Destra di Popolo.net

ROMA MULTISERVIZI, ALTRI 2500 POSTI A RISCHIO, LA RAGGI CADE COME SEMPRE DALLE NUVOLE

Giugno 30th, 2017 Riccardo Fucile

LA SINDACA:   “NON SAPEVO NULLA NEANCHE DEI PRIMI 669 LICENZIAMENTI”… MA I GIORNALI LI LEGGE OGNI TANTO?

Il Messaggero racconta oggi che la grana dei 669 licenziamenti di Roma Multiservizi potrebbe essere soltanto l’inizio di un’emorragia di posti di lavoro nell’azienda gestita da Manutencoop e AMA:
Rossana Trenti, amministratrice delegata di Multiservizi, spiega che anche i 2.500 dipendenti che si occupano dell’appalto global service ora sono a rischio «se la gara a doppio oggetto non dovesse andare bene o se, in alternativa, non venisse prorogato loro l’appalto».
C’è quindi lo spettro — agitato dalla società  per alzare il livello di tensione — di nuovi licenziamenti, che colpirebbero adesso tutti gli addetti del servizio pulizia delle scuole. I tempi sono strettissimi. Anche in questo, come per i primi 669 lavoratori già  con un piede fuori, la data fissata che non si può superare è quella del 31 luglio. O dentro o fuori. Con tutto ciò che ne comporta. L’amministrazione grillina è alle prese con una grana non da poco.
Ieri la linea ufficiale del Comune è stata quella della sorpresa: la sindaca non sapeva nulla dei licenziamenti, la giunta e l’assemblea si sono attivati per fermarli.
Le riunioni si susseguono a Palazzo Senatorio con ritmo febbrile. Per lunedì il direttore generale Franco Giampaoletti ha convocato le sigle sindacali.
Obiettivo: rassicurare e indicare le prime mosse che la giunta Raggi vuole prendere per evitare che il bilancio del primo anno sia aggravato anche dalla vertenza Multiservizi, società  partecipata al 49% da Ama e per il resto da Manutencoop.
La linea della grillina rispetto all’annuncio dei primi 669 licenziamenti è stata quello dello stupore, più precisi della «sorpresa», seguita poi «dalla rabbia» per un’uscita non concordata nè preavvisata con i vertici di Manutencoop.
«Ma noi ci siamo limitati a fornire questa informazione ai vertici di Atac visto che in ballo c’era quell’appalto, saltato», è la linea dei vertici societari.

(da “NextQuotidiano”)

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LA GIUNTA RAGGI LICENZIA I 669 LAVORATORI DI ROMA MULTISERVIZI

Giugno 28th, 2017 Riccardo Fucile

LA SOCIETA’ DEL CAMPIDOGLIO CONTROLLATA DA AMA HA PERSO L’APPALTO ATAC PER LA PULIZIA… QUANDO IL M5S ERA ALLL’OPPOSIZIONE TANTE PROMESSE, ORA CHE GOVERNANO LI HANNO ABBANDONATI AL LORO DESTINO

