“NON CI SONO RISCHI NELLA RATIFICA DEL MES”: GIORGETTI SCONFESSA MELONI E SALVINI
IL MINISTERO DELL’ECONOMIA HA INVIATO ALLA COMMISSIONE ESTERI DELLA CAMERA UN PARERE TECNICO ESTREMAMENTE FAVOREVOLE ALLA FIRMA DELLA RIFORMA DEL FONDO SALVA STATI: “L’ATTIVAZIONE PORTEREBBE A UN MIGLIORAMENTO DEL RATING E DELLE CONDIZIONI DI FINANZIAMENTO”
“Non si rinvengono nell’accordo modifiche tali da far presumere un peggioramento del rischio legato a suddetta istituzione”. Lo si legge in una lettera del Mef, firmata dal capo di Gabinetto del ministro, inviata alla Commissione Esteri della Camera a proposito della ratifica del Trattato sul Mes, che l’ANSA ha potuto visionare.
“Inoltre, – si legge nel parere tecnico – non si ha notizia che un peggioramento del rischio del Mes sia stato evidenziato da altri soggetti quali le agenzie di rating che hanno invero confermato la più alta valutazione attribuitagli anche dopo la firma degli accordi sulla riforma”.
Ecco il testo del parere tecnico fornito dal ministero dell’Economia, rispondendo ad una lettera del presidente della commissione Esteri della Camera che aveva chiesto elementi informativi sulle due proposte di legge di ratifica del Mes (di Piero De Luca del Pd e di Luigi Marattin di Iv), “con particolare riguardo agli effetti diretti e indiretti sulle grandezze di finanza pubblica derivanti dalla ratifica dell’accordo”.
“Per quanto riguarda gli effetti diretti sulle grandezze di finanza pubblica dalla ratifica di suddetto accordo non discendono nuovi o maggiori oneri rispetto a quelli autorizzati in occasione della ratifica del trattato istitutivo del Mes del 2012. Con riferimento a eventuali effetti indiretti, in linea generale, questi appaiono di difficile valutazione.
Essi potrebbero astrattamente presentarsi qualora le modifiche apportate con l’accordo rendessero il Mes più rischioso e quindi maggiormente probabile la riduzione del capitale versato o la richiesta di pagamento delle quote non versate del capitale autorizzato. Ciò premesso non si rinvengono nell’accordo modifiche tali da far presumere un peggioramento del rischio legato a suddetta istituzione”
“Inoltre non si ha notizia che un peggioramento del rischio del Mes sia stato evidenziato da altri soggetti quali le agenzie di rating che hanno invero confermato la più alta valutazione attribuitagli anche dopo la firma degli accordi sulla riforma. In particolare l’agenzia Moody’s nel giugno 2022 ha alzato il proprio rating sul Mes portandolo al massimo (ad Aaa da Aa1), citando la riforma del Trattato fra i fattori che hanno determinato il miglioramento del rating. Inoltre le maggiori agenzie di rating che stimano la rischiosità di un emittente (S&P, Fitch e appunto Moody,s), al momento conferiscono al Mes la tripla A o valutazione equivalente”.
“Inoltre relativamente agli effetti indiretti sulle grandezze di finanza pubblica derivanti dalla sola ratifica dell’accordo, sulla base di riscontri avuti da analisti e operatori di mercato, è possibile che la riforma del Mes, nella misura in cui venga percepita come un segnale di rafforzamento della coesione europea, porti ad una migliore valutazione del merito di credito degli Stati membri aderenti, con un effetto più pronunciato per quelli a più elevato debito come l’Italia.
Quanto questo comporti in termini di possibile riduzione del costo dell’indebitamento del nostro Paese è, tuttavia molto difficile da prevedere ex ante”.
“Per quanto riguarda gli effetti sulle grandezze di finanza pubblica derivanti dall’attivazione del supporto finanziario fornito dal Mes, occorre precisare che il costo per lo Stato membro beneficiario dell’attivazione dipende da una serie di variabili tra cui: il costo che il Mes sosterrebbe sui mercati per finanziarsi (cost of funding), il tipo di strumento cui lo Stato membro accederebbe, l’entità della raccolta operata dal Mes, un insieme di elementi previsti dalle linee guida per la fissazione del costo (pricing) dovuto per l’assistenza finanziaria, che sono decise dal Consiglio dei Governatori del Mes, che ha anche la facoltà di modificarla in qualsiasi momento all’unanimità.
Unico requisito posto dal Trattato è che il Mes sia in grado di coprire interamente i costi operativi e di finanziamento sostenuti per ciascuna operazione di sostegno, più un margine adeguato. Inoltre, l’impatto sulle finanze pubbliche dello Stato membro beneficiario andrebbe valutato anche in relazione alla specifica situazione pre-assistenza, in particolare relativamente al proprio costo di finanziamento sul mercato. Rispetto alle prospettive degli altri Stati membri azionisti del Mes, l’attivazione del supporto rappresenterebbe, direttamente, una fonte di remunerazione del capitale versato e, indirettamente, un probabile miglioramento delle condizioni di finanziamento sui mercati”.
(da agenzie)
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