Dicembre 28th, 2009 Riccardo Fucile
LA FONDAZIONE DI FINI CRITICA IL MINISTERO DELLA CULTURA PER I CONTRIBUTI STATALI A FAVORE DEI “CINEPANETTONI”… SI TAGLIA IL FONDO UNICO PER LO SPETTACOLO E INVECE CHE AIUTARE I FILM DI SOSTANZA SI REGALANO MILIONI ALL’AMICO DE LAURENTIIS?
Da un paio di giorni è scoppiata una polemica che merita un commento non superficiale:
“Farefuturo”, il web magazine della Fondazione che fa capo al presidente della Camera, Gianfranco Fini, ha preso una dura posizione contro la prassi di concedere finanziamenti pubblici ai “cinepanettoni”, ovvero i film di Natale che sbancano i botteghini con le gag nazional-popolari di De Sica e compagni di merende.
Il motivo di questa campagna polemica è da ricercare nelle norme attuali che consentono a film come “Natale a Beverly Hills” di usufruire di aiuti statali, proprio mentre il governo taglia il Fondo unico per lo spettacolo.
Il punto, a nostro parere, non è nel dare un giudizio su film di questo genere, in quanto riteniamo che ognuno sia libero di produrre il film che gli pare e lo spettatore di scegliere la pellicola che più di aggrada.
La questione rilevante è un’altra: è assurdo che la pellicola benefici dei crediti d’imposta e degli aiuti fiscali e monetari pensati per sostenere gli autori italiani più coraggiosi che realizzano film di qualità e culturalmente più stimolanti.
Ci si chiede perchè il ministero della Cultura regali denaro pubblico al produttore per un film milionario che non è certo un prodotto culturale, quando poi lesina su finanziamenti a spettacoli teatrali o lungometraggi di ben altro valore artistico.
Perchè, ci chiediamo, un film come “Natale a Beverly Hills” è stato inserito, e da chi, come “film di interesse culturale”, condicio sine qua non per poter usufruire dei contributi statali?
Qua si tratta di un contributo di circa due milioni di euro, non noccioline, per un film che ai botteghini risulterà largamente in attivo.
Non si tratta neanche di coprire una perdita, ma solo di incrementare il guadagno di De Laureentiis, a scapito dei giovani registi italiani che invece ne avrebbero bisogno.
Il decreto ministeriale num. 28 del 2004 (decreto Urbani) riconosce infatti finanziamenti pari al 7% degli incassi per i lungometraggi che al botteghino abbiano ottenuto da 10.329.138 a 20.700.000 euro. Continua »
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Dicembre 15th, 2009 Riccardo Fucile
UNA SOCIETA’ OFFRE 73 EURO, MA VIENE GIUDICATA INAFFIDABILE, ANCHE SE CURA IL SERVIZIO MENSA DI MINISTERI E CARABINIERI…. VINCE CHI NE OFFRE 79,14 ED E’ ANCHE SOCIO DEL SAN RAFFAELE, GESTITO DA DON VERZE’, AMICO PERSONALE DI BERLUSCONI
Il Senato della Repubblica cambia gestione: a partire da gennaio è come se cambiasse l’insegna di un ristorante, in questo caso si tratta di una società esterna unica per ristorante, buvette e mensa per i dipendenti.
Succede che la gara d’appalto per gestire per quattro anni il servizio la vinca la società Ladisa per 11,5 milioni di euro, ma che venga giudicata “inaffidabile” e passi la seconda classificata, la ditta Gemeaz.
Teniamo presente che un pasto al Senato, con l’incidenza anche del personale e del servizio, era arrivato a costare 85,75 euro a fronte di un 15 euro pagati dai senatori.
Con il nuovo contratto la spesa si ridurrà a 79,14 euro, ma se fosse stata scelta la Ladisa ancor meno, 73 euro.
Il ribasso normalmente è quello che determina la scelta del fornitore a parità di servizio, ma in questo caso l’offerta della Ladisa viene stranamente giudicata nel suo complesso inaffidabile e rilevate incongruenze.
Vediamo ora chi ha vinto: la seconda classificata è la ditta Gemeaz di Toberto Cusin, colosso del settore con 5.200 dipendenti.