Roma Multiservizi, società  del Campidoglio controllata da Ama, licenzia 669 dipendenti dopo avere perso l’appalto ATAC per la pulizia.
L’amministratrice delegata Rossana Trenti ai sindacati ha inviato lo scorso venerdì una lettera: «La scrivente società  – si legge nella missiva – avvia la procedura di riduzione di personale per 669 dipendenti». La ragione della decisione è la possibilità  che Roma Multiservizi non si aggiudichi neanche uno dei 14 lotti del bando per il servizio di pulizia e manutenzione ordinaria di sedi e uffici dell’ATAC, in scadenza il 31 luglio. Per otto dei 14 lotti RM è già  fuori gioco.
Repubblica Roma oggi ricorda che nel 2017, dopo aver perso il subappalto delle pulizie per le scuole statali e i centri di formazione, Roma Multiservizi a causa «dell’erosione dei ricavi» ha già  mandato a casa 303 dipendenti e ridotto orari e paga a 429 persone.
Ma la brutta fine che potrebbero fare i lavoratori di Roma Multiservizi — di cui neXt ha parlato qui nel febbraio scorso — è lo specchio del brutto, pessimo rapporto tra la Giunta Raggi e la realtà  non da oggi.
Un video pubblicato a metà  giugno da Maurizio Gaibisso su Youtube mette insieme alcune dichiarazioni di Virginia Raggi e altre di Marcello De Vito a proposito di una delle aziende che divenne terreno da caccia di voti da parte dei grillini negli anni in cui erano all’opposizione ma su cui oggi tutte le promesse del M5S Roma si stanno infrangendo piano piano.
I lavoratori di Roma Multiservizi hanno ripetutamente protestato in questi anni durante i consigli comunali e hanno subito anche le espulsioni dall’Aula, soprattutto dopo che l’amministrazione ha promesso con Paola Muraro l’internalizzazione dei lavoratori e poi se l’è rimangiata.
Roma Multiservizi è l’emblema di cosa succede quando le promesse della politica si vanno a scontrare con la realtà . E non è un bello spettacolo.
Il M5S romano durante la campagna elettorale aveva promesso ai lavoratori di Roma Multiservizi che sarebbero stati assunti in AMA.
Nell’agosto scorso anche un ordine del giorno approvato dalla maggioranza grillina in Assemblea Capitolina ricordava alla sindaca che era necessario assorbirli nella municipalizzata dei rifiuti.
Poi la Raggi e la Muraro cambiarono idea: Roma Multiservizi sarebbe stata acquistata al 100% dal Comune
All’epoca c’era chi faceva notare che in questo modo si violava il piano di rientro del debito del Comune di Roma, ma chissenefrega. A dicembre era arrivata la protesta dei lavoratori in Consiglio comunale al grido di “Buffoni buffoni”: «Te lo ricordi quando stavi all’opposizione e stavi in mezzo a noi?», gridavano all’indirizzo di Marcello De Vito quella sera i lavoratori, quando avevano scoperto che era andata deserta la gara in 5 lotti per l’affidamento in global service dei servizi necessari al funzionamento delle scuole di Roma Capitale. Cosa è successo dopo?
È successo che alla fine il TAR ha annullato quel bando e l’assessore Colomban ha spiegato cosa intendeva fare il Comune: «Su Multiservizi stiamo lavorando con gli avvocati a fronte della sentenza del Tar di due tre giorni fa che ci ha chiesto uno spezzettamento della società . Il nostro obiettivo è salvaguardare l’occupazione. Abbiamo la legge Madia arrivata tra capo e collo, dobbiamo ottemperare a questa legge, quindi una serie di società  saranno accorpate, altre dismesse, spero recuperando tutti i lavoratori».
Ora, inutile star lì a ricordare che la Madia è stata approvata nel dicembre scorso e quindi il Comune avrebbe dovuto o velocizzare al massimo le procedure per evitare di finirci dentro (ma sarebbe stato possibile?) oppure regolarsi di conseguenza.
Oppure che la Madia stessa ha smentito la Raggi sulla questione. Meglio segnalare la replica sul punto di CGIL, CISL e UIL: «La legge Madia non è ‘arrivata tra capo e collo’. Esisteva già  quando l’assessore Colomban ci ha ricevuti in Campidoglio. Il Comune di Roma inizi ad assumersi le sue responsabilità  e non faccia lo scaricabarile».
Meglio segnalare che il terreno di caccia di Roma Multiservizi, fatto di lavoratori che guadagnano anche solo 500 euro al mese, si è improvvisamente risvegliato nelle settimane scorse, quando uno di questi, Massimiliano, ha parlato con Repubblica Roma della vicenda:
«Nel 2014, sindaco Marino, abbiamo fatto di peggio, abbiamo occupato l’aula per una settimana, ma mai nessuno si era sognato di prendere un provvedimento così. Siamo delusi».
Cosa vi ha deluso?
«Nel 2014 c’era anche Marcello ad occupare l’aula insieme a noi. Da semplice consigliere di opposizione si era schierato dalla parte degli operai, ma ora che governa fa la voce grossa e se ne frega. Tra l’altro ha cercato pure di mettere zizzania tra noi e i cittadini che erano lì per i piani di zona. Ci ha messi l’uno contro l’altro».
Ma le tensioni non si potevano evitare? Le istituzioni vanno rispettate.
«La tensione degli operai scaturisce dal fatto che per troppe volte l’amministrazione ha rimandato i tavoli per risolvere la vicenda. Quando erano in campagna elettorale i 5S hanno fatto delle promesse e adesso non solo non le mantengono, ma sembrano non dare la giusta importanza alla questione. Neppure il consiglio straordinario chiesto da mesi è stato calendarizzato».
Cosa vi fa più male?
«La maggior parte degli operai li ha votati, ora molti si sono ricreduti. Si sentono presi in giro»
Cosa chiedete esattamente?
«Che Multiservizi diventi pubblica al 100%. Il parere legale che ci siamo fatti fare da un avvocato privato dice che è possibile. Il problema è che l’avvocato Lanzalone, che ha partecipato a uno dei tavoli tra noi e il Comune, sostiene il contrario. Qualche giorno dopo quell’incontro, però, abbiamo saputo che Lanzalone è diventato presidente di Acea. Ma uno che ottiene una nomina del genere direbbe pure che il cielo è verde, se glielo chiedono».

