Giugno 18th, 2009 Riccardo Fucile
IL MINISTRO PER GIUSTIFICARE LA SUA POLTRONA INUTILE CI ANNUNCIA PER LA TERZA VOLTA IN UN ANNO CHE HA TAGLIATO 36.000 LEGGI CHE NON ERANO PIU’ APPLICATE.…..PER FARE QUESTO BASTAVA IL LAVORO DI UN FANTOZZI NEL SOTTOSCALA, SENZA CREARE UN MINISTERO….HA PURE IL CORAGGIO DI ANNUNCIARE CHE HA FATTO RISPARMIARE 100 MILIONI DI EURO DI “COSTO DI MANUNTEZIONE”… FORSE PENSA DI GESTIRE UN GARAGE… MA QUANTO COSTA IL SUO MINISTERO NON LO DICE
Altro che Mago Houdinì, altro che Silvan e Casanova, in Italia c’è un Ministro ( non certo il solo) che in un anno è riuscito, con un sistema di rateizzazione geniale, a conquistare spazio sui media vendendo lo stesso, identico prodotto ben tre volte.
E poi dicono dei napoletani e del gioco delle tre tavolette: il genio è lumbard, passato dal maxillofacciale ai giochi di mano e allo spaccio di fumogeni.
Parliamo dell’inimitabile ministro Calderoli a capo della Semplificazione, un ministero creato dal nulla e che, in effetti, sarebbe il primo Ente inutile da eliminare, invece sta lì a far finta di eliminare gli altri.
Ma tra i compiti per i quali è stato creato avrebbe pure quello di tagliare le leggi inutili, quelle leggi magari anche di inizio secolo e mai più applicate, sorpassate e mai più considerate.
Sono decenni che andavano formalmente eliminate dai polverosi archivi dove giacciono ed esiste una vasta pubblicistica al riguardo.
Non davano fastidio, ma per pigrizia nessuno dei vari Ministri della Giustizia vi aveva messo mano. Sarebbe bastato un sottoscala e un piccolo nucleo di Fantozzi e il lavoro sarebbe stato portato a compimento in silenzio. Continua »
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Aprile 22nd, 2009 Riccardo Fucile
SEI ANNI FA ABBIAMO EDIFICATO A NOSTRE SPESE IL CARCERE DI PEQUIN: AVREBBE DOVUTO ACCOGLIERE I MILLE DETENUTI ALBANESI OSPITI DEI NOSTRI ISTITUTI DI PENA… NE HANNO PRESI TRENTA IN SEI ANNI E CI HANNO MESSO I LORO DELINQUENTI LOCALI… CENTO MILIONI L’ANNO IL COSTO CHE L’ITALIA SOSTIENE PER GLI ALBANESI NELLE NOSTRE CARCERI
E’ uno dei tanti scandali italiani, in questo caso italo-albanese, e non solo, un
discorso simile riguarda anche la Romania.
Partiamo da un dato: sono circa mille i detenuti albanesi con condanne definitive nelle carceri italiane. Altrettanti sono quelli di origine romena.
Con l’Albania stipuliamo un accordo nel 2002 che prevede il rimpatrio dei detenuti albanesi con condanne definitive, anche senza il loro consenso. Ma l’accordo fatto resta inapplicato: tra lungaggini, ritardi, sfiancanti controlli dei detenuti da rimpatriare da parte delle autorità locali, sapete quanti albanesi abbiamo rispedito nelle carceri di Tirana in quasi sette anni? Trenta.
Stesso discorso viene impostato nel 2003 con il governo di Bucarest: rimpatrio dei detenuti con sentenza definitiva.
Bucarest prima firma l’accordo, poi nei fatti lo ostacola con controlli interminabili da parte della loro magistratura, la macchina burocratica si inceppa anche in Italia.
Conclusione: sei anni, due detenuti rimpatriati.
Questi sono dati ufficiali del Ministero, non ci inventiamo nulla. Questi duemila e passa detenuti, albanesi e romeni, congestionano ulteriormente i nostri già asfittici penitenziari e costano al contribuente cifre altissime.
Dati ufficiali: un detenuto costa 100mila euro l’anno. Breve calcolo: sono cento milioni l’anno che ci costano i mille detenuti albanesi e altri cento milioni quelli romeni.
Totale duecento milioni: pensate che per rinnovare il contratto alle forze dell’ordine ( una miseria peraltro) sono stati spesi 100 milioni, la metà di quanto spendiamo per ospitare nelle nostre carceri questi 2.000 detenuti.
