Settembre 30th, 2017 Riccardo Fucile
SU TWITTER LA SUA DIFESA DELLA RAGGI DIVENTA UN AUTOGOL
Paola Taverna non ci sta. Non accetta che oggi tanti criticoni si permettano di dire che a Roma non è cambiato niente oppure le cose sono peggiorate, come ha fatto Anna Foglietta giovedì sera a Otto e Mezzo.
E lo dice chiaro e tondo su Twitter, spiegando cosa c’è che non va: “Una domanda ai romani: ma abitavate tutti in Svizzera prima?”.
Tutti qui insomma non si rendono conto degli enormi sforzi che sta facendo il MoVimento 5 Stelle per peggiorare una situazione che, in effetti, era il contrario della Svizzera. E bisogna dargliene atto. Anzi: il brutto, per la Taverna, è che qualcuno se ne è già accorto.
Altri, invece, sono in attesa del rispetto delle promesse elettorali: come il miliardo che Daniele Frongia aveva promesso di far risparmiare tagliando gli sprechi da lui ritrovati nelle pieghe del bilancio come quelli che trovano gli spiccioli tra i cuscini del divano.
Altri, invece, sono in attesa del miliardo di euro da investire “in servizi al cittadino” che aveva invece detto di avere in tasca Luigi Di Maio.
Altri ancora, invece, cominciano a rendersi conto che quando ci si dimentica di partecipare alle gare per i finanziamenti agli asili nido, ci si dimentica di quella sulla videosorveglianza, si seguono curiose politiche di eradicazione delle zanzare e poi si è costretti a tornare precipitosamente indietro, si evita di riscuotere crediti per ragioni politiche, si promettono sgomberi di campi rom e non si mantengono, allora qui il problema è che siamo a Roma, ma qualcuno ha il vizio di fare lo svizzero.
(da “NextQuotidiano”)
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Settembre 29th, 2017 Riccardo Fucile
DIVERGENZE SUL CONSOLIDAMENTO DELLE PARTECIPATE… I TECNICI FANNO I TECNICI, MA PER I GRILLINI CHI NON E’ D’ACCORDO CON LORO “FA POLITICA”
Il giorno dopo la battaglia giudiziaria, con la richiesta di rinvio a giudizio per falso, per Virginia
Raggi arriva quella finanziaria.
I tecnici dell’Oref hanno contestato i conti del Campidoglio, ricevendo dai 5 Stelle un durissimo attacco – politico sulla legittimità del parere e personale nei confronti della presidente.
Sono lontani i tempi in cui la Raggi, allora all’opposizione di Ignazio Marino, invitava ad “ascoltare l’Oref”.
Oggi la Giunta ha deciso di forzare la mano e andare in Aula con il bilancio consolidato, nonostante il parere negativo.
Dall’organismo di revisione economica e finanziaria del Campidoglio è arrivato un parere negativo al bilancio consolidato del Comune di Roma.
Secondo i tecnici capitolini “le risultanze esposte nel bilancio non rappresentano in modo veritiero e corretto la reale consistenza economica, patrimoniale e finanziaria del gruppo amministrazione pubblica di Roma Capitale” e pertanto esprimono “parere non favorevole all’approvazione del bilancio consolidato dell’esercizio 2016”.
Ci sarebbe quindi una differenza di valutazioni sulla quantità di fondi da erogare per il consolidamento dei conti delle società partecipate del Campidoglio all’origine del nuovo scontro tra la Giunta e revisori.
La Giunta Raggi avrebbe scelto di ridurre il perimetro di consolidamento delle società partecipate, rispetto a quanto previsto invece dalla delibera in materia del commissario Francesco Paolo Tronca.
“È vero, lo abbiamo ridotto rispetto alla delibera Tronca perchè abbiamo utilizzato le possibilità offerte dalla legge in relazione al grado di attendibilità che noi ci aspettavamo, rispetto alle due società Ama e Atac”, ha spiegato l’assessore Gianni Lemmetti.
Lo stesso assessore, da poco sbarcato nella Capitale dall’amministrazione M5S di Livorno, ha subito attaccato l’Oref, affermando che “fa politica” e parlando di “parere non richiesto” e comunque “non vincolante”. Per questo “andiamo in Aula”.
