Febbraio 1st, 2010 Riccardo Fucile
UNA MODIFICA AL DECRETO MILLEPROROGHE PERMETTERA’ AI PARTITI DI PAGARE SOLO 1.000 EURO IN OGNI PROVINCIA….COLPO DI SPUGNA SU MULTE CHE AMMONTANO A 500 MILIONI DI EURO…UN ANNO FA UN CONDONO TOMBALE DAL 2005 AL 2009, ORA UN ALTRO..CIASCUN PARTITO INVECE CHE 170 MILIONI PAGHERA’ 100.000 EURO
Agli italiani che reclamano meno tasse, governo e opposizione fanno tutti orecchie da
mercante, ma quando sono in ballo i loro interessi ecco che il sistema di non pagare il dovuto lo trovano sempre in perfetta armonia. Parliamo delle multe per affissioni abusive che durante le campagne elettorali “massacrano” letteralmente i muri di tante città , grandi e piccole.
Grazie ad un emendamento Pdl-Pd alla legge milleproroghe, stanno per approvare un bel colpo di spugna da 500 milioni di euro, un bel condono per avere affisso centinaia di migliaia di manifesti abusivi.
La modifica sana ogni affissione abusiva da marzo 2009 ad oggi, con il semplice pagamento di una “una tantum” di 1.000 euro in ogni provincia. Stesso sconto praticato con il milleproroghe di un anno fa, quando fu imposto il condono tombale per tutte le multe dal 2005 al 2009.
Non che i partiti avrebbero dovuto pagare molto, complessivamente 150 milioni di euro per anno elettorale, cui avrebbero dovuto essere aggiunti 20 milioni di costo della rimozione del manifesto abusivo.
Ora grazie al condono, invece di 170 milioni a testa, ciascun partito se la caverà con 100.000 euro l’anno, tutti insieme un milione di euro.
Come se un comune cittadino, a fronte di una serie di multe per sosta vietata, potesse cavarsela pagando solo 1 euro ogni 170 di ammenda.
Eppure, neanche la possibilità di chiudere un contenzioso superiore ai 400 milioni con soli 4 milioni di euro, ha reso i partiti felici. Continua »
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Gennaio 22nd, 2010 Riccardo Fucile
CASTA, QUANTO CI COSTI: INDENNITA’ DA SOGNO PER CHI PERDERA’ LA POLTRONA… A CARICO DEI CONTRIBUENTI 32 MILIONI DI LIQUIDAZIONI E 100 MILIONI DI VITALIZI….TRA STIPENDIO E RIMBORSI SPESE, LO STIPENDIO DI UN CONSIGLIERE REGIONALE VIAGGIA INTORNO AI 12.000 EURO
In fondo perdere la poltrona non farà certo piacere, ma accompagnare la dipartita delle aule
regionali con un bel malloppo in tasca allevia di sicuro la sofferenza.
In vista delle prossime elezioni regionali, con il naturale ricambio tra chi esce e chi subentrerà , il settimanale l’Espresso, oggi in edicola, indica i benefici di cui gode la casta dei politici regionali, a cominciare dalle ricche liquidazioni che andranno agli uscenti.
Ad ogni ex consigliere, per soli cinque anni di esercizio delle funzioni, andranno in media 43.000 eurini esentasse, mentre i veterani con tre legislature alle spalle potranno portarsi a casa anche la bellezza di 257.000 euro, con una possibilità di ulteriore incremento del 15%.
Con le dovute variazioni da regione a regione, ci sono quelle più risparmiose e quelle più magnanime, alla fine di quest’anno ai consiglieri regionali trombati andranno complessivamente 32 milioni di euro di liquidazioni, mentre i vari vitalizi per gli ex si supereranno i 100 milioni di euro.
Ovviamente a carico del contribuente italiano.
Anche le buste paga marciano su ritmi da grande dirigente d’industria: tra stipendio netto e rimborsi vari si può arrivare anche a 14.000 euro mensili. Presidenti e assessori anche di più.