(da “NextQuotidiano”)

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I BANDI PUBBLICI AL TEMPO DELLA RAGGI CHE FA LE COSE “PER BENE”

Giugno 23rd, 2017 Riccardo Fucile

OTTO MESI PER CONFEZIONARE UN BANDO DI GARA EUROPEO SULLA MANUTENZIONE DEL VERDE PUBBLICO A ROMA… RISULTATO: BANDO SOSPESO PERCHE’ DEVE ESSERE ADEGUATO ALLA NUOVA NORMATIVA SUGLI APPALTI

Virginia Raggi si è data un sette e mezzo per il suo primo anno da Sindaca di Roma. Se l’è dato perchè ha visto “quanto stiamo lavorando e quanto si è lavorato” in questi dodici mesi.
Far ripartire la macchina del Comune è stata un’impresa difficile. Ma i 5 Stelle sono riusciti a invertire la rotta. Uno degli ostacoli maggiori che la giunta Raggi ha incontrato sul suo cammino è stato quello dei bandi.
Dopo Mafia Capitale la nuova amministrazione ci vuole andare con i piedi di piombo. Ma non sempre la lentezza è dovuta alla cautela, a volte è dovuta alle inefficienze della macchina che la Raggi dce di aver fatto ripartire.
Iniziare a fare i bandi ovunque — ha spiegato la Sindaca a Carta Bianca — per il rifacimento delle strade, per il rifacimento del verde costa molta fatica. Soprattutto perchè i 5 Stelle “non cercano il consenso”.
Se la Raggi avesse voluto avrebbe potuto chiamare una ditta amica per dire “vai a tappare una buca lì, vai a sfalciare di là ”. Ma non l’ha fatto. In compenso lo ha fatto il Municipio XI, governato dal M5S, dove l’assessore all’Urbanistica Luca Mellina ha fatto eseguire lavori per un importo pari a circa 350mila euro senza dover aprire alcun bando di gara semplicemente contattando direttamente le imprese cui è stato dato l’incarico e frazionando gli importi sotto la soglia di gara.
Ma la Raggi è andata oltre. Ad esempio al Messaggero ha spiegato che loro fanno le cose “per bene”.
Quindi per fare le gare e per farle bene ci vuole tempo. Ma una volta pubblicati i bandi e aggiudicati i lavori la macchina inizierà  ad entrare a regime. E i risultati saranno costanti.
Il bando milionario sospeso perchè non a norma
Ma è davvero così? Prendiamo ad esempio il bando — anzi i bandi — per la manutenzione del verde pubblico a Roma.
Ad aprile l’assessora Pinuccia Montanari dava notizia dell’apertura di due bandi di gara europei per la manutenzione del verde pubblico a Roma. Si tratta di due bandi attesi da tempo che però nel 2016 l’assessorato guidato all’epoca da Paola Muraro non aveva approntato.
Ma, come dice la Raggi, per fare le cose per bene ci vuole tempo. E così il 24 aprile veniva pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il bando di gara, per l’affidamento del servizio per interventi di manutenzione delle alberature.
Il problema è che appena cinque giorni prima, il 19 aprile, il governo ha emanato il DL 56/2017 con il quale è andato a modificare il codice degli appalti.
Risultato: quel bando al quale l’amministrazione capitolina aveva lavorato “per bene” per oltre otto mesi è stato sospeso “a data da destinarsi”.
Si tratta di bandi con un importo complessivo pari a 9 milioni di euro, di cui 5 per la manutenzione del verde verticale e 4 per il verde orizzontale.
Ma al momento sono scomparsi perchè gli uffici dovranno correggerli per adeguarli alla normativa vigente.
Dal 1 luglio partirà  un programma (da 3,5 milioni di euro) per il monitoraggio delle alberature. Ma nel frattempo la cura del verde pubblico di molti parchi cittadini (tra cui Villa Borghese, Villa Ada e il Lungotevere) è a rischio perchè la gara è stata sospesa.
E i risultati saranno presto sotto gli occhi di tutti i romani.

