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LA RAGGI LASCIA LE SLOT E GLI AMBULANTI MUTANDARI AL LORO POSTO: TANTO RUMORE PER NULLA

Luglio 11th, 2017 Riccardo Fucile

LA GUERRA AL GIOCO D’AZZARDO E’ RIMANDATA, I CAMION DEI TREDICINE NON VENGONO RIMOSSI E NESSUNA SOLUZIONE AGLI SFRATTI DELLE ONLUS… PER LA SERIE “AVEVAMO SCHERZATO”

Virginia Raggi ad un anno dal suo insediamento sembra voler essere intenzionata a mantenere le promesse fatte in campagna elettorale. Prendiamo ad esempio la dichiarazione di guerra alle sale slot e al gioco d’azzardo.
In un post sul blog di Beppe Grillo datato novembre 2016 la Raggi annunciava l’avvento dell’era #RomaNoSlot.
La lotta alle slot machine è uno dei punti del programma nazionale del M5S e in campagna elettorale la Raggi aveva molto insistito su questo aspetto. Il 9 giugno finalmente l’amministrazione capitolina ha partorito il regolamento basato sulla delibera depositata a novembre.
Delibera che non va a risolvere il problema delle slot machine già  esistenti perchè il nuovo regolamento interesserà  solo le nuove aperture. Che dovranno essere posizionate ad almeno 350 metri dai luoghi sensibili in centro e 500 metri al di fuori dall’anello ferroviario.
I luoghi sensibili indicati nella delibera sono istituti scolastici, luoghi di culto, centri giovanili o altri istituti frequentati principalmente da giovani, strutture residenziali o operanti in ambito sanitario o socio-assistenziale e i centri anziani.
Roma quindi continuerà  ad essere la “capitale” del gioco d’azzardo legale con le sue 294 sale slot e 50mila slot machine, pari al 12% del totale di quelle presenti sull’intero territorio nazionale.
Il problema principale della delibera infatti è che non va a toccare le slot e le sale già  esistenti.
È scritto espressamente che il Regolamento Sale da gioco e giochi leciti «si applica a far data dalla sua entrata in vigore per l’apertura delle nuove attività ».
Per gli esercizi precedentemente autorizzati la Giunta Capitolina disporrà  “con apposito provvedimento” entro 120 giorni. Anche per quanto riguarda gli orari di apertura il regolamento demanda ad una specifica e futura ordinanza della sindaca.
Sul blog la Raggi però diceva chiaramente quale sarebbe stato l’orario di esercizio: “sarà  possibile l’utilizzo degli apparecchi automatici di intrattenimento con vincite in denaro, le cosiddette new slot e Videolottery, dalle 10 alle 14 e dalle 18 alle 22 mentre nei giorni festivi non sarà  consentito”. Il Comune probabilmente vuole studiare (ancora) come evitare di venire trascinato in tribunale dagli esercenti.
Si vedrà  quindi ad ottobre quanto questo nuovo regolamento riuscirà  a ripulire Roma dalle slot machines. Ma è difficile che il Comune possa risolvere la questione delle concessioni già  date perchè non può emanare un regolamento con valore retroattivo senza appoggiarsi ad una legge nazionale o regionale.
Le sale non aumenteranno, ma la guerra del MoVimento alle slot machines rimarrà  una guerra a metà  che non va minimamente a toccare i numeri di quelle presenti.
Altro capitolo è quello del nuovo regolamento sul commercio ambulante.
La proposta presentata dal Presidente della Commissione Commercio Andrea Coia è stata votata ad inizio giugno ma è già  stata messa in discussione dopo le proteste della settimana scorsa di un centinaio di commercianti.
L’Assemblea Capitolina metterà  nuovamente mano al regolamento sul commercio per ammorbidirlo ulteriormente. Quello che doveva essere un regolamento che doveva risolvere la questione del commercio su strada, che ha trasformato Roma in un suq a cielo aperto, è diventato l’ennesimo dispositivo che lascia tutto come è sempre stato.
Non solo viene premiata l’anzianità  di servizio su piazza, favorendo i soliti noti.
Ma per “salvaguardare l’occupazione” si concede ai titolari di autorizzazioni per i posteggi a rotazione una proroga che eviterà  ai titolari di vederle decadere il 31/12/2018. Qui la volontà  di “ripulire Roma” del M5S si scontra con la lotta del MoVimento contro la direttiva Bolkestein.
Nel frattempo è ancora in alto mare la proposta di regolamento per fermare la diffusione di minimarket in Centro Storico.
E i Centurioni torneranno ad importunare i turisti sotto il Colosseo perchè il Comune non può più ricorrere allo strumento delle ordinanze per bloccarne l’attività .
Servirebbe anche qui   un regolamento, ma la Giunta non è stata molto produttiva in questo primo anno di attività . Eppure in campagna elettorale la Raggi aveva convinto i romani a votarla promettendo che avrebbe rivoluzionato la città . Spiace per chi ci ha creduto, ma Roma è una città  complessa da amministrare, e il MoVimento non ha ricette speciali per farlo.
Ancora più distante da una soluzione è la questione degli sfratti delle Onlus romane. L’assessore al bilancio Andrea Mazzillo da mesi promette l’apertura di tavoli di confronto per la stesura di un regolamento partecipato.
In un primo momento però Mazzillo ha detto di non poter far nulla per evitare gli sfratti e le ingiunzioni di pagamento. Dopo la sentenza della Corte dei Conti invece ha detto che le richieste non erano legittime.
Il Comune in buona sostanza non sa cosa fare se non continuare a dire di essere disposto ad un dialogo con le parti coinvolte.
Ma la vicenda del regolamento sul commercio ambulante è indicativa delle reali intenzioni dell’Amministrazione. Dopo la protesta di piazza dei cosiddetti “mutandari” Coia è corso in Aula Giulio Cesare per modificare il regolamento. Dopo le proteste delle Onlus invece il Comune ha continuato a prendere tempo. Non male per un’Amministrazione che è stata eletta a furor di popolo annunciando che avrebbe scardinato il sistema delle lobby.
Per ora la lobby dei commercianti vince sulle associazioni e sulle Onlus.