Anche per il ragionere generale del Campidoglio, Luigi Botteghi, il giudizio dell’Oref è “ingiustificabile”. Secondo l’opposizione, invece, bisogna rinviare la discussione del bilancio: “Non si può andare in aula così, spero che la discussione venga rinviata e si dia ai consiglieri il tempo di studiare il parere dell’Oref – ha affermato Valeria Baglio, consigliere comunale del Pd”
L’attacco ai revisori passa poi da un confine meramente politico a uno più personale.
Il capogruppo in Campidoglio Paolo Ferrara, in due post su Facebook, ha riportato “notizie di stampa, non smentite”, secondo cui la presidente dell’Oref Federica Tiezzi sarebbe “indagata a Rieti per reati pesanti come la bancarotta fraudolenta. Non si vuole pensar male ma il sospetto – prosegue Ferrara – che l’Oref approfitti del suo compito per fare politica è legittimo. Soprattutto perchè per mesi abbiamo cercato di costruire un rapporto di corretta collaborazione istituzionale con l’Organismo di revisione”. Ferrara nel post sostiene inoltre che Tiezzi è “moglie di un esponente Udc di Rieti che stava nella giunta provinciale dell’attuale segretario del Pd Lazio, Fabio Melilli”.
La presidente Tiezzi replica a sua volta che “i reati di cui mi si accusa si tratta di situazioni che verranno a breve chiarite e in cui mi ritrovo coinvolta senza alcun fondamento. Sono certa che verrà tutto chiarito a breve”.
Inoltre chiarisce il ruolo dell’Oref: “Per quanto riguarda il fare politica, noi siamo professionisti iscritti in albi e svolgiamo un compito molto delicato per la salvaguardia della salute degli enti, pertanto il nostro giudizio è solo esclusivamente e sempre di natura tecnica e mai politica, altrimenti sarebbe snaturato il nostro ruolo. Esprimiamo giudizi solo sui numeri ed è un dato di fatto che la riconciliazione dei saldi nel consolidato sia da completare”.
(da agenzie)
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Settembre 29th, 2017 Riccardo Fucile
L’EX CAPO SEGRETERIA DELLA RAGGI POTREBBE ESSERE REINTEGRATO…E PENSARE CHE GRILLO VOLEVA ESPELLERLO
In effetti dalle parole della sindaca su Facebook sembrava che la riabilitazione di Salvatore Romeo
fosse vicina, ma non così vicina.
Invece Andrea Arzilli sul Corriere della Sera Roma ci fa sapere che il ritorno dell’ex capo della segreteria politica alla corte di Virginia Raggi sembra essere questione di giorni.
Il dipendente del Comune di Roma e attivista grillino in realtà non era stato allontanato (ufficialmente si era dimesso) alle prime avvisaglie di indagini sulla sindaca e su di lui, ma dopo lo scoppio del bubbone a seguito dell’arresto di Raffaele Marra.
Quel giorno, su chiaro input di Beppe Grillo e anche per mettere a tacere una fronda dei parlamentari M5S che era arrabbiata per l’addio polemico di Marcello Minenna e Carla Romana Raineri, arrivarono le dimissioni di Romeo insieme a quelle di Daniele Frongia dal ruolo di vicesindaco.
Poi era scoppiata la grana delle polizze che aveva messo in grave difficoltà la sindaca il giorno del suo interrogatorio davanti ai PM e le aveva anche fatto dire, secondo quanto raccontava il Fatto Quotidiano, che era pronta al TSO nei confronti del suo ex capo segreteria.
Le sue presenze in alcune occasioni ufficiali che riguardavano il suo ruolo di responsabile delle società partecipate avevano portato poi a malignare su un suo presunto ritorno. Il tutto fino ad oggi:
Perchè quella del reintegro in squadra di Romeo, fedelissimo della sindaca rimasto tale quale anche a distanza dopo la rottura del «raggio magico», è una verità che in Campidoglio si dà ormai per assodata.
Negli Uffici la notizia circola da un po’, è nota anche al dipartimento Partecipate, dove Romeo ha lavorato nell’ombra durante l’esilio. Il problema, adesso, è come fare a bypassare quelle due rampe di scale che separano l’ufficio vista fori della sindaca dal suo ex braccio destro: fare un contratto ex novo?
Recuperare quello su cui Romeo, a dicembre dello scorso anno, fu costretto al passo indietro? O non toccare niente per non inciampare di nuovo lasciando che la squadra si ricompatti per vie, diciamo, informali?
