IL MILIONE DI INVESTITORI CHE HA PUNTATO SULLA CRIPTOVALUTA LANCIATA DAL BULLO DELLA CASA BIANCA HA PERSO IN TOTALE 3,81 MILIARDI DI DOLLARI. LA MONETA DIGITALE IN 18 MESI HA PERSO L’80% DEL SUO VALORE
CHI CI HA GUADAGNATO DAVVERO E’ LA FAMIGLIA TRUMP, CHE HA INCASSATO DALL’EMISSIONE E CON IL TRADING … DA QUANDO E’ ALLA CASA BIANCA, “THE DONALD” HA INTASCATO 2,2 MILIARDI DI DOLLARI, IN BARBA AI CONFLITTI DI INTERESSI (LA SUA DICHIARAZIONE DEI REDDITI È UN ROMANZO DI TOLKIEN, 927 PAGINE)
Diciotto gennaio 2025, vigilia del secondo insediamento di Donald Trump. Gli investitori in
criptovalute — soprattutto i big della Silicon Valley che vogliono cambiare tutto, moneta compresa — animano il Crypto Ball, una festa in una villa sontuosa affittata da Peter Thiel.
Celebrano un presidente «convertito»: considerava le monete digitali una truffa e un attentato al dollaro, ma ha avuto una folgorazione. Ora vuole promuovere il nuovo business: farà degli Usa il leader mondiale delle cripto.
Alle nove di sera un comunicato gela il clima euforico: il neopresidente emetterà la sua moneta digitale, un memecoin senza valore intrinseco chiamato $Trump col volto di «The Donald». Imprenditori che avevano visto nel sostegno del nuovo leader l’occasione per far apparire rispettabile un business dai contorni a dir poco ambigui, si accasciano sui divani.
Ma nemmeno questi spregiudicati imprenditori immaginano fino a che punto oserà spingersi un presidente che si sente onnipotente, gode di un’immunità quasi totale concessagli dalla Corte Suprema ed è convinto di poter trasformare in oro tutto quello che tocca. […]
Qualche milione di risparmiatori, soprattutto suoi fan, investono: non capiscono bene a cosa serva questo denaro virtuale, ma il marchio del presidente sembra una garanzia di aumento del valore. In effetti all’inizio i valori crescono: $Trump arriva a 75 dollari.
La famiglia Trump incassa sull’emissione e guadagna anche sul trading. Anche i primi investitori, le persone più vicine al leader, guadagnano. Ma poi, quando le transazioni si espandono sul mercato secondario, le quotazioni crollano: venerdì scorso $Trump valeva 1,76 dollari, con una perdita del 97% rispetto ai massimi.
Analizzando le transazioni registrate sulla blockchain la società di analisi Nansen ha stabilito che un milione di investitori (988.905, per la precisione) hanno perso cumulativamente 3,81 miliardi di dollari.
All’inizio andava a gonfie vele anche $WLFI, la cripto più simile alle altre sul mercato. Guadagni a man bassa dei Trump anche qui: lo statuto di World Liberty Financial assegna a loro il 75% dei profitti. Poi è crollata anche questa cripto: ha perso l’80% del valore. Qui non esistono dati complessivi. L’esame di un campione di 26 mila portafogli indica che l’85% degli investitori è in perdita.
Trump ignora il destino di questi losers, anzi ne nega l’esistenza: dice che lui si è arricchito come tutti gli altri investitori grazie alle Borse in crescita. Intanto scopriamo che dei 2,2 miliardi guadagnati da lui e dal clan l’anno scorso, 799 milioni sono venuti da WLF, anche grazie a un massiccio investimento degli Emirati.
Il rapporto appena pubblicato indica anche altri modi coi quali Trump ha approfittato della sua carica per arricchirsi (ad esempio attraverso la vendita di scarpe dorate col suo nome e persino di copie «personalizzate» della Bibbia) mentre, secondo il New York Times , i figli del presidente e quelli del ministro del Commercio, Howard Lutnick, hanno interessi in 14 società di minerali rari che hanno chiesto sussidi federali per 8,9 miliardi di dollari.
Un arricchimento senza precedenti (la Costituzione vieta ai presidenti di ricevere qualsiasi emolumento, profitto o vantaggio finanziario oltre allo stipendio stabilito dal Congresso) al quale si sommano doni stranieri come quello del jumbo jet da 400 milioni ricevuto dal Qatar: casi che il partito democratico intende porre al centro di indagini parlamentari.
(da agenzie)
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