IL PIANO DELL’INTERNAZIONALE CRIMINALE SOVRANISTA PER LE DEPORTAZIONI DI MASSA. IN SASSONIA ANHALT L’AFD SOGNA DI GOVERNARE E DARE VITA A UN PIANO DI REMIGRAZIONE PRENDENDO SPUNTO DALL’AUSTRIACO MARTIN SELLNER, TRA I PRINCIPALI IDEOLOGI EUROPEI DEI RIMPATRI FORZATI DEI MIGRANTI
IL “MANUALE D’ISTRUZIONE” MESSO A DISPOSIZIONE DI AFD PREVEDE LE ESPULSIONI DEI CITTADINI TEDESCHI CHE NON SI “SONO ASSIMILATI A SUFFICIENZA” … IL RUOLO DELL’ISTITUTO DI REMIGRAZIONE DI SELLNER A MAGDEBURGO – CHISSA’ SE VANNACCI PRENDERA’ SPUNTO DAI SUOI ALLEATI EUROPEI
Chi si somiglia, si piglia: servisse una prova contemporanea di / questa saggezza popolare, basterebbe guardare al sodalizio che si va creando tra l’AfD della Sassonia-Anhalt e Martin Sellner, alla guida del movimento che organizza gli identitari in tutta Europa.
All’origine della nuova intesa ci sarebbe un documento riservato steso dall’Istituto per la remigrazione di Sellner e ora a disposizione dell’estrema destra di Magdeburgo. Il contenuto: un manuale d’istruzioni per remigrare non solo le persone migranti che non avrebbero più diritto di restare su suolo tedesco, ma addirittura quelli con cittadinanza tedesca che «non si sono assimilati a sufficienza».
Sellner ha organizzato insieme al suo socio Philipp Huemer, ex capo della Identitäre Bewegung, l’associazione di Sellner, a Vienna, diversi vertici sulla remigrazione in Europa dove ha riunito le figure più oscure della destra estrema continentale: oltre ad AfD, figure come l’influencer d’estrema destra olandese Eva Vlaardingerbroek e Viktor Orbán.
Sellner ha anche organizzato incontri più riservati, come quello di Potsdam, dove un paio di anni fa diversi politici di AfD erano stati messi in contatto con neonazisti e altre figure dello spettro estremo: dopo che il giornale d’inchiesta Correctiv aveva diffuso la notizia, i tedeschi erano scesi in piazza a migliaia per diversi sabati di fila per protestare contro il partito di Alice Weidel, che in quel momento arrivò anche a registrare un deciso calo nei sondaggi.
Tra i protagonisti di quegli incontri c’era anche Ulrich Siegmund, il candidato governatore che ha fatto il pieno di voti in Sassonia-Anhalt. Così, l’Istituto avrebbe improvvisamente una nuova sede: Magdeburgo. Non sembra un caso, considerato che già a fine agosto l’istituto ha steso una bozza per un piano per rendere la Sassonia-Anhalt un «caso scuola per la remigrazione».
Nelle 49 pagine sono previsti tre gruppi destinati alla remigrazione: coloro per cui è già stato deciso il rimpatrio, stranieri che hanno diritto di restare in Germania e tedeschi con background migratorio «non abbastanza assimilati».
Per quanto riguarda i minori, poi, sono previste delle “classi di transito”, in cui sia loro impartito un «orientamento verso il rimpatrio». Dopo la prima fase di rimpatri ed espulsioni, è previsto un periodo di «rigenerazione del paese», in cui si lavori per aumentare il numero di nascite per donna.
Il contenuto, insomma, è tutt’altro che inoffensivo: è previsto anche un ufficio regionale per la remigrazione per organizzare tutti i rimpatri in maniera centrale e verificare tutte le pratiche d’asilo pendenti e anche quelle già approvate, così come le cittadinanze tedesche già concesse, per controllare i «casi sospetti» e se siano state acquisite in maniera «illegale».
A livello pratico, poi, nei giorni scorsi Siegmund si è detto felice degli investimenti nel riarmo del paese perché i nuovi mezzi potranno tornare utili per la remigrazione. Nel dubbio, già nel programma elettorale regionale si punta a uno stanziamento di 100 milioni di euro per un’offensiva remigratoria.
Le persone provenienti da paesi terzi “sicuri” verrebbero respinti, tutto il denaro detenuto dalle persone in arrivo requisito e i migranti collocati in strutture lontane dai centri abitati. Non c’è la certezza matematica che AfD abbia ricevuto il documento dei sellneriani, ma visti i contatti precedenti certamente non c’è da escluderlo.
Mentre l’orizzonte sulla Sassonia-Anhalt si fa sempre più scuro, nel resto della Germania monta la preoccupazione. Soprattutto tra i servizi segreti interni, che hanno segnalato le varie frange di AfD a più riprese per i loro atteggiamenti di estrema destra, ma anche nell’apparato di sicurezza.
(da “Domani”)
Leave a Reply