«Sono contento e soddisfatto per la chiusura di questa vicenda», il commento di Romeo sullo stralcio del procedimento legato al suo nome.
La cosa certa è che la squadra aspetta a braccia aperte quel «dirigente superfast», lo definisce il consigliere Pietro Calabrese facendo schioccare le dita come a descrivere lo spessore dell’esperto in grado di risolvere le situazioni più intricate.
E infatti, tra un’occhiata alle reazioni social e un mini vertice in Sala delle Bandiere, il tema del rientro di Romeo circola tra i grillini nei termini di una buona nuova, seppure da maneggiare con cautela assoluta.
Ad occhio la questione sarebbe più complicata di come viene messa lì dal Corriere, visto che Romeo — come Frongia — aveva incontrato resistenze interne al M5S.
Ma dalla sua l’ex caposegreteria ha il fatto di non aver mai e poi mai in questi mesi rilasciato dichiarazioni di nessun tipo nei confronti della sindaca, rispettando nella sostanza il passo indietro che aveva formalmente fatto all’epoca e a differenza di altri come Paola Muraro e Paolo Berdini, che però con il M5S non c’entrano niente. All’epoca Grillo voleva espellerlo. Ora il M5S Roma potrebbe perdonarlo.
(da “NextQuotidiano”)
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Settembre 26th, 2017 Riccardo Fucile
DIETRO LE SLIDE IL NULLA… TRA ORDINARIA AMMINISTRAZIONE E PROGETTI FUTURIBILI, NULLA DI CONCRETO
A febbraio avevamo lasciato Virginia Raggi a moltiplicare i successi della sua amministrazione. 
In un primo momento sembrava fossero appena 43, ma dopo meno di ventiquattrore la sindaca della Capitale ne aveva scovati altri 48. E così i successi della giunta pentastellata salivano a 91.
Sono passati poco più di sei mesi e i successi della Raggi sono aumentati in maniera esponenziale. Durante la kermesse del MoVimento 5 Stelle a Rimini la sindaca ha infatti annunciato con orgoglio che “i piccoli e grandi successi” marchiati 5 Stelle ora sono 254 (duecentocinquantaquattro). E i giornali, questi infami, non ne parlano.
Davanti ai cinquantamila di Rimini la Raggi ha rapidamente elencato tutti i successi della sua azione di governo della Capitale.
Le slide con le 254 vittorie del MoVimento 5 Stelle romano erano presentate in uno stand mentre dal palco la sindaca le definiva “254 passi che allontaneranno la città da Mafia capitale”.
Il tutto all’insegna del mantra grillino “i giornali non ve lo dicono”, perchè è chiaro che tutti hanno interesse a nascondere il buon lavoro fatto fin’ora dal M5S.
Partiamo dall’ultimo “successo”: il prolungamento della linea 720 fino a Ciampino. Non certo un’operazione colossale anche se senza dubbio si tratta di una decisione importante. Dà però la misura di cosa la Raggi sia disposta a considerare “un successo”.
Perchè per la Raggi un successo è anche solo aver aperto un tavolo di discussione per discutere di un progetto che forse vedrà la luce entro il 2021. Per non parlare dei successi che sono merito delle precedenti amministrazioni.
Possono essere considerati dei successi le azioni di ordinaria amministrazione come ad esempio le operazioni di tappatura delle buche?
Sicuramente le toppe su alcune strade sono state messe, eppure non si può parlare di successo. Semmai solo di un’amministrazione che fa il proprio lavoro. E a volte lo fa solo per convenienza elettorale come accade nel X Municipio e ad Ostia dove a novembre si andrà al voto per eleggere il nuovo consiglio municipale.
Ma questo ovviamente la Raggi non lo dice, così come non dice di aver cambiato idea sull’importanza di ripulire i tombini e le caditoie dalle foglie.
Foglie che secondo la sindaca sono cadute anzitempo a causa del surriscaldamento globale.
Altri provvedimenti, come quello “contro le sale slot” è solo di facciata perchè riguarderà unicamente le nuove aperture e solo il centro storico. Per intervenire sul settore ci vorrebbe del resto una legge dello Stato, ma il risultato al momento è che la “guerra alle slot machine” non va a risolvere i problemi attuali e rimane in buona sostanza un provvedimento di facciata.