Cusin è anche consigliere della Fondazione San Raffaele di MIlano di don Luigi Verzè, amico personale di Berlusconi. Continua »
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Ottobre 14th, 2009 Riccardo Fucile
VOLUTO DA BOSSI, PRODOTTO DALLA RAI CON FINANZIAMENTO PUBBLICO, E’ COSTATO 30 MILIONI DI EURO DEI CONTRIBUENTI… DISERTANO LE 267 SALE PERSINO I PADANI: APPENA 70 SPETTATORI DI MEDIA… ALTRO CHE EPOPEA LEGHISTA, A CHI VOTA LEGA INTERESSANO SOLO I QUATTRINI … MA BRUNETTA STAVOLTA NON PARLA DI ARTISTI PARASSITI
Era stato presentato al Castello Sforzesco, alla presenza del premier, del sindaco di Milano e di tutta l’intellighentia (si fa per dire) leghista, con i media mobilitati per dare il massimo della risonanza al film dell’anno, prodotto dalla Rai e finanziato dalla Stato, costato la bellezza di 30 milioni di euro al contribuente italiano.
Voluto da Bossi, il film “il Barbarossa” di Renzo Martinelli doveva essere il Te Deum della Padania libera, la celebrazione dell’epopea leghista, l’evento culturale dell’anno.
In verità era stato già stroncato dalla critica, ma che venisse massacrato anche dalle presenze e dagli incassi non era forse previsto.
Nei giorni più affollati del weekend, in cui sono maggiori le presenze al cinema e in cui vengono fatti i rilievi per monitorare l’andamento di una produzione, il film ha visto una misera presenza in media nelle sale di 70 spettatori, povere anime smarrite nel buio.
Ciò nonostante la diffusione capillare e straordinaria di cui il film aveva goduto, proiettato in ben 267 sale.
Il film ha incassato meno di un quinto di quanto fece al primo weekend “Baaria” di Tornatore, per non parlare del film di Tarantino “Bastardi senza gloria”.
Un inizio inglorioso insomma, ma è significativo il flop nelle terre padane: in Veneto gli spettatori nel fine settimana sono stati in tutto 6.985, una miseria, anche se è andata peggio in Calabria ( 325 spettatori).
Cifre da film parrocchiali che dimostrano che ai padani dell’epopea leghista non frega una mazza, si fosse trattato di quattrini…
E questo nonostante le patetiche precettazioni della base leghista.
Come riportato dalla “Provincia di Como”, ad Erba, al cinema Ambra ( nome già da avanspettacolo), il venerdì sera ad assistere alla proiezione erano in venti, ovvero il segretario cittadino della Lega e alcuni iscritti. Continua »
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Settembre 30th, 2009 Riccardo Fucile
VISTO CHE ERA STATO IL SUO REFERENTE AI TEMPI DI CRAXI, FORSE UN CONSIGLIO GLIELO AVREBBE DATO GRATIS.…VANNO TAGLIATE LE CONSULENZE, TRANNE LE SUE?… INTANTO NEL 2008 SONO AUMENTATE DEL 13,49%, ARRIVANDO A 305.048 E COSTANO COME LE MISSIONI MILITARI ALL’ESTERO
Per carità , non siamo certo ai livelli del Comune di Napoli che nel 2008 ha
conferito incarichi a 180 professionisti esterni per una spesa di 6 milioni di euro o a quelli del Comune di Milano che ha 851 consulenti esterni per 14 milioni di euro, però indubbiamente la notizia non è simpatica.
Il fatto che proprio colui che, a parole, ha dichiarato guerra ai fannulloni e ha messo in piedi una crociata mediatica contro il vizio italico di assegnare consulenze esterne, venga ora chiamato in causa per aver reclutato un collaboratore di rango nel suo staff, fa storcere la bocca a molti. Brunetta ha, infatti, assegnato una consulenza esterna ( per cosa, non ci è dato ancora sapere) a Gianni De Michelis, ex potente ministro socialista, con il quale tra l’altro Brunetta lavorò ai tempi di Craxi.
In seguito a varie sollecitazioni, ivi comprese un’interrogazione dell’Idv, ora Brunetta dovrà spiegare in Parlamento a cosa gli serva De Michelis e se vale la pena spendere per i suoi consigli 40.000 euro, cifra non ufficiale ma che è stata resa nota da De Michelis stesso.