La Lombardia ha 80 consiglieri regionali che percescono uno stipendio netto base tra i 3.602 e i 5.937 euro, cui sono da aggiungere i rimborsi da un minimo di 6.362 a un massimo di 8.952 euro. Continua »
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Gennaio 20th, 2010 Riccardo Fucile
SESSANTA MILIARDI DI CAPITALIZZAZIONE, CINQUE INCASSATI: L’INGLESE GSK HA GUADAGNATO 3 MILIARDI, LA NOVARTIS, LA SANOFI E LA BAXTER 1 MILIARDO A TESTA…IN BORSA LE AZIONI VOLANO DEL 35%…. E L’ITALIA PAGA NOVARTIS PER UN VACCINO INUTILE E CON UN CONTRATTO CAPESTRO
Avevamo due giorni fa segnalato la denuncia del presidente della commissione Sanità al
Consiglio d’Europa circa quella che appare ormai come una falsa pandemia, pilotata dalle cause farmaceutiche che avrebbero ricavato enormi guadagni dall’allarme influenza, attraverso la vendita di milioni di vaccini ora inutilizzati.
Come in passato avevamo altresì parlato dell’iniquo contratto che il nostro governo aveva stipulato con la svizzera Novartis, produttrice del vaccino, con condizioni capestro: possibilità per la Novartis di ritardare la consegna delle dosi senza alcuna penale, pagamento di 24.080.000 euro anche nel caso che il vaccino non avesse ottenuto l’ok per il commercio, contratto segretato, eventuali effetti collaterali del vaccino sui pazienti a carico del ministero, nel caso di danni a terzi a pagare avrebbe dovuto essere lo Stato italiano.
Ora siamo in grado di precisare anche i guadagni che la corsa all’antidoto ha permesso ai big dell’industria farmaceutica internazionale.
I titoli dei quattro colossi principali del vaccino hanno guadagnato in sei mesi in borsa il 35% del valore, pari a 60 miliardi di euro di capitalizzazione.
A cui vanno aggiunti i 5 miliardi già incassati grazie alla vendita di oltre 600 milioni di dosi dei vaccini.
A cui va sommato qualche miliardo guadagnato con il boom degli optional pandemici, come anti-virali, mascherine protettive e disinfettanti igienici per le mani.
Mentre l’influenza A va in archivio con un numero di vittime ben inferiore al previsto, gli unici veri vincitori risultano i colossi farmaceutici, i cui conti scoppiano di salute.
L’inglese Gsk ha incassato 3 miliardi di euro con il suo vaccino Pandemrix, venduto in 440 milioni di dosi a 42 Paesi differenti. Continua »
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Gennaio 19th, 2010 Riccardo Fucile
DEDUZIONI E DETRAZIONI RAPPRESENTANO UNA TORTA DA 85 MILIARDI DI EURO…DIETRO SI MUOVONO INTERESSI POLITICI, SINDACALI E INDUSTRIALI: CON QUESTA CIFRA SI FINANZIEREBBERO QUATTRO RIFORME FISCALI, MA NESSUNO CI METTE MANO
Gli italiani sono soggetti a ben 1800 tasse, dalle più note a quelle più insignificanti: un record mondiale che testimonia come nel nostro Paese si succhiano quattrini al contribuente in ogni modo e in qualsiasi occasione. Abbiamo istituito un ministero alla semplificazione, ma evidentemente non è idoneo a semplificare le imposte fiscali, forse solo quelle delle finestre di casa Calderoli.
In realtà un governo serio avrebbe dovuto, come prima cosa, dedicarsi almeno all’accorpamento delle maggiori imposte e allo sfoltimento di quelle inutili.
Siamo invece a dibattere dopo due anni se si possono o meno applicare le due aliquote preannunciate dal premier, salvo poi dichiarare il giorno dopo che non è possibile adottarle.
Tremonti ieri è stato ancora più chiaro: se ne parlerà entro il 2013, ovvero a scadenza del mandato del governo, quindi mai.
Ma a fronte di queste 1.800 tasse, gli italiani usufruiscono di ben 73 deduzioni o detrazioni che occupano 22 pagine di istruzioni nel modello Unico e anche del Mod 730.
Soffermiamoci su queste, quelle che a qualcuno permettono di pagare di meno, deducendo determinate spese.
