto capire che non è il caso di andarsi a cercare guai, oltre a quelli che ha già generato la sua dissennata politica in questi due anni.
Il tentativo di sottrarre ai 34 finiani della Camera una decina di deputati è andato male e anche se il premier ne convincesse qualcuno a votare per il governo, Bocchino ha già fatto presente di avere “un elenco di deputati che verranno con noi al momento opportuno”. Continua »
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Agosto 20th, 2010 Riccardo Fucile
LA IRONICA LETTERA DI FABIO AL PREMIER: ECCO LA MIA PIATTAFORMA PER ESSERE RECUPERATO
Caro Presidente Berlusconi,
ho letto della sua volontà di recupero, sotto la sua ala magnanima e protettrice, dei
‘finiani moderati’… a parte che lei (ed è la sua parte, mi creda, che maggiormente apprezzo) non è mai stato moderato in niente e riconoscendo in questo qualcosa che ci accomuna profondamente, so per certo che i moderati non le stanno simpatici neanche un po’.
E allora, mi ascolti, recuperi i falchi. Mi recuperi!!!
In fondo basta poco: inizi convincendosi che Dell’Utri (con annessi eroi) Cosentino e famiglia, Verdini e commensali non le sono esattamente di grande utilità lungo il difficile percorso di costruzione di una grande forza europea e modernizzatrice.
Mi ascolti.
Li faccia dimettere e li reimpieghi in altre delle sue molteplici attività : hanno capacità e relazioni, seppur pericolosissime, utili a quasivoglia impresa, tranne alla più nobile, quella politica.
Poi ci proponga una riforma della giustizia che velocizzi i processi, senza farli andare in prescrizione, dando giustizia sia alle vittime che agli innocenti e dia risorse ingenti e nuove professionalità e strumenti alle Procure e alle forze dell’ordine, magari smettendo di insultare le prime e trovando i soldi per gli straordinari alle seconde.
Metta definitivamente da parte scudi, lodi e leggi ad personam: vada, invece, alla fine del suo mandato, a difendere davanti ai giudici il suo onore e la sua sacrosanta volontà di rivendicazione della sua trasparenza.
Il 19 luglio, poi, lasci stare il Premio Aznavour e venga con noi in Via D’Amelio a ribadire all’Italia chi sono gli eroi, senza se e senza ma!
Inoltre applichi alla politica del suo Governo il suo indiscutibile amore per la bellezza italiana, espellendo, senza bisogno di probiviri, chiunque proponga condoni e sanatorie, avviando la più grande azione di ripristino della bellezza e del paesaggio di tutti i tempi, bloccando cemento, pale eoliche e speculazioni edilizie, con buona pace di cricche e mafie.
Non le chiedo, pur non essendo moderato, di sostituire i triumviri con Bocchino, Briguglio e Granata poichè con questa operazione perderebbe molte colombe finiane e non sarebbe un buon consiglio, ma almeno sostituisca gli attuali attraverso un sorteggio tra tutti i parlamentari del Pdl: se esclude gli ex An (che, oggettivamente, potrebbero aggravare la situazione) non potrà che rilanciare il partito, chiunque venga sorteggiato. Continua »
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Agosto 19th, 2010 Riccardo Fucile
DURO AFFONDO DEI FINIANI: “NESSUNO POTRA’ PIU’ CONVINCERCI CHE IL BERLUSCONISMO NON COINCIDA CON IL DOSSIERAGGIO E I RICATTI, CON LA MENZOGNA CHE DIVENTA STRUMENTO PER ATTACCARE L’AVVERSARIO E DISTRUGGERLO”….”ORMAI SI NUTRE DI PROPAGANDA STUPIDA E INTONTITA, DI SIGNORSI’ E DI CANZONCINE EBETI DA SPOT PUBBLICITARIO”
«Nessuno ci potrà più convincere che il berlusconismo non coincida con il dossieraggio e con i ricatti, con la menzogna che diventa strumento per attaccare l’avversario e distruggerlo».
È questo l’affondo di FareFuturo. Il duro editoriale di Filippo Rossi, pubblicato sul sito della fondazione vicina a Gianfranco Fini, arriva all’indomani dell’appello a «non tradire il mandato elettorale» lanciato dal presidente del Consiglio ai «finiani moderati» e alla vigilia del vertice del Pdl.
Rossi accusa il berlusconismo di nutrirsi «di propaganda stupida e intontita, di slogan, di signorsì e di canzoncine ebeti da spot pubblicitario».
«Eravamo convinti – scrive il direttore del periodico – che fosse un semplice dibattito politico, il confronto tra due idee di centrodestra, e che tutto potesse scorrere nei canali della democrazia interna a un partito».
Certezze in base alle quali, spiega la fondazione vicina al presidente della Camera, «abbiamo difeso per anni Berlusconi, sperando nella sua capacità di spiccare il volo e diventare un grande politico, uno statista».
Per questo motivo, Rossi ammette: «Il pensiero corre ai sensi di colpa per non aver capito prima, per non aver saputo e voluto alzare la testa. E oggi che gli editti toccano da vicino, è fin troppo facile cambiare idea. Oggi ha ragione chi dice: perchè non ci avete pensato prima? Non c’è una risposta – prosegue l’editoriale – che non contempli un pizzico di vergogna. Un vergogna che, però, non prevede ora il silenzio, il ripetersi di un errore».