Il quale non vive certo nell’indigenza, sommando il vitalizio di ex ministro a quello di ex parlamentare per diverse migliaia di euro mensili. Continua »
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Settembre 29th, 2009 Riccardo Fucile
LA META’ DEGLI ENTI SNOBBA LA ” TRASPARENZA” DI BRUNETTA: IL 41% NEANCHE COMUNICA I DATI DELLE CONSULENZE AL MINISTERO… TOTALMENTE INADEMPIENTI ADDIRITTURA I MINISTERI DELLA GIUSTIZIA, DELL’AMBIENTE, DELL’ECONOMIA, DELLE FINANZE, DEI TRASPORTI… SE IL BUON ESEMPIO VIENE DALL’ALTO…
E’ trascorso esattamente un anno dal lancio dell’operazione trasparenza,
da parte del Ministro Brunetta, ma a guardare i risultati è stato un flop pauroso. ,
Se non fosse per l’ostentata presunzione di Brunetta nel dare per scontata che ogni sua iniziativa porti a un risparmio per le casse dello Stato e per i tamburi mediatici che fa risuonare ogni volta che propone qualcosa, ci muoverebbe persino la pietas cristiana a elencare i dati che seguiranno.
Perchè l’effetto Brunetta, nell’arco di dodici mesi, non ha evitato consulenze sempre più ricche e costi in costante aumento, spesso pure non dichiarati.
Altro che “effetto Brunetta”, siamo peggio che prima.
Dalla ricostruzione effettuata con il monitoraggio su tutti i Ministeri, le Regioni e un campione di Province, Comuni, Asl e Camere di Commercio, sulla base dei dati ufficiali e delle comunicazioni presentate nel 2008 al Ministero (dati ufficiali quindi), l’aumento degli incarichi è del 13,21% a quota 305.048 e la spesa complessiva indica un + 13,49% a 1.354.509.416,21 euro.
Il dato che emerge è la non volontà da parte di tante realtà locali di fornire dati, ma soprattutto il lievitare dei costi dell’attività politico-amministrativa. Continua »
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Settembre 9th, 2009 Riccardo Fucile
LO RIVELA UN QUOTIDIANO CANADESE DOPO IL PARERE DEGLI ESPERTI… IL PREMIER HARPER LO HA DOVUTO DONARE A UN MUSEO PERCHE’ LA COMMISSIONE ETICA CANADESE PROIBISCE AL PREMIER DI CONSERVARE REGALI DI VALORE SUPERIORE AI 1.000 DOLLARI… 400 MILA EURO A VOLUME E ALTRI REGALI: MA NON ERA UN G8 ALL’INSEGNA DEL RISPARMIO?
Chi ha seguito le cronache del G8 all’Aquila, avrà avuto modo di apprezzare l’impegno di tutti gli Stati (a parte qualcuno che non aveva ancora versato la quota, come l’Italia) per stanziare fondi destinati ad aiutare i Paesi del Terzo mondo.
La stessa scelta del governo italiano di trasferire il G8 nella zona terremotata avrebbe dovuto costituire un contenimento dei prezzi, sia alla luce della sofferenza del popolo abruzzese, sia in riferimento alle difficoltà di tante famiglie, come conseguenza della grave crisi economica internazionale.
Un summit quindi preannunciato come “spartano”, con i grandi del mondo alloggiati nella caserma di Coppito, intenti più alla sostanza della riunione che alla forma.
Qualcuno di voi ricorderà anche il regalo che il premier italiano fece ai rappresentanti mondiali nel corso della presentazione e della foto ricordo: un prezioso libro su Antonio Canova, con copertina in marmo di Carrara e dal peso di 25 kg, un volume prodotto in un numero limitatissimo di copie. La cosa singolare del libro era il peso, tanto è vero che molti leader mondiali ( Obama per primo) scherzarono sulla difficoltà di tenerlo in mano.
Se qualcuno già allora lo considerò un regalo un po’ pacchiano e sicuramente costoso, ora è meglio che si sieda, alla notizia di quanto è il suo prezzo: 460.000 dollari, circa 400.000 euro a copia, 800 milioni delle vecchie lire, tanto per capirci. Continua »
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Luglio 27th, 2009 Riccardo Fucile
I COMUNI ASSOCIATI ALLE COMUNITA’ MONTANE RISULTANO ESSERE 4.201, UNO SU DUE, NEANCHE FOSSIMO LA SVIZZERA… 90 MILIONI L’ANNO I COSTI PER PAGARE CONSIGLIERI, ASSESSORI E PRESIDENTI
Ogni tanto se ne parla, ma i costi veri sono pochi a conoscerli. Ci si chiede anche a cosa servano e a cosa vengono destinati i fondi loro assegnati.
Cerchiamo di fare un minimo di chiarezza, sulla base dei dati ufficiali, forniti al Parlamento dall’ Uncem, ovvero dall’Unione Nazionale Comuni Comunità Enti Montani.