Eppure il governo precedente e attuale parlano sempre di contatti con i governi di Tirana e Bucarest, di collaborazione, di intesa, di programmi comuni: tutte palle.
Non riusciamo neanche a far rispettare gli impegni assunti, ma state tranquilli che non blocchiamo certo per questo gli accordi economici con quei Paesi.
L’importante è fari affari, il resto non conta, tanto paga il contribuente.
Ma lo scandalo più vergognoso è un altro ancora. Continua »
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Marzo 26th, 2009 Riccardo Fucile
RACCONTA LE SUE EPICHE GESTA IN UN LIBRO DI CUI STAMPERA’ MIGLIAIA DI COPIE… MA UNA VOLTA NON ERA ROMA LADRONA?… INVECE CHE PAGARSELO DI TASCA E’ FORSE “FEDERALISTA” FAR PAGARE 10.000 EURO AL COMUNE DI TREVISO?
Si tratta di trecento pagine e migliaia di copie pronte per essere diffuse nella
Marca trevigiana dove il popolo si contenderà il racconto delle sue epiche gesta.
L’autore è lo sceriffo Giancarlo Gentilini, classe 1929, vicesindaco di Treviso, leghista doc, quello, per intenderci, che ha fatto togliere le panchine per impedire che chiappe non autorizzate ed extracomunitarie potessero contaminarne la vernice.
Quello famoso per le battute sui “culattoni” o sugli immigrati da travestire come “leprotti per consentire ai cacciatori di addestrarsi”.
Dopo vari tentativi, riuscirà a farsi pubblicare la sua “Enciclopedia”, il sacro testo delle sue iniziative e del lavoro fatto dalla Lega dal 1994 ai giorni nostri, con particolare attenzione all’epoca di Gentilini sindaco ( fino al 2003).
Dopo due mandati la legge gli ha impedito il tris e ora è vicesindaco.
Nella “Roma ladrona” forse qualcuno le proprie memorie le avrebbe fatte pubblicare a proprie spese, ma Gentilini ha pensato bene che l’esborso fosse invece a carico del comune di Treviso, ovvero del contribuente e l’ente locale ha stanziato la somma di 10.000 euro a tal fine. Continua »
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Marzo 20th, 2009 Riccardo Fucile
SE NON VERRANNO ABOLITE, COL NUOVO PROGETTO FEDERALISTA I COSTI DELLE PROVINCE SALIRANNO DA 17 A 27 MILIARDI L’ANNO… ALTRO CHE RISPARMIARE, TRA FONDI DELLO STATO E NUOVE TASSE LOCALI IL FEDERALISMO FISCALE CI COSTERA’ DI PIU’… IN FRANCIA SI SPENDONO 18 MILIARDI, IN SPAGNA 13 MILIARDI
Le Province, non solo non sono state abolite, ma costeranno molto di più al contribuente italiano quando il federalismo fiscale sarà diventato una realtà .
Sembra un paradosso, per i molti discorsi che si sono fatti in questi anni sull’inutilità e lo spreco di questi enti territoriali, ma questa è la realtà .
Anzi, è bene partire da un dato: oggi le amministrazioni provinciali costano tantissimo, 17,5 miliardi di euro l’anno, ma costeranno al cittadino-contribuente ancora di più, circa 27 miliardi di euro l’anno quando l’impianto fiscale federale sarà andato a regime.
Una cifra sbalorditiva, molto di più di quanto lo Stato spende per sostenere il welfare in questo periodo per arginare la crisi.
Il testo legislativo sul federalismo fiscale, approvato al Senato il 22 gennaio, già all’art 1 torna a consacrare le province con un riconoscimento esplicito.
La norma è molto chiara quando afferma che ” disciplina altresì i principi generali per l’attribuzione di un proprio patrimonio a comuni, città metropolitane, province e regioni”.
L’altro articolo centrale della legge sul federalismo fiscale, il due, consacra invece “l’autonomia finanziaria” delle province. Continua »
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Febbraio 25th, 2009 Riccardo Fucile
SECONDO IL “SOLE 24 ORE”, OGNI ITALIANO SPENDE 300 EURO L’ANNO PER FINANZIARE LA PROPRIA AMMINISTRAZIONE… A NAPOLI MANTENERE IL CONSIGLIO COMUNALE COSTA 56 MILIONI DI EURO L’ANNO, A MILANO 27,3 MILIONI DI EURO… E NAPOLI E’ ANCHE IL FANALINO DI CODA IN QUANTO A PRODUTTIVITA’: SOLO 55 DELIBERE APPROVATE CONTRO LE 312 DI ROMA, LE 142 DI TORINO E LE 74 DI MILANO
Dalle pagine di Novella 2000 recentemente Rosa Russo Jervolino ha dichiarato in un attimo di autocritica: “Se fossi una cittadina napoletana non mi voterei”.