(da “NextQuotidiano”)

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IL FLOP DELL’ORDINANZA ANTI-ALCOOL DELLA RAGGI

Luglio 8th, 2017 Riccardo Fucile

SCARSI CONTROLLI, I VIGILI SONO TROPPO POCHI… I COMMERCIANTI PROTESTANO E SI ORGANIZZANO

Zero controlli, nessun risultato concreto.
L’ordinanza anti-alcool della sindaca Virginia Raggi, così come le precedenti degli altri sindaci, fa flop nel giorno del suo esordio.
Il Messaggero racconta che nel primo giorno della sua entrata in vigore non è andata benissimo per le regole al debutto che saranno in vigore fino al 31 ottobre.
Nel 2016 era arrivata a stagione inoltrata, oggi i vigili che dovrebbero controllarne il rispetto non avevano a disposizione personale anche perchè i turni straordinari vengono organizzati con largo anticipo.
«Si tratta dell’ennesima ordinanza che piove come competenza sul nostro Corpo -aggiunge Stefano Giannini del Sulpl- ma non è che il personale viene aumentato».
Dal comando di piazza della Consolazione sono comunque uscite diverse squadre che hanno passato in rassegna le piazze principali, con riguardo soprattutto a Corso Vittorio, via IV Novembre e Trastevere, riempiendo i primi verbali.
Preferendo controlli mirati a verificare l’adeguata informazione da parte degli esercenti rispetto a “sparare” nel mucchio dei ragazzi che bevono. Le regole sono regole d’altronde e andrebbero rispettate a prescindere dai controlli, almeno in una città  ideale.
Ma è bastato farsi un giro per capire che il self-control a Roma non funziona.
Un tappeto di bottiglie a San Lorenzo e tutti seduti sulla fontana di piazza Santa Maria in Trastevere a consumare birra in bottiglia.
In una traversa di Fontana di Trevi alle 23. 30 il bengalese al minimarket vende birre in vetro a una coppietta della Cecchignola: «Ma quale ordinanza? — dicono i due — non ne sappiamo nulla».
In via Urbana acquistiamo una birra da un altro bengalese che, però, stavolta viene multato. Nelle piazze della movida, da Montial Pigneto,fino all’Eur, i locali si stanno organizzando in tutta fretta. Molti hanno convertito bottiglie e bicchieri di vetro in plastica.
C’è chiprevede un boom di bevitori nel XIV Municipio, quello di appartenenza della Raggi, l’unico escluso dall’ordinanza.