Si va dalla deduzione dei contributi previdenziali o dell’assegno del coniuge separato alla detrazione degli interessi sui mutui, ma anche per eventi sismici di decine di anni fa.
Ci sono l’iscrizione dei ragazzi alle associazioni sportive, i contributi associativi ad onlus ed enti dello spettacolo, “erogazioni liberali in favore dello Stato, enti pubblici territoriali, enti e comitati per attività culturali e artistiche”.
E ancora le assicurazioni sulla vita, “per l’acquisto di motori ad alta efficienza”, per l’acquisto di mobili e frigoriferi di classe A, per il recupero del patrimonio edilizio di “box pertinenziali” o “immobili ristrutturati”, per la riqualificazione energetica. Continua »
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Gennaio 18th, 2010 Riccardo Fucile
UN ENORME SPRECO DI DENARO PUBBLICO: PENITENZIARI COSTRUITI CON TECNICHE DI AVANGUARDIA E ANCHE ARREDATI NON SONO MAI STATI APERTI…. DA GELA A MORCONE, DA BUSACHI A CASTELNUOVO, DA BOVINO A MINERVINO MURGE, DA MONOPOLI A CROPANI, DA VALENTINO A LICATA, DA REVERE A CODIGORO , L’ITINERARIO DELLA VERGOGNA
Nel panorama dell’edilizia penitenziaria italiana non manca nulla: cattedrali nel deserto,
carceri nuove e mai ultimate, altre abbandonate e in rovina, sprechi di Stato di cui nessuno risponde mai.
Attualmente in Italia abbiamo 206 tra case di reclusione (38), case circondariali (161), e istituti per le misure di sicurezza (7).
Un dato significativo: l’80% delle galere italiane ha oltre un secolo di vita.
In pratica il nostro sistema carcerario è quello dell’Italia prefascista.
Una prigione su cinque poi risale addirittura a un periodo compreso tra il 1.200 e il 1.500, è detto tutto.
Nei giorni scorsi il ministro Alfano ha annunciato un nuovo piano che dovrebbe portare i posti letto dai 43.000 attuali (dove attualmente sono costretti a vivere 63.000 detenuti) a 80.000: abbiamo già scritto in altro articolo che con lo stanziamento previsto in Finanziaria ( 500.000 euro) al massimo se ne potranno disporre 5.000 nuovi.
Ma Alfano non ha dato spiegazioni sul caso degli istituti di pena nuovi di zecca, vuoti o non finiti, abbandonati e lasciati al degrado
Un quadro di questo scandalo di edilizia carceraria inutilizzata, per cui lo Stato ha speso vagonate di milioni di euro, è stato tracciato recentemente dal portale Gr-Net.it , organo di informazione per il comparto sicurezza e difesa . Sono 40 in tutta Italia i penitenziari pronti, magari anche arredati e dotati di accorgimenti tecnici di avanguardia, ma mai utilizzati e in completo stato di abbandono.
Un vergognoso sperpero di denaro pubblico che in altri Paesi, avrebbe visto in manette una bella fetta della classe dirigente preposta alla materia, ma che in Italia passa quasi come se nulla fosse.
Alcuni istituti di pena non hanno mai aperto, come l’enorme e nuovissimo carcere di Gela o come quello di Morcone (Benevento) che dopo essere stato costruito e abbandonato, è stato di nuovo ristrutturato e arredato, per poi lasciarlo ancora a se stesso. Continua »
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Gennaio 16th, 2010 Riccardo Fucile
LA GRANDE TRUFFA DEL VACCINO: PER IL PRESIDENTE DELLA COMMISSIONE SANITA’, L’INFLUENZA E’ STATA MANIPOLATA DALLE CASE FARMACEUTICHE… HANNO INFLUENZATO L’OMS PER FAR DICHIARARE UNA PANDEMIA FASULLA, ACCUMULANDO ENORMI GUADAGNI…”UNO DEI PIU’ GRANDI SCANDALI SANITARI DEL SECOLO”
L’influenza A, le cui conseguenze hanno tenuto in allarme per settimane milioni di persone,
in realtà era una “falsa pandemia”, orchestrata dalle case farmaceutiche, pronte a fare miliardi di euro con la vendita del vaccino. L’accusa arriva da Wolfang Wodarg, il presidente tedesco della commissione Sanità del Consiglio d’Europa.