(da “NextQuotidiano”)

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L’ULTIMA FIGURACCIA DI DI MAIO: ATTACCA LE PAROLE CHE PRONUNCIO’ CASALEGGIO NEL 2015

Giugno 23rd, 2017 Riccardo Fucile

“ROMA NON E’ IL BANCO DI PROVA DEL GOVERNO NAZIONALE, QUESTO E’ OFFENSIVO PER I ROMANI” DICE DI MAIO A GUIDONIA… TUTTO L’OPPOSTO DI QUANTO DISSE GIANROBERTO CASALEGGIO

Quando ci si mette, Luigi Di Maio sa essere davvero sfortunato con le parole.
A Guidonia per sostenere il candidato sindaco del Movimento cinque stelle, il vicepresidente della Camera se l’è presa con tutti quelli che ritengono Roma un test per il governo, e dunque – visti i risultati deludenti di Virginia Raggi – un test sostanzialmente fallito che comprometterebbe la credibilità  dei cinque stelle in un’ipotesi di corsa per andare a Palazzo Chigi.
«Roma non è il banco di prova per il governo nazionale»â€‰ha sostenuto davanti ai giornalisti l’aspirante candidato premier grillino.
«Questo è offensivo per i romani. Noi vogliamo risolvere i problemi dei romani. Vogliamo fare le cose che servono dopo che è stata usata dagli altri partiti come trampolino di lancio per le politiche».
Poi Di Maio ha aggiunto allocuzioni e metafore varie.
Ciò che ci interessa è il succo: chi dice che «Roma è un banco di prova», secondo Di Maio, dice qualcosa di «offensivo», offende i romani, a partire dagli elettori del Movimento e della Raggi.
Scusate, ma chi è che aveva definito Roma «un banco di prova»?
Chi parlò di test per il governo, di prove generali che non bisognava assolutamente fallire, perchè avrebbero potuto dimostrare che – adesso – il Movimento era fit to lead, capace di andare al governo?
Per la verità  lo dissero in tanti, nel Movimento, ma qualcosa ci ronzava nella memoria e, a un rapido controllo, vien fuori che Di Maio stavolta è andato a sbattere nientemeno contro il pensiero e le parole pronunciate dal fondatore, del Movimento: Gianroberto Casaleggio.
In un’uscita ufficialissima e a prova di smentita – un’intervista rilasciata al Corriere della Sera il 24 dicembre 2015 – a una precisa domanda del quotidiano lombardo (In primavera si va al voto. Roma, per chiunque vinca, potrebbe essere un problema da amministrare e un boomerang in vista delle prossime Politiche. Voi avete paura di vincere?), Casaleggio senior rispose testualmente: «Noi vogliamo vincere. Roma è una tappa obbligata prima del governo. Un banco di prova. Se avessimo paura di governare Roma non potremmo neppure pensare di voler governare il Paese».
Di Maio era consapevole, stavolta, di dimenticare la lezione e le convinzioni di Casaleggio, addirittura dandogli dell’«offensivo»?
Siamo sicuri che l’aspirante candidato premier in futuro studierà  a fondo la storia del suo Movimento.
In alternativa, nell’impossibilità  di smentire le parole di Casaleggio, potrà  sempre smentire di aver pronunciato lui la frase che è stata riportata univocamente da tutte le agenzie.
A seguire, carosello contro i giornalisti sui social network.