(da “NextQuotidiano”)

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QUELLI CHE VOGLIONO ANDARE A BERE SOTTO CASA DI VIRGINIA RAGGI

Luglio 7th, 2017 Riccardo Fucile

L’ORDINANZA ANTIALCOOL DELLA SINDACA INTERESSA 14 MUNICIPI SU 15…. STRANAMENTE RESTA FUORI SOLO QUELLA DOVE ABITA LEI

Ieri Virginia Raggi ha annunciato di aver firmato l’ordinanza antialcool, valida dal 7 luglio al 31 ottobre, che stabilisce il divieto di vendita, somministrazione e consumo di bevande alcoliche e superalcoliche in specifiche aree del territorio della Capitale. Dalla mezzanotte alle 7 del mattino sarà  vietato il consumo di bevande alcoliche e superalcoliche per le strade mentre dalle 22 sarà  vietato il consumo di bevande alcoliche e superalcoliche in contenitori di vetro.
L’ordinanza, ha spiegato la sindaca, interessa quattordici dei quindici municipi di Roma Capitale.
Ad essere rimasto “miracolosamente” escluso è il municipio XIV che, guarda caso, è proprio quello dove risiede la sindaca Raggi.
Qualche buontempone ha perciò deciso di organizzare un evento per spaccarsi abbestia sotto casa del sindaco Virginia Raggi e invitare tutti i romani a “spaccarsi le natiche a colpi di peroni calde sotto casa del sindaco Raggi”.
Gli organizzatori ci tengono a precisare che si tratta «di una manifestazione allegra e goliardica. Se venite per fare casino/importunare/spaccare il cazzo, state a casa che è meglio. Requisite tutti gli astemi che riuscite a trovare, dovranno riportarci tutti a casa». Insomma festeggiare sì, ma con moderazione.
Qualcun altro invece ha deciso di organizzare l’after davanti alla sede della giunta del Municipio XIV.
Ma non c’è solo chi vuole festeggiare.
Repubblica di Roma riporta i timori di Valerio Barletta, consigliere municipale del PD, teme che i giovani vadano a bere a Ottavia, Balduina e Torrevecchia.
Mentre c’è chi si interroga su come mai l’ordinanza colpisca tutti i municipi tranne il XIV.
Perchè nell’ordinanza della sindaca vengono delimitate le zone per ogni municipio dove non sarà  possibile bere all’esterno dei locali dopo la mezzanotte ma è curiosamente assente un riferimento ad una via o ad una piazza del municipio dove risiede la sindaca.
Ma a ben guardare anche l’ordinanza antialcool del 2015 aveva escluso il municipio XIV. Ma all’epoca il numero di municipi “colpiti” era inferiore.
Semplicemente la Raggi ha aumentato il numero di municipi interessati dall’ordinanza da 9 a 14, escludendo il suo.

(da “NextQuotidiano”)