E molti dei successi sono esattamente così: tavoli di lavoro che vengono aperti ma che non hanno ancora risolto nulla, ad esempio per quanto riguarda le associazioni e le ONLUS sotto sfratto.
Anche per quanto riguarda il taglio agli sprechi la Raggi è riuscita nelle slide a moltiplicare il risparmio.
Ma non dice che ad esempio per quanto riguarda i costi della macchina amministrativa (lo staff di sindaca e assessori) il M5S si è posto l’obiettivo di spendere “solo” 500 mila euro in meno all’anno rispetto a Marino (in cinque anni farebbero 1,5 milioni ma la Raggi deve ancora finire di fare le nomine dei dirigenti).
E non è senza dubbio un successo aver detto no alle Olimpiadi, salvo poi voler “regalare” ai romani un evento sportivo come la prima mezzamaratona della Pace.
Che avrà tutto il suo significato simbolico ma non è certo comparabile.
Tra i successi c’è poi il “piano per il superamento dei 9 campi rom” della Capitale. Con i fondi europei, puntualizzano le slide, se non fosse che quei fondi li ha ottenuti Ignazio Marino quando era sindaco e che il piano prevede il superamento — forse — di soli due campi.
Senza contare che il piano non è ancora operativo: il fatto che una giunta riesca ad approvare un piano non può essere considerato un successo, anche perchè quella giunta è un monocolore a 5 Stelle dove chi non va d’accordo con la linea della sindaca semplicemente perde il posto e viene rimpiazzato.
C’è il piano dei rifiuti con l’apertura di isole ecologiche che però sono le stesse individuate da una delibera del Commissario Tronca
Cosa dire invece dei 150 nuovi autobus entrati in servizio?
Sono stati acquistati con i fondi stanziati da Marino.
Mentre dei 45 filobus “restituiti ai cittadini” in realtà su strada ne sono arrivati 32. Di questi ad agosto ne erano rimasti in circolazione — causa guasti — solo due.
Ma due è pur sempre più di zero, quindi anche questo successo lo mettiamo in saccoccia. C’è poi il piano alberi, solo quello di monitoraggio, perchè il bando milionario per il verde pubblico al quale l’amministrazione ha lavorato otto mesi è stato revocato perchè non a norma.
Ma ci sono anche successi più piccoli come ad esempio la sperimentazione sul 5G fatta assieme a Fastweb. Solo che coinvolgerà appena 3000 romani e che non è affatto chiaro in che modo il Comune ha deciso di scegliere Fastweb, a quanto pare infatti non c’è stato un bando.
Certo, poi ci sono successi più vicini al sentire del M5S: il PUMS e la democrazia diretta, peccato che fino ad ora si tratti di progetti appena lanciati (o fatti a metà ) che non hanno prodotto ancora nessun risultato concreto per i cittadini.
Difficili da valutare quindi ma anche difficile che possano essere considerate delle vittorie. Ogni giorno però l’importante è fare qualcosa, un piccolo passettino, come ad esempio l’inaugurazione di un asilo.
Ma inaugurare un asilo nido non è un successo, lo è invece ottenere i fondi e far partire i lavori. Però il M5S i finanziamenti è più bravo a perderli che a ottenerli.
E giusto ieri ha dovuto chiudere una scuola nel XII Municipio perchè c’era dell’amianto incapsulato sul terrazzo e nessuno si era accorto che la ditta non l’aveva rimosso entro i termini stabiliti.
(da “NextQuotidiano”)
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Settembre 20th, 2017 Riccardo Fucile
“SONO MANCATA DUE GIORNI A FERRAGOSTO E MI RITROVO CON LA SORPRESA DELL’AIUOLA SECCA”… MA NON E’ ANDATA COSI’
Un tempo c’era l’assessora all’ambiente Paola Muraro a mettere in testa i complotti sui frigoriferi
alla sindaca Virginia Raggi.
Ora si potrebbe cominciare a pensare che ci sia qualcosa di strano nell’acqua dell’assessorato visto che la sua successora Pinuccia Montanari, come racconta oggi Simone Canettieri sul Messaggero, è andata a evocare improbabili complotti contro di lei con Beppe Grillo.
Che ovviamente gli ha creduto, visto che se si dà la colpa a presunti complotti si nasconde la sicura inettitudine della povera vittima che li subisce.