(da “la Stampa”)

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MARRA: “RAGGI NON HA LE PALLE, COME FA A FARE LA SINDACA?”

Giugno 23rd, 2017 Riccardo Fucile

INTERCETTATO MENTRE PARLA A UN’AMICA: “STA FACENDO LA PRINCIPESSA…CHE L’HANNO FREGATA”

Raggi “non c’ha le palle? E allora che c… lo fai a fà  ‘u sindaco, scusami?”.
Così parlando con un’amica nel novembre del 2016 Raffaele Marra, intercettato, giudica il comportamento della sindaca sulla nomina di suo fratello Renato a capo del dipartimento Turismo del Campidoglio. “Sta facendo la principessa che… l’hanno fregata!”, aggiunge Marra riferendosi a Raggi.
L’intercettazione è allegata agli atti del processo che vede Marra imputato con l’imprenditore Sergio Scarpellini, per concorso in corruzione.
Parlando sempre del comportamento tenuto da Raggi in questa vicenda, Marra afferma: “allora tu (Raggi, ndr) dovevi avere il coraggio di dire ‘guarda è uno dei più   bravi che ci stanno, lo volevo fare Comandante, per non creare un problema l’aggia fatto direttore dè ‘o Turismo”.
E ancora: “non lo volete al Turismo? Bene, lo riporto al Corpo di Polizia, lo faccio vice-comandante, come lo volevo fare”‘.
Parlando dell’iter che ha portato alla nomina del fratello, Marra aggiunge, sempre riferendosi al sindaco: “tu hai detto che tra i tre più bravi c’è mio fratello per fare il comandante. Anzi, ti sei dispiaciuta che per problemi politici non lo può fà  comandante sennò ti scoppia un putiferio. Poi mi vieni a rompe’ A quel punto, voglio dì, tu lo volevi fà  comandante, poi dopo vice-comandante sicuramente sì, vice-comandante. Un vice-comandante è terza fascia!. E – continua al telefono – mò pure se non ti ho detto esattamente ‘passa dalla prima alla terza’ ma tu l’avevi messo in conto quando lo volevi fà  vice-comandante. Invece lei non ha avuto il coraggio di dire: ‘sì, è ‘na cosa che ho fatto iò e sta facendo la principessa che che l’hanno fregata!… e   mo non sa come uscirne”.