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LUCA PIROZZI CANDIDATO PER IL CENTRODESTRA ALLA REGIONE LAZIO

Luglio 7th, 2017 Riccardo Fucile

IL SINDACO DI AMATRICE HA RICEVUTO LA BENEDIZIONE DI BERLUSCONI E SALVINI, PERPLESSA LA MELONI CHE VORREBBE RAMPELLI

Sarà  il sindaco di Amatrice Luca Pirozzi il candidato del Centrodestra alla Regione Lazio. L’ufficialità  ancora non c’è ma il primo cittadino della città  terremotata avrebbe ricevuto l’imprimatur più importante: quello di Silvio Berlusconi.
Pirozzi sfiderà  Nicola Zingaretti per il centrosinistra e, molto probabilmente, Roberta Lombardi, che dopo la pace con Grillo è pronta a candidarsi con il MoVimento 5 Stelle.
«Ho talmente tante cose a cui pensare per la mia città , ogni giorno mi sento con Gentiloni, voglio essere certo che mantengano gli impegni. Poi, lo ammetto: mi sono arrivate da tutto il Lazio, da un movimento di persone che potremmo definire civico, molte richieste perchè io mi candidi a presidente della Regione. Ne riparleremo, vediamo, ma non ho parlato di questo con Berlusconi. Ma qualsiasi cosa io decida di fare, voglio spendermi in prima persona», ha detto Pirozzi oggi al Messaggero.
E la formula individuata per la sua candidatura sarebbe proprio quella della lista civica, anche se lui fa parte dell’Assemblea Nazionale di Fratelli d’Italia e proviene da un’area culturale di destra.
Luca Pirozzi sarebbe gradito anche alla Lega di Matteo Salvini, che però nel Lazio non ha abbastanza voti da poter lanciare un suo candidato. Berlusconi lo avrebbe sentito nei giorni scorsi. Ma il punto è Fratelli d’Italia.
La Repubblica sottolinea che per FdI, esclusa Giorgia Meloni che dopo la corsa a Roma preferisce concentrarsi sulla partita nazionale, è pronto a scendere in campo Fabio Rampelli; per Fi, Antonio Tajani vorrebbe schierare il senatore Claudio Fazzone; l’altro big di rito aennino Andrea Augello spinge invece per l’ex eurodeputata Roberta Angelilli.
Di certo quella di Pirozzi sarebbe una candidatura in grado di spezzare gli equilibri e garantire una vera competizione alla Regione Lazio.
Dove ha grandi chances di farcela anche Roberta Lombardi, che non ha certo incassato l’entusiasmo di Virginia Raggi per la sua candidatura — “Dovrebbe concludere il lavoro in Parlamento secondo me” — ma può contare su un appoggio forte in tutta Roma da parte del MoVimento 5 Stelle, di cui è leader carismatica e apprezzata anche da chi contesta la sindaca di Roma.
Ancora Repubblica segnala che Zingaretti avrebbe qualche perplessità  a tentare il bis.
Lo staff del governatore nega: «Nicola ci sarà ». Ma anche nel Pd i dubbi crescono. Anche a causa di una ritrovata freddezza con Renzi, che non avrebbe apprezzato la sua partecipazione alla kermesse di Pisapia.
L’alternativa, in tal caso, sarebbe l’eurodeputato Enrico Gasbarra, che però smentisce. Di sicuro c’è che senza Zingaretti la coalizione che vinse nel 2013 rischia di rompersi. E l’ala sinistra correre con un proprio esponente, magari il vicepresidente di Campo Progressista Smeriglio.
Ma una candidatura alternativa avrebbe il classico effetto del vaso di coccio tra i vasi di ferro.

(da agenzie)

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IL “PIANO CALDO” PER GLI ANZIANI DELLA RAGGI: UNA SERIE DI BANALITA’ E UN NUMERO VERDE CHE GIA’ ESISTEVA

Luglio 5th, 2017 Riccardo Fucile

DA UN LATO CHIUDE LE FONTANELLE, DALL’ALTRO DISPENSA CONSIGLI SCONTATI

Dimostrando grandissima sensibilità  come suo costume, il Comune di Roma ha pubblicizzato con dei manifesti il Piano Caldo per l’Estate 2017, con una serie di “consigli spassionati per ex giovani”, ovvero per gli anziani: uscire di casa nelle ore meno calde, bagnare viso, braccia e polsi, idratarsi e bere molto, rinfrescare gli ambienti, ridurre l’attività  fisica.
Il manifesto indica anche che c’è un numero verde disponibile h24 per chi avesse bisogno d’aiuto: 800.44.00.22.
Ma qualcuno su Facebook si è accorto di una stranezza: «A ben approfondire ,si tratta del consueto numero verde della Sala operativa sociale ,niente di più di quello che accade in ogni giorno dell’anno. Siamo molto lontani da un progetto coordinato ,con unità  operative che abbiano la possibilità  di arrivare anche fisicamente dove esistono i più deboli ;da notare anche il mancato inserimento di luoghi di aggregazione organizzati e resi pubblici».
C’è anche chi, come la giornalista ed ex consigliera comunale Erica Battaglia, ha chiamato il numero e ha riferito la risposta:
Come amministratore proverei disagio a dover comunicare che il Piano Caldo 2017 non prevede l’avvio dei #PuntiBlu se non nei Municipi I, III, V e VII; le #Oasi sono limitate ad una Oasi e sono aperte solo agli anziani delle strutture residenziali di Roma Capitale, dei centri Alzheimer (ditemi quanti sono e vincete) e dei progetti sperimentali di convivenza (che non so cosa siano, giuro); i 149 #CentriAnziani romani non sono minimamente coinvolti della territorializzazione degli interventi. Giustamente un anziano solo, se ha bisogno, può chiamare la Sala Operativa Sociale: un “innovativo” servizio di Roma Capitale darà  a lui #ConsigliSpassionati quali non uscire nelle ore calde, rinfrescare gli ambienti, bere molto e tenere al fresco i farmaci. Che poi #ExGiovani è proprio da mattacchioni creativi, eh? Quasi quasi fa anche ridere, se non fosse che la Capitale in questa già  troppo calda estate 2017 dimentica quanti — per età  e malattia — passeranno luglio e agosto da soli dentro casa! Comunque se lasciate la mail, vi mandano il bollettino con le ondate di calore!