Per Farefuturo, dunque, la questione, non è più soltanto politica: «È una questione di civiltà . Di democrazia. E di libertà », si legge sul suo periodico online.
«Questioni forse più grandi di noi – continua l’articolo – che impongono una scelta difficile. Intendiamoci, tutto questo poi non impedisce la “politica”, non impedisce di trovare accordi per governare il paese. Si parla d’altro. Si parla di qualcosa di più. Perchè quello che abbiamo visto in questi ultimi tempi, tra documenti di espulsione e attacchi sguaiati alle istituzioni che sembrano concepite come proprietà privata e non come bene pubblico, relazioni internazionali di dubbio gusto e killeraggi mediatici, per non parlare delle questioni etiche trasformate in propaganda di partito, ecco, tutto questo dimostra che c’è una distanza culturale prima di tutto”.
Dal punto di visto della giornata politica invece emerge tra i finiani la convinzione che non ci sono i margini per una campagna acquisti ad personam. Continua »
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Agosto 19th, 2010 Riccardo Fucile
CON IL LODO MONDADORI PAGHERA’ PER TASSE EVASE SOLO 8,6 MILIONI INVECE CHE 173, CON IL PROCESSO BREVE NON VUOLE NEANCHE ANDARE IN TRIBUNALE: ERANO NEL PROGRAMMA DEL PDL ANCHE QUESTE LEGGI?… LO SCARICANO ANCHE GLI INDUSTRIALI E LA CHIESA: LA PAURA DELLE ELEZIONI LE HA SOLO LUI, NON CERTO UNA DESTRA VERA
La dimostrazione di cosa intenda questo governo per democrazia la si è avuta nelle
ultime settimane: attacchi, ricatti, minacce, killeraggio mediatico. Chiunque non stenda il tappeto rosso all’incedere del sovrano e del suo instabile e arrancante giullare leghista viene sottoposto a pressioni indebite se non ad anatemi e accuse mediatiche.
Abbiamo visto i “pedalini della Libertà ” attaccare il capo dello Stato, Giorgio Napolitano, in fase preventiva: o Berlusconi forever o elezioni è il grido di battaglia.
Squallidi figuri che un tempo inneggiavano al “boia chi molla” della rivolta popolare di Reggio Calabria hanno mutato negli anni, per un piatto di lenticchie, quel motto in “boia chi molla la poltrona”.
Chi non si adegua finisce oggetto di dossieraggio di servizi presunti deviati, terminologia patetica per nascondere il fatto che tanto deviati non sono, visto che rispondono a un “padrone”.
Se fossero deviati avremmo visto saltare qualche testa, invece vediamo dirigenti inquisiti sedere sempre al proprio posto, come denunciato dal finiano Briguglio in sede di Copasir.
Quei giornali da barbiere vicini al premier dei cui articoli lui “non sapeva mai nulla” e che “aveva dato mandato di cedere” dedicano paginate non solo a Fini, reo di essersi ribellato al sultanato del “ciarpame senza pudore”, ma persino al singolo parlamentare in sospetto di finianesimo.
Hanno persino fatto la tabella dei finiani da impiccare e di quelli da mandare ai campi di rieducazione alle Cayman per recuperarli.
Da mesi parlano di riforma della giustizia, ma le sole leggi che vengono votate sono quelle ad personam per evitare ciò che fa un comune cittadino di fronte a un’accusa: presentarsi in tribunale e difendersi, per dimostrare la propria innocenza.
A maggior ragione un “uomo di destra” che è uso affrontare gli avversari a viso aperto e guardandoli negli occhi, non scappando per vergognose scorciatoie.
Siamo arrivati ad approvare una legge salva-Mondadori che permetterà alla casa editrice di proprietà della famiglia del premier di sanare con 8,6 milioni una multa per evasione fiscale del 1991 pari a 173 milioni, tutt’ora in contestazione.
Siamo giunti al controllo quasi completo dei Tg, con la Rai asservita al potere, notizie censurate o presentate in modo ambiguo.
A tanti servi, moralmente pezzenti, che inneggiano alla fucilazione dei dissidenti chiediamo: a che pagina del programma del Pdl sottoposto al voto elettorale erano queste leggi?
Quello per interderci cui “sta lavorando” in questi giorni il duo comico per predisporre i 4 quattro punti su cui chiedere la fiducia a metà settembre.
La realtà è un’altra: il programma elettorale è stato tradito da Berlusconi e la scissione dei finiani è stato solo un tardivo, ma apprezzabile atto di dignità per chi si richiama ancora a valori ed etica di destra.
Un governo forzaleghista, una coalizione aziendal-razzista, non ha nulla, ripetiamo nulla, a cui vedere con la tradizione, la cultura, le radici morali, sociali e politiche della destra europea.
Un governo con ministri e sottosegretari inquisiti per gravi reati corruttivi e contiguità con associazioni segrete o mafiosi nulla ha a che spartire con una destra che rispetta le istituzioni, la magistratura e le forze dell’ordine.
Un governo dove siedono ministri che insultano una parte del Paese, la bandiera italiana e l’unità dello Stato non esiste in alcuna parte del mondo. Continua »
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