(da agenzie)

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“QUATTRO SCEMI CEREBROLESI”: QUELLO CHE MARRA PENSAVA DEL M5S

Giugno 23rd, 2017 Riccardo Fucile

“LA LOMBARDI E’ LA PIU’ BASTARDA DI TUTTE”

“Han fatto il pensatoio. Per fare il pensatoio devi porta’ gente pensante, se porti cerebrolesi…”. Il commento sul Movimento Cinque Stelle romano è di Raffaele Marra, l’uomo che negli uffici del Comune governato da Virginia Raggi tutti definivano senza tante ironie “il vero sindaco di Roma”.
Come riporta Il Messaggero le chat sono contenute nel fascicolo di chiusura delle indagini sulla sindaca del M5s.
Il rapporto tra Virginia Raggi e Raffaele Marra, che la sindaca ha sempre definito come “uno dei 23mila dipendenti del comune di Roma”, viene messo in tutt’altra luce leggendo le chat acquisite dalla procura.
Le intercettazioni depositate agli atti del processo a carico dell’ex capo del personale del Campidoglio, imputato per corruzione fanno emergere contrasti e rabbia nei confronti del Movimento, come riporta Il Messaggero
A ottobre scorso Marra si sfoga con un’amica: “Tu le fai pure le pensate, le disegni e trovi le soluzioni, però poi se non ci sta uno che gli dà  seguito, rimangono tutti i foglietti di carta”.
E Marra replica: “Ste stronzate che… il pensatoio e ho detto: “ma per fare il pensatoio devi portà  gente pensante, se tu porti cerebrolesi ma che vuoi pensà . Tu puoi pensare se…crei un pensatoio dove ci porti le migliori intelligenze, no, per le persone dotate in un certo…eh, ma se tu vai con quattro scemi, può sta’ pure sei anni là  dentro. L’amica ride e commenta: “non esce niente”
Sempre nel mese di ottobre Marra spiega come sia nata, all’interno del Movimento, la fronda contro di lui e quei contrasti con l’area di Roberta Lombardi, che lui definisce “la più bastarda di tutti”.
Nonostante sia stato chiamato a collaborare proprio dalla deputata che voleva nominarlo presidente del municipio, sarebbe stata la scelta di Virginia Raggi di chiamarlo nel suo Gabinetto ad accendere i contrasti.
Nell’ottobre scorso Marra parla con un amico
Marra: A giugno, dopo che lei aveva vinto le elezioni, Marcello De Vito che è uno delle persone più legate alla Lombardi mi chiese se volevo collaborare con lui… ti volevo nominare direttore al terzo Municipio… dico “se il Sindaco dà  l’ok, io sono disponibile”. Dice “sai, ci tiene pure la Lombardi… vanno a parla’ col Sindaco per dire “allora abbiamo deciso, Marra viene a fare il direttore del Municipio”, lei disse “che cosa avete deciso? Marra rimane co’ me! Anzi, io lo sto per nominare vice-capo di Gabinetto”. Di tutto ciò io non sapevo un c…
E l’amico replica: Eh perchè poi la Lombardi, da quanto ho letto, non è che poi arrivato ad un certo punto pure su di te mi pare che non che è stata molo…
Marra: Poi la Lombardi è stata la più bastarda di tutte… mi ha massacrato, che ha parlato coi giornali, che mi ha remato contro…

(da agenzie)

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ANTONELLA GIGLIO CHIEDE 480.000 EURO AL COMUNE DI ROMA PER IL MANCATO RISPETTO DEL CONTRATTO