(da “NextQuotidiano”)

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COSI’ RENATO MARRA HA FREGATO VIRGINIA RAGGI

Luglio 5th, 2017 Riccardo Fucile

LA SINDACA E’ VENUTA A SAPERE DAL “MESSAGGERO” DELLA RICHIESTA DEL FRATELLO DI MARRA.. ED E’ TUTTO IN REGOLA, C’E POCO DA FARE

La candidatura di Renato Marra a capo del dipartimento turismo è in perfetta regola e sarà  difficile dirgli di no visto che l’altra volta aveva vinto. §
Il Messaggero, che ieri aveva riportato per primo la storia, ritorna oggi con un articolo a firma di Simone Canettieri sulla vicenda del fratello di Raffaelel e sulla sua domanda, tramite interpello, per andare a ricoprire l’incarico di direttore del dipartimento turismo:
Sì, proprio la nomina già  ottenuta, quando il fratello era il potentissimo direttore del Personale, ma poi revocata dopo la bufera giudiziaria, lo scorso gennaio. La mossa ha destato stupore negli uffici. Una valanga di dietrologie. Perchè Renato Marra si ricandida per la medesima posizione che ha messo nei guai la sindaca? Fa parte della strategia difensiva del fratello?
«A noi — dice in maniera molto schietta l’avvocato Francesco Scacchi che difende il dirigente del comune da ieri tornato in libertà  — non ci cambia una virgola».
Lo staff di Raggi, appena ha appreso ieri mattina la notizia da Il Messaggero, si è messo subito all’opera, su mandato della sindaca, «per capire» e fare le tutte le verifiche del caso.
Il fatto che la Raggi abbia appreso tutto dal Messaggero la dice lunga sul modo in cui mantiene sotto controllo gli uffici del comune. Così come non è certo tranquillizzante che la sindaca “non potesse immaginarsi il suo ritorno”, come dice sempre il quotidiano.
E’ stata consultata l’Avvocatura. Tutto in regola.
Renato Marra, al di là  del celebre fratello, è un dirigente con tutti i titoli per ambire a quel posto. C’è un interpello aperto e quindi è normale che si faccia avanti.
Ma perchè proprio per quella poltrona che ha provocato così tanti problemi al M5S? Il Pd si infila nella polemica.
«La domanda questa volta — dice il consigliere Marco Palumbo -dovrà  essere vagliata in modo esclusivo, non senza imbarazzo, dalla sindaca. Comunque vada Virginia Raggi rischia di smentire nuovamente se stessa per l’ennesima volta».
Lei, ufficialmente, non ne vuole parlare. «C’è un’inchiesta in corso», spiegano i comunicatori grillini del Campidoglio.
Ma alla fine una risposta dovrà  darla. Quando? E’ tutto da vedere.
Perchè grazie alla riforma della macrostruttura del Comune, la scelta del direttore del dipartimento del Turismo rischia di finire nel calderone di un valzer dirigenziale molto più vasto.
Pericolo (e imbarazzo) schivato per il momento.