In effetti, di ragioni ne avrebbe molte per non votarsi e non solo per gli scandali che hanno recentemente coinvolto la sua Giunta.
Il suo Comune, infatti, risulta di gran lunga il più generoso d’Italia.
Solo per far funzionare gli uffici dell’Amministrazione locale, nel 2007 ha speso la bellezza di 525,9 milioni di euro.
Esattamente 539,3 euro per ogni cittadino, record nazionale, come rilevato dall’ultima indagine sul bilancio dei Comuni pubblicata dal Sole 24 Ore.
Già in testa alla classifica per numero di assessori indagati, appalti sospetti e discariche fai-da-te a ogni angolo di strada, il capoluogo campano si deve accontentare del dodicesimo posto in Italia alla voce “spese per organi istituzionali”.
Sindaco, giunta e consiglio comunale costano ai cittadini 56 milioni di euro l’anno, quasi 60 euro pro capite.
Il triplo di quanto costa la politica ai milanesi: 27,3 milioni di euro in tutto, 20,9 ogni residente. Continua »
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Febbraio 25th, 2009 Riccardo Fucile
NON BASTAVA LO STIPENDIO DI 14MILA EURO AL MESE AI CONSIGLIERI PROVINCIALI DI TRENTO, PIU’ ALTRI 1.800 AL MESE DI RIMBORSI SPESA.…SI SONO ANCHE AUMENTATI LO STIPENDIO DI 303 EURO AL MESE E CHI NON E’ STATO RIELETTO HA AVUTO PURE UNA INDENNITA’ DI FINE RAPPORTO DI 55MILA EURO… E ORA UNA NUOVA ELARGIZIONE: 152MILA EURO A TESTA PER IL VITALIZIO… HANNO LAVORATO PER 5 ANNI 9,8 ORE LA SETTIMANA
Lo zio d’America è sbarcato a Trento, sotto forma di una eredità -elargizione agli ex consiglieri provinciali: un regalo di 207 mila euro lordi per ringraziarli di 5 anni al servizio della Comunità .
Per cinque anni, quando erano in carica, non è che fossero degli indigenti peraltro.
Grazie allo statuto speciale che, nell’autonomo Trentino, li equipara ai consiglieri regionali, un eletto in Consiglio provinciale guadagna la modica cifra di 14mila euro lordi al mese, più altri 1.800 di rimborsi spese, più 14mila chilometri l’anno di rimborsi benzina.
Proprio quest’anno per adeguare la busta paga all’inflazione, i poveretti si sono concessi un aumento di 303 euro al mese.
Mentre in Trentino si è raggiunta la cifra record di 3.222 lavoratori in mobilità , per far superare agli ex consiglieri provinciali l’impatto psicologico della non rielezione, lo scorso dicembre una delibera aveva liquidato ciascuno di loro con un assegno di 55mila euro, come trattamento di fine rapporto.
Troppo poco evidentemente: ecco che agli ex consiglieri viene data la possibilità , invece che aspettare i 65 anni per godere di un vitalizio di 750 euro da sommare alla pensione, di incassare subito una somma forfettaria di 152mila euro. Continua »
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Febbraio 19th, 2009 Riccardo Fucile
AUMENTI FINO A 1.500 EURO LORDI PER AUTISTI E BARISTI DELLA BUVETTE…MALUMORI TRA LE ALTRE CATEGORIE ESCLUSE… I VENTOTTO AUTISTI PASSANO AL SECONDO LIVELLO…L’OPERAZIONE COSTERA’ 343.000 EURO L’ANNO ALLO STATO
A Palazzo, la congiuntura non si sente e neanche l’aria di crisi. La Camera non licenzia certo il personale, anzi lo premia aumentandogli lo stipendio.
Due sono le categorie beneficiate ( in attesa delle altre): autisti e banconisti alla buvette. L’amministrazione di Montecitorio ha deciso di promuoverli dal primo al secondo livello “funzionale-retributivo”, il che non significa diverse mansioni, ma solo più soldi: da 300 a 1.500 euro lordi al mese.
Il premio destinato ad autisti e baristi ha scatenato malumori e gelosie tra le maestranze escluse dall’aumento.