Giugno 23rd, 2017 Riccardo Fucile

NOMINATA AMMINISTRATORE UNICO DI AMA PER TRE ANNI, SOSTITUITA DALLA RAGGI DOPO APPENA SEI MESI

Antonella Giglio chiede 480mila euro a Roma Capitale per il mancato rispetto del contratto di tre anni con il quale era stata nominata amministratore unico dell’Ama il 16 novembre.
Lo racconta oggi Il Messaggero. La giunta M5S, che in un anno ha già  avuto quattro differenti presidenti (o amministratori unici) dell’azienda, ha sostituito la Giglio dopo appena sei mesi, visto che è stato insediato un nuovo consiglio d’amministrazione e nominato presidente Lorenzo Bagnacani
«Ma i contratti vanno rispettati — è la tesi della Giglio riportata dai quotidiani romani — io ero pronta a transare, a trovare un accordo senza grandi pretese,da avvocato quando è possibile tendo a evitare i contenziosi. Ma non mi hanno neppure ascoltata. Devo ammetterlo, avevo creduto in questa giunta M5S, sono amareggiata e delusa».
Antonella Giglio è stata protagonista di un lungo addio all’AMA: l’avvocata, dipinta persino in alcuni comunicati stampa di esponenti M5S come vicina a Paola Muraro, contava di restare all’AMA e sosteneva di avere un grande rapporto con Virginia Raggi.
Non era ieri ma l’altroieri: in un’intervista al Messaggero la Giglio diceva: «La mia stima verso di lei (la Raggi, ndr) che mi ha nominata è intatta e non ho motivo di ritenere che vi siano attriti o incomprensioni».
Però l’assemblea dei soci di Ama si è riunita e l’azionista unico Roma Capitale, rappresentato dall’assessore Pinuccia Montanari, ha approvato il bilancio di esercizio 2016 e ha formalizzato il passaggio dalla governance con amministratore unico a quella con Cda a 3 membri.
“L’assemblea — si legge in una nota — ha sentitamente ringraziato l’amministratore unico uscente Antonella Giglio per il lavoro svolto in questi mesi e ha nominato il nuovo consiglio di amministrazione nelle persone di Lorenzo Bagnacani, Emmanuela Pettinao e Andrea Masullo. Lorenzo Bagnacani è stato nominato presidente e ad di Ama”.

(da “NextQuotidiano”)

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MARRA AL TELEFONO SULLA NOMINA DEL FRATELLO: “SE LA RAGGI DICE CHE NON GLIEL’HO DETTO E’ UNA BUGIARDA”

Giugno 22nd, 2017 Riccardo Fucile

“HA PAURA DI PARLARMI PERCHE’ IO LA MANDO AFFANCULO”

Per l’ex capo del personale del Campidoglio, Raffaele Marra, il sindaco Virginia Raggi nella vicenda della nomina del fratello Renato a capo del dipartimento turismo, “sta facendo la vittima”.
E’ quanto emerge da una intercettazione telefonica depositata nel processo che vede Marra imputato per corruzione in concorso con l’imprenditore Sergio Scarpellini
Parlando al telefono con una amica, Raffaele Marra afferma: “basta a fare la vittima! Sta facendo la vittima. Diglielo ‘basta a fare la vittima’, si lamenta sempre! Ehm; Sempre a fare la vittima!”.
E ancora: “Io che le devo dire? Se ci sono problemi rimetto il mandato, ma più di questo che deve fare una persona? Io le ho mandato i messaggi – conclude Marra – e lei non mi risponde e io che cosa posso fà ?”.
Sempre sulla nomina del fratello Renato, Marra dice: “Mi deve dire che io so scorretto. Ha paura di dirmi che io sò scorretto. Perchè io la mando a fanculo. Se lei mi dovesse dì ‘tu non me l’hai detò, io direi “guarda, sei nà  bugiarda”.
“Non vuole parlare con me perchè dice che non ha tempo. Ma non è una giustificazione. Ma perchè non vuole parlà  con me? Perchè ha paura… perchè quando lei parla con me, è in soggezione… “, afferma sempre Marra nella conversazione.
Parlando del primo cittadino, Marra aggiunge: “lei mi dice ‘na cosa, se non e’ vero io ce lo dico. Come ho sempre fatto pure cò Gianni (Alemanno ndr), come aggia fatto sempre cò la Polverini. Io se la cosa non è come dicono loro, io glielo dico ma a fin di bene. Non per fare il presuntuoso. Che me ne importa a me? Glielo dico perchè effettivamente è quello che penso. Poi, voglio dì, tu puoi farci la tara… ti dico ‘guarda a me ‘sta cosa che mi dici non mi interessa, non mi piace, non la voglio fare punto e basta”.
Per Marra, Raggi “in questo momento non è in grado di sostenere la conversazione con me. E allora evita, scappa”.
In un’altra intercettazione, Marra afferma: “Lui (Grillo ndr) ha chiesto una tregua fino al 4 agosto, cioè fino al 4 dicembre, ci sono le elezioni (referendum ndr), e dopo o provvede lei direttamente (si riferisce al sindaco Raggi, ndr) o provvederà  lui a cacciarmi via. Che poi cacciarmi via!? Come mi cacci via che sono un dirigente pubblico in tutto ciò?”.