Ma sentite cosa ha preso il posto dei frigoriferi nell’immaginario collettivo del Campidoglio:
È «la Pinuccia» a iniziare a sfogarsi con il Capo. I due si conobbero nel 1992 agli appuntamenti del giudice ambientalista Amedeo Postiglione. Sono amici da 25 anni. E così Montanari parla in libertà : si lamenta dei troppi dirigenti comunali, «vicini al Pd», che remano contro, che fanno i dispetti, che sabotano.
L’assessore all’Ambiente, con il suo fare spiccio e la lingua veloce da chi è nato a Reggio Emilia, porta due esempi: il pasticcio con la zanzara tigre e soprattutto una piccola storia, quella dell’aiuola di piazza Venezia, bruciata dal sole questa estate.
Un’immagine girata poi su tutti i siti internet come simbolo dell’incuria grillina.
«Ma ti pare? Sono mancata due giorni a Ferragosto e al ritorno mi sono ritrovata questa sorpresa». «Beppe», con il quale Montanari condivide un’ignota passione per la teologia, annuisce. La rincuora, le dice di andare avanti, che punta molto, tanto, su di lei. […] Non è un caso dunque che fuori dal Forum, Grillo dia in escandescenze. E nella foga si lamenti appunto «delle trappole», tanto che «dovremmo fare un assessore alle trappole». Il leader del M5S attacca: «Ci sono dirigenti che lavorano per i partiti e non per il bene comune: andate a vedere che lavoro stiamo facendo in Ama (l’azenda dei rifiuti-ndr)».
Ora, a parte che sarebbe bello sapere da Grillo chi sono i dirigenti PD che in AMA ostacolano il lavoro della brava assessora: nomi e cognomi, senza insinuazioni perchè a urlare al complotto ma senza prove sono bravi tutti, e a parte che è stata la decisione di procedere alla disinfestazione contro le sole larve a costringere il comune oggi a una disinfestazione completa, concentriamoci sull’aiuola secca di Piazza Venezia.
A sollevare il problema dell’aiuola sui giornali è stato Il Messaggero l’11 agosto scorso Sembra evidente che la situazione è peggiorata nell’arco di tempo che va da giugno 2016 ad oggi.
Anche perchè l’erba non si secca in due giorni (nei “due giorni” che la Montanari “è mancata”, casualmente “a Ferragosto”: lei non era mica in vacanza, no, “è mancata”; come la Baldassarre in ferie mentre si sgomberava via Curtatone) a meno che l’assessora non voglia farci credere che nottetempo, con la piazza illuminata visto che quello è un punto nevralgico del turismo romano, qualche dirigente del PD di AMA (ipotizziamo) non abbia versato qualche misterioso liquido per far seccare istantaneamente l’erba mentre l’assessora era in vacanza — pardon, “mancava”.
Ora quindi le cose sono due: o l’assessora in realtà è in vacanza da molti mesi (il tempo che ci vuole per far seccare l’erba, oltre all’incuria) oppure la Montanari sta raccontando una balla per salvare la faccia.
Beppe le crede, certo. I romani, no.
(da “NextQuotidiano”)
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Settembre 18th, 2017 Riccardo Fucile
L’EMERGENZA CHE NON FINISCE MAI E LE STRADE SEMPRE SPORCHE
Anche il fiore all’occhiello della zona, viale Europa, da tempo è abbandonata al degrado. Come conferma il comitato di quartiere Vigna Murata: «Siamo preoccupati per il crescente stato di abbandono, non solo delle strade ma anche dei giardini pubblici. Abbiamo già inviato diverse richieste di intervento ma a oggi non abbiamo ricevuto risposta».
Segnalazioni e richieste di intervento pure dal X municipio dove i residenti hanno più volte sollecitato gli enti competenti. «Da settimane viviamo con le strade sporche e le zone riservate alla differenziata ormai colme di spazzatura – , denunciano i responsabili del comitato di quartiere di Axa – Malafede Villa Fralana, – siamo esasperati. Abbiamo chiamato più volte sia l’Ama che il comune ma alle nostre richieste non è seguita alcuna risposta. Una vergogna». via flaminia
Ma la situazione più tragica è quella che il servizio del tg regionale ha mostrato a Tor Bella Monaca.
Qui, vicino ai palazzoni, gli abitanti del quartiere si lamentano dell’assenza della raccolta (“I camion passano ogni due o tre giorni”) e della condizione dimenticata dei parchi della zona, ormai trasformati in discariche abusive.