(da “NextQuotidiano”)

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I LAVORATORI DI ROMA METROPOLITANE SENZA STIPENDIO

Luglio 4th, 2017 Riccardo Fucile

PIGNORATO DA UN CREDITORE IL CONTO CORRENTE BANCARIO, NON CI SONO I SOLDI PER PAGARE I DIPENDENTI: “VITTIME DEL FALLIMENTO DELL’AZIONE POLITICA-AMMINISTRATIVA”

“È stato notificato a Roma Metropolitane, azienda di proprietà  di Roma Capitale, un atto di pignoramento del conto corrente bancario da parte dell’impresa Salini Impregilo, che si aggiunge a un atto di precetto da parte dell’impresa ICM (Maltauro)”.
Lo fanno sapere, in una nota, i lavoratori di Roma Metropolitane. “La situazione di Roma Metropolitane si ripresenta quindi in tutta la sua drammatica criticità : i due atti, come si legge nel verbale di un incontro svolto oggi tra le Rsa e i vertici aziendali, “impegnano l’intero ammontare delle risorse economiche disponibili sul conto della società , impedendo di fatto di procedere con il pagamento degli stipendi di luglio”, nonche’ degli annessi rimborsi Irpef da dichiarazione dei redditi; e, se nulla cambia, non saranno pagati nemmeno gli stipendi dei mesi successivi. Entrambi gli atti sopra citati fanno seguito a contenziosi da tempo in corso, ben noti a tutti i soggetti coinvolti. Si tratta quindi delle ultime manifestazioni di una crisi strutturale che ormai da diversi anni le successive amministrazioni capitoline e la dirigenza aziendale non sono state di fatto capaci di risolvere”.
“Ricordiamo brevemente i termini della situazione: mancata approvazione dei bilanci 2015 e 2016; ritardi dei dovuti trasferimenti finanziari da parte di Roma Capitale a fronte di prestazioni svolte e riconosciute; mancata revisione della convenzione con il socio unico Roma Capitale, che regola i rapporti tra i due soggetti e i corrispettivi per le prestazioni svolte; assenza di un piano industriale e di prospettive certe sulle commesse, in relazione a una mancanza di visione sullo sviluppo delle infrastrutture di trasporto pubblico della Capitale; conseguente situazione di estrema e perdurante precarieta’ finanziaria, da cui i contenziosi con le imprese e il rischio occupazionale- continua la nota-
I lavoratori di Roma Metropolitane sono stanchi di una situazione ormai insostenibile e non dignitosa, e constatano il fallimento dell’azione politico-amministrativa e gestionale a tutti i livelli, che si e’ risolta unicamente in un interminabile balletto attorno alla sorte dell’azienda e dei suoi circa 160 dipendenti, con rischio incombente di blocco delle opere di cui la societa’ e’ stazione appaltante a cominciare dalla Linea C.
Le Rsa hanno richiesto un incontro urgente con la sindaca Raggi e gli assessori Meleo, Colomban e Mazzillo e si riservano di avviare tutte le azioni necessarie per tutelare i diritti dei lavoratori”.

(da agenzie)

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LA RAGGI VUOLE CHIUDERE LE FONTANELLE DI ROMA: 30 AL GIORNO PER ARRIVARE A TUTTE 2172