(da “Huffingtonpost”)

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ROBERTA LOMBARDI E LA “MIGNOTTA MENTALE” DI MARRA: “DETTO DA LUI E’ UNA MEDAGLIA AL VALORE”

Giugno 22nd, 2017 Riccardo Fucile

“FIERA DI ESSERE STATA DALLA PARTE GIUSTA”

Come era prevedibile, oggi Roberta Lombardi ha letto i giornali e ha deciso di rispondere all’insulto rivoltole da Raffaele Marra in un’intercettazione dello scorso novembre in cui l’ex dirigente del Campidoglio promosso da Virginia Raggi in una conversazione con un’amica la apostrofava così:
«La sindaca è confusa», dice il primo all’altro tra le risate di entrambi. Lo stesso che definisce «mignotte mentali» Roberta Lombardi, Carla Ruocco e Paola Taverna le ortodosse del M5S“.
La risposta di Roberta Lombardi, l’unica a quei tempi a uscire allo scoperto contro Marra definendolo “un virus che ha infettato il MoVimento” mentre lui era ancora ufficialmente nelle grazie di Virginia ed era difeso da tutto il M5S, è tranchant:
Mi chiamano colleghi e amici per esprimermi vicinanza, giornalisti per chiedermi un commento. Vogliono sapere cosa penso delle parole di Raffaele Marra, che in una delle sue tante conversazioni — secondo quanto riportano organi di stampa — mi avrebbe definito una “mignotta”. Anzi, una “mignotta mentale”. Ma cosa dovrei pensare? Un’altra medaglia al valore, un altro motivo d’orgoglio per aver difeso con i denti il M5S e la mia città . Io la testa non l’abbasso mai. Fiera di essere stata dalla parte giusta.
C’è da ricordare che le critiche alle nomine di Virginia costarono a Roberta il posto nel minidirettorio M5S che doveva controllare la sindaca (lei disse di essersi allontanata per seguire meglio l’organizzazione di Italia5Stelle a Palermo): anche Francesca De Vito, sorella di Marcello, l’uomo che sembrava designato a diventare candidato sindaco prima dell’exploit dell’avvocata alle comunarie, criticò ma non venne ascoltata.
La Lombardi invece continuò sulla sua linea, prima ricordando che sarebbe stato il caso di chiedere scusa dopo il pasticcio De Dominicis e poi sottolineando che era necessario mandare via chi con il M5S non c’entrava nulla.
Lombardi, spesso spigolosa, dotata di scarsa diplomazia e a volte protagonista di gaffe, nell’occasione dimostra di avere una statura politica da gigante in confronto a quelli che scappano. E infatti, non a caso, la massacrarono.
Persino Grillo arrivò a dissociarsi. Infine venne la famosa frase di Raffaele Marra in cui il dirigente si autodefinì “lo spermatozoo che ha fecondato il MoVimento”, che scatenò la reazione della Lombardi: lei in risposta lo definì invece “il virus che ha infettato il MoVimento” e chiese la pubblicazione dei pareri dell’ANAC “sulle nomine di Marra e Romeo”.
In realtà  la sindaca non chiese mai pareri sulla nomina di Marra, ma solo su Romeo.
Anche all’epoca la Lombardi venne riempita di insulti (insieme ad alcuni commenti favorevoli) sulla sua pagina Facebook. Se li prese in silenzio, senza replicare nè polemizzare, con il coraggio di chi sa di avere ragione.
La cronaca (giudiziaria) alla fine gliel’ha data.

(da “NextQuotidiano“)

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