Tor Bella Monaca, dove vivono 28 mila romani, fa parte di una circoscrizione (Roma VI) di 300 mila abitanti.
Qui c’è il reddito pro capite più basso della capitale. Ma soprattutto, qui Virginia Raggi ha preso il 79% delle preferenze al ballottaggio contro Roberto Giachetti.
“Questa mattina sono arrivati subito i camion dell’Ama che hanno ripulito la zona, ma questo intervento deve considerarsi solo l’inizio”, diceva Raggi nel luglio scorso.
“Con Paola Muraro, con il presidente del Municipio e con l’assessore del Municipio abbiamo creato un piccolo pool per gestire questa situazione e dargli continuità nel tempo. Non è più ammissibile che i nostri bambini siano costretti a vivere e giocare in queste condizioni: troppe persone, qui, come in altri quartieri della nostra città , vivono nel degrado. Ma attenzione, quello che ci chiedono i cittadini è di non fare la solita passerella”, sosteneva.
“Evidentemente sono abituati a questo, a politici che vengono, vanno, magari risolvono nell’immediatezza il problema e poi lasciano la città comunque nel solito abbandono. Non è questo che dobbiamo e vogliamo fare, quindi partiamo da qui, dalle periferie, dalla Roma dimenticata, per ricominciare a ristabilire un po’ di ordine e normalità ”, annunciava.
Le periferie devono essere come il centro storico, aveva detto in un’altra occasione.
Questi sono oggi i risultati.
(da “NextQuotidiano”)
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Settembre 17th, 2017 Riccardo Fucile
PER LA RESPONSABILE DELL’AMBIENTE NELLA CAPITALE CI SONO 44 MILIONI DI CHILOMETRI QUADRATI DI AREE VERDI
Bisogna capirla, la povera Pinuccia Montanari.
L’assessora all’ambiente del Comune di Roma ha infatti un lavoro improbo, visto che deve gestire “44 milioni di chilometri quadrati di aree verdi”, come ha scritto in uno status del 15 settembre scorso condiviso anche da Virginia Raggi sul suo profilo. Praticamente un’area grande come l’intera Asia e più di cinque volte l’intera Europa, come è stato fatto notare su Facebook.
Il giorno dopo, con calma, l’errore è stato corretto: c’erano chilometri, ma in realtà l’assessora intendeva metri.
Ora i conti tornano.
(da “NextQuotidiano”)
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Settembre 13th, 2017 Riccardo Fucile
SE SI INVENTA UNA FALSA AGGRESSIONE E UN FALSO SEQUESTRO DI PERSONA CALUNNIANDO UN ERITREO IN PREMIO VIENE REGALATO UN CONSIGLIO STRAORDINARIO “CONTRO I PROFUGHI”
Il Consiglio straordinario del IV Municipio al Tiburtino III che il MoVimento 5 Stelle e il Partito
Democratico hanno concesso su richiesta di Casapound finisce in rissa.
Un ragazzo è stato ferito alla testa durante gli scontri.
Dopo aver cercato di forzare da un lato ed essere stati respinti, gli antirazzisti sono riusciti a entrare da un secondo ingresso del centro anziani dove stava andando in scena il consiglio, nel cortile antistante alla sala dove è avvenuta la colluttazione.
Poi l’intervento della polizia in in assetto antisommossa ha diviso di nuovo i due schieramenti. CasaPound nella sala, gli antirazzisti in via del Badile.
Il consiglio straordinario è stato prima sospeso e poi annullato.
Come abbiamo raccontato, il consiglio straordinario è stato concesso sulla base di una bufala: quella dell’aggressione e del sequestro di una persona da parte dei richiedenti asilo che si trovano nel centro di via del Frantoio.
Una bufala messa in giro dall’estrema destra nelle ore immediatamente successive all’assedio del centro di accoglienza fondato su una ricostruzione falsa di quanto accaduto nella notte tra il 29 e il 30 agosto scorsi.
Casapound infatti il 30 agosto aveva fatto sapere che “una donna è stata rapita dagli ospiti del centro gestito dalla croce rossa”.
E questo nonostante già il 30 agosto si sapesse che un uomo era stato ferito con un’arma impropria proprio nell’occasione della presunta esplosione della bomba sociale al Tiburtino III. Ma c’è di più.
