“LA RUSSIA NON POTRÀ VINCERE”. A DIRLO È ANDREY KLEPACH, CAPO ECONOMISTA DELLA VNESHECONOMBANK, UNA BANCA STATALE DI MOSCA: “CI ILLUDIAMO CHE L’UCRAINA FINIRÀ PER CROLLARE, MA NON COLLASSERÀ… MENTRE NOI SIAMO SEMPRE PIÙ INDIETRO NELLA CONCORRENZA TECNOLOGICA ED ECONOMICA, NON SOLO RISPETTO A CINA E USA, MA ANCHE ALL’UCRAINA”
DICHIARAZIONI CHE SI SOMMANO AL PANICO PER GLI ATTACCHI CON DRONI DI KIEV, CHE PENETRANO SEMPRE PIÙ NEL TERRITORIO RUSSO … LA REAZIONE DI PUTIN? HA LICENZIATO KLEPACH, A DIMOSTRAZIONE DELLA BOLLA DI “FALCHI” CHE TIENE LE REDINI DEL REGIME
Lo scontro con Kiev è entrato in una nuova fase che sta mettendo in crisi la Russia, attaccata quasi ogni notte da centinaia di droni e missili ucraini. Ieri è toccato di nuovo al gigante del commercio online Wildberries, il cui terminal logistico di Koledino, vicino a Mosca, ha bruciato per ore.
Sono stati colpiti anche un magazzino vicino all’aeroporto Domodedovo e una fabbrica di carburante missilistico nella regione di Rostov-sul-Don, riferisce il comando ucraino. La Russia ha risposto bombardando il mercato dei libri usati a Kiev, la raffineria di Kremenchuk e l’impianto siderurgico di Kryvy Rih, oltre ai consueti attacchi alle navi cariche di grano nella zona di Odessa.
Una guerra finalizzata a distruggere le rispettive economie, nella quale, secondo il capo economista della Vnesheconombank russa Andrey Klepach, «la Russia non potrà vincere. Ci illudiamo che l’Ucraina finirà per crollare, ma non collasserà… mentre noi siamo sempre più indietro nella concorrenza tecnologica ed economica, non solo rispetto a Cina e Usa, ma anche all’Ucraina».
Un verdetto durissimo, soprattutto se emesso dall’economista di una delle maggiori banche statali russe, ma Klepach lo ha confermato con una serie di numeri e la promessa di una recessione e di «una crisi sociale quando nessuno se l’aspetterà».
Un nuovo segnale di panico nell’establishment russo, dopo gli inviti alla pace di German Gref, presidente della prima banca russa Sberbank, e la lettera dell’oligarca Andrey Melnichenko all’Economist.
La reazione del Cremlino non si è fatta attendere: ieri la testata The Bell ha scritto che Klepach è stato licenziato, in una conferma sia dello scontro tra “falchi” e “moderati” a Mosca, sia della predominanza dei primi sui secondi.
Che viene confermata anche dal processo a Lev Shlosberg, attivista del partito Yabloko (appena eliminato dalla gara elettorale): nonostante avesse negato all’Ucraina lo status di “vittima” dell’aggressione russa, la sua richiesta di avviare trattative di pace sta per costargli 12 anni di carcere.
Mentre il Cremlino sta eliminando dallo spazio pubblico chiunque si opponga, per qualsiasi motivo, alla guerra, i suoi sostenitori vengono presi di mira da “partigiani” filoucraini: ieri a Sebastopoli è stata arrestata la escort 32enne Margarita Reut, che ha ucciso con una bomba l’ufficiale della marina Robert Shageev. Rischia fino a 30 anni di carcere, ma ha dichiarato di «non pentirsi di quello che ha fatto».
(da “la Stampa”)
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