Già la lunghezza e la pomposità della sigla indica qualcosa: una struttura che poco non costa. Questo organismo riunisce in pratica le comunità montane italiane, con i 4.201 comuni associati che si presume abbiano un riferimento territoriale alla montagna.
In pratica emerge che la metà dei Comuni italiani sarebbero situati in zona montagnosa, neanche fossimo la Svizzera.
Se questo dà già a pensare, ancor di più alimenta sospetti la macchina politica che funziona dentro le Comunità , a discapito delle iniziative concrete in favore dei paesi e del territorio montano o presunto tale.
I conti forniti parlano due tipi di entrate: i fondi ordinari provenienti dallo Stato e più precisamente dal Fondo nazionale per la montagna, circa 40 milioni di euro, e le entrate erariali (tasse riscosse) pari a 90 milioni di euro. Continua »
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Luglio 11th, 2009 Riccardo Fucile
OGNI CITTADINO SPENDE 41O EURO L’ANNO PER CURARSI, NEL 2008 ULTERIORE INCREMENTO DEL 4,9%… DIFFERENZE TRA PRESCRIZIONI E PATOLOGIE, STRANE DISEGUAGLIANZE TRA REGIONI, CON IN TESTA LAZIO, CALABRIA, CAMPANIA….GLI OVER 65 ASSORBONO IL 60% DELLE SPESE E DELLE DOSI…UNA SPESA A CARICO PUBBLICO DI 5,6 MILIARDI DI EURO
Le cifre ora sono ufficiali ed emergono dal Rapporto nazionale Osmed
(Osservatorio sul farmaco) relative al 2008 e presentate due giorni fa all’Istituto superiore della Sanità a Roma.
Ne emerge il quadro di un Paese di impasticcati e in parte di malati immaginari, con una spesa procapite per farmaci di 410 euro l’anno per ogni cittadino e di oltre 5 miliardi su un totale di 24,4 miliardi di spesa pubblica e privata.
Abbiamo tutte le malattie di questo mondo, da quelli di cuore, al primo posto, ai problemi gastrointestinali (13% della spesa), di ansia e depressione ( 12,1%).
Seguono poi gli antimicrobici ( 11%) e gli antitumorali (11%), mentre le categorie maggiormente a carico dei cittadini sono i farmaci dermatologici (88% della spesa), quelli genito-urinari (54,5%) e quelli dell’apparato scheletrico ( 54,3%). Continua »
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Luglio 8th, 2009 Riccardo Fucile
A TIVOLI RETROMARCIA DEL CONVOGLIO: LE TRE STATUE TORNANO A CASA… UN “APOLLO CHIGI”, UNA “NIOBIDE MORENTE” E UNA “MUSA VELATA” CHE IL PREMIER VOLEVA ESPORRE ALL’AQUILA BLOCCATE NEL TIMORE DELLE SCOSSE DI TERREMOTO… ALLA FINE PREVALE IL BUON SENSO DI GIANNI LETTA, MA TRA ESPERTI, IMBALLO, TRASPORTI SPECIALI SI SONO BUTTATI QUATTRINI
Ripeteremo fino alla noia che qualsiasi persona di buon senso il G8 lo avrebbe
fatto svolgere alla Maddalena, visti i milioni che si erano già spesi in quel sito.
Ma se si vuole scegliere l’Aquila per far vedere al mondo il popolo abruzzese nelle tendopoli (per suscitare pure critiche, come sta accadendo, infatti, sulla stampa internazionale), almeno si fosse scelto un tono dimesso, si fosse organizzato un G8 dai toni bassi, senza enfasi e spese inutili.
In sintonia col rispetto dovuto alle vittime della tragedia.
Ci chiediamo in particolare quale origine possa avere la fissa di trasformare ogni riunione di livello in un’esposizione museale.
Che c’entri cioè un vertice di Capi di Stato con una mostra artistica.
Non crediamo che l’Italia, conosciuta in tutto il mondo per i suoi capolavori, abbia bisogno di tappezzare i muri di una caserma con opere preziose, laddove solitamente magari veniva sistemato il calendario con le tette al vento di qualche letteronza.
Ma tant’è, anche questa volta pareva che senza statue il G8 non si potesse tenere, e una settimana fa uno staff di esperti aveva imballato tre capolavori custoditi nel museo di palazzo Massimo a Roma, li ha caricati su camion speciali e li ha affidati ad alcuni esperti delle Belle Arti, la cui presenza è imposta dalle compagnie di assicurazioni. Continua »
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