Perchè Pamela Pistis, la donna che secondo le false informazioni diffuse in quelle ore aveva subito un’aggressione, è invece accusata di aver infilzato sulla schiena Yacob Misgn con un tondino, un pezzo di ferro di quelli usati nell’edilizia e per questo è indagata per lesioni aggravate dall’uso di un’arma.
Ma il pubblico ministero sosterrà anche l’accusa di calunnia, ovvero il reato di chi accusa qualcun altro di aver commesso un reato davanti all’autorità giudiziaria sapendolo innocente.
È stato infatti accertato che le contusioni e i graffi sul corpo dell’indagata erano precedenti e non causati dall’aggressione degli altri immigrati del centro.
L’unica ferita recente le era stata provocata anzi dal marito con un pugno nel tentativo di strapparla da una eritrea a sua volta aggredita per essersi permessa di aiutare il connazionale ferito
La rissa e lo spray al peperoncino
“Sono in corso trattative di mediazione al fine di evitare interventi con la forza”, fa sapere la Questura di Roma. Nei momenti di tensione davanti al centro anziani a Tiburtino III, dove si sarebbe dovuto svolgere il consiglio straordinario del IV Municipio, alcuni agenti sarebbero stati attaccati con spray urticanti, dice sempre la Questura.
“Non ci sono i termini per portare avanti la democrazia. Quello che è accaduto è inammissibile e non condivisibile”, fa sapere la presidente del IV Municipio, Roberta Della Casa, che evidentemente non ha capito che il consiglio è stato convocato sulla base di una bufala.
“Non è stato possibile dare svolgimento al consiglio per colpa degli estremismi — sottolinea -. Non è nostra intenzione portare avanti l’assemblea, strumento democratico per eccellenza, davanti a questo tipo di atteggiamento”, conclude.
Il consiglio straordinario, ufficialmente richiesto da Fratelli d’Italia, è andato in scena al centro anziani di via del Badile.
Circa trenta esponenti di Casapound hanno raggiunto il centro, dove era in corso la manifestazione dei movimenti territoriali. Le due fazioni hanno rischiato la collisione scongiurata dalle forze dell’ordine in tenuta antisommossa.
Durante l’ingresso dei ‘fascisti del terzo millennio’ nella sede dove si terra’ il consiglio del Municipio IV, i momenti di maggiore tensione, con cori, grida e anche lancio di oggetti da parte dei movimenti. Poi un tentativo di ingresso anche da parte degli antirazzisti, scongiurato a fatica dalle forze dell’ordine.
Alla fine i “fascisti del III millennio” sono stati fatti entrare nella sala dove si terrà il consiglio, mentre gli antirazzisti sono stati lasciati fuori e hanno iniziato a intonare cori: “Casa lavoro, diritti sociali sono questi i problemi dei proletari”, “Annullate sto consiglio, annullate sto consiglio”.
(da “NextQuotidiano”)
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Settembre 10th, 2017 Riccardo Fucile
E DI BATTISTA CHIEDEVA LE DIMISSIONI DEL SINDACO: FARA’ LA STESSA COSA PER LA RAGGI?
Enrico Stefano, consigliere capitolino e presidente della Commissione Trasporti, è giustamente
severissimo: “Atac, Roma Servizi per la Mobilità e Roma Metropolitane hanno quasi 100 dirigenti che costano ai romani 10 milioni di € all’anno, e poi i cittadini sono costretti a viaggiare su autobus vetusti dove piove dentro. E’ ora che i responsabili dello sfacelo di questa città , quelli politici in primis, comincino a pagare per i danni che hanno causato”. Solo che c’è un dettaglio.
Questa cosa Enrico Stefano la diceva nel 2015, e Daniele Frongia con Angelo Diario mettevano il “mipiace”.
Oggi, mentre Roma è allagata per la pioggia, il consigliere non ha trovato il tempo per parlarci dello stato dei trasporti in città , però ha aggiornato la sua pagina Facebook cambiando l’immagine di copertina per segnalarci l’interessantissima settimana europea della mobilità .
Non una parola nè da parte sua nè da parte dell’assessora Linda Meleo su quello che sta provocando la pioggia ad ATAC.
E che dire di Alessandro Di Battista, che nel 2015 chiedeva giustamente le dimissioni di Ignazio Marino per la città bloccata a causa della pioggia?
Chiederà le dimissioni della Raggi?
(da “NextQuotidiano”)
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