Montecitorio ha, infatti, a contratto commessi, barbieri, informatici, antennisti, grafici, stampatori, guardarobieri, centralinisti, infermieri, meccanici, posteggiatori, falegnami, addetti agli impianti di riscaldamento e condizionamento.
E ancora operai edili, tinteggiatori, tappezzieri ed elettricisti, tutti imbufaliti in quanto esclusi dall’avanzamento di carriera e che meditano ricorsi. Continua »
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Febbraio 14th, 2009 Riccardo Fucile
GLI UFFICIALI GIUDIZIARI SPENDONO PIU’ DEL TRIPLO DI QUANTO INCASSANO… IL 60% DEI FONDI SERVE PER PAGARE MAGISTRATI E IMPIEGATI… 1200 GIORNI PER UNA SENTENZA
La bilancia della giustizia italiana pende tutta da una parte: quelle delle perdite. Si è calcolato cioè che un tribunale di medie dimensioni costa in un anno 43 milioni di euro e produce ricavi per 12. Un’operazione facile facile, e si capisce come quei 31 milioni svaniti nei corridoi dei Palazzacci della Penisola ce li rimettano i cittadini.
Così le tasse dei contribuenti finiscono negli ingranaggi dei procedimenti senza che questi generino altrettanti “ricavi” sia nel senso di un’applicazione efficace del diritto che sul piano dell’efficienza economica.
Il primo studio che cerca di adattare i criteri dell’analisi costi-benefici al sistema giudiziario è stato realizzato dal Comiug (Centro per l’organizzazione, il management e l’informatizzazione degli uffici giudiziari dell’Università di Bologna) e i risultati sono stati resi noti a fine 2008.
Tanto per cominciare, i ricercatori hanno potuto constatare che i tribunali non conservano nei propri archivi qualcosa che somigli a un bilancio di un’azienda privata.
La conseguenza è una diffusa anarchia gestionale e un disinvolto quanto incontrollato spreco di pubbliche risorse.
Una dimostrazione sta nel caso del Tribunale di Bologna: nell’anno di riferimento ( il 2005) le spese sono ammontate a 20,2 milioni di euro, mentre le entrate si sono fermate a 10,9 milioni.
Quanto all’ufficio della Procura delle Repubblica bolognese il disavanzo lievita a 21,7 milioni di uscite contro 426mila euro di introiti. Continua »
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Febbraio 13th, 2009 Riccardo Fucile
ARRIVA PUNTUALE LA DENUNCIA DELLA CORTE DEI CONTI: CONTROLLI SCARSAMENTE EFFICACI, RECUPERATI SOLO 34 MILIONI SU 220 ACCERTATI IN 5 ANNI….NEL 2008 CITAZIONI IN GIUDIZIO PER UN MILIARDO E SETTECENTOMILA EURO DI DANNI E 561 SENTENZE DI PRIMO GRADO
Un pachiderma dove la corruzione dilaga perchè i controlli sono pochi ed inefficaci, mentre le
tangenti fanno lievitare il prezzo degli appalti e gli sprechi si moltiplicano.
Questo è il ritratto della Pubblica Amministrazione delineato dal presidente della Corte dei Conti, Tullio Lazzaro, nel corso dell’inaugurazione dell’anno giudiziario della magistratura contabile.
Mali endemici contro cui l’Italia fa poco, confermandosi uno degli ultimi Paesi europei nella lotta alla corruzione.
Con pesanti conseguenze non solo a livello economico, come ha sottolineato Lazzaro: ” Serve la massima trasparenza in ogni agire della Pubblica Amministrazione, altrimenti non può che crescere la sfiducia dei cittadini nei suoi confronti. Le patologie più ricorrenti negli appalti pubblici sono relative a episodi di corruzione e concussione che incidono anche sul prezzo degli appalti, aumentandone l’entità e determinando un maggiore onere finanziario a carico dell’erario, assolutamente ingiustificato”.
Alle tangenti vanno aggiunte poi truffe e sprechi, da quelle nella spesa farmaceutica-sanitaria alle opere edilizie incompiute, sino all’abuso dei prodotti finanziari derivati.
L’emergenza rifiuti in Campania ha portato a condanne con relativo recupero di 650mila euro.
Dal 2004 al 2008, con il riordino delle procedure di esecuzione, la magistratura contabile ha recuperato 34 milioni di euro a fronte di 220 milioni accertati.
Solo nel 2008 ha riscosso crediti dello Stato per 12 milioni, ci sono state citazioni in giudizio per 1,7 miliardi di euro con 561 sentenze di condanna in primo grado. Continua »
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