Wodarg ha anche accusato esplicitamente le industrie farmaceutiche di avere influenzato la decisione dell’Organizzazione Mondiale della Sanità di dichiarare la pandemia.
Secondo Wodarg, medico ed epidemiologo, le multinazionali del farmaco hanno accumulato “enormi guadagni senza alcun rischio finanziario, mentre i governi di tutto il mondo prosciugavano i magri bilanci sanitari, spendendo milioni per l’acquisto di vaccini contro un’infezione che in realtà era ben poco aggressiva”.
Il commissario tedesco ha chiesto quindi l’apertura di un’inchiesta e sulla vicenda si terrà un dibattito a fine mese.
La denuncia è stata subito ripresa dal “Daily Mail” ed arriva qualche giorno dopo quella secondo cui i governi di mezzo mondo stanno cercando di sbarazzarsi delle milioni di dosi di vaccino ordinate al momento della crisi. Secondo Wodarg, il caso dell’influenza A è stato uno dei più grandi scandali sanitari del nostro secolo: le maggiori industrie farmaceutiche sono riuscite a piazzare i propri uomini negli ingranaggi dell’Oms e di altre influenti organizzazioni, convincendo l’Onu ad ammorbidire la definizione di pandemia, il che poi portò nel giugno scorso alla dichiarazione di pandemia in tutto il mondo. Continua »
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Gennaio 13th, 2010 Riccardo Fucile
PERSINO IN CINA 1.100 KM , CON 710 KM DI GALLERIE E VIADOTTI, SONO COSTATI 11 MILIONI A KM…. IL GENERAL CONTRACTOR IN ITALIA E’ UN DISTRIBUTORE DI SUBAPPALTI SENZA VINCOLI…GLI ENTI LOCALI, PER FAR PASSARE UN TRENO, SONO GIA’ DIVENUTI RICATTATORI FEDERALISTI E PRETENDONO QUATTRINI IN CAMBIO…DA NOI, A PARITA’ DI TRATTA, OCCORRONO 12,5 ANNI PER COSTRUIRLA, IN EUROPA 7,5, IN CINA 4,5
L’Alta Velocità è uno dei più grandi affari del dopoguerra, oltre la più grande infrastruttura degli ultimi venti anni.
Ma è anche un mistero, perchè Tav, la società delle Ferrovie, responsabile dell’operazione, un vero e proprio rendiconto dettagliato non l’ha mai presentato.
Eppure sarebbe stato interessante per il Governo avere dati precisi per proporre le riforme necessarie, onde perdere i primati negativi che accompagnano l’Alta Velocità italiana, rispetto alla concorrenza.
Un rendiconto parziale si può trovare nei bilanci della Fiat, general contractor per due tratte, la Bologna Firenze, costata 4,7 miliardi di euro, e la Milano Torino, costata 6,7 miliardi di euro.
Cifre che corrispondono esattamente a 60 e 54 milioni a chilometro.
Spese folli se rapportate ad altri Paesi all’avanguardia nell’Alta Velocità .
In Spagna, Francia e Giappone 1 chilometro di Tav è costato 10 milioni di euro.
In Cina, che a dicembre ha completato un tratto di 1.100 km ( di cui 710 con viadotti e gallerie), il costo è stato di 11 milioni a km.
Altre incongruenze: come è possibile che la Milano-Torino, in pianura e lungo l’autostrada, costi quanto la Bologna-Firenze, interamente appenninica, e il 50% in più dell’analoga Milano-Bologna?
Misteri italici, anche se molti puntano il dito contro il sistema del general contractor.
In realtà non è il general contract in sè la causa del male, ma piuttosto come si sceglie e come viene stipulato il contratto.