Luglio 4th, 2017 Riccardo Fucile

MA I GRILLINI NON ERANO PER L’ACQUA PUBBLICA?… E C’E’ PURE UNA MOZIONE M5S PER TRASFORMARLE A PAGAMENTO

I primi 30 sono già  rimasti a secco: da lunedì è cominciato il piano di chiusura dei “nasoni” romani. Trenta al giorno per tutta l’estate, fino ad arrivare all’interruzione dell’erogazione della quasi totalità  delle 2.172 fontanelle sparse per la Capitale.
Una decisione presa da Acea, che si somma alla mozione presentata dal Movimento 5 stelle per prevedere una forma di pagamento nelle “Case dell’acqua” pubbliche. Un altro motivo di proteste.
Continuano, infatti, gli appelli per mantenere aperte le fontane, per svariate ragioni: la Croce Rossa denuncia i rischi per i senza dimora, EcoItaliasolidale quelli di inquinamento, le opposizioni sottolineano il danno d’immagine ed i disagi per i turisti, oltre che per anziani e bambini.
Ma dall’azienda considerano la scelta inevitabile, vista l’emergenza siccità  che ha colpito tutto il Paese e il Lazio in particolare . E, in attesa che gli interventi strutturali in cantiere portino a qualche risultato, non resta che confidare nella pioggia.
SALVE MENO DI 200 FONTANE SU 2MILA
Il piano prevede la chiusura ogni giorno di 30 nasoni, “da lunedì 3 luglio fino a quanto necessario”. Il piano procederà  “a tentoni”, valutando giorno per giorno i risultati e possibili rimodulazioni. Ma di sicuro ne rimarranno aperti soltanto 85 su oltre 2mila, per i prelievi delle Asl. E in più — questa è una decisione dell’ultima ora — anche un altro centinaio, nei punti più strategici, per allentare la morsa della sete (e forse anche per placare un po’ le polemiche).
“NASONI HI-TECH” A PAGAMENTO?
Sono state molte le proteste per la chiusura, considerata una misura pericolosa per le fasce più deboli della popolazione oltre che inefficace, visto che i veri motivi di spreco risiedono nei problemi strutturali della rete idrica, mentre le fontane consumano appena l’1% di tutta l’acqua immessa giornalmente.
Ora   le critiche arrivano dall’opposizione, e si allargano a un’altra misura proposta dal M5s: la maggioranza ha appena depositato in Comune una mozione per rendere a pagamento l’erogazione nelle 57 “Case dell’acqua” installate sul territorio comunale. “Sul blog di Grillo si parla di acqua pubblica, ma ora che si trova a gestire le risorse idriche il M5S torna alle logiche di profitto più che a quelle di servizio”, attacca il consigliere del Partito Democratico, Marco Palumbo. Anche il problema dei “nasoni hi-tech”, dopo quelli tradizionali.
Per vedere i “nasoni” di nuovo in funzione prima di allora non resta che sperare nel meteo. “Prima o poi dovrà  ricominciare a piovere”, si augurano da Acea. E incrociano le dita.

(da “il Fatto Quotidiano”)

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RENATO MARRA SFIDA LA RAGGI

Luglio 4th, 2017 Riccardo Fucile

IL FRATELLO DELL’EX DIRIGENTE A PROCESSO TORNA A CHIEDERE IL POSTO CHE E’ COSTATO ALLA RAGGI L’ACCUSA DI FALSO

Renato Marra, fratello di Raffaele, ha presentato domanda, tramite interpello, per andare a dirigere il dipartimento Turismo del Campidoglio.
Lo scrive oggi Simone Canettieri sul Messaggero ricordando che è lo stesso posto che alla fine è costato alla sindaca l’accusa di falso da parte della procura di Roma:
Sono passati i mesi, non la bufera politica sulla grillina, ma nel frattempo il fratello di RaffaeleMarra (l’ex braccio destro della sindaca arrestato per corruzione e ora ai domiciliari) continua a non demordere. Vuole quel posto da dirigente — «ne ho i titoli» come disse al Messaggero — e quindi si è fatto avanti. Adesso, l’ultima decisione spetterà  proprio a Raggi. L’esito, ammettono nei corridoi di Palazzo Senatorio, è scontato. Difficilmente la pentastellata asseconderà  i desideri del dirigente dei vigili urbani che, dopo l’annullamento della nomina in autotutela, è stato mandato a capo del XV gruppo.
La sua domanda per quel posto che scotta tecnicamente sarà  vagliata come tutte le altre.
Una sfida alla grillina o una scelta di principio? Se lo domandano un po’ tutti.
Lui non parla, è in ferie, bastano gli atti. La notizia circolata in queste ore in Comune è stata presa tra il sarcasmo e lo stupore. Ma tant’è.
Di fatto la Marreide continua, a suon di colpi di scena.
Anche perchè i tempi di adesione all’interpello e quelli dell’inchiesta sulla sua precedente nomina per uno strano destino, o forse è tutto calibrato al millimetro, si incrociano di nuovo.
A gennaio, dopo l’inchiesta su Raffaele, il Campidoglio aveva annullato tutto. Marra senior è stato spostato dal Turismo a un gruppo della polizia locale.
Intanto la casella in Comune rimane libera per mesi. Al punto che rientra nel nuovo interpello: i dirigenti interessati se vogliono possono farsi avanti. E Renato non si è fatto pregare due volte.

(da “NextQuotidiano”)

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