Invece che consegnare un progetto esecutivo dettagliato e vincolante con penali per sforamenti di tempi e costi, in Italia il general contractor è solo un meccanismo per distribuire commesse e subappalti, senza vincoli di controlli e di costi. Continua »
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Gennaio 6th, 2010 Riccardo Fucile
TRAMPOLINI, PISTA DI BOB, SLALOM ABBANDONATI A SE STESSI….TRA OPERE SPORTIVE E ACCOGLIENZA ERANO STATI SPESI 773 MILIONI DI EURO….IL SITO OLIMPICO E’ UNA CATTEDRALE NEL DESERTO DELLA NEVE, UNICO CASO AL MONDO DI IMPIANTI DI QUEL LIVELLO INUTILIZZATI
Per le Olimpiadi invernali di Torino 2006, lo Stato italiano aveva costruito impianti di avanguardia, con un impegno economico rilevante, la bellezza di 773 milioni di euro, tra opere sportive e di accoglienza.
Erano stati costruiti 6 stadi del ghiaccio, 10 villaggi olimpici, 12 impianti di risalita, 10 impianti per l’innevamento programmato, 5 piste di sci alpino, 18 interventi stradali, per un totale di 65 opere realizzate.
Si erano spesi 61 milioni di euro per gli impianti di bob, slittino e skeleton, 34 milioni per il trampolino di Pregelato, 25 milioni per la pista di biathlon di Cesana, 20 milioni per la pista di fondo di Pregelato, 7 milioni per l’illuminazione della pista di slalom speciale.
E ora rimane quasi ovunque un penoso stato di abbandono e di degrado.
Lo ski jumping che ci invidiava tutto il mondo (34,3 milioni di costo) , una soluzione in cemento armato per cui era stata disboscata mezza montagna per creare due salti di gara, col fine di dare vita poi a una scuola di atleti, è abbandonato a se stesso dopo la caduta di due slavine.
Chiuso anche il mega albergo costruito alla base dell’impianto.
E lo stesso discorso vale per gli altri impianti olimpici, nuovi e fiammanti nel 2006, ma scomparsi dalla programmazione degli appuntamenti internazionali con grave danno per l’economia locale e l’immagine del nostro Paese. Continua »
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Gennaio 5th, 2010 Riccardo Fucile
ACQUISTATE 48 MILIONI DI DOSI PER USARNE 840.000: ERA NECESSARIO COMPRARNE COSI’ TANTE O QUALCUNO HA CONDIZIONATO L’INFORMAZIONE, SPARGENDO ALLARMISMO?….LE MANOVRE SPECULATIVE DELE SPREGIUDICATE MULTINAZIONALI ORA VENGONO PAGATE DAI CITTADINI
L’Italia era pronta a scattare per la vaccinazione di massa, con una scorta di milioni di dosi
contro il virus A: l’obiettivo era immunizzare almeno il 40% della popolazione, circa 24 miloni di italiani.
Ma già all’inizio qualcosa era andato storto: si diffondeva lo scetticismo degli stessi sanitari, si esprimevano dubbi su un vaccino confezionato in tutta fretta.
Alla fine la punturina non se l’è fatta quasi nessuno, i dati parlano di appena 840.000 cittadini.
Il nostro Paese in ogni caso dovrà pagare 48 milioni di dosi, anche se sono rimaste nei magazzini, uno spreco che sta sollevando polemiche in tutta Europa.
Era necessario, si chiedono in molti, un acquisto così massiccio di vaccini, un favore così grande per le case farmaceutiche e un così evidente danno per le casse dello Stato?
Come non si fa a non pensare a manovre speculative di tante multinazionali che hanno saputo condizionare un’informazione che, con il suo allarmismo, aveva diffuso il panico?
Come ai tempi dell’aviaria, si sono comprate quantità ingenti di vaccini poi non utilizzati e la sanità si è coperta di altri debiti.
Chi ci ha guadagnato si sa, sul fatto che costoro non restituiranno un euro è altrettanto certo.
Ma mentre in altri Paesi europei, si cerca di vendere l’eccedenza, in Italia non se ne parla.
E’ solo stabilito, fin dall’inizio della campagna di vaccinazione, che il 10% delle dosi sarà girato ai Paesi più poveri, ma questa è una norma Ue, in Italia non si parla di recuperare qualche euro.
In altri Paesi, invece, si cerca di tamponare questo enorme spreco di denaro pubblico.
La Francia ha già attivato la sua rete diplomatica per smistare le dosi in eccedenza. Continua »
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